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lunedì 17 ottobre 2011

Il libro del giorno: Dannazione di Chuck Palahniuk (Mondadori)


















Madison ha tredici anni ed è una ragazzina come tante. Be' insomma, più o meno... Figlia di una star del cinema parecchio narcisista e di un miliardario, viene, tra le altre cose, dimenticata per le vacanze di Natale nel suo collegio di iperlusso in Svizzera dai genitori, in giro per il mondo a caccia di orfani da adottare davanti ai media. Durante una notte degli Oscar, Madison riesce nella non facile impresa di morire per una overdose di marijuana, e all'improvviso si trova in una situazione assolutamente diversa da quella della maggioranza delle sue coetanee. Per dirla tutta, Madison non solo scopre di essere morta, ma per giunta di essere finita all'inferno, con la non esaltante prospettiva di dover trascorrere un bel po' di tempo (a occhio e croce l'eternità) tra le fiamme e quei tormenti che lo hanno reso tristemente famoso. Insomma, è innegabile che sia difficile pensare positivo, ma Madison è una ragazza pratica e cerca da subito di rendere meno terribili le sue prospettive: prima di tutto deve farsi degli amici, poi deve scoprire come funzionano le cose all'inferno. Infine (e questo è un obiettivo mica da ridere), deve cercare di farselo piacere. In poco tempo diventa amica di un gruppetto di coetanei: una cheerleader, un secchione, un punkrocker e un giocatore di football, e con loro attraverserà il Deserto di forfora e valicherà Colline di unghie tagliate, per arrivare alla città fortificata dove vive Satana...

sabato 30 luglio 2011

Il libro del giorno: Ragazza di periferia. La mia piccola favola di Anna Tatangelo (Mondadori)












Certe storie somigliano talmente a delle favole che sembrano fatte apposta per essere raccontate. La storia di Anna Tatangelo è quella di una Cenerentola contemporanea, materia di sogno per tante ragazze come lei. Anna nasce a Sora, nella profonda provincia laziale. È l'ultimogenita di Dante e Palmira, due pasticcieri che producono la ciambella sorana. Anna ama la musica, e ci prova. Fin da giovanissima va in giro per concorsi canori. Il talento non le manca, e tantomeno la tenacia. È così che, a soli quindici anni, si trova sul palco dell'Ariston. "Ho soltanto la mia età" canta nel primo verso della sua Doppiamente fragili. E vince: prima classificata nella categoria Giovani del Festival di Sanremo. Da lì dischi, concerti e altre soddisfazioni professionali si susseguono. Ma la favola non è ancora finita. Lo stesso anno conosce Gigi D'Alessio, una vera star, e con lui canta Un nuovo bacio. Galeotta fu la canzone e chi la scrisse, dopo qualche tempo fra i due nasce una storia d'amore. La giovane Anna si ritrova in una tempesta di maldicenze, viene accusata di essere una rovina famiglie, un'opportunista. Qualche anno più tardi, una gravidanza sembra regalare il sigillo a una storia straordinaria. Ma Anna dovrà soffrire ancora un po', stringere ancora i denti, essere di nuovo più grande della sua età. Il lieto fine arriverà poco dopo, e Anna e Gigi lo chiameranno Andrea. In questo libro Anna racconta la sua piccola favola, senza omettere niente.

domenica 26 giugno 2011

Reckless - Lo specchio dei mondi di Cornelia Funke (Mondadori )












Partiamo da una considerazione di dati di vendita. Il libro di cui mi occuperò in questa sede ha venduto più di un milione mezzo di copie nel mondo. E penso che si accinga a diventare un vero e proprio long seller. Si tratta di un opera sinistra dove la notte sembra avere la meglio sulla luce. Parlo nello specifico di “Lo specchio dei mondi” della bravissima Cornelia Funke edito da Mondadori. Due fratelli animano le pagine di questo “grimorio” Jacob e Will. La notte lo specchio dallo studio del padre, chiama Jacob, cerca di condurlo nel suo mondo non solo abitato da nani, unicorni e altre fantastiche creature … già perché i Goyl sono gli altri “signori” di quell’altra dimensione, esseri di corniola e ametista, fondamentalmente spietati guerrieri. Sarà Will, una volta divenuto adulto, a dover oltrepassare “la soglia” alla ricerca del suo amato fratello. Il libro si presenta con una ricca trama densa di grande letteratura, dove si respira a pieni polmoni un’atmosfera degna del miglior J.R.R. Tolkien. Appena terminato di leggere il lavoro della Funke il lettore sarà conscio di aver vissuto un’avventura ai limiti della fantasia, che insegna come a volte la forza delle tenebre nasconde insidie più forti addirittura del Male, talvolta mascherate da pura innocenza. Una storia gotica, affascinante e spaventosa assolutamente da leggere.
Cornelia Funke è nata nel 1958 nella città tedesca di Dorsten. Tra la fine degli anni '80 e gli anni '90 si impose in Germania con due serie per bambini, intitolate Gespensterjäger e Wilde Hühner. Ottenne grande successo con i libri Il cavaliere dei draghi (1996), ed Il Re dei Ladri (2000, tradotto in italiano nel 2004). Il romanzo che l'ha lanciata è stato però Cuore d'inchiostro, che ha vinto il premio BookSense Book of the Year Children's Literature nel 2003. Cuore d'inchiostro è la prima parte di una trilogia che continua con Veleno d'inchiostro (2005), anche questo vincitore dei premio BookSense Book of the Year Children's Literature. I suoi libri hanno ottenuto un tale successo che nel 2005 il Time l'ha inserita nella classifica dei "100 artisti più influenti del mondo", definendola "la J. K. Rowling tedesca".

lunedì 11 aprile 2011

Il libro del giorno: Il passaggio di Justin Cronin (Mondadori)













Nella foresta boliviana il professor Jonas Lear fa una scoperta sensazionale che cambierà il destino dell'umanità: un virus, propagato dai pipistrelli che, se debitamente modificato, permette di rendere più forti gli esseri umani, addirittura rendendoli semi-immortali. In una base militare in Colorado, il governo degli Stati Uniti inizia ad un livello top secret, gli esperimenti genetici per seguire con attenzione i prodigiosi effetti di questa scoperta. È il Progetto Noah, che impiega come cavie umane dodici “dead man walking” e una bambina. L'esperimento però non va a buon fine: le cavie trasformatesi in creature mostruose e assetate di sangue, scappano dalla base, seminando morte e distruzione. La situazione è fuori controllo. L'unica speranza è rappresentata da Amy, piccola superstite dell'esperimento che ha scatenato l'apocalisse: su di lei il virus ha avuto effetti particolari, trasformandola in una vera e propria chiave di volta nella lotta contro i virali. Sarà l'agente dell'FBI Brad Wolgast a salvarla da una fine terribile. 886 pagine di puro godimento per gli amanti del genere.

sabato 19 settembre 2009

Il libro del giorno (anteprima): Giulio Mozzi, Sono l'ultimo a scendere (Mondadori)

Apparentemente è un diario, un "diario pubblico". Protagonista un uomo che si alza presto la mattina, che prende un treno dopo l'altro e cerca, con tanta o poca difficoltà, di "mandare avanti una vita fatta di relazioni". Le sue avventure sono quotidiane. Possono sembrare ripetitive e banali: incontri in treno o al bar, telefonate da chiamanti sconosciuti, questioni con controllori, postini, poliziotti, commessi viaggiatori, pubblici ufficiali, persone che mai più incontrerà nella vita. Eppure, da questa odissea minore e circoscritta, da questo girare e rigirare su Eurostar e Regionali, dai dialoghi in cui l'insonne, autistico, causidico picaro chiamato Giulio Mozzi si lascia coinvolgere - e di dialoghi sono fitte queste storie credibili viene fuori, com'è appunto nella grande tradizione del romanzo picaresco, una comicità irresistibile, un divertimento assoluto. È una comicità alimentata da equivoci, ripetizioni, ostinazioni; un'ironia paradossale e feroce, figlia di una cronica impossibilità di capirsi, del solipsismo in cui ognuno è chiuso a doppia mandata, di una dialettica che, quando s'impegna a gettare ponti sull'incomunicabilità di fondo, serve soltanto a peggiorare le cose.

"Sono 406 storie credibili e paradossali a un tempo quelle che Giulio Mozzi propone in Sono l'ultimo a scendere. Conversazioni gestite da un protagonista che non accetta di essere ingabbiato nel conformismo di chi ci vuole sempre pronti a rispondere quello che l'altro ha in testa. Vizi, tic, e manie ci danno lo spaccato di una nuova psicopatologia della vita quotidiana"

di Antonella Fiori tratto da D La Repubblica delle donne, p. 76

casa editrice Mondadori:http://www.librimondadori.it/web/mondadori/home


in uscita il 22 settembre

domenica 6 settembre 2009

Il libro del giorno: Il lupo e il filosofo di Mark Rowlands (Mondadori)

Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un'università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin ("re" in gallese antico). Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall'America all'Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili. E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell'umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: "Il lupo è la radura dell'anima umana ... svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi". La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perché immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.

"Il lato scimmiesco di noi umani, dice Rowlands, è quello utilitaristico basato sulla macchinazione e l'inganno. Ma addormentato in noi c'è anche il lupo, che ci propone un patto fondato unicamente sulla reciproca lealtà".

di Franco Marcoaldi tratto da L'Almanacco dei Libri de la Repubblica del 5/08/09 p. 40

martedì 18 agosto 2009

Nani, Ballerine e altre Suggestioni di Angela Leucci (Edizioni Akkuaria

Il Salento. Terra di transito, di attraversamenti, di ragni tarantolati, di ulivi secolari. Salento, terra di meraviglie barocche, di cultura, non solo terra dove impera lu sule, lu mare, lu ientu! Già perché c’è un aspetto della storia della letteratura di questo territorio ancora tutta da scoprire, tutta ancora da valorizzare e da apprezzare, e per certi versi forse poco rassicurante. Obiettivamente la produzione letteraria di queste lande, da Salvatore Toma a Antonio Leonardo Verri sino a Claudia Ruggeri, ha raccontato sia in prosa che versi, una geografia della scrittura che parlava di queste latitudini in maniera non certo entusiastica, dove il lirismo mitologico di un luogo quasi utopico e incontaminato sotto qualsiasi punto di vista, veniva sostituito dalla narrazione di un luogo, il nostro, tutt’altro che idilliaco,anzi … un inferno “minore”, citando l’opera della Ruggeri, dove il barocchismo delle identità diveniva sublimazione dell’ipocrisia, della volgarità, del pressapochismo, di una claustrofobia esistenziale che lacerava ogni slancio. A cavallo poi tra gli anni ’80 e ’90 il Salento ha visto nascere il pulp, la beat generation con Maurizio Leo di Copertino, Giovanni Santese di Sternatia (ricordo per Luca Pensa editore il suo “Amore lavati, che ti porto a ballare), il leccese Vito Antonio Conte, il noir con Luciano Pagano, sino al Giallo di Raffaele Polo, Graziano Tramacere, Gianni Capodicasa, Piero Grima, Lino De Matteis, Lucia Accoto e altri che hanno pubblicato i loro gialli ambientati nel Salento con altre case editrice tra cui Manni. Devo dire che le sorprese non sono ancora finite, sintomo che la possibilità di trasformare una terra del “rimorso” in una gigantesca fonte d’ispirazione per quel genere letterario come il “Giallo” (Il termine "giallo" si deve al colore della collana Il Giallo Mondadori, ideata da Lorenzo Montano e pubblicata da Arnoldo Mondadori a partire dal 1929) che a tutt’oggi ha i suoi appassionati seguaci, sono ancora moltissime. Con meraviglia poi leggo il lavoro di Angela Leucci per i tipi di Edizioni Akkuaria, dal titolo “Nani, ballerine e altre suggestioni” e dal titolo mi aspetto una prosa immaginifica, tra il grottesco e l’onirico o metafisico se si preferisce, sulla scia della migliore visione di un Federico Fellini. Ma pagina dopo pagina mi accorgo che Leucci mi ha coinvolto nella sua ragnatela di storie, personaggi, contingenze davvero inquietanti. Ora che l’autrice sappia come condire di brividi i suoi racconti, è fuori discussione, vi è il crimine, il mistero, le relative indagini per scoprire il colpevole di turno, che vi assicuro in questo caso non è il maggiordomo. Le vicende prendono corpo a Lecce, Maglie, nel Salento tutto insomma, (l’ambientazione è facilmente individuabile) e ci si può immedesimare da subito perché parlano di fatti che sono alla portata della nostra quotidianità, ma che di usuale hanno veramente ben poco in quanto ci fanno capire come le persone che ci circondano, quelle che possiamo incontrare lungo le scale del nostro condominio, mentre facciamo la fila alle poste, o che siedono al tavolo accanto mentre prendiamo un aperitivo con degli amici al bar, rappresentano l’altro come atroce (con un gioco semplice di elisione possiamo trasformare il latino “alter” , altro per l’appunto, in “ater” atroce) ovvero come entità mostruosa che può tutto. D’altra parte i killer seriali ce lo insegnano da Rostov ( nella realtà Andrej Romanovič Čikatilo) in poi! E dunque chiunque potrebbe essere un cannibale, un omicida efferato, un necrofilo e chi più ne ha più ne metta. L’abilità di Angela Leucci sta poi nell’aver voluto trasformare questi incubi in scene descritte con estrema velocità, e sintesi, da 8 mm direi, proprio come l’assurdo e la morte si manifestano in tutta la loro forza e assurdità, senza darti nemmeno il tempo di riflettere. In questo libro si parla di amore, di amicizia, di sesso, di morte con un unico filo conduttore: una lunga scia di sangue. Da leggere magari con sottofondo Nick Cave, Bob Dylan, Tom Waits. Scrive Antonio Errico nella prefazione al libro: “Angela Leucci racconta. Con precisione, esattezza, rapidità. Con ironia, icasticità, a volte con sarcasmo. Interpreta situazioni e condizioni del vivere. Prende parte. Racconta. Dei suoi personaggi conosce ogni storia, condivide tutte le passioni, è compagna di strada discreta, premurosa. Racconta facendosi personaggio tra i personaggi, senza nascondere mai sentimenti ed emozioni, senza pretendere di governare le storie, ma lasciandosi portare dal loro corso, affidandosi, se occorre, all’imprevedibilità della sorte. La sua narrazione prevede – strutturalmente – il soggetto che narra. Le vicende che si dispiegano non sanno farne a meno, lo pretendono, lo richiamano.” Certo, ha ragione Antonio Errico, ma alla fine quello che quest’autrice ci dimostra, è che la sorte alla fine è solo una delle tante storie che esistono simultaneamente in questo mondo, che è il peggiore dei mondi possibili

lunedì 20 luglio 2009

Il libro del giorno: La fortuna non esiste di Mario Calabresi (Mondadori)

"Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi." Come si esce da una crisi, come si supera una perdita, un insuccesso, un fallimento? C'è chi ha avuto la forza di rimettersi in piedi dopo che l'azienda in cui lavorava ha chiuso, chi ha rifiutato di arrendersi dopo che la recessione lo aveva costretto a vendere la casa in cui viveva e a partire per chissà dove, chi ha ritrovato la forza di andare avanti dopo che un lutto sembrava avergli tolto una ragione per vivere. Due anni in viaggio attraverso l'America, trentasei Stati, l'elezione presidenziale più emozionante che si ricordi e tante vite di gente comune. Ma al centro di tutto questo per Mario Calabresi c'è una sola domanda: che cosa accade nel cuore di chi cade e trova la forza di rialzarsi? Magari con fatica, con dolore, ma con tenacia incrollabile e soprattutto senza aspettare la fortuna? Qual è il segreto di una nazione e della sua gente, capace da sempre - ma oggi più che mai - di reinventarsi da zero, di darsi una seconda chance, di eleggere un presidente nero contro ogni previsione, di rimettersi in cammino anche dopo che la più grave recessione del dopoguerra ha travolto la vita di milioni di persone?

"Attraverso queste storie, Calabresi ci fa capire che la vera forza della democrazia americana non sta tanto nella potenza militare o in quella economica, quanto nella profonda fiducia di riuscire a superare gli ostacoli, secondo il principio riassunto nella frase non importa quante volte cadi, quella che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi"

di Giovanni Russo tratto da il Corriere della Sera del 20/07/09, p. 29

casa editrice Mondadori: http://www.mondadori.it/libri/index.html

La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi di Mario Calabresi, 2009, Mondadori (collana Strade blu)

domenica 19 luglio 2009

Il libro del giorno: Noi due come un romanzo di Paola Calvetti, Mondadori (collana Omnibus)

Emma sta per raggiungere la fatidica soglia dei cinquanta, ha un figlio adolescente, un ex marito e una brillante carriera, quando decide di rivoluzionare la sua vita - e quella di molti altri. Nei locali avuti in eredità da una zia, nel cuore di Milano, apre una libreria: si chiama "Sogni&Bisogni" e venderà solo libri d'amore... "Sogni&Bisogni" diventa presto il rifugio e il luogo d'incontro per una folla di personaggi: da Alice, trentenne e vivacissima aiutante libraia, a Gabriella - l'amica di sempre, il cui marito commercialista è il Nemico Fedele che veglia sui progetti di Emma ai tanti lettori, uomini e donne, giovani e anziani, che portano le loro vite fra i libri e così ne trovano di nuove. Ma, soprattutto, è grazie alla libreria e a una fatale coincidenza che Emma ritrova Federico, il grande amore della sua giovinezza.

"(...) un libro da leggere d'un fiato, intelligente, raffinato, elegante, e in cui scoprire o riscoprire, come la lettura possa essere anche occasione di conoscenza, d'incontro se, parafrasando Vinicius de Moraes, mi sento di dire: la lettura è l'arte dell'incontro (lui disse la vita è l'arte dell'incontro). Eppoi evviva queste libraie, queste biblioteche, sapienti donne di libri, di lettura e di vita"

di Massimo Gatta tratto da Leggere:Tutti (giugno/luglio 09), p. 48

casa editrice Mondadori: http://www.mondadori.it/libri/index.html

Noi due come un romanzo di Paola Calvetti
2009. Mondadori (collana Omnibus)

lunedì 13 luglio 2009

Il libro del giorno: Amulet vol. 1 di Kazu Kibuishi (Mondadori)

Il custode della pietra. Amulet vol. 1 un libro di Kazu Kibuishi Due anni dopo un terribile incidente in cui ha visto il papà precipitare in un burrone, Emily si trasferisce con la mamma e il fratellino Navin nella vecchia dimora appartenuta al bisnonno, un geniale inventore scomparso misteriosamente. Ma durante la prima notte nella nuova casa si odono rumori sinistri provenire dalla cantina: il grido della mamma è l'ultima cosa che Emily sentirà prima di vederla sparire, inghiottita da una presenza nascosta dietro la porta! Questa volta Emily non resterà a guardare: per ritrovare la mamma affronterà un viaggio pieno di pencoli, con il piccolo Navin al fianco e un essere minaccioso alle spalle, che la segue a ogni passo. Il mondo che la aspetta è popolato di elfi malvagi, mostri dai mille tentacoli, uccelli rapaci dalle forme più strane, ma anche delle meraviglie che il bisnonno ha messo sul suo cammino per sostenerla nella missione: Miskit, il saggio coniglio di pezza, Cogsley, una ferraglia scorbutica ma sempre pronta ad aiutarla e, soprattutto, un portentoso e ambitissimo amuleto.

" Questo primo volume di Amulet (Will Smith produrrà il film) narra una storia di magia capitata ai giovanissimi Emily e Navin nella casa del bisnonno, dove sono andati ad abitare dopo la morte del padre"

di Luca Raffaelli tratto da XL di Repubblica n.47 (anno 5), p. 181

casa editrice Mondadori: http://www.librimondadori.it/web/mondadori/home

domenica 28 giugno 2009

Il libro del giorno: Il ricatto di John Grisham ( Mondadori)

Cresciuto nello studio legale del padre nella cittadina di York, in Pennsylvania, Kyle McAvoy è un giovane con un roseo futuro davanti. Intelligente e di bell'aspetto. Ma nel suo passato c'è un segreto che lui avrebbe voluto dimenticare, e quando alcuni loschi personaggi lo avvicinano annunciandogli di avere le prove del suo coinvolgimento in uno stupro di gruppo negli anni del college, Kyle avverte la sgradevole sensazione di non essere più l'unico padrone del suo destino. I ricattatori agiscono per conto di un misterioso committente interessato a una causa che vede due prestigiose società darsi battaglia per il possesso dei progetti di un avveniristico bombardiere commissionato dal Pentagono. Kyle, semplicemente, dovrà fare ciò che sogna ogni giovane avvocato: accettare l'offerta di lavorare a New York nel più prestigioso studio legale del mondo, che gli ha offerto un impiego strapagato. Questo gli consentirà di passare ai suoi ricattatori preziose informazioni riguardo al contenzioso in atto. Trovandosi costretto a commettere un crimine per nasconderne un altro, Kyle si rende conto che la sua carriera e la sua libertà sono in pericolo, come anche il futuro che aveva immaginato per sé. Ribellarsi al diabolico meccanismo che rischia di stritolarlo significherà ridare un senso al suo codice etico e mettersi una volta per tutte alla ricerca, della verità, anche su se stesso.

"Con Il ricatto, John Grisham fa compiere al giallo giudiziario più di un passo in avanti verso una strategia narrativa nella quale procedure legali e spionaggio convergono in uno schema complottista che non esclude, anzi esalta, i fattori umani e lo scandaglio psicologico"

di Enzo Verrengia tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 28/06/09, p. 27

Casa editrice Mondadori: http://www.mondadori.it/libri/index.html

Il ricatto di John Grisham
2009, 390 p., Mondadori (collana Omnibus)

mercoledì 24 giugno 2009

Il libro del giorno: Alle spalle della luna di Maria Rita Parsi (Mondadori)

Custodia nasce ad Avezzano, nel cuore dell'Abruzzo, all'inizio della Seconda guerra mondiale. Ma più che gli eventi connessi al conflitto è una vicenda privata a segnare la sua esistenza e quella della famiglia: l'amore del padre - reduce dal fronte greco - per la bella ed eccentrica Crocifissa. La passione clandestina tra i due si alimenta dei frequenti incontri in casa della donna, dove Custodia accompagna il padre: in attesa del suo papà la bambina gioca con una collezione di bambole ed è in quelle ore solitarie che nascono voci e immagini interiori il cui ascolto lascia in lei una traccia indelebile. Ma quando, durante una processione religiosa, la madre di Custodia capisce da un gesto e uno scambio di occhiate la trama amorosa che la esclude, la famiglia entra in crisi. E presto il confronto tra le due rivali e una progressiva resa dei conti sconvolgono la vita di Custodia. La madre, rimasta sola, deve cercarsi una modesta occupazione per pagare i debiti e mantenere i figli, e Custodia viene mandata in collegio. Qui, per la prima volta, assume piena consapevolezza dei volti e delle voci che le parlano e le donano il potere di una misteriosa preveggenza. "Il Popolo dei Signori delle Ombre", così lo chiama, si è messo in amichevole comunicazione con lei e la guiderà in tutti i passi - spesso duri e dolorosi, ma a volte anche inaspettatamente felici - che la attendono. Finché, molti anni più tardi, Custodia potrà rivelare, in una lettera alla madre, di aver capito la meta verso cui tende.

"La scrittrice e psicoterapeuta Parsi racconta la storia avvincente di un'infanzia amara ma salva, una figura femminile che con i sogni e il sapere affronta ogni fatica, dal lutto alla povertà, capace di un amore che contiene anche la malattia e la morte, ma è più forte"

di Ida Bozzi tratto da Il Corriere della Sera del 24/06/09, p. 44

Alle spalle della luna di Maria Rita Parsi
2009, 207 p., rilegato, Mondadori (collana Omnibus)


casa editrice Mondadori: http://www.mondadori.it/

lunedì 22 giugno 2009

Il vento dell'odio di Roberto Cotroneo (Mondadori)

Le Marais è un quartiere della città di Parigi situato sulla rive droite della Senna, a nord dell'Île Saint-Louis. Le attrattive turistiche del quartiere lo rendono una delle zone più visitate della città: luogo probabilmente di maggior interesse del Marais è Place des Vosges, poi di sicuro, il Musée Picasso con la sua collezione di opere del maestro spagnolo, il Musée Carnevalet, che racconta la storia della città di Parigi tramite documenti e ricostruzioni, il Museo dell'arte e della storia del Giudaismo e gli Archives Nationales, con all'interno il Museo della storia della Francia.
Il Marais è uno tra i quartieri più “cool” della capitale francese, grazie alle numerose boutique di stilisti emergenti e locali di tendenza che, negli ultimi anni, sono diventati anche il centro della vita omosessuale della città, diventando un vero e proprio gay village. Al Marais ci sono stato due anni fa per la prima edizione del “Festival del Libro e della cultura italiana”. Qualcuno mi disse che era un posto dove avevano trovato asilo molti dei terroristi rossi degli anni di piombo. Sinceramente se avessi dovuto scegliere un posto per la mia latitanza, anche se fossi stato solo un semplice fiancheggiatore, avrei proprio scelto il Marais, e non perché avesse qualcosa di particolare in sé, ma perché rappresentava una parte dell’immensa Parigi, simbolo totale di passaggi, intrecci, archetipo del bosco jungeriano, dove il ribelle ricostruisce la sua identità e riordina la sua storia. E il Marais lo si trova anche nelle pagine dell’ultimo lavoro di Roberto Cotroneo, Il vento dell'odio (Mondadori, pp. 288, euro 18), dove l’autore parla attraverso le voci dei due protagonisti, degli anni Settanta, e di una porzione di storia d’Italia, densa di fantasmi e coni d’ombra così profondi da non riuscire a scorgerne neanche il fondo. Cristiano Costantini e Giulia Moresco, sono due terroristi, clandestini, due vite e due passati differenti, entrambi figli di due padri dalla doppia vita: uno informatore dei servizi segreti e fedele alla tradizione, ai valori, all’etica fascisti; l’altro detentore di segreti incredibili, e che della Cecoslovacchia ( e della Bulgaria) aveva fatto la sua seconda patria e la sua base operativa sia di affari di carattere economico che politico su più livelli. Sia Carlo che Giulia, sono legati da un unico desiderio, ovvero la volontà di non essere delle pedine, pedine sacrificabili, nelle mani di un passato ancora troppo ingombrante. Terminata l’esperienza della lotta armata, Giulia acquisterà la casa di Cristiano (latitante in Argentina da parecchi anni). Esegue dei lavori di ristrutturazione e trova nascosto in un tramezzo un memoriale, le cui verità sono pesanti come un macigno di svariate tonnelate, e che unisce le loro vite in maniera indissolubile. Cristiano, riceve per vie traverse il memoriale, e da quel momento in poi ,con la consapevolezza di non aver più alcuno scampo, inizia un viaggio allucinante e allucinato tra menzogne e mezze verità: la strategia della tensione, il ruolo dei Servizi deviati, la lotta armata, i tentativi di eversione dei poteri dello Stato, il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro. Cotroneo in questo suo nuovo, magnifico lavoro, che gli ha fatto perdere qualche ora di sonno come scrive proprio di suo pugno a fine libro, parla di segreti spesso solo sussurrati. Segreti di pulcinella direbbe l’ex presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino, se solo si consultassero tutti i documenti delle Inchieste della Commissione da lui presieduta. E scorrono davanti agli occhi della mente del lettore le vicende del caso Moro, ma non solo. Sembra che Roberto Cotroneo ammicchi al mistero dei misteri, una scoperta avvenuta quasi per caso e documentata nello splendido saggio di Stefania Limiti edito da Chiarelettere dal titolo L'Anello della Repubblica con postfazione di Paolo Cucchiarelli. Un servizio segreto di cui nessuno ha mai saputo nulla, venuto fuori dagli archivi del Viminale, una struttura occulta il cui compito era ostacolare le sinistre e condizionare il sistema politico con mezzi illegali, senza sovvertirlo. Un’agenzia con sola funzione perturbatrice, in grado di controllare inoltre qualsiasi terrorismo, sia di destra che di sinistra, e di dirigerne i passi nell’ombra.
Ciò che rende magistrale il lavoro di Cotroneo, sebbene si tratti di un romanzo, è una chiarezza totale, frutto di approfondimenti degni di uno storico del terrorismo, alla Mirco Dondi o alla Manlio Castronuovo per intenderci, nel parlare del periodo più difficile della nostra repubblica, e addirittura di aver riflettuto su un’estetica dell’omicidio politico che supera di gran lunga la più fervida fantasia della più recente corrente artistica dell’iper-realismo oggettivo, che va da Cattelan sino ad Adrian Tranquilli e co.! Ulteriore elemento di pregio del lavoro di Cotroneo, è l’aver lavorato sull’utopia non nella classica accezione filosofica, quanto nel considerarla un gigantesco buco nero, un vuoto primigeno, in cui scompaiono memorie, individualità, passioni, vicende. Un libro che vale la pena leggere, e necessario per ricordare ancora!

sabato 13 giugno 2009

Il libro del giorno: Vite pulviscolari di Maurizio Cucchi, Mondadori (collana Lo specchio)

Condotta su vari temi, questa raccolta parte da un dialogo con la madre scomparsa e si conclude con la cronaca di un breve viaggio per mare, dove l'autore riflette su una sorta di strana coincidenza tra la teoria astrofisica dei buchi neri e il racconto "Una discesa nel Maelstrom" di Edgar Allan Poe. Nelle parti centrali, meditazioni liriche sugli affetti e sull'amore, sul riaffiorare di immagini dalla memoria, sulla presenza viva eppure mutata degli oggetti nel nostro tempo.

"Parte con un potente capitolo autobiografico Vite pulviscolari, la nuova raccolta di poesie di Maurizio Cucchi: la madre morta, il ricordo, lo struggimento del distacco; ma anche il rintocco cupo del nuovo disgregarsi di un'identità forse appena ricomposta in Per un secondo o un secolo (2003) sotto il segno di un'orgogliosa autoironia. Le vite pulviscolari e ignote, che fanno sentire la propria labile presenza da un passato remotissimo inopinatamente ripropostosi, si riverberano nello smarrimento definitivo di un soggetto ormai sull'orlo del Maelstrom, che dispera di potersi attribuire un valore, appunto, non pulviscolare"

di Stefano Giovanardi tratto da Almanacco dei libri de La Repubblica del 13/06/09, p. 40

casa editrice Mondadori: http://www.librimondadori.it/web/mondadori/home

Vite pulviscolari di Maurizio Cucchi
2009, 105 p., brossura, Mondadori(collana Lo specchio)

giovedì 11 giugno 2009

Il libro del giorno: Nuovi Argomenti n.46 - Italia Anno Zero (Mondadori)

Nel 1953 Alberto Carocci e Alberto Moravia fondano "Nuovi Argomenti'', da allora la rivista è rimasta un punto di riferimento per il mondo intellettuale e letterario italiano. Nei suoi cinquantacinque anni di attività si sono alternati alla direzione i principali protagonisti della scena culturale italiana, da Pasolini a Sciascia, da Bertolucci a Siciliano, fino all'impegno attuale di Dacia Maraini. Negli ultimi anni "Nuovi Argomenti" ha saputo dimostrare la sua straordinaria vitalità scommettendo su molte delle voci più interessanti della nuova generazione di scrittori, tra le quali quelle di Alessandro Piperno, Roberto Saviano e Paolo Giordano. In questo numero di Nuovi Argomenti: diciotto racconti sull'inizio del terzo millennio.

Interventi di 18 racconti sull'inizio del terzo millennio

Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Vincenzo Pardini, Giorgio van Straten, Mauro F. Minervino, Helena Janeczek, Lorenzo Pavolini, Carola Susani, Leonardo Colombati,
Flavio Santi, Elisa Davoglio, Mario Desiati, Giancarlo Liviano, Chiara Valerio
Arnaldo Greco, Federica Manzon, Paolo Di Paolo, Paolo Giordano

"Mi piace molto il racconto di Paolo Giordano in questo numero della rivista: un rappresentante di aspirapolvere in crisi viene licenziato mentre suo figlio sparisce ..."

di Antonio D'Orrico (In Venticinque parole) tratto dal Corriere della Sera Magazine n.23 p. 116

Nuovi argomenti. Vol. 46: Italia anni zero.
2009, 350 p., brossura, Mondadori(collana Nuovi argomenti)

sabato 30 maggio 2009

Scritto sul corpo di Jeanette Winterson (Oscar Mondadori). Rec. di Vito Antonio Conte

“Perché è la perdita la misura dell'amore?”: questa domanda, ma potrebbe pur'essere una constatazione (e tante altre cose), è anche l'incipit di una storia densissima, una storia che non è una storia, una storia ch'è tante storie, una storia che leggo non per scelta e nemmeno casualmente, ma per dono di chi l'ha letta (quasi) per caso (frutto d'un altro dono) e ha visto l'immagine di sé riflessa dentro... Una storia che non mi prende, non so perché (o, forse, sì). Ma mi fa pensare. Non so perché si scrive una storia così (o, forse, sì). So perché la leggo: voglio vedere anch'io quell'immagine. Da una prospettiva differente. È una storia dell'amore, non d'amore, ma dell'amore, una storia dell'amore universale, non “la” storia dell'amore universale, ma “una” storia dell'amore universale, dell'amore che non si può dire, di quello difficile da raccontare, che cerchi di renderlo in una storia ma quella (volente o nolente) svicola via, non ne vuole sapere di aderire a quel che è, per quanto attingi dappertutto e i richiami si moltiplicano all'infinito, ma quel tutto non s'incastra, non dice niente, anzi diverge, s'allontana da quel che è e che vorresti fotografare, ma sulla carta -piuttosto che una finitezza- rimangono soltanto tratti sfumati, ché non ci sono parole e qualunque espediente è inadeguato per disegnarla e darle il pur minimo contorno. Non si può definire l'infinito. Lo si può intuire. Forse. Lo si può ascoltare. Lo si può sentire. E condividere. A volte. Ché non puoi dire di tutte le altre storie per far capire la diversità di questa storia, ché non puoi narrare del mondo, dei cieli, delle terre, dei mari, dell'oltre, degli uomini, delle donne, di tutti gli uomini che hai conosciuto, di tutte le donne che hai conosciuto, per spiegare quanto è raro quest'amore! E non basta invocare la bellezza delle stagioni per dipingere la bellezza di quest'amore e non c'è da guardarsi intorno e dentro e altrove per far comprendere quel che sai e quanto ti sfugge per colorare l'improvviso ch'è fragore assordante e quiete indicibile di quest'amore che arriva senza annuncio che ti coglie come scossa d'alta tensione quando compare lei. Lei che già sapeva lei che ti amava già senza saperlo lei che non osava confessarlo neanche a se stessa e che ha avuto l'ardire di dirlo a te lei che non voleva ma che non poteva far tacere quell'amore lei che adesso lo vuole con ogni parte di sé lei che intanto ti era scoppiata dentro spezzato il cuore impazzito ogni atomo frantumata l'essenza e non servono più virgole inutili i punti non c'è bisogno di parentesi nessun segno grafico accapo per niente nessuna interpunzione alcunché che possa in un modo qualunque staccare parole dalle parole respiro dal respiro voce dalla voce pelle dalla pelle anima dall'anima fiato dal fiato labbra dalle labbra natura dalla natura occhi dagli occhi capelli dai capelli carne dalla carne sorriso dal sorriso non si può frenare la piena di un fiume non puoi ripararti dal monsone lui spira tagliente da terra verso l'oceano e dall'oceano verso terra neppure il millenario albero cavo può accoglierti ché questo amore tracima e ti porta con sé non puoi liberarti dalla costanza smisurata dell'aliseo non c'è tregua nel vento dell'amore non c'è ortodossia nella forza degli elementi che possa mutarne il corso non c'è temporale senza devastazione non esistono argini quando la pioggia diventa torrenziale ma anche quell'acqua può essere calda nel gelo dell'inverno più inverno se lasci straripare quell'amore sì che rompa ogni terrena costruzione e non puoi fuggirlo non puoi limitarlo non puoi costringerlo un amore così quando arriva se arriva non conosce leggi un amore così quando arriva se arriva non ha ragione un amore così quando arriva se arriva ignora qualsiasi forma è contenuto assoluto è galoppo di cavalli selvaggi lunghe criniere in faccia ai confini noti scalpitìo assordante e polvere che s'alza fin quando chi governa quell'impeto maestoso unico tra simili riceve un segno proprio quel segno esattamente quel segno e lo trasmette agli altri inarrestabili per il resto che s'acquietano a guardare oltre quella fatalità un amore così è fulmine che genera luce è fuoco che avvampa e divampa è dolore incandescente è fiamma che cauterizza la ferita è gioia lancinante è andare incontro al sole senza motivo stringersi le mani sfiorarsi di baci mordersi il morso graffiare il gatto godendo l'irto pelo e fusa e fusa e fusa è andare così incontro al sole e penetrare tra le ciglia scovando colori mai visti è perdersi nelle infinitesime goccioline di nebbia di una città sconosciuta nel mentre su quel ponte sopra un altro corso umido hai perduto il senso e sai che potrebbe crollare ad ogni istante anche se il tuo peso è leggero come di nuvola araba ma insostenibile come di piombo notturno a Gaza un amore così è tutte le latitudini che hai toccato ed è soprattutto i poli che mai ti è stato dato di avvicinare e chissà forse un giorno chissà forse una notte di luna e di stelle chissà avresti potuto ma ti è mancato qualcosa e l'hai perduto hai perduto quell'amore hai perduto lui hai perduto lei non importa chi non importa uomo o donna ché era proprio quell'amore l'unico amore precisamente quell'amore ed è quell'assenza non il dolore ma quell'assenza che non sopporti non la sopporti proprio non la sopporti più ché l'hai detto l'hai detto bene l'hai detto senza scampo nonostante i troppi manuali che c'è un abisso tra il dolore e l'assenza ché l'assenza è vuoto e “il dolore finisce... ma il vuoto non viene mai colmato”. E puoi scrivere che “L'amore è la sola cosa più forte del desiderio e l'unica vera ragione per resistere alle tentazioni”, puoi far dire a Louise “Non ti lascerò più andar via” e inventarti che “Quello che si rischia è misura di quel che si vale” e (dopo di me, prima di me o insieme a me, cosa importa?) “Vorrei sentire ancora la tua voce”, ma poi – te lo devo dire Jeanette- tu non sai cos'è la felicità, perché l'altro sei tu! Questo ho pensato fortemente a un certo punto. Senza cercare nulla su di te... Poi però so che hai giocato, un gioco brutale e bellissimo, come quell'amore: maledizione e miracolo. Come l'ultima immagine che regali, Jeanette Winterson, in questo libro, “Scritto sul corpo” (Oscar Mondadori, €? Non lo so, ve l'ho detto, è un regalo!), “La storia comincia qui, in questa stanza spoglia. Le pareti stanno esplodendo... Oltre la porta c'è il fiume, ci sono le strade; lì saremo noi. Quando usciamo, possiamo portare il mondo con noi, e prendere il sole sottobraccio. Ora sbrigati, si sta facendo tardi. Non so se questo è un lieto fine, ma eccoci nella piena libertà dei campi”. E chiunque tu sia, donna o uomo, non importa, non importa perché -come aveva giurato- lei (Louise) è ancora con te. E se, come te, “non credo alla letteratura che diventa vita”, sono convinto che la realtà spesso supera la fantasia e, a volte, l'anticipa... Poi inizio a leggere anche “Il sesso delle ciliegie”, sempre di Jeanette Winterson, e nelle prime pagine, tra l'altro, incontro questo pensiero: “Ogni viaggio ne cela un altro nella sua rotta: il sentiero che non è stato seguito e l'angolo dimenticato”. E mi piace. Mi prende. Subito. Continuo ad andare... con te e con quest'altra immagine di te, con te che sei parte di questa scrittura, con te che sei parte di quest'amore.

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Scritto sul corpo di Winterson Jeanette
2000, 210 p., 8 ed.
Editore Mondadori (collana Piccola biblioteca oscar)

mercoledì 20 maggio 2009

Il libro del giorno: Cani da guardia di David Baldacci (Mondadori)

Oliver Stone è il capo del Camel Club, un singolare ed eterogeneo gruppo che si è dato l'ambizioso compito di vigilare sulla sicurezza dei cittadini e di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla corruzione all'interno dei palazzi del potere. Quando Annabelle Conroy, un membro onorario del club, viene a trovarsi in pericolo dopo aver ordito una colossale truffa ai danni di Jerry Bagger - lo spietato proprietario di un casinò di Atlantic City -, Stone e i suoi compagni decidono di fare quadrato intorno a lei. Per quanto pericoloso, comunque, Jerry Bagger non è l'unica minaccia a cui far fronte. Harry Finn è un uomo dalla vita ordinata: vive nei sobborghi di Washington, ha una moglie e tre figli amatissimi. Nonostante le apparenze, tuttavia, svolge un'attività alquanto particolare: è un esperto di sicurezza antiterroristica, un genio in grado di bucare le maglie di qualsiasi sistema di vigilanza, per testarlo prima che avvenga l'irreparabile. Ma dietro la sua tranquilla facciata si cela un altro e più inquietante segreto. Uno scenario molto complesso, in cui si muovono personaggi in grado di influire sugli equilibri nazionali e internazionali. Malgrado la volontà di lasciarsi definitivamente alle spalle un passato fatto di morte e di violenza, anche questa volta Stone dovrà fare appello alle sue doti di ex militare, e al supporto di tutto il Camel Club, per sventare i disegni criminosi e le oscure manovre che interessano le più alte sfere dell'intelligence e delle istituzioni governative.

casa editrice Mondadori: http://www.mondadori.it/libri/index.html

"Mix di pathos, avventura, cattiverie e buoni sentimenti, come sempre in David Baldacci. Leggi curiosa e e sai che non devi fermarti a pensare"

di Lorenza Pizzinelli da Gioia n. 20 (2009), p. 83

Cani da guardia di Baldacci David, 2009, 381 p., rilegato, traduzione a cura di Lamberti N., Editore, Mondadori (collana Omnibus)

martedì 19 maggio 2009

Il libro del giorno: L' incantatrice di Firenze di Salman Rushdie (Mondadori)

Un misterioso viaggiatore dai capelli biondi arriva a Sikri, sede della corte Mogol, e chiede udienza al sovrano Jalalluddin Muhammed Akbar, detto Akbar il Grande. Lo straniero afferma di venire da una sconosciuta, remotissima città di nome Firenze e di avere una storia tanto meravigliosa quanto veritiera da raccontare: una storia che lega i destini della misteriosa capitale d'Occidente da cui proviene a quelli della discendenza del monarca indiano. Inizia così un racconto che, unendo una pirotecnica inventiva a una minuziosissima documentazione, si snoda tra figure storiche gigantesche, una fra tutte Machiavelli, e vede tra i protagonisti l'enigmatica Qara Koz, "Madama Occhi Neri", principessa destinata a sconvolgere con la sua esotica e rara bellezza la raffinata corte medicea. Quanto c'è di vero nel racconto del viaggiatore, il quale afferma di non essere altri che il figlio di Qara Koz? E se ciò che racconta è vero, che ne è stato della principessa? Non si tratterà invece di un bugiardo che, in quanto tale, merita solo la morte?

casa editrice Mondadori: http://www.mondadori.it/libri/index.html


"Nell'ultimo libro di Salman Rushdie, L'incantatrice di Firenze (Mondadori) c'è davvero tanta Italia, che Rushdie ha iniziato ad amare quando passò mesi felici tra Roma e Firenze, da studente di Storia. Il romanzo vendemmia grappoli di trame e storie inuna lingua lussureggiante, da cantastorie, sebbene decadente dalla cura dello scrittore di letteratura, mescendo la corte dei Medici e quella di Akbar il Grande, imperatore indiano"

Luca Mastrantonio
da Il Riformista del 19/052009 p. 17

L' incantatrice di Firenze di Rushdie Salman
2009, 373 p., rilegato, traduzione a cura di Mantovani V.
Editore Mondadori (collana Scrittori italiani e stranieri)

venerdì 15 maggio 2009

Il libro del giorno: Canti del caos di Antonio Moresco (Mondadori)

Questo romanzo è stato scritto nell'arco di quindici anni e assume la sua forma definitiva soltanto adesso, ora che la terza e ultima parte si aggiunge alle prime due che videro la luce nel 2001 e nel 2003. Del tutto rivisto nelle prime due parti, dunque, e finalmente concluso, "Canti del caos" si presenta in tutta la sua assoluta singolarità. Concepito per non lasciare indifferenti, a costo anche di suscitare reazioni di rifiuto, questo romanzo si accampa come opera incandescente, vertiginosa, un'opera che va a inscriversi immediatamente, di diritto, nel novero di quelle imprese estreme che come grandi massi erratici punteggiano la storia della letteratura. "Canti del caos" si è andato formando nel corso del tempo come un organismo vivente, pieno di violenza ma anche di delicatezza e dolcezza, di oscenità ma anche di trascendenza, di passaggi narrativi incalzanti e di affondi lirici. Nella sua gigantesca macchina realistica e metaforica vengono macinati e trascesi i codici, i generi e gli orizzonti letterari di questa epoca: la fantascienza, il poliziesco, il comico, la pornografia, il fantasy, l'horror, il romanzo d'amore, il saggio scientifico e filosofico, la meditazione religiosa e mistica.

casa editrice Mondadori: http://www.mondadori.it/libri/index.html


"Un viaggio visionario e polimorfo, carico di atmosfere stranianti e arroventate"

di Silvia Pingitore

da Il Venerdì di Repubblica n. 1104, p.102

Canti del caos di Moresco Antonio
2009, 1072 p., rilegato, Editore Mondadori (collana Scrittori italiani e stranieri)

mercoledì 6 maggio 2009

Angeli e demoni: il film, il libro




Angeli e demoni di Dan Brown, edito in italia da Mondadori, (39 milioni di copie vendute nel mondo), anche se è stato pubblicato successivamente a Il codice da Vinci, in realtà risale ad alcuni anni prima. Da questi due titoli sono stati tratti i due film omonimi, che hanno letteralmente sbancato i botteghini di mezzo mondo (alla regia Ron Hioward il pel di carota di Happy Days). Nel film di quest’anno, a giorni nelle sale cinematografiche italiane, pare che Tom Hanks, secondo fonti ANSA, abbia ricevuto un cachet record di 35 milioni di dollari. Robert Langdon, ordinario di simbologia mistica e religiosa ad Harvard, viene cooptato da Maximilian Kohler, direttore del CERN a Ginevra (Svizzera), per esprimere il suo parere su un ambigramma ritrovato sul cadavere di Leonardo Vetra, scienziato dell’istituto di chiara fama internazionale. Il professore di Harvard scoprirà che l'omicidio è stato commesso dagli Illuminati, una setta segreta occulta e fedele ai soli dogmi della ragione e della scienza, creduta non operativa da tempi immemorabili. Sul luogo del delitto giunge anche Vittoria Vetra, figlia adottiva dello scienziato, con cui stava lavorando ad un progetto segreto. La scienziata, dopo numerose insistenze, rivela a Langdon e al direttore dell’Istituto, la natura dei suoi studi: insieme al padre è riuscita a creare una quantità ingente di antimateria, una fonte di energia così potente da dover essere compattata in appositi contenitori creati da lei stessa. Ad un rapido inventario fatto nel magazzino dell’Istituto, scoprono che il contenitore contenente la quantità più grande di antimateria è stato trafugato dallo stesso assassino dello scienziato. Intanto nella Città del Vaticano con la morte del Pontefice, è stata subito disposta la riunione del conclave, per eleggere il nuovo vicario di Cristo in terra. Ma a poche ore dall'inizio dell'evento i quattro successori più “gettonati” al soglio pontificio risultato dispersi. Intanto una videocamera del circuito interno della sorveglianza vaticana, mostra un congegno misterioso legato ad un conto alla rovescia. Il congegno è il contenitore più grande dell'antimateria, trafugato nel magazzino del CERN. Langdon e la scienziata riescono ad incontrare il camerlengo Carlo Ventresca, la massima autorità della Chiesa Cattolica: spiegata la situazione al prelato, si ritrovano a dover fronteggiare un’inquietante emergenza: l'assassino in una chiamata telefonica al camerlengo, rivendica non solo il furto a nome degli Illuminati , ma annuncia di voler uccidere ognuno dei quattro cardinali allo scoccare di ogni ora, in una chiesa del cosiddetto Cammino dell'Illuminazione, il percorso iniziatico nascosto tra i monumenti di Roma che permetteva di entrare a far parte della setta. Tutto il resto è una vera e propria corsa contro il tempo a furia di colpi di scena da grande colossal d’azione, e ingegnosi trucchi enigmistici e simbologie simil-esoterico-occultistiche. Ora se ci si dovesse soffermare sulle indicazioni storiche citate nel libro e poi nel film, se si dovesse tentare di fare dei riscontri obiettivi sulle fonti utilizzate da Dan Brown nei suoi libri, si potrebbe con certezza affermare che in ambito di storia delle religioni, storia, e simbologia mistica e magica Dan Brown ne capisce meno di uno studente di Liceo. Tuttavia non posso negare che si tratta di due veri e propri capolavori, destinati ad essere dei long seller, e che bisogna leggere senza farsi troppe seghe mentali, o tentando di confutare le posizioni di Brown. I libri in questione vanno presi per quello che sono: puro, semplice, onesto, accattivante intrattenimento. Impensabile non averli nella propria biblioteca

Angeli e Demoni (il film) – regia di Ron Howard del 2009, con Tom Hanks, Ayelet Zurer, Ewan McGregor, Stellan Skarsgård, David Pasquesi, Cosimo Fusco, Armin Mueller-Stahl, Carmen Argenziano, Ursula Brooks, Pierfrancesco Favino. Prodotto in USA. Durata: 140 minuti. Distribuito in Italia da Sony Pictures Releasing Italia a partire dal 13.05.2009.

la Trama
Il professor Langdon è alle prese con l'indagine su un misterioso ed efferato omicidio che sembra essere collegato agli Illuminati, un'antica confraternita segreta che rappresenta anche la più potente organizzazione sotto copertura della storia. Per gli Illuminati il nemico più disprezzato da sempre è la Chiesa cattolica. Gli indizi portano Langdon a Roma, dove con l'aiuto della scienziata Vittoria Vetra, figlia della vittima, proverà a scongiurare il pericolo dell'esplosione di una bomba piazzata dagli Illuminati in Vaticano. Attraverso una caccia senza soste, Langdon e Vetra saranno chiamati a districarsi tra indizi risalenti a quattrocento anni prima, composti da una serie di simboli antichi che sembrano rappresentare l'unica speranza di sopravvivenza per la Chiesa