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giovedì 12 febbraio 2026

Anche Gli Eroi Muoiono (LP colorato rosso trasparente) Kid Yugi

 


















Kid Yugi ha messo l’abito da morto per spiegare perché il nostro modo di consumare gli idoli è già un funerale collettivo.

Il rapper che celebra il proprio funerale (e manda sold‑out il marketing)


Numeri che gridano “supereroe delle classifiche”, mentre lui sceglie la mossa opposta: si mette in bara in copertina, trasforma l’iconografia del proprio funerale in concept visivo e titola il disco come un requiem per l’idolatria.


La morte dell’eroe diventa la miglior campagna di lancio possibile per un artista che, mentre macina record, ti dice: “Nessuno può essere un idolo perché siamo tutti esseri umani”.

Tracklist come manifesto: dall’ultimo a cadere a Davide e Golia

Guardata da vicino, la tracklist è più di un elenco di titoli: è un percorso narrativo che va dall’eroe al collasso, dall’epica al corpo a corpo con il reale.

È qui che Kid Yugi spinge più in là la sua differenza nella scena rap italiana: costruisce un disco che parla perfettamente la grammatica dell’algoritmo (hook forti, singoli pronti per i social, produzioni alte di volume), ma infila tra le pieghe domande che ricordano più un seminario di filosofia morale che una playlist da palestra.

Il funerale dell’idolatria: come trasformare un concept in macchina comunicativa



  1. Non è shock gratuito: è una strategia per disinnescare la trasformazione in santino da cameretta proprio nel momento in cui i numeri lo spingerebbero alla statuetta di cera.


Questa coerenza, in un mercato dove la maggior parte dei concept si ferma al teaser, è forse l’elemento più internazionale del progetto: “Anche Gli Eroi Muoiono” sembra pensato per parlare a chi consuma pop culture sui social, ma anche a chi studia come la cultura pop cannibalizzi i suoi stessi protagonisti.

L’eroe che rifiuta il mantello (mentre conquista le classifiche)


È come se ogni copia venduta aggiungesse un chiodo alla bara dell’eroe, ma al tempo stesso rendesse più forte la sua tesi: abbiamo un bisogno disperato di proiezioni salvifiche, e nessuna di queste regge l’urto del tempo.


Ed è proprio lì, in quel suono secco, che il disco trova la sua forza commerciale più grande: ti dice che anche gli eroi muoiono, ma finché sono vivi hanno il diritto di raccontarsi da esseri umani, non da icone inviolabili

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Bandai Shokugan - Fighting General Daimos - SMP Fighting General Daimos

 


























Bandai Shokugan ha preso uno dei super robot più “fisici” e coreografici degli anni ’70 e lo ha trasformato in una macchina da desiderio per collezionisti moderni: lo SMP Fighting General Daimos è, a tutti gli effetti, un manuale di marketing applicato alle action figure in formato model kit.

Perché Daimos è tornato (e perché proprio così)


Non stiamo parlando di un semplice “robot rosso anni ’70”, ma del protagonista di Tōshō Daimos, il terzo capitolo della Robot Romance Trilogy, quello in cui il super robot non vince solo con missili e raggi, ma con karate, prese e colpi di taglio al millimetro.


Due versioni, due tipi di fan (e due strategie di prezzo)

Il colpo da maestro sta nella doppia proposta:

Tradotto in linguaggio marketing:

Due livelli di prezzo, due promesse diverse, stesso oggetto archetipico: Daimos come piattaforma di gioco (per pochi) e di storytelling da vetrina (per molti).

Dal model kit all’action figure: come Bandai gioca su 3 pubblici

Lo Shokugan Modeling Project nasce come linea di kit da montare, ma Daimos è chiaramente progettato per parlare a tre target:


  1. Qui la leva non è solo il robot: è il ritorno di un’icona della Robot Romance Trilogy, presentata con proporzioni moderne ma senza tradire la memoria televisiva.

In sintesi: Bandai non vende solo una “nostalgia figure”, vende ore di contenuto generabile – foto, reel, short – intorno a un personaggio con un immaginario già pronto.

Marketing “geo‑mirato”: perché Daimos parla (molto) ai fan filippini e non solo


Nelle review viene citato esplicitamente il “se sei uno dei miei tanti amici filippini, questo è un must”, segno che Bandai ha centrato un fandom geografico preciso, pronto a comprare ogni incarnazione del personaggio.

La combo nostalgia + disponibilità globale via rivenditori online + versione premium per i super fan è una lezione da manuale:

Perché questo Daimos è un “case study” per chi fa marketing di action figure

  1. Doppio rilascio: standard vs Battle Turn Set, per segmentare la disponibilità di spesa senza cannibalizzare il prodotto.

  2. Valorizzazione del moveset: articolazione pensata per il fighting style di Daimos, non solo per pose statiche di “power stance”.

Se collezioni super robot e vuoi un pezzo che non sia l’ennesimo “must” già visto mille volte in bacheca, lo SMP Fighting General Daimos è uno di quei kit che raccontano istantaneamente chi sei: uno che sa scegliere, non solo accumulare.

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