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venerdì 13 aprile 2012

VITTORIA COPPOLA A OTRANTO E A CRISPIANO


Doppio appuntamento nel week end con Vittoria Coppola ed il suo libro “Gli occhi di mia figlia” edito da Lupo editore ed EdizioniAnordest. Il primo sarà sabato 14 aprile 2012 presso la sala laboratori urbani di Art’Etica presso il centro Don Tonino Bello in via Uggiano a Otranto. L’inizio è previsto per le 19,00 e presenta il giudice Salvatore Cosentino. Il secondo appuntamento è invece
domenica 15 aprile 2012 alle ore 18,30  al Carpe Diem Art Cafè, in via Giacomo Leopardi (nei pressi della villa Comunale "G. Falcone") a Crispiano (TA).  L’appuntamento è organizzato dalla LIBRERIA AMICOLIBRO e dall'ASSOCIAZIONE ADHARA. Ospiti dell’appuntamento di aprile la scrittrice Vittoria Coppola e il fotografo Francesco Giusto. L'evento sarà trasmesso in diretta web sul sito www.crispianonline.com. Partners della manifestazione sono la pasticceria "Le tentazioni" di Piero e Gianni, "Altre Visioni" di Gianni Giacovelli e il “Centro Bibite Argese".

Il libro è stato votato miglior romanzo del 2011 RAI Tg1 nel sondaggio della rubrica Billy.
Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di "nostro" c'è invece nell'imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all'infelicità? In questa storia di "non detti", in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza. Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell'amicizia, l'unica che non tradisce.

Vittoria Coppola ha 26 anni e vive a Taviano (LE). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale (Università del Salento, luglio 2010).
Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (LE).
La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura.


FRANCESCO GIUSTO - "La passione per la fotografia è nata pian piano, nel periodo a cavallo dell'avvento del digitale, cominciando come tanti con una compatta e passando alla fotografia tramite reflex nel 2007, acquistata dopo la laurea in informatica. Da allora è stata sempre una lotta costringersi a lasciare la fida compagna a casa, dato che soprattutto il primo periodo era quello contraddistinto dall'eccesso fotografico di fotografare qualunque cosa. Come tutti i fotografi alle prime armi, il paesaggio veniva privilegiato e si è dimostrato una notevole palestra in termini compositivi e di pazienza. In seguito il difficile passaggio dalla 'foto bella', la foto cartolina, alla foto pensata ha portato notevoli benefici in termini di progettualità, pur rimanendo questo un campo aperto, come per qualunque fotografo. Attualmente infatti prediligo il ritratto fotografico, la 'candid' rubata, la street nel senso più ampio del termine, adorando far convivere ed incastonare gli elementi che la scena mi fornisce in maniera surreale e ironica. Posso definirmi quindi un fotografo non professionista, il cui vantaggio principale è quello di poter fotografare quasi tutto ciò che la mia fantasia suggerisce. Il passaggio alla socialità reale è avvenuta due anni fa, rapito da un amico e subito iscritto nel circolo fotografico Controluce di Statte. Partecipo quando possibile a concorsi, incontri e workshop, collezionando qui è lì menzioni e qualche riconoscimento, cosa che fa sempre piacere. Nel prossimo futuro miro, oltre che a ampliare la mia sensibilità e conoscenza, a terminare alcuni progetti, tra quelli iniziati, e altri 'in nuce'"

Le opere presentate al LXVI Premio Strega


Sono 18 le opere presentate al LXVI Premio Strega - promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci in collaborazione con Liquore Strega - dagli Amici della domenica, lo storico corpo votante che dal 1947 attribuisce il riconoscimento a un libro di narrativa italiana pubblicato tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso. Il Comitato direttivo del Premio, composto da due esponenti della Fondazione Bellonci, due rappresentanti di Strega Alberti S.p.A., tre autori premiati e due personalità dei 400 Amici della domenica, si riunirà martedì 17 aprile per selezionare tra le proposte degli Amici i 12 libri che si disputeranno la sessantaseiesima edizione. Il Comitato è composto da Alessandro Barbero, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Tullio De Mauro (presidente), Giuseppe De Rita, Fabiano Fabiani, Alberto Foschini, Dino Gasperini, Melania G. Mazzucco, Ugo Riccarelli.
Questi i libri candidati:
1. La logica del desiderio (Perrone) di Giuseppe Aloe presentato da Alessandro Masi e Walter Mauro; 2. Il silenzio dell’onda (Rizzoli) di Gianrico Carofiglio presentato da Rosellina Archinto e Ferruccio De Bortoli; 3. La fame delle donne (Manni) di Marosia Castaldi presentato da Cesare Milanese e Francesca Pansa;  4. Piccolo testamento (Laurana) di Gabriele Dadati presentato da Gherardo Colombo e Romano Montoni;  5. Così in terra (Dalai) di Davide Enia presentato da Roberto Alajmo e Gianni Borgna;  6. Nel tempo di mezzo (Einaudi) di Marcello Fois presentato da Marino Sinibaldi e Domenico Starnone;  7. La colpa (Newton Compton) di Lorenza Ghinelli presentato da Giuseppe Leonelli e Sergio Santoro; 8. Malacrianza (Nutrimenti) di Giovanni Greco presentato da Paolo Di Stefano e Gabriele Pedullà; 9. L'ultima passeggiata (Mursia) di Gabriella Guidi Gambino presentato da Gianni Letta e Paolo Marconi; 10. Il corridoio di legno (Voland) di Giorgio Manacorda presentato da Enzo Golino e Claudio Strinati; 11. La rabbia (Transeuropa) di Marco Mantello presentato da Raffaella Morselli e Lorenzo Tavolini; 12. La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango) di Gaia Mancini presentato da Luca Canali e Giuseppe Patota;  13. Luna di notte (Gremese) di Amos Mattio presentato da Maurizio Cucchi e Stefano Giovanardi; 14. La sesta stagione (Cavallo di ferro) di Carlo Pedini presentato da Arnaldo Colasanti e Renato Minore;  15. Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi (Mondadori) di Alessandro Piperno presentato da Giorgio Ficara e Raffaele Manica;  16. Amorino (Bompiani) di Isabella Santacroce presentato da Enrico Ghezzi e Angelo Guglielmi;  17. Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie) di Emanuele Trevi presentato da Raffaele La Capria e Francesco Piccolo;  18. Il vuoto intorno (Il foglio letterario) di Claudio Volpe presentato da Dacia Maraini e Paolo Ruffilli
Martedì 17 aprile, al termine della riunione del Comitato direttivo, verrà annunciata la rosa dei 12 libri candidati, che saranno presentati giovedì 26 aprile al Teatro San Marco di Benevento.

ODINEA PAMICI


“Mentre stavo costruendo un tavolo con tante mele sovrapposte di gesso, infinite mele che diventavano una montagna di mele e il tavolo scompariva quasi inghiottito da queste mele, e il tempo passava ed io continuavo a produrre mele di gesso e quando il piacere si esaurì nel fare distrussi il tavolo e tutte le mele, mi consolai con la nutella. Questa fu la mia prima crociata. Nella ricerca della montagna scoprii la rovina di un delirio, stavo costruendo un insolito costrutto ma attraverso tale edificazione capii che volevo definire un gesto. Arrivò il mio turno quando l’uomo mi disse che l’arte è cosa da uomo e di tornare a casa e fare la calzetta, tornai appunto a casa e della calzetta feci il mio lavoro e della casa la mia professione. Cominciai a lavorare sull’autentico, nella casa appunto, per superare quella giustapposizione tra pensiero artistico ed essere donna: il ruolo assurgeva a simbolo stesso di femminilità. Ecco che iniziai a sviluppare una dimensione quotidiana vivendo l’arte come esistenza congiunta alle pratiche manuali, all’aspetto più umile delle fatiche femminili, quello che si consuma all’interno della casa in gesti e rituali ripetuti, come nutrire, vestire, preparare la tavola, conservare il cibo. Conservare tutta la casa svolgendo il domopak su mobili e suppellettili. Nei cassetti della storia seppellii la mia cravatta e senza rappresaglie, ma con estrema libertà, sperimentai le gioie del grembiulino e il birkenstock; mi calai dolcemente nella veste di sposa, nella veste di madre e feci del croco le mie forme, del nardo i miei contenuti fino a cingermi d’alloro il capo e ripetei e ripetei il mio canto... così il lavoro nasceva come mimesi dell’esperienza vissuta, senza prigioni ma con la coscienza di usare proprio quei mezzi domestici per riportarli stravolti sul piano dell’arte.

La casa diventava oggetto di discorso, viverci dentro e proiettarla fuori significava cercare un valore di discussione mettendo in campo un senso di responsabilità nei confronti della propria esistenza, della propria situazione: l’oltraggio al pudore di voler essere madre, moglie e artista. L’arte come diceva Caravaggio è attività morale, è immergersi nella realtà, perchè dipingendo si rifà e si rivive il fato. Ripeto e rivivo il gesto nel luogo dove si consumano storie e memorie tra ciò che si fa e si faceva, concentro l’attenzione su tutto, simpatizzo con tutto ciò che manipolo tra le mani. Niente di straordinario, oggetti e gesti comuni che mi stanno sotto il naso: l’abituale, l’ordinario, le faccende di ogni giorno - Odinea Pamici” (l’opera qui proposta è di Odinea Pamici)

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One Direction: Forever Young by One Direction (HarperCollins Publishers)


“Five boys, five months, one incredible dream. It's crazy to think that five months ago we didn't know each other at all. We were just five guys from different corners of the country, who dreamed of being popstars. Now we've not only found the best friends we've ever had, but we've made it to the final of The X Factor and got a recording contract too! It's been such a wild ride that it's hard to believe it's real at all! We've had the absolute time of our lives, from messing around in the house and playing tricks on the others, to singing our hearts out every week. In Forever Young we tell our story in our own words: from how we got to Bootcamp to how it felt to become 'the most exciting boy band in the country' in a matter of weeks. We'll tell you all about what it was really like backstage and in the house. It's for each and every one of our fans, everyone who believed in us, because we want you to know what really happened on our journey from five normal guys to who we are now. We could never have done it without you. You helped us make our dream come true!Packed full of personal snaps, unseen photographs shot especially for the book and backstage footage, this is the full and remarkable story of our time on The X Factor. Stunningly designed and candidly written, it is a must for all One Direction and X Factor fans..”


Oggi mangio da … n. 209: Ristorante Panaino


“Panaino nasce nel 1963 come "Trattoria da Panaino", così fino al 1975, quando la signora Raffaella, in una nuova location, la trasforma in un Ristorante-Pizzeria. Il tradizionale di prima, oggi, si presenta con una nuova identità, ospita un pubblico vario e ceti che fanno del locale un punto di riferimento. Siamo nel cuore di Lauria, a metà strada tra il Monte Sirino e la splendida Costa di Maratea, a pochi km dal Parco Nazionale del Pollino. Cucina tipica locale e specialità marinare, in un ambiente caldo ed accogliente dove la cordialità è di casa. I particolari fanno la differenza, l'armonia delle forme si mischia con il gusto per dare gioia sia al palato che alla vista!!!”

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Il libro del giorno: La Vera Essenza della Vita (sâdhanâ) di Tagore Rabindranath (Guanda)



La Vera Essenza della
Vita (sâdhanâ)


Tra il 1912 e il 1913 Rabindranath Tagore pronunciò per gli studenti di Harvard, rappresentanti ideali dell'Occidente, le otto conferenze basate sugli insegnamenti della sua scuola di Santiniketan qui presentate nella traduzione di Brunilde Neroni dall'originale bengali. Questo libro ha il significato di un incontro: il grande poeta indiano si fa interprete della propria civiltà e della propria cultura, isolando alcuni temi fondamentali ed eterni (l'amore, il lavoro, la bellezza) ed esplorando l'importanza che essi hanno avuto per i due mondi: quello in cui è nato e quello a cui si presenta. Lo fa con una prosa che ha la semplicità dei suoi versi, e che ci offre considerazioni di straordinaria attualità, affidate indifferentemente a una citazione di sant'Agostino o a un versetto delle Upanisad. La sua voce è quella di una civiltà antica e affascinante, che si è posta le stesse eterne domande dell'Occidente e ha dato risposte complesse e suggestive: nessuno poteva illustrarcele con più suadente autorità di Tagore.

Le CostellAzioni della Gioia di Giulia Jordan (Youcanprint)


In accordo con l’affermazione di Einstein: “Nessun problema può essere risolto dallo stesso livello di coscienza che lo ha creato”, l’autrice indica un nuovo modo per trovare soluzioni ai nostri problemi personali, familiari, spirituali, lavorativi, cioè di fare un vero salto quantico dalla sofferenza alla Gioia, anziché accontentarci di ‘aggiustarli’, come abbiamo fatto fin’ora. Infatti, nelle CostellAzioni della Gioia si esce dal campo morfico della sofferenza dove nascono i disagi, per entrare nel campo della Gioia- Joyfield dove si trovano le soluzioni nate dalla Gioia, per attuare una profonda tras-form-azione della propria vita. Questa tras-formazione rende possibile la realizzazione del nostro desiderio profondo di vivere la vita con gioia. Entrare nel flusso della Gioia è una scelta che spetta a noi e che possiamo attuare proprio Adesso. Geniale e innovativa evoluzione delle Costellazioni familiari di Bert Hellinger di cui l’autrice è stata allieva, le CostellAzioni della Gioia sono nate dall’unione fra il Campo della Gioia - Joyfield, elementi di Fisica quantistica applicati al benessere psicofisico e il modello spirituale dell’Advaita Vedanta. Questo libro si rivolge a tutti coloro che sono interessati a trovare soluzioni ai propri problemi, a chi lavora nelle professioni d’aiuto e in particolar modo ai Costellatori, per attuare un ulteriore trasformazione affinché sia la Gioia il nuovo motore propulsivo che permetterà di aiutare le persone. Uno strumento per tutti e alla portata di tutti, per migliorare la propria esperienza di vita. Giulia Jordan, guida spirituale, esploratrice dell’Essere con una vasta esperienza in campo psicologico, ideatrice delle CostellAzioni della Gioia®, keeper of vision di Joyfield®, condirettore dell’Istituto Internazionale di Muatsu®, insegna psicologia relazionale e Psychealing®. Ha già pubblicato: Iniziazione alla Conoscenza di Sé, ed. Mediterranee.

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Astrorobot



Astrorobot contatto Ypsilon (Burokk-a Gundan IV Mashīn Burasutā - Il IV Battaglione Blocker Machine Blasters?), noto come Blocker Corps. IV Machine Blaster, è un anime televisivo giapponese, realizzato da Akira Hatta e prodotto dalla Nippon Animation nel 1976.

giovedì 12 aprile 2012

In libreria Mani sul terremoto. Campania anni ottanta, l'altra faccia dell'emergenza (Spazio Creativo Edizioni)


Il libro-dossier è incentrato sulla tragedia che colpì la Terra Felix il 23 novembre del 1980; il dramma che seguì a quei terribili istanti di lutti e distruzione fino ai successivi tentativi di ricostruzione, spesso arenatisi nelle secche della “malapolitica”. Nel libro sono i protagonisti dell’epoca a prendere la parola, illustrando le posizioni assunte dai partiti, analizzando le motivazioni che furono alla base di certe scelte. “A lungo mi sono chiesto se intraprendere o meno questa nuova sfida” spiega Pietro Funaro, che poi rivela come, alla fine, l’inchiesta sia nata dalla volontà “di raccontare un avvenimento e tutte le vicende che ne sono scaturite, da un punto di vista diverso rispetto a quello cui di solito siamo stati abituati”. “Mani sul Terremoto”, sottolinea ancora Funaro: “offre un approccio nuovo al disastro ambientale ed umano del sisma” proponendo un tentativo di ricerca “di un punto di vista che possa essere il più obiettivo possibile sulla tragedia del 23 novembre”. E presentando “un’attenta riflessione sull’amministrazione pubblica degli anni Ottanta, che si trovò a dover affrontare un’emergenza dalla portata inimmaginabile”. Il terremoto dell’Ottanta, ma anche quello spesso dimenticato del febbraio del 1981 “hanno rappresentato per l’autore “due colpi fatali allo sviluppo del Mezzogiorno”. Certo, i contributi pubblici e i risultati di diversi finanziarie appoggiarono la politica di ricostruzione, “ma basterà guardare ai risultati ed alcuni interrogativi sorgeranno spontaneamente” riflette Funaro che, nello studiare “decine e decine di documenti, analizzare dati, approfondire fatti ed eventi” si è reso conto “della necessità di raccontare quel periodo diversamente da come fatto finora, assumendo il ruolo di semplice narratore, senza esprimere giudizi legati a facili campanilismi che sarebbe troppo comodo decontestualizzare demagogicamente. “Nel libro - conclude il giornalista - ho voluto dare l’opportunità ai protagonisti della politica dell’epoca, anche a quanti ingiustamente si ritrovarono, non solo in senso figurato, sul banco degli imputati, di spiegare le loro ragioni, di commentare i perché di determinate decisioni e il quadro partitico in cui furono costretti a operare e, non per ultimo, esprimere con profondo rammarico il rimpianto di una progettualità che, ahimè, ancora oggi stenta a riconoscersi nei processi decisionali a tutti i livelli. Ennesima tegola sui progetti di riscatto del Sud”.progetti di riscatto del Sud”.

Autore: Pietro Funaro
Titolo: Mani sul terremoto - Sottotitolo: Campania anni ottanta, l'altra faccia dell'emergenza
Edito da: Spazio Creativo Edizioni
Prefazione di: Ermanno Corsi
Interventi di: Antonio Fantini | Giulio Di Donato

EDDI MIKOVITSCH


“Nato a Trieste nel 1957, dove vive e lavora. Autodidatta Iscritto al Circolo Calligrafico "Incipit". Dal 2002 nel GRUPPO78 di Maria Campitelli Dal 2004 nell'Accademia UNA. In possesso del titolo di geometra e di quello di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, rilasciato dall'Archivio di Stato di Trieste. Impiegato presso la Camera di Commercio I.A.A. di Trieste
- Mi sento attratto dalle lettere. Gli alfabeti rappresentano per me un'attrazione irresistibile. La scrittura, specie se in rilievo, occupa attualmente il primo posto tra i miei interessi artistici. E la carta. Carta povera, nobile, colorata, scritta, stracciata. Carta di giornali, di libri, di riviste, da disegno, industriale, fatta a mano. Rigorosamente usata. Non so il perché di questo amore per carta e alfabeti: quello che conosco bene è il bisogno di manipolare questi materiali, di combinarli, di assemblarli. Forse potrà dipendere dal fatto di aver lavorato tra la carta negli ultimi quindici anni, tra atti e polverosi documenti d'archivio, tra veline battute con vecchie macchine da scrivere e fogli protocollo scritti a mano nelle più varie grafie. Forse che aver avuto tra i miei panorami quotidiani file e file di scatoloni delle più diverse forme e dimensioni può aver contribuito a questo insano sentimento nei confronti di questo fragile materiale. Non so se posso considerarmi un artista: non ho avuto un percorso formativo artistico, per così dire, ortodosso ma sono, appunto, più una specie di autodidatta. Non ho mai affrontato studi nel campo dell'arte, ad eccezione di un breve periodo (e moltissimi anni fa) al "corso di nudo" allora tenuto presso il Museo Revoltella dal Prof. Nino Perizi, tra l'altro anche mio insegnante di disegno alle scuole medie. Se pur in qualche modo ho sviluppato da sempre una certa manualità, devo dire che soltanto in questi ultimi anni ho trovato la mia strada, ed in questo importante si è rivelato il contatto con il circolo calligrafico ed il corso "illuminante" con il calligrafo Jean Larcher sull'embossing. Non sono un calligrafo, non lo nascondo, e provo un'ammirazione infinita per che è in grado di scrivere le "belle lettere". Ho cercato di approfondire le mie conoscenze frequentando il corso biennale di "Archivistica, Paleografia e Diplomatica" tenuto presso il locale Archivio di Stato. Il primo reale approccio con il mondo artistico soltanto alla fine del 2001 nello studio di Paolo Cervi Kervischer, partecipando alle attività che lo stesso artista promuove. L'incontro con l'artista Ciro Gallo, l'ingresso nel Gruppo78 di Maria Campitelli e, più di recente, l'adesione all'Accademia UNA di Trieste, le ultime fasi del mio percorso artistico. - ” (l’opera qui proposta è di EDDI MIKOVITSCH)

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INVISIBILI DI FULVIO COLUCCI E GIUSE ALEMANNO (KURUMUNY EDIZIONI) A MARTANO


Martano Bene Comune e Kurumuny Edizioni presentano il volume “Invisibili” di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno. L’appuntamento è previsto per venerdì 13 aprile 2012 ore 19,00 presso la Sala Karol Wojtyla in Piazza Caduti a Martano (Lecce). Interverrà insieme agli autori Letizia Gaetani (giornalista di Corte Grande)

È passato oltre un anno dalla pubblicazione di "Invisibili. Vivere e morire all'Ilva di Taranto", libro inchiesta scritto a quattro mani da Fulvio Colucci e Giuse Alemanno, pubblicato da Kurumuny Edizioni. Oltre un anno fitto di presentazioni in tutta Italia ma anche una raccolta ideale di storie, incontri, dibattiti nei quali è stata riportata la questione delle condizioni di lavoro e delle ricadute del lavoro e delle fabbriche sull'ambiente e sui cittadini. "Invisibili" (Kurumuny), grazie al taglio giornalistico narrativo, ha dato modo di affrontare una questione 'storica' per la città di Taranto e per tutto il Sud in un modo chiaro e partecipativo; segno ne sono i numerosi incontri che si sono tenuti in tutto il nostro paese.
INVISIBILI. Vivere e morire all'Ilva di Taranto - Non molto tempo fa gli operai dell'allora ITALSIDER vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno. L'ITALSIDER non c'è più. C'è l'ILVA. Una nuova fabbrica con un nuovo nome e nuove regole, ma soprattutto una nuova generazione. Una generazione che sogna la grossa vincita al gratta e vinci o al massimo la divisa da carabiniere. Per i nuovi operai dell'ILVA, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimane la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i tornelli dell'ILVA. La vita scandita dai turni. Tra la fabbrica e la vita fuori, lo spogliatoio dove si svestono i panni civili e si indossa la tuta da operai. Perché l'Ilva è anche volti stanchi, epopea di pendolari, famiglie e figli, doveri e rancori, solidarietà e silenzi, verità e menzogne. L'Ilva è carne viva, metafora di una condizione universale, piccolo spaccato di mondo. Una fabbrica non soltanto di acciaio ma di storia e storie. E sullo sfondo una città lontana assente, dai contorni sfumati come fosse di sabbia, la stessa sabbia che si indurisce nel naso e lo fa sanguinare. Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno è un lavoro a quattro mani che raccoglie e racconta storie di uomini la cui vita è indissolubilmente legata al lavoro, sospesa in aria come il braccio di una gru, operai del più grande stabilimento siderurgico d'Europa, l'Ilva di Taranto. Ma è anche il racconto delle contraddizioni di una città intera, sparsa su 2600 ettari di cui l'Ilva occupa 1600: facile capire chi comanda e chi dà da mangiare ai tarantini, più difficile è capire perché accade che dei bambini, come quelli di Taranto, siano in trincea per una guerra impari contro un nemico subdolo e imprevedibile, l'inquinamento. Il ricatto occupazionale e il sentirsi colpevoli di lavorare. Questo è uno dei pregi di Invisibili, la narrazione di un'umanità divisa fra la necessità e il rifiuto, la psicologia di chi ogni giorno passa quei cancelli aspettando il momento di uscirne, il malessere di chi sa che non può farne a meno pur essendone sempre tentato.
Info:

Coventry Health Care


“At Coventry Health Care, we are driven to ensure that every person and organization we serve received the greatest possible value for their health care investment.  We do this by bringing together members, employers, and providers, making available the best possible information, and together devising solutions that help people enjoy optimal health. Currently, we serve more than 5 million members in all 50 states across a full range of products and services including group and individual health insurance, Medicare and Medicaid programs, and coverage for specialty services such as workers’ compensation. We are committed to delivering these products and services to an ever-widening base of customers.  Coventry has the expertise, the experience, and the agility to craft the new products, the new processes, and the new services needed to make health care more accessible and affordable to all Americans.”

HERE


The Social Conquest of Earth by Edward Osborne Wilson (Liveright Publishing Corporation)


“Where did we come from? What are we? Where are we going? In a generational work of clarity and passion, one of our greatest living scientists directly addresses these three fundamental questions of religion, philosophy, and science while overturning the famous theory that evolution naturally encourages creatures to put family first (Discover magazine). Refashioning the story of human evolution in a work that is certain to generate headlines, Wilson draws on his remarkable knowledge of biology and social behavior to show that group selection, not kin selection, is the primary driving force of human evolution. He proves that history makes no sense without prehistory, and prehistory makes no sense without biology. Demonstrating that the sources of morality, religion, and the creative arts are fundamentally biological in nature, Wilson presents us with the clearest explanation ever produced as to the origin of the human condition and why it resulted in our domination of the Earth 's biosphere.”


Il libro del giorno: Scopri te stesso con la neuroscienza di Ulrich Otto (Bis edizioni)



Scopri Te Stesso con la Neuroscienza -
Libro


Scopri Te Stesso con la neuroscienza è un titolo inusuale che può avvicinare molte persone alla meditazione. L’apparente leggerezza è però del tutto funzionale ad accompagnare le solide basi scientifiche. Attraverso il punto di vista dell’indagine psicologica i lettori possono infatti costruire un quadro certo sugli effetti della meditazione. L’autore Ulrich Ott è laureato in psicologia ed ha intrapreso lo studio scientifico della meditazione per sfatare alcuni miti ed affermare con forza le basi di validità delle varie tecniche, analizzate sia dal punto di vista pratico che teorico. Attraverso ricerche approfondite sugli stati alterati di coscienza Ott ha evidenziato in che modo la meditazione modifica la struttura del cervello e, di conseguenza, perché può avere effetti concreti sulla coscienza e non solo. Il libro prende in esame tutte le componenti della meditazione, dalla posizione alla respirazione, il modo di sentire ed esplorare se stessi nell’introspezione, gli esercizi per migliorarla in base alle proprie esigenze. Un libro molto ben argomentato, concreto, semplice da capire. Un’ottima introduzione alla meditazione per tutti.

Graziella Gardini (Direzione Sea Marconi Envirotech Italia) consiglia : LA RIVOLUZIONE DELLE TASSE di Bruno Tinti (Chiarelettere)


Un patto scellerato. Quello tra lo Stato e gli evasori. Se il 93 per cento del totale del gettito tributario lo pagano i lavoratori dipendenti e i pensionati vuol dire che troppi italiani vivono a sbafo: sono i possessori di partita Iva e i tanti professionisti che denunciano molto meno di quanto guadagnano. Intanto lo Stato li protegge: o non controllandoli, o con iniziative ad hoc come i condoni (uno ogni quattro anni), o con leggi specifiche (abolizione del falso in bilancio). Il messaggio è chiaro: rubare si può.

Ecco la testimonianza di chi ha provato a far pagare le tasse, anche con la proposta di una nuova legge tributaria approdata in parlamento ma affossata dal partito trasversale degli evasori. E ora? La vera rivoluzione di Monti sarebbe quella di far pagare le tasse a tutti. 160 miliardi da recuperare, altro che finanziaria. Potremmo essere più ricchi: come dimostra Bruno Tinti, basterebbe poco per raggiungere un risultato straordinario. Ma bisogna volerlo e non aver paura di perdere il voto degli evasori.

Bruno Tinti è stato magistrato fino al 2008. Si è occupato soprattutto di reati finanziari. Ha scritto il best seller TOGHE ROTTE (Chiarelettere, 2007) cui è seguito LA QUESTIONE IMMORALE (Chiarelettere, 2009). È editorialista de “il Fatto Quotidiano”.

Arbegas



Arbegas (Kōsoku denjin Arubegasu), è la serie anime giapponese di 45 episodi, prodotta dalla Toei Animation nel 1983.

mercoledì 11 aprile 2012

Il sesto - Seconda edizione con bonus track ed altri racconti psychotropic noir di Stefano Delacroix edito da Lupo editore alla Nostoi di Gallipoli


 Il sesto - Seconda edizione con bonus track ed altri racconti psychotropic noir di Stefano Delacroix edito da Lupo editore, verrà presentato da Paolo Vincenti presso la Libreria e Galleria d’Arte Nostoi, il 13 aprile 2012 in via V. Cinque n. 22 a Gallipoli alle ore 20,00.


Negli otto racconti di questo libro (più una bonus track) il noir è in ogni personaggio e ciò rende lo scorrere delle pagine piene di suspance. Ne Il Sesto si aboliscono le differenze tra mondo interno e mondo esterno, tra memoria e attesa del futuro: il tempo non scorre se non nel flusso circolare del percepire-ricordando, eppure le vicende avvengono: suicidi determinati da una falsa percezione dell'altezza; errate letture del mondo che si riconducono alla fatalità di un nome e che conducono a costruire la propria morte, apparentemente accidentale. Il noir di Delacroix è psicotropo, ma nopn psicotico ed è inscritto sul fatto leggero, ma ineluttabile, che la follia è una distrazione della percezione.

Stefano Delacroix nasce a Taranto nell'agosto '66, da genitori leccesi. Trascorre la gioventù diviso tra il Salento e i due mari, conteso dall'amore tra ciò che vive e ciò che inesorabilmente muore, per luoghi incontaminati ed altri in cui la decadenza muove finalmente i suoi passi. Rapito dalla passione per la musica, Delacroix canta così la sua ribellione. Dopo la militanza tra le band giovanili, scoperto da Maurizio Montanari, approda alla corte di Mimmo Locasciulli, pubblicando tra il '94 e il '97 i primi due album da solista, RIBELLI e LA LEGGE NON VALE (entrambi per ed. Hobo e distribuzione Sony Music). Dopo aver cantato le sue canzoni in ogni parte d'Italia, nel 2007, affidando alla penna la sua voce, l'autore pubblica i primi due romanzi: LA MEMORIA DEL MARE (ed. La riflessione) e PERISTALSI (ed. Il Foglio). In base al responso di un sogno profetico, può affermarsi cge Stefano Delacroix morirà il 24 ottobre di un anno imprecisato.


«Nel noir psicotropo in cui sono immersi i protagonisti dei racconti di Delacroix vengono meno le due coordinate esistenziali fondamentali nelle quali l’essere umano si trova a vivere: lo spazio e il tempo. Nel primo racconto della raccolta, intitolato “Il volgere del tempo”, il protagonista inizia a vivere la sua vita al contrario, tornando indietro nel tempo, fino a vedere la donna amata nascere dal grembo della madre; nel racconto che dà il titolo al libro una madre invia una lettera d’addio al figlio, anni luce lontano da lei». (Domenico Fumarola)



Info
LIBRERIA NOSTOI | V. CINQUE 22 - GALLIPOLI (LE) -
Tel. 0833 263701 | nostoi@nostoi.biz

De memoriae fragmentis. La cappella della Maddalena nel Castello di Copertino a cura di Sergio Ortese e Carmelo Cipriani (Lupo editore) il 15 aprile al Castello di Copertino


La presentazione del volume De memoriae fragmentis. La cappella della Maddalena nel Castello di Copertino a cura di Sergio Ortese e Carmelo Cipriani, edito da Lupo editore, sarà nel castello di Copertino, a cura dell'Associazione Culturale “De là da mar” , domenica 15 aprile, alle ore 18.00, presso il mastio del castello. Interverranno l'editore Cosimo Lupo, i curatori del volume, Sergio Ortese e Carmelo Cipriani. Presenterà  Caterina Ragusa, direttrice del castello di Copertino.
Modererà Stefano Donno, giornalista

La cappella della Maddalena nel castello di Copertino. Intervento di Sergio Ortese
“Il castello fu realizzato negli anni Trenta del '500 e completato nel 1540 dall'architetto pugliese Evangelista Menga su committenza del marchese Alfonso Granai Castriota, generale di Carlo V e feudatario della vasta Contea di Copertino, già istituita da Carlo I d'Angiò nel 1266. Impostato su una pianta quadrilatera, l'edificio rinascimentale racchiude a più livelli i resti della precedente fortificazione medievale: il mastio angioino a base scarpata, una grande scuderia, alcuni ambienti abitativi e persino una minuscola cappella gentilizia venuta alla luce nel corso dei restauri eseguiti dalla Soprintendenza di Puglia, tra il 1971 e il 1983, quando sul lato Sud-Ovest del cortile si pose mano alla liberazione delle arcate della loggia. Alla cappella di forma quadrata (lievemente rettangolare nel senso della larghezza) con unica abside fortemente decentrata, vi si accede attraverso una porta (per lungo tempo rimasta murata) posta a un livello intermedio dell’attuale scalone esterno. Le sue pareti, come si intuisce dai frammenti pittorici superstiti (spesso a livello di semplice sinopia), accoglievano un ciclo di altissima qualità con le Storie di Cristo e della Maddalena, poi irrimediabilmente danneggiato quando, abbattuta la volta, si procedette a inglobare l’oratorio nell’attuale struttura cinquecentesca. Nel 1998 un nuovo intervento di restauro condotto dalla Soprintendenza puntò l’attenzione sul recupero di numerosi frammenti pittorici, attualmente staccati e privi di riferimento logistico. Tali frammenti pittorici (oggetto della presente mostra allestita al piano superiore del castello), furono selezionati tra i materiali di risulta di cui era colma la cappella al momento della scoperta. Alcuni di essi provengono dalle pareti, altri dalla demolita volta. Tra i più interessanti si segnala il brano dell’Ultima e cena e del Noli me tangere, oltre a numerosi stemmi facenti capo alle famiglie Enghien – Brienne, Orsini del Balzo e Chiaromonte (alias Clermont – de Guilhem - Lodève). Tali  insegne araldiche, se da una parte consentono di ricostruire la committenza del ciclo, dall’altra s’intrecciano ai passaggi feudali della contea di Copertino che la regina Maria d’Enghien avrebbe ceduto in dote, nel 1415 o poco dopo, alla figlia Caterina del Balzo Orsini, in occasione delle nozze con Tristano Chiaromonte.    Essendo presenti le insegne araldiche dei due sposi, siamo obbligati a collocare il ciclo dopo la celebrazione di tali nozze (1415) e non oltre il 24 aprile 1429, quando Caterina premuore al marito. 
Il recente restauro degli affreschi (2007), per quanto non abbia potuto colmare la lacunosità del ciclo, conferma l’eccezionalità iconografica del programma decorativo e, soprattutto, la straordinaria qualità di un Maestro attivo nella corte dei principi del Balzo Orsini. Il ritrovato ciclo tardogotico di Copertino, insieme a quello di Santa Caterina di Galatina, Santo Stefano a Soleto e di altri cantieri di minor estensione, ma non meno importanti sul piano qualitativo, concorre a dimostrare che il Salento fu interprete di una interessante stagione artistica quattrocentesca, spesso misconosciuta a causa di aggiornamenti iconografici, manomissioni, dispersioni, cancellature o addirittura distruzioni. Il dato quantitativo pertinente a questo settore del Patrimonio storico-artistico, già estremamente notevole alla luce dei più recenti studi, è certamente suscettibile di nuove acquisizioni se si procederà con maggiore sistematicità nell’applicazione di aggiornati restauri, con metodi di indagine specialistica.” ( SERGIO ORTESE - Dottore di Ricerca Università del Salento )

GIUSEPPE ONESTI


“È' nato nel 1944 a Casarsa della Delizia (PN), dove è recentemente tornato a vivere e lavorare. Nell’ immediato dopoguerra, la famiglia Onesti, come avveniva a molte famiglie friulane, si trasferì in Argentina. Giuseppe ha vissuto in quella terra per dieci anni ed ha frequentato l’ Accademia di Belle Arti di Tandil.” (l’opera qui proposta è di Giuseppe Onesti)
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MARRIOT INTERNATIONAL


“As Marriott International has grown to be a leading lodging company with more than 3,700 properties in 73 countries and territories worldwide, we remain grounded in a set of core values: put people first, pursue excellence, embrace change, act with integrity and serve our world. Our relentless focus on innovation and action fuel the way we do business. With the most powerful brand portfolio in the world, we set the bar for the hospitality industry. Yet our strength lies in more than just a business model. It's our unique and storied heritage--a way of doing business--that enriches relationships and instills a passion for who we are. Together, we are opening doors of opportunity...for our guests, owners and franchisees, and associates.”

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Calico Joe by John Grisham (Doubleday Books)


“A surprising and moving novel of fathers and sons, forgiveness and redemption, set in the world of Major League Baseball... Whatever happened to Calico Joe? " It began quietly enough with a pulled hamstring. The first baseman for the Cubs AAA affiliate in Wichita went down as he rounded third and headed for home. The next day, Jim Hickman, the first baseman for the Cubs, injured his back. The team suddenly needed someone to play first, so they reached down to their AA club in Midland, Texas, and called up a twenty-one-year-old named Joe Castle. He was the hottest player in AA and creating a buzz. In the summer of 1973 Joe Castle was the boy wonder of baseball, the greatest rookie anyone had ever seen. The kid from Calico Rock, Arkansas dazzled Cub fans as he hit home run after home run, politely tipping his hat to the crowd as he shattered all rookie records. Calico Joe quickly became the idol of every baseball fan in America, including Paul Tracey, the young son of a hard-partying and hard-throwing Mets pitcher. On the day that Warren Tracey finally faced Calico Joe, Paul was in the stands, rooting for his idol but also for his Dad. Then Warren threw a fastball that would change their lives forever... In John Grisham's new novel the baseball is thrilling, but it's what happens off the field that makes CALICO JOE a classic.”

Oggi mangio da … n. 208: Ristorante Stano


"A ridosso del Sasso barisano, il ristorante Stano è uno dei simboli della riscoperta turistica della città su cui scia riansce la ristorazione di qualità. Il programma di Franco Stano patròn e cuoco, è minimalista ma solido, apparentemente semplice ma difficile da rispettare: la cucina casereccia a conduzione familiare. In questa antica casa con la stalla annessa, l'arredamento strizza l'occhio al moderno, ma le sedie in legno e l'hotellerie riportano l'atmosfera da trattoria. Il ristorante si articola in quattro ambienti rispondenti a tutte le esigenze del gentile cliente. La pizzeria attiva melle ore serali, si alterna al ristorante, sempre in funzione. La batteria di antipasti, con salumi e formaggi sottoli e verdure, è lo squillo di tromba per i primi, paste fresche fatte in casa, condite con sughi classici della tradizione lucana. Seguono la carne alla brace, e i dolci fatti in casa. Robusta e di carattere la carta dei vini”

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Il libro del giorno: La Rinascita di Giorgio Faraci (Bastogi Editrice)



La Rinascita


Il presente studio vuol essere una concisa esposizione sul come, in Occidente, si sia formata fin dall'antichità classica, per poi giungere fino a noi, dopo varie trasformazioni, la credenza in una Rinascita. Intendiamo questo termine nel senso proprio di un passaggio di una data Individualità, avvenutane la morte, in una nuova forma di esistenza corporea. Il termine similare e più comunemente diffuso di "Reincarnazione" è bene usarlo con una certa precauzione, in quanto implica già una adesione ad idee sopravvenute con la modernità, ma che rappresenta una riduzione della questione ad un ordine di pensiero più grossolano. Si è cercato di contenere, nel limite del possibile, le digressioni, quando cioè è stato giudicato indispensabile inquadrare meglio la materia da trattare. Ci si è perciò mantenuti ai concetti di guida fondamentali, sugge­rendo semmai al lettore una serie di spunti, attraverso le citazioni bibliografiche, dai quali, se lo vorrà, potrà procedere ad un approfon­dimento di questa complessa questione. Il saggio è stato suddiviso in due Sezioni principali. Nella prima Parte viene dato conto del formarsi della credenza in una Rinascita nell'Occidente antico, vale a dire nella cosiddetta Età classica. Nella seconda Parte questa credenza verrà comparata con quanto è deducibile, avendo in vista questo particolare aspetto, dalla lettura dei testi tradizionali dell'Oriente, segnatamente Indù. Giorgio Faraci, nato e cresciuto in Torino, risiede attualmente in una piccola città del Piemonte. Formatosi presso il Liceo classico Cavour di Torino, cui molto deve, si è applicato fin dalla gioventù allo studio delle Tradizioni esoteriche e religio­se, sulla scorta delle opere essenziali di Julius Evola e René Guénon. Ha in seguito approfondito la conoscenza della Tradizione Massonica, su cui ha anche pubblicato (edizioni Arktos) un saggio, dal titolo il vero fine della Massoneria. E passato in età matura a seguire, dal punto di vista operativo, gli inse­gnamenti di un Maestro cinese, dedicandosi alla pratica della Disciplina del Qi Gong. In questo contesto ha ricevuto una Iniziazione Taoista

Graziella Gardini (Direzione Sea Marconi Envirotech Italia) consiglia : Sospiri rivoluzionari di Deborah Govoni (Youcanprint)


Le poesie di Deborah Govoni vivono della vena naturale di un lirismo istintivo e trasparente, di grande forza comunicativa, filtrato da elementi linguistici appropriati e maturi, capaci di creare un immediato rapporto col lettore, che non resta mai spettatore passivo degli eventi narrati. E' un vitalissimo pullulare d’immagini e metafore che nascono dalla raffinata volontà di esplorare la vita in tutti i suoi momenti, in una concreta aderenza al reale, spaziando dalla quotidianità minuta, intima e privata, a temi più universali, sempre con la medesima energia espressiva, mai fine a se stessa. La rivoluzione anelata dall'Autrice non conosce soluzioni di continuità, e coinvolge sentimenti ed emozioni private, quali l'amore, l'amicizia, i rapporti umani; così come il pubblico in senso stretto, il sociale, il politico, l'economico, con una purezza d’intenti e una pulizia di scopi tali da rendere ogni lirica un momento irripetibile, da sorseggiare lentamente, meditando ogni singola parola, traendone spunto per meditazioni e sensazioni personali. Tutto ciò rende quest'opera un viaggio intimo e segreto, da vivere con complicità e curiosità. Poesia in movimento, quindi, mai statica e vuota, ma pulsante di verità e vita. (Prefazione di Paolo Ursaia)

Aquarion



Shoji Kawamori directs this nail-biting anime series about a mechanical angel named Aquarion, whose responsibility includes saving the world 11 years after the Shadow Angel's invasion. With the ... Full Descriptiononly survivors desperate and without homes, it's up to Aquarion to save humanity and set things back on course.

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