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mercoledì 6 maggio 2009

La futura classe dirigente di Peppe Fiore (Minimum Fax) alla Libreria Mondadori di via Piave a Roma

«Una padronanza e un'originalità di scrittura rare in un autore agli esordi».
Giovanni Pacchiano, Il Sole 24 Ore


«Le sue frasi sono mirabolanti, le sue storie sono vive. Le pagine di questo scrittore pulsano».

Francesco Borgonovo, Libero

Figlio unico napoletano trapiantato a Roma, megalomane, assediato da una selva di nevrosi erotiche, bipolare come tutte le persone di talento nell'Italia contemporanea, Michele Botta ha la sua prima vera occasione per entrare nel mondo degli adulti: viene assunto da una giovane e dinamica società di produzione televisiva. Potrebbe essere l¹anno della svolta, e invece è qui che il suo equilibrio già precario finisce per sgretolarsi. Viene mollato dalla ragazza. Il rapporto con i genitori è un ginepraio di ostilità reciproche ormai arrivato al pettine. E l'emancipazione professionale è una fiction milionaria su un mitologico regista porno degli anni Ottanta, che forse non è mai esistito. Comico, caustico, eccessivo, irresistibile, La futura classe dirigente è l'attraversamento della linea d'ombra nell'era della demenzialità istituzionalizzata e della volgarità al potere. Ma anche l'analisi amara e impietosa di un paese attraverso la messa alla berlina della sua «santa trinità»: la famiglia, il sesso, la televisione.

Peppe Fiore (Napoli, 1981) vive e lavora a Roma. Ha pubblicato due raccolte di racconti, L’attesa di un figlio nella vita di un giovane padre, oggi (Coniglio Editore 2005) e Cagnanza e padronanza (Gaffi 2008).

mercoledì 20 maggio 2009
Start: h. 18.00
libreria Mondadori via Piave, 18 - Roma


con l'autore interviene Paolo Di Paolo

mercoledì 29 aprile 2009

“Dal Buco di una web cam”: la quinta puntata di HiPop!

Per la quinta puntata di Hi-Pop! su SalentoWeb Tv (www.salentoweb.tv) che andrà in onda giovedì 30 aprile 2009 alle 17,30, dal salotto del Caffè Letterario della Libreria Icaro in via L. Romano a Lecce, ho intervistato la giornalista Alessandra Bianco, che in fatto di Eros sia tra le pagine di un libro che in Rete, ne sa una più del diavolo! Si parlerà di luxury tech, peep culture, del nuovo PLAYBOY, di blog e web zine che si occupano di erotismo e affini, nonché di piccanti provocazioni editoriali e di bollenti spiriti. Un viaggio sul lato "caldo" della scrittura senza censura. Un avvertimento: si consiglia caldamente di vedere in coppia questa puntata!

Alcuni dei libri caldi della puntata:

Giorgio Santucci, Fem Dom, Coniglio Editore
Francesca Mazzucato, L' anarchiste, Editore Alberti
Francesca Mazzucato, Confessioni di una coppia scambista, Editore Giraldi
Anais Nin, Il delta di Venere, Editore Bompiani
Jeanette Winterson, Scritto sul corpo, Editore Mondadori
Aleksandar Prokopiev , Voyeur, Besa
Eroxè, Oxè Awards 2006, Editore Zona
Alessandra Bianco (a cura di), Carte segrete. Entra in scena l'eros
Anna Segre, Lezioni di sesso per donne sentimentali, Coniglio editore
Abel Wakaam, La Schiava, Emme K edizioni
Libera Eva, Libera Eva. Frammenti di erotismo decadente fra sogno e perversione, Scipioni Edizioni


I link più hot del momento:

http://coppiascambista2.blog.excite.it/
http://www.rossoscarlatto.net/
http://www.eroxe.it/
http://www.liberaeva.com/
http://www.playboy.it/


Info: Salento Web Tv
Indirizzo: Via Gramsci Lecce - Tel: 329.3982588
Email:info@salentoweb.tv

mercoledì 22 aprile 2009

QUALCUNO HA MORSO IL CANE – RACCONTI DI DOPPIA VITA a cura di Antonio VENEZIANI e Riccardo REIM (Coniglio editore) rec. di Silla Hicks

LA VITA E’ UNA, SIAMO NOI A NON ESSERLO ...

Io non lo so cos’è, una doppia vita. Non lo so, perché se c’è stata una cosa che finora ho imparato, è che siamo tutti uno nessuno e centomila, o ,se preferite, che niente è quello che sembra, tanto, in fondo, dicono la stessa cosa, Pirandello, Akira Kurosawa e persino Jhon Locke ( non il filosofo del Saggio sull’Intelletto umano, ma l’ispettore paraplegico di una fabbrica di scatole che diventa la bella copia di Rambo una volta caduto sull’isola smarrita di Lost).
Ciascuno è sempre tanti e tutti assieme, tutti portiamo maschere bifronti che piangono e ridono in simultanea e nascondiamo nell’armadio scheletri putrefatti e scampoli di luce: fortunato è chi è capace di guardare oltre quello che sembra, dal di fuori. Gli altri, si perdono la metà almeno del film.
E non lo dico perché sono un camionista, e nessuno o quasi per questo crede che possa leggere e scrivere e pensare, quasi che il gigante di due metri e centoventi chili che vedono sia di me tutto, l’uomo ridotto a uno schizzo senza chiaroscuri, a una dimensione sola. Lo dico perché non ho mai incontrato nessuno al cento per cento coerente col suo personaggio, nessuno, nemmeno la persona più ottusa e idiota e granitica nelle certezze che solo un fanatico sa avere. Tutti hanno sfaccettature che non quadrano, sono funzioni a n incognite, direbbe mia sorella, che è insieme corpo scheletrico coperto di tatuaggi e fine matematico, e per questo non s’è disegnata addosso un drago, ma l’ipotesi di Fermat e una spirale logaritmica, e s’è innamorata persa di chi l’ha vista protagonista nel libro di Larsen, e pazienza se regalarglielo voleva essere soltanto un complimento perché respira i computer e sa guidare e bene la sua vecchia Honda.
Così, non credo che avere una doppia vita si riduca a fare le corna alla moglie, o a preferire segretamente i maschi, e nemmeno a leggere Tolstoi di nascosto come la signora Michel, riccio elegante celato dagli abiti informi e la puzza di cavolo della portinaia. Nel senso che non credo che esistano doppie vite, né triple né quadruple: se ne nasce un casino, basta rifletterci, è perché si corre il rischio sempre d’essere scoperti, e ciò perché la vita – contenitore di emozioni e attimi e amori – è soltanto e disgraziatamente una.
Siamo noi, a non essere uno, non per scelta ma per destino: noi che ci barcameniamo, tra questo e l’altro e l’altro me, tra il camionista e colui che legge e scrive, e quello che ascolta have you ever seen the rain e piange, pensandoti, ovunque e con chiunque tu sia adesso.
Per tutte queste ragioni, l’ho letto avidamente, questo libro che pure è una collettiva e io le collettive le detesto, come detesto le foto di gruppo che sono come le parate del due giugno, in cui tutti (granatieri di Sardegna a parte) sfilano coi bassi avanti e finirei necessariamente relegato dietro, ma pazienza, c’è sempre chi guarda oltre le prime file, nelle ultime pagine, alla fine dell’elenco in ordine alfabetico.
C’è sempre. E quello ti trova.
Ti trova, e ti respira. Questo, in questo libro, ho fatto io.
Sarebbe educato citare tutti, ma il fatto è che neanche li ricordo: ma quelli che mi hanno colpito li ricordo eccome, anzi: non me li scorderò, ed è questo che un buono racconto buono cerca di ottenere.
Intanto, la Maddalena che si specchia in sé: peccato duri poco, mi sarebbe piaciuto sapere che ne è venuto fuori dalla sua polvere, perché l’anima/carne supera il dualismo manicheo in cui ci dibattiamo ancora troppo spesso, e Orlando e Middlesex restano là, sullo sfondo. Qualcosa su cui pensare.
Come il cuore di Fedora studentessa di belle arti e insieme Luca sessantenne professore. Identità liquide, fluide, una nell’altra, Leonardo/Monnalisa.Vedi sopra..
E poi la Federica sadica e senese – prodromica ai ricconi che comprano ragazzi con lo zaino nella Cecoslovacchia di Hostel?- e il suo Braschi così innamorato da amarla malgrado il suo cuore nero, da vederlo luccicante nella notte in cui l’ha trascinato, l’amore che tiene la morte per la mano e si rotola frenetico nel sangue. Fino alla vita, se mai ce ne sarà una.
Ma anche il Pulcinella che semina assieme bombe e caramelle, che pure mi ha fatto male, ho amici nell’esercito, e no, non sono mostri senza cuore, solo soldati, foglie sopra agli alberi che il vento spazza via, gente che s’è scelto o ha dovuto prendersi una vita che è anche rischio, ma che pensa e s’interroga e a volte scrive, perché niente è come appare, e gli steroptipi, contrastanti tra loro o no, sono semplificazioni, una funzione studiata per y < x > z, in cui y e z sono i paletti che abbiamo fissato, si chiamano intervalli, e sono solo scampoli, la vita invece è un continuum, da più a meno infinto, dal tutto al niente, e in mezzo, a perdita d’occhio, tutta la gradazione del colore.
Il resto, mariti che tradiscono con minorenni o rimorchiano extracomunitarie ingenue, mogli che si raffrontano/solidarizzano con l’amante e politici col vizietto, va da sé.
Continuo a non amare le collettive. E i temi fissati, anche, che alla fine ti portano a banalizzare pur di riempire il rigo e la pagina. Scrivere non si può fare a comando, o almeno si può fare se si è al liceo e si cerca un voto. Poi, non più.
Ma è indubbio che se metti perle in un cesto pieno di quello che ti pare, non è che non ci siano. Soltanto, vanno cercate. E tenute strette quando si trovano, mi verrebbe da dire, al signore gentile che ha regalato a mia sorella il libro di Larsen, e poi è scomparso, lui che ha saputo guardare dentro la sua anima, per la vertigine che deve aver provato. Per questo, anche, aspetto di vedere come è andata a finire tra Antonio e Maddalena. Una volta che uno si/ti guarda dentro, e vede, non può chiudere gli occhi per non ferirsi di luce.
Sono convinto che il signore gentile tornerà, prima o poi, e inviterà mia sorella a cena, vicino al mare, e giocheranno a scacchi e berranno vino rosso, parleranno di Gadda e dell’ipotesi di Reimann. Sono convinto che Antonio e Maddalena (Fedora e Luca) troveranno un equilibrio in cui ci sia spazio per entrambi. La carne è anima, l’anima è carne. Nel sangue e in mezzo ai fiori.
Anche in una doppia vita, o in una tripla e una quadrupla, c’è sempre spazio – purtroppo - per l’amore.

Con racconti di Renzo Paris, Mario Castelnuovo, Dora Albanese, Luca Giachi, Fabiomassimo Lozzi, Gianfranco Franchi, Silvana Pedrini, Gabriele Dadati, Carmine Amoroso, Maria Sole Abate, Fernando Acitelli, Filippo Scòzzari, Stefania Scateni, Claudio Marrucci, Gianluigi Mattia, Antonio Veneziani, Riccardo Reim, Roberto Nobile, Tiziana Rinaldi Castro, Giorgio Gigliotti, Franco Grillini, Carlo Bordini, Anna Segre, Paolo Di Orazio, Chiara Marchelli, Giulio Laurenti, Geraldina Colotti, Stefano Fugazza, Maurizio Gregorini, Michela De Muro, Fabrizio G. di Vasco.

(QUALCUNO HA MORSO IL CANE – RACCONTI DI DOPPIA VITA,
a cura di Antonio VENEZIANI e Riccardo REIM, 2008, Coniglio Editore, Roma)

martedì 24 marzo 2009

FEM DOM di Giorgio Santucci (Coniglio editore)

Due cari amici mi hanno regalato per il mio compleanno due splendidi regali, e quando dico splendidi parlo ovviamente di libri. Il primo è stato Howard Jacobson, Kallooki Nights, per i tipi di Cargo, e il secondo Fem Dom di Giorgio Santucci edito da Coniglio, uno dei più interessanti esponenti del fumetto italiano. Fem Dom, si presenta senza troppi peli sulla lingua, per farla breve è molto pulp, pure troppo. Di cosa si parla? A caratteri cubitali sull’ultima di copertina è scritto SESSO! ORRORE! MOTOCICLETTE! E tutto ciò ve lo assicuro viene mantenuto dalla prima all’ultima pagina. Al di là di considerazioni estetiche sul segno e la resa iconografica che l’arte di Santucci presenta al suo pubblico, decisa, mai banale, ricercata quando si tratta di lavorare sul corpo, visionaria quanto alla strutturazione e composizione delle sceneggiature, passa in rassegna una serie di personaggi femminili, quasi post-atomici, dotati dell’eccesso in fatto di dominazione sul sesso qualche millennio fa definito forte, amazzoni, poliziotte maschie, dotate di un appettito smisurato … anzi cannibalico! Una vera e propria enciclopedia in miniatura di cultura pulp, politicamente scorretta, radicale nel messaggio e nei tratti! Imperdibile!!!

FEM DOM
di Giorgio Santucci, Coniglio editore
ISBN 978-88-6063-145-9
17×24, B, 72 pp. € 12,00

domenica 8 marzo 2009

ERWIN DE GREEF - Per il resto chiedete a Pennac (CONIGLIO EDITORE, 2008) a Bologna alla Zammù Libreria

Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
a cura di Zammù Libreria e Casa Lettrice Malicuvata
Via Saragozza 32/a - Bologna


10 Marzo 2009, h. 19.30

Introducono Francesca Baroni e Giovanni Curreli



Una piccola epopea tragicomica sulla realtà (surreale) del lavoro giovanile. Il protagonista è alle prese con il mondo del precariato: da vendemmiatore a venditore di pubblicità, da scaricatore a pollo d'allevamento in un call center. Il tutto mentre cerca di arginare le aspettative dei genitori, che lo vorrebbero laureato, e insegue l'amore, che ha l'aspetto di una ragazza dagli occhi color pistacchio.

ERWIN DE GREEF - Per il resto chiedete a Pennac - CONIGLIO EDITORE - 2008


Info:
sito web: myspace.com/zammu
malicuvata.wordpress.com
e-mail: zammu@tiscali.it – malicuvata@gmail.com
telefono: 051-330303