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giovedì 12 giugno 2025

Storie di sopravvivenza e resistenza nella Palestina occupata di Chris Hedges (Fazi)

 


















Straordinario reportage nel solco del miglior giornalismo di grandi reporter come Tiziano Terzani e John Pilger, Un genocidio annunciato è una denuncia senza compromessi dei crimini di Israele contro i palestinesi. Il premio Pulitzer Chris Hedges, ex corrispondente per «The New York Times» dal Medio Oriente, trasporta il lettore nelle strade devastate della Striscia di Gaza, dove bombardamenti incessanti, fame e angoscia dominano la quotidianità. Attraverso testimonianze di prima mano e una scrittura potente e coinvolgente, Hedges racconta la resistenza e le sofferenze del popolo palestinese, «le cui voci», scrive Piergiorgio Odifreddi nella prefazione, «questo libro mette in scena come in un coro da tragedia classica». L’autore risale poi alle radici storiche del conflitto, mettendo in discussione la narrazione dominante che presenta Israele come l’unica democrazia in Medio Oriente. Hedges evidenzia come il sionismo – l’ideologia fondante dello Stato ebraico – sia strettamente legato al colonialismo e alla supremazia etnica, e come il genocidio rappresenti l’epilogo estremo e prevedibile della politica espansionista di Israele, resa possibile da una sistematica impunità internazionale. In queste pagine, Hedges dedica un’attenzione particolare al sofisticato apparato di propaganda israeliano che, con la complicità dei media occidentali, distorce i fatti per legittimare l’oppressione e dipingere i palestinesi come terroristi, oscurando o minimizzando le atrocità commesse da Tel Aviv. Nell’orrore di una delle pagine più tragiche della storia recente, Un genocidio annunciato è un doloroso e necessario squarcio di verità e un appello accorato all’azione e alla solidarietà. Perché, come ci ricorda Hedges, il silenzio rende complici e la lotta per la giustizia in Palestina è una battaglia per la dignità e la libertà di tutti.

«Chris Hedges narra con compassione e maestria gli effetti concreti e devastanti di una guerra che dura ormai da quasi ottant’anni».

dalla prefazione di Piergiorgio Odifreddi

«Scritto con urgenza morale e una prosa tagliente, Un genocidio annunciato è un’agghiacciante denuncia delle incessanti atrocità commesse da Israele contro i palestinesi. Chris Hedges attinge alla sua vasta esperienza come corrispondente di guerra e conoscitore della lingua araba per intrecciare racconti di prima mano, storie umane intime, contesto storico e un’acuta analisi politica, muovendo una dura accusa al progetto coloniale sionista e alla complicità delle potenze globali nell’annientamento della popolazione indigena palestinese. Questo libro non è semplicemente una cronaca della sofferenza dei palestinesi, ma un appello alla coscienza che invita i lettori a confrontarsi con i fallimenti morali del nostro tempo».
Susan Abulhawa, autrice di Ogni mattina a Jenin

«Chris Hedges è un uomo che, in un clima di censura, inganno e intimidazione, cerca di dire la verità».
Oliver Stone

In appendice il rapporto delle Nazioni Unite Il genocidio come cancellazione coloniale di Francesca Albanese, relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967.

Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza di Alessandro Di Battista e con la prefazione di Piergiorgio Odifreddi (PaperFirst)

 




















«Israele è una democrazia e ha il diritto di difendersi». Questa è la puerile argomentazione utilizzata da buona parte di politici e giornalisti per affrontare il conflitto in Palestina. Chiunque osi raccontare quel che è avvenuto negli ultimi decenni viene descritto come filo-Hamas, come un giustificazionista. Stesso schema utilizzato dalla propaganda del blocco occidentale alla vigilia dell'intervento in Afghanistan quando chi si opponeva a quella guerra veniva descritto come filo-talebano. Per non parlare della narrazione bellicista portata avanti dal sistema politico e mediatico d'establishment sulla guerra in Ucraina. Chi chiedeva un negoziato, chi era contrario all'invio di armi, chi ricordava i morti dal 2014 al 2022 veniva insultato: “putiniano d'Italia, collaborazionista del Cremlino, pacifinto”. Mai abbiamo assistito ad un appiattimento politico e culturale come quello che caratterizza i nostri giorni. Il pensiero critico va disinnescato. Il dissenso (anche quando è maggioritario nel Paese) va denigrato. La Storia non va considerata. Eppure c'è stato un tempo in cui la politica non aveva così paura di prendere posizione, un tempo in cui gli intellettuali erano pronti a schierarsi, un tempo in cui atlantismo ed europeismo erano cose diverse. Un tempo in cui il conformismo esisteva sì, ma non ne eravamo circondati al punto da non poter più respirare. Prefazione di Piergiorgio Odifreddi

Sposato con figli. Ultimate Spider-Man (Vol. 1) di Jonathan Hickman , Marco Cecchetto (Marvel)

  





















E se Peter Parker fosse sposato, avesse due figli ma non fosse mai diventato Spider-Man? Ben presto, però, il destino raggiungerà Peter, che dovrà scegliere se accettare un grande potere e le grandi responsabilità che ne derivano. Intanto, nei cieli di New York, è apparso Goblin… che intenzioni avrà? E, soprattutto, chi c’è dietro la maschera? Il nuovissimo, spettacolare reboot di Ultimate Spider-Man, firmato dalla premiata ditta Jonathan Hickman e Marco Checchetto! Contiene: Ultimate Spider-Man (2024) #1/6

MACROLIBRARSI ... Il tuo benessere ti aspetta: esplora ora! - store (Scegliendo Macrolibrarsi sostieni un'azienda italiana, etica e sostenibile, che si impegna ad accrescere il bene comune)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti i libri di Sinclair Lewis - bookstore

 















Sinclair Lewis was born in 1885 in Sauk Centre, Minnesota, and graduated from Yale University in 1908. His college career was interrupted by various part-time occupations, including a period working at the Helicon Home Colony, Upton Sinclair's socialist experiment in New Jersey. He worked for some years as a free lance editor and journalist, during which time he published several minor novels. But with the publication of Main Street (1920), which sold half a million copies, he achieved wide recognition. This was followed by the two novels considered by many to be his finest, Babbitt (1922) and Arrowsmith (1925), which was awarded the Pulitzer Prize in 1926, but declined by Lewis. In 1930, following Elmer Gantry (1927) and Dodsworth (1929), Sinclair Lewis became the first American author to be awarded the Nobel Prize for distinction in world literature. This was the apogee of his literary career, and in the period from Ann Vickers (1933) to the posthumously published World So Wide (1951) Lewis wrote ten novels that reveal the progressive decline of his creative powers. From Main Street to Stockholm, a collection of his letters, was published in 1952, and The Man from Main Street, a collection of essays, in 1953. During his last years Sinclair Lewis wandered extensively in Europe, and after his death in Rome in 1951 his ashes were returned to his birthplace

mercoledì 11 giugno 2025

Tutti i libri di Theodore Dreiser - book store

 





















 

Theodore Herman Albert Dreiser (Terre Haute, 27 agosto 1871 – Hollywood, 28 dicembre 1945) è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense fra i maggiori esponenti del realismo e caposcuola del moderno romanzo americano. Undicesimo di dodici figli di immigrati tedeschi cattolici, nacque a Terre Haute, nello Stato dell'Indiana, dove la sua famiglia rimase in condizioni economiche molto precarie: durante l'adolescenza, passata in piccoli insediamenti urbani dello stato, conobbe fame e privazioni. Riuscì ad arrivare all'università dopo aver fatto moltissimi mestieri. Pubblicò il suo primo romanzo, Sister Carrie, nel 1900: il libro racconta la storia di una ragazza che si vende per raggiungere il successo. L'opera, considerata il suo capolavoro, fu ritirata e poi epurata perché considerata offensiva per la morale pubblica. Dreiser, tuttavia, ne trasse qualche vantaggio professionale e nel 1907 diventò direttore di una casa editrice. Poté poi fare esclusivamente lo scrittore nel 1911, quando il suo secondo romanzo Jennie Gerhardt, altra storia censurata di giovane donna perduta, ebbe un discreto successo. Nel 1912 pubblicò Il finanziere, primo titolo della Trilogia del desiderio; nel 1914 continuò con Il titano, libro nel quale tratteggiò la figura del protagonista Frank Cowperwood, la cui scalata plutocratica ricalca la figura del vero industriale Charles Yerkes; per terminare con l'incompiuto, e postumo, Lo stoico, uscito nel 1947. Fu con la Trilogia che Dreiser assunse un preciso connotato letterario: divenne interprete e cronista dello sviluppo finanziario ed industriale capitalista degli USA, che allora spostava il suo baricentro dalla East Coast alla neonata città di Chicago (1871). Egli affrescò nelle sue pagine, avvalendosi di ricerche documentate e di osservazioni di prima mano, un mondo ricco di nuove opportunità, spinte creative, di entusiasmi, gestito nei modi del determinismo sociale e della legge del più forte in contrasto con l'astuzia strisciante alla ricerca spasmodica del profitto. Smania di potere, sesso ed intrighi sono il crogiuolo dal quale Dreiser ricavò le sue trame, talvolta risolte in uno stile un po' pesante e farraginoso, ma con una scrittura decisamente secca, ricca di sfumature e diretta in un inglese ineccepibile, sassone, con spunti vividi e la riscoperta di suoni dimenticati (echi di Balzac e Zola). Stile che può riferirsi all'introspezione acuta e terapeutica del romanzo, ora proteso alla ricerca della felicità, come scelta di ritorno ai classici, ora ai poemi etici moderni, come nella sua opera più riuscita, Una tragedia americana, allucinante parabola di un social climber ("arrampicatore sociale"), dalla quale è stata tratta anche una commedia di successo di Patrick Kearney, un film del 1931 (Una tragedia americana) ed uno sceneggiato televisivo dal medesimo titolo. Sempre nel 1931 fu il cofondatore e primo presidente della Fortean Society.

 

PASTIFICIO DEI CAMPI - GRAGNANO - store

 







Nel 2004 Giuseppe Di Martino, pastaio da tre generazioni a Gragnano, si rese conto che la rintracciabilità della materia prima utilizzata per produrre la pasta italiana era approssimativa, interrompendosi ad un determinato punto della filiera e non permettendo né al consumatore finale né spesso allo stesso pastaio, di capire da dove provenisse il suo ingrediente principale: la semola di grano duro.

Allora comprese che la rintracciabilità della materia prima fosse un valore imprescindibile di un prodotto alimentare ed iniziò il suo progetto che poi lo porterà alla fondazione del Pastificio dei Campi. Per prima cosa scelse una zona di produzione storicamente vocata alla coltivazione del grano duro: la Puglia, in particolare le zone del Tavoliere e del sub appennino Dauno. Lì provò a coinvolgere i contadini locali, chiedendo loro di produrre un grano dagli elevati valori nutritive / senza l’utilizzo di fertilizzanti chimici / senza l’utilizzo di glifosati / recuperando solo le varietà più antiche. Le intenzioni c’erano tutte, ma lo scetticismo dei contadini si fece sent ire immediatamente: era assai difficile garantire un raccolto con quei livelli qualitativi, senza l’utilizzo della chimica, soprattutto se si voleva mantenere una resa elevata. La soluzione era semplice: rinunciare all’alta resa, prevedere una rotazione per evitare l’impoverimento del terreno dovuto alla monocoltura e pagare i contadini ogni anno, anche quando non fosse previsto il raccolto di grano. Fu così che, ritornando all’ antica tecnica della rotazione triennale, si fece contemporaneamente un enorme salto verso il rivoluzionario concetto della tracciabilità al 100% su tutta la filiera

 

Pasta Rummo - store

 







Rummo è un'azienda italiana del settore alimentare, fondata a Benevento nel 1846 e produttrice di pasta di semola di grano duro.

Gli inizi - L'azienda nasce nel 1846 a Benevento, quando il fondatore Antonio Rummo costruì il primo mulino per la macinazione del grano. Qui produceva pasta fresca con semola di grano duro proveniente dalla vicina Capitanata. Nel 1860 i mulini di proprietà Rummo erano due e dislocati lungo i fiumi Calore e Sabato. Nel 1935 l'azienda si trasferisce in via dei Mulini, sempre a Benevento, e si trasforma in società per azioni. Nel 1991 viene inaugurato il nuovo pastificio in contrada Ponte Valentino, attuale sede della società. L'attività del molino viene dismessa e l'azienda concentra la propria attività solo sulla produzione di pasta. Nei primi anni 2000 l'azienda effettua una serie di investimenti per acquisire delle certificazioni di qualità internazionali, e per ridurre l'impatto ambientale dei propri processi produttivi e i consumi energetici. Nel 2010 l'azienda riceve da Legambiente il premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente per aver ridotto del 30% le emissioni di CO2 grazie all'installazione di un moderno impianto di trigenerazione.

L'espansione - Nel settembre del 2010 l'azienda acquisisce il pastificio Castiglioni, fondato a Magenta nel 1933. Dopo l'acquisizione, Rummo investe un milione di euro in nuove attrezzature nello stabilimento di Sozzago, in provincia di Novara, portando alla produzione di 30.000 tonnellate di pasta e un fatturato di 15 milioni di euro e chiudendo lo stabilimento magentino. Nel gennaio 2011, insieme ad altre tre società italiane, l'azienda riceve dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano il premio Leonardo Qualità Italia per l'innovazione di qualità nei prodotti, combinata con una forte proiezione internazionale, commerciale e produttiva. Dal 2014 in joint-venture con il Pastificio Andriani, lo stabilimento di Sozzago della controllata Pastificio Castiglioni si è specializzato nella produzione di pasta per celiaci, sfruttando la localizzazione nella zona risicola in quanto il riso è una componente essenziale per le farine senza glutine,[6] mentre la produzione della pasta di grano anche con il marchio Castiglioni viene concentrata a Benevento.

L'alluvione - Il 14 ottobre 2015 la Rummo è stata duramente colpita dall'alluvione che ha devastato il Sannio. Ne è seguita una grande manifestazione di solidarietà sui social network, con vari personaggi famosi che l'hanno sostenuta, tra cui Fiorello, Magalli, Selvaggia Lucarelli e i The Jackal. Nell'aprile 2017 il tribunale di Benevento ha accettato la richiesta di concordato preventivo in continuità in modo da dilazionare il pagamento del debito in dieci anni. Nel dicembre 2018 arriva da Milano il via libera definitivo delle banche per il rilancio dell'azienda.

Produzione L'azienda esporta in 45 paesi dei 5 continenti il 35% del proprio fatturato. La capacità produttiva raggiunge le 140.000 tonnellate all'anno nei due stabilimenti.

 

 

 

 

 

 

Animal human (Vol. 1) di Takuya Okada

 




















Dopo un incidente, un padre e sua figlia si ritrovano in una fattoria abitata da animali antropomorfi. Animali che camminano su due piedi e che parlano fluentemente. Hanno comportamenti molto “umani” quali divertirsi a cacciare, ad allevare e a banchettare. Ma a banchettare con cosa? Dalla rivista Young Animal un horror dai risvolti scioccanti che mette in discussione il significato e l'etica moderna di “mangiare una vita”

Wolverine. Marvel must have di Frank Miller , Chris Claremont (Marvel)

 




















La prima avventura in solitaria di Wolverine! Logan si è preso una vacanza dagli X-Men, ma quando scopre il fato che attende la sua amata Mariko si mette in viaggio per il Giappone… solo per venire sconfitto e umiliato dal di lei padre, Lord Shingen. Una volta toccato il fondo, riuscirà Logan a risollevarsi, sopravvivere ad attacchi e tradimenti e riscattare il proprio onore?

RefrigiWear - store

 




1954 / at the beginning - In 1954, at the height of the Fabulous Fifties, up the road from Wall Street’s bull market, two ambitious, hard-working entrepreneurs, Myron Breakstone and Mortimer “Mort” Malden, who had never met previously, got in touch.

 Myron, whose grandfather founded Breakstone Dairy, was quite familiar with the hostile working conditions in cold storage warehouses. Having worked for a time in the family business with cold storage conditions, he was convinced there was an alternative to wearing uncomfortable heavy wool coats and layers of bulky undergarments. Against his father’s wishes, Myron took his first shot in 1952 with the “Insulated Clothing Manufacturing Company” located at 333 Fifth Avenue, Manhattan. With assistance from DuPont’s newly formed Textile Fibers Department, Myron created and manufactured the first innovation in insulated clothing to hit the market in years. The initial garments were called “Weather-Alls”. Unfortunately, the “Insulated Clothing Manufacturing Company” ceased operations the same year due to a lack of capital. Myron struck out again in 1954 and, joining his brother-in-law Mort Malden, founded RefrigiWear Clothing Company.

1960 / Prospered in New York -  The RefrigiWear Clothing Company was born from a bet: creating a comfortable, insulating clothing which was resistant to the lowest temperatures for American workers of the industrial refrigeration. In 1954 Myron hit the target: “tough warm clothing for cold tough work” and together with his brother-in-law became the undisputed pioneer of the “modern way to keep warm”. The first set of RefrigiWear® samples was called “Winter-Seals” and consisted of 8 kinds of “under and outer garments”. Among them the very up-to-date 60 Ice Parka and 341 Inspector Coat. The story of RefrigiWear® is distinguished by a continuous growing line which started in New York City where the Company prospered.

1965 / Sub-zero comfort - In 1965, a “doubting Thomas” and writer for “Field&Stream” Magazine decided to put the RefrigiWear® Coveralls to the test.  Mr. Clare Conley wore style 541 Iron Tuff -50 Suit in a quick-freeze room at a temperature of -40° to -60°F for an hour: “The tip of my nose grew cold, and my eyebrows frosted, but I was comfortable”. Not surprisingly, RefrigiWear® apparel grew popular with sportsmen in addition to industrial workers. The Company was growing too and operations for RefrigiWear® were moved to Long Island, NY, where they remained for almost thirty years. The Iron-Tuff Line, a mere infant in the garment industry, had already proven itself as a standard setter in outerwear. RefrigiWear® mainly used a heavy industrial nylon: water-repellent, anti-tear and wind-proof “Iron Tuff”. The clothes were provided inside with thermo-insulating material DuPont Hollfil of 10 ounces in order to guarantee an incomparable “Sub-Zero Protection”.

1970s / Sports and Fashion - In addition to its original audience, RefrigiWear® became popular with campers, hunters, and sportsmen. It was used in the “Dustin Trans-Polar Flight” around the world in commemoration of Rear Admiral Richard Byrd.

 

After extensive testing, the RefrigiWear® 50Suit was selected as the standard basic clothing requirement. RefrigiWear® was also used in the Yukon Quest, the annual 1,600 km Canadian-Alaskan dogsled trek. Nowadays, the RefrigiWear® parka is used by competitors in the famous “Below Zero” sled race, providing excellent and uncompromising protection even at -30C.

1980s / New partnership - During the 1980s, RefrigiWear® strategically expanded its focus beyond its initial niche market. The brand's outerwear made its European debut in 1960s, with the sleek and stylish Macho Town Coat, which gained popularity in the Italian fashion press, debuting in 1979. This period also saw the introduction of "Snow" suits and in-house embroidery, highlighting the importance of branding. In the late 1980s, RefrigiWear® entered a new era of growth and collaboration. Ron Breakstone, Myron’s oldest son, had joined the company in 1975. Reflecting on this period, Ron stated, “This company arose from the dedication and drive for excellence of two of my role models, my father and my uncle. I wanted to continue the family business and further develop their hard work.” In 1988, Ron, alongside Mark Silberman, who brought an established career in the apparel industry, purchased the company from the founders, marking a significant milestone in RefrigiWear's history.

1990s / Leader in the market - The 1990s ushered in a new generation of ownership at RefrigiWear®, bringing a fresh outlook, a new location in a state-of-the-art 73,000 square foot facility in Dahlonega, Georgia, and revised sales and marketing strategies. In these days, RefrigiWear® Inc. remained the undisputed leader in the insulated clothing market. In the coolest areas of London, Paris, New York, and Milan, RefrigiWear® thrives among meat markets, dairies, and fishmongers. In Europe, RefrigiWear® is the brand people are talking about and wearing. It has become the new favorite among trendy individuals.

2000s / Outerwear icon in Europe - From the 1990s, RefrigiWear® experienced rapid growth in the United States and began expanding into the Italian market, followed by Europe and Japan. Its workwear-inspired designs soon attracted European luxury fashion professionals. By the late 90s, RefrigiWear® products were distributed in top stores across Italy, Europe, and Japan. In the 2000s, RefrigiWear® gained significant market recognition and became a reference name for outerwear. On June 19th, 2000, Cruzcampo Srl signed an initial distribution agreement, followed by a second agreement granting exclusive rights in several European countries. On October 25th, 2004, Cruz Srl, later RefrigiWear® Distribution Srl, acquired the RefrigiWear® brand for multiple territories, among which Europe, Japan, Russia and other. Since then, the RefrigiWear® brand has alternated between the workwear market, still owned and managed by RefrigiWear® Inc. on American soil, and the luxury fashion market, run by RefrigiWear Distribution S.r.l., an Italian company with over 30 years of expertise in the global and retail fashion industry. 2020-2021 / Renowned collaborations / In recent years, RefrigiWear® has seamlessly blended its sturdy workwear heritage with contemporary streetwear and urban fashion styles through a series of exciting collaborations. In 2020, the brand partnered with Supreme® New York for the Fall Winter season, drawing inspiration from its rich historical archive to create an exclusive collection. This collaboration reimagined iconic RefrigiWear® garments with fresh details and featured a striking co-branded logo patch, capturing the essence of both brands. The following year, RefrigiWear joined forces with Staple® for a Fall Winter collection that celebrated the unique traits of each brand. Starting with SS22, RefrigiWear® collaborated continuosly with Ducati Scrambler, presenting limited edition collections that elevated the original, urban essence of both brands. These collaborations, along with partnerships with Vyner Articles by Heikki Salonen and international designer Kostas Murkudis, highlight RefrigiWear's ability to seamlessly blend tradition with innovation, captivating both workwear enthusiasts and fashion-forward audiences alike.

bugatti - store

 








Varietà, innovazione, tradizione, spirito del tempo, gioia di vivere e carattere internazionale sono il segreto del successo dei nostri prodotti Bugatti. Questi valori, che contraddistinguono anche la mentalità il volto Europei, caratterizzano ogni singolo prodotto per rispondere alle elevate esigenze dei nostri clienti in termini di qualità, modernità e linea.

 

Le nostre collezioni sono una combinazione delle migliori idee e tendenze europee. Il nostro look è elegante, con un focus su smart-casual e un tocco personale. La nostra moda riflette il nostro talento per la qualità e lo stile e la nostra esperienza. Tonalità di colore naturale e stile elegante per le giacche, giacconi, camicie, pantaloni da uomo, dietro tutte le categorie del nostro total look, c’è una ricerca dettagliata da parte dei nostri product manager, che seguono singolarmente ogni categoria

FANDARE - store

 


Timberland - store

 








La storia di Timberland è fatta di persone provenienti da diverse comunità. Persone che con coraggio si mettono in gioco e lavorano sodo insieme per fare la differenza e far progredire il mondo. Con determinazione e un'instancabile dedizione al problem solving, questi "bold doers" affrontano le avventure che si presentano sul loro cammino.

 

Senza il New England e il suo clima rigido e ostile, Timberland non esisterebbe. Abbiamo iniziato equipaggiando i lavoratori per resistere alle condizioni ambientali più difficili.

 

Dal giorno in cui abbiamo creato il nostro primo yellow boot, ci siamo ispirati a quella grintosa tendenza del New England a "pensare fuori dagli schemi" e a creare soluzioni innovative ai problemi quotidiani.

Calvin Klein - store

 








Calvin Klein e' un marchio di spicco della moda mondiale, con una ricca storia di contrasto delle norme prestabilite. Fondato nel 1968 a New York, il design dei prodotti e la comunicazione del marchio riflettono un'estetica minimalista e sensuale, che celebra l'autoespressione. Il marchio Calvin Klein e' noto per la sua iconica biancheria intima dall'inimitabile logo CK sull'elastico e I riconoscibili jeans di design , tra cui il modello straight anni '90. Calvin Klein offre anche abbigliamento di design, scarpe e accessori, che puntano ad elevare I capi essenziali di tutti I giorni. Tutte le linee di Calvin Klein, Calvin Klein Jeans, Calvin Klein Underwear, Calvin Klein Kids e Calvin Klein Sport, hanno una propria identita' e un posizionamento di vendita, e commercializzano una gamma di prodotti universalmente affascinanti per consumatori locali e internazionali. La filosofia inclusiva di Calvin Klein e' ulteriormente rafforzata dalla sua collezione di abbigliamento unisex e dalle opzioni di taglie inclusive. I prodotti CK sono pensati e realizzati con alta qualita' e una particolare attenzione all'eliminazione di dettagli superflui. Il risultato sono pezzi unici e duraturi che incarnano il comfort moderno

Mabecol Borsa Donna - store

 








Per noi, una borsa non è solo un accessorio: è il silenzioso testimone della tua vita, ti segue dall'ufficio alla tua pausa caffè, dai viaggi alla tua quotidianità, adattandosi con grazia ad ogni tuo ritmo



L'Occidente e il nemico permanente di Elena Basile con la prefazione di Luciano Canfora e la postfazione di Alberto Bradanini (PaperFirst)

 





















Sono passati due anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, che continua a seminare lutti e disperazione. Un nuovo conflitto è sorto in Medio Oriente, come conseguenza della mancata soluzione alla questione palestinese che si trascina da più di un secolo. Le due crisi presentano il rischio di trasformarsi in guerre globali e nucleari, e i loro resoconti mediatici si basano sulla stessa narrativa dominante, sebbene gli scacchieri internazionali siano molto diversi: prevale un approccio di stampo etico e religioso, lo scontro tra il bene e il male, rispetto a un’analisi razionale e storica. Come mai? Non è una coincidenza. L’autrice illustra come i giochi strategici globali siano frutto di una visione patologica del mondo dell’Occidente che, braccato dal declino che esso stesso ha creato, porta avanti disegni imperialistici ed espansionistici, focalizzandosi sulla supremazia militare e relegando in un angolo diplomazia e mediazione: si allontana così l’idea di un Occidente sano, possibile protagonista del nuovo riformismo, e si alimenta il bisogno di un nemico permanente, che è ormai dato per scontato dai governanti occidentali. Prefazione di Luciano Canfora. Postfazione di Alberto Bradanini

Questione di classe di Alessandro Sahebi (Mondadori)

 




















Il pensiero dominante ci ha convinto che la felicità sia una conquista individuale, non collettiva. Ma è solo l'ennesimo inganno di un sistema ingiusto, che alimenta la competizione e l'egoismo per dividerci. Un'alternativa esiste ed è collaborare, condividere, immaginare una società in cui stare bene non sia un privilegio per pochi, ma un diritto di tutti. Realizzarla non è solo un desiderio, è un atto politico necessario.


Di fronte alla classica domanda «Cosa fai nella vita?», pochissimi risponderebbero con qualcosa di diverso dal proprio lavoro; nessuno direbbe «Sono un buon amico» o «Cerco di migliorarmi come padre». Perché nella nostra società è quanto produci - non le passioni, le relazioni o gli ideali - ciò che ci definisce, una lente totalizzante attraverso cui giudichiamo il valore nostro e di chi ci circonda. E che determina quanto siamo felici, o profondamente tristi. Ma qualcosa sta cambiando. Sempre più persone rifiutano il ricatto dell'identificazione totale con la carriera, diffidano dell'etica del sacrificio che spesso maschera lo sfruttamento, mettono in discussione il culto del rendimento come unica misura del valore umano. Emerge, ogni giorno più nitida, la consapevolezza che il sistema in cui viviamo ci stia privando di tutto: del tempo, dello spazio, persino del linguaggio con cui pensiamo e parliamo. Resta da capire come mai e, soprattutto, come uscirne. In questo saggio lucido e provocatorio Alessandro Sahebi smonta le narrazioni dominanti nella nostra società - il mito della meritocrazia, l'ossessione per la performance, l'equazione tra fallimento economico e colpa individuale - per restituirci un'immagine più onesta dei meccanismi sociali che ci governano e degli strumenti con cui possiamo iniziare a disinnescarli. Lo fa con rigore, ma anche con uno sguardo politico che non rinuncia all'utopia. Perché, se è vero che non riusciamo a immaginare una vita più felice e che l'automazione e l'intelligenza artificiale stanno riscrivendo le regole del mondo del lavoro, non ci restano che due alternative: continuare a soffrire o sforzarci, insieme, di costruire una società nuova. Una società in cui il lavoro non sia più l'asse portante dell'identità, ma una delle tante attività che rendono piena una vita. In cui «chi sei» conti più di «quanto vali».

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martedì 10 giugno 2025

Havaianas - store

 









Il marchio Havaianas ha diffuso lo spirito del Brasile in tutto il mondo fin dal 1962 con l’iconica suola in gomma e fantasie colorate e luminose che richiamano l’estate. Con oltre 250 milioni di paia vendute ogni anno in oltre 100 Paesi, Havaianas è sinonimo di infradito moderne: i suoi modelli sono un must per chi ama il mare e vuole sempre essere alla moda. Dalle strade del Brasile al più famoso museo di arte contemporanea di New York, le Havaianas sono vere icone a livello mondiale.

È nata una stella (1962) - "Nel 1962 in Brasile vengono create le prime Havaianas ispirate ai sandali Zori, calzature giapponesi tradizionali con fascette in tessuto e suole in paglia di riso intrecciata. Havaianas ha sostituito la paglia con la gomma per modernizzare il desgin del modello. Il resto è storia. Ecco perché la suola delle Havaianas è dotata di un motivo a grani di riso: uno dei tanti elementi che le rendono davvero uniche. E il nome “Havaianas” da dove viene? In Portoghese il nome significa “delle Hawaii, hawaiane” ed è stato scelto per rendere omaggio a questa destinazione tropicale così ambita per le vacanze, dove è sempre estate."

I Kombi (1964) - Nel 1964, praticamente qualsiasi lavoratore in Brasile indossava un paio di Havaianas. I commercianti in viaggio vendevano le Havaianas direttamente dai loro furgoni Volkswagen Kombi per tutto il Brasile. Questi furgoni venivano sempre accolti con grande entusiasmo ovunque fossero!

Il modello originale in gomma (1966) - Non per vantarci, ma Havaianas ha inventato le infradito originali in gomma! Ecco la prova: nel 1966, la casa madre di Havaianas, Alpargatas, ha registrato il brevetto per questa infradito in gomma ora famosa in tutto il mondo!

Più colori (1969) - Inizialmente le Havaianas erano disponibili solo in blu e bianco. Ma nel 1969, per via di un errore di produzione, vennero fabbricate delle Havaianas verdi che furono poi commercializzate. Il pubblico le ha accolte così calorosamente che Havaianas ha sfruttato quest’opportunità per iniziare a produrre le infradito in diversi colori, tra cui verde, marrone, giallo e nero.

Un vero essenziale (1980) - Le Havaianas sono state ufficialmente riconosciute come parte della cultura brasiliana dal governo stesso, dopo essere state incluse in un elenco di prodotti fondamentali (assieme a riso e fagioli!) per controllare l’inflazione. In quel periodo, venivano ormai vendute milioni di paia di Havaianas in Brasile ogni anno.

Arcobaleni e stampe (metà del 1990) - "Sapevi che una tendenza degli anni Novanta vedeva i surfisti girare le suole bianche delle Havaianas al contrario per creare infradito monocolore? Dopo aver constatato l’esistenza di questa tendenza, Havaianas ha cominciato a produrre modelli monocolore e ha lanciato il primo modello con la stampa di un fiore di ibisco. Da lì sono nati sempre più modelli (come quelli per neonati) con nuove stampe e colori."

La passione per il Brasile (1998) - Per rendere omaggio al mondiale di calcio nel 1998, Havaianas ha lanciato le “Havaianas Brazil”, un modello con la bandiera brasiliana sulla stringa. Resta ancora oggi uno dei modelli più venduti al mondo.

Un’icona delle passerelle (1999) - Le Havaianas entrano nel mondo dell’alta moda debuttando alla sfilata dello stilista francese Jean Paul Gaultier, per poi collaborare con alcuni dei marchi e designer più noti al mondo.

Reinterpretazione dei classici (dal 2000 ad oggi) - Havaianas non smette mai di rinnovarsi: anno dopo anno lancia nuovi modelli, come le Slim, i Sandali e le Square e continua a lavorare a nuove collezioni speciali impreziosite da cristalli e ricami fatti a mano da artisti brasiliani.

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In tutto quello che facciamo, mettiamo la passione di un tempo, quella tramessa da nostro padre, quella che ha fatto nascere tutto. Perchè in ogni prodotto c'è una parte di noi e della nostra città. Racchiude un messaggio che vi trasporterà in un ricordo passato o ne creerà di nuovi L'intensità dei sapori autentici del nostro territorio, che combinati e lavorati con semplicità e maestria, danno vita a prodotti unici. Vogliamo che ogni boccone sia il primo passo verso un'emozione indelebile

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LE ORIGINI DI MADÒ CREME

Madò Creme nasce dal grande desiderio di Domenico Napoletano: unire la tradizione dolciaria campana ad un approccio imprenditoriale moderno. La sua visione ha dato vita a un laboratorio artigianale online che offre una vasta selezione di creme spalmabili, disponibili in gusti unici e irresistibili.

Queste creme rappresentano il perfetto connubio tra la ricchezza della tradizione e la ricerca dell’innovazione, frutto di un'attenta selezione di ingredienti di qualità e di abbinamenti che vanno dai classici intramontabili ai sapori più originali e sorprendenti.

Ogni vasetto è sinonimo di artigianalità passione, riflettendo la volontà di Domenico di mantenere vive le radici della tradizione campana, pur innovando nel settore della pasticceria con una proposta unica nel panorama online

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OMI offre bracciali in acciaio con pietre naturali multicolore, perfetti per ogni occasione, unendo eleganza e stile casual

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Il nemico. Elon Musk e l'assalto al tecnocapitalismo e alla democrazia di Stefano Feltri (UTET)

 




















Per un po’, è stato un imprenditore famoso solo tra coloro che si occupano di finanza e tecnologia. Poi, abbiamo cominciato tutti a vedere le sue Tesla in giro per le strade, o i video dei razzi di SpaceX che decollavano (e tornavano ad atterrare). Quando ha comprato Twitter e l’ha trasformato in X sembrava essere all’apice della visibilità e dell’influenza – ma poi è arrivato alla Casa Bianca con Donald Trump. E tutto il mondo si è chiesto se questo imprenditore avveniristico non fosse invece un pericolo globale. Elon Musk è un personaggio imponente, tanto che è difficilissimo avere una visione chiara di chi sia, al di là del rombo assordante della sua notorietà planetaria. Ma Stefano Feltri ha trovato la chiave che fa capire cosa tenga insieme l’utopia dei viaggi spaziali e i saluti nazisti veri o presunti, oppure la California della Silicon Valley e il Sudafrica dell’Apartheid. C’è una questione fondamentale che Musk pone alla contemporaneità: la minaccia esistenziale che il tecnocapitalismo rappresenta per la democrazia. Un capitalismo che usa le piattaforme su cui tutti comunichiamo come armi di propaganda e lotta politica, si rifiuta di sottostare al controllo pubblico, crede che la libertà della tecnologia sia di gran lunga più importante di quella dei cittadini – e accelera la corsa verso un futuro, fatto di intelligenza artificiale, sorveglianza digitale e chip nel cervello, che assomiglia sempre più a un passato a cui non vorremmo tornare. Musk è in questo momento l’imprenditore tecnologico più esposto e visibile – ma il “nemico” di cui ci parla Feltri è ben più pericoloso di un singolo individuo, per quanto potente. Cosa succederà a Musk e alle sue imprese è, infatti, meno importante di cosa succederà alla democrazia, di cui ancora godiamo in Occidente e che è oggi minacciata non solo da fattori esterni, ma anche dalle idee e dalle strategie del tecnocapitalismo

Ucraina-Palestina. Il terrorismo di Stato nelle relazioni internazionali di Alessandro Orsini (PaperFirst)

 





















In questo nuovo libro, Alessandro Orsini parla della guerra in Ucraina e del bombardamento di Gaza attaccando i luoghi comuni e le fake news diffuse dai media dominanti. Con la sua prosa semplice e diretta, Orsini ricorre alla teoria sociologica per fornire una nuova interpretazione delle guerre in corso, mettendo in crisi gli schemi mentali con cui l’uomo eurocentrico – che vive di pregiudizi e frasi fatte – percepisce, giudica e valuta la politica internazionale. Il libro introduce, per la prima volta in Italia, la letteratura sul terrorismo di Stato che Orsini applica al caso d’Israele. Il primo capitolo è dedicato ai complessi di superiorità che hanno spinto l’Occidente a sottovalutare e dileggiare la Russia. Il secondo è dedicato ad Hamas e all’attentato del 7 ottobre 2023. Il terzo al bombardamento di Gaza e al regime israeliano nei territori palestinesi. Il quarto contiene quattro lezioni sulla mentalità scientifica per imparare ad analizzare la politica internazionale senza complessi di superiorità eurocentrici. Il quinto capitolo parla delle previsioni di Orsini sulla guerra in Ucraina e introduce il dibattito epistemologico sulla previsione nelle scienze sociali, con esempi molto semplici legati all’invasione di Putin

Credimi, è amore (Vol. 1) di Momo Fuji

 








Il motto della liceale Risa Amakawa è: “nella vita bisogna cavarsela da soli". Non riesce a fare affidamento sugli altri e porta sempre con sé tutto l'occorrente dentro a una borsa stracolma. Un giorno si ritrova a soccorrere un teppista di nome Zen Ohira, reduce da una rissa. Lui vorrebbe sdebitarsi ma, all'inizio, Risa rifiuta il suo aiuto. Zen però c'è sempre nel momento del bisogno, e piano piano la ragazza comincia a provare interesse per lui... Questo è l'inizio dell'amore travolgente tra un teppista e una studentessa modello!

Tutti i libri di Edith Wharton - bookstore

 






Edith Wharton (nata Edith Newbold Jones) (New York, 24 gennaio 1862 – Saint-Brice-sous-Forêt, 11 agosto 1937) è stata una scrittrice e poetessa statunitense. Fu la prima donna a vincere il premio Pulitzer per il romanzo L'età dell'innocenza (The Age of innocence) nel 1921.

Nata Edith Newbold Jones, era discendente di un'antica e ricca famiglia di New York, i Newbold Jones. Unica figlia di George Frederic Jones e di Lucretia Stevens Rhinelander, Edith Newbold Jones nacque a New York, e trascorse i primi anni tra Manhattan e Newport. Non frequentò alcuna scuola pubblica, studiando privatamente e concentrandosi sui grandi autori del passato. Nel 1885 sposò il banchiere Edward Robbins Wharton, il quale già dopo pochi anni iniziò a presentare segni di gravi disturbi mentali. Il rapporto tra i due si allentò sino a divenire una separazione di fatto; nel 1907 abbandonò gli Stati Uniti, trasferendosi definitivamente in Francia, dove rimase fino alla morte. Divorziò formalmente nel 1913, mantenendo però il cognome del marito. In quegli anni conobbe lo scrittore Henry James, del quale divenne ottima amica e confidente[3], e che la spronò a seguire la carriera letteraria. La maggior parte della sua copiosa produzione tematizza il problema del rapporto tra il singolo e il suo gruppo sociale di appartenenza, e in particolare il problema della "rottura delle convenzioni sociali". Cresciuta in un ambiente altamente elitario e rigidamente conservatore, come quello della cosiddetta "aristocrazia del denaro" dell'altissima società di New York (detta anche "l'aristocrazia dei Quattrocento"), Wharton cercò di rielaborare i temi legati alla forte chiusura sociale di tale ambiente in molte delle sue opere più importanti. Nel 1902 venne pubblicato il suo primo romanzo, The Valley of Decision, ambientato nell'Italia del XVIII secolo, a cui fecero seguito molti altri romanzi e racconti. Nel 1911 pubblica Ethan Frome, un romanzo breve considerato da molta parte della critica come la sua opera più riuscita. Nel 1914, quando la Germania dichiara guerra alla Francia, Edith Wharton crea dei laboratori per le lavoratrici disoccupate e prive di assistenza. In Inghilterra nel momento della battaglia della Marna riesce a rientrare in Francia solo in settembre. Qui promuove gli "ostelli americani per rifugiati" una iniziativa che le varrà la Legion d'onore del governo francese (1916). La sua opera più nota è L'età dell'innocenza (1920), ambientato nell'alta società newyorkese degli anni settanta del XIX secolo, di cui ben tratteggia caratteristiche, limiti e contraddizioni. Con questo romanzo vinse il premio Pulitzer nel 1921, prima donna a riceverlo dalla sua istituzione. Nel corso degli anni venti e trenta pubblicò altri romanzi e raccolte di racconti (tra cui la Tetralogia di New York, 1924). Nel 1937 pubblicò Ghosts, una celebre raccolta di racconti sui fantasmi, in parte ispirata agli scritti di narrativa fantastica del suo amico e maestro Henry James. Morì lasciando incompiuto il suo ultimo romanzo Bucanieri (The Buccaneers).


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lunedì 9 giugno 2025

Sapori Dei Picentini - store

 








Eccellenze dei monti Picentini. Specialità tartufi e prodotti tipici dei Monti Picentini. Nocciole tonda di Giffoni IGP

INSERBO SRL - store

 







Inserbo riporta in tavola il sapore delle conserve di pomodoro fatte in casa, come una volta. Da oggi, la nostra storia è anche la tua

I Segreti di Diano ... sapori colti ! - store

 










Siamo i frutti di un territorio protetto, i segreti di Teggiano, anticamente chiamato Lo Stato di Diano. Non peperone, non peperoncino, siamo di più: siamo un gusto antico, intenso come il sole del Sud, persistente come il legame tra la nostra gente. Siamo un colore acceso, il profumo di ricordi d’infanzia, il risultato di una promessa che unisce l’antico e l’eterno. Frutti della terra, veniamo colti a mano e, come 100 anni fa, ci lasciamo accarezzare a lungo dall’aria e dal sole. Siamo una storia campana, tramandata e da tramandare, per regalare a tutti il piacere di un’esperienza di gusto unica, la festa dei sensi.

Il nostro eden senza dio box: Vol.1-2 + booklet di Yuma Ichinose

 




















Un mondo normale, dove è stato appena lanciato in orbita il più piccolo razzo mai creato e dove un geniale studente delle scuole medie è appena diventato il più giovane giocatore di shogi a essere promosso al sesto dan. Questo genere di mondo… Ma un giorno Shikito Takai, ragazzo ordinario con la passione per lo studio, avverte un profumo stranamente irresistibile provenire da Ririto Nishio, un compagno di classe che ha sempre ammirato in segreto. Alla fine della lezione di educazione fisica, Takai si accorge che Nishio ha il volto arrossato e il fiato corto e, preoccupato, cerca di accompagnarlo in infermeria, ma finisce per essere trascinato nel ripostiglio della palestra… Il primo volume della genesi dei primi alfa e omega nella storia dell’umanità! Il box contiene i primi 2 volumi della serie e un booklet esclusivo di 44 pagine!

FEICE Orologio - store

 







The name Feicewatch is inspired by two key elements: "FACE" & "ICE."

FE as FACE: In Feicewatch, "FE" is phonetically translated to "Face," representing the watch face. Each watch face is like a unique "face," not just a window to display time, but a true reflection of your personal style and taste. At Feicewatch, we believe that every timepiece should express individuality, making it more than just a watch—it’s a statement.

ICE: True to its name, Ice symbolizes the purity and transparency of our pricing and products. At Feicewatch, we believe that sophistication and elegance should be attainable, not a luxury reserved for the few. That’s why we combine exceptional design with accessible pricing, ensuring that everyone can own a high-quality timepiece. Whether for everyday wear or special occasions, Feicewatch offers style and substance that’s affordable, enduring, and timeless—never fleeting, always within reach

Victorinox - store

 







Dal 1989, la ricerca senza compromessi dell’eccellenza ha mantenuto Victorinox in prima linea nell’industria orologiera svizzera. Prodotta nel nostro Watch Competence Center di Delémont in Svizzera, la nostra versatile gamma di orologi Victorinox unisce qualità premium e precisione con un design autentico e inconfondibile, per assicurarti di avere il controllo sul tuo tempo

ADDIESDIVE - store

 







Jacques Cousteau è un esploratore e fotografo subacqueo francese. Ha inventato i dispositivi per le immersioni subacquee, consentendo agli esploratori di rimanere sott'acqua più a lungo per scattare più foto e video di acque profonde.

Ispirandosi alle invenzioni di Jacques Cousteau, ADDIESDIVE, un produttore di orologeria professionale, ha sviluppato una serie di orologi subacquei, dai 200M ai 1000M dei subacquei. Movimento automatico Japan NH35A, vetro zaffiro sintetico, ghiera in ceramica girevole unidirezionale luminosa eccellente, corona a vite, acciaio inossidabile 316L anticorrosione premium, prezzo basso, tutte queste caratteristiche aiutano ADDIESDIVE a ottenere il pieno riconoscimento da parte dei clienti di massa in tutto il mondo .


ADDISDIVE logo deep sea spirit icon è composto da due fucili subacquei e un paio di occhialini da sub. Con la caccia e la distruzione di creature marine da parte dell'uomo, molte creature marine sono in pericolo o addirittura estinte. Due fucili incrociati rappresentano una protesta contro la caccia nelle profondità marine. Dovremmo proteggere l'ecosistema marino

I criminali del Medioevo. Mille anni di cronaca nera tra santi, briganti, eretici e assassini di Maurizio Roccato (Diarkos)

 




















Banditi, assassini, eretici, streghe. Ma anche ribelli, condottieri, nobiluomini e clericali. La lista dei nomi di chi, nei lunghi e tormentati mille anni di Medioevo, è passato alla storia come criminale è lunga, variegata, spesso ambigua agli occhi della società contemporanea – ma forse anche di allora. Congiure di palazzo, agguati lungo le strade, avvelenamenti e omicidi, d’altronde, da sempre accompagnano la vita violenta degli uomini e delle donne alle prese con il potere, la brama di ricchezza, l’esaltazione religiosa o semplicemente l’istinto ferino, allora scambiato per demoniaco, oggi attribuito ai gangster. Cambia però, di epoca in epoca, il modo di vederli, classificarli, perseguirli, e questo ci dice molto sul tempo che li ha prodotti. Come per esempio i reati di stregoneria o eresia, oggi non più moneta comune a differenza che nei torbidi dell’Età di mezzo, o del tribunale dell’Inquisizione, dispensatore di giudizi e punizioni che passavano attraverso i tormenti degli imputati. Stragi e omicidi si accompagnavano alle sollevazioni delle campagne, infervorate dalla predicazione religiosa di frati e preti eretici, mentre nobili corrotti e intricate cospirazioni di corte erano al centro di spargimenti di sangue all’ombra del trono, sovente in balia di ladri e rapinatori armati poi diventati comandanti e generali. Tra assassini beatificati dalla Chiesa, serial killer nascosti dal blasone di signori feudali, donne arse sul rogo per sospetti rapporti col Diavolo, indagini condotte attraverso torture, ordalie e compurgazioni e condanne comminate anche ad animali, questo libro racconta, come un manuale del genere crime, mille anni di cronaca nera: il lato più oscuro del Medioevo

ITALIA (ITALY)

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