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lunedì 9 luglio 2012

“Donne viaggio in sette film" di Rita Picchi (Edizioni Kurumuny) a Roma


Nell'ambito della rassegna "I salotti letterari dell'isola del cinema" a Roma nello Spazio Tevere sarà presentato l’11 luglio 2012 alle ore 19,00 il volume “Donne viaggio in sette film" di Rita Picchi edito dalla casa editrice Kurumuny. Ne parlerà con l’autrice Ginella Vocca (Direttrice del MedfilmFestival) mentre le letture saranno a cura di Alvia Reale. Modera Alma Daddario.

È un libro che utilizza il cinema per raccontare le donne. Donne di diverse culture, luoghi geografici, religioni e ceti sociali, accomunate da difficoltà simili pur vivendo in paesi e situazioni tanto diverse. Un libro che ha il pregio di affrontare, attraverso la chiave innovativa della narrazione cinematografica, questioni estremamente dolorose che toccano da vicino la vita di molte donne e che, normalmente, apprendiamo solo dalle pagine della cronaca nera. Sette film, sette personaggi femminili con una caratteristica comune: queste donne sono delle guerriere. Sette creature così forti da acquistare vita propria uscendo dai confini della pellicola per entrare nel nostro immaginario: una suggestione che ci invade, una specie di totale immersione in volti, colori, paesaggi.
Un lavoro intenso e raffinato che apre una finestra sull’universo femminile, racconta le donne, le loro difficoltà, ma anche il loro coraggio e la loro forza d’animo. L’autrice infatti affronta temi come le mutilazioni genitali (Moolaadé di Sembène Ousmane), lo stupro (Le chaos di Youssef Chahine), l’integrazione e le unioni interculturali (La sposa turca di Fatih Akin), le adozioni e la maternità (Segreti e bugie di Mike Leigh), la moda e la società (Il diavolo veste Prada di David Frankel), il disagio mentale (Respiro di Emanuele Crialese) e infine mette due donne e due generazioni a confronto: la regina Elisabetta e Diana Spencer (The Queen di Stephen Frears).
In questo libro si parla di passione, di amore per la vita e amore per l’amore stesso, attraverso i film presi in esame l’autrice sviscera l’animo femminile: al centro dell'attenzione della macchina da presa la realtà di donne diverse, ma tutte accomunate da forza, sensibilità e laboriosità. L’analisi parte da pellicole provenienti da tutto il mondo, che raccontano storie di donne forti e coraggiose, che si trovano ad affrontare difficoltà quotidiane più o meno vicine alle nostre, poi il campo d’indagine è esteso all’attualità, con dati e informazioni precise: Rita Picchi ci porta per mano in un viaggio nel reale attraverso le suggestioni del cinema, il segno del libro infatti è la capacità di stabilire una illuminante continuità tra cinema e realtà, muovendo l’analisi con grazia e precisione tra queste due dimensioni, mescolando emozioni legate alle protagoniste che attraversano anche la nostra anima.

Per Kurumuny Edizioni – Info (3299886391) (http://www.kurumuny.it)
Info - www.isoladelcinema.com

domenica 8 luglio 2012

Marthia Carrozzo e Kurumuny Edizioni al Festival del Libro Possibile 2012


Nell'ambito del festival "Il libro possibile" che si terrà a Polignano a Mare dall'11 al 14 Luglio la casa editrice Kurumuny presenterà il volume Di bellezza non si pecca eppure. Trilogia di Idrusa di Marthia Carrozzo. Presentazione e reading a cura di Marthia Carrozzo con accompagnamento musicale a cura di Emanuele Coluccia. Appuntamento alla storica Balconata Santo Stefano di Polignano a Mare l’11 luglio alle ore 22,00

Il libro - “Un piccolo gioiello di poesia erotica, o anche un meraviglioso trattatello di tattiche per guerre sentimentali. O anche tutti e due insieme”.(Lello Voce)
Sembra fatta di pura voce, questa novella Idrusa. Nuovo ritratto in versi di Marthia Carrozzo, di quella che fu, nella penna della Corti, la più bella donna di Otranto, capace di calamitare, al suo passaggio, ogni singolo sguardo, diviene, in questa Trilogia di Idrusa, appunto, un purissimo richiamo all'acqua che ne computa il nome, senza dimenticare il sale, stemperando in suoni, in echi di quel mare da cui nasce e a cui torna e vuol tornare, la forza d'un canto di guerra e d'amore, che ingaggia un corpo a corpo col mondo intorno, col mondo tutto con cui vuole e sa dialogare, ricercando in esso, come in un unico grande banchetto totemico, la pelle amata. "Sei brace azzurra, luce lattea che mi scalda. / Che fa ferita, che mi scuce e appresta a resa. / Sei la ferocia della pelle sulla pelle. / Il credo unico che sgrani tra i miei seni". Un poemetto per voce e fiato, che sfugge agli occhi che ne inseguono il ritmo incalzante sulla pagina scritta, che nella pagina non vuole e non sa stare, irriverente e viva, "fatta d'arcobaleno" come fu la bella Idrusa, che di bellezza fa il suo baluardo, la luce che ne ammanta le movenze e ne assolve ogni colpa, perché, citando l'inusuale titolo di quest'opera: Di bellezza non si pecca eppure. E di bellezza, allora, non pecca, ma osa, Idrusa, al limite della colpa, se colpa vi sia in faccende d'amore, perché non si possa mai dire di lei che non abbia vissuto, che non abbia tentato e creduto. Un canto di vita, questa Trilogia di Idrusa, sensuale, di una sensualità cosciente cui già ci aveva abituato Marthia Carrozzo, nel suo scrivere del corpo senza lesinare parole, ma usandole e osandole, nominando, come nella Genesi biblica, in una scelta lessicale attenta e accurata, mai casuale, ogni parte, ciascuno dei sensi con il nome che gli è proprio. Un canto che riprende la modalità formulaica degli antichi rapsodi, perché alla poesia spetti il tornare al proprio ruolo, centrale, di cassa armonica di un sentire comune. Perché Idrusa è Idrusa, certo, ma è tutte e ciascuna insieme: creature, donne e uomini, al cospetto del proprio stesso corpo, per imparare da lui solo le leggi di un sapere troppo spesso messo a margine. «Ogni verbo è prima nei nostri muscoli, che nella nostra lingua», dirà meglio Lello Voce, nella Prefazione, e allora, anafore, allitterazioni, ripetizioni incalzanti sembrano suggerirci, lungo lo svolgersi per Stanze di questo piccolo poema, la necessità estrema di riappropriarci del nostro suono, della nostra capacità di dirci e consegnarci in una voce che non sia vuoto e flebile assenso, ma consapevolezza piena di sé in ogni piega del nostro sentire e mostrarci, così come per l'Idrusa d'antica memoria ("non mi lasciava mai la volontà d'essere bella"). "Solo per smettere, soltanto, e non mentire. / Per non mentire, mentre ancora è troppo presto." Ciò che se ne coglie è, allora, «Una litania di lussuria e abbandono, di libertà e desiderio, una serenata al rischio e all’acrobazia, una melopea per ogni abbandono e per ciascuna ribellione». (Lello Voce), perché Eros è fuoco purissimo, mai volgare, che parla unicamente alla bellezza e la bellezza, come la bella Idrusa, procede scalza di piedi e voce a dirci il «Peso specifico del mare nell'amore», a mostrarci che è ancora possibile.

Di bellezza non si pecca eppure TRILOGIA DI IDRUSA di Marthia Carrozzo con illustrazioni di Ever trip (Kurumuny Edizioni)

Il senso di una fine di Julian Barnes (Einaudi)


Tony Webster è un uomo senza qualità. Negli studi e nel lavoro, nei sentimenti e, c'è da scommetterci, anche nel sesso. Ma la lettera con cui un avvocato gli annuncia il lascito di cinquecento sterline e di un diario proveniente dal passato scuote il fondo limaccioso della sua esistenza. Tony deve ora scoprire chi gli ha destinato quell'ingombrante eredità e perché ha scelto proprio lui, e quale segreto rabbiosamente custodito quel diario potrebbe rivelare. Nel porsi queste domande, s'imbatterà in risposte che avrebbe preferito non conoscere e dovrà imparare a sue spese che «la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato».

La vita di Tony Webster è stata un fiume relativamente tranquillo, da costeggiare al riparo di scelte ragionevoli e sistematici oblii. Ora però la lettera di un avvocato che gli annuncia un'inattesa quanto enigmatica eredità sommuove il termitaio poroso del passato, e il tempo irrompe nella noia del presente sotto forma di parole risalenti all'adolescenza, quando Tony procedeva all'educazione morale, sentimentale e sessuale che ne avrebbe fatto, inavvertitamente come spesso accade, l'adulto che è.
Il percorso a ritroso nelle zone d'ombra della vita, con i suoi dolori inesplorati e i suoi segreti, diventa cosí riflessione sulla fallacia della storia, «quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione», secondo il geniale amico dei tempi del liceo, Adrian Finn. Ed è dunque a quel punto di congiunzione, ai ricordi imperfetti come ai documenti inadeguati, che il vecchio Tony deve ora guardare per comprendere le vicissitudini del Tony giovane. Come ha potuto la ragazza di allora, Veronica Ford, preferirgli l'amico raffinato e brillante, Adrian? Ci sono solo Camus e Wittgenstein dietro l'estrema decisione di Adrian? Da che cosa ha voluto metterlo in guardia tanti anni prima la madre della ragazza? Perché a distanza di quarant'anni Veronica ritorna nella sua vita con un bagaglio di silenzi e il rifiuto di dargli ciò che è suo?
Gli indizi da studiare tessono un filo d'Arianna di reminiscenze inaffidabili, ipotesi errate e parole d'ordine ribadite; di fatti, nomi e immagini giustapposti a intuizioni filosofiche e rivelazioni poetiche; di un corpus di parole interne al testo - lettere, e-mail, pagine di diario - ed esterne a esso, nella forma di rimandi espliciti o piú spesso impliciti al sapere che puntella l'assunto ideale del romanzo: da Stefan Zweig a Philip Larkin (il «poe-ta» senza nome cui il narratore piú volte si richiama), dall'immaginario Patrick Lagrange al Flaubert di Madame Bovary (significativamente citato nel modo quasi-esatto che la memoria consente) fino a Frank Kermode, con il cui testo chiave questo romanzo condivide il titolo, l'insistenza sul ruolo del tempo e il proposito di «dare un senso al modo in cui diamo un senso al mondo».
Tempo e memoria. Con quelli si entra nel libro, attraverso la lista di flashback che il tempo ha cristallizzato in immagini. La memoria di Tony Webster predilige ricordi d'acqua, nel cui fluire controcorrente passa il racconto della sua sommersa inquietudine.

“In viaggio con Che Guevara. Come partire, perché, quando” di Andrea Semplici (Terre di Mezzo) e “In viaggio con Kapuscinski. Dialoghi sull'arte di partire” di Andrea Semplici (Terre di Mezzo). Intervento di Nunzio Festa


In questi giorni, a Matera, nella città dei Sassi zeppa di lentezza meridiana e, sembrerà strano, anche d'indifferenza e velocità più che post-moderne, per così dire, il giornalista e scrittore, ma soprattutto viaggiatore-viaggiante Andrea Semplici, appassionato di foto e fotografia, sta portando a spasso le sue tante e diverse pubblicazioni uscite per Terre di Mezzo insieme a una compagine artistico-musicale guidata dalla voce gentile e calda di Adele Caputo. La manifestazione itinerante, che va tra terrazze e luoghi un po' meno intimi, pur partendo sempre dal principio d'appartenenza quasi famigliare e sentimentale, oltre che ovviamente politica, si chiama "Libri Semplici". E s'è trovata, per dire, tra lo sfascio del carro di cartapesta e cartapestato della Bruna materana e l'ultimo round degli Europei di calcio, intanto. Però attirando un successo da pesare col tono della condivisione. Non solo numeri. Non solamente le case riempite per l'occasione. Quindi ne abbiamo approfittato per incontrare, grazie alla cortesie delle piccole e combattive edizioni, due testi di Semplici. Premesso che non è l'originalità della lingua che ci convince maggiormente, possiamo già affermare che la volontà di Andrea Semplici, coccolato dal sogno solito e utilizzato da secoli del realismo magico di stampo sudamericano e dunque soprattutto postatoci dall'intramontabile e nostalgico sempre Gabo, è quella d'invitare alla partenza costante. Portando pezzi d'altro mondo - altri mondi - nelle latitudini meno sperimentate dalle magie della forza primitiva (e lasciamo veramente tra parentesi le lande che stanno divenendo piano piano nuovo Occidente di marca orientale): le nostre; s'entri, per fare un esempio, senza imprudenza, nell'ultimo "In viaggio con Che Guevara" e "In viaggio con Kapuscinski", questo nello specifico pubblicato per la prima volta nel 2010 e ripubblicato l'anno scorso. La dichiarazione d'amore, non al "mito" ma all'uomo e combattente-viaggiatore Che, è quella che consente a Semplici di ridarci un viaggio nei luoghi argentini che il guerrigliero, con "Alberto e con la moto", fece prima di diventare liberatore di Cuba. Da questo libricino, tra l'altro, apprendiamo che oggi, a Menem fatto, il presidente della parità peso-dollaro e del peggioramento esponenziale delle condizioni di vita del suo Paese, non è più possibile entrare col treno nel cuore dell'Argentina. Ma sono necessarie ore e ore di pullman. Comunque la pubblicazione, ovvero il viaggio di Semplici, rifà le tappe del Che Guevara che stava per diventare medico. Fornendo, in fondo al testo, una serie di consigli a chi volesse re-inventare le visite d'Argentina e della sua pampa. Ryszard Kapuscinski, che spesso nel libro l'autore omaggia col soprannome amichevole "Kapu", potremmo dire che è il maestro del giornalista fiorentino. Qui, infatti, lo scrittore, per dire, ricorda come aveva invitato Kapu anche nella sua Firenze prima della scomparsa di quest'ultimo. Semplici ci spiega, in poche pagine, R. Kapuscinski. Le sue origini fra Urss e Bielorussia, potremmo sintetizzare. Visto che Kapu nacque in mezzo al dominio sovietico, prima che il suo luogo natale divenisse altra geografia politica insomma, e soprattutto molto prima che facesse le prime sperate partenze verso quelle che saranno in tutto "ventisette rivoluzioni" nel mondo. Tutte seguite. Sentite. Perché, è bravo Semplici a rimembrarci, il reporter Kapuscinski studiava molto prima di salpare e sapeva sempre, poi, che pezzo d'Africa in subbuglio andare a raccontare. Come poi ha fatto e farà Andrea Semplici, in ogni posto Kapu diventava cittadino di quel posto. L'unica maniera per narrarlo al meglio.

sabato 7 luglio 2012

Paloma Faith - Picking Up The Pieces





"Picking Up The Pieces" released on 20th May, is the first single taken from Paloma's new album "Fall To Grace" which is available on 28th May.
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Play: Standard http://bit.ly/A1bwBv and Deluxe: http://bit.ly/zcJGOy


Directed by Emil Nava

Music video by Paloma Faith performing Picking Up The Pieces. (C) 2012 Sony Music Entertainment UK Limited

Il Pollenza


“ La Famiglia -  Antica famiglia marchigiana, proveniente dal Veneto, le cui origini risalgono all’anno 1200. Il nonno paterno, Tebaldo, proprietario terriero e medico veterinario. Il nonno materno, Girolamo Piccinini, grande imprenditore serico, creato Cav. del Lav. nel 1904, tra i primi ad essere insigniti da un’orificienza appena istituita. Sposato con la marchesa Eleonora Benigni Olivieri di Capo d’Acqua (1865-1966), pronipote di S.S. papa Pio IX MASTAI Ferretti (1792-1878) e di S.S. papa Pio VIII Castiglioni (1761-1830). Il ramo di Tebaldo risiede da più di mezzo secolo a Roma ed attualmente vive nella villa detta di “Grotta Pallotta” nel quartiere Pinciano.
L’attuale famiglia, insignita del titolo comitale con il motto: “PER ANGUSTA AD AUGUSTA”, ha oggi come capo famiglia Aldo Maria (1932), sposato nel 1957 a Mila Peretti, figlia del cav. del Lav. Ferdinando, Isp. Naz. delle I.I. V.V di C.R.I., da cui sono nati quattro figli: Chiara (1958), sposata con Bar. Giangiacomo Serena di Lapigio – Ferdinando Maria (1960), sposato con S.A. Princ. Mafalda Von Hessen – Benedetta (1962), sposata con il march. Leopoldo Balestra di Mottola – Ugo Maria (1965), sposato con la Cont. Isabella Borromeo Arese Taverna. L’attività principale della famiglia è dal 1933 nel settore petrolifero e energetico. Nell’ultimo periodo del secolo appena trascorso, ha anche intrapreso l’attività agricola e vitivinicola, riallacciandosi così alla tradizione familiare del nonno Tebaldo.
La Cantina -  La passione per la terra, la dedizione costante e la ricerca delle migliori tecniche di coltivazione, nonché gli elevati standard qualitativi per la lavorazione del vino, hanno contribuito a dare vita all’azienda vitivinicola: “il Pollenza”, situata a Tolentino. La tenuta si erge  nello splendido panorama delle colline maceratesi che il Conte Brachetti-Peretti acquistò più di venti anni fa dai principi Antici Mattei,  con un bellissimo edificio del ‘500 disegnato dal Sangallo.  Si sviluppa su  200 ettari di cui circa  50 destinati a vigneto”.


MOLINO GRASSI


“1934.  Nasce il Molino Grassi. E' la storia di un'azienda di famiglia: il fondatore, i figli che credono nel lavoro del padre, i figli dei figli che danno continuità a quelle lontane speranze del nonno. Da allora molte cose sono cambiate: la sede, la diversificazione della produzione, la tecnologia, ma oggi come allora è rimasto immutato il rispetto e l'attenzione alle caratteristiche delle materie prime che restano, ancora oggi, il fattore decisivo per ottenere prodotti di alta qualità.
Il lavoro di tre generazioni si consolida oggi in una concreta realtà. La Molino Grassi Spa è oggi un complesso industriale all'avanguardia che grazie agli investimenti negli impianti produttivi, nella ricerca e nell'organizzazione aziendale è pronta a raggiungere nuovi traguardi. Attualmente gli impianti si configurano in due linee di macinazione separate, completamente automatizzate ed integrate dai più recenti sistemi di controllo elettronico: una per il grano duro (170 tonnellate al giorno) ed una per il grano tenero (110 tonnellate al giorno).
I silos di stoccaggio consentono la conservazione di 12.000 tonnellate di grano mentre i silos dedicati ai prodotti finiti permettono di immagazzinare fino a 850 tonnellate di semola ed oltre 1.000 tonnellate di farina.
Il controllo qualità, lavorando in armonia con le norme ISO e le procedure HACCP, garantisce sia la conformità che la salubrità di ogni nostro prodotto.
Il laboratorio, che occupa cinque persone, è attrezzato con i più moderni strumenti di analisi specifici del settore.”




NINETEEN A BRESCIA


“Una "Trattoria di lusso" dove la passione che nasce in cucina colpisce il cuore in un morso. Due bravissimi Chef che, oltre la vita , hanno deciso di condividere anche la "Passione per il Cibo" e del "Bien Vivre". Lei Valsabbina di origine, dopo un interessante percorso in cucine "Interessanti", passa dalla prestigiosa "casa" di Bulgari; innamorata della cucina e del carisma di Elio Sironi, decide di fermarsi a Milano per approfondire la professione ed arricchirsi. E' lì che conosce (e si innamora di!!!) Massimo, un "bel Romano" che la conquista oltre che nella vita anche in cucina. Lui che dai Colli Romani (Gavignano), passa dalla Sardegna approdando a Milano, decide di cominciare questa meravigliosa avventura, rinunciando come Lei alle numerose proposte di gestire importanti cucine all'estero (Parigi, Tokio) e non solo (Roma).”


Restaurant Dekas


“A kitchen surrounded by fertile soil where vegetables and herbs thrive … Where daylight shines in from all sides and where the chefs are free to express their creativity daily using the best the season has to offer. It seems an obvious concept, but I spent twenty years surrounded by white tiles under fluorescent lighting before I came up with it.”. In 2001, top chef Gert Jan Hageman, who had earned a Michelin star in Dutch haute cuisine, found new direction for his own career and a new purpose for the old greenhouse that belonged to Amster­dam's Municipal Nursery, which dated from 1926, and was due to be demolished. With a lot of luck and help from the municipality and his family and friends, Hageman succeeded in converting the unique 8-metre high glass building into a restaurant and nursery. Situated in Frankendael Park, between the Rembrandt Tower and
the nineteenth century facades of Water­graafs­meer, De Kas is an oasis of calm for the fifty-thousand guests who dine there each year; either in the breathtaking dining room designed by Piet Boon, or - if weather permits - outside in the herb garden”



venerdì 6 luglio 2012

AA.VV. SVILUPPI INCONTROLLATI (VOLO LIBERO EDIZIONI). Con la prefazione di Manuel Agnelli


Band musicali da tutto il mondo, festival, presentazioni di libri, incontri con gli autori, rassegne teatrali e cinematografiche. Il Bloom è un fiore dai mille colori, un luogo dall'anima rock e uno dei locali più vivaci d'Europa. Sviluppi incontrollati affronta l'oceano degli immaginari che il Bloom ha saputo rappresentare durante quest'ultimi 25 anni, in una narrazione formulata da un coro di voci dei protagonisti della scena culturale internazionale. Interventi, tra gli altri, di: Eleonora Bagarotti, Franco Bolelli, Gianni Canova, Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), Marco Denti, Cristina Donà, Mauro Ermanno Giovanardi, Matteo Guarnaccia, Motorpsycho, Roberta Sammarelli (Verdena), Davide Sapienza, Barbara Volpi, Steve Wynn.

“Molto culturale, un ambiente adatto a fan di Virginia Woolf” (Gerry, Miracle Workers). “Bloom è il migliore rock club di Mezzago” (Grant Hart, Hüsker Dü)

“Io credo che il club sia grande, sono contento che il concerto vi sia piaciuto. Sul palco, però, fa caldo, molto caldo” (Paul Simonon, Clash)

“L’ultima volta che sono stato qui mi sono divertito, c’era molta atmosfera, e l’amplificazione era buona. Strano perché di solito in Italia gli impianti di amplificazione sono senza speranza” (Ray, Hard-Ons)

“Arrivati al Bloom, a Mezzago. Eravamo stanchi, infreddoliti. Dovevamo suonare in questa specie di garage, saliamo sul palco e pum, incredibile. L’entusiasmo della gente era alle stelle, un delirio, tutti che saltano. Quello è stato uno dei miei show migliori di sempre” (Mark Lanegan)

“Ma io ho già suonato qui? Se c’è qualcuno con più di quarant’anni me lo può dire?” (Steve Albini)

L’editore, i curatori e i partecipanti alla stesura del libro hanno deciso di devolvere parte del ricavato delle vendite a Emergency

LA PAROLINA


“Iside, nata a Roma, dopo aver intrapreso per due anni la facoltà di ingegneria, abbraccia il mondo della cucina, facendo esperienze tra i “guru” della ristorazione capitolina come Agata e Romeo e la Pergola dell Hilton nonchè fuori le mura come da Salvatore Tassa alle Colline Ciociare. E’ alla Frasca di Castrocaro Terme, altro tempio della gastronomia Italiana, che approda come chef pasticcera ivi conosce Romano, forlinese Dop, anche lui reduce da esperienze nel panorama gastronomico italiano come Gualtiero Marchesi a Erbusco, il Rigoletto a Reggilo e in Svizzera. Decidono di mettere le tende in quel di Trevinano dove aprono La Parolina, un piccolo ameno ristorante di campagna con la possibilità di cenare nella terrazza esterna durante le calde sere d' estate. Nel periodo autunnale si possono assaggiare i funghi dell' Amiata, i tartufi delle crete senesi, la cacciagione dal capriolo alla lepre, dai piccioni fino alle rinomate razze vaccine che pascolano in queste terre. Il pesce sempre fresco, proveniente sia dal vicino Lago di Bolsena sia dal mar Tirreno, viene scrupolosamente e quotidianamente selezionato presso Marta. Tutto fatto in casa dalla pasta tirata al mattarello, come la tradizione vuole, al pane servito in diversi assortimenti, ai grissini, ai dolci, ai gelati e in conclusione anche i cioccolatini e la piccola pasticceria.”


CARBONE VINI


“L'azienda Carbone è situata in Melfi, alle pendici del monte Vulture, un antico vulcano nel cuore della Basilicata che ha donato alla zona un terroir unico: un terreno lavico ricco di potassio ed estremamente fertile. La natura incontaminata del Vulture regala acque minerali, vini e oli di elevata qualità. Il suo connubio con il microclima, caratterizzato da elevate escursioni termiche, rende unico l'Aglianico che affonda le proprie radici in quest'area. Il vino è una passione di famiglia per i Carbone, viticoltori già dal 1974, tramandata ai figli Luca e Sara che proseguono l'attività di vinificazione dell'Aglianico del Vulture DOC nel senso della continuità di esperienze e valori.
La filosofia di fondo che guida le scelte dell'Azienda Vinicola Carbone è l'esaltazione del Milieu, il Terroir, il legame con la terra fertilissima del Vulture frutto di millenni di generoso lavoro lasciatoci in eredità da questo vulcano. L'attività di vinificazione comincia nel vigneto, dove le lavorazioni seguono il ritmo biologico vegetativo della pianta e puntano ad ottenere una limitata resa per ceppo per privilegiare le qualità organolettiche. La vendemmia è fatta a mano in piccole cassette. In cantina le più moderne tecnologie sono al servizio della preservazione del carattere peculiare del nobile vitigno autoctono così austero e allo stesso tempo esuberante. Grazie al sodalizio con l'enologo Sergio Paternoster nascono dei vini dal volto autentico, dal carattere forte e solare, legati al territorio e alla sua storia. Amiamo il nostro territorio e siamo consapevoli che vada preservato per il futuro nell’interesse nostro e di tutti. Mai ci sogneremmo di usare diserbanti, o fare un uso indiscriminato della chimica in vigna così come in cantina.Cerchiamo di dare il nostro contributo al rispetto del territorio nella sua più ampia accezione: ambiente, cultura, colori e sapori.”


RESIDENT EVIL 6






Sono trascorsi dieci anni dall'incidente di Raccoon City e il Presidente degli Stati Uniti ha deciso di rivelare cosa è accaduto davvero. Leon S. Kennedy, sopravvissuto di Raccoon City e suo amico personale, scopre che un attacco bioterroristico ha trasformato il Presidente in qualcosa di irriconoscibile. Leon ora dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita.

Nello stesso momento Chris Redfield, membro della BSAA, raggiunge la Cina, minacciata da un nuovo attacco bioterroristico.

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Ecco "Caminante” di Mino De Santis la prima produzione di ULULATI, la nuova collana di Lupo Editore dedicata alla musica


Domenica 8 Luglio, presso l’Oasi Francescana di San Simone, frazione di Sannicola (LE), dalle ore 21.00, si terrà la presentazione di “Caminante”, di Mino De Santis, prima produzione di ULULATI, la nuova collana di Lupo Editore nata per diffondere e promuovere musica. Un nuovo cd, il secondo, per Mino De Santis, il cantautore protagonista di uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni, sulla scia delle ballate impegnate di Fabrizio De André e con un’ironia lacerante, degna del migliore Rino Gaetano. “Caminante” sarà disponibile dal 9 luglio in tutte le librerie, e scaricabile su iTunes. Durante la serata, insieme a Mino De Santis suoneranno Pasquale Gianfreda al basso, Pantaleo Colazzo alla fisarmonica, Nazario Simone alle percussioni e la voce di Dario Muci. Importante anche la presenza, nel primo cd di ULULATI, di Mario Perrotta, attore a autore di caratura nazionale, che ha prestato la sua voce per l’introduzione e il finale di “Caminante”.

The Dark Secret of G.A.O.T.U.: Shattering the Deception of Free Masonry by Ana Mendez-Ferrell (Destiny Image Publishers)


“What’s so wrong with Freemasonry? I always thought they helped people and used fundraisers to support worthy causes and charities.” The Dark Secret of GAOTU is a powerful exposé about Freemasonry, revealing the spiritual darkness at the heart of a secretive society that presents itself as a model of tolerance, nobility, and spiritual illumination. Invaluable to anyone investigating Freemasonry for themselves, the book is a potent combination of strong teaching, historical context, testimony, and practical aids to deliverance. “We live in a society totally contaminated by Masons whose aim is to rule the world. It is amazing the thousands of people whose relatives or even pastors are or have been Masons. Unfortunately, most of the traditional evangelical pastors and bishops are already Masons. I touch this matter in the book with great mercy and light,” says author Ana Mendez Ferrell. She provides a clear biblical counterpoint to highlight the folly of Freemasonry’s general principles as well as its essentially pagan origins, rites, and symbolism. She also imparts critical guidance and encouragement to anyone who is ready, by book’s end, to break the power of the many curses Freemasonry unleashes on the lives of the initiates and their descendants.

ALABAMA SHAKES - Hold On




Official music video for "Hold On" - the first single off Alabama Shakes' debut record Boys & Girls. Out now on ATO Records and Rough Trade. Download on iTunes:
http://smarturl.it/boys-girls Buy CD &amp
vinyl: http://ow.ly/9Zr2d
Directed by Stephen Shirk and Chris Hershman.

The Van Houtens - John Ferrara & Betty Karpoff




The Van Houtens - John Ferrara & Betty Karpoff
http://itunes.apple.com/it/album/id523134371 
From the album "FLOP!"
http://itunes.apple.com/it/album/flop/id523451321 
Director: Manuela Giammello Editing & Graphics: Alessandro Arba Starring: a lot of people www.facebook.com/thevanhoutens

giovedì 5 luglio 2012

Kurumuny edizioni a Bari alla Cantina Cianna Cianne con la mostra tratta da Il Prezzario della rinomata casa del piacere e una preziosa performance musicale


L'Associazione “Nuovo sottano” in collaborazione con la storica Cantina di Cianna Cianne organizzano per venerdì 6 luglio alle ore  20.00 c/o la cantina di Cianna Cianne in Vico Corsioli 3, a Bari un incontro con la casa editrice Kurumuny Il giornalista Vinicio Coppola (Gazzetta del Mezzogiorno) presenterà PREZZARIO della rinomata casa del piacere a cura di Stefano Donno e Anna Chiriatti (kurumuny edizioni) e per l'occasione sarà allestita una mostra di immagini tratte dal volume. La serata proseguirà con un intervento musicale con le donne salentine di Cannole che canteranno brani tratti dal loro disco “Ricci i tuoi capelli” (Kurumuny edizioni) a cura di Luigi Chiriatti (con scritti di Luigi Chiriatti, Ciro De Rosa, Salvatore Esposito, Raffaele Cristian Palano, Adriana Benedetta Petrachi, illustrazioni di Lucio Montinaro. Il Cd “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari di Cannole” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS – PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce, dall’Istituto Diego Carpitella e dal Comune di Cannole). La casa editrice KURUMUNY nasce nel 2004, in un Sud animato da un fermento culturale che nel 2001 è stato linfa vitale dell’omonima rivista di cui la casa editrice è naturale proiezione. Ha mosso i primi passi nel mondo del libro con la ferma convinzione di restituire all’editoria un processo creativo e culturale: quest’idea è diventata la sua  vocazione consolidata nel tempo. Un percorso caratterizzato dalla cura artigianale nella costruzione del libro, dall'attenzione agli autori, dalla ricerca del particolare grafico.

Prezzario della rinomata casa del piacere  a cura di Stefano Donno e Anna Chiriatti - Una piccola chicca per gli amanti del genere erotico. Nel 2008 è nato a Parigi il gigantesco archivio on line di fotografie erotiche d’epoca, contiene più di tremila scatti in bianco e nero, risalenti al periodo che va dal 1850 al 1950. La storia del sito affonda le radici nel dna di un parigino, Alexandre Dupoy, collezionista di foto spinte e proprietario di una libreria erotica. La casa editrice salentina Kurumuny pubblica il “Prezzario della rinomata casa del piacere“, un piccolo libro curato da Anna Chiriatti e Stefano Donno e nel quale, accanto a fotografie di nudi in senso classico, eleganti e appolinei - distanti dalle immagini contemporanee stilizzate digitalmente per essere destinati alla pubblicità dei giornali - campeggiano le parole intense dei poeti. Perciò, come sottolineano i curatori nell’introduzione, il Prezzario di Kurumumy è una galleria di fotografie reali, un manifesto della bellezza imperfetta e non certo un catalogo hardcore. Tra uno scatto in seppia e l’altro i Canti erotici dell’Armenia e quelli dei Tuareg, quelli dei Beduini, degli zingari di Mosca, i versi di Verlaine, di Neruda, dei Turcomanni dell’Altai, dei Berberi del Rif e di Keats, di Whitman e di Lorca, e ancora Parini, Gozzano. Cartoline postali per un erotismo quasi romantico come si legge nella nota dell’editore che racconta la collaborazione con Cecilia Mangini, regista documentarista pugliese che ha donato i documenti fotografici suggerendone la pubblicazione avvenuta quando - proprio come in un aneddoto romanzesco - l’editore rintracciò in un mercatino dell’usato la targa in lamiera con gli onorari e le prestazioni che le case del piacere offrivano ai loro clienti, una targa che è diventata, poi, la copertina di questa raccolta di poesie e immagini.


Ricci i tuoi capelli a cura di Luigi Chiriatti (con scritti di Luigi Chiriatti, Ciro De Rosa, Salvatore Esposito, Raffaele Cristian Palano, Adriana Benedetta Petrachi, illustrazioni di Lucio Montinaro. Il Cd “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari di Cannole” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS – PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce, dall’Istituto Diego Carpitella e dal Comune di Cannole). 

Le donne di Cannole hanno cominciato a cantare insieme in diverse e svariate circostanze: quando andavano insieme sul pullman che le portava alle terme, in giro nelle scampagnate con gli amici. Cantare per loro significa incontrarsi, cucinare, mangiare, dialogare, spettegolare in un tempo che non è caratterizzato dal ricordo del passato, ma che è il presente, il loro modo di esserci e di vivere oggi la loro presenza. Il canto come categoria espressiva del bello che non serve, come in passato, a esorcizzare la morte, la durezza della vita e il destino di una non umanità, ma che rappresenta se stesse in relazione alla loro comunità. Canto come gioia, socializzazione, un modo di ironizzare su altri e su se stesse, alternativa ai luoghi comuni della televisione e della globalizzazione. Ancora una volta la ricerca etnologico-musicale si fonde con lo stare insieme, creando occasioni di festa che sono anche occasioni di scambio reciproco, per le quali il termine concerto è a dir poco riduttivo.
La maggior parte del repertorio presente in questo lavoro è rappresentato dai canti diffusi in tutta la Penisola: canti narrativi e romanze delle opere liriche diffuse dalle bande locali. Questo elemento conferma, ancora una volta, come la poesia popolare e la sua musica, che toccano corde del sentire comune, sono conosciute ovunque, appartengono a tutti e suscitano uguali sentimenti anche se il “modo” di esecuzione assume caratteristiche diverse e le fanno appartenere al luogo e al tempo in cui vengono eseguiti. Al centro dell’indagine che ha dato vita a questa pubblicazione è la voce che è corporeità, spessore, timbro, calore comunicativo, ma che significa anche riannodare i fili della memoria, narrare, testimoniare. Non è un dato casuale, considerata la preponderanza che la voce, vista nel suo profilo performativo, ha assunto nell’odierna analisi demo-etno-antropologica. E il Salento è terra di voci e di canti, benché lo si associ più spesso al battito del tamburello e alla danza. I canti a sole voci di questa raccolta possiedono una marcata valenza emozionale. Sono storie conosciute o meno, nel segno delle sfaccettature dell’amore, della fatica del lavoro, delle relazioni sociali, della quotidianità, dell’emigrazione, della lontananza. Canto giocoso e nudo, senza orpelli e senza palchi e riflettori, un cantare distante dai codici spettacolari. La proposta delle cantatrici di Cannole è il segno di quanto l’analisi della pluralità sonora salentina non possa darsi del tutto completata e riveli ancora tesori, al di là del mare, sole, mieru (vino) e pizzica, giustamente celebrati, ma più spesso spacciati e consumati con superficialità. Il volume è corredato da due Cd che contengono un’antologia di brani scelti, per un totale di 42 tracce. Nel repertorio delle donne di Cannole sono confluite arie, romanze e canti narrativi provenienti da tutta Italia: probabilmente ciò è dovuto al fatto che in questo gruppo ci sono donne che hanno vissuto all’estero per venticinque, trent’anni e che certamente hanno avuto rapporti con connazionali provenienti da altre zone della nostra penisola. Anche i canti salentini del loro repertorio provengono da zone diverse come il Capo o le aree di Martano e altre zone del Salento. Alcune di queste donne infatti non sono native di Cannole: una proviene da Martano, un’altra da Poggiardo, un’altra ancora è originaria di Galatina, trasferitesi poi a Cannole per ragioni di lavoro o piuttosto perché hanno sposato qualcuno del posto. Probabilmente da bambine hanno ascoltato i canti del loro luogo di origine e poi li hanno conservati come antichi ricordi di famiglia.


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A Cannole si parla dei cavalieri templari


“Sulle tracce dei Templari” (al Museo “Cav. Ubaldo Villani”, in via S. Giovanni a Cannole) è il titolo dell’interessante appuntamento organizzato il 7 luglio dall'Associazione Pro-loco Cerceto di Cannole, con il patrocinio dell'Ordine Militare e Religioso dei Cavalieri di Cristo e l’Ordo Equestris Templi Arcadia di Lecce. Interverranno:Oronzo Piccinno, Presidente Pro-loco Cannole; Dott. Cristiano Donato Villani, vice-presidente Pro-loco e Delegato Provinciale O.M.R.C.C.; Valentino Zanzarella, Gran Maestro dell’Ordo Equestris Templi Arcadia di Lecce; Arch. Salvatore Fiori, autore del libro "Templari in Terra d'Otranto". Si tratta di un appuntamento di grande rilievo culturale soprattutto perché getta delle luci nuove su una porzione della storia del nostro territorio tutta ancora da scoprire.  Per l’appunto il convegno verterà principalmente sulla "VINEA MAYSONIS TEMPLI TURSANI", un sito templare appartenuto alla Precettoria di Lecce da poco riscoperto, grazie al lavoro svolto dagli studiosi/ricercatori  S.Fiori e C. Villani. Moltissime le novità e le scoperte, tra le quali da menzionare una  crocetta da collo in bronzo, le incisioni e gli affreschi medievali provenienti dalla casina Tursani, il sigillo templare e tanto altro ancora. L'evento avverrà all'interno del bellissimo Museo della Civiltà Contadina appena inaugurato, dove saranno esposti alcuni manufatti architettonici templari provenienti dal sito di Tursani.

CLUB DOGO - CHISSENEFREGA



Compralo su iTunes: http://itunes.apple.com/it/album/chissenefrega-in-discoteca/id522155195?i=522... Regia di Calu Montesano. Tratto da "Noi Siamo Il Club" in tutti i negozi e digital store

L’AMORE IN UN CLIMA FREDDO DI NANCY MITFORD (ADELPHI)


Uno scintillante alone di glamour e di gossip ha sempre circondato le sei celeberrime sorelle Mitford, figlie del barone Redesdale, e Nancy, la maggiore in ogni senso, ne ha trasferito sulla pagina riverberi screziati di veleno. Questa micidiale comedy of manners, ambientata tra le due guerre, mette in scena gli impossibili Montdore, di ritorno da cinque anni in India dove il conte, ricchissimo, aristocraticissimo, congenitamente stolido come i suoi degni pari, era Viceré. La consorte, di una prosaicità adamantina, neanche fosse di origini borghesi o americane, sguazza nel bel mondo. E la figlia Polly, la debuttante più concupita dai giovani blasonati che affollano i balli della stagione, decide per capriccio di farsi impalmare dallo zio, Boy Dougdale, di lei molto più vecchio e da pochi giorni vedovo, maestro nell'arte del ricamo nonché per anni amante della madre. Diseredata ipso facto, si ritira con il marito a vivere "di stenti" in Sicilia. L'eredità passa così a uno spumeggiante cugino canadese, affermato gigolò per signori, e basteranno un paio di sue battute perché Lady Montdore, titillata nel suo organo vitale, la mondanità, si rituffi nel girone festaiolo. Dove finirà per tornare anche Polly, ormai tanto disincantata da reagire ridendo alle sue disgrazie: non per niente siamo in Arcadia, e mentre lei trova un consolatore, saranno ben altri scandali a scuotere tutta l'alta società.

Betty Boop and Daria Werbowy in a new Hypnôse Star film!






For the launch of Hypnôse Star, the new iconic mascara, Lancôme gathered the biggest talents: spokesmodel Daria Werbowy, Betty Boop™ and Joann Sfar, for a film of intense glamour.

mercoledì 4 luglio 2012

NOTTEFONDA - SPLENDIDO SPLENDENTE




Three funny "nerd" musicians, a crushed car, an ancient manor somewhere on the mountains, a pair of magical glasses that reveals the modern society obsessions. These are the main features of "Splendido Splendente" videoclip, a surrealistic metaphor of what happens on the daily life: the fight between "NORMALITY" and "MONSTROSITY" (represented by the obsessive research of the beauty and aesthetic perfection). The director and screenwriter Vincenzo Puglisi, through the movie metaphor represented by the magic glasses, tries to lacerate the "Maya illusion" to show us the "splendor" of the monstrous part of the society that fear the simpleness and the artlessness of the normal things (f.e.: the carelessness of the barman, that makes some mess with his shaker). Splendido Splendente (even without considering the original lyrics by Donatella Rettore) tries to become the Anthem of Normality, in collision with the vacuity of the beauty shown by the magic glasses. Ostentation of richness, false beauty and hypocrisy try to take the control of the society. In this videoclip, for a moment, this features of the modern society seem to take the power of the reality and even the three guys can see the monstrous results of this "plastic" and false modernity. When the situation seems to become almost dramatic, the principal "monster" (an elegant ponce) seizes the glasses and wears it. The three nerds (by mantaining their usual normality) now appear to the monster's eyes with the band's shiny costumes; when he looks at his mates now, he can see them "normalized", and petrified he runs away! At least once the real normality defeats the monstrosity and the three guys can celebrate the victory with a good gig.

La donna perfetta di Ira Levin (SUPERBEAT)


È il 1972, e New York è un luogo sporco e pericoloso per crescerci dei figli. Così Joanna Eberhart, moglie, madre e fotografa, si trasferisce con la famiglia nell'idillica cittadina di Stepford. Joanna è una giovane americana degli anni Settanta, figlia di un'epoca in cui le femministe mettono al bando busti, giarrettiere e reggiseni e si ribellano all'ingrato destino di graziosi angeli del focolare. Naturale dunque che, una volta a Stepford, stringa amicizia con Bobbie e Charmaine, le sole donne che, arrivate anche loro da poco nella ridente cittadina, appaiono emancipate e brillanti come lei. Nella linda Stepford, infatti, le mogli sembrano tutte stranamente calme e organizzate, deliziose e avvenenti, come splendide bambole agghindate in modo impeccabile. Bambole insulse che adorano fare shopping, pulire la casa e piegarsi senza batter ciglio ai voleri dei loro uomini. Un weekend trascorso in compagnia dei rispettivi mariti restituisce tuttavia a Joanna un'altra Bobbie e un'altra Charmaine: due zombie carine e benvestite che, come due perfette mogli di Stepford, scodinzolano servizievoli al seguito dei loro uomini. Un evento inspiegabile, misterioso quanto il circolo maschile che si erge sulla collina di Stepford frequentato dal marito di Joanna. Si dice che uno dei membri sia un esperto di materie plastiche, un altro un pioniere della tecnologia robotica. Introduzione di Chuck Palahniuk.

Gli Infami di Alberto Paleari (Fandango)


Ivan è un quindicenne come tanti che vive nella periferia di una grande città del Nord. Pochi sogni, molti svaghi, dalle moto alle droghe leggere, fino al vandalismo per noia. E una vita tutto sommato monotona, finché un giorno incontra Astrid, una ragazza di due anni più grande, tanta esperienza di vita e un ascendente che Ivan fatica a tollerare. Lei è ossessionata dalla notorietà, sogna che la gente la riconosca per strada. Vuole essere rispettata, temuta. Lui, la spalla ideale per chi è abituato al comando, è un ragazzo remissivo, pronto a qualsiasi cosa per assecondare quei sogni di gloria. Provocazioni, violenze, trasgressioni, furti, autolesionismo, atti vandalici da riprendere e mettere sui social network più importanti. Farebbero di tutto pur di accendere i riflettori su quelle grigie esistenze. "Diventare più famosi di Gesù" è il motto. Alzare la posta in gioco sempre più in alto. Raggiungeranno la fama fino al punto di non ritorno, fino all'ultimo clic?

martedì 3 luglio 2012

Storia ragionata delle lenti a contatto di Stefano Domenichini. Da oggi 3 luglio in tutte le librerie on line (Perdisa Pop collana Epop)


Un uomo perde una lente a contatto nel lavandino, guarda l'orologio e decide di andare subito dall'ottico. Inizia cosi un viaggio stralunato nel regno dell'oftalmologia e oltre, ricco di spassose digressioni sulla vita quotidiana, gli affetti, la realtà che ci circonda. vDall'autore di Acquaragia - il suo libro d'esordio che ha sfiorato il prestigioso Premio Chiara nel 2010 - un racconto in cui l'umorismo esplode in ogni pagina, sostenuto da una scrittura brillante, imprevedibile e sempre acuta. “Non chiedere mai chi ha inventato le lenti a contatto. Tanto è inutile. O c'è un brevetto ancora monetizzabile, o ti risponderanno sempre cosi: Leonardo. Nel caso in cui ci sia un brevetto ancora monetizzabile, allora la risposta sarà: si, è vero, ma ci aveva già pensato Leonardo. Genio. Ci mancherebbe. Un tipo scattante, infervorato, in continua trance inventiva. Considerando anche che ci si è messo da vecchio. Non si è mai visto un Leonardo giovane all'opera: ha sempre la barba bianca, e pure i capelli, radi per di più. E ha messo su bottega, nel frattempo, un po' gli ci sarà voluto.”

Stefano Domenichini è nato a Reggio Emilia il 19 agosto 1964. È avvocato, mestiere che lo ha portato a lavorare e abitare a Milano, Roma e Bologna. Nel 2004 è tornato a Reggio Emilia, dove vive ancora adesso. Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Amore e altre passioni (Zona, 2005) e Lama e Trama 3 (Zona, 2006). Nel 2010 ha pubblicato la raccolta di racconti Acquaragia (Perdisa Pop), finalista al Premio Chiara 2010. "Storia ragionata delle lenti a contatto" è il secondo titolo della collana ePop, che propone libri Perdisa Pop pubblicati esclusivamente in versione digitale. Con le copertine di Ivana Stoyanova, significativamente ispirate al test di Rorschach, la collana offre una selezione di testi brevi, economici e facili da acquistare, per dare ai lettori la possibilità di conoscere e apprezzare scritture originali e di qualità.

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