Cerca nel blog

Please ... S'il vous plaît ... Por favor ... Bitte ... Por favor ... 请 ... お願いします ... Пожалуйста

Click on the images of the posts published on this site // Cliquez sur les images des publications publiées sur ce site // Klicken Sie auf die Bilder der Beiträge, die auf dieser Seite veröffentlicht wurden // Hagan clic en las imágenes de las publicaciones publicadas en este sitio // Clique nas imagens das postagens publicadas neste site // 点击本网站上发布的帖子图片。// このサイトに掲載されている投稿の画像をクリックしてください。// Нажмите на изображения постов, опубликованных на этом сайте

domenica 20 novembre 2011

OGGI MANGIO DA … 73: Ristorante dal Pescatore Santini

















“Il ristorante è stato aperto nel 1925 da Teresa Mazzi , nata in Brasile da genitori italiani , e da Antonio Santini che di mestiere faceva il pescatore sul fiume Oglio. All’inizio era una semplice osteria costruita con canne palustri e qualche mattone ai bordi di un laghetto attualmente compreso nella Riserva naturale del parco dell’Oglio Sud .  Nel 1927 nacque Giovanni che contribuì alla vita dell’osteria di campagna fin da piccolo come venditore di pesce e successivamente occupandosi della cucina. Nel 1952 Giovanni si sposò con Bruna che affiancò Teresa in cucina; Gli anni passavano e le esigenze dei clienti cambiavano .Si iniziarono a preparare i tavoli con tovaglie bianche e tovaglioli in tessuto. Il nome dell’osteria era “Vino e Pesce”. Solo nel 1960 cambio in “dal Pescatore”. Nel 1953 nacque Antonio , che dopo gli studi   di scienze politiche a Milano , si sposò con Nadia nel 1974 e iniziarono l’avventura nel mondo della gastronomia con un viaggio di nozze in Francia per conoscere e capire le filosofie di lavoro dei celebri ristoranti francesi.
Iniziò una nuova fase di grande cambiamento sia nell’organizzazione del ristorante che nell’impostazione della cucina. Nel 1980 Antonio fondò con a Gaetano Martini , Roberto Ferrari ,Franco Colombani e altri amici  l’associazione Linea Italia in cucina e nel 1982 con Gualtiero Marchesi e altri celebri colleghi l’associazione "Le Soste" con l’obbiettivo di valorizzare e diffondere la cucina italiana nel mondo. Nel 1990 il ristorante entra a fare parte di  Relais & Chateaux come Relais Gourmand   e nel 1992 di    Tradition & Qualitè , oggi Les Grandes Tables du Monde . La possibilità di conoscere ,di viaggiare , di scoprire e l’apprezzamento degli Ospiti , dei critici e delle Guide gastronomiche hanno permesso al ristorante di affermarsi ed  essere conosciuto oltre i confini nazionali. Alla fine degli anni ’90 e nei primi anni 2000 iniziano a partecipare in modo attivo alla vita del ristorante anche Giovanni Santini (nato del 1976 ed in cucina dal 1996) e  Alberto Santini (nato del 1983 ed in sala dal 2000) .
Sia Giovanni che Alberto hanno scelto di affiancare all’esperienza lavorativa in ristorante anche una formazione universitaria. Alberto ha affrontato studi in economia mentre Giovanni in scienze e tecnologie alimentari con Valentina, sua moglie, al Pescatore dal Settembre 2007 in sala con Alberto e Antonio. Il cambiamento e lo spirito di innovazione hanno da sempre contraddistinto la realtà del ristorante e tutta la famiglia ne è sempre stata  completamente coinvolta offrendo agli ospiti ciò che desideravano trovare arrivando al Pescatore. Il ristorante si trova nella riserva naturale dell''Parco dell''Oglio Sud in un villaggio di 36 abitanti  all'' interno di un'' elegante casa di campagna con  le sale del ristorante ed i salotti  circondati dal verde dei giardini . In estate viene effettuato il servizio ristorante all’aperto nella veranda adiacente al giardino dove è possibile trascorrere momenti di tranquillità e piacere. La cucina e' curata da Nadia e Giovanni Santini  con piatti sia classici  che di ricerca .
LA FILOSOFIA - Naturalmente non si realizza in poco tempo una filosofia di cucina; Antonio e Nadia Santini sono partiti dalla tradizione di famiglia per costruire la loro impostazione gastronomica; successivamente, attraverso contatti con i colleghi di altre regioni e di altri paesi le loro finalità si sono parzialmente modificate fino a raggiungere un nuovo equilibrio tra tradizione e innovazione. Primarie sono laricerca continua della qualità, il legame al territorio senza però tralasciare la creatività.
I PIATTI - Nel tempo sempre più si va verso una sintesi d’impostazione: la cucina che propone ora il "Pescatore" passa attraverso il modo di cucinare della madre di Antonio per arrivare alla nuova sensibilità della moglie Nadia. Essa mantiene unforte legame con la tradizione, ma è in grado di rendersene autonoma, per non stagnare in una sorta di fissità eterna e inopportuna e raggiungere invece originali equilibri e armonie.
I piatti cucinati al "Pescatore" derivano generalmente dalla tradizione di famiglia o da informazioni orali raccolte sul territorio; quasi sempre le ricette vengono adattate ai tempi: i tortelli di zucca, vengono ora conditi con meno burro e meno parmigiano, per poter gustare al meglio tutti gli elementi che compongono il piatto e rispettarne i sapori, che tornano ad essere netti, puliti e lineari. Nel tempo che stiamo vivendo, si pone una grande attenzione al cibo dal punto di vista dietetico, … la cucina tradizionale si adatta dunque ai nuovi sistemi nutrizionali e ai nuovi sistemi di vita, che incidono sulle ricette in modo sottile ma deciso, senza snaturarle…
Codificare un piatto per consentire di gustarlo nella sua completezza, senza togliergli armonia, significa anche intervenire sulla preparazione con utilizzo di prodotti leggeri che tuttavia non lo rendano troppo informale o fuori dalla norma. E’ un lavoro di equilibriopiuttosto difficile, ma assolutamente necessario per dare modernità e attualità a ciò che preparariamo. Nella composizione di un piatto al "Pescatore" si cerca di rispettare il prodotto primo e il sapore semplice degli ingredienti; i Santini sostengono che soprattutto negli ultimi anni è divenuto importante arrivare ad unasintesi della cucina: mantenere intatte le caratteristiche principali e contemporaneamente rendere il piatto leggero; per questo è necessario ricercare sempre più prodotti di qualità con sempre maggiore determinazione.”


SALVATORE ARANZULLA – divulgatore informatico

























“Salvatore Aranzulla (21 anni) è il divulgatore informatico più letto in Italia con un seguito di oltre un milione di lettori al mese. E’ il fondatore e l’autore della rubrica tecnologica del portale Virgilio.
E’ costantemente presente come relatore a convegni specialistici e come ospite in trasmissioni radiofoniche e televisive in qualità di esperto. Ha pubblicato tre libri di informatica con i maggiori editori italiani. L’ultimo, Sicurezza Informatica, edito da Edizioni FAG e in una edizione speciale da Mondadori, ha scalato la TOP 5 dei libri più venduti in ambito tecnico. Nel corso degli anni, Salvatore ha scritto per le più autorevoli testate di settore, tra cui Win Magazine, Internet Magazine, dove ha curato le rubriche L’exploit del mese e Bug & Debug, ZEUS News, Punto Informatico e Wired. In passato, Salvatore ha scoperto delle pericolose falle di sicurezza, prontamente corrette dopo le sue segnalazioni, nei siti Internet più conosciuti ed usati al mondo: Google, Microsoft, Yahoo!, Mediaset e Poste Italiane.”

Fonte QUI

IL BLOG QUI

PERCHE’ SCRIVERE DI ZADIE SMITH (MINIMUM FAX)
























Dopo Henry Miller, Flannery O’Connor, Raymond Carver, la collana Filigrana continua a ospitare le riflessioni dei grandi narratori sul mestiere di scrivere. Stavolta si tratta di Zadie Smith, autrice di romanzi che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo (Denti bianchi) ma anche autorevole saggista (Cambiare idea). Sono qui raccolti due suoi saggi, mai precedentemente pubblicati in volume: «Perché scrivere», testo di una conferenza tenuta nel giugno 2011 in occasione del Premio Vallombrosa-Von Rezzori e «Il fallimento riuscito», originariamente pubblicato sul Guardian.
Nell’epoca di internet, della frammentazione delle informazioni, della spettacolarizzazione della cultura, della frenetica corsa al consumo e al successo individuale, che ruolo può ancora avere lo scrittore? In cosa consiste la sua rilevanza? Scrivere può ancora essere un gesto politico? Quanta importanza ha la tecnica? Cosa serve per scrivere bene? Da cosa si misura il valore di un libro, e del suo autore? Che significa scrivere onestamente? Zadie Smith affronta queste domande in maniera intelligente e diretta, a partire dalla sua esperienza di autrice e dalla sua acutezza di critico culturale: ne escono pagine che sono al tempo stesso un vademecum per gli aspiranti scrittori, una brillante provocazione verso gli intellettuali, e uno spunto di riflessione affascinante per chiunque ami la letteratura.
“Perchè scrivere* - Non vi preoccupate: so come ci si sente. Sono stata a tante conferenze tenute da scrittori. Spesso la sala è grande e piena di spifferi, e le sedie non sono comode come quelle che avete a casa; c’è una lunga introduzione – specie se la conferenza si tiene in Italia – e poi uno scrittore sale sul podio, con l’aria a volte timida, a volte molto sicura di sé, ma sempre con la bocca un po’ troppo vicina al microfono. Il riverbero stride: lo sentite fin dentro i molari. Esaminate lo scrittore. È proprio come ve l’aspettavate, oppure totalmente diverso da come ve l’aspettavate, e pensare a questo vi porta via qualche minuto, ma intanto la conferenza è iniziata: e voi vi siete persi il titolo, vi siete persi l’argomento, sentite qualche verso di poesia in lingua straniera sfiorarvi le orecchie... “(tratto da Perchè scrivere di Zadie Smith edito da Minimum Fax)

* Testo di una lectio magistralis tenuta a Firenze il 15 giugno 2011 in occasione della quinta edizione del Premio Gregor von Rezzori.

sabato 19 novembre 2011

MissChievous.tv















"Hi, my name is Julia! I create makeup and beauty videos on Youtube. This blog is an extension of my Youtube channel so that I can share pictures, product reviews, and other chatter with you. I would be so happy if you subscribe to my blog as well as my Youtube channel. You can also follow me on Twitter and Facebook for daily updates and sneak previews of forthcoming videos. On a personal note, I'm of Swiss-Canadian nationality and live in Switzerland. I love traveling, cooking, reading and music. In my free time I love spending time outdoors, photography, and just keeping active. I make videos about my life on my second Youtube channel - check it out!"

Business email only: juliayoutube.biz (at) gmail.com

INTELLIGENZA SOCIALE DI KARL ALBRECHT (BIS EDIZIONI)


Intelligenza
Sociale


Intelligenza sociale è un libro che ci mostra come comunicare le nostre abilità e i nostri obiettivi in modo costruttivo. Un manuale ricco di esempi su situazioni lavorative molto comuni e sulle quali tutti almeno una volta abbiamo avuto occasione di riflettere, arrabbiarci o sorridere. L'Intelligenza Sociale è la capacità di instaurare relazioni soddisfacenti per noi stessi e per i nostri collaboratori. La velocità dei ritmi vitali e lavorativi odierni ci porta spesso a preferire soluzioni approssimative, anche quando sarebbe meglio prendersi un po' di tempo e decidere con serenità. Capita, pertanto, di trascurare i nostri interlocutori e di liquidarli con conversazioni sbrigative e impulsive, allo scopo di raggiungere la meta in un tempo minore. Ma si tratta di un'illusione. Karl Albrecht si basa sul concetto di intelligenza multipla per aprirci gli occhi sulla vastità delle nostre competenze. Tutti siamo in grado di ottenere grandi risultati nella vita sociale e lavorativa, e se approfondiamo le nostre competenze possiamo abbattere barriere che credevamo invalicabili. Il linguaggio elegante e l'ilarità di Albrecht suggeriscono un'ottica nuova per valutare diversi episodi del vissuto professionale, ci mostrano la possibilità di instaurare rapporti vincenti con gli altri e forniscono gli strumenti per guadagnarcene la collaborazione.

SIMONETTA RAVIZZA
























“Simonetta, figlia primogenita di Giuliano, ha dimostrato fin dagli inizi una grinta ed una caparbietà manageriale in piacevole contrasto con la sua spiccata femminilità. Moglie, madre, imprenditrice e stilista al tempo stesso, Simonetta non ha avuto difficoltà ad impegnarsi in un’attività, quale quella della Moda, così vicina al proprio mondo di donna. Laureata in lingue, ha ben presto affiancato la propria opera a quella paterna, riuscendo a ritagliarsi all’interno dell’azienda un proprio personale spazio, dove poter dare liberamente sfogo alla sua fertile vena creativa. Dapprima coordinando una equipe di stilisti, poi firmando in prima persona una collezione di pelliccie di alta moda. Simonetta è oggi diventata una persona di primo piano della Moda italiana.
‘Simonetta Ravizza’, la prestigiosa linea di pelliccie che da anni porta la sua firma, è una realtà importante del ‘made in Italy’: ogni anno la sua presentazione richiama sempre un gran numero di personaggi famosi, riscuotendo ampi ed entusiastici consensi sia da parte della clientela che dei giornalisti e addetti ai lavori! Sofisticata ma moderna; ricercata ma pratica, Simonetta Ravizza ha saputo così dare la propria impronta, il proprio look ad una collezione che rispecchia, anche nei minimi particolari, la sua personalità e la sua femminilità.”


Il libro del giorno: Scardinare l’acqua di Rita Filomeni (LietoColle)


















Questa scrittura sembra contrarsi sapendo che l’azione è figlia della potenza, in modo che ognuna delle due, lasci intravvedere l’altra, con la quale intrattenere una dialettica di energia. […] nella scrittura di Rita Filomeni, non abbia molto senso cercare il levigato del nobilissimo e vincente percorso che va da Petrar­ca a Leopardi, ma sia meglio parcheggiare l’attenzione del lettore dalle parti dello scorbutico poeta cacciato da Firenze. Inoltre, nel privilegiare la struttura portante del significato, […] questi versi occhieggiano a quella catastrofica fortu­na di un punto sensibile, un nervo scoperto, che è quello dell’assoluto, come unità di misura nel cogliere il variegato senso della vita. (dalla prefazione di Guido Oldani)
“Vogliono piuttosto essere, questi versi, lavoro di ago e filo, ricostruzione uncinata di una archeologia del presente. Sterpéto fin già troppo arido e in frantumi, il reale, martoriato e tradito per il voluttuoso virtuale, ne costituisce l’orizzonte verticale ed il limite. Inseparabili dai fatti di una vita e di un’epoca perversa, segnate dalla non misura con cui si è imparato a guardare e misurare le cose, queste poesie - leggibili in una punteggiatura visibile ed invisibile - rappresen­tano il prezzo pagato e deciso a pagare per un dovere: la libertà. (L’autrice)

dalla sezione DISGIUNTURE – “cosa nostra// per la sovraintendenza del paese// qual dente del giudizio, si fa largo,// incuccia sanguisuga e trama ragne// maligni a bisbigliar anch’al senato// sì contro lì non sai chi hai accanto se valigia a doppio fondo è lo stato// che su gl’onesti com’aiuol calpesta// e vuol uno ci finisca, e sette n’esca// dentro, mai, a vita hanno lo sconto// di pena, non li ammali depressione:// cosa nostra altrimenti è guarigione

The Unquiet American: Richard Holbrooke in the World by Derek Chollet and Samantha Power (PublicAffairs, 1 edition)


















"Richard Holbrooke, who died in December 2010, was a pivotal player in U.S. diplomacy for more than forty years. Most recently special envoy for Iraq and Afghanistan under President Obama, Holbrooke also served as assistant secretary of state for both Asia and Europe, and as ambassador to both Germany and the United Nations. He had a key role in brokering a peace agreement among warring factions in Bosnia that led to the Dayton Peace Accords in 1995. Widely regarded to possess one of the most penetrating minds of any modern diplomat of any nation, Holbrooke was also well known for his outsized personality, and his capacity to charm and offend in equally colossal measures. In this book, the friends and colleagues who knew him best survey his accomplishments as a diplomat, activist, and author. Excerpts from Holbrooke’s own writings further illuminate each significant period of his career. The Unquiet American is both a tribute to an exceptional public servant and a backstage history of the last half-century of American foreign policy."

SHILLER’S LIQUOR BAR

















“Schiller's Liquor Bar is a casual neighborhood restaurant with a continental menu. Dishes include rotisserie chicken with roasted potatoes, steak and French fries, fresh fish of the day, a selection of pastas and sandwiches, and a market oyster bar. We offer a seasonal list of house cocktails. The wine list consists of 3 wines: CHEAP, DECENT and GOOD. CHEAP is the best. Schiller's Liquor Bar is open daily for breakfast/brunch, lunch, dinner, and late night supper. The owner is Keith McNally and the chefs are Riad Nasr and Lee Hanson, who are also the executive chefs of Balthazar in Soho, Pastis in the Meatpacking District, and Minetta Tavern in Greenwich Village. MICHELIN guide 2011 Recommended.”


OGGI MANGIO DA … 72: LA GAZZA LADRA RISTORANTE


















“Modica si presenta allo spettatore placida, adagiata lungo i fianchi di quattro colline, caratterizzata da balze scoscese e da terrazze, rannicchiata in fondo alla valle. La città è la summa del contrasto: l’alto e il basso, il sacro e il profano, l’irregolarità e la simmetria. A poca distanza dai tesori della città si trova, all’interno dell’Hotel Palazzo Failla di Modica Alta, un gioiello tardobarocco tra i più interessanti, il Ristorante La Gazza Ladra, ambiente elegante e di indubbio charme. La cucina è affidata allo chef Accursio Craparo, un professionista desideroso di confrontarsi continuamente con le possibilità offerte dalle materie prime della propria Terra, alla ricerca di accostamenti di cibi e di sensazioni mai scontate. Una sensibilità irrobustita dall’esperienza fatta accanto a grandi maestri della ristorazione. Quindici mesi al “Joia” di Milano con il maestro Pietro Lemann, un periodo altrettanto lungo presso il maestro Massimiliano Alajmo del Ristorante “Le Calandre” e, infine, l’incontro, al rientro nella propria terra d’origine, con Corrado Assenza del “Caffè Sicilia” di Noto con il quale si consolida un rapporto di amicizia e di collaborazione. L’aspetto principale della cucina del Ristorante La Gazza Ladra è la ricerca di cibi di grande qualità che si esprime attraverso la bellezza del prodotto, il gusto, il profumo, la ricchezza, la freschezza. Il piacere per la la mescolanza dei colori e l’armonia delle forme propria dei più grandi artisti, il matrimonio di profumi che risulta sempre delicato, le cotture semplici della tradizione locale che non sovrastano ma sostengono il gusto di ogni singolo prodotto utilizzato. Una filosofia alimentare nella quale la natura viene accolta e rispettata in preparazioni che lasciano sempre trasparire la propria essenza nel colore, nel gusto, nella consistenza, nell’arte della disposizione nel piatto. La carta dei vini dà ampio respiro alle etichette siciliane e nazionali con qualche ricercata deviazione in terre straniere.”


FLAVORPILL – your culture guide!























“Flavorpill is a network of culturally connected people, covering events, art, books, music, and pop culture the world over. Highbrow, lowbrow, and everything in between: if it's compelling, we're sharing it.”


FRIZZIFRIZZI


















“Frizzifrizzi è magazine online che porta ogni giorno ai suoi lettori una buona dose di cultura pop, news su brands e prodotti interessanti, interviste, artisti promettenti, food & wine, recensioni su film e libri e i migliori video musicali da vedere. Con oltre 2.500.000 di pagine lette ogni mese Frizzifrizzi è uno dei punti di riferimento, nel panorama italiano della rete, per moda, arte e design, sia per gli addetti ai lavori che per i semplici appassionati..

Editor-in-Chief, Creative Director - Simone Sbarbati
Editor-at-Large - Francesca Arcuri
Assignment Editor - Ethel J. Margutti

Contributors - Marisa Amoroso, Antonietta, Ilva Beretta,  Nina C., Luciana Caramia, Giulio Casagrande, Chicken & Broccoli, Manuela Costantini, Raffaella D’Elia, Giulia Gardini, Irene Gasparello, Vincenza Guglielmi, Kasia Gumowska, Bruno Colajanni (Ludag), Vincenza Guglielmi, Luca Laurenti (Mklane), Rossana Levetto, Maria Marinelli, Maria Migliaccio (Maryinthesky), Cinzia Migliardi, Ida Ruggiero, Salt, Laura Santosuosso, Sara Teofilo, Fabio Testa

Past contributors - Giacomo Antonelli, Artemisia Auer, Benedetta Babini, Erica Baldi, Stefania Bracco, Fabio Catalano, Shin Yu Chen, Mara Coppola, Giacomo Cosua, Paola D., Luigi Fabiano, Finzioni, Marta Fontolan, Fritta, Marianna Garelli, Gaia Ghepardi, Aurora Guglielmi, Sonia K., Fabio Lana, Anna M., Gaylor Mangumbu, Minimallwario, Mira, Molane, Tamara Nocco, Francesca Papazissis, Alessio Petracchi, Matteo Quercini, Sheila Salvato, Giuliana Scarmiglia, Giuliana Tammaro, Paolo Zollo, Francesca Zuccaio

Advertising - Vision Media Network

Redazione
via Francesco Barbieri 11/2
40129 Bologna (BO)
Italy



venerdì 18 novembre 2011

CUCINARE CON IL SALE DOLCE DELLA ROMAGNA a cura dell’ Associazione Cuochi "Pellegrino Artusi" (BIS EDIZIONI)


Cucinare con il Sale
Dolce della Romagna


La cucina romagnola è famosa in tutto il mondo per le sue prelibate ricette tradizionali. Il sale "dolce" di Cervia è un pregiato ingrediente naturale tipico e locale, di uso comune nella preparazione di questi piatti così squisiti, esalta infatti al massimo, i sapori degli alimenti utilizzati grazie alle sue caratteristiche chimiche uniche. L'Associazione Cuochi "Pellegrino Artusi", ha selezionato 63 tra le ricette più famose legate al territorio romagnolo e al mare Adriatico. Troviamo così antipasti, minestre e primi piatti, tante ricette di pesce dell'Adriatico e anche arrosti e involtini insieme a torte e ciambelle deliziose. Storie, aneddoti e notizie curiose completano questa preziosa e godibilissima raccolta di squisite ricette della regione famosa nel mondo per la sua allegra ospitalità e il suo buon gusto.

Il libro del giorno: I Napoletani di Francesco Durante (Neri Pozza)





















In teoria, esiste un’identità napoletana forte, sedimentata nel corso di oltre due millenni, irrobustita da una grande tradizione culturale, contaminata dagli apporti più vari, fissata in una lingua ricchissima, in una copiosa letteratura e in migliaia di famose canzoni, e infine enucleata in un «tipo» dai quasi proverbiali tratti di astuzia e buffoneria, pigrizia e opportunismo, ironia e istrionismo. Un «tipo» a suo modo classico proprio come lo stesso paesaggio napoletano, che sembra quasi assecondarne le contraddizioni col mettere insieme una dolce armonia di cielo e di mare e la inquietante presenza di un vulcano minaccioso. In pratica, esistono i napoletani di oggi, afflitti da tanti problemi annosi e irrisolti, e animati da incrollabili speranze di riscatto. Hanno conservato una buona parte del loro retaggio storico e culturale, e sono in fondo «antichi» come la loro città, però tendono sempre più rapidamente a conformare i loro comportamenti e desideri, il loro immaginario e perfino il loro modo di esprimersi a quelli degli abitanti di qualsiasi altra città del mondo. Francesco Durante divide il suo libro in due parti intitolate per l’appunto «Teoria» e «Pratica», sforzandosi di farle dialogare, di mostrare quanto la seconda, per quanto stagliata ormai su un orizzonte di sostanziale omologazione, riesca ancora a esibire qualche elemento di originalità inequivocabilmente partenopea. Ne nasce un libro vivace e curioso, fondato su una ricchissima documentazione che disegna percorsi sorprendenti nella storia e nella cronaca di Napoli. Un libro che riesce a tenersi a distanza di sicurezza dal luogo comune e che continuamente sollecita e appaga la curiosità del lettore intorno al «mistero» della napoletanità che, nonostante tutto – nonostante la sua possibile riduzione a una condizione puramente spirituale o fantasmatica, ancora sa parlarci con accenti di profonda umanità.

Francesco Durante, giornalista e critico letterario, è nato ad Anacapri e vive a Napoli. Ha pubblicato, tra l’altro, Italoamericana. Storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti (due volumi, Mondadori 2001 e 2005), e ha curato i Meridiani Romanzi e racconti di John Fante e Opere di Domenico Rea. Nel 2008 ha pubblicato per Mondadori Scuorno (vergogna), che l’anno dopo ha vinto il premio Vittorini. Ha tradotto opere di Bret Easton Ellis, Raymond Carver, John Fante, William Somerset Maugham e altri. Una riduzione teatrale di Italoamericana, scritta con il regista Davide Livermore, ha debuttato nel novembre 2011 al teatro Gobetti di Torino.

RESTO – bringing fat back




















“Resto, French slang for a casual restaurant, opened its doors in April 2007. The concept of a laid back neighborhood gathering place with approachable Belgian food in the style of New York was created by owner Christian Pappanicholas. Resto has become a destination in Gramercy Park / Murray Hill for a delicious dinner, weekend brunch or a late night bite. The knowledgeable and friendly staff is well versed in the extensive Belgian beer list and the thoughtful wine list which focuses on a varied selection of European wines. The menu is crafted using traditional French technique, with an emphasis on seasonal, local, farm fresh ingredients. Resto also emphasizes group / nose-to-tail dining with options likeCote De Boeuf, Poularde in Half Mourning and our Large Format Feast Program. Resto's dining room can accommodate 70 guests with 10 seats at the bar. We encourage bar dining. We also offer seasonal, outdoor seating which can accommodate 6 guests. We encourage reservations but always hold tables for for walk-in cutomers. Our bar and sidewalk seating is offered on a first come, first serve basis.”


SERMONETA GLOVES
























“Sermoneta Gloves was born in Rome during the 1960’s as a family owned artisan workshop. It’s founder, Giorgio, initiated the enterprise by opening at the Spanish Steps the first shop exclusively specializing in gloves, considered from then until now as useful accessories. Usually black or brown, they were generally used as a protection against the cold rather than as a fashion statement. Giorgio Sermoneta in launching almost 20 years of success of Made in Italy accessories, transformed gloves to cult status and refurbished its image by, for the first time, introducing a multitude of colors and shades, both brilliant and avant-garde for his collections which have continuously become more sophisticated.
Thanks to years of word of mouth publicity, Giorgio Sermoneta, optimizing both production and distribution times and costs, has arrived to offer the market a superior product at a reasonable price, always winning over a vaster public. In a short amount of time, the quality of the detailing coupled with the variety and availability of the models has made. Sermoneta Gloves as a leader in the field of Italian design, continuing to guarantee a high level of handcraftsmanship according to a standard unchanged over time. In the company’s workshops, even until today, the expert hands of the artisans create patterns, cutting and tailoring the leather. To produce one pair of gloves requires the skill and precision of at least 10 artisans. This in fact is the strength of the Sermoneta brand: a unique combination of style, tradition and quality research; the quality of the end product and the attention of the customer.”


OGGI MANGIO DA … 71: IL RISTORANTE TRUSSARDI ALLA SCALA

















“Chef Andrea Berton’s distinctive, straightforward cuisine focuses on balance. The ingredients he uses in his dishes all have distinct and recognizable flavors. Each Il Ristorante Trussardi Alla Scala recipe is like a documentary film in which every ingredient plays a key role. And in this special story, there are only protagonists, not bit players. Raw materials of the finest quality are at the heart of Andrea Berton’s cuisine. He uses his masterful technique to enhance the flavor of the ingredients chosen according to the season and the area. Il Ristorante Trussardi Alla Scala dishes are always based on primary flavors. When guests read the menu, they can already imagine the flavor of the dish prepared with care and simplicity. But there is no lack of surprises at Il Ristorante Trussardi Alla Scala: the personality and presentation of each dish are simply amazing.
ANDREA BERTONE - Andrea Berton (1970) began his career in Milan with Gualtiero Marchesi at Via Bonvesin della Riva. Over the years, Chef Berton has worked for some of the world’s most important restaurants: first in London (Mossiman’s) and then in Florence (Enoteca Pinchiorri) and Monte Carlo (Louis XV with Alain Ducasse). Between 1997 and 2001, Andrea was the chef at the Taverna in Colloredo di Monte Albano which, under his supervision, earned one Michelin star. After this significant experience, he returned to Marchesi’s as Executive Chef for the group. Chef Berton began working on a project with Trussardi Group in 2005 that led to the opening, in June 2006, of Il Ristorante Trussardi Aalla Scala, for which Andrea is Executive Chef and Director. L’Espresso Magazine’s Guide to Italian Restaurants named it the Best New Restaurant of 2007.  The restaurant earned its first star in the 2008 edition of the Michelin Guide for Italy; its second Michelin star arrived in 2009. The restaurant was also awarded “three forks” by the Gambero Rosso guide in 2010 and  "three chef hat" by the Espresso 2011/12 guide”


THE CONSUMERIST – Shoppers bite back


















“The Consumerist empowers consumers by informing and entertaining them about the top consumer issues of the day. We are a leading online resource for consumer-driven advice about dealing with everything from non-existent customer service to onerous cell-phone contracts to ever-shrinking (and ever-more-expensive) grocery products. The Consumerist is published by Consumer Media LLC, a not-for-profit subsidiary of Consumers Union, and takes no outside advertising. The Consumerist highlights the persistent, shameless gaffes of modern consumerism - and the latest scams, rip-offs, hot deals and freebies. We also encourage our readers to tell us about their everyday experiences with absurdities of consumer culture - and suggest ways for them to fight back.
About Consumer Media LLC - The Consumerist's parent company, Consumer Media LLC, is a subsidiary of Consumers Union, the publisher of Consumer Reports, and ConsumerReports.org, and the nation's leading not-for-profit consumer advocacy organization. Since its founding in 1936, Consumers Union has fought for a fair, just, and safe marketplace for all consumers and to empower consumers to protect themselves. To maintain independence and impartiality, CU accepts neither outside advertising nor free samples. It employs a staff of "mystery shoppers" who buy products in retail stores around the country, just as any other buyer would, and then ship them to the Consumers Union labs, where technical experts test some 3,000 products yearly.”





Ma Che Davvero?























“Cosa fa una neo27enne che rimane inaspettatamente incinta? Ovvio: apre un blog! Il 1 aprile 2008 al quarto mese di gravidanza, terrorizzata, incerta e con massicce dosi di ironia come unico antistress, iniziavo a scrivere online. Il mio prestigioso terzo co.co.pro. era scaduto e co.co.lcavolo che me l'avevano rinnovato, in più coetanee per condividere la mia situazione di primimpara nemmeno a cercarle col lanternino. Avevo molto tempo, molte domande e molta voglia di comunicare. Ho accuratamente evitato ogni titolo che contenesse la parola MAMMA e ho chiamato il blog "Ma che davvero?", come la prima frase proferita alla vista del test di gravidanza positivo. E già da qui dovreste intuire... Ho iniziato a riversarci racconti della mia vita, della gravidanza, delle prime ecografie, ma soprattutto dubbi e paure riguardo a una maternità inaspettata e la mia allergia allo stereotipo della "mamma": l'essere sereno, devoto, sacrificale e casalingo in cui io - nonostante la panza - non mi riconoscevo per niente. Sdrammatizzare la maternità e riderci su ha raccolto grande approvazione! (e io che pensavo di venire linciata dalla folla...) Col passare dei mesi il blog è cresciuto e, grazie all'affetto e al sostegno di un fantastico pubblico, si è trasformato in quello che è oggi: un luogo vivo, pieno di voci, scambi, opinioni, racconti. Come nelle favole, sono stata notata da un'editor di Rizzoli e dal blog è nato il mio primo libro, "Quello che le mamme non dicono". Il successo del blog e del libro mi hanno permesso di tornare a lavorare con la scrittura. Oggi collaboro con Vanity Fair (online e cartaceo), ho una rubrica su Cosmopolitan (cartaceo) e su PianetaMamma. In più riesco a dedicarmi al blog, che ormai è diventato un luogo vivo, pieno di scambi, opinioni, commenti e meravigliosi utenti - a cui sono davvero molto affezionata - e a tanti altri nuovi progetti. Oggi machedavvero.it è un mommyblog ma non solo. E' me, è le discussioni nate con le mie lettrici, è spunti, è stile, è domande, è risate, è una e tante voci. Sono io e voi. E per questo, dal momento che mi state leggendo, non posso che dirvi GRAZIE.”


THE DOORS. A Lifetime of Listening to Five Mean Years by Greil Marcus (PublicAffairs)





















In America se qualcuno vuole esordire come critico rock, gli si dice: “Per amor di Dio, non cercare di scrivere come Greil Marcus!”. Sarà un complimento? Certamente, perché questo scrittore è uno che con la penna e la musica ci sa fare … Libro acuto, e splendido il nuovo lavoro di Mr. Marcus, dal titolo “THE DOORS. A Lifetime of Listening to Five Mean Years”. Per la precisione è il suo 13° libro e a mio avviso il migliore. Dico questo a ragion veduta proprio perché l’opera in questione ti fa conoscere la storia del rock, quella dei Doors ovviamente, in maniera approfondita e toccante: il brano "The End" suona ancora rovinoso e decadente in "Apocalypse Now" e la canzone preferita da Lucifero "Light My Fire" non smetterà di ardere in eterno all’Inferno. 
I Doors affondano le loro radici nel lontano 1965 quando vengono “partoriti” dalla mente psichedelica di Jim Morrison (cantante), Ray Manzarek (tastierista), Robby Krieger (chitarrista) e John Densmore (batterista). Sono considerati uno dei gruppi più singolari e influenti, nonché controtendenza della musica rock. Per dirne una nel 1993, “The Doors” vengono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame. Greil Marcus si cimenta in un’impresa difficile come quella di scrivere un libro rock, che parla di rock, ed è intriso sino al midollo di leggenda. E allora viene spontaneo da chiedersi: cosa fa GRANDE un libro come questo? Greil Marcus sottolinea il fascino ultraterreno di Jim Morrison, evitando di scrivere la solita prolissa biografia di un gruppo rock maledetto o semplicemente una vuota celebrazione di una band che è entrata nell’Olimpo della storia della musica.  Questo libro è suddiviso in brevi capitoli, molti dei quali nominati con i titoli dei brani dei Doors da "Roadhouse Blues" a " The End " a " Soul Kitchen ". Mr. Marcus è abbastanza vecchio certo! E’ nato nel 1945 e  ha visto i Doors esibirsi dal vivo una dozzina di volte. E 'abbastanza grande, forse troppo, ma non tanto da perdersi le vicende più importanti del mondo dello star system musicale da una ventina di anni a questa parte, arrivando addirittura a entusiasmarsi per una Lady Gaga con il suo “Bad romance”… roba da pazzi!
Forse un piccolo difetto del lavoro in esame, è che Mr. Marcus si sia attardato a spiegare il perché una band abbia bisogno a tutti i costi di canzoni di successo, e che cosa determini alla fine il successo di un brano. “THE DOORS. A Lifetime of Listening to Five Mean Years” non potrà mai dire con precisione che tipo di fenomeno siano stati i Doors, ma può dire senza essere smentiti che questo libro vale più di mille libri sul rock messi insieme!

giovedì 17 novembre 2011

ALLA SCOPERTA DELL’ORO BIANCO DI ROMAGNA DI ROBERTO ROMITI (BIS EDIZIONI)


Alla Scoperta dell’Oro
Bianco della Romagna


Il Sale di Cervia è un ingrediente di cucina molto apprezzato, tipico della Romagna e della cucina tradizionale romagnola, per le sue specifiche caratteristiche, che lo rendono particolarmente indicato per la preparazione delle tradizionali ricette romagnole, così famose e ricercate in tutto il mondo. Il microclima caratteristico del territorio di Cervia e di quella parte di Adriatico dove sono situate le saline (la salina di Cervia è chiamata Camillone), produce questo sale dal sapore dolce e gentile, apprezzatissimo da cuochi e buongustai perché ottimo sia per la preparazione di cibi semplici, come la piadina, sia per la realizzazione di ricette più raffinate ed elaborate. Roberto Romiti ci presenta la cultura, antica ma vitalissima, che ruota intorno al sale e alle saline e ai segreti di questo prodotto tanto prezioso e salutare. Possiamo così scoprire la storia, i metodi per l’estrazione e tante curiosità legate al sale di Cervia, intimamente connesse alla storia e alla cultura della Romagna. Infatti le saline sono state e sono tuttora il cuore di Cervia, fanno parte delle radici e dell’identità di questo famoso Comune Marinaro, dato che per un lungo periodo, in età medioevale e moderna, sono state una importantissima risorsa produttiva che rappresentava il motore economico del territorio romagnolo. Questa utile guida raccoglie anche informazioni e suggerimenti per visitare e "vivere" i luoghi del sale: dal Museo della Civiltà Contadina ai ristoranti che propongono alcune ricette tradizionali il cui ingrediente irrinunciabile è il prezioso "oro bianco". Un viaggio straordinario alla scoperta della bellezza del mare e delle terre romagnole, che attraversa la storia, la cultura e l’amore per l'ospitalità, il benessere e la buona tavola. Leggere questo libro è come assaporare prelibate pietanze sulle quali è stato aggiunto un pizzico di sale, che le rende piacevolmente gustose. Roberto Zoffoli (Sindaco del Comune di Cervia)

Il libro del giorno: L’ULTIMO SETTEMBRE DI ELIZABETH BOWEN (NERI POZZA)






















           
Irlanda, Contea di Cork, 1920. Quando Hugo e Francie Montmorency giungono a Danielstown, ospiti nella dimora di Sir Richard Naylor e di sua moglie Myra, l'impressione è che non siano passati ben dodici anni dalla loro ultima visita. Certo, Myra è un po' invecchiata e Francie è più che mai cagionevole di salute, ma l'illusione che nella grande casa con il suo immenso giardino il tempo si sia fermato sembra convincere tutti. Le chiacchiere su conoscenti comuni riprendono come se mai si fossero interrotte, l'invito per una partita a tennis è rivolto agli stessi vicini di sempre, la camera per gli ospiti è confortevole e curata dalla servitù che si conviene a una famiglia della ricca società angloirlandese. In realtà, sia in casa che fuori, il trascorrere del tempo è sotto gli occhi di tutti. Con i Naylor vivono ora la giovane Lois Farquar, graziosa e timida nipote di Sir Richard rimasta orfana e accolta dagli zii allo sbocciare dell'adolescenza e, nel periodo delle vacanze, suo cugino Laurence, studente universitario a Oxford dedito alle letture intellettuali e ai piaceri della buona tavola. Ma, se la dimora di Danielstown accoglie nuovi arrivati pur rimanendo immutabile nella sua solidità, l'Irlanda si sta invece avvicinando a grandi passi alla fine di un'epoca: la guerra per l'indipendenza da Londra è imminente e i soldati britannici di stanza sull'isola si preparano a un conflitto che promette di spazzare via il dominio inglese e, con esso, uno stile di vita che sopravviveva da secoli. Tuttavia, i giovani ufficiali che visitano la tenuta partecipando ai balli e portando il loro vigore sugli affollati campi da tennis vengono accolti dai padroni di casa con la leggerezza di chi rifiuta di intravvedere il pericolo per il proprio chiuso e rassicurante mondo. Solo Lois, grazie alla sua età e al suo sguardo rivolto al futuro, riesce a prendere sul serio lo sconvolgimento che ha di fronte. Se la sua educazione fedele alla corona la induce infatti a instaurare una relazione con il tenente Gerald, pronto a portarla con sé nel natio Surrey, il suo animo è attratto dalla ribellione indipendentista e dal fascino esercitato dall'amica Marda e dal giovane Peter Connor, entrambi sostenitori del nuovo ordine politico. E prima che sia la Storia a risolvere il dilemma interiore di Lois, sarà la sua capacità di capire e giudicare a salvarla dal definitivo tramonto di una società che non le appartiene. Da una delle più grandi scrittrici irlandesi, un romanzo dai contorni autobiografici che ci illumina su un'epoca ammantata allo stesso tempo di splendore e decadenza.

Elizabeth Bowen è una delle più grandi scrittrici irlandesi, nata a Dublino nel 1899. Autrice di numerosi romanzi di successo, tra i quali La casa a Parigi (The House in Paris, 1935), La morte del cuore (The Death of the Heart, 1938, di prossima pubblicazione in questa stessa collana), Nel cuore del giorno (The Heat of the Day, 1949), ricevette la laurea honoris causa in letteratura dal Trinity College di Dublino e dall'Università di Oxford, e nel 1948 fu insignita dell'onorificenza britannica CBE - Commander in the Order of the British Empire. È morta nel 1973.

Traduzione dall'inglese di Katia Bagnoli
Euro 14,50
304 pagine

ITALIA (ITALY)

I prodotti qui in vendita sono reali, le nostre descrizioni sono un sogno

I prodotti qui in vendita sono per chi cerca di più della realtà

Cerca nel blog

I veri fan di Dragon Ball DEVONO avere SUBITO questa Golden Freeza da 12,5 cm (o se ne pentiranno)

  Se sei un vero fan di Dragon Ball, sai che ci sono forme che non si dimenticano: il Super Saiyan di Goku, il blu di Vegeta… e poi c’è lui,...