GIANLUCA MILANESE E NICOLA
ANDRIOLI, presentano OGGI GIOVEDÌ 3 ORE 20:30 alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavalloti 7/a "Tessere" (Lizard CD). "Tessere" è il nuovo progetto discografico a
cura del duo Nicola Andrioli (pianoforte) e Gianluca Milanese (flauto). Attivi
sulla scena musicale nazionale ed internazionale da 20 anni, i due musicisti si
ritrovano per dar vita ad uno spettacolo musicale incentrato sulle possibili
sfumature timbriche dei loro strumenti. Tutte le composizioni originali sono
frutto del percorso musicale che ha caratterizzato la strada dei due musicisti
fino ad ora: dalla musica classica al jazz, dalla popolare alla sperimentazione
più radicale. Il risultato è una vera e propria tavolozza di suoni che di volta
in volta si compongono per creare paesaggi sempre nuovi. Tessere ha in realtà
un doppio significato: tessere come tasselli di un mosaico variopinto e tessere
come ordire una trama musicale basata sull’interplay e sulla ricerca timbrica.
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giovedì 3 novembre 2011
ALESSIA ORLANDO CON UN SUO INTERVENTO SU “IL PRIMO GIORNO DI LAVORO (Facce da curriculum)” EDIZIONI NOUBS, Babele Collana di narrativa e poesia
IL PRIMO GIORNO DI LAVORO,
EDIZIONI NOUBS. PREFAZIONE DI SUSANNA CAMUSSO E ASCANIO CELESTINI. Dalla
prefazione a: IL PRIMO GIORNO DI LAVORO: (…) Ho conquistato il diritto di sentirmi
uguale nel lavoro, restando differente. Felice il giorno in cui non dovrò
conquistare niente di più, staranno meglio anche gli uomini. (Letto in Vieni
via con me, la trasmissione televisiva, RAI 3, di Fazio e Saviano) - Susanna
Camusso (Segretario generale CGIL).
E noi stiamo al centro della
fabbrica. Ma la seconda cosa che mi dice Fausto è che sicuramente si sono sbagliati
a prendermi a lavorare a me. Mi dice che da ottobre hanno licenziato già 300
operai. E che ne licenzieranno altri 3000 in cinque anni. Che a quelli come me che
non c’ho figli e non c’ho famiglia, che a quelli come me che sono tutto sano…
siamo i primi che ci licenziano. Figuriamoci se li vanno ad assumere quelli
come me. Ascanio Celestini (Attore e drammaturgo; tratto dal racconto teatrale
Fabbrica, Donzelli Editore, Roma, 2003, pp. 3-4), nonché dalla prefazione : “Che
effetto ha fatto la disoccupazione nei giovani italiani? Quali drammi ha
causato? Le contraddizioni economiche stanno lasciando emergere problematiche
globali, ma cosa è successo nella mente di ognuno? Risponde una lei, la
protagonista di DIREZIONI OPPOSTE, esilarante racconto firmato da Alessia
Orlando, vincitore del concorso IL PRIMO GIORNO DI LAVORO, indetto dalla casa
editrice NOUBS EDIZIONI. La narrazione affronta il tema sia esplicitamente che
in filigrana, seguendo la tecnica teatrale che lascia emergere la trama non
esposta, forse la più importante. Ella è una cilentana senza nome, una delle
tante, che ha spedito la domanda per insegnare, ha lasciato che trascorressero
gli anni, si è abbrutita e vive uno stato di confusione. Tutto ciò emerge anche
dai ricordi. È subissata da vicende che le stanno accadendo e da altre ormai
passate, ma cocenti, anche quando hanno risvolti comici per il substrato
doloroso: la disoccupazione. L’accavallarsi dei ricordi e delle esperienze
presenti si avvicendano nella mente e, pertanto, nel suo racconto. Non può
correttamente seguire il fluire del tempo, non gode della necessaria
tranquillità interiore, e così le capita di pensare al passato e al presente
anche in un solo pensiero. Pensieri confusi, i suoi, e per questo drammatici
anche per la inconsueta tecnica narrativa. In realtà ciò è normale accada nella
mente di chi sta male: tutto si potrebbe fare, eccetto che intessere pensieri
forbiti. Questa ipotesi lascerebbe emergere la falsità narrativa, la scarsa
sincerità. La protagonista, anche se avverte il peso della disoccupazione,
vuole reagire e lo fa anche lanciando maledizioni contro chi la precede nelle
graduatorie e aggredisce pure chi ha una cattedra essendo di ruolo. Lo fa in
dialetto: Puozzi ittà ‘u sang; - T’ puozzi scapezzà; - T’ pozza culpì ‘na
saietta; - T’ pozza carè ‘na grasta n’ta capa; - T’pozza fa nu frungulo n’cul’
ca’ sadd’ ‘a taglià int’ ‘a ‘o spitale. Tuttavia, almeno a dire da quel che
racconta utilizzando la forma verbale presente, la sua vita sta per cambiare
decisamente, e in meglio: si accinge ad andare a occupare la cattedra di
insegnamento della lingua Francese, per un anno, a Bologna. Purtroppo, ma forse
è meglio così, non sa cosa sta per accaderle in maniera rocambolesca.
Basteranno poche ore dopo essersi catapultata fuori dal treno, dove era salita
mentre era già in corsa, per conoscere il suo destino. L’incipit: Qualcuno già dorme profondamente.
Riesco a prendere al volo il treno color Arlecchino, quando la velocità di
partenza ancora lo consente, e lancio due occhiate in direzioni opposte.
Incrociata l’occhiataccia del ferroviere proveniente da destra, torva e
aggressiva, che quasi m’incenerisce, non trovo di meglio che atteggiare le
labbra ad un sorriso ostentatamente falso. E invece il sorriso deve sembrare
bello e schietto, se lui alza le mani in segno di resa. Guardinga, china sulle
valigie, pericolosamente sfiorata a tergo dai bacini potenti di alcuni
compatrioti sghignazzanti, da un paio di uomini colorati compiti e lenti nei
movimenti, dal pancione di una donna incinta, da una valigione enorme di color
bordeaux, tento di rendere più stabili le mie cose malamente accatastate.
Un lui, invece, che ha un nome,
Ferdinando, è protagonista di un altro racconto vincitore, LUNGO LA LINEA TRATTEGGIATA,
firmato da Piero Mariella, originario di Grottaglie, che si descrive come:
ingegnere a Milano con la voglia di raccontare. È un pugno nello stomaco,
violento e significativo, la desolazione della sala d’attesa di cui ci dice
nell’incipit: Nella sala d’aspetto ci sono soltanto lui ed un finto ficus di
un’altezza improbabile. Troppo basso per sembrare gradevole alla vista, troppo
alto per poter essere considerato anche solo lontanamente vero. Se la pianta,
in plastica e qualche altro materiale sconosciuto dalla strana colorazione
coccodrillo iperteso, avesse una coscienza ai margini dell’umano, saprebbe che
Ferdinando si sente finto, proprio come lei. Indossa malvolentieri una giacca
gessata, quella del completo comprato in occasione del secondo matrimonio di
suo padre, ed una paio di jeans attillati su delle comuni scarpe da passeggio.
(…)
Ferdinando, che è passato per
l’esperienza del call center, se ne stà lì, pronto a raccontare trenta minuti
della sua vita, e: Si rigira tra le mani la cartellina nera con dentro il suo
curriculum e aspetta. Nella mail era specificata estrema puntualità “causa
giornata densa d’appuntamenti”, così il protagonista si chiede se il ficus
vicino alla porta possa essere un suo possibile rivale nel colloquio che si
appresta a sostenere, visto che le altre sedie sono occupate solo da quotidiani
o depliant dell’azienda. (…)
Da questa situazione in poi è un
succedersi di inglesismi, parole-tormentone, neologismi ormai adottati a piene
mani in Italia. Si parte dal computer, si passa per: form aziendale, uploadato,
taggato, upload are, curriculum, part-time, call center, internet, social
network, addandoci, part-time, tutor … si giunge a un surreale sbocciolatore di
crisantemi, attività che richiede (…)
una preparazione minima equivalente ad un grado almeno di laurea triennale! Si
prosegue con faxerò, mailing
List, spamming, bombing fino a
scoprire che Ferdinando si è occupato di sterco, meglio, di: Residuo biologico
animale, come precisa a una bionda
Vanessa Tancredi che lo sta introducendo al lavoro e alle: Semplici
regole sull’etica aziendale. Ciò che lo attende è: Dopo quattro colloqui forse
ci siamo. Assunzione con il solito contratto temporaneo. La solita fatica per
niente insomma …
Presentazione venerdì 18
novembre alle ore 18 a
Pescara al Circolo Aternino
Il libro del giorno: "Manuale d'Intelligence" di Antonella Colonna Vilasi (Città del Sole Edizioni)
L’intelligence. Questa
sconosciuta..... - È uscito per i tipi di Città del Sole Edizioni
l'interessante volume "Manuale d'Intelligence", primo manuale
dedicato all'argomento scritto al femminile. Si tratta di un testo indirizzato
non solo agli addetti ai lavori ma soprattutto a chiunque desideri capire come
funziona l'Intelligence. Manuale di Intelligence: è un testo fondamentale che
analizza le finalità dell'Intelligence nelle moderne democrazie occidentali.
Tratta il processo e la selezione delle informazioni utili al decisore finale.
L'introduzione è a cura di Stefano Folli, e la prefazione del Direttore dei
Servizi Esterni Francesi (DGSE). Un'intervista all'ex Direttore dell'Ufficio
Analisi dell'AISI completa l'opera.
Servizi segreti e sicurezza
dello stato - È opinione largamente condivisa che i servizi d’intelligence
siano sinonimo di mistero, di operazioni oscure messe in pratica dai potenti
del mondo che, come in un teatrino dei burattini, muovono i fili per manipolare
le sorti del mondo. Sono richiamati alla memoria periodi politicamente bui
della recente storia italiana durante i quali la raccolta d’informazioni e ciò
che viene comunemente chiamato spionaggio erano utilizzati a fini politici.
Oppure, in una società multiculturale e multietnica come quella odierna, si
ritiene siano indispensabili per prevenire qualsiasi forma di terrorismo. La
sicurezza dello stato è, dunque, indispensabile soprattutto negli anni duemila,
dove le nuove forme di terrorismo espongono il mondo a nuovi rischi e pericoli.
Ma dietro il lavoro dei servizi d’intelligence c’è un mondo complesso, un
volume indefinito d’informazioni da raccogliere, analizzare e selezionare.
Per demolire l'aura negativa che
caratterizza l’intelligence bisogna eliminare tante scorie pseudo-ideologiche e
far comprendere quanto siano importanti le funzioni che un servizio bene
organizzato ed efficiente può svolgere a favore della collettività. Fare a meno
dell’intelligence non si può, in un mondo in cui persino gli Stati faticano a
sopravvivere alle nuove minacce che li incalzano.
Prima di tutto bisogna tornare
alla definizione, non sempre scontata, del termine inglese “intelligence” che
traducendolo letteralmente in italiano, significa “intelligenza” nell’accezione
di raccolta d’informazioni utili, o “spionaggio” espressione che però induce a
pensare a una funzione illegale o immorale dei servizi segreti, oltre che a
imprese stile James Bonde. La traduzione del termine inglese non è, quindi, la
migliore possibile in quanto esprime gli aspetti più che altro negativi delle
attività di sicurezza. Volendo fornire una spiegazione che sia la più oggettiva
possibile del termine intelligence, potremmo definirla come “l’insieme delle
attività finalizzate all’acquisizione d’informazioni rilevanti per la sicurezza
dello Stato”, sia che la si voglia intendere come una branca dell’attività
governativa, sia che la si intenda come uno specifico campo di studio
accademico che si occupa di rapporti internazionali, di politica estera e di
sicurezza nazionale. Ma considerando l’aura di mistero e complotto che ruota
intorno a questa tematica è facile comprendere quanto sia poco conosciuta dai
cittadini e, se da un lato manca la comunicazione istituzionale da parte degli
organismi dei servizi segreti, dall’altro è scarso o totalmente assente
l’interesse dell’opinione pubblica verso i temi della sicurezza nazionale.
In un mondo come quello odierno,
globalizzato, multiculturale, multietnico e in continua evoluzione gli stati si
trovano ad affrontare sempre nuove minacce: alla sicurezza del territorio, alla
stabilità dello stato, agli interessi nazionali. E anche il modo di perseguire
la sicurezza è cambiato. I meccanismi che regolano le azioni d’intelligence
sono paragonabili a quelli di qualsiasi altra scienza: viene privilegiato il
metodo scientifico al fine di prevedere il futuro tramite lo studio minuzioso del
materiale raccolto e l’ambiente circostante. L’analisi d’intelligence inizia
con i dati, ma è finalizzata a formulare previsioni. L’intelligence, insomma, è
funzionale all’attività di previsione che, a sua volta, è preliminare
all’attività di pianificazione. Anzi, si può sostenere che non si ha
intelligence senza previsione, e previsione senza intelligence. Fondamentali
sono tre fasi principali secondo le quali s’articola tutto il processo: fase
della descrizione, fase della spiegazione e fase della previsione.
Le nuove frontiere
dell’intelligence - Il panorama
economico, politico, sociale e culturale mondiale, dopo il 1989 con la caduta
del muro di Berlino, è completamente mutato con un conseguente rimodellamento
delle attività dell’intelligence. Il bipolarismo, che vedeva la
contrapposizione delle due super potenze Urss e Usa, ha lasciato spazio al
multipolarismo con l’avanzata sulla scena di nuovi stati che fino ad allora
avevano orbitato intorno a uno dei due protagonisti. A ciò si sono aggiunte
nuove tensioni etniche e razziali che hanno alimentato ideologie terroristiche
e d’odio verso l’Occidente sfociate nell’attacco alle Torri Gemelle di New
York. Gli avvenimenti che hanno segnato gli anni tra il 1989 ed il 1991 hanno
modificato il precedente scenario di riferimento internazionale: le situazioni
tipiche di un sistema bipolare, gli interessi nazionali, le minacce e i fattori
di rischio interagenti sulla sicurezza dello Stato sono crollati per subire una
completa metamorfosi in riferimento ai nuovi rapporti del multipolarismo.
Conseguentemente le attività d’intelligence hanno dovuto adeguarsi ed
adattarsi.
Nella nostra epoca incentrata
sulla rivoluzione digitale, gli organismi d’intelligence devono essere in grado
d’affrontare nuove sfide incentrate soprattutto sullo sviluppo e sulla gestione
dell'immensa mole di informazioni in loro possesso.
Lunedì 7 Novembre 2011 presso Cibus
Mazzini in Via Lamarmora, 4 - Lecce alle
ore 19.30la scrittrice Antonella Colonna Vilasi presenta il suo libro "Manuale
d'Intelligence" (Città del Sole Edizioni). Presenterà l'Autrice il giudice
Salvatore Cosentino Modera il dott. Gianluca Pasca (Presidente dell’ass. Kalos
Manfredi Pasca)
OGGI MANGIO DA … N. 56: RESTAURANG MISTRAL. Chef Fredrik Andersson
“Stora skördemånaden på Mistral - Som vanligt så här
års har vi den bördiga sörmländska jorden att tacka för att november lovar
något alldeles extra på Mistral. Nu
fyller vi pannor, grytor och tallrikar med svamp, lamm, vilt, anka, pumpa och nyskördade grönsaker. Boka bord medan hösten är som
vackrast här i vår Enskedeidyll. Se hur
bladen på de vackra majestätiska träden skiftar i kapp med naturen i varje
rätt. Njut av lugnet och smakerna!
Välkomna.
Råvaran regerar! - Mistral är en värld av naturliga
smaker. Vår matlagningsfilosofi bygger på att få ut det yppersta av varje säsongs råvara. Tillsammans med lokala
odlare, småskaliga uppfödare, biodynamiska vinmakare och nyskapande
konsthantverkare söker vi hela tiden det nära och äkta. Genom var och ens
personliga uttryck vill vi plöja en ny fåra inom modern ekologisk gastronomi. "Min mat är alltid ren, ärlig,
utforskande och i konstant rörelse. Ett sätt att förhålla mig, att finna min verkliga plats. Svävande mellan
det logiska och det instinktiva, mellan det enkla och det komplexa, mellan det eftertänksamma och det impulsiva.
Jag vill beskriva min mat som lika självklar som motsägelsefull. Traditionell och samtidigt progressiv. Lika
expressiv som introvert." (Fredrik Andersson, Mistral)
Restaurang Mistral, Sockenvägen 529, Enskededalen
(Barnvagnsfabrikens förra lokaler).
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VALUES CITED BY HIGH’S BRITISH DESIGNER FASHION, “MODERN COUTURIER“ CLAIRE
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CLOTHING DESIGN. A BREATH OF FRESH AIR IN TODAY’S FASHION SCENE, HIGH AIMS TO
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EVERYDAY USE OVER OCCASIONAL WEAR. AS CLAIRE CAMPBELL SAYS “THE WOMEN'S
CLOTHING AND ACCESSORY COLLECTIONS DESIGNED FOR HIGH EXUDE A QUIET ELEGANCE AND
WEALTH OF TRADITION THAT IS COMMUNICATED WHEN CLOTHES WORK AND BECOME PART OF A
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THE STARTING POINT OF THESE MULTI-PURPOSE, FUNCTIONAL
CLOTHES AND ACCESSORIES IS A GREAT RESPECT FOR TRADITION AND CRAFTSMANSHIP, FOR
BEAUTY BORN OF UTILITY. LOOKING BACK TO ORIGINAL, HAND-STITCHED, SOFT-WEARING
FASHION CLOTHING, THE HIGH COLLECTIONS TURN CLOTHING ESSENTIALS INTO
CONTEMPORARY CLASSICS FOR EVERYDAY. CLAIRE CAMPBELL HAS AIMED TO CREATE
FUNCTIONAL YET SOPHISTICATED EVERYDAY COUTURE GARMENTS WITH A HUMAN TOUCH;
CLOTHING MODELLED BY HAND, WITH ATTENTION TO DETAIL.
“WE USE GOOD QUALITY INGREDIENTS TO MAKE CLOTHES
PEOPLE WILL WANT TO WEAR AND USE”, SAYS CAMPBELL,
“LIKE BESPOKE CLOTHING FOR EVERYONE“.
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HIGH USE, EMBODY THE BRAND’S GUIDING PRINCIPLES OF HIGH DESIGN, HIGH UTILITY
AND HIGH QUALITY.
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AND FORMAL DRESSING. THERE ARE NO LONGER ANY RULES TO LIMIT THESE TWO
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DRESSING“, EXPLAINS CLAIRE CAMPBELL.
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Come Uscire Fuori dal Corpo di William Buhlman (Macroedizioni)
|
|
Esplorare altri mondi e
dimensioni. Esperienze extracorporee da uno dei maggiori esperti del
paranormale. Un'opera veramente completa che contiene quaranta nuove tecniche e
un'infinità di informazioni per esplorare senza paure e limitazioni l'universo
invisibile. William Buhlman spiega chiaramente che cos'è l'inferno, da chi è
stato creato e come fare per distaccarsi definitivamente da questo pianeta
uscendo dalla ruota della reincarnazione. Con l'aiuto di questo testo ognuno
potrà liberarsi dei propri limiti fisici e mentali, imparare a contattare i
propri cari scomparsi, oltrepassare la propria comprensione limitata della
morte, ottenere la guarigione fisica e una maggiore consapevolezza. Apprenderete
come guidare i morti in realtà vibratorie più elevate e come sperimentare la
vostra vera essenza, facendo viaggi con la vostra coscienza all'interno del suo
nucleo. Contiene, inoltre, racconti avvincenti di esperienze extracorporee
basati su testimonianze di adulti e bambini provenienti da ogni parte del
mondo.
THE FRONT PAGE
“Siamo due vecchi arnesi della
politica e della comunicazione; ne abbiamo viste tante e qualcuna l’abbiamo
anche fatta. Quando ci siamo ritrovati, ci siamo chiesti come mai in Italia
l’informazione politica sia diventata (quasi solo) pettegolezzo e propaganda. TheFrontPage
nasce dalla convinzione che una buona informazione politica faccia bene non
soltanto ai cittadini, ma prima di tutto alla politica. Abbiamo così coinvolto
alcuni giornalisti molto informati per aprire un sito dedicato
all’approfondimento, all’analisi, al contesto e agli scenari della politica
italiana. TheFrontPage è completamente gratuito, e nessuno di noi riceve un
compenso. I collaboratori, che si firmano con uno pseudonimo, scrivono in piena
libertà. La responsabilità di ciò che si pubblica è in ogni caso nostra.” (Fabrizio
Rondolino e Claudio Velardi)
mercoledì 2 novembre 2011
Il libro del giorno: SHANGHAI DEVIL N.1 (SERGIO BONELLI EDITORE)
Ugo Pastore giunge a Shanghai
nel 1897 per aiutare suo padre Enea, rappresentante della compagnia commerciale
Caput Mundi. Sensibile com'è alle ingiustizie, si rende subito conto che le
potenze occidentali tengono comportamenti vessatori nei confronti della
popolazione locale. Fa amicizia con un giovane attore, Ha Ojie, che lo
accompagna al bordello di Madame Niang, dove conosce Meifong, una prostituta
tenera e inesperta, restandone molto attratto. La strada di Ugo, però, si
incrocia con quella del losco Burke, un trafficante inglese che commercia in
oppio: quanto quest'ultimo aggredisce Meifong, Ugo decide di fargliela pagare e
indossa nuovamente la sua maschera d'argento. È il battesimo del fuoco di un
misterioso giustiziere solitario, a cui i giornali inglesi danno il nome di
Shanghai Devil!
Shanghai Devil n. 1, mensile
Il trafficante d'oppio
Soggetto e sceneggiatura:
Gianfranco Manfredi
Disegni: Massimo Rotundo
Copertina: Corrado Mastantuono
OGGI MANGIO DA … N. 55: DEJONKMAN – sandra e fillip (Maalsesteenweg 438 Bruges Sint-Kruis)
Filip Claeys kookte jarenlang aan de zijde van Sergio
Herman van Oud Sluis, algemeen erkend als een van de creatiefste koks ter
wereld. Zijn echtgenote Sandra werkte er verscheidene jaren in de zaal. Beiden
beslisten om een eethuis over te nemen: De Jonkman, een vertrouwd adres in
Brugge en omgeving. Niet alleen de omgeving is er prachtig, ook de eigen tuin
is een juweeltje. Deze groene oase brengt de gastronoom meteen in de juiste
stemming, zodra hij de private parking oprijdt. In de zomer zijn de tuin en de
buitenterrassen een gedroomde plek om in alle rust te genieten van het
aperitief en de maaltijd. In de eigentijdse keuken primeert het produkt en de natuurlijke smaak . Dat versheid hierbij
een must is, spreekt voor zich en dus wordt er enkel met seizoensproducten
gewerkt uit eigen streek. De chef houdt
van eenvoud, van kwaliteitsproducten gebracht zoals ze zijn: gewoon lekker. Wat
eens het jachthuis van het eertijds roemrijke kasteel Van Male was, is vandaag
een van de meest gerenommeerde culinaire tempels uit de regio. De Jonkman heeft
1 Michelinster verworven en staat met 17/20 genoteerd in de Gault&Millau.
FILIP CLAEYS - Na de hotelschool, eerst Ter Duinen en
dan Ter Groene Poorte kon Filip zich jarenlang bekwamen in drie superieure
restaurants. Zijn eerste baan na de
hotelschool was bij Stefaan Buyens van Le Fox, De Panne waar hij een jaar
bleef. Dan maakte hij zes jaar deel uit
van de keukenploeg van Geert Van Hecke in De Karmeliet in Brugge waar hij
afzwaaide als souschef. In die functie
begon hij bij Sergio Herman van Oud Sluis waar Sandra in de zaal werkte. Vijf jaar later, in 2006, was de tijd rijp
voor hun eigen restaurant, waar Filip verder werkt aan de ontwikkeling van z’n
persoonlijke stijl.
GUCCI
Nel 1921, Guccio Gucci fonda
un'azienda specializzata in prodotti in pelle e un piccolo negozio di valigeria
nella nativa Firenze. Anche se la sua visione del marchio trae ispirazione da
Londra e dal gusto raffinato della nobiltà inglese che aveva potuto conoscere
quando lavorava all'Hotel Savoy, il suo obiettivo al ritorno in patria è unire
questa elegante sensibilità alla maestria unica della natia Italia. In
particolare, alla maestria degli artigiani toscani. In pochi anni, il marchio ottiene un tale successo
che i sofisticati clienti di livello internazionale in vacanza a Firenze
affollano la bottega Gucci in cerca delle collezioni di borse, bauli, guanti,
scarpe e cinture ispirate al mondo equestre. Molti dei clienti italiani di
Guccio sono aristocratici del luogo con l'hobby dell'ippica e le loro richieste
di abbigliamento da equitazione spingono Gucci a sviluppare la sua esclusiva
icona del morsetto: un simbolo intramontabile della casa di moda e della sua
estetica sempre più innovativa.
Trovatosi ad affrontare la
carenza di materiali provenienti dall'estero durante i difficili anni della
dittatura fascista in Italia, Gucci comincia a sperimentare materiali atipici
per il lusso, come canapa, lino e iuta. Una delle più geniali innovazioni dei
suoi artigiani è brunire delle canne per creare il manico della nuova Borsa
Bamboo, la cui curvatura laterale è ispirata alla forma della sella. Ingegnoso
esempio del motto “la necessità è la madre delle invenzioni”, la Borsa Bamboo diviene
la prima di molti prodotti simbolo di Gucci. Amatissima da nobili e celebrità,
la borsa con il manico brunito è un prodotto molto ricercato ancora oggi. Negli
anni '50, Gucci trova ancora ispirazione nel mondo equestre con il suo
inconfondibile nastro a trama verde-rosso-verde, che riprende il tradizionale
sottopancia della sella. Il nastro ottiene un successo immediato e diventa un
marchio di fabbrica immediatamente riconoscibile. Con l'apertura di negozi a
Milano e New York, Gucci comincia a costruire la sua presenza globale come
simbolo del lusso moderno. Alla scomparsa di Guccio Gucci nel 1953, i suoi
figli Aldo, Vasco, Ugo e Rodolfo ereditano l'attività. I prodotti Gucci si
affermano rapidamente per il design senza tempo e sono amati da star del cinema
e personalità note per la loro eleganza nel mondo del jet set. Jackie Kennedy
indossa la borsa a tracolla Gucci, oggi conosciuta come Jackie O. Liz Taylor,
Peter Sellers e Samuel Beckett sfoggiano la borsa Hobo, non strutturata e
unisex. Il classico mocassino Gucci con il dettaglio del morsetto entra a far
parte della collezione permanente dell'Istituto del Costume del Metropolitan
Museum of Art di New York. I prodotti Gucci si affermano rapidamente per il
design senza tempo e sono amati da star del cinema e personalità note per la
loro eleganza nel mondo del jet set. Jackie Kennedy indossa la borsa a tracolla
Gucci, oggi conosciuta come Jackie O. Liz Taylor, Peter Sellers e Samuel
Beckett sfoggiano la borsa Hobo, non strutturata e unisex. Il classico
mocassino Gucci con il dettaglio del morsetto entra a far parte della
collezione permanente dell'Istituto del Costume del Metropolitan Museum of Art
di New York. Gucci risponde ad una richiesta personale di Grace Kelly con la
creazione dell'ora famosa sciarpa in seta a motivi Flora per la principessa di
Monaco. A metà degli anni '60, Gucci adotta il leggendario logo con le due G
incrociate, creando un altro simbolo del fascino Gucci. Gucci continua ad
espandersi all'estero aprendo negozi a Londra, Palm Beach, Parigi e Beverly
Hills. Gucci prosegue la sua espansione globale e realizza le originali
aspirazioni di Aldo, puntando all'Estremo Oriente. Vengono aperti punti vendita
a Tokyo e Hong Kong. La società sviluppa le sue prime collezioni prêt-à-porter,
che comprendono le camicie stampate con il motivo GG o le giacche con il
medesimo logo sui bottoni e con guarnizioni di pelliccia. Il marchio diventa
famoso per la sua combinazione unica di audacia innovativa e leggendaria
qualità e artigianalità italiana. Le icone Gucci vengono reinventate in nuove
forme e colori - marchiando la pelle con il logo GG - usando materiali sempre
più di lusso, per esempio nei giacconi di coccodrillo per bambini con fermagli
in argento a forma di testa di serpente. Nel 1977, la sua notorietà a Beverly Hills
viene rinnovata grazie ad una Gucci Gallery privata, dove alcuni VIP
privilegiati come Rita Hayworth e Michael Caine possono dare un'occhiata a
borse da 10.000 dollari con catenella rimovibile in oro e diamanti o a
copriletti in volpe platinata. Nel 1981, Gucci organizza la sua prima sfilata
di moda a Firenze. Nel 1982, Gucci diventa una società per azioni, la cui guida
passa al figlio di Rodolfo, Maurizio Gucci, che detiene il 50% delle azioni.
Nel 1987, Investcorp, una società d'investimento con sede nel Bahrein, comincia
ad acquisire Gucci, completando l'acquisto di tutte le azioni societarie
all'inizio degli anni '90. Gucci ritrova la sua notorietà mondiale grazie alla
straordinaria unione di tradizione e innovazione. Nel 1994, Tom Ford diventa
direttore creativo di Gucci ed infonde nel marchio di lusso uno spirito audace
e provocatorio che viene apprezzato dalle celebrità e dal mondo della moda. I
tacchi a spillo e gli abiti in jersey di seta con inserti a vista e dettagli in
metallo diventano immediatamente icone dell'inconfondibile stile glamour di
Ford. Nel 1995, Domenico De Sole viene nominato Amministratore Delegato e Gucci
compie la grande trasformazione, diventando definitivamente una società quotata
in borsa. Gucci viene nominata "Società europea del 1998" dalla
Federazione della Stampa Economica Europea per le sue performance economiche e
finanziarie, per la sua visione strategica e per la qualità della sua gestione.
Nel 1999, Gucci stringe un'alleanza strategica con Pinault-Printemps-Redoute,
passando da società ad unico marchio a gruppo di prodotti di lusso multibrand. Gucci
ha raggiunto uno straordinario successo mondiale ed è considerato uno dei
marchi di lusso più desiderati al mondo (Nielsen company, 2007). Frida
Giannini, già Direttore Creativo degli accessori, nel 2006 viene nominata unico
Direttore Creativo. Studiando la ricca tradizione di Gucci e la sua
incomparabile capacità artigianale, Frida ha dato vita ad una visione unica per
Gucci, che coniuga passato e presente, storia e modernità. Le icone più note
delle casa vengono reinventate in un nuovo stile: tra di esse Flora, La Pelle Guccissima,
la New Jackie
e la Nuova Bamboo,
e la vocazione per l'innovazione della casa accelera sotto la guida di Frida
Giannini. Gucci continua nel rafforzamento dei valori sui quali ha costruito la
propria reputazione in quasi 90 anni di storia: esclusività, qualità, made in
Italy, artigianalità italiana e autorità nel campo della moda. Unica nel suo
settore di riferimento, Gucci è in grado di rivendicare un posizionamento che
bilancia perfettamente modernità e tradizione, innovazione e artigianalità,
trendsetting e sofisticazione. All’inizio del nuovo decennio, il marchio
fiorentino ha presentato due importanti progetti, uniti dalla comune filosofia
di rispetto e attenzione verso il prossimo, valori – questi – che da sempre
fanno parte del DNA di Gucci e dei suoi dipendenti. Tali progetti sono un
programma di iniziative eco-friendly per la progressiva riduzione dell’impatto delle
attività dell’azienda sull’ambiente, e il lancio della prima collezione Gucci
per bambini, che rafforza ulteriormente l’impegno del marchio per la qualità
assoluta e il rigoroso made in Italy.
ESP – I POTERI EXTRASENSORIALI DI DOROTHY SPENCE LAUER (MACRO EDIZIONI)
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Telepatia, chiaroveggenza,
precognizione sono stati classificati come fenomeni della percezione
extrasensoriale (ESP) in quanto danno luogo all’acquisizione di informazioni,
non tramite gli organi di senso noti ma per vie anomale o sconosciute al mondo
scientifico. L’autrice, che sin dall’infanzia è stata conscia dei propri
poteri, sostiene che come lei ogni individuo li possiede, è in grado di
utilizzarli coscientemente e, tramite essi, può ottenere qualsiasi cosa
desideri. Qualsiasi.Il libro non è solo una descrizione della vita
straordinaria di una persona eccezionalmente dotata, capace di leggere il
pensiero altrui o di prevedere gli eventi, ma è soprattutto un’agevole guida
alla portata di chiunque voglia conoscere e mettere in pratica i poteri ESP. Con
accuratezza e serietà infatti Dorothy Spence Lauer conduce gentilmente il
lettore attraverso i procedimenti da lei sviluppati in oltre 35 anni di
pratica. Esempi e aneddoti tratti dalla sua esperienza favoriscono la
comprensione delle possibilità insite nei poteri ESP, mentre chiari e semplici
esercizi permettono di acquisire familiarità con essi, fino a padroneggiarli. L’uso
consapevole dei poteri extrasensoriali porta l’uomo alla libertà dalle malattie
e dalle paure, alla comprensione del valore del pensiero positivo, al
raggiungimento di quegli obiettivi a cui aspira dalla notte dei tempi: pace
interiore, autorealizzazione, ricchezza affettiva e materiale. E al loro sereno
godimento. Tutti possono avere ciò che desiderano dalla vita. Io non sono
speciale: tutti hanno i poteri che ho io. L’unica differenza è che io ho
imparato ad usarli. Dorothy Spence Lauer
NICHI VENDOLA
“Sono nato a Bari il 26 Agosto 1958, in una famiglia
cattolica e comunista. Penultimo di due fratelli e una sorella. A casa mia, a
Terlizzi, c’erano due grandi ritratti, uno accanto all’altro: Yuri Gagarin e
Giovanni XXIII; ai miei genitori venne spontaneo trasformare il nome del santo
patrono di Bari, Nicola, in quello dell’allora capo dell’Urss Nikita Kruscev.
Già all’asilo tutti mi chiamavano Nichi.
La politica, il comunismo, l’ho
incontrato con mio padre e mio zio, quando avevo i calzoni corti, tra i
braccianti e i vecchi compagni di Terlizzi. Da piccolo mi piaceva disegnare e
scrivere, divoravo libri che prendevo in prestito in biblioteca, ma non
accadeva lo stesso per la musica, che già allora adoravo, perché non avevo il
giradischi. Ho frequentato il liceo scientifico e, pur amando lo studio, ho
scoperto il lavoro da giovanissimo. D’estate facevo il cameriere e d’inverno
vendevo libri. Durante l’università facevo il correttore di bozze per la casa
editrice De Donato che, in cambio, non mi dava soldi ma libri. Quando, alla
fine del liceo, sono riuscito a comprarmi le opere complete di Pavese e di
Brecht mi sono sentito davvero ricco. Mi sono laureato in Lettere e Filosofia
all’Università di Bari con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Il mio ambiente è
stata una culla cattolica. Il cattolicesimo è un pezzo di Mezzogiorno che in
Puglia diventa cifra di identità popolare, con una forte connotazione
comunitaria, con le forme della sua pietà sempre al limite tra sacro e profano.
La religiosità come dono e abbandono e dunque conversione, la religiosità
inquieta, grondante di domande, esigente, capace di smarrirsi continuamente mi
verrà sollecitata nel corso degli anni ’80 da Don Tonino Bello. Nel 1972 mi sono iscritto alla
Federazione dei Giovani Comunisti, di cui sono stato membro dal 1985 al 1988.
Nel 1990 sono entrato a far parte del Comitato Centrale del Partito Comunista
Italiano, per me una scuola di intelligenze, una palestra della passione
temperata dalla cultura. Un luogo di personalità severe o stravaganti ma tutte
convocate a una specie di Olimpo del dibattito culturale. Al suo scioglimento,
a caldo, scrissi “Non capisco e non mi adeguo”. Sono tra i fondatori del
Partito della Rifondazione Comunista: il Prc è stato una mescolanza di passioni
e di storie, un contenitore caotico, eppure necessario. L’unico punto di
resistenza rispetto all’omologazione della sinistra storica sul terreno del
pensiero unico del mercato. Con tanti e tante, sono stato fondatore
dell’Arcigay Nazionale e promotore della Lila. L’omosessualità è un pezzo del
mio scisma dalle “due chiese”, dalla chiesa comunista e dalla chiesa cattolica.
Raccontava il nocciolo duro della mia dignità e libertà e ha rappresentato lo
spazio di autonomia dalle mie fedi, o insieme di verifica delle mie fedi. Pensate
come cambiano le cose: ho scritto su “La città futura” di Adornato. Poi su
Rinascita e per alcuni anni, su Liberazione, ho curato la rubrica “Il dito
nell’occhio”. Ho scritto alcuni libri: Prima della battaglia, Soggetti
smarriti, Il mondo capovolto, Lamento in morte di Carlo Giuliani, Ultimo mare.
Ho recitato in un cd di musica jazz versi di Rocco Scotellaro e poi, di
recente, una piccola parte in un film pugliese “Focaccia blues”. Ho partecipato
a diverse missioni internazionali, dal Tagikistan alla Colombia, dalla Bosnia
al Guatemala. Sono stato eletto alla Camera dei Deputati, per la prima volta,
nel 1992 e rieletto nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Nell’XI Legislatura ho fatto
parte della Commissione Cultura, Scienze ed Istruzione. Nella XII Legislatura
della Commissione Giustizia e sono stato nominato Segretario della Commissione
Parlamentare Antimafia, di cui nella XIII Legislatura, divento Vicepresidente.
Dal 2001 al 2005 ho fatto parte della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori
Pubblici, oltre che della stessa Commissione Parlamentare Antimafia. Nel
gennaio del 2005 ho vinto le primarie con cui si sceglieva il candidato del
centrosinistra alle consultazioni regionali del 3 e 4 Aprile 2005, in cui poi stato
eletto Presidente della Regione Puglia. Da allora ho un anello al pollice,
regalatomi da un pescatore di Mola di Bari, era la fede di sua madre. Rappresenta
per me una specie di matrimonio con il popolo. Oltre a presiedere la Giunta Regionale,
ho la delega al Coordinamento della Politica Estera, ai Rapporti Istituzionali,
agli Enti Locali e al Decentramento, agli Affari Legali, al Legislativo e alla
Protezione Civile. A gennaio del 2009 ho lasciato il Partito della Rifondazione
Comunista e con tante e tanti ho dato vita al Movimento per la Sinistra per ricostruire
una sinistra curiosa del mondo che cambia, all’altezza delle sfide del tempo
presente, capace di stare nella realtà, di conoscere i territori e i luoghi di
lavoro. Il 24 gennaio 2010 ho vinto le primarie con cui i cittadini pugliesi
hanno scelto il candidato per il centrosinistra alle elezioni regionali di
marzo. Il 29 marzo 2010 sono stato rieletto Presidente della Regione Puglia.
Dal 24 ottobre 2010 sono il Presidente di Sinistra Ecologia Libertà.
Ci sono sempre due vocazioni in
me. Il Nichi Vendola ludico, anarchico, infantile, narcisista. E quello
instancabile, organizzatore, sorvegliato speciale delle sue stesse passioni,
investito dei suoi doveri pubblici. Che è capace di piegare la sua indole e di
scommettere le scommesse più paradossali della sua vita."
martedì 1 novembre 2011
Il libro del giorno: L’ammutinamento dell’Elsinore di Jack London (edizione integrale per Mattioli 1885). Traduzione e cura di Livio Crescenzi e Silvia Zamagni.
Ormai fuori catalogo e qui
riproposto nella sua versione integrale, ecco che per Mattioli 1885 esce “L’ammutinamento
dell’Elsinore di Jack London. È uno dei
libri meno conosciuti ma più belli e completi di London. Ha il passo e la forza
del mistero narrativo che scava nella psicologia e nella dinamica degli
avvenimenti, a loro volta capaci di farsi tutt’uno con l’ambiente naturale.
London ci riporta al Gordon Pym di Edgar Allan Poe, per le atmosfere e la
potenza della scrittura. Un libro imprescindibile “ (Davide Sapienza).
Partito da Baltimora e diretto a
Seattle, lungo la difficile rotta di Capo Horn, a bordo di un equipaggio
costituito da un’accozzaglia di uomini d’ogni risma, creature sbandate e fuori
di testa, assassini e rifiuti umani intossicati di whisky, tenuti insieme solo
dall’inflessibile brutalità del vecchio secondo. Ma, a bordo, anche due
inconsueti passeggeri: un giovane scrittore annoiato dalla vita e del suo
stesso grande successo e la giovane figlia del capitano West. Sullo sfondo il
gelido mare, tempestoso e spietato, e le insopportabili condizioni di vita a
bordo, la cui tensione sfocerà in un ammutinamento che non risparmierà nessuna
crudeltà.
OGGI MANGIO DA … N. 54: TIM RAUE RESTAURANT (rudi-dutschke-str. 26 10969 – Berlin)
“Wer will, was er muss, ist frei... ...so lautet unser
Leitgedanke. Ein Gedanke, der uns geprägt hat und uns jeden. Tag antreibt. Er
ist die Basis für unser Schaffen und hat uns daher auch zu unserem
Logo geführt, dem - KOLIBRI -
Mit dem Kolibri verbinden wir Aspekte wie Kreativität,
Einzigartigkeit und Freiheit. Attribute, die gleichermaßen die Gestaltung
unseres Restaurants als auch unsere Küche und unseren Service inspirieren. Für
unsere Gäste bedeutet das, dass wir unserer Stilistik treu bleiben und eine
asiatisch inspirierte Küche servieren, die als Verbindung der japanischen
Produktperfektion, der thailändischen Aromatik und der chinesischen
Küchenphilosophie charakterisiert werden kann. Unser Service ist ebenso
charmant wie professionell und empfängt unsere Gäste in einem betont schlichten
Ambiente, das von der urbanen Atmosphäre der Großstadt Berlin geprägt ist.”
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