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lunedì 26 aprile 2021

La buona strada. 150 passeggiate d'autore a Milano, in Lombardia e dintorni di Philippe Daverio e A. Montevredi

 

 

La penna curiosa e impertinente di Philippe Daverio ci conduce attraverso Milano e il suo territorio. Una caccia al tesoro in città, in provincia e nella campagna lombarda per scoprire oltre centocinquanta fra monumenti, luoghi e testimonianze d'arte, di storia e di cultura, noti e meno noti, che valgono una visita o una deviazione. Un piccolo bestseller d'autore in edizione ampliata con nuove interessanti destinazioni, dalla Fondazione Prada di Milano a San Gottardo in Corte, da Villa Arconati ai Musei di Sant'Angelo Lodigiano, dalla Riserva Naturale di Bosco Fontana all'Isolino Virginia sul lago di Varese, da Lecco a Chiari.

I piu bei sentieri tra Lombardia e Ticino. 60 itinerari in montagna di Sergio Papucci

 

 

Una selezione di itinerari che percorrono i gruppi montuosi della Lombardia occidentale, spaziando dal Ticino alle Alpi Orobie: dai sentieri dolomitici delle Grigne e del Resegone alle alte creste panoramiche sul Lago di Como, toccando incantevoli alpeggi e vette nevose. La guida propone sia percorsi classici, spesso rivisitati con varianti che li rendono più interessanti, sia escursioni originali che portano a scoprire i settori meno noti delle montagne "di casa" dei milanesi e i numerosi angoli suggestivi del Ticino. Un utile strumento per un escursionismo di scoperta, che cerca di uscire dalle tracce troppo battute e di vivere la montagna come un'indispensabile risorsa di equilibrio e benessere, con occhio attento alla sua conservazione.

Misteri e leggende della Lombardia di Marco Alex Pepè

 

 

La guida turistica del mistero: 90 storie suddivise nelle 12 province lombarde, raccolte dalla tradizione orale e letteraria di ogni epoca. Il Portone del Diavolo a Bergamo, il mostro Bennie nel lago di Garda a Brescia, il fantasma della bella Ghita sul lago di Como, i violini di Stradivari a Cremona, i segreti di villa Sormani Marzorati Uva in provincia di Lecco, l'affresco deturpato alla cattedrale di Lodi, gli sfortunati amanti del Palazzo Ducale a Mantova, le grottesche del Duomo di Milano, gli strani abitanti del parco di Monza, l'angelo protettore di Pavia, la Valchiavenna liberata dai serpenti a Sondrio, la rocca infestata vicino a Varese e molto altro ancora...

Piste ciclabili e greenways in Lombardia di Albano Marcarini

 

 

Volete trascorrere una giornata o un weekend in bicicletta immersi nel verde e nella natura? Pensate che in Lombardia non sia possibile? Uscite di casa, muovetevi con i mezzi pubblici consigliati dall'autore e raggiungete il punto di partenza di questi 36 itinerari che attraversano tutte le province della Regione, tra vallate e montagne, laghi e pianure, fiumi e navigli; vi mostreranno come questa terra sia ricchissima possibilità per tutti, appassionati cicloturisti e famiglie. Nella guida troverete una proposta suggestivi percorsi in tutta sicurezza, lontani daI traffico, lungo piste ciclabili o greenways, attraverso borghi, sfiorando monumenti di rara bellezza. mappe dettagliate, le foto a corredo del testo di una delle maggiori firme del settore, i box con te le informazioni sull'itinerario, gli approfondimenti turistici e le tracce GPS, vi accompagneranno prima, durante e dopo i vostri viaggi alla ricerca di un ritmo che permetta di vivere giornate n lentezza e curiosità.

mercoledì 18 settembre 2019

L’Ora del buio di Giuseppe Perrone (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)




























“Il poeta davanti alla realtà deve avere uno sguardo disincantato. In uno stato di vigilanza, il suo compito è quello di attraversare l’esistenza senza mai chiudere gli occhi e soprattutto raccontando quello che vede Giuseppe Perrone ne L’ora del buio si fa poeta civile e con le spalle al muro scrive poesie prendendosi cura delle parole per mettere nero su bianco tutta la precarietà di noi esseri umani davanti alla decadenza in cui siamo precipitati. Poesia che guarda in faccia lo sgomento, l’indifferenza di questo lungo e interminabile viaggio al termine della notte che noi come umanità disumana abbiamo scelto di intraprendere da incoscienti senza preoccuparci delle conseguenze che ci porteranno all’estinzione. «L’uomo è il cancro della terra» scrive Emil Cioran. Giuseppe Perrone, come uomo e come poeta, ha preso coscienza di questa pericolosa e irreversibile deriva. Come poeta, che prima di tutto è uomo, scrive nel solco di una consapevolezza. L’ora del buio è il libro di un poeta e di un uomo che ha gli occhi aperti sulle macerie.” (dalla postfazione di Nicola Vacca curatore della collana Z)

Giuseppe Perrone è nato a Taranto nel 1959 e svolge l’attività di medico. Nel 2013 pubblica Tra i passi e le strade (Manni editori), il suo libro d’esordio. Nel 2017 esce La carità delle parole (Luoghi interiori)

Info link

lunedì 17 gennaio 2011

I fuoriusciti di Michele Lupo (Stilo Editrice)












Un pittore che incarna quotidianamente il suo fallimento su più livelli ontologici alle prese con un amore delirante e un infante da accudire (Il babysitter); un uomo di chiesa colmo delle ombre di tante anime, si apre attraverso una missiva oltre il delirio al suo “confessore”, uno psicanalista (Ego te absolvo); il senso di un sud del sud del mondo in una “promenade sulla circonferenza” che ri/traccia una destinalità smarrita di un uomo del meridione (Gatti del Sud); e ancora un maldestro libraio, che una serie di circostanze trasformano in un omicida “vendicatore” (Cimento); e poi l’automutilazione dei sogni e delle speranze di una poetessa in “Congedo”. Solo pochi e sommari ritratti di storie ai confini della marginalità e della deriva, che trasformano questo lavoro in un libro non solo godibilissimo, ma assolutamente da consigliare. Questo racconta Michele Lupo nello splendido lavoro edito da Stilo editrice dal titolo “I fuoriusciti” che narra di come sovente l’inconsistenza del vivere sociale e l’assurdità di certe convenzioni acuiscono interiori fragilità ed equilibri di persone che alla fine non riescono ad orientarsi su ciò che è reale e ciò che non lo è, su ciò che si può fare e ciò che non è consentito. Questi sono i fuoriusciti, mosaico di voci surreali, distonici, distopici dove al peggio quasi – ci sembra voler dire tra le righe l’autore – non c’è mai fine!
Michele Lupo è nato a Buenos Aires e vive a Tivoli, dove insegna nella scuola pubblica. Il suo primo viaggio lo fa in nave, a nove mesi: dura ventinove giorni, dal Sud più remoto del mondo al piccolo Sud d’Italia. Neppure maggiorenne, lavora prima in un ristorante a Berlino e poi in una fabbrica dell’hinterland romano. Prima di laurearsi in Lettere all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, compie studi musicali presso il Conservatorio de L’Aquila. Avendo vissuto in Campania, Lazio e Lombardia, ha constatato, in quello che la tradizione letteraria italiana ha vanamente sognato come il ‘Bel Paese’, la persistenza di molti Sud. Ha pubblicato numerosi racconti su riviste letterarie, il saggio Elementi carnevaleschi nel Decameron (Loffredo Editore, 1992), il romanzo L’onda sulla pellicola (Besa Editrice, 2004). L’ennesimo Sud lo ha raccontato in un reportage sulla Cambogia apparso su «L’Unità» nel 2009 e prossimamente sul numero 13 della rivista «Crocevia» (Besa Editrice). Nel 2011 è prevista anche l’uscita del suo secondo romanzo. Collabora con «Il paradiso degli orchi» (www.paradisodegliorchi.com) e «La poesia e lo spirito» (lapoesiaelospirito.wordpress.com) : vi scrive, con marcata vis polemica, di libri altrui, scuola e disastri italiani diffusi. Il suo blog è michelelupo.blogspot.com. L’indirizzo e-mail: michele.lupo@tin.it

venerdì 22 maggio 2009

PERCHE' AGLI STRANIERI SI DA' SEMPRE DEL TU? di Maria Zimotti

Io me lo ricordo ancora. Se ne stava inginocchiato sul ciglio della strada. "Ti prego, io andare subito via... fratello". Proprio nel classico modo oleografico in cui si rappresenta lo straniero, anzi no l'extracomunitario, un pò bingo bongo. Stava inginocchiato di fronte alla panza prominente di uno nato al confine tra la Calabria e la Campania, in qualche modo una terra di frontiera. Sempre per luoghi comuni ragionando il proprietario della panza racchiudeva in sè la furbizia campana e la capa tosta calabrese il tutto inguainato in una divisa da agente di polizia locale. Il potere di sopruso dato dalla divisa. Il tenente Garcia di Zorro più cattivello, più mefistofelico. Una divisa addosso a una persona del genere e la provincialità del male diventa grottesca macchietta. Se una persona si fosse inginocchiata davanti a me in quel modo io gli avrei detto "Si alzi per favore...". Già, "Si alzi per favore" perchè mi viene naturale dare sempre del lei. Noi non siamo inglesi, ci teniamo molto al lei. Proprio come regola fissa a una persona che non si conosce si da del lei. Invece agli stranieri si dà sempre del tu come a dire che nei nostri rapporti con loro le regole non valgono, con loro ci possiamo permettere certe confidenze.
Come se loro non contassero.
Senti,la voce del tozzo rappresentante dell'ordine era come un serpente strisciante, come uno di chiesa che sta guardando un film porno di nascosto, "queste cose non si fanno... guarda che io ti porto dentro". Un piccolo uomo che ha avuto il suo momento di potere, il potere di uno cui piace vincere facile. Che succede ad un uomo, qual'è il piacere che prova a vedere un uomo inginocchiato?
Perchè è un piacere, lo sentivo da quella voce strisciante.
E' un'ebrezza che non concepisco, l'ebrezza del potere.
So solo che assomigliò poi alla benevolenza che hanno certi cardinali il suo sospiro quando disse: "Va beh, adesso va e non farti più vedere...".
Che mai aveva fatto questo sventurato degno di tanta grazia?
Non aveva pagato il biglietto dell'autobus e il controllore leghista aveva chiamato i rinforzi. Lui era scappato per le campagne e il mio collega era corso a riacciuffare il pericoloso delinquente. "Gira al largo..." vaga per le acque extraterritoriali delle campagne.
Fratello, gli stranieri dicono sempre fratello.
Lo dicono anche quelli dei gloriosi "respingimenti".
Un altro uomo in divisa diceva in un'intervista in questi giorni che non riusciva a guardare suo figlio la notte dopo aver dovuto respingere le mine umane vaganti dei migranti. Fratello, gli diceva implorante e lui doveva obbedire ad un ordine.
Gli dava del tu, senza i fronzoli della nostra civiltà, arrivando alla sostanza delle cose, cioè ho solo bisogno di vivere, ho vagato sospeso nell'acqua, in una barca fragile come un catino, come ha detto Erri de Luca in "Solo andata".
Voglio solo toccare terra e magari anche inginocchiarmi.
L'acqua come spazio di transizione tra le terre lasciate e le terre promesse.
Ne sa qualcosa, nel suo piccolo, anche l'ottusa Lombardia. Lucia Mondella che saluta i monti con il sentimento incerto del futuro ancora, nonostante tutto, commuove.

... e adesso tutto cambia! di Giovanni Piero Paladini ( I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

La splendida e sensuale Rosetta incontra Mansoor, un affascinante musulmano iraniano, e se ne innamora perdutamente. Lo scontro culturale è...