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lunedì 19 marzo 2012

Il libro del giorno: La rivelazione Ofenica di Vincent Bridges (My Life edizioni)



La Rivelazione Ofenica


Quattrocento anni fa, un’intelligenza superiore manifestatasi in forma di esseri angelici venne a cercare l’uomo più intelligente del pianeta e trovò John Dee, Astrologo Reale della Regina Elisabetta e capo dei servizi segreti, al quale fornì degli strumenti specifici per guidare l’umanità nel momento in cui sarebbe stata più bisognosa di aiuto. Per sopravvivere all’imminente stagione apocalittica sincronizzata dalla precessione degli equinozi, gli angeli sapevano che l’umanità avrebbe dovuto operare un cambiamento di coscienza e introdussero uno schema di linguaggio geometrico basato sulla simmetria e codificato nel DNA, capace di produrre una rapida espansione della coscienza e un accrescimento della conoscenza simbolica. Il risultato di questo cambiamento di consapevolezza avrebbe portato al passaggio da una coscienza di primate locale a una coscienza non-locale, universale, parte di una realtà molto più vasta, che sembra basarsi su ciò che ora chiamiamo fisica del plasma. Solo adesso siamo in grado di comprendere il vero significato di questo dono prezioso ricevuto 400 anni fa: si tratta di un potente sistema di conoscenza, che è al contempo “mezzo e messaggio” e funge da gommone di salvataggio o sistema radio di sopravvivenza per portare l’umanità a risuonare con la benevolenza della Mente Universale. Lo storico accademico Vincent Bridges, diventato famoso come esperto di Nostradamus, ha passato tutta una vita a ricercare e studiare questa insolita forma di comunicazione. La Rivelazione Ofenica non solo considera le trasmissioni angeliche di John Dee molto più di una semplice curiosità, ma esplora il sistema ofenico del dottor Dee partendo da punti di vista multipli. Vincent Bridges e i suoi colleghi ricercatori usano le discipline di storia e scienza (includendo fisica e biologia) unite all’arte e alla geometria sacra per esplorare le inaspettate profondità di significato che stanno dietro alle interconnessioni storiche dell’umanità con questa forma superiore di intelligenza. "In queste antiche ‘chiamate angeliche’ sono innestati gli ingredienti di simmetria della vita stessa … Mostrandoci gli elementi angolari o di simmetria per innestare la nostra aura nei campi plasmici stellari, gli esseri angelici ci indicano come fondere i nostri corpi nei loro… La teoria delle stringhe, dei tunnel gravitazionali e dei vortici nella fisica del plasma del campo quantico suggeriscono una conclusione unificante: la fisica è composta unicamente da tornado di ‘plasma’ universale, e se qualcosa come la simmetria ofenica è in grado di guidarli, avrebbe il potere di pilotare e dirigere tutto in fisica! Ora che il plasma del sole potrebbe “tostare” il nostro piccolo e fragile pianeta, sembra essere il momento giusto per imparare a comunicare con quel tornado." (Dall’introduzione di Dan Winter).

MASSIMO FESTI. Intervento di Stefano Elena


“La Venere Vincitrice e l’ Eva Futura di Villiers de l’Isle-Adam. “…apparve allora in grandezza naturale la luminosa e trasparente immagine di una giovane donna, statua carnale della Venus Victrix veramente perfetta, se mai ne palpitò una su questa terra di illusioni. Massimo Festi, invece, la sua Eva futura composta e costruita la chiama “Gothic Lolita”, “Geisha”, “Heroin”, “Curiosa” o, solo, “Una di noi”. La chiama come oggi la donna è voluta e vista, appiccicata a pezzi di pvc che aderiscono dopo aver soffocato, immobile in sensualità vestite di seta perché chi si trovi a guardare possa godere, precocemente, senza chiederlo e magari ancor prima di volerlo. Sono subwomen, quelle di Festi: femmine sotto, sistematiche come nelle cabine da peep show dove si vede ma non si tocca o come nelle pagine fresche di autrici che sbancano raccontando di quando hanno scopato la prima volta, per arrivare all’ultima. Che abbiano un volto, che possano averlo, rappresenta un dato facoltativo e secondario, al punto da tenerlo nascosto dietro maschere che travestono la preferenza all’anonimato da esigenza eccitante spronata di continuo a rendere confessioni dannate. Ci osservano, le belle e un pò crudeli bambole imbambolate che fanno del corpo proprio un corpo qualsiasi, seriale e standard come a VOLER essere riprodotto dalla pittura mediale – da un gesto che si avventura tra le commistioni rumorose e viziose dei vicoli interminabili dei mass-media – le cui pennellate decise dal mouse attaccato alla mano (di Festi) compongono quadri nati nel monitor. Ed ecco sbucarne immagini gracchianti, disturbate per sembrare proibite o segnate dal tempo impiegato per raggiungerle, ottenerle, consumarle, andando loro incontro nell’impervio territorio dell’idoneità estetica e dell’esotismo multirazziale che porta a provare. L’andreide di Festi parla poco e non consuma, sa guardarci, non si agita e non sorride. Fulcro della più recente questione donna, sintetizza le apparizioni nascoste e fascinosamente torbide di volti prelevati e voluti, perfetti quanto il desiderio, tanto da chiedersi “…se le nostre divinità, le nostre speranze, sono ormai soltanto scientifiche, perché non possono divenire tali anche i nostri amori?”.

Stefano Elena (dal catalogo della mostra "FUORIGIOCO", SP Systema Roma 2006)”. (l’opera riprodotta è di Massimo Festi)

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Gilberto Isella, Mappe in controluce (Book Editore). Intervento di Adele Desideri


Gilberto Isella, critico sottile e pungente, in questa raccolta di poesie si dimostra artista capace di coniugare l’armonia, il ritmo dei classici greci e latini a un linguaggio assolutamente metaforico, ricco di profetici neologismi, di parabole dal sapore futuristico, di assonanze - e dissonanze - spettacolari. Mappe in controluce è dedicato a Saturno, il dio esiodeo che mangia i propri figli, e che, quindi, crea e annienta. Eppure Saturno non è il protagonista del libro: ne è solo il motivo ispiratore. Primo attore, infatti, è il pianeta globalizzato: una sorta di Torre di Babele costruita con i precari materiali dell’individualismo, del relativismo valoriale, della standardizzazione tecnologica. Vincenzo Guarracino, altro valido poeta e critico letterario, nella prefazione al volume di Isella sceglie il seguente incipit: “Un protagonista (o un colpevole) c’è sempre. Anche qui, non diversamente da ogni altra cosa o situazione dell’essere e della vita”.    Ebbene, il colpevole, in Mappe in controluce coincide con il protagonista: è l’uomo, il colpevole. L’uomo che adora false divinità, l’uomo che si inchina, per poi programmarne la distruzione, al “Dio-pianeta saturo, saturo per esaurimento./”. Isella propone immagini apocalittiche, drammatiche visioni nelle quali i “dispersi”, i sopravvissuti, cercano vie d’uscita comunque occluse: “occhio per occhio spettro per spettro/ o re di bastoni per re di denaro/ lo sguardo scoronato inzuppa il vetro/ su lui fa schermo un altro sguardo amaro// (…)/ col chiodo inverso ogni chiodo è compatibile/ rete di cloni in un solo reliquiario//”. La sua scrittura - permeata da un’acuta tensione etica - sussulta nelle frequenti sincopi ironico-satiriche e si protende verso una ricerca metafisica ansiosa e malinconica: “Forse continua a vegliare su di noi, i melanconici./ Forse la sua ombra cammina con ostinazione intorno ai mortali,/”. “In controluce” Isella studia “la mappa” che illustra il sentiero della salvezza: tuttavia, la prima è oscura e il secondo irrintracciabile. L’esito non è felice: ciò che resta è una paradossale, mortifera, confusione. I miti antichi, e quelli biblici in particolare - da cui Isella attinge copiosamente – sono, d’altronde, codici di lettura fecondi, e l’autore vi si rivolge, nella speranza che qualcuno ancora sappia ascoltarli e, soprattutto, interpretarli: “vela d’orbace issata sul pontile/ vibra col sangue di Caino molesto/ dal dì che ignara un’ampolla si ruppe/ e l’acre fluido si sparse su Abele//”. L’informe moltitudine contemporanea, però, è stordita dagli effimeri stimoli consumistici della “società liquida”; non sente e non vede. Non ha quiete, né più verbo: “continua tu nel quadro a strisce e spettri a rigirare/ la larva appesa al chiodo di una diva senza età// o per spazi d’insonnia le veline a sparpagliare/ ronzanti sul miele ambiguo della tua identità// prova a ricuperarle nel miracolo di un volo/ plana sul telecomando, chiedi che tempo fa//”. I poeti e gli artisti, invece, scrutano negli abissi inconsci dell’umanità, per ritrovarvi l’archetipo che allude e turba, l’oracolo che indica l’impervio cammino, il sogno che illumina la realtà quotidiana. La strada, insomma, di un’autentica libertà: “sole nero che il poeta ricalca/ sul cielo impassibile del canto/ povero dire o dir quasi niente/ meglio allora in soli tizzi umani/ sillabare basso il cuore infranto//”. Il miraggio, l’oasi refrigerante, si incarna - per Isella - in una semplice, curiosa, domanda, per ora priva di risposta: “ma che farà ma che farà mai Orfeo?//”.

(Recensione Pubblicata ne Il Quotidiano della Calabria, rubrica Libri e letture, 24 ottobre 2011, pag. 25)

domenica 18 marzo 2012

BAKER HUGHES


“Baker Hughes Incorporated (NYSE: BHI) creates value from oil and gas reservoirs with high-performance drilling, evaluation, completions and production technology and services, integrated operations and reservoir consulting. Our solutions are designed to lower costs, reduce risk or improve productivity for the global oil and gas industry. Baker Hughes was formed in 1987 with the merger of Baker International and Hughes Tool Company—both founded over 100 years ago when R.C. Baker and Howard Hughes, Sr. conceived ground-breaking inventions that revolutionized the fledgling petroleum era. Since those earliest advancements, we’ve never stopped searching for solutions to conquer the next frontier.
Regions and Geomarkets - At Baker Hughes, collaboration is at the heart of our business. With 57,000-plus employees in more than 80 countries, our local geomarket teams work side by side with customers to engineer reliable, application-specific products and services—whether the application is deep water, unconventional hydrocarbons or production and water management.

Our nine regional and 19 geomarket management teams work to understand customer needs and coordinate delivery of individual products or comprehensive service solutions that include the right Baker Hughes technologies for the project. The Baker Hughes regions are: U.S. Land, Gulf of Mexico, Canada, Latin America, Europe, Africa, Russia and Caspian, Middle East and Asia Pacific.
Differential Performance - At Baker Hughes we offer customers differential performance in three key areas: Dedicated local teams collaborating with clients to find the right solution for each project. Access to the right experts, the right technology and the right data at the right time to maximize the value of every asset. A lifecycle management focus on reliability that drives continuous improvement in all areas of our customers’ operations
Technology - Local Baker Hughes teams are supported by global technology centers of excellence, where scientists push the boundaries of value-adding technology to find solutions for progressively more complex technical challenges. Baker Hughes consistently invests a greater percentage of revenue in research and engineering than its oilfield services peer group. Since 2001 we have doubled our annual investment in research and engineering, which totaled approximately $400 million in 2009. Our technology program is two-tiered:
Short-term applied engineering to drive next-generation products and services
Long-term critical research to develop game-changing technology

At dedicated innovation centers, which are outfitted with state-of-the-art laboratories, prototype equipment and testing facilities, scientists conduct both applied and game-changing critical research. At our recently opened regional technology center in Dhahran, Saudi Arabia, we collaborate with customers as well as local universities to jointly develop technology for specific regional needs. Another regional technology center is set to open this year in Rio de Janeiro, Brazil. And engineers and scientists at our product centers work on next-generation products and services for drilling and evaluation, completions and production, and fluids and chemicals.

Product Line Expertise - Baker Hughes’ global operations are backed by three business segments covering nine product line groups that develop, manufacture and support industry-leading technologies.
Drilling, Evaluation and Fluids - Baker Hughes is the leader in tricone and PDC drill bit, ream-while-drilling and casing drilling technology. Our application and design engineers work with customers to provide the best drill bit for the application to continuously improve drilling performance. We offer directional drilling and formation evaluation expertise through a worldwide service organization. Real-time drilling and evaluation services help oil companies drill more efficiently, evaluate geologic formations and place wells in productive zones within the reservoir. Important technologies include automated rotary steerable directional drilling systems, high-performance drilling motors and integrated logging-while- drilling assemblies. Our Reservoir Navigation Services optimize wellbore placement through the combination of reservoir modeling, the industry’s most comprehensive real-time drilling evaluation toolkit and 3D/4D visualization software with interpretation experts. The service is designed to optimize production and increase overall asset recovery by reducing uncertainty during drilling and delivering maximum reservoir contact in the targeted zone. The Baker Hughes formation evaluation group provides a complete range of wireline logging services for every environment, including advanced formation evaluation, production and reservoir engineering, petrophysical and geophysical data acquisition services. Wireline services also include perforating and completion technologies, pipe recovery and processing and analysis of open and cased hole data. Our drilling and evaluation business segment service offerings include data communications, data management and expert centers to improve drilling operations and enhance formation evaluation in real time. Baker Hughes drilling fluids systems and services help optimize drilling and completion processes to maximize hydrocarbon production and manage drilling waste. Leading technologies include environmentally compliant water-based and synthetic-based mud systems and remediation fluids that can restore productivity from damaged wells.
Completions, Production and Chemicals - Baker Hughes provides completions, intelligent production and intervention solutions that help manage costs and reduce risk while maximizing recovery. We offer a comprehensive line of completion systems, which optimize performance and safety from the reservoir to the surface. Production optimization services include permanent monitoring, chemical automation, and intelligent production systems. Wellbore intervention solutions address issues ranging from temporary well abandonment and fishing to casing exits, wellbore cleaning, and isolation, remediation and stimulation operations. Our artificial lift product line provides electrical submersible pumping (ESP) systems and progressing cavity pumping (PCP) systems, as well as specific engineering, project management and well monitoring services. Baker Hughes ESP systems can operate in harsh downhole environments that include high gas-to-oil ratio production, heavy oil, high temperatures and abrasive-laden fluids. New systems also address the needs of coalbed methane, gas well de-watering, steam assisted gravity drainage (SAGD) projects and subsea production.
Baker Petrolite, a Baker Hughes company, provides chemical technology solutions for hydrocarbon production, transportation and processing, and also delivers pipeline integrity services. Baker Petrolite is a leader in oil/water separation technology and in solutions to control corrosion, deposition, bacteria and hydrogen sulfide in producing wells and production facilities. To serve refinery and petrochemical customers, Baker Petrolite provides chemicals and technical support to enhance plant processes, improve productivity, manage water treatment and resolve environmental issues.
Pressure Pumping - Baker Hughes is a leading provider of field development and production enhancement services, including well stimulation, cementing, sand control, coiled tubing, completion tools and fluids, downhole tools, and casing and tubular running services for new oil and natural gas wells and in remedial work on existing wells. Production enhancement solutions, such as engineered operations in formation damage removal, fracture stimulation and water conformance engineering, maximize productivity and reserve recovery. Expert shale fracturing services and mature field rejuvenation suit the most challenging economic, technical and environmental goals. 
Reservoir Development Services - Baker Hughes boasts one of the strongest and best-known reservoir technology and consulting teams in the oil industry. The company initially expanded its reservoir capabilities with the acquisition of international advisory firm Gaffney, Cline & Associates (GCA) and geomechanics software and training consultants GeoMechanics International in 2008. In 2009, Baker Hughes further grew its reservoir capabilities with the acquisition of two subsurface and wells consultancies, Helix RDS and Epic Consulting.

These four leading consultancies form the bedrock of Baker Hughes’ Reservoir Development Services (RDS) business segment. The combination of these strong individual organizations into a world-class reservoir consultancy service positions Baker Hughes as a top-tier partner for oil companies throughout the asset life cycle, from the earliest phases of project development through enhanced oil recovery. For over 45 years, customers around the world have trusted Gaffney, Cline & Associates (GCA) for strategic advice on how to maximize reservoir productivity for the highest commercial results. The GCA group is an unparalleled independent consultant for operators whose focus is reservoir engineering, exploration, field development, drilling and production, or pipeline, refining and LNG projects. Geomechanics modeling offers practical methods of reducing exploration risk, saving nonproductive time and increasing production and recoverable reserves over the life of the reservoir. Baker Hughes’ GeoMechanics International (GMI) pairs more than 20 years of research with over 13 years of practical field experience to deliver consulting, training and proprietary software services. Baker RDS provides consulting services ranging from reservoir engineering to production technology. Since 1994, Baker RDS has conducted projects targeted at asset evaluation, formation evaluation, production chemistry, reservoir performance and software engineering. Global simulation studies and reservoir characterization and geostatistics projects are the focus of Baker Hughes’ Epic Consulting Services team. Versed in the latest simulation, geological modeling and integrated reservoir modeling software and analysis techniques, the Epic team advises customers on all aspects of challenges related to petroleum engineering and reservoir simulation.”

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FREEDOM’S GARDENER - James F. Brown, Horticulture, and the Hudson Valley in Antebellum America by Myra B. Young Armstead (New York University Press).


 “In 1793 James F. Brown was born a slave and in 1868 he died a free man. At age 34 he ran away from his native Maryland to pass the remainder of his life in upstate New York's Hudson Valley, where he was employed as a gardener by the wealthy, Dutch-descended Verplanck family on their estate in Fishkill Landing. Two years after his escape, he began a diary that he kept until two years before his death. In Freedom’s Gardener, Myra B. Young Armstead uses seemingly small details from Brown’s diaries—entries about weather, gardening, steamboat schedules, the Verplanck's social life, and other largely domestic matters—to construct a bigger story about the development of national citizenship in the United States in the years predating the Civil War. Brown’s experience of upward mobility demonstrates the power of freedom as a legal state, the cultural meanings attached to free labor using horticulture as a particular example, and the effectiveness of the vibrant political and civic sphere characterizing the free, democratic practices begun in the Revolutionary period and carried into the young nation.  In this first detailed historical study of Brown’s diaries, Armstead thus utilizes Brown’s life to more deeply illuminate the concept of freedom as it developed in the United States in the early national and antebellum years.”

Oggi mangio da … n. 184: Ristorante Antico Porto del Cerrano


“Il Ristorante Antico Porto del Cerrano di Pineto, in provincia di Teramo, svolge l'attività nel campo della ristorazione da oltre trent'anni. Oltre ad un ambiente elegante, confortevole e climatizzato, il nostro locale offre alla propria clientela la possibilità di gustare ottimi piatti piatti tipici locali e specialità di mare. La nostra cucina è infatti specializzata in piatti a base di pesce sia crudo che cotto: si parte con un'ampia scelta di antipasti alla marinara e carpacci per proseguire con primi allo scoglio, anche al nero di seppia. I secondi e i contorni sono sempre alla marinara con una vasta scelta di accostamenti. Per concludere "in dolcezza", il nostro carrello dolci propone squisitezze fatte in casa da non perdere...”
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Il libro del giorno: Padre Pio Parla a Lory di Victor Wichj (Anima Edizioni)



Padre Pio Parla a
Lory


Finalmente, a chi ha conosciuto Padre Pio da Pietrelcina nel corso della sua vita di frate cappuccino, così come a chi, invece, ha semplicemente sentito parlare di lui attraverso testimonianze e canali a volte poco veritieri, viene dato modo di conoscere le sue verità e questo tramite i vari messaggi contenuti in questo libro, canalizzati e fedelmente riportati da Lory. Queste verità, proprio perché elargite da Padre Pio “di suo proprio pugno”, riflettono incontestabilmente la veridicità dei molti episodi che hanno costellato il suo vissuto terreno e che soltanto lui può conoscere perché appartenenti al suo apostolato. A distanza di oltre quattro decenni dalla sua dipartita, Padre Pio ha ritenuto doveroso esporre le sue verità attraverso questo memoriale. Alla maggior parte della gente è noto che nella sua ultima vita terrena egli è stato un frate cappuccino, ma nessuno conosce il suo reale vissuto  e le vere ragioni che lo hanno portato a vivere situazioni di grande dolore e sofferenza. Un giorno egli ebbe a dire che avrebbe fatto più baccano da morto che da vivo. Ebbene, le sue rivelazioni sorprendenti e talvolta sconcertanti contenute in questo libro testimoniano inequivocabilmente la veridicità del suo dire.

Safe House - Nessuno è al sicuro




Ryan Reynolds, Vera Farmiga, Brendan Gleeson e Sam Shepard.
Pagina Facebook:https://www.facebook.com/pages/Safe-House-Nessuno-%C3%A8-al-sicuro/2375920029...
Twitter: http://twitter.com/#!/SafeHouse_IT

La storia è incentrata sulla figura del custode di una casa segreta adoperata dalla C.I.A. per nascondere i testimoni. L'uomo si ritrova a dover aiutare un criminale, Denzel Washington a sfuggire a coloro che vogliono eliminarlo per evitare che parli, dopo che l'abitazione in cui si nascondeva è stata distrutta

Angelo Titonel


“Angelo Titonel, nato a Cornuda (TV), si trasferisce giovanissimo a Milano dove consegue il diploma alla Scuola Superiore d'Arte Applicata all'Industria del Castello Sforzesco. Opera a Milano in qualità di graphic-designer e art director in agenzie internazionali di pubblicità. Lasciata questa attività per dedicarsi totalmente alla pittura, espone per la prima volta nel 1964 a Velbert (Essen) in Germania. Trasferitosi a Roma, negli Anni Settanta è tra i protagonisti più importanti del Realismo «magico» italiano. Nel 1973 espone al Museo Civico di Bologna; nel 1974 al Museo d'Arte Contemporanea di Skopije (Macedonia); nel 1994 al Parlamento Europeo di Strasburgo; nel 2001 al Complesso del Vittoriano a Roma; nel 2005 al Museo Olimpico di Losanna; nel 2010 al Palazzo Pubblico Antichi Magazzini del Sale a Siena. Numerose sono le mostre realizzate in Europa, specialmente in Germania, e negli Stati Uniti (New York). Invitato a Biennali Internazionali e Quadriennali in Italia e all'Estero (Grand Palais, 1990) riceve numerosi premi e riconoscimenti. Ha realizzato per conto del Palazzo del Quirinale i ritratti dei Presidenti della Repubblica e personaggi storici quali: Garibaldi, Mazzini, D'Azeglio e Cavour. Ha inoltre dipinto il quadro ufficiale del Papa Benedetto XVI per il Vaticano, collocato nel Patriarchio-Galleria dei Papi in San Giovanni in Laterano. Su richiesta della Direzione della Galleria degli Uffizi di Firenze, ha realizzato il proprio autoritratto per la Collezione degli Autoritratti degli Artisti della Galleria stessa. Del lavoro di Titonel hanno scritto critici e storici d'arte italiani e stranieri. Nel 1992 si trasferisce a Imola, dove vive e lavora.”. (l’opera riprodotta è di Angelo Titonel)

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In libreria per Chiarelettere L’ITALIA DELLA UNO BIANCA di Giovanni Spinosa. Prefazione di Marco Travaglio


Una storia criminale. No. Politica. Che vale la pena di ricostruire per capire cosa è successo nell’Italia della fine della Prima repubblica. Forse molti ricordano gli eccidi perpetrati dai criminali in divisa della UNO BIANCA, i fratelli Savi, che si susseguirono tra il 1987 e il 1994. Una lunga scia di sangue (82 delitti, 23 morti, centinaia di feriti) e un bottino di quasi due miliardi di lire, una tragedia che sembrava dovesse rimanere avvolta nel mistero. Con questo libro, adesso, possiamo capirne le ragioni. A parlare e ricomporre tutta la vicenda, degna di un film trash (ma il dolore delle famiglie delle vittime è ben reale), è il pm che ha iniziato le indagini sfociate nei processi che hanno visto condannare i colpevoli rinunciando però a chiarire i moventi dei fatti. Concatenati l’uno all’altro, essi portano a una sola verità: l’azione criminale dei FRATELLI SAVI è stata eterodiretta, troppe armi, troppe munizioni, troppo sangue. A volte per un bottino di poche lire. Allora chi li proteggeva e perché? Spinosa documenta le voragini investigative, le bugie, i depistaggi operati dai Savi soprattutto in relazione ai rapporti che essi ebbero con la criminalità organizzata, cioè con la MAFIA catanese, con la CAMORRA cutoliana (che trattò con lo Stato per la liberazione di Ciro Cirillo) e casalese. E ricostruisce i numerosissimi interventi della FALANGE ARMATA, la misteriosa sigla che dal 1990 al 1995 segna ogni strage mafiosa e molti episodi misteriosi di quegli anni. Alla fine i nodi - che i processi non hanno voluto chiarire - vengono al pettine: l’arresto dei Savi è l’atto conclusivo di una STRATEGIA STRAGISTA di destabilizzazione di Cosa nostra e dei suoi referenti che finora nessuno aveva fatto emergere. Ce n’è abbastanza per riaprire un caso chiuso troppo in fretta.
Giovanni Spinosa è presidente del Tribunale di Teramo. In magistratura dall’81, ha diretto le indagini sui sequestri di persona a opera dell’Anonima sarda avvenuti in Emilia Romagna nella seconda metà degli anni Ottanta. In collaborazione con il Tribunale di Palermo, ha svolto le prime indagini sulle associazioni mafiose legate ai corleonesi insediatesi a Bologna e in Romagna a partire dal 1984. Si è inoltre occupato di diverse inchieste sulla ’ndrangheta, sulla stidda, sul doping nel ciclismo e sulla revoca della scorta a Marco Biagi. È stato titolare dell’indagine sui crimini della Uno bianca.

sabato 17 marzo 2012

AMERICAN ELECTRIC POWER


“AEP ranks among the nation's largest generators of electricity, owning nearly 38,000 megawatts of generating capacity in the U.S. AEP also owns the nation's largest electricity transmission system, a nearly 39,000-mile network that includes more 765 kilovolt extra-high voltage transmission lines than all other U.S. transmission systems combined. AEP's transmission system directly or indirectly serves about 10 percent of the electricity demand in the Eastern Interconnection, the interconnected transmission system that covers 38 eastern and central U.S. states and eastern Canada, and approximately 11 percent of the electricity demand in ERCOT, the transmission system that covers much of Texas. AEP's utility units operate as AEP Ohio, AEP Texas, Appalachian Power (in Virginia, West Virginia), AEP Appalachian Power (in Tennessee), Indiana Michigan Power, Kentucky Power, Public Service Company of Oklahoma, and Southwestern Electric Power Company (in Arkansas, Louisiana and east Texas). AEP's headquarters are in Columbus, Ohio.”

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THE EMERGENCY STATE - America’s Pursuit of Absolute Security at All Costs by David C. Unger (The Penguin Press)


“America is trapped in a state of war that has consumed our national life since before Pearl Harbor. Over seven decades and several bloody wars, Democratic and Republican politicians alike have assembled an increasing complicated—and increasingly ineffective—network of security services. Trillions of tax dollars have been diverted from essential domestic needs while the Pentagon created a worldwide web of military bases, inventing new American security interests where none previously existed. Yet this pursuit has not only damaged our democratic institutions and undermined our economic strength—it has fundamentally failed to make us safer. In The Emergency State, senior New York Times journalist David C. Unger reveals the hidden costs of America’s obsessive pursuit of absolute national security, showing how this narrow-minded emphasis on security came to distort our political life. Unger reminds us that in the first 150 years of the American republic the U.S. valued limited military intervention abroad, along with the checks and balances put in place by the founding fathers. Yet American history took a sharp turn during and just after World War II, when we began building a vast and cumbersome complex of national security institutions and beliefs. Originally designed to wage hot war against Germany and cold war against the Soviet Union, our security bureaucracy has become remarkably ineffective at confronting the elusive, non-state sponsored threats we now face. The Emergency State traces a series of missed opportunities—from the end of World War II to the election of Barak Obama—when we could have paused to rethink our defense strategy and didn’t. We have ultimately failed to dismantle our outdated national security state  because both parties are equally responsible for its expansion. While countless books have exposed the damage wrought by George W. Bush's "war on terror," Unger shows it was only the natural culmination of decades of bipartisan emergency state logic—and argues that Obama, along with many previous Democratic presidents, has failed to shift course in any meaningful way. The Emergency State: America’s Pursuit of Absolute Security At All Costs  reveals the depth of folly into which we’ve fallen, as Americans eagerly trade away the country’s greatest strengths for a fleeting illusion of safety. Provocative, insightful, and refreshingly nonpartisan, The Emergency State is the definitive untold story of how America became this vulnerable—and how it can build true security again..”

Oggi mangio da … n. 183: Ristorante Beccaceci


“Il ristorante Beccaceci nasce in un anno indefinito alla fine dell'ottocento. In quel periodo infatti si hanno le prime notizie dell'albergo di Pasquale Beccaceci , situato lungo l'attuale Statale Adriatica, che offriva anche il vitto ad i suoi ospiti. In realtà il vero inizio fu nel 1922 quando Andrea, uno dei figli di Pasquale, sposò Anna Sabatini e , staccandosi dall’attività paterna , aprì il bar ristorante nella piazza della neonata stazione ferroviaria di Giulianova. Il ristorante iniziò a funzionare grazie alla capacità di Anna ai fornelli che resterà in cucina dal 1922 fino al 1992 (non è un refuso) , passando attraverso la seconda guerra mondiale, la morte precoce del marito nel 1942 e le difficoltà del dopoguerra. Dopo la guerra Anna venne affiancata dal figlio Carlo , ci furono alcuni spostamenti di sede , ed iniziò la vera e propria cucina di pesce che attualmente il ristorante propone. Un ulteriore sviluppo si ebbe quando, nel 1955, Carlo Beccaceci sposò Maddalena Mazzaufo , la quale affiancò la suocera in cucina ed è tuttora alla guida del ristorante. Nel 1984 inizia a collaborare Andrea Beccaceci, figlio di Carlo e Maddalena, e dal 1989, alla morte di Carlo, guida insieme alla madre l'attività familiare. Attualmente la cucina è in mano a Maddalena e Simonetta Amatucci , in azienda dal 1987 mentre della gestione globale si occupa Andrea Beccaceci..”

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Il libro del giorno: Superanima Sette di Jane Roberts (Stazione Celeste Edizioni)



Superanima Sette - Le
porte della rinascita Sufficiente


Le Porte della Rinascita, è il secondo romanzo della trilogia di Superanima Sette ed espone in forma narrativa e coinvolgente alcuni dei più profondi insegnamenti di Seth di cui Jane Roberts è stata canale per più di vent'anni. Il romanzo si sviluppa contemporaneamente su due piani differenti: il mondo fisico e materiale con le sue relazioni e contraddizioni, e il mondo metafisico-spirituale con la sua più ampia concezione dell'esistenza e della libertà. In questo secondo libro i lettori ritroveranno Lydia e Josef, due dei personaggi del precedente volume (La Scuola Celeste) e ne conosceranno dei nuovi, come Jeffy-boy e Ram-Ram, e insieme a loro scopriranno gli invisibili intrecci che legano le personalità umane alle proprie scelte. Protagonista indiscusso, rimane Superanima Sette con la sua simpatia, la disponibilità a imparare e auto-correggersi, la sua apertura verso dimensioni e conoscenze che le parole non sono in grado di descrivere, ma che possiamo almeno in parte intravedere e intuire grazie all'esperienza e alle capacità dell'autrice. Questo secondo libro della trilogia è ancora più speciale, più profondo e ricco di informazioni metafisiche che affascinano la mente e rapiscono il cuore, che fanno scoprire e risuonare corde invisibili che forse non si sa di avere dentro di sé. Superanima Sette è ciò che ciascuno di noi è, al di là della sua personalità terrena. A due anni di distanza dall’uscita di Superanima Sette-La Scuola Celeste, Stazione Celeste pubblica il secondo romanzo della Trilogia di Superanima Sette, i cui contenuti si ispirano agli insegnamenti di Seth, un maestro disincarnato che ha trasmesso all’autrice molti insegnamenti di altissimo valore spirituale e metafisico. Questo secondo romanzo, intriso di seducente ironia, ci permette di esplorare proprio quegli aspetti curiosi e inesplicabili della psiche umana che la moderna psicologia non è ancora in grado di collegare a una matrice ultraterrena.

Ermes Ricci


“Ermes Ricci nasce come fotografo professionista nel 1980. Gli inizi coincidono con la sua collaborazione con i periodici sportivi “Il Guerrin Sportivo” e “Moto Sprint”. Il suo lavoro di fotografo sportivo è giocato tutto sulla capacità di fermare istanti irripetibili esaltando il gesto ma è anche specchio della sua passione per le moto in gara e non solo. Ma è dopo il corso di specializzazione sulla fotografia etnica presso l’Università di Miami, Florida, che il suo interesse si volge interamente al reportage inseguendo la bellezza del mondo e della sua gente laddove si manifesta nelle sue forme più intense: la natura selvaggia, la ritualità delle popolazioni indigene dell’Africa e dell’India, i ritmi della quotidianità in Sud America e in Australia. Inizia in questi anni quindi la collaborazione con l’agenzia “Marka” di Milano. La sua passione per la vita in tutte le sue forme lo porta, nel 1995, nella Sarajevo assediata, partecipando con l’associazione “il Ponte” e con Carlo Lucarelli, Roberto Mantovani e Roberto Roversi ad un progetto di aiuti alla popolazione vittima della guerra. Le foto di quell’esperienza serviranno poi a testimoniare e a sensibilizzare il pubblico delle sue mostre in progetti di raccolta fondi per Sarajevo. Il suo obiettivo è sempre aperto anche su mondi locali e tradizionali: le sagre paesane e le feste popolari in Italia e in Europa, i ritratti di persone semplici che diventano i personaggi straordinari che da sempre popolano la provincia italiana. Ermes viaggia molto ma allo stesso tempo costruisce rapporti e collaborazioni, nel 2000 infatti è tra i fondatori del “Gruppo Polaser”, singolare gruppo di fotografi e artisti italiani che, attraverso la manipolazione e l’intervento sulle foto istantanee (Polaroid) ne esaltano la possibilità come strumento dell’arte contemporanea: immagini impure, mischiate a segni e grafie, rapidità di esecuzione e di riproduzione in un rapporto immediato arte/vita.
   Fa parte del gruppo Imola FotoClub, nell’intento di condividere la passione per il suo lavoro, anche a supporto dei giovani fotografi, promuovendone l’attività.
   Nel tempo, la fotografia non sarà più il suo esclusivo mezzo espressivo, la curiosità e la capacità di rapportarsi ad altri mezzi e materie lo vedono ora impegnato al lavoro artistico in ceramica, pittura e scultura. ”. (l’opera riprodotta è di Ermes Ricci)

QUI



"Quello che non ti aspetti" (Libellula Edizioni) di Claudia Simonetti


Una lucida fotografia della condizione dei trentenni di oggi vista attraverso gli occhi di Giorgia; una storia nitida, travolgente, che scorre e suona nella testa come un tamburo, fino ad esplodere. Un libro consigliato a chi non ne può più di sdolcinate storie d’amore o di vedere descritta la propria gioventù con la lente sfocata del pessimismo.
Giorgia 31 anni, giornalista free-lance della rivista Gossip & co. è una ragazza dinamica e solare che vive con i suoi genitori a Roma. La sua vita si alterna tra la speranza di una promozione sul lavoro, le confidenze con l’amica del cuore Marta, le lezioni di pugilato in palestra dove conosce Vittoria, la sua istruttrice nonché nuova confidente e la ricerca del grande amore. Carriera o vita privata? Lealtà o arrivismo? Amicizia o egoismo? La vita di una giovane donna in cerca di se stessa nella Roma di oggi, tra sogni di indipendenza, desiderio di affermarsi e la voglia di riuscire ad essere finalmente, meritatamente, felice e contenta.

L’autrice - Claudia Simonetti nasce a Ostia Lido nel 1981, figlia di mamma Renata maestra della scuola elementare e papà Franco autista del trasporto pubblico; sorella minore di Barbara e Alessandro. Dopo il liceo scientifico, studia Scienze della comunicazione sognando di lavorare nel dietro le quinte in tv e ci riesce nel 2004 quando atterra a Madrid, direttamente a Telecinco. Tornata in Italia prosegue la sua carriera professionale in varie produzioni televisive a livello nazionale; nel frattempo coltiva la sua passione per lo sport, sostenendo una nuova disciplina del pugilato, la Boxe in Action, tra gli elementi che hanno contribuito alla stesura del suo libro. In procinto di laurearsi per la seconda volta, in Scienze della Formazione primaria, continua la sua avventura professionale in tv, accrescendo contemporaneamente il suo interesse sportivo, tanto da arrivare ad insegnare la disciplina praticata per tanti anni. L’entusiasmo con cui affronta la vita è lo stesso spirito con cui spera venga accolto il suo primo esilarante romanzo.

Informazioni, acquisti, ufficio stampa:

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http://www.libellulaedizioni.com/2012/03/quello-che-non-ti-aspetti/
http://www.ibs.it/code/9788896818954/simonetti-claudia/quello-che-non.html

Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore, di Angelo Mellone (Irradiazioni). I maledetti. Van Gogh, Nietzsche, Rolling stones e altre vite verso l’inferno, a cura di Camillo Langone, AA. VV. ( Vallecchi). Intervento di Nunzio Festa

Le sorprese che mi riserva il mio amico Andrea Di Consoli mi stupiscono ogni volte e ogni volta mi soddisfano. Successe qualche tempo fa, quando per esempio seppi dell'antologia curata da Camillo Langone per Vallecchi, "I maledetti", opera che mai avrei desiderato (per dirvi solamente una cosa: all'interno è persino stipato un saggio di Marcello Veneziani - insignificante e pacchiano come tante altri suoi scritti) se non fosse stato che il volume contenesse un saggio - meticoloso e appassionato come al solito - proprio d'Andrea. Un'antologia, dunque, impreziosita dall'articolo firmato Di Consoli ma non solamente da quello, e tra gli elementi interessanti sono disposto a elencare, e non per mero dovere, la prefazione targata Scaraffia Giuseppe. Un testo, in sostanza, che aggiorna le visioni di Caravaggio, Cagliostro, Paganini, Nietzche, Verlaine, van Gogh, Rimbaud, Wilde, Crowley, Campana, La Rochelle, Céline, Evola, Kinski, Gainsbourg, Ciampi, Matzneff, Stones, Best, T. van Gogh. Molto interessante, specie per chi ama alcune scritture acide e coltissime (Gurrado, Tedoldi, Lenzi). Questa la premessa, per dire. Dato che poco tempo fa sul Quotidiano delle nostre collaborazioni leggevo l'anticipazione della prefazione d'Andrea Di Consoli al poema di Angelo Mellone, autore tra l'altro che non conoscevo ancora, "Addio al sud" edito dalla bimba romana Irradiazioni. In un passaggio necessario della nota, d'altronde, Di Consoli diceva che: "come ogni morto è la morte, ogni meridionale è il Meridione". Tesi in un certo senso ripresa successivamenta da Giuseppe Galasso sul Corriere del Mezzogiorno, dove il saggista pugliese ha proposto quanto "la sorpresa maggiore é (...) la sicurezza della linea, per così dire, ideologica, di questo testo e che lo fa inserire nel solco della migliore tradizione meridionalistica". E nonostante non sia del tutto convinto del principio di Galasso, devo ammettere comunque che almeno il tormento ideologico di Mellone l'ho respirato fin dal cominciamento della lettura. Un poema che m'ha ricordato il Corso meno surreale e che ho apprezzato maggiormente dove il poeta "nazionalista" sparava contro i benpensanti. O, anzi soprattutto, eppur di questo dovrei aver persino paura, ammetto da appassionato e amante del "pensiero meridiano" e della "decrescita" obbligatoria per intenderci, il poeta sputa in faccia ai radical chic che imperversano sulla scena pubblicata non solo italiota. E seppure ami la musicalità, i suoni della parola, il fermento dell'"oratoria" civile di Mellone, che al contrario mio ha il coraggio d'apprezzare l'italianità delle squadracce 'fascio-futuriste' e omaggiare persino i soliti forti e devoti del fascio di Salò, arriva nelle mie orecchie con tutta la sua carica persino dotata di voglia di nostalgia. Non mi fa rendere plausi alla poesia di Mellone, di certo, l'escamotage del Pasolini che potrebbe essere oggi regista nei paesi del Meridione perennemente bastonato e sconfitto, eppure approvo incodizionatamente le immagini del Mezzogiorno che Angelo Mellone, da anni emigrato nella Capitale, è costretto a restituirci. Quelle del Sud che ci fa stare in tensione tutte le volte che qui stiamo o da qui partiamo. Tra la Taranto della diossina fertile e la Lucania delle Piccole Dolomiti magnifiche capaci d'annunciare il cadavere d'Elisa Claps sotterrato nell'alto della più blasonata chiesa potentina. Brigantaggio permettendo, piemontesizzazione permettendo, ché fra l'altro Mellone si dice 'anti-briganti', i pugni al suolo che Mellone offre rimbombano nelle mie orecchie e danno tutto l'odio e l'amore che ci sono. 

Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore, di Angelo Mellone, prefazione di Andrea Di Consoli, Irradiazioni (Roma, 2012), pag. 84, euro 8.00; I maledetti. Van Gogh, Nietzsche, Rolling stones e altre vite verso l’inferno, a cura di Camillo Langone, AA. VV., prefazione di Giuseppe Scaraffia, Vallecchi (Firenze, 2010), pag. 188, euro 17.00.


venerdì 16 marzo 2012

CARRY THE ONE by Carol Anshaw (Simon and Schuster)


“Carry the One begins in the hours following Carmen’s wedding reception, when a car filled with stoned, drunk, and sleepy guests accidentally hits and kills a girl on a dark country road. For the next twenty-five years, those involved, including Carmen and her brother and sister, craft their lives in response to this single tragic moment. As one character says, “When you add us up, you always have to carry the one.” Through friendships and love affairs; marriage and divorce; parenthood, holidays, and the modest calamities and triumphs of ordinary days, Carry the One shows how one life affects another and how those who thrive and those who self-destruct are closer to each other than we’d expect. As they seek redemption through addiction, social justice, and art, Anshaw’s characters reflect our deepest pain and longings, our joys, and our transcendent moments of understanding. This wise, wry, and erotically charged novel derives its power and appeal from the author’s exquisite use of language; her sympathy for her recognizable, very flawed characters; and her persuasive belief in the transforming forces of time and love.”

Oggi mangio da … n. 182: Ristorante Il Casale


“In una piccola oasi immersa nel verde è situato un vecchio casale dove poter ritrovare l' armonia dei sensi. Il giardino pittoresco che circonda la sua sala elegante e accogliente vi garantiranno una sosta indimenticabile. Completamente a vostro agio, potrete gustare gli autentici sapori della tradizione abruzzese.”




Il libro del giorno: Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia di Mauro Biglino (Uno editori)



Il Libro che Cambierà
per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia - Nuova Edizione Da non
perdere


Il libro affronta una serie di passi dell’Antico Testamento offrendone il vero significato così come si presenta nelle traduzioni letterali: la creazione aliena dell’uomo; la verità sui dieci comandamenti; le visioni degli UFO da parte dei profeti così come loro stessi le hanno raccontate; il brano in cui l’Antico Testamento afferma in modo sconcertante che Dio muore come tutti gli uomini; le figure degli angeli spogliate di tutto ciò che su di loro è stato inventato nei secoli; la probabile fonte di ispirazione del Vangelo di Giovanni… Il tutto con il testo ebraico e la traduzione letterale chiaramente riportata parola per parola con un sistema incredibilmente semplice, comprensibile per ogni tipo di lettore. Perché questo titolo? Perché le traduzioni letterali dell'ebraico antico fanno scoprire ciò che non tutti sanno.

la Bibbia dice chiaramente che Dio muore come tutti gli uomini
la Bibbia ci spiega che siamo stati formati con HDNA dei nostri creatori
la Bibbia ci racconta che i nostri creatori viaggiavano su macchine volanti
la Bibbia cita un rapporto diretto tra gli UFO e Sumer, la terra dei guardiani delle macchine volanti
la Gloria di Dio era in realtà... un UFO
la Bibbia conosceva i giganti e diceva dove trovarne le testimonianze gli angeli anticotestamentari intesi come creature spirituali non esistono i Dieci comandamenti scritti sulla pietra non sono quelli che ci sono stati raccontati
l'Evangelista Giovanni ha tratto le sue dottrine mistiche dalla letteratura ellenistica del suo tempo
e molto altro, come il fatto che la Chiesa ammette che l'Antico Testamento conosceva gli alieni...
Per questo, ciò che credevamo di sapere della Bibbia non potrà più essere come prima...

Stefano Pasquini


“Stefano W. Pasquini (Bologna, 1969) è artista, curatore e scrittore. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1991 e immediatamente ha lasciato l’Italia per Dublino. Ha poi vissuto a Londra per sette anni e a New York per due, lavorando anche come PA per il critico d’arte Robert C. Morgan e come Guest Editor del mensile New York Arts. Ora è di nuovo a Bologna, dove vive e lavora. E’ stato per due anni curatore del Sesto Senso, spazio alternativo di Bologna, e Art Editor del trimestrale Collezioni Edge. È stato Art Director di “Work – Art in Progress”, rivista della Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento, dal 2001 al 2008. E’ Contributing Editor del mensile New York Arts Magazine, fotografo freelance, curatore indipendente, nonché lomografo membro della International Lomography Society. Scrive d’arte su Collezioni Sport & Street, Luxos Style ed altre testate. Dal 1988 ha partecipato a mostre collettive in gallerie tra cui la Collective Gallery (Edinburgo), 30 Underwood Street (Londra), Trasmission (Glasgow), la National Portrait Gallery (Londra), Casco (Utrecht), ICA (Londra), Art in General (New York), Star67 (Brooklyn), Neon (Bologna), ONI (Boston), Alphadelta (Atene) e mostre personali alla Bond Gallery (Birmingham), Sesto Senso, Graffio, Villa Serena (Bologna), 42Contemporaneo, PaggeriArte (Modena) e MelePere (Verona). E’ autore di “Accidental//Coincidental”, Newhouse, New York, 2008, editore del magazine “Obsolete Shit” e direttore del podcast “Why the Fuck not Ppodcast”. (l’opera riprodotta è di Stefano W. Pasquini)



Oltre il Segno di Rosanna Basso (Lupo editore) per Marzo d’Autrice il 18 marzo a Lecce


Per la rassegna MARZO D’AUTRICE (Rassegna culturale di incontri letterari della Consigliera Provinciale di Parità) domenica 18 marzo ore 18,30 presso San Francesco della Scarpa a Lecce ci sarà l’incontro di presentazione del libro “OLTRE IL SEGNO, Donne e scritture nel Salento (sec. XV-XX) di Rosanna Basso (Lupo Editore) a cura dell’Associazione SOROPTIMIST di Lecce alla presenza di ROSSELLA MARTINI, ANTONIO FACCHINI, ANTONIO CASSIANO.
Il volume propone il nesso donne e scritture nel Salento in una prospettiva di lungo periodo, ma è lungi dal volersi e dal proporsi come antologia di profili biografici o come silloge di documenti poco noti o del tutto sconosciuti. Le "donne" e le "scritture" sono coniugate insieme per raccontare altro; anzi, un "oltre". Oltre il segno, recita il titolo.

[...] attraverso l'attenzione prestata ad un gran numero di soggettività, nate e/o fortemente intersecate con la terra salentina, e ad una grande quantità di testi diversi, si vuole superare il valore, pure importante delle singole voci e dei singoli frammenti, per riuscire ad intrecciare questi lembi in una doppia narrazione: una inedita storia della presenza femminile nel Salento nel corso del tempo e un Salento raccontato in una prospettiva inusuale e, forse, inattesa.(dall'Introduzione)

Rosanna Basso è Professore Associato di Storia Contempora nea presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell'Università del Salento. È interessata allo studio della società meridionale nei secoli XIX-XX ed ha sviluppato, nell'ottica della storia sociale e dei gender studies, ricerche sulle povertà urbane nell'Ottocento, sull'alfabetismo e sull'istruzione popolare, sulle maestre, sulla produzione editoriale femminile. È responsabile del progetto Archivio della scrittura femminile salentina a cui si raccordano varie iniziative di ricerca e di divulgazione scientifica: edizione di studi e documenti, collezione digitale di testi (www.salentofemminile.unisalento.it), mostre storico-documentarie.

Ha pubblicato tra l'altro: Stili di emancipazione (Lecce, Argo, 1999); Donne in provincia (Milano, FrancoAngeli, 2000); Il Filo d'Arianna (Lecce, Milella, 2003); Introduzione e cura del fascicolo monografico di «Studi salentini», Donne e giornali. La rappresentazione del femminile nelle pagine di alcuni periodici salentini (1884-1943) (2009).

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