Quattrocento anni fa, un’intelligenza superiore manifestatasi in forma di
esseri angelici venne a cercare l’uomo più intelligente del pianeta e trovò
John Dee, Astrologo Reale della Regina Elisabetta e capo dei servizi segreti,
al quale fornì degli strumenti specifici per guidare l’umanità nel momento in
cui sarebbe stata più bisognosa di aiuto. Per sopravvivere all’imminente
stagione apocalittica sincronizzata dalla precessione degli equinozi, gli
angeli sapevano che l’umanità avrebbe dovuto operare un cambiamento di
coscienza e introdussero uno schema di linguaggio geometrico basato sulla
simmetria e codificato nel DNA, capace di produrre una rapida espansione della
coscienza e un accrescimento della conoscenza simbolica. Il risultato di questo
cambiamento di consapevolezza avrebbe portato al passaggio da una coscienza di
primate locale a una coscienza non-locale, universale, parte di una realtà
molto più vasta, che sembra basarsi su ciò che ora chiamiamo fisica del plasma.
Solo adesso siamo in grado di comprendere il vero significato di questo dono
prezioso ricevuto 400 anni fa: si tratta di un potente sistema di conoscenza,
che è al contempo “mezzo e messaggio” e funge da gommone di salvataggio o
sistema radio di sopravvivenza per portare l’umanità a risuonare con la
benevolenza della Mente Universale. Lo storico accademico Vincent Bridges,
diventato famoso come esperto di Nostradamus, ha passato tutta una vita a
ricercare e studiare questa insolita forma di comunicazione. La Rivelazione Ofenica
non solo considera le trasmissioni angeliche di John Dee molto più di una
semplice curiosità, ma esplora il sistema ofenico del dottor Dee partendo da
punti di vista multipli. Vincent Bridges e i suoi colleghi ricercatori usano le
discipline di storia e scienza (includendo fisica e biologia) unite all’arte e
alla geometria sacra per esplorare le inaspettate profondità di significato che
stanno dietro alle interconnessioni storiche dell’umanità con questa forma
superiore di intelligenza. "In queste antiche ‘chiamate angeliche’ sono
innestati gli ingredienti di simmetria della vita stessa … Mostrandoci gli
elementi angolari o di simmetria per innestare la nostra aura nei campi
plasmici stellari, gli esseri angelici ci indicano come fondere i nostri corpi
nei loro… La teoria delle stringhe, dei tunnel gravitazionali e dei vortici
nella fisica del plasma del campo quantico suggeriscono una conclusione
unificante: la fisica è composta unicamente da tornado di ‘plasma’ universale,
e se qualcosa come la simmetria ofenica è in grado di guidarli, avrebbe il
potere di pilotare e dirigere tutto in fisica! Ora che il plasma del sole
potrebbe “tostare” il nostro piccolo e fragile pianeta, sembra essere il
momento giusto per imparare a comunicare con quel tornado."
(Dall’introduzione di Dan Winter).
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lunedì 19 marzo 2012
MASSIMO FESTI. Intervento di Stefano Elena
“La Venere
Vincitrice e l’ Eva Futura di Villiers de l’Isle-Adam.
“…apparve allora in grandezza naturale la luminosa e trasparente immagine di
una giovane donna, statua carnale della Venus Victrix veramente perfetta, se
mai ne palpitò una su questa terra di illusioni. Massimo Festi, invece, la sua
Eva futura composta e costruita la chiama “Gothic Lolita”, “Geisha”, “Heroin”,
“Curiosa” o, solo, “Una di noi”. La chiama come oggi la donna è voluta e vista,
appiccicata a pezzi di pvc che aderiscono dopo aver soffocato, immobile in
sensualità vestite di seta perché chi si trovi a guardare possa godere,
precocemente, senza chiederlo e magari ancor prima di volerlo. Sono subwomen,
quelle di Festi: femmine sotto, sistematiche come nelle cabine da peep show
dove si vede ma non si tocca o come nelle pagine fresche di autrici che
sbancano raccontando di quando hanno scopato la prima volta, per arrivare
all’ultima. Che abbiano un volto, che possano averlo, rappresenta un dato
facoltativo e secondario, al punto da tenerlo nascosto dietro maschere che travestono
la preferenza all’anonimato da esigenza eccitante spronata di continuo a
rendere confessioni dannate. Ci osservano, le belle e un pò crudeli bambole
imbambolate che fanno del corpo proprio un corpo qualsiasi, seriale e standard
come a VOLER essere riprodotto dalla pittura mediale – da un gesto che si
avventura tra le commistioni rumorose e viziose dei vicoli interminabili dei
mass-media – le cui pennellate decise dal mouse attaccato alla mano (di Festi)
compongono quadri nati nel monitor. Ed ecco sbucarne immagini gracchianti,
disturbate per sembrare proibite o segnate dal tempo impiegato per
raggiungerle, ottenerle, consumarle, andando loro incontro nell’impervio
territorio dell’idoneità estetica e dell’esotismo multirazziale che porta a
provare. L’andreide di Festi parla poco e non consuma, sa guardarci, non si
agita e non sorride. Fulcro della più recente questione donna, sintetizza le
apparizioni nascoste e fascinosamente torbide di volti prelevati e voluti,
perfetti quanto il desiderio, tanto da chiedersi “…se le nostre divinità, le
nostre speranze, sono ormai soltanto scientifiche, perché non possono divenire
tali anche i nostri amori?”.
Stefano Elena (dal catalogo della mostra "FUORIGIOCO", SP Systema Roma 2006)”. (l’opera riprodotta è di Massimo Festi)
QUI
Gilberto Isella, Mappe in controluce (Book Editore). Intervento di Adele Desideri
Gilberto Isella, critico sottile e pungente, in questa raccolta di poesie si
dimostra artista capace di coniugare l’armonia, il ritmo dei classici greci e
latini a un linguaggio assolutamente metaforico, ricco di profetici neologismi,
di parabole dal sapore futuristico, di assonanze - e dissonanze - spettacolari.
Mappe in controluce è dedicato a Saturno, il dio esiodeo che mangia i propri
figli, e che, quindi, crea e annienta. Eppure Saturno non è il protagonista del
libro: ne è solo il motivo ispiratore. Primo attore, infatti, è il pianeta
globalizzato: una sorta di Torre di Babele costruita con i precari materiali
dell’individualismo, del relativismo valoriale, della standardizzazione
tecnologica. Vincenzo Guarracino, altro valido poeta e critico letterario,
nella prefazione al volume di Isella sceglie il seguente incipit: “Un
protagonista (o un colpevole) c’è sempre. Anche qui, non diversamente da ogni altra
cosa o situazione dell’essere e della vita”.
Ebbene, il colpevole, in Mappe in controluce coincide con il
protagonista: è l’uomo, il colpevole. L’uomo che adora false divinità, l’uomo
che si inchina, per poi programmarne la distruzione, al “Dio-pianeta saturo,
saturo per esaurimento./”. Isella propone immagini apocalittiche, drammatiche
visioni nelle quali i “dispersi”, i sopravvissuti, cercano vie d’uscita
comunque occluse: “occhio per occhio spettro per spettro/ o re di bastoni per
re di denaro/ lo sguardo scoronato inzuppa il vetro/ su lui fa schermo un altro
sguardo amaro// (…)/ col chiodo inverso ogni chiodo è compatibile/ rete di
cloni in un solo reliquiario//”. La sua scrittura - permeata da un’acuta
tensione etica - sussulta nelle frequenti sincopi ironico-satiriche e si
protende verso una ricerca metafisica ansiosa e malinconica: “Forse continua a
vegliare su di noi, i melanconici./ Forse la sua ombra cammina con ostinazione
intorno ai mortali,/”. “In controluce” Isella studia “la mappa” che illustra il
sentiero della salvezza: tuttavia, la prima è oscura e il secondo
irrintracciabile. L’esito non è felice: ciò che resta è una paradossale,
mortifera, confusione. I miti antichi, e quelli biblici in particolare - da cui
Isella attinge copiosamente – sono, d’altronde, codici di lettura fecondi, e
l’autore vi si rivolge, nella speranza che qualcuno ancora sappia ascoltarli e,
soprattutto, interpretarli: “vela d’orbace issata sul pontile/ vibra col sangue
di Caino molesto/ dal dì che ignara un’ampolla si ruppe/ e l’acre fluido si
sparse su Abele//”. L’informe moltitudine contemporanea, però, è stordita dagli
effimeri stimoli consumistici della “società liquida”; non sente e non vede.
Non ha quiete, né più verbo: “continua tu nel quadro a strisce e spettri a
rigirare/ la larva appesa al chiodo di una diva senza età// o per spazi
d’insonnia le veline a sparpagliare/ ronzanti sul miele ambiguo della tua
identità// prova a ricuperarle nel miracolo di un volo/ plana sul telecomando,
chiedi che tempo fa//”. I poeti e gli artisti, invece, scrutano negli abissi
inconsci dell’umanità, per ritrovarvi l’archetipo che allude e turba, l’oracolo
che indica l’impervio cammino, il sogno che illumina la realtà quotidiana. La
strada, insomma, di un’autentica libertà: “sole nero che il poeta ricalca/ sul
cielo impassibile del canto/ povero dire o dir quasi niente/ meglio allora in
soli tizzi umani/ sillabare basso il cuore infranto//”. Il miraggio, l’oasi
refrigerante, si incarna - per Isella - in una semplice, curiosa, domanda, per
ora priva di risposta: “ma che farà ma che farà mai Orfeo?//”.
(Recensione Pubblicata ne Il Quotidiano della Calabria, rubrica Libri e
letture, 24 ottobre 2011, pag. 25)
domenica 18 marzo 2012
BAKER HUGHES
“Baker Hughes Incorporated
(NYSE: BHI) creates value from oil and gas reservoirs with high-performance
drilling, evaluation, completions and production technology and services,
integrated operations and reservoir consulting. Our solutions are designed to lower
costs, reduce risk or improve productivity for the global oil and gas industry.
Baker Hughes was formed in 1987 with the merger of Baker International and
Hughes Tool Company—both founded over 100 years ago when R.C. Baker and Howard
Hughes, Sr. conceived ground-breaking inventions that revolutionized the
fledgling petroleum era. Since those earliest advancements, we’ve never stopped
searching for solutions to conquer the next frontier.
Regions and Geomarkets - At
Baker Hughes, collaboration is at the heart of our business. With 57,000-plus
employees in more than 80 countries, our local geomarket teams work side by
side with customers to engineer reliable, application-specific products and
services—whether the application is deep water, unconventional hydrocarbons or
production and water management.
Our nine regional and 19
geomarket management teams work to understand customer needs and coordinate
delivery of individual products or comprehensive service solutions that include
the right Baker Hughes technologies for the project. The Baker Hughes regions
are: U.S. Land, Gulf of Mexico, Canada, Latin America, Europe, Africa, Russia and Caspian, Middle
East and Asia Pacific.
Differential Performance - At
Baker Hughes we offer customers differential performance in three key areas: Dedicated
local teams collaborating with clients to find the right solution for each
project. Access to the right experts, the right technology and the right data
at the right time to maximize the value of every asset. A lifecycle management
focus on reliability that drives continuous improvement in all areas of our
customers’ operations
Technology - Local Baker
Hughes teams are supported by global technology centers of excellence, where
scientists push the boundaries of value-adding technology to find solutions for
progressively more complex technical challenges. Baker Hughes consistently
invests a greater percentage of revenue in research and engineering than its
oilfield services peer group. Since 2001 we have doubled our annual investment
in research and engineering, which totaled approximately $400 million in 2009.
Our technology program is two-tiered:
Short-term applied
engineering to drive next-generation products and services
Long-term critical research
to develop game-changing technology
At dedicated innovation
centers, which are outfitted with state-of-the-art laboratories, prototype
equipment and testing facilities, scientists conduct both applied and
game-changing critical research. At our recently opened regional technology
center in Dhahran, Saudi Arabia, we collaborate with
customers as well as local universities to jointly develop technology for
specific regional needs. Another regional technology center is set to open this
year in Rio de Janeiro, Brazil. And engineers and
scientists at our product centers work on next-generation products and services
for drilling and evaluation, completions and production, and fluids and
chemicals.
Product Line Expertise - Baker
Hughes’ global operations are backed by three business segments covering nine
product line groups that develop, manufacture and support industry-leading
technologies.
Drilling, Evaluation and
Fluids - Baker Hughes is the leader in tricone and PDC drill bit,
ream-while-drilling and casing drilling technology. Our application and design
engineers work with customers to provide the best drill bit for the application
to continuously improve drilling performance. We offer directional drilling and
formation evaluation expertise through a worldwide service organization.
Real-time drilling and evaluation services help oil companies drill more
efficiently, evaluate geologic formations and place wells in productive zones
within the reservoir. Important technologies include automated rotary steerable
directional drilling systems, high-performance drilling motors and integrated
logging-while- drilling assemblies. Our Reservoir Navigation Services optimize
wellbore placement through the combination of reservoir modeling, the
industry’s most comprehensive real-time drilling evaluation toolkit and 3D/4D
visualization software with interpretation experts. The service is designed to
optimize production and increase overall asset recovery by reducing uncertainty
during drilling and delivering maximum reservoir contact in the targeted zone. The
Baker Hughes formation evaluation group provides a complete range of wireline
logging services for every environment, including advanced formation
evaluation, production and reservoir engineering, petrophysical and geophysical
data acquisition services. Wireline services also include perforating and
completion technologies, pipe recovery and processing and analysis of open and
cased hole data. Our drilling and evaluation business segment service offerings
include data communications, data management and expert centers to improve
drilling operations and enhance formation evaluation in real time. Baker Hughes
drilling fluids systems and services help optimize drilling and completion
processes to maximize hydrocarbon production and manage drilling waste. Leading
technologies include environmentally compliant water-based and synthetic-based
mud systems and remediation fluids that can restore productivity from damaged
wells.
Completions, Production and
Chemicals - Baker Hughes provides completions, intelligent production and
intervention solutions that help manage costs and reduce risk while maximizing
recovery. We offer a comprehensive line of completion systems, which optimize
performance and safety from the reservoir to the surface. Production
optimization services include permanent monitoring, chemical automation, and
intelligent production systems. Wellbore intervention solutions address issues
ranging from temporary well abandonment and fishing to casing exits, wellbore
cleaning, and isolation, remediation and stimulation operations. Our artificial
lift product line provides electrical submersible pumping (ESP) systems and
progressing cavity pumping (PCP) systems, as well as specific engineering,
project management and well monitoring services. Baker Hughes ESP systems can
operate in harsh downhole environments that include high gas-to-oil ratio
production, heavy oil, high temperatures and abrasive-laden fluids. New systems
also address the needs of coalbed methane, gas well de-watering, steam assisted
gravity drainage (SAGD) projects and subsea production.
Baker Petrolite, a Baker
Hughes company, provides chemical technology solutions for hydrocarbon
production, transportation and processing, and also delivers pipeline integrity
services. Baker Petrolite is a leader in oil/water separation technology and in
solutions to control corrosion, deposition, bacteria and hydrogen sulfide in
producing wells and production facilities. To serve refinery and petrochemical
customers, Baker Petrolite provides chemicals and technical support to enhance
plant processes, improve productivity, manage water treatment and resolve
environmental issues.
Pressure Pumping - Baker
Hughes is a leading provider of field development and production enhancement
services, including well stimulation, cementing, sand control, coiled tubing,
completion tools and fluids, downhole tools, and casing and tubular running
services for new oil and natural gas wells and in remedial work on existing
wells. Production enhancement solutions, such as engineered operations in
formation damage removal, fracture stimulation and water conformance
engineering, maximize productivity and reserve recovery. Expert shale
fracturing services and mature field rejuvenation suit the most challenging
economic, technical and environmental goals.
Reservoir Development
Services - Baker Hughes boasts one of the strongest and best-known reservoir
technology and consulting teams in the oil industry. The company initially
expanded its reservoir capabilities with the acquisition of international
advisory firm Gaffney, Cline & Associates (GCA) and geomechanics software
and training consultants GeoMechanics International in 2008. In 2009, Baker
Hughes further grew its reservoir capabilities with the acquisition of two
subsurface and wells consultancies, Helix RDS and Epic Consulting.
These four leading
consultancies form the bedrock of Baker Hughes’ Reservoir Development Services
(RDS) business segment. The combination of these strong individual
organizations into a world-class reservoir consultancy service positions Baker
Hughes as a top-tier partner for oil companies throughout the asset life cycle,
from the earliest phases of project development through enhanced oil recovery. For
over 45 years, customers around the world have trusted Gaffney, Cline &
Associates (GCA) for strategic advice on how to maximize reservoir productivity
for the highest commercial results. The GCA group is an unparalleled
independent consultant for operators whose focus is reservoir engineering,
exploration, field development, drilling and production, or pipeline, refining
and LNG projects. Geomechanics modeling offers practical methods of reducing
exploration risk, saving nonproductive time and increasing production and
recoverable reserves over the life of the reservoir. Baker Hughes’ GeoMechanics
International (GMI) pairs more than 20 years of research with over 13 years of
practical field experience to deliver consulting, training and proprietary
software services. Baker RDS provides consulting services ranging from
reservoir engineering to production technology. Since 1994, Baker RDS has
conducted projects targeted at asset evaluation, formation evaluation,
production chemistry, reservoir performance and software engineering. Global
simulation studies and reservoir characterization and geostatistics projects
are the focus of Baker Hughes’ Epic Consulting Services team. Versed in the
latest simulation, geological modeling and integrated reservoir modeling
software and analysis techniques, the Epic team advises customers on all
aspects of challenges related to petroleum engineering and reservoir
simulation.”
FREEDOM’S GARDENER - James F. Brown, Horticulture, and the Hudson Valley in Antebellum America by Myra B. Young Armstead (New York University Press).
“In 1793 James F. Brown was
born a slave and in 1868 he died a free man. At age 34 he ran away from his
native Maryland to pass the remainder of his
life in upstate New York's Hudson Valley,
where he was employed as a gardener by the wealthy, Dutch-descended Verplanck
family on their estate in Fishkill Landing. Two years after his escape, he
began a diary that he kept until two years before his death. In Freedom’s
Gardener, Myra B. Young Armstead uses seemingly small details from Brown’s
diaries—entries about weather, gardening, steamboat schedules, the Verplanck's
social life, and other largely domestic matters—to construct a bigger story
about the development of national citizenship in the United States in the years
predating the Civil War. Brown’s experience of upward mobility demonstrates the
power of freedom as a legal state, the cultural meanings attached to free labor
using horticulture as a particular example, and the effectiveness of the
vibrant political and civic sphere characterizing the free, democratic
practices begun in the Revolutionary period and carried into the young
nation. In this first detailed
historical study of Brown’s diaries, Armstead thus utilizes Brown’s life to
more deeply illuminate the concept of freedom as it developed in the United States
in the early national and antebellum years.”
Oggi mangio da … n. 184: Ristorante Antico Porto del Cerrano
“Il Ristorante Antico Porto del Cerrano di Pineto, in provincia di Teramo, svolge l'attività nel campo della ristorazione da oltre trent'anni. Oltre ad un ambiente elegante, confortevole e climatizzato, il nostro locale offre alla propria clientela la possibilità di gustare ottimi piatti piatti tipici locali e specialità di mare. La nostra cucina è infatti specializzata in piatti a base di pesce sia crudo che cotto: si parte con un'ampia scelta di antipasti alla marinara e carpacci per proseguire con primi allo scoglio, anche al nero di seppia. I secondi e i contorni sono sempre alla marinara con una vasta scelta di accostamenti. Per concludere "in dolcezza", il nostro carrello dolci propone squisitezze fatte in casa da non perdere...”
QUI
Il libro del giorno: Padre Pio Parla a Lory di Victor Wichj (Anima Edizioni)
Finalmente, a chi ha conosciuto Padre Pio da Pietrelcina nel corso della sua
vita di frate cappuccino, così come a chi, invece, ha semplicemente sentito
parlare di lui attraverso testimonianze e canali a volte poco veritieri, viene
dato modo di conoscere le sue verità e questo tramite i vari messaggi contenuti
in questo libro, canalizzati e fedelmente riportati da Lory. Queste verità,
proprio perché elargite da Padre Pio “di suo proprio pugno”, riflettono
incontestabilmente la veridicità dei molti episodi che hanno costellato il suo
vissuto terreno e che soltanto lui può conoscere perché appartenenti al suo
apostolato. A distanza di oltre quattro decenni dalla sua dipartita, Padre Pio
ha ritenuto doveroso esporre le sue verità attraverso questo memoriale. Alla
maggior parte della gente è noto che nella sua ultima vita terrena egli è stato
un frate cappuccino, ma nessuno conosce il suo reale vissuto e le vere ragioni che lo hanno portato a
vivere situazioni di grande dolore e sofferenza. Un giorno egli ebbe a dire che
avrebbe fatto più baccano da morto che da vivo. Ebbene, le sue rivelazioni
sorprendenti e talvolta sconcertanti contenute in questo libro testimoniano
inequivocabilmente la veridicità del suo dire.
Safe House - Nessuno è al sicuro
Ryan Reynolds, Vera Farmiga, Brendan Gleeson e Sam Shepard.
Pagina Facebook:https://www.facebook.com/pages/Safe-House-Nessuno-%C3%A8-al-sicuro/2375920029...
Twitter: http://twitter.com/#!/SafeHouse_IT
La storia è incentrata sulla figura del custode di una casa segreta
adoperata dalla C.I.A. per nascondere i testimoni. L'uomo si ritrova a dover
aiutare un criminale, Denzel Washington a sfuggire a coloro che vogliono
eliminarlo per evitare che parli, dopo che l'abitazione in cui si nascondeva è
stata distrutta
Angelo Titonel
“Angelo Titonel, nato a Cornuda (TV), si trasferisce giovanissimo a Milano
dove consegue il diploma alla Scuola Superiore d'Arte Applicata all'Industria
del Castello Sforzesco. Opera a Milano in qualità di graphic-designer e art
director in agenzie internazionali di pubblicità. Lasciata questa attività per
dedicarsi totalmente alla pittura, espone per la prima volta nel 1964 a Velbert (Essen) in
Germania. Trasferitosi a Roma, negli Anni Settanta è tra i protagonisti più
importanti del Realismo «magico» italiano. Nel 1973 espone al Museo Civico di
Bologna; nel 1974 al Museo d'Arte Contemporanea di Skopije (Macedonia); nel
1994 al Parlamento Europeo di Strasburgo; nel 2001 al Complesso del Vittoriano
a Roma; nel 2005 al Museo Olimpico di Losanna; nel 2010 al Palazzo Pubblico
Antichi Magazzini del Sale a Siena. Numerose sono le mostre realizzate in
Europa, specialmente in Germania, e negli Stati Uniti (New York). Invitato a
Biennali Internazionali e Quadriennali in Italia e all'Estero (Grand Palais,
1990) riceve numerosi premi e riconoscimenti. Ha realizzato per conto del
Palazzo del Quirinale i ritratti dei Presidenti della Repubblica e personaggi
storici quali: Garibaldi, Mazzini, D'Azeglio e Cavour. Ha inoltre dipinto il
quadro ufficiale del Papa Benedetto XVI per il Vaticano, collocato nel
Patriarchio-Galleria dei Papi in San Giovanni in Laterano. Su richiesta della
Direzione della Galleria degli Uffizi di Firenze, ha realizzato il proprio
autoritratto per la
Collezione degli Autoritratti degli Artisti della Galleria
stessa. Del lavoro di Titonel hanno scritto critici e storici d'arte italiani e
stranieri. Nel 1992 si trasferisce a Imola, dove vive e lavora.”. (l’opera
riprodotta è di Angelo Titonel)
QUI
In libreria per Chiarelettere L’ITALIA DELLA UNO BIANCA di Giovanni Spinosa. Prefazione di Marco Travaglio
Una storia criminale. No. Politica. Che vale la pena di ricostruire per
capire cosa è successo nell’Italia della fine della Prima repubblica. Forse
molti ricordano gli eccidi perpetrati dai criminali in divisa della UNO BIANCA,
i fratelli Savi, che si susseguirono tra il 1987 e il 1994. Una lunga scia di
sangue (82 delitti, 23 morti, centinaia di feriti) e un bottino di quasi due
miliardi di lire, una tragedia che sembrava dovesse rimanere avvolta nel
mistero. Con questo libro, adesso, possiamo capirne le ragioni. A parlare e
ricomporre tutta la vicenda, degna di un film trash (ma il dolore delle famiglie
delle vittime è ben reale), è il pm che ha iniziato le indagini sfociate nei
processi che hanno visto condannare i colpevoli rinunciando però a chiarire i
moventi dei fatti. Concatenati l’uno all’altro, essi portano a una sola verità:
l’azione criminale dei FRATELLI SAVI è stata eterodiretta, troppe armi, troppe
munizioni, troppo sangue. A volte per un bottino di poche lire. Allora chi li
proteggeva e perché? Spinosa documenta le voragini investigative, le bugie, i
depistaggi operati dai Savi soprattutto in relazione ai rapporti che essi
ebbero con la criminalità organizzata, cioè con la MAFIA catanese, con la CAMORRA cutoliana (che
trattò con lo Stato per la liberazione di Ciro Cirillo) e casalese. E
ricostruisce i numerosissimi interventi della FALANGE ARMATA, la misteriosa
sigla che dal 1990 al 1995 segna ogni strage mafiosa e molti episodi misteriosi
di quegli anni. Alla fine i nodi - che i processi non hanno voluto chiarire -
vengono al pettine: l’arresto dei Savi è l’atto conclusivo di una STRATEGIA
STRAGISTA di destabilizzazione di Cosa nostra e dei suoi referenti che finora
nessuno aveva fatto emergere. Ce n’è abbastanza per riaprire un caso chiuso
troppo in fretta.
Giovanni Spinosa è presidente del Tribunale di Teramo. In magistratura
dall’81, ha diretto le indagini sui sequestri di persona a opera dell’Anonima
sarda avvenuti in Emilia Romagna nella seconda metà degli anni Ottanta. In
collaborazione con il Tribunale di Palermo, ha svolto le prime indagini sulle
associazioni mafiose legate ai corleonesi insediatesi a Bologna e in Romagna a
partire dal 1984. Si è inoltre occupato di diverse inchieste sulla ’ndrangheta,
sulla stidda, sul doping nel ciclismo e sulla revoca della scorta a Marco
Biagi. È stato titolare dell’indagine sui crimini della Uno bianca.
sabato 17 marzo 2012
AMERICAN ELECTRIC POWER
“AEP ranks among the
nation's largest generators of electricity, owning nearly 38,000 megawatts of
generating capacity in the U.S. AEP also owns the nation's largest electricity
transmission system, a nearly 39,000-mile network that includes more 765
kilovolt extra-high voltage transmission lines than all other U.S.
transmission systems combined. AEP's transmission system directly or indirectly
serves about 10 percent of the electricity demand in the Eastern
Interconnection, the interconnected transmission system that covers 38 eastern
and central U.S. states and eastern Canada, and approximately 11 percent of the
electricity demand in ERCOT, the transmission system that covers much of Texas.
AEP's utility units operate as AEP Ohio, AEP Texas, Appalachian Power (in
Virginia, West Virginia), AEP Appalachian Power (in Tennessee), Indiana
Michigan Power, Kentucky Power, Public Service Company of Oklahoma, and
Southwestern Electric Power Company (in Arkansas, Louisiana and east Texas).
AEP's headquarters are in Columbus,
Ohio.”HERE
THE EMERGENCY STATE - America’s Pursuit of Absolute Security at All Costs by David C. Unger (The Penguin Press)
“America
is trapped in a state of war that has consumed our national life since before Pearl Harbor. Over seven decades and several bloody wars,
Democratic and Republican politicians alike have assembled an increasing
complicated—and increasingly ineffective—network of security services.
Trillions of tax dollars have been diverted from essential domestic needs while
the Pentagon created a worldwide web of military bases, inventing new American
security interests where none previously existed. Yet this pursuit has not only
damaged our democratic institutions and undermined our economic strength—it has
fundamentally failed to make us safer. In The Emergency State, senior New York
Times journalist David C. Unger reveals the hidden costs of America’s obsessive pursuit of
absolute national security, showing how this narrow-minded emphasis on security
came to distort our political life. Unger reminds us that in the first 150
years of the American republic the U.S. valued limited military
intervention abroad, along with the checks and balances put in place by the
founding fathers. Yet American history took a sharp turn during and just after
World War II, when we began building a vast and cumbersome complex of national security
institutions and beliefs. Originally designed to wage hot war against Germany and cold war against the Soviet Union, our security bureaucracy has become
remarkably ineffective at confronting the elusive, non-state sponsored threats
we now face. The Emergency State traces a series of missed opportunities—from
the end of World War II to the election of Barak Obama—when we could have
paused to rethink our defense strategy and didn’t. We have ultimately failed to
dismantle our outdated national security state
because both parties are equally responsible for its expansion. While
countless books have exposed the damage wrought by George W. Bush's "war
on terror," Unger shows it was only the natural culmination of decades of
bipartisan emergency state logic—and argues that Obama, along with many
previous Democratic presidents, has failed to shift course in any meaningful
way. The Emergency State: America’s Pursuit of Absolute
Security At All Costs reveals the depth
of folly into which we’ve fallen, as Americans eagerly trade away the country’s
greatest strengths for a fleeting illusion of safety. Provocative, insightful,
and refreshingly nonpartisan, The Emergency State is the definitive untold
story of how America
became this vulnerable—and how it can build true security again..”
Oggi mangio da … n. 183: Ristorante Beccaceci
“Il ristorante Beccaceci nasce in un anno indefinito alla fine
dell'ottocento. In quel periodo infatti si hanno le prime notizie dell'albergo
di Pasquale Beccaceci , situato lungo l'attuale Statale Adriatica, che offriva
anche il vitto ad i suoi ospiti. In realtà il vero inizio fu nel 1922 quando
Andrea, uno dei figli di Pasquale, sposò Anna Sabatini e , staccandosi
dall’attività paterna , aprì il bar ristorante nella piazza della neonata
stazione ferroviaria di Giulianova. Il ristorante iniziò a funzionare grazie
alla capacità di Anna ai fornelli che resterà in cucina dal 1922 fino al 1992
(non è un refuso) , passando attraverso la seconda guerra mondiale, la morte
precoce del marito nel 1942 e le difficoltà del dopoguerra. Dopo la guerra Anna
venne affiancata dal figlio Carlo , ci furono alcuni spostamenti di sede , ed
iniziò la vera e propria cucina di pesce che attualmente il ristorante propone.
Un ulteriore sviluppo si ebbe quando, nel 1955, Carlo Beccaceci sposò Maddalena
Mazzaufo , la quale affiancò la suocera in cucina ed è tuttora alla guida del
ristorante. Nel 1984 inizia a collaborare Andrea Beccaceci, figlio di Carlo e
Maddalena, e dal 1989, alla morte di Carlo, guida insieme alla madre l'attività
familiare. Attualmente la cucina è in mano a Maddalena e Simonetta Amatucci ,
in azienda dal 1987 mentre della gestione globale si occupa Andrea Beccaceci..”
QUI
Il libro del giorno: Superanima Sette di Jane Roberts (Stazione Celeste Edizioni)
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Le Porte della Rinascita, è il secondo romanzo della trilogia di Superanima
Sette ed espone in forma narrativa e coinvolgente alcuni dei più profondi
insegnamenti di Seth di cui Jane Roberts è stata canale per più di vent'anni.
Il romanzo si sviluppa contemporaneamente su due piani differenti: il mondo
fisico e materiale con le sue relazioni e contraddizioni, e il mondo
metafisico-spirituale con la sua più ampia concezione dell'esistenza e della
libertà. In questo secondo libro i lettori ritroveranno Lydia e Josef, due dei
personaggi del precedente volume (La Scuola Celeste) e ne conosceranno dei nuovi, come
Jeffy-boy e Ram-Ram, e insieme a loro scopriranno gli invisibili intrecci che
legano le personalità umane alle proprie scelte. Protagonista indiscusso,
rimane Superanima Sette con la sua simpatia, la disponibilità a imparare e
auto-correggersi, la sua apertura verso dimensioni e conoscenze che le parole
non sono in grado di descrivere, ma che possiamo almeno in parte intravedere e
intuire grazie all'esperienza e alle capacità dell'autrice. Questo secondo
libro della trilogia è ancora più speciale, più profondo e ricco di
informazioni metafisiche che affascinano la mente e rapiscono il cuore, che
fanno scoprire e risuonare corde invisibili che forse non si sa di avere dentro
di sé. Superanima Sette è ciò che ciascuno di noi è, al di là della sua
personalità terrena. A due anni di distanza dall’uscita di Superanima Sette-La
Scuola Celeste, Stazione Celeste pubblica il secondo romanzo della Trilogia di
Superanima Sette, i cui contenuti si ispirano agli insegnamenti di Seth, un
maestro disincarnato che ha trasmesso all’autrice molti insegnamenti di
altissimo valore spirituale e metafisico. Questo secondo romanzo, intriso di
seducente ironia, ci permette di esplorare proprio quegli aspetti curiosi e
inesplicabili della psiche umana che la moderna psicologia non è ancora in
grado di collegare a una matrice ultraterrena.
Ermes Ricci
“Ermes Ricci nasce come fotografo professionista nel 1980. Gli inizi
coincidono con la sua collaborazione con i periodici sportivi “Il Guerrin
Sportivo” e “Moto Sprint”. Il suo lavoro di fotografo sportivo è giocato tutto
sulla capacità di fermare istanti irripetibili esaltando il gesto ma è anche
specchio della sua passione per le moto in gara e non solo. Ma è dopo il corso
di specializzazione sulla fotografia etnica presso l’Università di Miami,
Florida, che il suo interesse si volge interamente al reportage inseguendo la
bellezza del mondo e della sua gente laddove si manifesta nelle sue forme più
intense: la natura selvaggia, la ritualità delle popolazioni indigene
dell’Africa e dell’India, i ritmi della quotidianità in Sud America e in
Australia. Inizia in questi anni quindi la collaborazione con l’agenzia “Marka”
di Milano. La sua passione per la vita in tutte le sue forme lo porta, nel
1995, nella Sarajevo assediata, partecipando con l’associazione “il Ponte” e
con Carlo Lucarelli, Roberto Mantovani e Roberto Roversi ad un progetto di
aiuti alla popolazione vittima della guerra. Le foto di quell’esperienza
serviranno poi a testimoniare e a sensibilizzare il pubblico delle sue mostre in
progetti di raccolta fondi per Sarajevo. Il suo obiettivo è sempre aperto anche
su mondi locali e tradizionali: le sagre paesane e le feste popolari in Italia
e in Europa, i ritratti di persone semplici che diventano i personaggi
straordinari che da sempre popolano la provincia italiana. Ermes viaggia molto
ma allo stesso tempo costruisce rapporti e collaborazioni, nel 2000 infatti è
tra i fondatori del “Gruppo Polaser”, singolare gruppo di fotografi e artisti
italiani che, attraverso la manipolazione e l’intervento sulle foto istantanee
(Polaroid) ne esaltano la possibilità come strumento dell’arte contemporanea:
immagini impure, mischiate a segni e grafie, rapidità di esecuzione e di
riproduzione in un rapporto immediato arte/vita.
Fa parte del gruppo Imola FotoClub,
nell’intento di condividere la passione per il suo lavoro, anche a supporto dei
giovani fotografi, promuovendone l’attività.
Nel tempo, la fotografia non sarà
più il suo esclusivo mezzo espressivo, la curiosità e la capacità di rapportarsi
ad altri mezzi e materie lo vedono ora impegnato al lavoro artistico in
ceramica, pittura e scultura. ”. (l’opera riprodotta è di Ermes Ricci)
QUI
"Quello che non ti aspetti" (Libellula Edizioni) di Claudia Simonetti
Una lucida fotografia della condizione dei trentenni di oggi vista
attraverso gli occhi di Giorgia; una storia nitida, travolgente, che scorre e
suona nella testa come un tamburo, fino ad esplodere. Un libro consigliato a
chi non ne può più di sdolcinate storie d’amore o di vedere descritta la
propria gioventù con la lente sfocata del pessimismo.
Giorgia 31 anni, giornalista free-lance della rivista Gossip & co. è una
ragazza dinamica e solare che vive con i suoi genitori a Roma. La sua vita si
alterna tra la speranza di una promozione sul lavoro, le confidenze con l’amica
del cuore Marta, le lezioni di pugilato in palestra dove conosce Vittoria, la
sua istruttrice nonché nuova confidente e la ricerca del grande amore. Carriera
o vita privata? Lealtà o arrivismo? Amicizia o egoismo? La vita di una giovane
donna in cerca di se stessa nella Roma di oggi, tra sogni di indipendenza,
desiderio di affermarsi e la voglia di riuscire ad essere finalmente,
meritatamente, felice e contenta.
L’autrice - Claudia Simonetti nasce a Ostia Lido nel 1981, figlia di mamma
Renata maestra della scuola elementare e papà Franco autista del trasporto
pubblico; sorella minore di Barbara e Alessandro. Dopo il liceo scientifico,
studia Scienze della comunicazione sognando di lavorare nel dietro le quinte in
tv e ci riesce nel 2004 quando atterra a Madrid, direttamente a Telecinco.
Tornata in Italia prosegue la sua carriera professionale in varie produzioni
televisive a livello nazionale; nel frattempo coltiva la sua passione per lo
sport, sostenendo una nuova disciplina del pugilato, la Boxe in Action, tra gli
elementi che hanno contribuito alla stesura del suo libro. In procinto di
laurearsi per la seconda volta, in Scienze della Formazione primaria, continua
la sua avventura professionale in tv, accrescendo contemporaneamente il suo
interesse sportivo, tanto da arrivare ad insegnare la disciplina praticata per
tanti anni. L’entusiasmo con cui affronta la vita è lo stesso spirito con cui
spera venga accolto il suo primo esilarante romanzo.
http://www.libellulaedizioni.com
http://www.libellulaedizioni.com/2012/03/quello-che-non-ti-aspetti/
http://www.ibs.it/code/9788896818954/simonetti-claudia/quello-che-non.html
Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore, di Angelo Mellone (Irradiazioni). I maledetti. Van Gogh, Nietzsche, Rolling stones e altre vite verso l’inferno, a cura di Camillo Langone, AA. VV. ( Vallecchi). Intervento di Nunzio Festa
Le sorprese che mi riserva il mio amico Andrea Di Consoli mi stupiscono ogni
volte e ogni volta mi soddisfano. Successe qualche tempo fa, quando per esempio
seppi dell'antologia curata da Camillo Langone per Vallecchi, "I
maledetti", opera che mai avrei desiderato (per dirvi solamente una cosa:
all'interno è persino stipato un saggio di Marcello Veneziani - insignificante
e pacchiano come tante altri suoi scritti) se non fosse stato che il volume
contenesse un saggio - meticoloso e appassionato come al solito - proprio
d'Andrea. Un'antologia, dunque, impreziosita dall'articolo firmato Di Consoli
ma non solamente da quello, e tra gli elementi interessanti sono disposto a
elencare, e non per mero dovere, la prefazione targata Scaraffia Giuseppe. Un
testo, in sostanza, che aggiorna le visioni di Caravaggio, Cagliostro,
Paganini, Nietzche, Verlaine, van Gogh, Rimbaud, Wilde, Crowley, Campana, La Rochelle, Céline, Evola,
Kinski, Gainsbourg, Ciampi, Matzneff, Stones, Best, T. van Gogh. Molto
interessante, specie per chi ama alcune scritture acide e coltissime (Gurrado,
Tedoldi, Lenzi). Questa la premessa, per dire. Dato che poco tempo fa sul
Quotidiano delle nostre collaborazioni leggevo l'anticipazione della prefazione
d'Andrea Di Consoli al poema di Angelo Mellone, autore tra l'altro che non
conoscevo ancora, "Addio al sud" edito dalla bimba romana Irradiazioni.
In un passaggio necessario della nota, d'altronde, Di Consoli diceva che:
"come ogni morto è la morte, ogni meridionale è il Meridione". Tesi
in un certo senso ripresa successivamenta da Giuseppe Galasso sul Corriere del
Mezzogiorno, dove il saggista pugliese ha proposto quanto "la sorpresa
maggiore é (...) la sicurezza della linea, per così dire, ideologica, di questo
testo e che lo fa inserire nel solco della migliore tradizione
meridionalistica". E nonostante non sia del tutto convinto del principio
di Galasso, devo ammettere comunque che almeno il tormento ideologico di
Mellone l'ho respirato fin dal cominciamento della lettura. Un poema che m'ha
ricordato il Corso meno surreale e che ho apprezzato maggiormente dove il poeta
"nazionalista" sparava contro i benpensanti. O, anzi soprattutto,
eppur di questo dovrei aver persino paura, ammetto da appassionato e amante del
"pensiero meridiano" e della "decrescita" obbligatoria per
intenderci, il poeta sputa in faccia ai radical chic che imperversano sulla
scena pubblicata non solo italiota. E seppure ami la musicalità, i suoni della
parola, il fermento dell'"oratoria" civile di Mellone, che al
contrario mio ha il coraggio d'apprezzare l'italianità delle squadracce
'fascio-futuriste' e omaggiare persino i soliti forti e devoti del fascio di
Salò, arriva nelle mie orecchie con tutta la sua carica persino dotata di
voglia di nostalgia. Non mi fa rendere plausi alla poesia di Mellone, di certo,
l'escamotage del Pasolini che potrebbe essere oggi regista nei paesi del Meridione
perennemente bastonato e sconfitto, eppure approvo incodizionatamente le
immagini del Mezzogiorno che Angelo Mellone, da anni emigrato nella Capitale, è
costretto a restituirci. Quelle del Sud che ci fa stare in tensione tutte le
volte che qui stiamo o da qui partiamo. Tra la Taranto della diossina
fertile e la Lucania
delle Piccole Dolomiti magnifiche capaci d'annunciare il cadavere d'Elisa Claps
sotterrato nell'alto della più blasonata chiesa potentina. Brigantaggio
permettendo, piemontesizzazione permettendo, ché fra l'altro Mellone si dice
'anti-briganti', i pugni al suolo che Mellone offre rimbombano nelle mie
orecchie e danno tutto l'odio e l'amore che ci sono.
Addio al Sud. Un comizio furioso del disamore, di Angelo Mellone, prefazione
di Andrea Di Consoli, Irradiazioni (Roma, 2012), pag. 84, euro 8.00; I
maledetti. Van Gogh, Nietzsche, Rolling stones e altre vite verso l’inferno, a
cura di Camillo Langone, AA. VV., prefazione di Giuseppe Scaraffia, Vallecchi
(Firenze, 2010), pag. 188, euro 17.00.
venerdì 16 marzo 2012
CARRY THE ONE by Carol Anshaw (Simon and Schuster)
“Carry the
One begins in the hours following Carmen’s wedding reception, when a car filled
with stoned, drunk, and sleepy guests accidentally hits and kills a girl on a
dark country road. For the next twenty-five years, those involved, including
Carmen and her brother and sister, craft their lives in response to this single
tragic moment. As one character says, “When you add us up, you always have to
carry the one.” Through friendships and love affairs; marriage and divorce;
parenthood, holidays, and the modest calamities and triumphs of ordinary days,
Carry the One shows how one life affects another and how those who thrive and
those who self-destruct are closer to each other than we’d expect. As they seek
redemption through addiction, social justice, and art, Anshaw’s characters
reflect our deepest pain and longings, our joys, and our transcendent moments
of understanding. This wise, wry, and erotically charged novel derives its
power and appeal from the author’s exquisite use of language; her sympathy for
her recognizable, very flawed characters; and her persuasive belief in the
transforming forces of time and love.”
Oggi mangio da … n. 182: Ristorante Il Casale
“In una piccola oasi immersa nel verde è situato un vecchio
casale dove poter ritrovare l' armonia dei sensi. Il giardino pittoresco che
circonda la sua sala elegante e accogliente vi garantiranno una sosta
indimenticabile. Completamente a vostro agio, potrete gustare gli autentici
sapori della tradizione abruzzese.”
Il libro del giorno: Il Libro che Cambierà per Sempre le Nostre Idee sulla Bibbia di Mauro Biglino (Uno editori)
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Il libro affronta una serie di passi dell’Antico Testamento
offrendone il vero significato così come si presenta nelle traduzioni
letterali: la creazione aliena dell’uomo; la verità sui dieci comandamenti; le
visioni degli UFO da parte dei profeti così come loro stessi le hanno
raccontate; il brano in cui l’Antico Testamento afferma in modo sconcertante
che Dio muore come tutti gli uomini; le figure degli angeli spogliate di tutto
ciò che su di loro è stato inventato nei secoli; la probabile fonte di
ispirazione del Vangelo di Giovanni… Il tutto con il testo ebraico e la
traduzione letterale chiaramente riportata parola per parola con un sistema
incredibilmente semplice, comprensibile per ogni tipo di lettore. Perché questo
titolo? Perché le traduzioni letterali dell'ebraico antico fanno scoprire ciò
che non tutti sanno.
la Bibbia
dice chiaramente che Dio muore come tutti gli uomini
la Bibbia
ci spiega che siamo stati formati con HDNA dei nostri creatori
la Bibbia
ci racconta che i nostri creatori viaggiavano su macchine volanti
la Bibbia
cita un rapporto diretto tra gli UFO e Sumer, la terra dei guardiani delle
macchine volanti
la Gloria
di Dio era in realtà... un UFO
la Bibbia
conosceva i giganti e diceva dove trovarne le testimonianze gli angeli
anticotestamentari intesi come creature spirituali non esistono i Dieci
comandamenti scritti sulla pietra non sono quelli che ci sono stati raccontati
l'Evangelista Giovanni ha tratto le sue dottrine mistiche
dalla letteratura ellenistica del suo tempo
e molto altro, come il fatto che la Chiesa ammette che l'Antico
Testamento conosceva gli alieni...
Per questo, ciò che credevamo di sapere della Bibbia non
potrà più essere come prima...
Stefano Pasquini
“Stefano W. Pasquini (Bologna, 1969) è artista, curatore e
scrittore. Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1991 e
immediatamente ha lasciato l’Italia per Dublino. Ha poi vissuto a Londra per
sette anni e a New York per due, lavorando anche come PA per il critico d’arte
Robert C. Morgan e come Guest Editor del mensile New York Arts. Ora è di nuovo
a Bologna, dove vive e lavora. E’ stato per due anni curatore del Sesto Senso,
spazio alternativo di Bologna, e Art Editor del trimestrale Collezioni Edge. È
stato Art Director di “Work – Art in Progress”, rivista della Galleria Civica
d’Arte Contemporanea di Trento, dal 2001 al 2008. E’ Contributing Editor del
mensile New York Arts Magazine, fotografo freelance, curatore indipendente,
nonché lomografo membro della International Lomography Society. Scrive d’arte
su Collezioni Sport & Street, Luxos Style ed altre testate. Dal 1988 ha partecipato a
mostre collettive in gallerie tra cui la Collective Gallery
(Edinburgo), 30 Underwood Street (Londra), Trasmission (Glasgow), la National Portrait
Gallery (Londra), Casco (Utrecht), ICA (Londra), Art in General (New York),
Star67 (Brooklyn), Neon (Bologna), ONI (Boston), Alphadelta (Atene) e mostre
personali alla Bond Gallery (Birmingham), Sesto Senso, Graffio, Villa Serena
(Bologna), 42Contemporaneo, PaggeriArte (Modena) e MelePere (Verona). E’ autore
di “Accidental//Coincidental”, Newhouse, New York, 2008, editore del magazine
“Obsolete Shit” e direttore del podcast “Why the Fuck not Ppodcast”. (l’opera
riprodotta è di Stefano W. Pasquini)
Oltre il Segno di Rosanna Basso (Lupo editore) per Marzo d’Autrice il 18 marzo a Lecce
Per la rassegna MARZO D’AUTRICE (Rassegna culturale di
incontri letterari della Consigliera Provinciale di Parità) domenica 18 marzo
ore 18,30 presso San Francesco della Scarpa a Lecce ci sarà l’incontro di
presentazione del libro “OLTRE IL SEGNO, Donne e scritture nel Salento (sec.
XV-XX) di Rosanna Basso (Lupo Editore) a cura dell’Associazione SOROPTIMIST di
Lecce alla presenza di ROSSELLA MARTINI, ANTONIO FACCHINI, ANTONIO CASSIANO.
Il volume propone il nesso donne e scritture nel Salento in
una prospettiva di lungo periodo, ma è lungi dal volersi e dal proporsi come
antologia di profili biografici o come silloge di documenti poco noti o del
tutto sconosciuti. Le "donne" e le "scritture" sono
coniugate insieme per raccontare altro; anzi, un "oltre". Oltre il
segno, recita il titolo.
[...] attraverso l'attenzione prestata ad un gran numero di
soggettività, nate e/o fortemente intersecate con la terra salentina, e ad una
grande quantità di testi diversi, si vuole superare il valore, pure importante
delle singole voci e dei singoli frammenti, per riuscire ad intrecciare questi
lembi in una doppia narrazione: una inedita storia della presenza femminile nel
Salento nel corso del tempo e un Salento raccontato in una prospettiva inusuale
e, forse, inattesa.(dall'Introduzione)
Rosanna Basso è Professore Associato di Storia Contempora
nea presso la Facoltà
di Lingue e letterature straniere dell'Università del Salento. È interessata
allo studio della società meridionale nei secoli XIX-XX ed ha sviluppato,
nell'ottica della storia sociale e dei gender studies, ricerche sulle povertà
urbane nell'Ottocento, sull'alfabetismo e sull'istruzione popolare, sulle
maestre, sulla produzione editoriale femminile. È responsabile del progetto
Archivio della scrittura femminile salentina a cui si raccordano varie
iniziative di ricerca e di divulgazione scientifica: edizione di studi e
documenti, collezione digitale di testi (www.salentofemminile.unisalento.it),
mostre storico-documentarie.
Ha pubblicato tra l'altro: Stili di emancipazione (Lecce,
Argo, 1999); Donne in provincia (Milano, FrancoAngeli, 2000); Il Filo d'Arianna
(Lecce, Milella, 2003); Introduzione e cura del fascicolo monografico di «Studi
salentini», Donne e giornali. La rappresentazione del femminile nelle pagine di
alcuni periodici salentini (1884-1943) (2009).
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