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martedì 8 novembre 2011

“HELL AND PARADISE – Diario di viaggio dal Rajasthan a Calcutta" edito da Lupo Editore il 10 novembre 2011 a Torre del Parco a Lecce























Presso la Torre del Parco a Lecce il 10 novembre 2011 alle ore 19,00 ci sarà la conferenza stampa-presentazione del libro – progetto di Francesco Spada e Gilda Novelli dal titolo "Hell and paradise, India 2010-2011 – Diario di viaggio dal Rajasthan a Calcutta" edito da Lupo Editore. Intervengono Raffaele Gorgoni e Luciano Pagano. Tutto ciò che cresce al centro e nelle periferie, nelle bombe demografiche della Cina, del Sudamerica, dell’Africa, in India. Il Paradiso e l’Inferno, mescolati in un mondo che stiamo abbandonando per l’incapacità di essere Comunità e non Villaggio. Il Male e il Bene, un viaggio nell’India non più metafora ma realtà, luogo dell’abbandono e dell’abuso, una riflessione concreta, in strada, giorno per giorno, nei luoghi della perdita. E ancora, lo sguardo del padre e della madre, ognuno con le proprie possibilità di sopravvivenza che si trasformano nelle armi dei nuovi guerrieri. Il coraggio di pubblicare i morenti di Park Street, la resistenza dei mercanti che vendono le loro merci sull’autostrada da Dehli a Bombay. E ancora, un libro di cronaca del reale visto con i propri occhi, interfaccia della vita, reportage urgente, attualità. Lo sguardo di una madre arrabbiata, fiera, guerriera, che lavora sola per crescere un bambino che è il futuro dell’India e allo stesso tempo il futuro del mondo. Dovunque si posino gli occhi di una madre, è il mondo con tutta la bellezza, l’orgoglio, la fierezza, la scomoda eleganza della semplicità.

Il Paradiso e l’Inferno
diventano una goccia di felicità
nella foresta bengalese.

Giovedì 10 Novembre 2011, alle ore 19.00, presso la Sala delle Prigioni di Torre del Parco (Lecce) verrà presentato per la prima volta in Italia il libro-progetto “Hell and Paradise” (Lupo Editore) di Francesco Spada e Gilda Novelli. Il libro “Hell and Paradise” (Lupo Editore) racconta attraverso un reportage di immagini fotografiche realizzate da Francesco Spada un viaggio nell’India degli ultimi, il nord del Bengala, quella lunga fascia di territorio che confina con il Nepal, il Bangladesh e il Bhutan (a sua volta confinante con il Tibet). È la prima volta che il nostro occhio ha la possibilità di osservare di persona la vita nell’India degli slum (baraccopoli) dove ogni giorno la popolazione di sedici milioni di abitanti che abita l’agglomerato urbano di Calcutta lotta per la sopravvivenza. Luoghi dove nonostante si superi la densità di venticinquemila abitanti per chilometro quadrato, come dice Franscesco Spada, “c’è sempre posto per tutti, Calcutta è una città che accoglie, non ha mai chiuso le porte”. “Hell and paradise” (Lupo Editore) è il primo passo di un progetto più ampio e complesso che si concretizzerà nella realizzazione di un’esposizione itinerante, finalizzata all’analisi, documentazione e denuncia, attraverso l’uso di diversi media, della “cultura dell’abbandono” nelle sue forme più diffuse e conclamate. Un libro realizzato interamente con materiali riciclati che diventa oggetto di scambio virtuoso, racchiuso nel suo packaging diviene ‘mattone’, perché tutti i proventi della sua vendita verranno investiti nella realizzazione della “Happiness Farm DROP”, un concetto abitativo realizzato da Francesco Spada in collaborazione con il KUBICO Design Office. La “Happiness Farm DROP” è un micro-villaggio integrato residenziale, per l’accoglienza, l’assistenza terapeutica e il recupero sociale dei bambini sieropositivi e affetti da HIV; uno spazio protetto, una “piccola fortezza rurale” completamente osmotica con l’habitat naturale e lussureggiante della grande cintura verde periferica di Calcutta. La “Happiness Farm DROP” verrà realizzata utilizzando come materie prime mattoni di creta, pietre, legno, bambù, terra e paglia, impiegate insieme alla straordinaria sapienza e qualità degli artigiani e dei costruttori locali bengalesi. “Hell and Paradise” (Lupo Editore), un lavoro dove il dono si unisce all’etnoantropologia visiva, dandoci la possibilità di conoscere la vera India, differente da quella che vediamo attraverso i media; un paese dove moderno e antico cercano una coesistenza a volte difficile e dove i rituali magici religiosi sono connotati da un approccio connettivo alla natura. La storia raccontata per immagini da “Hell and Paradise” (Lupo Editore) è la storia di un know-how internazionale che viene messo in gioco da Francesco Spada e Gilda Novelli per creare una realtà nuova e dare ai bambini abbandonati un’opportunità, allo stesso tempo insegnando al mondo come si possa realizzare un villaggio con un approccio ecologico e di neosostenibilità, secondo le regole dell’ecologia sociale. Gilda Novelli  da oltre trent’anni lavora nell’ambito educativo e socio-sanitario, occupandosi di terapia-equestre, yoga evolutivo, tecniche di rilassamento.
Un diario di viaggio per immagini che vuole essere un contributo di cronaca ed attualità, per riflettere su tutto il Paradiso e tutto l’inferno che coabita oggi nel grande Colosso asiatico nell’età della globalizzazione che dedichiamo ai bambini di Calcutta.
Il ricavato della sua diffusione sarà devoluto alla ONG OFFER di Calcutta. www.offerindia.org
Il progetto “Hell and Paradise” (Lupo Editore), è stato presentato a Calcutta il 6 ottobre 2011, presso il Consolato Italiano, e prossimamente, dopo questa prima tappa europea a Torre del Parco verrà presentato a New York, nell’ambito del “Challenge of peace”, premio dedicato a chi si occupa di aiutare i bambini in tutto il mondo. L’etica del dono, perseguita da questo progetto e curata in ogni particolare, si esplica nella fattura di ogni minimo dettaglio del libro, realizzato in carta riciclata e pubblicato in edizione bilingue, italiano e inglese. “Hell and Paradise” (Lupo Editore), il libro e il progetto di realizzazione della “Happiness Farm DROP” sono stati realizzati grazie alla collaborazione con Kubico, Vestas, Graficartcairo, l’associazione ONLUS “AMA Sempre”, EPIPHANY SOCIETY di Lecce, Liberrima.

Info:
spadapartners@yahoo.it
parlacolcorpo@yahoo.it

FRANCESCO SPADA

Il suo lavoro è caratterizzato, sin dagli esordi negli anni Settanta, da un chiaro impegno civile e sociale, e dall’uso integrato degli strumenti espressivi e progettuali. Considerato negli anni Novanta tra i progettisti più rappresentativi del nuovo design italiano, il suo percorso di ricerca e produzione ha, da sempre, privilegiato un approccio etico ed antropologico all’interno della Cultura del Progetto, esaltando le specificità e le identità dei territori in cui ha operato, sperimentando e promuovendo nuovi modelli progettuali eco-sostenibili. Nel 1978 è tra gli autori italiani invitati alla Biennale di Venezia dove presenta una sintesi di un lungo lavoro di etno-antropologia visiva, sviluppato nel Sud-Italia ed in Nord-Africa, sulla cultura materiale, l’architettura naturale e i rituali magico-religiosi. Nel 1986 fonda a Lecce lo Studio Atlantide, tra i primi laboratori multimediali nel Sud d’Italia. Dalla metà degli anni Novanta la questione ambientale è al centro del suo lavoro di ricerca, teso a definire nuovo equilibrio tra i materiali naturali e i “nuovi materiali” artificiali e implementando, nei suoi progetti, le nuove forme e prodotti di energia alternativa. I suoi lavori sono stati presentati alla Triennale di Milano, al Salone Internazionale del Mobile (Mi), al SAD-Parigi, ad Abitare il Tempo (Vr) a San Paolo e Rio de Janeiro (Brasile), e in rassegne specializzate di ricerca e sperimentazione a New York, Tokio, Osaka, Parigi, Los Angeles, Koln, Francoforte. Collabora con lo Studio Associati di Marrakech (Marocco). Ha disegnato collezioni di design per Handicraft, Masterpieces, Edra, Oso Forniture, Valtorta, Clausura, DAF Design, Telcom, e per numerose piccole aziende artigiane in Italia ed Europa. Disegna per l’ENEA in collaborazione con il Centro Ricerche CETMA (Brindisi) una collezione di arredi ecologici per interni, utilizzando il Synplast (materiale ottenuto dal riciclaggio della plastica eterogenea), e un sistema di arredo urbano con lo stesso materiale per Alfa Edile (Br). Progetta per Italcantieri-Energy, parcheggi solari modulari e un distributore di energia elettrica per ecomezzi urbani. Nel 2002 le Ambasciate d’Italia in Argentina e Brasile, per promuovere il design italiano, gli organizzano due grandi esposizioni con i Consolati di Rosario (Argentina) presso il Parque de Espana e nel Palazzo del Governo del Panarà a Curitiba (Brasile). Molto intensa la sua attività di interior design e art-direction, conduce master e laboratori di design e comunicazione per Università italiane ed internazionali, Centri di ricerca e Scuole private. spadapartners@yahoo.it

GILDA NOVELLI

Laureata in Filosofia, è terapista della Psicomotricità, con specializzazione presso O.I.P. Organisations International de Psycomotricité – Parigi, ottenendo il Certificato Intern. in “Scienzes ed Tecniques du Corps”.Da oltre trent’anni lavora nell’ambito educativo e socio-sanitario, occupandosi di terapia-equestre, yoga evolutivo, tecniche di rilassamento. Ha svolto la sua attività di terapista e coordinato progetti per Centri privati, Enti pubblici, Centri di ricerca e Cooperative sociali, nell’ambito della prevenzione e recupero dalle tossicodipendenze e della cura e riabilitazione, per bambini ed adulti, con problematiche psico-motorie. Per quindici anni ha collaborato come terapista e coordinatrice, per i diversi Centri della Comunità Emmanuel di Lecce (Italia), promuovendo il Centro “Le Sorgenti del Benessere” per la cura e la diffusione della medicina naturale e delle Scienze psico-corporee. Per conto della Cooperazione intern. ha partecipato ad una missione di volontariato con la Caritas a Durazzo (Albania) conducendo un laboratorio ludico-terapeutico per i bambini di strada. (parlacolcorpo@yahoo.it)

Titolo: Hell and paradise, India 2010-2011 – Diario di viaggio dal Rajasthan a Calcutta
ISBN: 978-88-6667-007-0
Autori: Francesco Spada – Gilda Novelli
Euro: 25.00
Anno: 2011
Formato: 20×20
Pagine: 282

ONEOPENSOURCE – il blog



















oneOpenSource è un blog di Gruppo HTML rivolto alla comunità di utilizzatori e sviluppatori di software libero e gratuito. In linea con la filosofia del movimento Open Source, gli argomenti spaziano da Linux, il principale sistema operativo open source, agli eventi; dalle tematiche legate alla sicurezza informatica, alla programmazione di software e applicativi. oneOpenSource è parte di oneBlog, network di blog verticali sulla tecnologia e l’informatica sviluppato da Gruppo HTML, editore on line dal 1997. Cosa fa di oneOpenSource un blog speciale? La competenza dei Blogger, innanzitutto, selezionati tra consulenti in ambito aziendale e utilizzatori finali. Poi gli aggiornamenti continui, più volte al giorno. E ancora, la qualità dell’informazione garantita da una redazione con oltre 10 anni di esperienza editoriale sul Web. Ma soprattutto i contributi dei lettori, parte attiva di questo progetto.
Collaborano con oneOpenSource: Andrea de Palo; Marco Buratto; Alessio Biancalana; Marco Paolone; Emanuele Cipolla; Andrea Azzarone Responsabile editoriale: Matteo Campofiorito.


ARS TECHNICA


















“Welcome to Ars Technica. This is our About page. Below you'll find our mission statement, a bit about our history, and contact information for Ars Technica PR (Ad Sales information). Other pages contain our list of Twitter and RSS feeds, and Newsletters. The form for contacting us with non-PR, non-ad sales queries is also highly sought after.
Background - Ars Technica was founded in 1998 when Founder & Editor-in-Chief Ken Fisher announced his plans for starting a publication devoted to technology that would cater to what he called "alpha geeks:" technologists and IT professionals. Ken's vision was to build a publication with a simple editorial mission: be "technically savvy, up-to-date, and more fun" than what was currently popular in the space. In the ensuing years, with formidable contributions by a unique editorial staff, Ars Technica became a trusted source for technology news, tech policy analysis, breakdowns of the latest scientific advancements, gadget reviews, software, hardware, and nearly everything else found in between layers of silicon.
Ars Technica innovates by listening to its core readership. Readers have come to demand devotedness to accuracy and integrity, flanked by a willingness to leave each day's meaningless, click-bait fodder by the wayside. The result is something unique: the unparalleled marriage of breadth and depth in technology journalism. By 2001, Ars Technica was regularly producing news reports, op-eds, and the like, but the company stood out from the competition by regularly providing long thought-pieces and in-depth explainers.
And thanks to its readership, Ars Technica also accomplished a number of industry leading moves. In 2001, Ars launched a digital subscription service when such things were non-existent for digital media. Ars was also the first IT publication to begin covering the resurgence of Apple, and the first to draw analytical and cultural ties between the world of high technology and gaming. Ars was also first to begin selling its long form content in digitally distributable forms, such as PDFs and eventually eBooks (again, starting in 2001).
The Ars editorial team didn't fret over journalistic innovation, however. Ars fused opinion, analysis, and straight-laced reporting into an editorial product long before commercial "blogs" arrived on the scene and claimed to reinvent journalism by doing the same. The company pushed the ideals of transparency and community before these were buzzwords. It is these ideals that have kept the company growing since its birth, and readers can expect more of the same in the future.
Ars Technica was founded in Cambridge, Massachusetts. Amongst those joining Ars Technica in its infancy was Jon Stokes, co-founder and renowned CPU Editor for Ars Technica's first 12 years (Jon served also as Deputy Editor from 2008-2011). Eric Bangeman, co-founder and Managing Editor, joined the site during its earliest years and remains remains in the thick of the Ars Technica newsroom.Acquired in 2008 by Advance, the parent company of Conde Nast, Ars Technica has offices in Boston, New York, Chicago, and San Francisco. Today, Ars Technica operates as Conde Nast's only 100% digitally native editorial publication.
The Ars Technica Ethos - Ars longa, vita brevis, occasio praeceps, experimentum periculosum, iudicium difficile. (Hippocrates)
When Hippocrates said that "life is short, art is long," he did not mean that art outlives the artist. The "father of medicine" instead diagnosed a basic fact of life: true art or skill takes a lifetime of effort to perfect, and the path is fraught with "occasional crises, perilous experiences, and difficult judgments." Technology is the "art" at the forefront of our changing world, and we're here to chronicle that story and even help with the difficult judgments.
At Ars Technica - the name is Latin-derived for the "art of technology" - we specialize in news and reviews, analysis of technology trends, and expert advice on topics ranging from the most fundamental aspects of technology to the many ways technology is helping us discover our world. We work for the reader who not only needs to keep up on technology, but is passionate about it.
We at Ars take great pride in our unique combination of technical savvy and wide-ranging interest in the human arts and sciences. Our editorial team is at home on Linux, Mac, and Windows; they know both the home and the enterprise; they understand law and politics; and they specialize in bringing readers the right answer, the first time. It's no wonder that Ars has become a "go-to" destination for those who need to sift the wheat from the chaff.
Ars Technica is also unique in a number of ways. We are a proud leader in conversational media, a new and exciting answer to the reader's need and desire for fresh voices, informed reporting, and reader engagement. Ars writers aren't afraid of wit or strongly-held opinions, and readers find both on display throughout our work. But at Ars, "opinion" never devolves into dogma; we strive for measured judgments and carefully relayed contexts. Those who come to Ars looking for computing religion won't find it, and that's why millions of readers trust our take on the day's tech news and look forward to our original reporting. Then there's our formidable community. While "community" has lately become a Web buzzword, Ars has been building a real online community since its founding in 1998. We encourage reader feedback and participation in conversation via discussion on every article, as well as in the renowned Ars OpenForum—one of the Internet's true treasure troves, and one of the largest, documented community databases of tips, technical help, and camaraderie on the planet. It was once said that sine scientia ars nihil est, that is, "without knowledge, art is nothing." We agree, but there's also a corollary: sine Ars, scientia nihil est. Welcome to Ars Technica!


lunedì 7 novembre 2011

GQ n. 57: SERENA AUTIERI … LE MIE TENTAZIONI


MIGRAZIONE GLOBALE DI JEFFREY KAYE (MACRO EDIZIONI)


Migrazione Globale -
Libro


Perché milioni di persone ogni giorno abbandonano il proprio paese nativo? Da chi vengono aiutati? Quali sono gli interressi politici ed economici che stanno dietro a questi fenomeni migratori? Con un linguaggio molto chiaro, e uno stile avvincente, il famoso giornalista Jeffrey Kaye ci guida all'interno del mondo della migrazione, mostrando gli aspetti che normalmente ci vengono nascosti.
Migrazione Globale, nato dall'esperienza che l'autore ha maturato direttamente sul campo (confine Messico-Stati Uniti, Senegal, Marocco, Irlanda, Polonia, Italia, Spagna, Emirati Arabi, ecc.) è un accurato reportage, che ci consente di guardare al fenomeno migratorio da un altro punto di vista: la viva voce dei migranti stessi. Attraverso le loro parole entriamo in contatto con il lato umano della migrazione: nazioni impoverite, famiglie abbandonate e comunità disgregate. Kaye, inoltre, fornisce un'accurata analisi delle politiche delle varie nazioni che, di fatto, favoriscono le migrazioni globali.
L'autore indica anche la strada su cui ci si dovrà muovere, se si vorrà seriamente gestire il fenomeno della migrazione globale nel rispetto della dignità umana e delle identità culturali.

JULIPET






















Arcte Fashion Brands è, da oltre 50 anni una delle aziende italiane di maggior rilievo nei settori intimo, corsetteria e mare. Il motivo di un successo così solido e duraturo è semplice quanto essenziale: la eccellente qualità dei prodotti, frutto di un controllo capillare dell'intero processo industriale. All'interno di Arcte Fashion Brands, ogni fase della lavorazione è seguita con scrupolo e attenzione, dal design, completamente gestito da personale interno all'azienda, al controllo dei tessuti, al processo produttivo rigorosamente controllato in tutte le sue fasi. L'Arcte Fashion Brands conta su quattro marchi principali: per il settore uomo, Julipet e Allen Cox; per il settore donna, Bacirubati e Argentovivo. Le linee di Arcte Fashion Brands sono presenti in 3000 punti vendita nel mondo: negozi specializzati così come corner nei principali department stores.Gli obiettivi strategici per l'immediato futuro prevedono un rafforzamento della presenza all'estero, nuove iniziative di comunicazione e innovazioni legate al prodotto
L’Azienda nasce nel 1954 con il nome di “Gruppo Arcte”, forte di una precedente attività artigianale. Da subito orientata verso la fascia alta dei settori di pigiameria maschile e femminile, si espande verso le aree intimo e mare, uomo e donna, negli anni Settanta. Un primo momento di svolta è il lancio, nel 1973, della linea Julipet, premiata da immediato successo, grazie anche all’acuta strategia pubblicitaria, con l’attore Umberto Orsini nel ruolo di testimonial. Nel 1985 vengono simultaneamente introdotti sul mercato due nuovi marchi che rafforzano e differenziano l’immagine del Gruppo Arcte: Allen Cox, beachwear per l’uomo sportivo e spensierato, e Argentovivo, lingerie da notte e beachwear donna dall’appeal sofisticato. Il lancio, nel 1993, di Bacirubati, collezione indirizzata ad una consumatrice giovane ed emancipata, arricchisce e articola ulteriormente la già corposa offerta.


Il libro del giorno: Appunti dalla mia cucina di Gwyneth Paltrow. Traduzione di Giuliana Lo mazzi (Salani)


















C’è chi parla di lei come della nuova Audrey Hepburn. Ma la vincitrice dell’Oscar per Shakespeare in love ha una grande passione oltre a quella per il cinema: cucinare. Ha imparato da suo padre, raffinato gourmet, iniziando a mettere alla prova il suo talento ai fornelli a diciott’anni, quando tra un casting e l’altro arrotondava in un ristorante di Los Angeles. Da allora di strada ne ha fatta tanta, anche in cucina: sperimentando con inventiva, ma con uno sguardo alla tradizione e ai cibi sani. In questo libro troverete 150 ricette pratiche, deliziose ma soprattutto sanissime; tanti consigli per avere sempre una dispensa ben fornita; piatti vegetariani e versioni vegane adatte a ogni tipo di palato e regime alimentare; un viaggio culinario fra le migliori cucine del mondo.

Gwyneth Paltrow, vincitrice di un Oscar come migliore attrice, ha due figli. Da sempre appassionata di cucina, ha fondato il sito GOOP.com dove condivide le sue ricette con i fan e gli appassionati. Insieme a Mario Batali ha scritto Spain, A Culinary Road Trip. Vive tra Londra e New York.

OGGI MANGIO DA … N. 60: RESTAURANT OCTOPUS (12, rue Boieldieu - 34500 Béziers en France)






















Le Restaurant - En plein coeur de Beziers, Fabien Laurent et Rachel vous accueillent dans leur restaurant au 12,rue Boieldieu. Fabien Meilleur Ouvrier de France vous invite à vous laisser surprendre par ses créations ludiques et épurées. Ouvert en janvier 2005, cette aventure rassemble un trio issu du Bristol à Paris. Laurent au service, Rachel aux flacons et Fabien Lefebvre Meilleur Ouvrier de France, vous propose une cuisine classique revisitée, épurée, pleine de saveurs aux tons méditerranéens. L'esprit a tiré tous les enseignements de leurs formations respectives mais le coeur est à l'innovation et au plaisir des sens.


HOT AIR















HotAir.com is a leading news and commentary site online since 2006. It is part of the Townhall/HotAir network alongside Townhall.com and Townhall Magazine in a network of conservative websites and publications with over four million monthly readers.
The Editors - Senior Editor “AP” has been blogging for Hot Air since its inception in April 2006. He is cited in Mary Mapes’s book as one of the right-wing bloggers whose “wild and hateful claims” helped destroy CBS’s story about the Bush National Guard memos, which pleases him to no end.
Senior Editor Ed Morrissey joined Hot Air in February 2008 after writing at Captain’s Quarters since 2003. He also hosts a weekly radio show on Minnesota’s AM 1280 The Patriot every Saturday afternoon. He can be reached at ed@hotair.com
Associate Editor Tina Korbe joined HotAir in May 2011. Previously, she was an investigative journalist for the conservative Heritage Foundation where she worked on dozens of stories including Wisconsin’s public employee unions and the Obama administration’s moratorium on off-shore oil drilling.
History - Hot Air was launched on April 24, 2006, with Michelle Malkin as founder/CEO. Since then, the site has become one of the largest right-of-center blogs on the Internet. Here’s the very first post that appeared at Hot Air–posted at 4:15am after bleary-eyed preparations and an intense team effort to launch the site. Here were Michelle’s reflections on the site’s six-month anniversary.
In 2010, HotAir was acquired and became part of the Townhall/HotAir network alongside Townhall.com and Townhall Magazine in a network of conservative websites with over four million monthly readers.


domenica 6 novembre 2011

AMY RUTH’S – est 1998 (113 West 116 th Street in New York)
















“Amy Ruth Moore Bass was a native Alabamian. A devout Christian, she was the wife of Elijah Bass Sr., the mother of 10 children (7 daughters and 3 sons); and the grandmother of 12 grandchildren. Amy Ruth was also a farmer, a gardner, the world's best cook and a very friendly person. She was a long time member of Jerusalem AME Church, where she was a Sunday School Teacher and she sang in the church choir. Above all, Amy Ruth loved her family.She taught all of her children and grandchildren how to love each other, to look-out for one another, and to respect themselves as well as others. By her example, she also taught them how to love God and to put God first in all they did.
After they had moved North and started their own families, two of Amy Ruth's daughters, Inez and Esther would send their children South to spend the summer months with their grandparents in Alabama. They knew that Alabama would be a safer and more enriching place for kids to spend their idle summertime, less full of opportunities for them to go astray. During those summer months, all of the kids were assigned chores. The main tasks included mowing the rather large lawn and picking various vegetables in the vegetable garden. Most of the boys preferred yard work. But one of Inez's sons, Carl S. Redding, disliked working in the hot sun; he preferred to seek refuge in the house, working by his grandmother's side as she prepared meals for the family. He would help her by shucking corn, peeling field peas, or rolling out biscuit dough with a broomstick.
"Grandad" Elijah Bass would often chastise Carl for staying in the kitchen and chase him out of the house. But Carl always found his way back to his grandmother's side. It I would never listen to that chastisement, therefore enabling me to deepen my love for the southern culinary experience. As the years would go by, Hound myself perfecting the art of canning and freezing fruits and vegetables, as well as converting many fruits into jellies, jams, and preserves, under the continued direction of my grandmother, Amy Ruth. It was that, continuous love, nurturing, and direction that gave me the inspiration to build and name the most superior and authentic southern cuisine restaurant after my grand-mother, Amy Ruth Moore Bass. It is with the same love that Carl S. Redding, his mom Inez Bass & Family, and the Amy Ruth staff welcomes each one of our valued patrons to Amy Ruth's Home-Style Southern Cuisine Restaurant!”


GQ n. 56: UMA THURMAN … LA SEXY KILLER


Il libro del giorno: THE LITIGATORS by JOHN GRISHAM (Doubleday Books)


















The partners at Finley and Figg -all two of them- often refer to themselves as "a boutique law firm." Boutique, as in chic, selective, and prosperous. They are, of course, none of these things. What they are is a two-bit operation always in search of their big break, ambulance chasers who've been in the trenches much too long making way too little. Their specialties, so to speak, are quickie divorces and DUIs, with the occasional jackpot of an actual car wreck thrown in. After twenty plus years together, Oscar Finley and Wally Figg bicker like an old married couple but somehow continue to scratch out a half-decent living from their seedy bungalow offices in southwest Chicago. And then change comes their way. More accurately, it stumbles in. David Zinc, a young but already burned-out attorney, walks away from his fast-track career at a fancy downtown firm, goes on a serious bender, and finds himself literally at the doorstep of our boutique firm. Once David sobers up and comes to grips with the fact that he's suddenly unemployed, any job even one with Finley and Figg looks okay to him. With their new associate on board, F and F is ready to tackle a really big case, a case that could make the partners rich without requiring them to actually practice much law. An extremely popular drug, Krayoxx, the number one cholesterol reducer for the dangerously overweight, produced by Varrick Labs, a giant pharmaceutical company with annual sales of $25 billion, has recently come under fire after several patients taking it have suffered heart attacks. Wally smells money. A little online research confirms Wally's suspicions a huge plaintiffs' firm in Florida is putting together a class action suit against Varrick. All Finley and Figg has to do is find a handful of people who have had heart attacks while taking Krayoxx, convince them to become clients, join the class action, and ride along to fame and fortune. With any luck, they won't even have to enter a courtroom! It almost seems too good to be true. And it is.

Orient Express di John Dos Passos, traduzione di Maurizio Bartocci, con otto dipinti originali dell'autore (Donzelli). Intervento di Nunzio Festa






















Pubblicato per la prima volta nel 1927, “Orient Express” è il reportage artistico e onirico che John Dos Passos porta indietro dai Balcani, dalla Turchia, dal Caucaso e dal Medio Oriente. Un reportage allucinato che può esser datato 1921: anno di capovolgimenti totali delle regioni visitate dallo scrittore statunitense, che parte apprezzando la lentezza meridiana dei luoghi scelti; un attraversamento discreto, si potrebbe dire, che oggi finalmente è riproposto in italiano. Come si potrà capire dalle immagini che accompagnano le visitazioni, le stazioni di sosta e di ridiscesa l'autore è autore appassionato, dalla tempra disposta a incastrarsi nei pruriti politici e quindi civili, sociali e dunque infine epocali; più che attuale, per dire, rimane il guardare all'invenzione dell'Iraq. Ad abbozzi sempre e comunque artistici e spiritati. Ovviamente, come si capisce fin dalle primissime pagine dell'opera, il testo si fa immenso per la straordinaria e fiammeggiante forza evocativa della parola. Del tocco smaliziato di già, che fanno sentire questo Dos Passos appoggiato e quindi agganciato alle vette del lirismo. Orient Express, reportage di viaggio d'uno scrittore che poi diventa punto di riferimento della letteratura, è la trasposizione letteraria del dubbio che spinge l'autore nordamericano a entrare fuori dai limiti degli Usa: un interrogativo universale e intimo assai che permette di vivere la curiosità delle scoperte. Lo scrittore venticinquenne, che ha già scritto due romanzi a questo punto, si stupisce in ogni istante eppure ingrandisce lo stupore di chi legge con l'appropriazione delle immagini ascoltate. Con un percorso che va da Europa a Europa. Ovvero che prendendo le mosse dalla Francia si rimette in Spagna ma avendo registrato per esempio la Turchia, il Caucaso, Damasco e finanche il Marocco. Orient Express esce in traduzione italiana a novant'anni esatti dal viaggio. Insegnando a lettrici e lettori la bellezza del reportage che si nutre di sociale epperò allo stesso tempo non scade nel giornalismo d'attualità (che ovviamente potrebbe persino ammazzare il fine del libro). Perché a John Dos Passos interessa spiegare l'umanità. All'umanità. Sconfiggendo il passaggio dei tempi. Che lo scrittore vive la poesia meridiana. Cioè, diremmo noi innamorati di quest'elemento, affermando in pagina la lentezza orientale ferma in nero comportamenti e spigoli di luoghi e persone. Un'opera immensa e difficile per noi occidentali, accidentati dalle velocità. Eppur, forse, inspiegabilmente essenziale.


OGGI MANGIO DA … N. 59: VENISSA con la chef Paola Budel


















PAOLA BUDEL - Paola Budel, la giovane chef bellunese originaria di Feltre, che dopo essere stata allieva di Gualtiero Marchesi e Michel Roux, ha intrapreso un'interessante carriera prima in prestigiosi ristoranti italiani ed in seguito nelle cucine d'eccellenza di Londra, Monaco, Tokio e Hong Kong. E' tornata quindi in Italia dove per tre anni è stata executive chef al Principe di Savoia di Milano, venendo consacrata come celebre chef tout-court. La sua ultima sfida “culinaria” è Venissa, l'innovativo ristorante che prende il nome dalla Tenuta nell'isola di Mazzorbo in cui si trova, è che è nato proprio dal sogno di Paola e di Gianluca Bisol di dare vita ad un progetto in grado di rinnovare la ristorazione e l'ospitalità veneziane. “Decido i piatti in base alle materie prime che il territorio locale offre quotidianamente” racconta Paola, “creando un menù che cambia praticamente tutti i giorni e che diventa un reale chilometro zero”. Infatti, dall'orto della Tenuta Venissa i contadini portano tutte le mattine biete, piselli e castraure, mentre il pesce viene dalla Laguna e dall'alto Adriatico, anche le carni sono scelte in base all'origine, privilegiando l'entroterra veneziano e veneto.
LA COLAZIONE - Cosa c'è di meglio che alzarsi la mattina e lasciarsi dolcemente svegliare dai profumi e dai sapori di una ricca colazione? L'idea di Paola Budel per la colazione in Venissa è quella di un risveglio “slow” dei sensi: lasciarsi guidare fuori dalla porta della propria camera fino al porticato che si affaccia sulla verde tenuta murata semplicemente seguendo l'irresistibile aroma dei croissant appena sfornati e del caffè, sedersi ad un semplice tavolo in legno e farsi servire tante piccole, deliziose specialità dolci e salate leggendo il quotidiano fresco di stampa o ammirando il panorama circostante. La colazione a Venissa è un piccolo lusso, un piacere da concedersi per coccolarsi un po' e provare l'esperienza di un vero pasto mattutino da gustare con calma, quasi in meditazione, per iniziare la giornata nel miglior modo immaginabile.  C'è la possibilità di gustare la Colazione Excellence, che include un ricco servizio al tavolo composto da diverse portate di bevande calde e fredde, yogurt, frutta fresca, croissant, pane con marmellate fatte in casa ed eventualmente piatti salati. Invece, per chi privilegia un break più snello c'è la Colazione à la Carte, che permette di scegliere solo quello che si desidera.  Una chicca pensata da Paola Budel: la Colazione Excellence è disponibile - prenotandola con il giusto anticipo - anche per gli ospiti che non pernottano a Venissa ma che vogliono provare questo piacevolissimo risveglio sensoriale prima di partire alla scoperta di Mazzorbo e delle isole del Parco della Laguna.
IL PRANZO -  Il pranzo a Venissa è un'esperienza culinaria di alto livello vissuta a diretto contatto con il territorio che ha dato vita ai prodotti che si trovano nei piatti di Paola Budel.
Dai tavoli collocati sul patio panoramico o dietro la vetrata che costituisce la parete principale del ristorante, si possono ammirare da vicino - quasi toccandole con mano - le piantagioni di erbette, carciofi, aglio selvatico e tutte le altre colture che vengono raccolte ogni giorno e che costituiscono la parte fondamentale del menù di Paola Budel, la base delle sue straordinarie ricette.
Ecco perché il menù del ristorante Venissa cambia quasi ogni giorno: è strettamente legato alla stagionalità dei prodotti del territorio, sia ortofrutticoli che ittici e .... e propone quotidianamente una selezione e degli abbinamenti che offrono una panoramica unica del meglio che il territorio lagunare sa offrire. Il pranzo a Venissa è un'esperienza culinaria di alto livello vissuta a diretto contatto con il territorio che ha dato vita ai prodotti che si trovano nei piatti di Paola Budel. Dai tavoli collocati sul patio panoramico o dietro la vetrata che costituisce la parete principale del ristorante, si possono ammirare da vicino - quasi toccandole con mano - le piantagioni di erbette, carciofi, aglio selvatico e tutte le altre colture che vengono raccolte ogni giorno e che costituiscono la parte fondamentale del menù di Paola Budel, la base delle sue straordinarie ricette. Ecco perché il menù del ristorante Venissa cambia quasi ogni giorno: è strettamente legato alla stagionalità dei prodotti del territorio, sia ortofrutticoli che ittici e .... e propone quotidianamente una selezione e degli abbinamenti che offrono una panoramica unica del meglio che il territorio lagunare sa offrire. Orient Express di John Dos Passos, traduzione di Maurizio Bartocci, con otto dipinti originali dell'autore (Donzelli). Intervento di Nunzio Festa. Pubblicato per la prima volta nel 1927, “Orient Express” è il reportage artistico e onirico che John Dos Passos porta indietro dai Balcani, dalla Turchia, dal Caucaso e dal Medio Oriente. Un reportage allucinato che può esser datato 1921: anno di capovolgimenti totali delle regioni visitate dallo scrittore statunitense, che parte apprezzando la lentezza meridiana dei luoghi scelti; un attraversamento discreto, si potrebbe dire, che oggi finalmente è riproposto in italiano. Come si potrà capire dalle immagini che accompagnano le visitazioni, le stazioni di sosta e di ridiscesa l'autore è autore appassionato, dalla tempra disposta a incastrarsi nei pruriti politici e quindi civili, sociali e dunque infine epocali; più che attuale, per dire, rimane il guardare all'invenzione dell'Iraq. Ad abbozzi sempre e comunque artistici e spiritati. Ovviamente, come si capisce fin dalle primissime pagine dell'opera, il testo si fa immenso per la straordinaria e fiammeggiante forza evocativa della parola. Del tocco smaliziato di già, che fanno sentire questo Dos Passos appoggiato e quindi agganciato alle vette del lirismo. Orient Express, reportage di viaggio d'uno scrittore che poi diventa punto di riferimento della letteratura, è la trasposizione letteraria del dubbio che spinge l'autore nordamericano a entrare fuori dai limiti degli Usa: un interrogativo universale e intimo assai che permette di vivere la curiosità delle scoperte. Lo scrittore venticinquenne, che ha già scritto due romanzi a questo punto, si stupisce in ogni istante eppure ingrandisce lo stupore di chi legge con l'appropriazione delle immagini ascoltate. Con un percorso che va da Europa a Europa. Ovvero che prendendo le mosse dalla Francia si rimette in Spagna ma avendo registrato per esempio la Turchia, il Caucaso, Damasco e finanche il Marocco. Orient Express esce in traduzione italiana a novant'anni esatti dal viaggio. Insegnando a lettrici e lettori la bellezza del reportage che si nutre di sociale epperò allo stesso tempo non scade nel giornalismo d'attualità (che ovviamente potrebbe persino ammazzare il fine del libro). Perché a John Dos Passos interessa spiegare l'umanità. All'umanità. Sconfiggendo il passaggio dei tempi. Che lo scrittore vive la poesia meridiana. Cioè, diremmo noi innamorati di quest'elemento, affermando in pagina la lentezza orientale ferma in nero comportamenti e spigoli di luoghi e persone. Un'opera immensa e difficile per noi occidentali, accidentati dalle velocità. Eppur, forse, inspiegabilmente essenziale.
LA CENA - Cenare a Venissa equivale ad immergersi in un'atmosfera carica di fascino e di aspettative: il ristorante diviene punto focale della tenuta, a cui l'orto e la vigna murata fanno da incredibile sfondo. Lo spazio quasi intimo, semplice e raffinato al tempo stesso, del ristorante permette ai propri ospiti di godere di quella rara sensazione di pace e agio che dà modo di assaporare con maggior consapevolezza ogni singolo piatto, ogni singolo calice di vino.
La maestria di Paola Budel coniugata al contesto magico di Venissa alle ultime luci del giorno riescono a creare l'atmosfera perfetta per una cena che diventa un'esperienza unica, da gustare in ogni suo istante fino alla sua dolce, inevitabile conclusione con una passeggiata sotto le stelle e tra le vigne di Venissa.


JANET and JANET CON EVA HERZIGOVA – A and G CALZATURIFICIO SPA

















A and G Calzaturificio S.p.A. nasce all’inizio degli anni '90 sulle fondamenta dell’azienda VRP, fondata nel 1967 per iniziativa di Aldo Ricci. Negli stessi anni nasce il marchio Janet and Janet che segna la svolta verso una nuova sfida . Infatti con la creazione di questo brand l’intera attività produttiva, inizialmente impostata sul canale wholesale con produzioni “private label”, si sposta definitivamente sul canale retail iniziando così un’importante percorso stilistico e di immagine che negli anni successivi porterà Janet and Janet al consolidamento di un profilo distributivo di notevole prestigio. Nel 1998 nasce la seconda linea, Janet Sport, che permetterà all’azienda di ampliare l’offerta verso l’ambito spiccatamente casual e sportswear. Attualmente A and G Calzaturificio S.p.A è una realtà imprenditoriale in continua evoluzione, sempre in primo piano nel settore calzaturiero italiano grazie al successo dei marchi di proprietà. Da sempre A and G si è imposta per la capacità di coniugare know how, innovazione continua, attenzione e curiosità sull’evoluzione del mercato e del gusto, evolvendosi con lo stesso ritmo di un mercato sempre più globale stimolando quindi coraggio imprenditoriale e spirito d’avanguardia: comunicazione sempre più incisiva, tratto fashion marcato, efficienza produttiva e distributiva riconosciuta.
Grazie a questo approccio, oggi A and G Calzaturificio S.p.A., che affonda le proprie radici sulle colline dell’entroterra marchigiano, conta 90 dipendenti e un mercato che si sviluppa principalmente in Europa, spaziando in Usa e in Medio Oriente grazie a reti consolidate di contatti e rapporti di partnership privilegiati con le più importanti vetrine del settore: un successo straordinario per un’azienda che ha saputo crescere nel mondo mantenendo salde basi di stile e professionalità tutte italiane.
MARCHI - Oggi A and G Calzaturificio S.p.A è proprietaria e produce con successo i marchi “Janet and Janet” e “Janet Sport” ormai entrati nel cuore  delle consumatrici come “griffe del quotidiano”, cioè accessori capaci di aggiungere al look di ogni giorno il gusto delle più forti tendenze moda con praticità e stile.  Prodotti originali, creativi e accessibili capaci di diventare indispensabili.
JANET and JANET - Janet and Janet parla a una donna giovane, dalla forte energia, vitale e sicura di sé con proposte casual sofisticate che esprimono una spiccata femminilità grazie ai contenuti di stile presenti in tutte le proposte di calzature e accessori. Capace di scegliere nell’affollato universo delle marche, la donna Janet è moderna, dinamica, metropolitana e attenta alla propria immagine: una donna dalla forte personalità. Attualmente “Janet and Janet” é la prima collezione di A and G Calzaturificio S.p.A e si sviluppa in 12 linee di calzature oltre ad una collezione di borse. Il posizionamento sul mercato è medio-alto.
JANET SPORT - Nata come mono-prodotto nell’ambito sneaker, negli ultimi anni la collezione Janet Sport è cresciuta, arricchendosi di proposte “urban”: calzature e borse non esclusivamente legate allo sport ed al tempo libero, ma versatili e moderne nel quotidiano, adatte soprattutto ad un pubblico giovane e attento alle tendenze. In ambito commerciale, Janet Sport è la seconda collezione di A and G Calzaturificio S.p.A, si sviluppa su 9 linee di prodotto per stagione e la sua collocazione sul mercato è nel segmento medio.


LE 3 CHIAVI DEL TUO POTERE DI STUART WILDE (MACRO EDIZIONI)


Le 3 Chiavi del tuo
Potere - Libro


Tu non sei solo. Una forza misteriosa ti circonda: è la tua energia vitale, la rete eterica. Si tratta di un campo energetico che emetti dall'interno, estremamente potente e che si estende tutt'intorno a te. È qui per aiutarti a capire e a crescere. Per mezzo di questa forza invisibile sei connesso a tutte le cose viventi, e così puoi gradualmente attirare tutto ciò che ti occorre in questa vita. Lo sviluppo del potere personale consiste nell'accrescere la tua energia di modo che entri in risonanza più rapidamente, rendendoti sempre più potente e capace ogni giorno che passa. Puoi spingerti molto lontano, senza limiti, e alla fine scoprirai che qualunque cosa su cui ti concentri apparirà ben presto nella tua vita. Questo è il miracolo del tuo potere silenzioso. È un metodo ben sperimentato, grazie al quale milioni di persone sono giunte a comprendere il loro effettivo potere. Queste chiavi per sviluppare il tuo potere personale sono facili da capire e da mettere in atto. Si tratta più che altro di cambiare mentalità, aprirti al potere dell’energia vitale che è dentro di te e lasciartene trasportare. Tutto è lì che ti aspetta, e non appena lo capirai meglio le persone reagiranno a questa tua nuova energia. All’improvviso gli antichi blocchi e le frustrazioni svaniscono, e ti accorgi di essere più connesso al flusso universale delle cose, la tua strada diventa più diritta e compaiono persone che ti aiutano ad allacciare nuovi contatti. Insomma, le cose buone ti arrivano nel modo giusto… miracolosamente. In questa opera di Stuart Wilde ci sono le tre chiavi per accrescere il tuo potere personale.


VINO AL VINO – IL BLOG DI FRANCO ZILIANI


















“Due brevi note di presentazione. Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Tra le testate che hanno segnato il mio percorso di giornalista sempre più appassionato di cucina e di vini, sino a farne l’oggetto esclusivo del mio operare, ricordo con particolare piacere il Gambero rosso, anni 1987-88, quando era ancora supplemento del Manifesto, quindi Pane & Vino, Gente Viaggi, Casaviva, dove ho curato una rubrica dedicata al vino per nove anni, Vera, Meridiani, A Tavola, su cui ho scritto per oltre dieci anni, avendo la fortuna di avere come direttore e poi come amico una persona indimenticabile e un vero maestro come Germano Pellizzoni. Per sei anni, sino all’aprile del 2005, mi sono occupato, da vero one man band, avvalendomi di una squadra di collaboratori entusiasti, del sito Internet WineReport.com.
Attualmente divido la mia attività di giornalista tra riviste cartacee come Corriere Vinicolo e De Vinis, organo dell’Associazione Italiana Sommelier  e testate on line, come Focus wine, LaVINIum.com, Sommeliersonline, sito Internet dell’A.I.S. Dal 2000 sino al maggio 2007 sono stato curatore della news letter settimanale B!Vino, che ogni giovedì viene ricevuta da circa 30 mila abbonati. Collaboro con l’Associazione Italiana Sommelier e con alcune riviste in lingua inglese, sono membro dell’Editorial board di The World of Fine Wine e insieme al collega americano Nicolas Belfrage, MW, curo la sezione italiana dell’annuario Wine Report di Tom Stevenson.
Dall’ottobre 2005 a tutto marzo 2006 ho dato vita al blog denominato Il taccuino del Franco tiratore
http://blog.virgilio.it/franco_tiratore


THE NEXT WEB















"24 editors & writers across Europe, Australia, Middle East, Africa, Asia and North & South America. One of the top 10 most influential blogs in the world (sources: Technorati and Techmeme).
3,7 million monthly visitors (June 2011)
5 million monthly page views (June 2011)
Top 5 countries: US, UK, Canada, The Netherlands and India
92% growth over the last 6 months
12% of traffic from mobile devices
500,000 Twitter followers
100,000 Facebook fans
50,000 RSS subscribers

How it all started: TNW Events - The Next Web goes back to 2006 when Boris, Arjen and Patrick organized our first conference. It was planned as a one-off to promote our own little startup named Fleck.com. But with 300+ attendees and a great line-up of speakers – Kevin Kelly, Kevin Rose and Michael Arrington among others – it turned out a lot more successful than we ever imagined. After this first conference we realized we had something that people were waiting for. So we promptly started organizing The Next Web Conference 2007 and we have grown ever since. The Next Web Conference aside, we organize several other events like Bowlr, Kings of Code and the upcoming TNW Mobile Conference in London.
TNW Blog - In January 2008, The Next Web blog launched as a spin-off to the conference in 2008. Over the last few years this site has grown into one of the world’s leading technology blogs. Lead by our Editor in Chief and partner Zee M Kane, the blog is currently ranked in the top 10 most influential blogs in the world according to Technorati. Together with you, another 3.7 million readers visit us every month and read more than 5 million pages.
We live to bring news and views from an international perspective. With a brilliant team of editors & writers across Europe, Australia, Middle East, Africa, Asia and North & South America, you can rest assured that if it’s worth hearing about: you’ll hear it from us first.
TNW Labs - Now if this is all sounding like the cliché success story from a little child’s book, don’t you worry. We have had numerous projects that started little and shrunk exponentially. But at The Next Web we embrace failure and in that way we ensure that a lot more beautiful stuff keeps us occupied every day. So these are the ones that made it out of TNW Labs:
Twitter Counter started as a self funded startup in our head office in Amsterdam, The Netherlands. Today with 550,000+ monthly visits and 2.1 million page views it has grown into the number 1 stats site for Twitter users. Twitter Counter became profitable within the first 6 months after launch and has been growing phenomenally ever since.
Paydro.com, an online ticketing and payment system, found its roots when we organized The Next Web Conference in 2008 for the 3rd time. We kept bumping in to the limited features of existing ticketing services, so we built our own. After the event we noticed other event organizers had the same ‘problems’ so we kept on improving to introduce Paydro a year later.
PressDoc.com is the press release reinvented. Part of The Next Web family since 2009 is this flexible new platform for the quick and simple creation of “media enriched” press releases. It makes press releases open, easy to find, and quick to share.
Wakoopa.com understands what people do in their digital lives. In a privacy conscious way, the technology tracks what websites people visit, what ads they see, or what apps they use. Data essential for making decisions in any digital market.
TNW Games - SquadCoach.com is a online football management game, currently based on the real Dutch competition. The free game will appeal to every football fan, as they can challenge their friends to determine who has the most knowledge of this huge popular sport.
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I veri fan di Dragon Ball DEVONO avere SUBITO questa Golden Freeza da 12,5 cm (o se ne pentiranno)

  Se sei un vero fan di Dragon Ball, sai che ci sono forme che non si dimenticano: il Super Saiyan di Goku, il blu di Vegeta… e poi c’è lui,...