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martedì 23 febbraio 2010
“Le ho mai raccontato del vento del Nord" di Daniel Glattauer (Feltrinelli)

lunedì 22 febbraio 2010
Il libro del giorno: DEL NOSTRO SANGUE di Paolo Farina (Palomar)
Un eccentrico cuoco trapanese, giunto all'apice della sua carriera, senza affetti e senza amici, incrocia il suo destino con quello di un anziano giornalista lombardo in giro col suo autista per l'Appennino meridionale, intento a tracciare nuovi itinerari enogastronomici. Un ruvido poliziotto romano, esiliato a Cosenza e vessato da un impietoso capo, combatte contro la follia di un killer seriale di bambine.Sullo sfondo delle loro vicissitudini, in un piovoso inverno, vi sono i bellissimi e mal ridotti paesaggi del Sud Italia e l'odiosissimo reato dell'omicidio infantile. Nessuna rivendicazione, nessun movente apparente, nessuna traccia illumina l'affannosa indagine del poliziotto tra le rive fangose di fiumi, che fanno da scenario ai lugubri ritrovamenti.
Salento 2010: convergenze possibili. Forum delle progettualità che possono fare grande il Salento

Il forum avrà sede il 19 marzo 2010 alle Officine Cantelmo di Lecce
La prima sezione ore 9:00-13:00 sarà dedicata a
Politica/ Innovazione/Comunicazione - Convergenze Possibili;
La seconda sezione ore 15:00-18:00 a
Cultura/Ambiente/Turismo - Convergenze possibili.
La scadenza per aderire al forum è per il 6 marzo 2010
Il modulo di adesione può essere richiesto a forum.convergenzepossibili@gmail.com
I partecipanti al forum e quanti vorranno intervenire con un post sugli argomenti del forum, hanno a disposizione il blog dedicato all'indirizzo www.convergenzepossibili.blogspot.com
domenica 21 febbraio 2010
Bright Star. La vita autentica (ma breve) di John Keats, di Elido Fazi (Fazi editore)

Sappiamo che la sua produzione poietica, poetica era dettata da un esuberante passione per la lingua e per l'immaginifico, aspetti tenuti a bada da un sottofondo di leggera malinconia a cui sovente ha ceduto. Sappiamo che solo verso la fine della sua vita fu in grado di produrre le sue poesie più originali. Ma tutto questo non basta: ora per i tipi di Fazi esce “Bright Star. La vita autentica (ma breve) di John Keats” di Elido Fazi dove si racconta dell’ultimo periodo della vita del poeta, perso nelle oscure trame destinali di difficoltà economiche e travagliate vicende familiari. Si racconta in questo libro della statura intellettuale e umana di un personaggio che ha sovente rivelato di essere in balia di una tremenda fascinazione che solo la parola è in grado di produrre nell’artista, nel poeta. Parliamo di un ritratto felice, di un resoconto esistenziale che va dall’incontro con personaggi come Shelley, Wordsworth, Coleridge, sino al suo amore per Fanny, in cui trionfa il desiderio di una intima fusione tra anime e una sorta di complicità non solo di carattere affettivo ma che diventa intesa ideale in bilico tra ossessione e indifferenza. Elido Fazi, quasi come posseduto da un’entità altra, ricostruisce mirabilmente stati d’animo e situazioni, di un poeta come Keats, mistico e visionario eroe moderno, fondatore di una nuova visione del mondo instancabile indagatore di categorie come Bene, Verità e Bellezza anticipando nella sua opera aspetti fondamentali per la sensibilità odierna. Elido Fazi, è eccellentemente dotato nel parlare del “padre del romanticisimo” attraverso una puntuale, chiarissima, avvincente biografia romanzata.
Elido Fazi, Acquasanta Terme (AP), 1952. Economista e scrittore, è il fondatore della Fazi Editore, per i cui tipi ha tradotto il poema epico in versi sciolti La caduta di Iperione di John Keats, e ha pubblicato L’amore della luna (2005). Nel
Il libro del giorno: “Una parola ha detto Dio, due ne ho udite” Lo splendore delle verità di Barbara Spinelli (Laterza)

Barbara Spinelli è tra i commentatori italiani più autorevoli sui temi della politica internazionale. Ha scritto per “Repubblica” e per il “Corriere della Sera”. Attualmente è editorialista della “Stampa”. Vive e lavora a Parigi. Ha pubblicato, tra l’altro, Il sonno della memoria (Mondadori 2001) e Ricordati che eri straniero (Qiqajon 2005).
Altai di Wu Ming (Einaudi, Stile Libero) visto da Dario Goffredo

Dieci anni fa usciva in Italia Q e tante cose sono successe da allora, tante volte abbiamo pensato a quell'omnia sunt communia che lo caratterizzava, gli stessi Wu Ming ne hanno ragionato a più riprese fino a far nascere questo Altai (e ritardando così il secondo capitolo della trilogia iniziata con Manituana) che lo riprende, lo richiama, ma ne sposta, in modo molto efficace, il punto di vista, l'ambientazione e le conclusioni politiche :
(non farò commenti su questo punto, rischio di dire cose sbagliate come è già successo per Manituana (http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap12_VIIIa.htm).
Aggiungo un'ultima cosa: la bellezza di certe frasi che restano appiccicate addosso a chi legge, la bellezza di certe immagini vivide e, soprattutto, la bellezza della lingua usata sapientemente per rendere quel crogiuolo di civiltà e di popoli che era il mar Mediterraneo nel XVI secolo.
Un libro bellissimo, una prova entusiasmante per il collettivo Wu Ming, giunto ormai ad una piena maturazione artistica che porterà in futuro sicuramente altre storie memorabili come questa. Leggete, meditate e diffondete.
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sabato 20 febbraio 2010
Il libro del giorno: Ritorno a Ford County di John Grisham (Mondadori)
Inez Graney, costretta da anni su una sedia a rotelle, parte assieme ai suoi due figli per un bizzarro viaggio attraverso il delta del Mississippi per andare a trovare il suo amato terzo figlio, rinchiuso da undici anni nel braccio della morte. Mark Strafford, avvocato divorzista, annoiato e con qualche problema con l'alcol, riceve una telefonata inaspettata che riporta alla luce un vecchio caso irrisolto che potrebbe fruttargli molto più denaro di quanto lui abbia mai visto in vita sua. Sidney, modesto impiegato in una società di assicurazioni, affina le sue capacità nel gioco d'azzardo con il solo scopo di rovinare per sempre Bobby Calr Leach, balordo giocatore di blackjack colpevole, tra gli altri crimini, di avergli rubato la moglie. Tre bravi ragazzi di campagna si mettono in viaggio per Memphis animati dalle migliori intenzioni: donare il sangue a un loro caro amico in fin di vita. Ma dopo essersi fermati nel primo negozio di alcolici che incontrano, il loro viaggio prende una piega inaspettata fino a concludersi in un infimo club di spogliarelli alla periferia della grande città. Questi sono alcuni dei personaggi che animano Ford County, prima raccolta di racconti di John Grisham.Le ragioni della passione di Antonio Errico (Kurumuny). Intervento di Elisabetta Liguori

Ormai non mi stupisco più di alcun viaggio. Solitamente, se c’è da andare vado, mi affido e vado. Scelgo il conducente e vado. Mi accade con i libri e non solo. Ma se la partenza sempre mi riempie di curiosità, l’arrivo solo di rado mi è affine. Questa volta con “ Le ragioni della passione”, nuova raccolta di scritti firmati da Antonio Errico per Kurumuny editore, non si è trattato soltanto di viaggiare, ma di progettare il viaggio fin nei più piccoli dettagli. Il percorso mi è parso sin da subito familiare quanto arduo. Affascinante senza ombra di dubbio. Si tratta, è bene dirlo con chiarezza, del percorso più importante della vita: quello della didattica, della formazione. Pane quotidiano per Antonio Errico, dirigente scolastico di consolidata esperienza, per me nuova, desiderata e sapida abbuffata. Un cammino elaborato per tappe e poi custodito come uno scrigno in questo volumetto prezioso, di un Errico Maestro, che sa moltiplicarsi in un caleidoscopio di citazioni, stimoli, memorie, desideri. Tre le chiavi didattiche offerte dall’autore quelle contraddittorie e per questo ancor più sapide della Verità/ della Menzogna, quella del Bene/ del Male, quella della Bello/ e del Brutto. E dunque tutto il vivere che c’è nel mezzo espresso in piccoli saggi. Si parte dal Novecento, favola triste ormai giunta alla su conclusione, qui percepita come groviglio da districare. Si procede un bandolo per volta. La verità, il bene, il bello del Novecento. Poi l’alba degli anni 2000, la sua frattura, il suo cinismo, la sua solitudine. È Edgar Morin ( in realtà Edgar Nahoum) la prima guida scelta da Errico per accompagnare il lettore lungo sei snodi filosofici di tipo interdisciplinare e sociologico, che partono dal passato per guardare al futuro. Snodi quali la naturale cecità della conoscenza, ad esempio, che ci obbliga oggi ad insegnare alle generazioni future che sforzarsi di conoscere è (e sarà) sempre insidioso. Ogni discente, ribadisce con forza Errico, deve imparare a confrontarsi con la parzialità delle cose, con la loro illogicità, la loro frammentarietà, perché da quella naturale cecità deriva un obbligo assoluto a comporre frammenti, cocci di un vaso in frantumi, sviluppando sempre più adeguate tecniche di composizione. La condizione umana è di per sé molteplice e va intesa come confronto dinamico tra nessi culturali, infatti, e così anche la terra. Siamo parte di una identità terrestre complessa. Viaggiamo su questo pianeta e di questa composizione materiale e spirituale non possiamo non tener conto. Pertanto l’etica del genere umano deve essere un’aspirazione morale, una volontà ferma, una forma di oculata obbedienza alla forza della vita stessa di cui siamo parte, che dovrebbe indurci alla solidarietà, alla comprensione, alla compassione. Da molti è stato detto che una società si sviluppa da sempre solo in condizioni di solidarietà. Errico, da grande romanziere quale è, sa bene che la letteratura, come la vita, è compassione e che questo può (deve) essere insegnato. E da questo viaggio deriva il nostro futuro.
Apprendimento e racconto. Apprendimento e libri. Se ne deduce con gioia che la scuola a cui aspira Errico è una scuola che insegna a leggere, secondo un’etica superiore che aspira a dare nuovo valore (e nuovo vigore) alla pagina e spinge il lettore verso l’esterno, verso il mondo, verso le necessarie relazioni umane, verso sempre nuovi viaggi. Anche attraverso il conflitto, o il dubbio o la noia. Persino attraverso l’apparente silenzio. Perché al centro del mondo non c’è l’uomo, ma piuttosto la ricerca della migliore rappresentazione del mondo stesso.
venerdì 19 febbraio 2010
Il libro del giorno: I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo di Alain Minc, Collana Reverse, Chiarelettere edizioni
“Dove diavolo siamo?” “La domanda giusta è: quando diavolo siamo?”Dal film “Ritorno al futuro”
Dieci giorni. Dieci scenari possibili. Che cosa accadrà quando Google acquisirà il “New York Times”, quando Israele attaccherà le basi nucleari iraniane, quando gli asiatici deterranno il primato intellettuale, quando i giovani maschi bianchi si rivolteranno in massa? Minc si proietta in avanti di qualche anno, facendosi cronista del futuro che potrebbe attenderci. È sul campo quando ognuno dei dieci eventi choc accade: lo descrive in presa diretta, prevedendo le reazioni immediate, le conseguenze a lungo termine. Ogni giornata è un capitolo che mette in scena un evento choc in grado di sconvolgere gli equilibri attuali. Il mondo non sarà più lo stesso. È necessario allora provare a raccontare il tempo che ci attende, senza dimenticare da dove veniamo. L’autore, esperto di politica e di finanza internazionale, ci aiuta a intraprendere un nuovo ritorno al futuro.
Alain Minc è un politilogo e consulente finanziario francese. È autore di numerosi saggi. Fra i più recenti pubblicati in Italia: "La nuova trinità. I giudici, i media, l'opinione pubblica"(Armando, 1997) e "Spinoza. Un romanzo ebreo" (Baldini Castoldi Dalai, 2002).
I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo di Alain Minc, traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse, Chiarelettere edizioni
"Sono pericoli che interessano tutti, senza eccezioni"
"L'acquisizione del New York Times da parte di Google è forse il meno improbabile degli eventi che cambieranno il mondo"
Jacomo Tintoretto & i suoi figli di Melania Mazzucco (Rizzoli)

giovedì 18 febbraio 2010
Edita promuove il concorso "Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo"

Edita Srl, società di servizi editoriali, indice la IIa edizione del concorso letterario “Corto-testo”. Dopo il successo del 2005 di ”Corto-testo. Istantanea sulla tua città”, il concorso viene riproposto anche per il 2009-2010. Quest’anno il tema scelto è “Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”. Il progetto editoriale vuole essere innanzitutto uno strumento di valorizzazione della cultura italiana e in particolare di quella pugliese che, grazie alla posizione geografica della regione e alle vicende storiche succedutesi nel corso dei secoli, rappresenta un patrimonio di inestimabile valore da rivalutare e salvaguardare con continue e sempre più incisive attività. Con questo concorso si invita a descrivere monumenti, personaggi leggendari o storici, miti, leggende e itinerari di una città o di un borgo pugliesi, facendoli diventare protagonisti o sfondo di una storia immaginaria o verosimile. La partecipazione è aperta a tutti i cittadini dei paesi appartenenti alla comunità europea. La scadenza del concorso è fissata per il 30 giugno 2010. Sono ammessi al concorso i racconti in lingua italiana, purché inediti, che hanno per oggetto il tema: Corto-testo® Luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo. Si concorre con una o più opere di una lunghezza massima di 16000 battute (spazi e punteggiatura inclusi). I racconti non devono contenere disegni, grafici o illustrazioni di qualunque tipo. Gli elaborati presentati saranno valutati a insindacabile giudizio da un comitato di lettura interno e successivamente da una giuria composta da esponenti del mondo accademico, del mondo della cultura e dello spettacolo e da professionisti del settore editoriale. Contemporaneamente i racconti saranno votati dal pubblico degli internauti sul sito di Edita (è previsto un premio speciale per il racconto più votato). Il concorso si concluderà il 20 dicembre 2010. Tra tutti gli elaborati saranno scelti i migliori e pubblicati nel libro “Corto-testo® luoghi, personaggi e leggende del Mediterraneo”. Il regolamento e la scheda di partecipazione sono scaricabili su www.editaonline.com
Il libro del giorno: Otto personaggi in cerca (con autore) di BJÖRN LARSSON (Iperborea)
È rimasto un solo mondo di regioni inesplorate, di rotte da tracciare e mete provvisorie, dove la scoperta di tesori è ancora possibile: il mondo delle scienze. È sull’oceano del sapere che navigano questa volta i personaggi di Larsson, accomunati tutti, nella loro diversità, dallo stesso spirito di avventura: sono pronti a non dare niente per scontato, a mettersi totalmente in gioco, pur di inseguire la loro ricerca e il loro sogno. Come il filologo deciso a trovare negli antichi manoscritti la soluzione al mistero del Graal, il linguista che si immerge nelle strutture della grammatica per fare ordine nel caos del mondo, o la filosofa atea che sente la voce di Dio, e il chimico che compie il primo passo verso la conoscenza studiando le reazioni molecolari dell’innamoramento, fino all’ironico autoritratto dell’autore in crisi d’ispirazione che scopre, in una lettera smarrita di Flaubert, l’impossibile ricetta del capolavoro. Muovendosi con avvincente semplicità tra i problemi filologici e la grammatica generativa di Chomsky, la matematica quantistica e le teorie rivali del Big-bang o la mappatura del genoma umano, Larsson riesce ad entrare con umorismo e leggerezza nel vivo dei temi più attuali della scienza, dell’etica, del libero arbitrio, del dibattito tra verità e fede, tra laicità e fondamentalismo. E seguendo i suoi personaggi sulle inaspettate vie della scoperta, lontano da dove pensavano di arrivare, ricorda che non c’è altra legge che il dubbio, altra regola che l’incertezza, quando si ha a che fare con l’uomo e la sua imprevedibilità."E il mio cuore trasparente” di Véronique Ovaldé (Minimum Fax)

Vince il premio Renaudot del Lycéens per la sua opera dal titolo “Ce que je sais de Vera Candida”, viene considerata la voce più interessante dell’intero panorama letterario contemporaneo francese. Parliamo di Véronique Ovaldé che esce ora in Italia per i tipi di Minimum Fax con “E il mio cuore trasparente”, ma già premiato nella sua terra natale con il “Prix France Culture Télérama” nel 2008 che venduto più di 30.000 copie. Parliamo di una storia che riesce a catturare il lettore non da subito, ma pagina dopo pagina, grazie allo stile di questa scrittrice che oltre ad essere sempre misuratamente un po’ sopra le righe, si rivela capace di tratteggiare una figura maschile come quella di Lancelot con grande eleganza e poesia. Lancelot è il protagonista maschile, una specie di Alfonso Nitti dei nostri giorni, che rimane vedovo della moglie Irina, ignaro però delle verità più grandi di lui, che la sua defunta compagna ha portato con sé nella tomba. La storia: Irina viene ritrovata morta in una “buia e tempestosa” notte d’inverno. Lancelot non riesce a rielaborare la perdita e il lutto, e si getta a capofitto in una ricerca spasmodica dei perché, e dei come. Poco a poco una serie di segreti che riguardano Irina, riaffiorano dalle ombre di un passato fatto di bombe molotov, uomini ambigui e milizie ecologiste militanti. “E il mio cuore trasparente” rappresenta quella parte segreta che fa parte un po’ di tutti noi e che tentiamo di tenere ben nascosta, una specie di mistero che occorre rispettare, senza farsi troppe domande. Fondamentalmente è un lavoro che parla delle innumerevoli contraddizioni di una donna moderna, certamente frivola e alcolista, ma che vuole riscattare se stessa dinanzi ad una arida ingenerosità del Destino, dando tutta se stessa per la salvaguardia del pianeta. Questo romanzo non è solo banalmente la descrizione dell’illusorietà dei sentimenti umani, non è la descrizione di una scontata solitudine che si cela dietro l’innamoramento, ma l’affermazione categorica che non riusciremo mai a conoscere le persone con cui viviamo
mercoledì 17 febbraio 2010
TUTTI I RACCONTI 1964-1981di Philip K. Dick (Fanucci editore)
Con questo quarto volume si conclude la pubblicazione di tutta la narrativa breve di Philip K. Dick. I racconti coprono l’arco cronologico che va dal 1964 al 1981: è il periodo della piena maturità artistica, gli anni in cui Dick arriva a esprimere il suo complesso mondo interiore nella maniera più compiuta. Agli slittamenti progressivi e inarrestabili della realtà si aggiungono ora i vistosi contorcimenti del tempo, caratteristiche a cui l’autore ha sempre mirato e che ossessivamente ha perseguito. Così in Il suo appuntamento è fissato per ieri lo scorrere lineare del tempo s’inverte, procedendo dal passato al presente, e in Tempo nauti c’è chi si trova nella bizzarra condizione di partecipare come ospite d’onore al proprio funerale. Ventitré racconti che ripropongono l’universo dickiano: evoluzione dell’automazione e simulacri artificiali; sostituzione della memoria biologica con una memoria artificiale prefabbricata; impossibilità di distinguere l’essere umano dal replicante androide."A chiunque si sia perso negli infiniti modelli di realtà del mondo moderno, noi diciamo: Philip K. Dick era lì prima di voi.” Terry Gillian
"Philip K. Dick è stato uno dei visionari più originali della narrativa statunitense del XX secolo.” L.A. Weekly
Donne e altri animali feroci, di Manila Benedetto, Coniglio Editore. Intervento di Nunzio Festa
I racconti feroci di Manila Benedetto, contenuti nell'ultimo “Donne e altri animali feroci”, sono delle miniature, descrizioni agili che nella maggior parte dei casi disegnano sulle pagine un quadro devastante per l'umanità e proprietà deflagranti dell'umanità. Il primo dei racconti brevi, d'altronde, già presenta la piccola raccolta. Che, dicendo di mucche sorde – chiaramente per vizi derivanti dall'infame guerra – oltre di nuovo a illustrare l'osceno, lasciano esterrefatti quasi quanto certe scritture dell'ambientazione metropolitana più truce. Ma il territorio della Benedetto è quello della rottura delle forze primarie, dove il destino del congelamento temporaneo delle speranze avanza di pari passo con la forza d'un destino segnato. Le ambientazioni scelte dall'autrice pugliese sono tutte affascinanti. Anche quando lo spazio è davvero microscopico. Con questo tassello proposto negli esilaranti 'lemming' della Coniglio, la Benedetto offre un altro passo inventato dai suoi sguardi e dalla sua visione della scrittura, e della vita dunque. E' forse di nuovo la notte dei blogger, potremmo dire, prendendo in prestito il titolo dell'antologia di scritti curata da Loredana Lipperini per Einaudi nel non più vicinissimo 2004, volume che conteneva già allora un testo di Manila Benedetto. I dieci racconti (o nove più uno) dei quali riferiamo, però, oltre a mettere nel sottofondo dei tempi di scrittura delitti dal quotidiano, presentano lo stesso 'quotidiano' toccato da briciole di mistero. Dunque abbiamo donne assassine, che però non ammazzano animali, e animali feroci che incontrano uomini e donne. Per fare cosa? Inoltre, la scrittrice di Castellana Grotte mette pizzichi delle sue sperimentazioni in prose che non devono spaventare.martedì 16 febbraio 2010
Il libro del giorno: Haiducii (Homo homini pitbull) di Tommaso Labranca (Excelsior 1881)
Arrivati in Italia dalla Romania interna, i Petrescu osservano incantati il paradiso delle merci che li circonda e la facilità con cui possono accedervi tramite finanziarie capestro. Ma è una felicità fugace perché la loro vita è uno slalom tra prepotenze di ogni tipo e conti che non tornano. Haiducii è narrato in maniera destrutturata, in una serie di capitoli ambientati in anni diversi, a volte nel passato o in un futuro improbabile, e con un finale inatteso, non è un romanzo buonista: è l'espressione diretta di quella guerra tra (finti) poveri propria del nostro tempo e che qualcuno in Francia ha definito con l'espressione "homo homini pitbull".Tommaso Labranca è nato a Milano nel 1962. Come scrittore ha pubblicato tra gli altri "Andy Warhol era un coatto (Castelvecchi, 1994); "Charltron Hescon" (Einaudi Stile Libero, 1999); "Neoproletariato" (Castelvecchi, 2002); "Il Piccolo Isolazionista" (Castelvecchi, 2006). E' anche attivo come autore televisivo e ha condotto per due anni una particolare rassegna stampa mattutina su Play Radio.
Uomini nello spazio di Tom McCarthy (Isbn edizioni)
Tom McCarthy non è solo uno degli intellettuali più innovativi, più prolifici del Regno Unito, ma è un personaggio della letteratura internazionale che riesce a creare plot di raro fascino e grande lucidità. Il suo ultimo lavoro pubblicato da Isbn edizioni, è un lavoro ragionato sin nei minimi particolari, davvero come pochi se ne leggono oggi. Insomma un lavoro esilarante, brillante, che tiene attaccati sino all’ultima pagina e che ha per protagonisti una folta schiera di criminali di Praga e un pool di astronauti intrappolati nella loro navicella spaziale. Uomini nello spazio, parla in sostanza di una deriva, di un multiverso della storia contemporanea che è franato sotto i piedi dell’umanità, ovvero quell’arco di tempo onto-fenomenico che include la caduta del Muro di Berlino e la fine dell’U.R.S.S. Praga fine anni novanta: i destini di alcuni malviventi si intersecano con tracciati esistenziali di altra gente di malaffare, galleristi senza scrupoli e “acidi” cineasti statunitensi che hanno percorso in lungo e largo l’Oceano dopo il 1989 in cerca di affari facili. La chiave di volta dell’intero romanzo, riguarda alcuni mafiosi bulgari che tentano di “estradare” clandestinamente una rara e preziosissima icona bizantina, progetto che si rivelerà pieno di ostacoli, ma ricco di avventure e dis/avventure. La metafora sta tutta invece nella figura di un astronauta sovietico lanciato in orbita appena prima della caduta del muro, e lasciato al suo fato nello spazio mentre nascono le incerte e oblique nuove democrazie, che sostituirono l’Urss.Tom McCarthy è nato nel 1969 e vive a Londra. È artista, romanziere, teorico della letteratura, e portavoce della International Necronautical Society (INS), un network di avanguardie artistiche che esplora le dinamiche tra morte e rappresentazione. Déjà-vu, il suo primo romanzo, è stato inserito dal New York Times nella lista dei migliori libri del 2007.
lunedì 15 febbraio 2010
Girolamo Comi, poeta del Novecento, domani all'Arci "I Sotterranei di Copertino"

Comi dall’accademia alla scuola: è il senso primario di questo impegnativo ed esaustivo lavoro pedagogico e critico della professoressa Maria Occhinegro. Ed è un gran merito, perché nessuno ha mai osato finora portare all’attenzione della scuola l’opera e la figura del poeta salentino. Ciò si spiega coi fatto che la poesia di Comi occupa un posto di solitaria altezza nel panorama della letteratura non solo salentina e pugliese, ma anche nazionale ed europea. Maria Occhinegro si è cimentata in questo non facile incontro. I risultati sono quelli che il libro esibisce: risultati di assoluta novità metodologica, di grande espansività didattica, di notevole spessore critico. Il lettore è immerso in un paese d’anima che gli era sconosciuto; comincia ad avere la nozione esatta del come può nascere e vivere la poesia, può toccare con le antenne della propria intelligenza il mistero che è alla radice dei suoni, allo sbocciare della parola poetica, non semplicemente descrittiva, ma eroicamente creativa, misteriosamente amica del respiro del mondo. Innamorarsi della poesia attraverso le sillabe che la compongono, entrare nei suoi meccanismi linguistici e psicologici seguendo l’eco dei suoni, procedendo sul tratturo di inusuali incontri col respiro mozzato dall’epifania di una ininterrotta pioggia d’accordi.
Il libro del giorno: Anima magica di Rossella Panigatti (Tea)
Silvia è una ragazzina alle porte dell’adolescenza che vive un mondo apparentemente perfetto e dorato. I genitori appartengono al ceto borghese, sembrano non farle mancare nulla, avvolti come sono dal perbenismo, dalla facciata sociale che li costringe in uno schema rigido, imperniato sul bello e sul conveniente. L’improvvisa malattia del padre, quasi morente in quel di New York con a fianco l’amante ad accudirlo anziché la moglie legittima, cambia la vita di Silvia, costretta a trasferirsi dalla zia Gaia – anima ribelle e anticonformista – nel paesaggio magico e avvolgente della Maremma. Non le vengono date spiegazioni, deve partire, migrare per un tempo breve, sì, ma pur sempre lontano da casa. Sono dieci anni che Silvia, fragile e ancora indifesa, non incontra Gaia. Una sensazione di inadeguatezza l’assale, la sconvolge, le impedisce di razionalizzare. Cosa succederà, dopo? Come cambierà la vita di una ragazzina che ha appena incominciato a domandarsi che cosa voglia davvero dire ‘vivere’? Quale ruolo giocherà Gaia, la zia/maga/strega buona/guaritrice? Rossella Panigatti, al suo esordio narrativo dopo una serie di manuali di auto-aiuto quali I sintomi parlano. Comprendere il messaggio della malattia e servirsene per guarire e La comunicazione vitale. Usare l'energia per trasformare i conflitti in relazioni: con noi stessi, gli altri e l'ambiente (entrambi per TEA), ha alle spalle un’esperienza di vita non comune essendosi specializzata in marketing ed imprenditoria e avendo poi abbandonato il settore a causa di una profonda depressione e a problemi di natura fisica. Si è infatti avvicinata alle teorie del Sistema Corpo Specchio, originariamente coniate da Martin Brofman, grande esperto dello sviluppo personale legato alle energie individuali, applicandole su stessa e su terzi. L’autrice milanese ha sperimentato, e insegna ormai da oltre quindici anni, la guarigione spirituale servendosi sia della psicoterapia classica sia dell’esoterismo, associandolo al sistema dei Chakra e all’utilizzo proficuo delle energie positive che risiedono nel nostro corpo, in contatto costante con la coscienza. In Anima magica sonda un territorio delicato, quello del bambino che si fa adulto, rendendosi comprensibile ed efficace – con uno stile delicato e liquido – a tutti, giovani e adulti. Un romanzo che parla al cuore e del cuore con incredibile immediatezza, sondando i lati più nascosti dell’Io con l’intento di migliorarsi, di sfruttare al massimo le potenzialità inespresse dell’interiorità, senza barriere fisico/temporali attraverso una storia di formazione legata ai sentimenti e alla natura. Si può essere felici, si può conoscere se stessi ed è possibile comprendere i propri figli, anche quando appaiono isole in mare aperto.“Verso la dolcezza” di Francois Bégaudeau (Einaudi)

François Bégaudeau, nato in Francia nel 1971, è giornalista e scrittore. Ha collaborato con i «Cahiers du cinéma» e scrive di cinema per «Playboy». Ha insegnato Letteratura nelle scuole medie. È autore di alcuni romanzi di prossima pubblicazione presso Einaudi, de La classe (Einaudi Stile libero 2008) - da cui è stato tratto il film omonimo, premiato a Cannes con
domenica 14 febbraio 2010
Il libro del giorno: Il sangue è randagio di James Ellroy (Mondadori)
Estate 1968. Gli Stati Uniti sembrano sul punto di esplodere per il caldo che li soffoca e gli scandali che la scuotono. Nell'attraversare un quadriennio infuocato, lo sguardo implacabile di Ellroy si ferma su eventi enormi l'imperialismo Usa in America Latina, il dilagare del Black Power, la morte di J. Edgar Hoover, la presidenza Nixon - e su esistenze minime, trascinate dal corso di quella spaventosa e magnetica fiumana che è Los Angeles, interrompendosi sull'orlo del Watergate.James Ellroy, il cui vero nome è Lee Earle Ellroy (Los Angeles, 4 marzo 1948), è uno scrittore statunitense. Dopo il suo secondo matrimonio con Helen Knode (autrice del libro The Ticket Out), Ellroy si era trasferito a Kansas City. Nel 2006, a seguito del loro divorzio, lo scrittore è tornato a L.A. Si definisce un eremita: scrive al computer molto raramente e preferisce creare grandi schemi della trama prima di cominciare di lavorare al libro.
Shutter Island (BD edizioni) a cura di Stefano Ascari e Andrea Riccadonna

sabato 13 febbraio 2010
Il libro del giorno: Tony Earley, La stella blu (Fanucci), collana Vintag

“Jim, i McBride e Aliceville incarnano in modo tanto perfetto il desiderio del nostro tempo
“Ecco un libro che ci fa sorridere e commuovere dalla prima pagina”
“Teniamolo d’occhio!” “Uno stile limpido e profondo”
“Scritto in una lingua bellissima e disseminato di delicati e stupefatti sentimenti”
Ttl
Il paese dei diari di Mario Perrotta (Terre di Mezzo). Di Pierpaolo Lala
Nei suoi spettacoli teatrali l’attore leccese Mario Perrotta lavora sulla memoria. Dai racconti dei migranti che lasciavano la propria terra in cerca di lavoro sono nati alcuni spettacoli teatrali e una trasmissione radiofonica. Qui, passando dal ruolo di autore/attore a quello di scrittore, si cimenta con un racconto in bilico tra finzione e realtà. Ne Il paese dei diari illustra l’esperienza di Pieve Santo Spirito, paesino toscano, dove nel 1984 il giornalista Saverio Tutino ha fondato un Archivio diaristico nel quale sono raccolti oltre seimila manoscritti. Ognuno può mandare il suo diario, o quello dei parenti scomparsi, e sperare nel giudizio della giuria (composta dall’intero paese) che decide cosa pubblicare ogni anno. Quello di Perrotta però non è un reportage su quanto accade a Pieve ma un racconto – guidato dal Virgilio Tutino - del mondo dei diari che nella notte si muovono, parlano. Ognuno racconta la propria storia e solo in questo mondo fantastico fascisti e partigiani possono stare l’uno accanto all’altro, solo così risorgimento e fine 900 diventano contemporanei. E poi ci sono storie incredibili come quella di Clelia Marchi che un giorno, affranta dall’assenza del defunto marito, inizia a scrivere su un lenzuolo bianco, conservato in una teca nella stanza principale dell’archivio. Un enorme foglio da compilare con la propria storia. “A Pieve Santo Stefano di diari ce ne stanno a migliaia e sono pieni di memorie transitorie, di incroci di frutta e colori, di esperienze utili per andare al mercato delle mele, migliaia di leve simili, ma differenti, memorie che messe tutti insieme non fanno un monumento”, sottolinea Ascanio Celestini nell’introduzione. “Storie effimere nelle quali Perrotta s’è fatto un giro tirando un po’ di leve e raccontandoci che senza i ricordi personali l’effimero della memoria non transita da nessuna parte”. Il volume è completato da alcune fotografie dei diari e da un capitolo di Loretta Veri, direttrice organizzativa della Fondazione, che spiega la genesi, la storia e il futuro di questa incredibile iniziativa di memoria personale e collettiva.powered by CoolClub
venerdì 12 febbraio 2010
Il libro del giorno: La mano sinistra di Dio di Paul Hoffman (Editrice Nord)
Non lasciatevi ingannare. Si chiama Santuario dei Redentori, quello in cima a Shotover Scarp, ma è un luogo che non dà nessun rifugio e offre ben poca redenzione. Anzitutto è circondato, a perdita d’occhio, da un’arida boscaglia, è avvolto da una perenne coltre di fuliggine ed è così grande che è facilissimo perdersi, proprio come ci si perderebbe in una landa desolata. Poi ci vivono più di diecimila ragazzi, tormentati dalla fame e dal gelo, costretti a pregare e a fare penitenza, stremati da punizioni brutali e da un addestramento sfibrante. E tutto perché i Redentori hanno un disperato bisogno di soldati da mandare in guerra contro gli Antagonisti, contro coloro che non credono in nessun Dio. Una guerra che dura ormai da due secoli. Questa è stata la vita di Cale da quando, dieci anni prima, è stato strappato alla sua famiglia e condotto nel Santuario. Adesso Cale di anni ne ha quattordici: il suo passato è stato cancellato, il suo presente è un inferno e il suo futuro è la morte sul campo di battaglia. La stessa fine di tutti suoi compagni. Però Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano. Deve fuggire. Ma non si può sfuggire al destino. Perché, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l’astuzia. Un mondo che regala l’amore soltanto per strapparlo via. Un mondo in cui amici e nemici hanno lo stesso volto. Un mondo che aspetta e teme colui che forse lo distruggerà: la Mano Sinistra di Dio…Paul Hoffman ha passato gran parte della sua infanzia in giro per il mondo, assistendo alle spericolate evoluzioni del padre, un pioniere del paracadutismo acrobatico. E' comunque riuscito a laurearsi in Leteratura inglese al New College di Oxford, diventando poi un affermato sceneggiatore cinematografico. La mano sinistra di Dio è uscito in contemporanea mondiale in 20 paesi ed è stato definito dal Bookseller «uno degli eventi editoriali dell'anno».
LA REPUBBLICA DELLE BANANE – IL BLOG SU FACEBOOK a cura di Andrea Riezzo e Giuseppe Cristaldi
Il termine "condividi" è sicuramente la parola cardine di questi ultimi tempi, in quanto è il fulcro del noto social-network, Facebook. Proprio per questo motivo il neonato blog, "La Repubblica delle Banane" ha preso forma in Facebook, in quanto l'obiettivo fondamentale è condividere. "La Repubblica delle Banane" non è assolutamente un nome blasonato e palese come molti potrebbero pensare, tutt'altro, è un nome coniato da O. Henry (pseudonimo di William Sydney Porter) per classificare l'Honduras. Infatti "La Repubblica delle Banane" è una modalità dispregiativa di dire, rivolto a piccole nazioni latino-americane, dove regna una politica instabile, il potere economico è in mano alle multinazionali, e il governo è composto da un'oligarchia ricca e corrotta.
L'utilizzo dell’espressione “La Repubblica delle Banane” in questa sede è rivolto all'Italia, in quanto la situazione è poco differente rispetto a quella del sud america, se non per il fatto che non ci troviamo a quelle latitutidini e, pertanto, questo blog ideato da A. Riezzo, e con lui amministrato anche da G. Cristaldi, ha come obiettivo, quello di denunciare le malefatte di chi è a capo del governo, attraverso un'informazione limpida, pura, senza mezzi termini o possibilità di “inciucio”, offrendo a tutti la possibilità di "condividere" la notizia, affinchè quanti più cittadini s'informino in maniera corretta. Perchè preferire un blog? La risposta è molto semplice. Basta accendere un comune televisore e successivamente parlare con un italiano medio che non ha altri mezzi d'informazione oltre al tubo catodico, e ci si rende conto che la televisione impone alla mente solo due opportunità: scegliere tra l'ignoranza pura o la cultura filtrata. In ogni caso, nessuna delle due opzioni fa crescere la cultura di un cittadino, tutt'altro, annebbia le coscienze e rende deboli, lasciando scivolare addosso ogni tipo di notizia, dalla più scottante alla più effimera. Il blog "La Repubblica delle Banane" mira alla comunicazione senza "rumore", seguendo alla lettera la definizione di "comunicazione" cioè : mittente/messaggio/ destinatario, aggiungendo, dopo il "destinatario", solo ciò che la tecnologia di Facebook ci ha donato, la condivisione, che non è altro che un sinonimo del termine "divulgazione" che veniva usato negli anni precedenti.
Si aggiunga, che "La Repubblica delle Banane" non è schiava della televisione di Stato, non è schiava della televisione privata, non è schiava dei giornali di destra o di sinistra che siano. Essa è schiava soltanto della demagogia che ci governa, in quanto a causa di quest'ultima, le notizie vengono setacciate clamorosamente quindi consecutivamente tutti gli errori e tutti gli orrori commessi dai capi di governo e dai politici tutti.
Per maggiori informazioni, iscrivetevi al blog attraverso questo link:
http://www.facebook.com/pages/La-Repubblica-delle-Banane/163655204714?ref=mf
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