In qualità di affiliato Macrolibrarsi | eCommerce n°1 in Italia per il benessere di corpo e spirito io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei - As a Macrolibrarsi affiliate | #1 eCommerce in Italy for the well-being of body and spirit / In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei - As an Amazon Associate I earn from qualifying purchases
Il marchio Havaianas ha
diffuso lo spirito del Brasile in tutto il mondo fin dal 1962 con l’iconica
suola in gomma e fantasie colorate e luminose che richiamano l’estate. Con
oltre 250 milioni di paia vendute ogni anno in oltre 100 Paesi, Havaianas è
sinonimo di infradito moderne: i suoi modelli sono un must per chi ama il mare
e vuole sempre essere alla moda. Dalle strade del Brasile al più famoso museo
di arte contemporanea di New York, le Havaianas sono vere icone a livello
mondiale.
È nata una stella (1962)
- "Nel 1962 in Brasile vengono create le prime Havaianas ispirate ai
sandali Zori, calzature giapponesi tradizionali con fascette in tessuto e suole
in paglia di riso intrecciata. Havaianas ha sostituito la paglia con la gomma
per modernizzare il desgin del modello. Il resto è storia. Ecco perché la suola
delle Havaianas è dotata di un motivo a grani di riso: uno dei tanti elementi
che le rendono davvero uniche. E il nome “Havaianas” da dove viene? In
Portoghese il nome significa “delle Hawaii, hawaiane” ed è stato scelto per
rendere omaggio a questa destinazione tropicale così ambita per le vacanze,
dove è sempre estate."
I Kombi (1964) - Nel
1964, praticamente qualsiasi lavoratore in Brasile indossava un paio di
Havaianas. I commercianti in viaggio vendevano le Havaianas direttamente dai
loro furgoni Volkswagen Kombi per tutto il Brasile. Questi furgoni venivano
sempre accolti con grande entusiasmo ovunque fossero!
Il modello originale in
gomma (1966) - Non per vantarci, ma Havaianas ha inventato le infradito
originali in gomma! Ecco la prova: nel 1966, la casa madre di Havaianas,
Alpargatas, ha registrato il brevetto per questa infradito in gomma ora famosa
in tutto il mondo!
Più colori (1969) - Inizialmente
le Havaianas erano disponibili solo in blu e bianco. Ma nel 1969, per via di un
errore di produzione, vennero fabbricate delle Havaianas verdi che furono poi
commercializzate. Il pubblico le ha accolte così calorosamente che Havaianas ha
sfruttato quest’opportunità per iniziare a produrre le infradito in diversi
colori, tra cui verde, marrone, giallo e nero.
Un vero essenziale (1980)
- Le Havaianas sono state ufficialmente riconosciute come parte della cultura
brasiliana dal governo stesso, dopo essere state incluse in un elenco di
prodotti fondamentali (assieme a riso e fagioli!) per controllare l’inflazione.
In quel periodo, venivano ormai vendute milioni di paia di Havaianas in Brasile
ogni anno.
Arcobaleni e stampe (metà
del 1990) - "Sapevi che una tendenza degli anni Novanta vedeva i surfisti
girare le suole bianche delle Havaianas al contrario per creare infradito
monocolore? Dopo aver constatato l’esistenza di questa tendenza, Havaianas ha
cominciato a produrre modelli monocolore e ha lanciato il primo modello con la
stampa di un fiore di ibisco. Da lì sono nati sempre più modelli (come quelli
per neonati) con nuove stampe e colori."
La passione per il
Brasile (1998) - Per rendere omaggio al mondiale di calcio nel 1998, Havaianas
ha lanciato le “Havaianas Brazil”, un modello con la bandiera brasiliana sulla
stringa. Resta ancora oggi uno dei modelli più venduti al mondo.
Un’icona delle passerelle
(1999) - Le Havaianas entrano nel mondo dell’alta moda debuttando alla sfilata
dello stilista francese Jean Paul Gaultier, per poi collaborare con alcuni dei
marchi e designer più noti al mondo.
Reinterpretazione dei
classici (dal 2000 ad oggi) - Havaianas non smette mai di rinnovarsi: anno dopo
anno lancia nuovi modelli, come le Slim, i Sandali e le Square e continua a
lavorare a nuove collezioni speciali impreziosite da cristalli e ricami fatti a
mano da artisti brasiliani.
In tutto quello che
facciamo, mettiamo la passione di un tempo, quella tramessa da nostro padre,
quella che ha fatto nascere tutto. Perchè in ogni prodotto c'è una parte di noi
e della nostra città. Racchiude un messaggio che vi trasporterà in un ricordo
passato o ne creerà di nuovi L'intensità dei sapori autentici del nostro
territorio, che combinati e lavorati con semplicità e maestria, danno vita a
prodotti unici. Vogliamo che ogni boccone sia il primo passo verso un'emozione
indelebile
Madò Creme nasce dal grande desiderio di Domenico Napoletano: unire la tradizione dolciaria campana ad un approccio imprenditoriale moderno. La sua visione ha dato vita a un laboratorio artigianale online che offre una vasta selezione di creme spalmabili, disponibili in gusti unici e irresistibili.
Queste creme rappresentano il perfetto connubio tra la ricchezza della tradizione e la ricerca dell’innovazione, frutto di un'attenta selezione di ingredienti di qualità e di abbinamenti che vanno dai classici intramontabili ai sapori più originali e sorprendenti.
Ogni vasetto è sinonimo di artigianalità e passione, riflettendo la volontà di Domenico di mantenere vive le radici della tradizione campana, pur innovando nel settore della pasticceria con una proposta unica nel panorama online
OMI offre bracciali in acciaio con pietre naturali multicolore, perfetti per ogni occasione, unendo eleganza e stile casual
Per un po’, è stato un imprenditore famoso solo tra coloro che si occupano di finanza e tecnologia. Poi, abbiamo cominciato tutti a vedere le sue Tesla in giro per le strade, o i video dei razzi di SpaceX che decollavano (e tornavano ad atterrare). Quando ha comprato Twitter e l’ha trasformato in X sembrava essere all’apice della visibilità e dell’influenza – ma poi è arrivato alla Casa Bianca con Donald Trump. E tutto il mondo si è chiesto se questo imprenditore avveniristico non fosse invece un pericolo globale. Elon Musk è un personaggio imponente, tanto che è difficilissimo avere una visione chiara di chi sia, al di là del rombo assordante della sua notorietà planetaria. Ma Stefano Feltri ha trovato la chiave che fa capire cosa tenga insieme l’utopia dei viaggi spaziali e i saluti nazisti veri o presunti, oppure la California della Silicon Valley e il Sudafrica dell’Apartheid. C’è una questione fondamentale che Musk pone alla contemporaneità: la minaccia esistenziale che il tecnocapitalismo rappresenta per la democrazia. Un capitalismo che usa le piattaforme su cui tutti comunichiamo come armi di propaganda e lotta politica, si rifiuta di sottostare al controllo pubblico, crede che la libertà della tecnologia sia di gran lunga più importante di quella dei cittadini – e accelera la corsa verso un futuro, fatto di intelligenza artificiale, sorveglianza digitale e chip nel cervello, che assomiglia sempre più a un passato a cui non vorremmo tornare. Musk è in questo momento l’imprenditore tecnologico più esposto e visibile – ma il “nemico” di cui ci parla Feltri è ben più pericoloso di un singolo individuo, per quanto potente. Cosa succederà a Musk e alle sue imprese è, infatti, meno importante di cosa succederà alla democrazia, di cui ancora godiamo in Occidente e che è oggi minacciata non solo da fattori esterni, ma anche dalle idee e dalle strategie del tecnocapitalismo
In questo nuovo libro, Alessandro Orsini parla della guerra in Ucraina e del bombardamento di Gaza attaccando i luoghi comuni e le fake news diffuse dai media dominanti. Con la sua prosa semplice e diretta, Orsini ricorre alla teoria sociologica per fornire una nuova interpretazione delle guerre in corso, mettendo in crisi gli schemi mentali con cui l’uomo eurocentrico – che vive di pregiudizi e frasi fatte – percepisce, giudica e valuta la politica internazionale. Il libro introduce, per la prima volta in Italia, la letteratura sul terrorismo di Stato che Orsini applica al caso d’Israele. Il primo capitolo è dedicato ai complessi di superiorità che hanno spinto l’Occidente a sottovalutare e dileggiare la Russia. Il secondo è dedicato ad Hamas e all’attentato del 7 ottobre 2023. Il terzo al bombardamento di Gaza e al regime israeliano nei territori palestinesi. Il quarto contiene quattro lezioni sulla mentalità scientifica per imparare ad analizzare la politica internazionale senza complessi di superiorità eurocentrici. Il quinto capitolo parla delle previsioni di Orsini sulla guerra in Ucraina e introduce il dibattito epistemologico sulla previsione nelle scienze sociali, con esempi molto semplici legati all’invasione di Putin
Edith Wharton (nata Edith
Newbold Jones) (New York, 24 gennaio 1862 – Saint-Brice-sous-Forêt, 11 agosto
1937) è stata una scrittrice e poetessa statunitense. Fu la prima donna a
vincere il premio Pulitzer per il romanzo L'età dell'innocenza (The Age of
innocence) nel 1921.
Nata Edith Newbold Jones,
era discendente di un'antica e ricca famiglia di New York, i Newbold Jones.
Unica figlia di George Frederic Jones e di Lucretia Stevens Rhinelander, Edith
Newbold Jones nacque a New York, e trascorse i primi anni tra Manhattan e
Newport. Non frequentò alcuna scuola pubblica, studiando privatamente e
concentrandosi sui grandi autori del passato. Nel 1885 sposò il banchiere
Edward Robbins Wharton, il quale già dopo pochi anni iniziò a presentare segni
di gravi disturbi mentali. Il rapporto tra i due si allentò sino a divenire una
separazione di fatto; nel 1907 abbandonò gli Stati Uniti, trasferendosi
definitivamente in Francia, dove rimase fino alla morte. Divorziò formalmente
nel 1913, mantenendo però il cognome del marito. In quegli anni conobbe lo
scrittore Henry James, del quale divenne ottima amica e confidente[3], e che la
spronò a seguire la carriera letteraria. La maggior parte della sua copiosa
produzione tematizza il problema del rapporto tra il singolo e il suo gruppo
sociale di appartenenza, e in particolare il problema della "rottura delle
convenzioni sociali". Cresciuta in un ambiente altamente elitario e
rigidamente conservatore, come quello della cosiddetta "aristocrazia del
denaro" dell'altissima società di New York (detta anche
"l'aristocrazia dei Quattrocento"), Wharton cercò di rielaborare i
temi legati alla forte chiusura sociale di tale ambiente in molte delle sue
opere più importanti. Nel 1902 venne pubblicato il suo primo romanzo, The
Valley of Decision, ambientato nell'Italia del XVIII secolo, a cui fecero
seguito molti altri romanzi e racconti. Nel 1911 pubblica Ethan Frome, un
romanzo breve considerato da molta parte della critica come la sua opera più
riuscita. Nel 1914, quando la Germania dichiara guerra alla Francia, Edith
Wharton crea dei laboratori per le lavoratrici disoccupate e prive di
assistenza. In Inghilterra nel momento della battaglia della Marna riesce a
rientrare in Francia solo in settembre. Qui promuove gli "ostelli
americani per rifugiati" una iniziativa che le varrà la Legion d'onore del
governo francese (1916). La sua opera più nota è L'età dell'innocenza (1920),
ambientato nell'alta società newyorkese degli anni settanta del XIX secolo, di
cui ben tratteggia caratteristiche, limiti e contraddizioni. Con questo romanzo
vinse il premio Pulitzer nel 1921, prima donna a riceverlo dalla sua
istituzione. Nel corso degli anni venti e trenta pubblicò altri romanzi e
raccolte di racconti (tra cui la Tetralogia di New York, 1924). Nel 1937
pubblicò Ghosts, una celebre raccolta di racconti sui fantasmi, in parte
ispirata agli scritti di narrativa fantastica del suo amico e maestro Henry
James. Morì lasciando incompiuto il suo ultimo romanzo Bucanieri (The
Buccaneers).
Eccellenze dei monti Picentini. Specialità tartufi e prodotti tipici dei Monti Picentini. Nocciole tonda di Giffoni IGP
Inserbo riporta in tavola il sapore delle conserve di
pomodoro fatte in casa, come una volta. Da oggi, la nostra storia è anche la
tua
Siamo i frutti di un territorio protetto, i segreti di
Teggiano, anticamente chiamato Lo Stato di Diano. Non peperone, non
peperoncino, siamo di più: siamo un gusto antico, intenso come il sole del Sud,
persistente come il legame tra la nostra gente. Siamo un colore acceso, il
profumo di ricordi d’infanzia, il risultato di una promessa che unisce l’antico
e l’eterno. Frutti della terra, veniamo colti a mano e, come 100 anni fa, ci
lasciamo accarezzare a lungo dall’aria e dal sole. Siamo una storia campana, tramandata
e da tramandare, per regalare a tutti il piacere di un’esperienza di gusto
unica, la festa dei sensi.
Un mondo normale, dove è stato appena lanciato in orbita il più piccolo razzo mai creato e dove un geniale studente delle scuole medie è appena diventato il più giovane giocatore di shogi a essere promosso al sesto dan. Questo genere di mondo… Ma un giorno Shikito Takai, ragazzo ordinario con la passione per lo studio, avverte un profumo stranamente irresistibile provenire da Ririto Nishio, un compagno di classe che ha sempre ammirato in segreto. Alla fine della lezione di educazione fisica, Takai si accorge che Nishio ha il volto arrossato e il fiato corto e, preoccupato, cerca di accompagnarlo in infermeria, ma finisce per essere trascinato nel ripostiglio della palestra… Il primo volume della genesi dei primi alfa e omega nella storia dell’umanità! Il box contiene i primi 2 volumi della serie e un booklet esclusivo di 44 pagine!
The name Feicewatch is inspired by two key elements: "FACE" & "ICE."
FE as FACE: In Feicewatch, "FE" is phonetically translated to "Face," representing the watch face. Each watch face is like a unique "face," not just a window to display time, but a true reflection of your personal style and taste. At Feicewatch, we believe that every timepiece should express individuality, making it more than just a watch—it’s a statement.
ICE: True to its name, Ice symbolizes the purity and transparency of our pricing and products. At Feicewatch, we believe that sophistication and elegance should be attainable, not a luxury reserved for the few. That’s why we combine exceptional design with accessible pricing, ensuring that everyone can own a high-quality timepiece. Whether for everyday wear or special occasions, Feicewatch offers style and substance that’s affordable, enduring, and timeless—never fleeting, always within reach
Dal 1989, la ricerca senza compromessi dell’eccellenza ha mantenuto Victorinox in prima linea nell’industria orologiera svizzera. Prodotta nel nostro Watch Competence Center di Delémont in Svizzera, la nostra versatile gamma di orologi Victorinox unisce qualità premium e precisione con un design autentico e inconfondibile, per assicurarti di avere il controllo sul tuo tempo
ADDISDIVE logo deep sea spirit icon è composto da due fucili subacquei e un paio di occhialini da sub. Con la caccia e la distruzione di creature marine da parte dell'uomo, molte creature marine sono in pericolo o addirittura estinte. Due fucili incrociati rappresentano una protesta contro la caccia nelle profondità marine. Dovremmo proteggere l'ecosistema marino
Banditi, assassini, eretici, streghe. Ma anche ribelli, condottieri, nobiluomini e clericali. La lista dei nomi di chi, nei lunghi e tormentati mille anni di Medioevo, è passato alla storia come criminale è lunga, variegata, spesso ambigua agli occhi della società contemporanea – ma forse anche di allora. Congiure di palazzo, agguati lungo le strade, avvelenamenti e omicidi, d’altronde, da sempre accompagnano la vita violenta degli uomini e delle donne alle prese con il potere, la brama di ricchezza, l’esaltazione religiosa o semplicemente l’istinto ferino, allora scambiato per demoniaco, oggi attribuito ai gangster. Cambia però, di epoca in epoca, il modo di vederli, classificarli, perseguirli, e questo ci dice molto sul tempo che li ha prodotti. Come per esempio i reati di stregoneria o eresia, oggi non più moneta comune a differenza che nei torbidi dell’Età di mezzo, o del tribunale dell’Inquisizione, dispensatore di giudizi e punizioni che passavano attraverso i tormenti degli imputati. Stragi e omicidi si accompagnavano alle sollevazioni delle campagne, infervorate dalla predicazione religiosa di frati e preti eretici, mentre nobili corrotti e intricate cospirazioni di corte erano al centro di spargimenti di sangue all’ombra del trono, sovente in balia di ladri e rapinatori armati poi diventati comandanti e generali. Tra assassini beatificati dalla Chiesa, serial killer nascosti dal blasone di signori feudali, donne arse sul rogo per sospetti rapporti col Diavolo, indagini condotte attraverso torture, ordalie e compurgazioni e condanne comminate anche ad animali, questo libro racconta, come un manuale del genere crime, mille anni di cronaca nera: il lato più oscuro del Medioevo
Genova, luglio 2001. Dal giorno in cui Carlo Giuliani è stato ucciso in piazza Alimonda è cambiato tutto. Sono cambiati i movimenti, rinati solo di recente grazie alla passione ambientalista delle nuove generazioni. È cambiata la sinistra, che di fatto è quasi evaporata. È cambiata, assai in peggio, l'informazione: una conseguenza inevitabile dell'editto bulgaro e di tutto ciò che ha comportato nei giornali e, soprattutto, in televisione. Ed è cambiata, infine, la nostra democrazia: più fragile, con istituzioni sempre meno credibili e una classe dirigente sempre più screditata. Se vogliamo comprendere il melonismo di oggi, dunque, dobbiamo riandare a quei giorni dell'estate del 2001, uno spartiacque epocale per il nostro Paese e per il mondo. Viviamo, infatti, in mezzo a un popolo che - per dirla con Piero Gobetti - "non è ancora una nazione", in una democrazia sul piano formale che talvolta non riesce a esserlo sul piano sostanziale. La nostra, insomma, è una democrazia tradita, e gli artefici di questo disastro sono senz'altro le classi dirigenti ma siamo, soprattutto, noi che glielo abbiamo consentito
Kurt Vonnegut was a writer, lecturer and painter. He was born in Indianapolis in 1922 and studied biochemistry at Cornell University. During WWII, as a prisoner of war in Germany, he witnessed the destruction of Dresden by Allied bombers, an experience which inspired Slaughterhouse Five. First published in 1950, he went on to write fourteen novels, four plays, and three short story collections, in addition to countless works of short fiction and nonfiction. He died in 2007
Nel 1907 Tommaso Iozzino, dopo una maturata esperienza
nel commercio della frutta secca, fondò a Gragnano un’azienda specializzata
nella selezione, essiccazione e distribuzione della frutta secca locale.
Nel 1931, suo nipote Zenone Iozzino, padre
dell’attuale azienda, decise di cavalcare il suo sogno e rilevò la ditta dello
zio con l’obiettivo di darle respiro internazionale.
L’azienda, che ancora oggi porta il suo nome, si
occupò inizialmente dell’essiccazione delle noci e della tostatura della frutta
secca, per poi successivamente passare anche alla commercializzazione delle
banane, entrando in un albo speciale di importatori. All’inizio degli anni ’40
l’azienda abbandonò definitivamente il reparto del fresco per dedicarsi
completamente alla frutta secca, la vera grande passione di Zenone Iozzino. Si
scelse di puntare sui sapori naturali più freschi provenienti da ogni angolo del
mondo, puntando poi ad una lavorazione che non ne avrebbe compromesso mai il
gusto, la salute, la natura. Negli anni ’50, con la crisi diffusa
in tutta l’economia nazionale, l’azienda si specializzò nella lavorazione e nel
confezionamento dei fichi secchi del Cilento e del Cosentino, delle noci
Sorrentine, fresche e secche e delle prugne locali.
Alla fine del decennio allo storico marchio Zenone
Iozzino se ne aggiungono altri due, che hanno contraddistinto i dolcissimi
moscioni del Cilento: Sirena e Castello, con lo storico maniero di
Castellammare di Stabia, ancora oggi presente sui pack. Siamo alla fine degli
anni ’60, quando la Zenone Iozzino si presentò come una delle maggiori realtà
industriali Campane del settore e tra le prime aziende in Italia ad importare
le materie prime direttamente dai paesi produttori, con una domanda di prodotto
sempre crescente.
In questo periodo nacque ZIG, acronimo che omaggia il
fondatore dell’azienda e la terra in cui essa è nata. Ancora oggi è il primo
brand aziendale. Più tardi, a cavallo degli anni ’70 e ’80, l’azienda trasferì
parte della propria produzione nel nuovo stabilimento nel cuore del Cilento, a
Perdifumo, nei pressi di Agropoli.
È tra queste terre ancora incontaminate che vivono
cadenzati dalle immortali tradizioni, i dolci fichi delle colline Cilentane,
essiccati e confezionati direttamente in loco. Sono gli anni del successo del
Pirottino, una confezione di fichi mandorlati e aromatizzati con una speciale
miscela di aromi. Negli anni ’90,
l’azienda intensifica il proprio mercato all’ingrosso della materia prima. In
questi anni il marchio ZIG si impone sul mercato come importante player di
settore snack, con una gamma di prodotti indirizzati tanto ai consumatori al
dettaglio quanto alla grande distribuzione. L’apertura verso il sempre più
crescente mercato dei semi e di “frutta del benessere”, rende oggi Zig leader
di settore, grazie alla massima qualità dei prodotti e una continua attenzione
alle tendenze del mercato.
Caffè Toraldo viene fondata a Napoli nel 1968. Sono i
primi passi del brand nell'era del grande boom economico italiano. Il costante
orientamento all’innovazione e la cura del dettaglio la distinguono sul mercato
della torrefazione di caffè. I primi anni di vita in un'economia basata sui
rapporti personali. Una stretta di mano è valuta corrente. Si formano in questi
anni alcuni dei saldi legami che permetteranno al brand di emergere nelle
decadi successive. Il primo stabilimento produttivo è la risposta alle
crescente domanda di prodotti Caffè Toraldo. La produzione su scala industriale
conferisce all'azienda una rinnovata capacità penetrativa nel grande mercato
nazionale. L'espresso napoletano gira l'Italia. La trasformazione tecnologica
traccia il percorso da seguire. Il futuro è fatto di duro lavoro, senza
accontentarsi, per ottenere un prodotto di qualità superiore. Il caffè è sul
fuoco, non è ancora uscito ma se ne sente il profumo. Nel 1993 il mercato di
Caffè Toraldo si è diversificato al punto da rendere necessaria l’inaugurazione
di un nuovo stabilimento produttivo a Casandrino. Nel corso degli anni la Caffè
Toraldo pur diversificando i propri prodotti resta legata al proprio core
business originario, la "sapiente arte della torrefazione", fonte dei
maggiori successi dell’azienda. Il costante impulso ad innovare le tecnologie
accresce in termini qualitativi il prodotto, che resta però saldamente legato
alla grande tradizione della torrefazione italiana. La nostra identità è
intimamente legata al chicco di caffè. Nel passato, nel presente e nel futuro. Nel
2006 viene inaugurato l’attuale stabilimento produttivo di Carinaro, dotato
delle tecnologie più all’avanguardia nel settore della produzione di caffè. Le
attività del brand Caffè Toraldo si sono diversificate comprendendo la
consulenza per l'apertura di nuovi bar, corsi di formazione e scuole per la
preparazione del caffè. L'apertura ai nuovi mercati internazionali, le attività
connesse con la lavorazione e la preparazione del caffè. Una storia che si
rinnova. Quale che sia il futuro, oggi come ieri portiamo l'espresso napoetano
in tutto il mondo. Si scrive espresso napoletano, si legge Caffè Toraldo.
I prodotti della famiglia Limoncè sono realizzati con
100% limoni siciliani. Raccolti a mano solo d’inverno quando, dopo essere stati
baciati dal caldo sole siciliano per tutta l’estate, raggiungono il massimo
della maturazione e del colore giallo. Solo limoni della nobile
varietà femminello, apprezzata per il suo alto contenuto di succo e il suo
sapore intenso dato dall’elevata acidità della polpa
In 1977, the dream of two
young drivers to give motorsport more safety
and more style was born Sparco. After 40 years, the dream is a consolidated
reality. This is our story.
Le sedie da ufficio e da
gioco Sparco portano il mondo racing a casa tua: comfort e stile inconfondibili
Torino, 1911. Più di cento anni fa, nella fabbrica situata ai piedi della famosa Basilica, l’idea di Superga comincia a fare breccia nell’ingegno del giovane imprenditore Walter Martiny.
Per la prima volta in Italia, Walter Martiny, lancia la produzione di articoli in gomma vulcanizzata - tecnologia inventata da Charles Goodyear.
Nel 1913, Superga® produce stivali di gomma totalmente impermeabili che riducono i rischi di malattie e infezioni tipiche dei luoghi paludosi e delle piantagioni di riso.
Qualche anno dopo, nel 1925, Martiny crea una delle prime scarpe sportive al mondo con suola in gomma vulcanizzata per soddisfare le esigenze della moglie tennista.
All’epoca i tennisti usavano scarpe in tela con suola di corda. Martiny, partendo da un calco della suola di corda, la riproduce in gomma naturale: un prodotto antiscivolo e resistente. È proprio dalla texture irregolare della corda che nasce la caratteristica suola “a buccia d’arancia”, la stessa che ancora vediamo sotto la 2750: per tutti, la classica Superga®.
Nel 1962, il graphic designer italiano Albe Steiner progetta il nuovo logo Superga®, caratterizzato da linee semplici e pulite e tuttora in uso.
Negli anni ‘70, Superga® si afferma nel mondo dello sport con una linea dedicata. Tutte le calzature sportive del brand sono contraddistinte dal logo “a coda di rondine”, segno inconfondibile della label Superga Sport. Si sviluppano prodotti per diverse discipline, incluso il tennis, che continua a spiccare nella storia del marchio.
Nel 2007, dopo tre anni come licenziatario del brand, BasicNet acquisisce il marchio Superga® e ne cura il riposizionamento sul mercato attraverso campagne pubblicitarie di grande impatto e collaborazioni con marchi prestigiosi del mondo della moda, tra cui spiccano quelle con Fendi e Swarovski. Nello stesso anno, il Sudafrica diventa il primo licenziatario estero del brand.
Nel 2011, durante i festeggiamenti per il 150° anniversario dall’Unità d’Italia, la Superga® è stata riconosciuta come “uno dei 50 oggetti che hanno fatto la storia in Italia”, confermando il suo status di “Scarpa degli Italiani”.
In questo scenario e da quasi un secolo, essere un’icona per Superga® è come un incontro di tennis: le battute delle origini risuonano nelle volée del presente. Ad ogni rimbalzo, passato e presente si specchiano in un’infinita fusione di patrimonio e lungimiranza, sport e moda.
Superga® è uno dei marchi più prestigiosi nella storia delle calzature italiane in tutto il mondo e si rivolge a coloro che desiderano indossare scarpe casual e contemporanee, ma con un tocco di vera storia e quasi cento anni di cultura e tradizione. Attualmente il marchio Superga® è distribuito in oltre 55 Paesi nel mondo con una rete globale di negozi monomarca e rivenditori multibrand.
Superga® è e sarà sempre un classico perché, sin dall'inizio, ha sempre mantenuto intatto il suo fascino senza tempo, indipendentemente da come lo indossi.
Le scarpe antinfortunistiche ISOOUS sono realizzate con una tomaia in flyknit e mesh, ed hanno una punta in acciaio per una maggiore protezione. Queste scarpe sono progettate per offrire una buona traspirabilità grazie ai materiali freschi in poliestere, ideali per l'estate
Parliamo di un taccuino ispirato ai leggendari diari maledetti dei più famosi anime giapponesi, con cover scura, look misterioso e un’este...