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venerdì 6 febbraio 2015

Per una teoria della campionatura in prosa e poesia. Considerazioni sovversive per un multiverso possibile della letteratura e della produzione letteraria (1)



Queste riflessioni nascono dall’esigenza di condividere alcune mie personali ipotesi di lavoro sulla Realtà e alcune sue porzioni (discutibili o meno, accettabili, criticabili, minimamente condivisibili), con tutti coloro i quali desiderino tentare di intraprendere un cammino altro senza nessuna rassicurazione o consolazione … grazie per la pazienza, e buon viaggio!  (Stefano Donno)

Siamo in un momento di crisi verticale, in cui l'intero edificio della cultura,  barcolla, aprendo faglie nel relativo modello di scambio sociale delle idee e delle proposte, delle istanze di creazione, della produzione letteraria e poetica, imponendo con una certa urgenza e non senza un forte senso d’angoscia,  la questione di modulare e praticare un'etica e una prassi diversa della produzione letteraria. Un dono, che ciascuno scrittore o operatore editoriale, culturale dovrebbe farsi e fare escludendo per un attimo dai suoi ragionamenti le seducenti nuances e i delicati “afrori” che provengono, come un persistente rumore bianco di sottofondo, dal mondo dell’utile e del profitto. E dunque come si potrebbe configurare nel qui e ora, un “agire” della scrittura che si inscriva nelle categorie non solo del libero, del gratuito, del disinteressato ma che scelga anzi tragicamente il peso di una strada poietica e della poiesi fenomenologica che si nutra del rischio, dello scandalo e della sovversione in una totale ed integerrima radicalità? A mio avviso e così su due piedi (e forse anche con una buona e voluta dose di leggerezza e superficialità) si potrebbe partire dal saltare a piè pari, l’idea che comunque la scrittura, la produzione editoriale debba in un modo o nell’altro fare i conti con il mercato. La libertà di ideazione e creazione è comunque un atto di libertà che è pre/personale rispetto al mercato e post/personale rispetto a qualsivoglia indice di gradimento, indagine di mercato, packaging, merchandising, o bilanci di previsione di vendita di un prodotto editoriale.  Ma si tratta di considerazioni comunque marginali, che non si avvicinano minimamente al senso di ciò che ho in animo di sviluppare, e che pertanto cercherò di ri/pensarle magari fra qualche tempo in altri contesti e perché no seguendo ulteriori e forse più profondi e approfonditi punti di vista. Intanto ripuliamo il campo di indagine da ambivalenze e malversazioni ermeneutiche o categorie in “odore di muffa” che calzerebbero a pennello più a filosofi morali, teoretici e sociali, economisti, teologi, biologi, perché ciò di cui mi devo occupare riguarda il tentativo di proporre una grammatica dell’ideazione e della creazione letteraria che sia un modello di rimando costante a pluriversi e multiversi linguistici e stilistici della e nella scrittura, ma soprattutto per la scrittura. Senza ombra di dubbio sono dinanzi ad un compito arduo e irto di ostacoli che mi condurrà ben oltre le profondità oscure degli abissi “ontici” di morfemi e lessemi, di metriche, e generi. E dunque è veramente possibile che il processo di autodistruzione della nostra civiltà letteraria sia veramente irreversibile, e non ci sia più nulla da fare? Ci saranno per l’amor del cielo dei responsabili a cui chiedere ragione per tutta questa deriva? Nella nostra modernità o forse post/modernità (chissà se non sguazziamo invece nell’acquitrino del pre/moderno!!!) la teoria della letteratura si astiene dal proporre modelli e regole vincolanti di “eugenetica” letteraria. Senonché l'impossibilità di comporre la disputa sullo statuto della produzione e della scrittura poetica e narrativa impone di proporre e riversare questo mio indagare sul piano dell'universalità antropologica e della plausibilità di alcune discipline scientifiche. E allora  che significato si vuole dare dunque oggi alla vita della “nostra” letteratura, della “nostra” cultura? Si può mantenere ancora in piedi il valore tradizionale della responsabilità morale del soggetto poetante o scrivente  verso se stesso e i suoi simili? Forse è necessario che non sia più un solo Io Poetante o Scrivente il detentore di una centralità originale e originaria della produzione editoriale, scritturale, o informativa, ma un collettivo plurisoggettivo post/egoico di riferimenti e scambi ipertestuali e con/testuali che si nutre di confronti e suggestioni già esistenti, in grado di dare origine poi successivamente ad una creatura nuova, diversa, altra, alternativa, possibile, e plausibile. Dunque è auspicabile superare i limiti stessi dei modi in cui si è stati educati a concepire un’editorialità poetica, informativa o narrativa, per giungere ad una visione e ad un rispetto della dimensione complessiva di una nuova e plurima soggettività scrivente senza riduzionismi metafisici e/o razionalistici. L’obiettivo di queste considerazioni è quello di favorire attraverso la presentazione di coerenti spunti di riflessione, una proposta di rinnovamento complessivo dell’uomo letterario e della comunità letteraria globale (qualunque e dovunque essa sia). Ma allora sembrerebbe quasi naturale chiedersi ad esempio che cosa ad oggi la teoria della letteratura abbia fatto per il narratore e il poeta.  Possibile che essa si sia preoccupata di problemi così alti da dimenticare la brutalità, la caoticità, la cosalità dell’esistere per le umane lettere? Possibile che essa continui colpevolmente e consapevolmente a vivere in uno stato di beatitudine iperuranica, dimenticandosi dell’esistenza di un mondo inferico e magmatico pulsante di incontenibile energia?  Non tutto sembra perduto, e forse siamo ancora in tempo per evitare la catastrofe.

giovedì 29 maggio 2008

INTERMUNDIA 2008














Roma: Dal 28 al 30 maggio torna a Piazza Vittorio, nei Giardini Nicola
Calipari, la Festa dell'Intercultura, promossa dal Comune di Roma -
Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche.
Intermundia compie 11 anni. Il programma, articolato in 3 giorni, è
caratterizzato soprattutto dalla partecipazione di circa cento scuole
della capitale che presentano i loro spettacoli sui temi dell'intercultura.
Molti gli stand delle associazioni e ONG, con numerosi operatori ed
esperti che gestiscono seminari, mostre, laboratori per bambini e
adulti. E tanti gli artisti, i gruppi musicali, gli scrittori, i
fotografi che partecipano a spettacoli, presentazioni di libri,
laboratori creativi.
La scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 30mila persone,
di cui circa 4mila erano bambini e ragazzi.
Il programma di Intermundia prevede: le mattine dedicate agli spettacoli
delle scuole, i pomeriggi ai laboratori e seminari per piccoli e grandi,
l'ora del tramonto a presentazioni di scrittori di letteratura migrante
e a brevi spettacoli di giovani artisti, le sere, che vedono anche la
possibilità di una cena al ristorante multietnico, ai concerti con
gruppi provenienti da tutto il mondo.

Ogni giorno dalle 9,30 alle 12,30 si terranno le performance delle
scuole; dalle 10 alle 21 sarà aperto lo Spazio lettura e giochi dal
mondo a cura delle Biblioteche; dalle 11,30 alle 16,30 si terranno i
Percorsi interetnici; dalle 15 alle 17 i laboratori di Creatmundia.
Non meno ricco il programma per gli adulti che inizierà alle 17,00 con
"Curiosi dell'educazione" laboratori e i seminari gestiti dalle Ong ed
Associazioni presenti a Intermundia. Dalle 17,00 alle 18,00 "La Canzone
Romana". Alle 19,00 seguirà "Lettere Migranti e Suoni del Tramonto",
incontri con autori stranieri che vivono e scrivono in Italia e in
italiano. Il tema della rassegna di quest'anno, che avrà come
protagonisti Karim Metref (Algeria) il 28 maggio, Milton Fernandez
(Uruguay) il 29 maggio e Mihai Mircea Butcovan (Romania-Italia), il 29
maggio, sarà "Diritti umani e dialogo interculturale".
Infine alle 21,00 il concerto finale di ciascuna serata: toccherà alla
splendida voce capoverdiana di Mariana Ramos (Capoverde) aprire le danze
il 28 maggio; il 29 maggio sarà la volta di "CAPOEIRA DI SOLUNA con
MESTRE PUDIM e RATINHO" (Brasile), maestri di una delle danze più
affascinanti del mondo; il 30 maggio saluterà il pubblico nell'ultima
serata del festival una delle formazioni più acclamate nel panorama
continentale della world music: l'eccezionale FANFARA TIRANA
(Albania-Italia) in "Albanian Wedding & Brass Explosion".

Direzione Artistica ERASMO TREGLIA
Organizzazione FINISTERRE
Ingresso LIBERO E GRATUITO
Info Line: 06.671070200


INTERMUNDIA 2008
FESTA DELL'INTERCULTURA

Mercoledì 28 maggio
19,00 - 20,45 LETTERE MIGRANTI E CONCERTI DEL TRAMONTO
"Tagliato per l'esilio". Incontro con Karim Metref (Algeria)
"La lingua dei Griot". Musica tradizionale con Trio Ismaila 'Mbaye (Senegal)

21,00 CONCERTO DI APERTURA
MARIANA RAMOS "Festa di Morna" (Capoverde)

Giovedì 29 maggio
19,00 - 20,45 LETTERE MIGRANTI E CONCERTI DEL TRAMONTO
"L'Argonauta". Incontro con Milton Fernandez (Uruguay)
"Cafè Aman". Musica tradizionale con Trio Rebetiko (Grecia)

21,00 CONCERTO
CAPOEIRA DI SOLUNA con MESTRE PUDIM e RATINHO "Le Danze Acrobatiche di
Oxòssi" (Brasile)

Venerdì 30 maggio
19,00 - 20,45 LETTERE MIGRANTI E CONCERTI DEL TRAMONTO
"Allunaggio di un immigrato innamorato"(Besa editrice). Incontro con Mihai Mircea
Butcovan (Romania-Italia)
"Suoni da un matrimonio". Musica tradizionale con Famiglia Namol (Romania)

21,00 GRAN CONCERTO DI CHIUSURA
FANFARA TIRANA "Albanian Wedding & Brass Explosion" (Albania)





fonte iconografica www.scuolazzurra.it