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domenica 9 gennaio 2011

Rapsodia su un solo tema Colloqui con Rafail Dvoinikov di Claudio Morandini (Manni)











Nel 1996 Ethan Prescott, giovane compositore di Philadelphia, si reca più volte in Russia a incontrare l’anziano collega Rafail Dvoinikov, per una lunga intervista che è anche l’omaggio di un discepolo nei confronti di un maestro quasi dimenticato. Il titolo del progetto, Rapsodia su un solo tema, rimanda a una delle partiture più emblematiche di Dvoinikov. Il vecchio rievoca infanzia e giovinezza, incontri, amori, umiliazioni, con la libertà e il disincanto di chi finalmente non deve più rendere conto a nessuno. La sua musica e le sue parole dimostrano che si può rimanere liberi, come artisti e come uomini, anche sottostando alle direttive di un potere oppressivo. Schiudendosi come una matrioska, questo romanzo combina tentativi di saggio, pagine di conversazioni e di diario, verbali di interrogatori, trascrizioni da un pamphlet settecentesco, per raccontare di musicisti che parlano di altri musicisti che raccontano di altri musicisti che immaginano la vita di altri musicisti ancora. In sottofondo, la Storia, spesso dolorosa ed enigmatica, del Novecento.
“Dvoinikov?” mi scrive Edna. “Ha un mercato?”. Sono abituato alla laconicità delle sue mail. So che non vuole suonare definitiva, ma solo risparmiare tempo, e dunque le sue domande, all’apparenza negativamente scettiche, esprimono solo una perplessità che qualche buon argomento potrebbe smorzare. “Dvoinikov è il più grande compositore russo vivente. Con Elliott Carter e pochi altri, il più grande compositore vivente e basta” rispondo. “Davvero? Perché allora non ne sento mai parlare se non da te caro?. “Perché frequenti le persone sbagliate cara. “ (Dal diario di Ethan Prescott - 12 marzo)

lunedì 6 aprile 2009

Da Simona Dolce a Claudio Morandini a Zammù Libreria

Dalla A allo Zammù :: alfabeto letterario
a cura di Zammù Libreria e Casa Lettrice Malicuvata
Via Saragozza 32/a - Bologna


7 Aprile 2009 :: h. 21.30

Simona Dolce, Madonne nere, Nutrimenti edizioni
introducono Luigi Bernardi e Marco Nardini


Madonne nere è una cruda storia di famiglia. L’arcaico retaggio, le consuetudini e il potere del silenzio di una terra antichissima redenti in una commovente confessione corale – coro voce dell’anima, coro di “signori e signore” e il miscuglio di questi.

Negli spazi di Zammù, tra sculture di cartapesta, vini e formaggi, una rassegna letteraria per tutti i gusti, un vero e proprio alfabeto letterario. Otto mesi in compagnia di libri e autori, reading, installazioni video, teatro.

Informazioni
sito web: myspace.com/zammu - malicuvata.wordpress.com
e-mail: zammu@tiscali.it – malicuvata@gmail.com
telefono: 051-330303




8 Aprile 2009 :: h. 20.30

Francesco Dell’Olio, Vivere adagio, Historica.

Può capitarvi di tutto, a un appuntamento al buio. Potreste incontrare la vostra futura sposa o una serial killer che vi mangerà il cuore a colazione. Potreste passare una meravigliosa notte d’amore in una camera d’albergo o tirarvi addosso i menù del ristorante dopo aver ferocemente discusso di politica. [...] Cosa c’entra questo con Vivere adagio? Eh, girate pagina, su.”



9 Aprile 2009 :: h. 19. 30

Claudio Morandini, Le larve, Pendragon
introducono Marco Nardini e Bruno Fiorini

Strisciano e sgattaiolano i personaggi di questo romanzo, si muovono furtivi, si accoppiano in anfratti bui, tramano nei corridoi di un palazzo tetro, i cui sotterranei inesplorati sprofondano come radici nella terra nera, tra miriadi di larve.


Casa lettrice malicuvata
da martedì 7 aprile a giovedì 9 aprile 2009

Zammù, bologna
via saragozza 32/a
Bologna, Italy

martedì 4 novembre 2008

Le larve, di Claudio Morandini, Pendragon, (Bologna, 2008). Di Nunzio Festa

Peggio, per bruttezza, delle larve. Il protagonista del romanzo di Morandini, quello principale e non il ritratto che fa da cornice a tutta la storia, che è un ricco abominevole, dovrebbe essere mangiato dagli insetti; mentre, per esempio, tratta male le sue serve, esattamente o forse solo idealmente come suo nonno-padre da lui vorrebbe. Che, per dirla tutta, il ragazzo è figlio del nonno. E non del padre. A volte (sembrerebbe) le cose non sono nella maniera esatta di come te le raccontano quando sei un bambino. La trama nebulosa, ma non per insufficienza di doti bensì per scelta, è impregnata del clima ampiamente asfittico del palazzaccio nel quale i fatti succedono. In qualche passaggio, Claudio Morandini somiglia alla Chiara Cretella di Annunciazione in metropolitana; principalmente per alcune scene e piccoli risvolti psicologici di alcuni personaggi. La storia, la quale si svolge in vite rurali e perfettamente borghesi, è zeppa della terra più melmosa che esista. Siamo di fronte, addirittura, a più generazioni di larve. D’esseri, anzi, ripugnanti come e molto più delle larve. Le larve non proprio astrali. Forse, più esattamente il male annidato in cellule di uomini persi. La trama ci fa sentire tutto quel profumo, a volte claustrofobico, delle temperature gotiche. Gli eventi sono carichi, ancora, di male. Una donna è fatta impazzire. Un omicidio. Una vita a stare perfettamente e di continuo contro gli altri. Il dominio del padrone. Una serie di elementi ficcati nel corpo della narrazione, narrazione di un io-narrante scrupoloso e duro. Il protagonista, a tratti, è sospeso tra sogno-incubo e realtà. Il fattore salvifico, invece, è rappresentato appunto dalla terra. Quella iniziale e vitale, nonostante sempre le larve. Claudio Morandini riesce nell'operazione di scrivere con cautela e ricchezza, chiaramente funzionali ai luoghi. Morandini, però, capisce persino che deve permettere a lettrici e lettori d'entrare meglio e di più nelle menti dei personaggi, ed è capace allo stesso tempo del “lavoro”. Con questo romanzo si può dunque giungere nel territorio delle miserie umane, delle bassezze, leggendo facce di uomini orribili. Le larve è un romanzo fitto di contenuti. Parte dell'umanità, e delle sue 'passioni' è tenuta in vita con la forza delle parole.


Le larve, di Claudio Morandini, Pendragon, (Bologna, 2008), pag. 227, euro 14,00.

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