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domenica 20 settembre 2009

La Poesia nei jukebox

Massimo Zamboni, Pierfrancesco Pacoda, Marco Philopat, Gianluca Morozzi, Vincenzo Santoro, Alessandro Portelli sono alcuni degli ospiti della rassegna di musica e libri “La Poesia nei jukebox”, che si terrà dal 21 settembre al 30 ottobre a Lecce. La poesia nei jukebox si propone di tracciare un percorso nella storia della musica attraverso la voce degli autori, la ricerca musicale, i romanzi che trasudano musica, il costume e lo stile che la musica ha marchiato, e anche attraverso la musica stessa e le canzoni. Sette incontri capaci di spaziare tra generi (letterari e musicali), con l’intento di raccontare il secolo appena trascorso e quello appena cominciato proprio attraverso la musica e le parole. La rassegna, a cura di Coolclub in collaborazione con Officine Cantelmo, Fondo Verri, Libreria Ergot e Il Giardino delle Nuvole, rientra nell’ambito del progetto Ottobre, piovono libri: i luoghi della lettura promosso dal Centro per il libro del Ministero per i Beni e le attività culturali in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani. La poesia nei jukebox è la frase che il poeta Allen Ginsberg pronunciò ascoltando la musica di Bob Dylan. Sintesi perfetta di un rapporto, quello tra musica e letteratura, da sempre molto forte che nel tempo si è espresso in modi diversi. Il viaggio parte dal Salento e dalla sua musica lunedì 21 settembre presso le Officine Cantelmo attraverso le parole di Vincenzo Santoro che nel suo “Il ritorno della taranta. Storia della rinascita della musica popolare salentina” ricostruisce dagli anni 70 a oggi il “rinascimento della pizzica”. A seguire spazio alla musica di Anna Cinzia Villani e Suoni Rurali.
Venerdì 2 ottobre sempre alle Officine Cantelmo si proseguirà con uno dei protagonisti della musica rock indipendente Massimo Zamboni, storico chitarrista dei CCCP - Fedeli alla linea e dei CSI Consorzio Suonatori Indipendenti, che incontrerà il pubblico per raccontare la nascita berlinese del suo storico gruppo; una storia "tra Padania e punk" dal titolo Live in Punkow. Dalla Berlino del Muro a CCCP-Fedeli alla linea - Istruzioni per fare qualcosa.
Venerdì 9 ottobre il Fondo Verri ospita un interessante cambio di prospettiva sulla musica e sulle sue influenze con la presentazione del libro “La rivolta dello stile” che il giornalista Pierfrancesco Pacoda ha scritto con il sociologo e antropologo Ted Polhemus. Una guida alle modificazioni che solcano i codici del lifestyle e della società, ricostruendo una geografia fatta di luoghi, club, stelle del rock e dj di successo che, inconsapevolmente, hanno messo in relazione la strada e i consumi, l’underground e l’alta moda. A seguire concerto dei pugliesi Radicanto e dj set di Popolous.
Sabato 10 ottobre sempre al Fondo Verri spazio alla presentazione del romanzo Ghiaccio di Alessio Viola, scrittore, editorialista del Corriere del Mezzogiorno. È un romanzo generazionale, on the road tra la Puglia e l’Olanda. Intrecci tra terrorismo, amicizia e amore, è il secondo capitolo di una trilogia cominciata nel 2006 con Closin’time per le Edizioni della Libreria, Laterza. Neil Young, i Beatles, il rugby, inseguimenti alla Serpico, il testamento di Easy rider, Guccini, la lotta politica, la focaccia “nella carta color marrone” di San Nicola, gli addii alla Bogart.
Domenica 18 ottobre presso la Libreria Ergot un tuffo negli anni 70 e 80 italiani con una figura simbolo della controcultura: Marco Philopat. Ha aderito nel 1977 al movimento punk italiano diventandone uno dei più profondi conoscitori e animatori. È uno dei fondatori del Virus di Milano, uno dei primi centri sociali italiani attraverso i suoi romanzi intrisi di musica racconta un’altra storia del nostro paese, quella sotterranea.
Sabato 24 ottobre le Officine Cantelmo ospitano Gianluca Morozzi, una della voci più interessanti della nuova letteratura italiana. Lo scrittore bolognese racconterà come e quanto è affascinato dalla musica che vive nei suoi romanzi attraverso le sue storie e i suoi personaggi che hanno il suono dei nostri giorni. Subito dopo l’incontro, Morozzi si esibirà con la sua band Street Legal.
Venerdì 30 ottobre la serie di incontri si concluderà alla Libreria Ergot con un incontro dedicato alla vita e alla ricerca di Georges Lapassade, una delle figure più importanti della psicosociologia, dell'etnologia e della pedagogia. Autore di numerose opere sugli stati modificati di coscienza con particolare interesse per i temi della trance. Anche per questo fu studioso della nostra terra e della nostra musica. Questa giornata di studi partirà dalla nostra musica tradizionale per arrivare fino al rap.
Oltre a questa sezione dedicata al pubblico “adulto” il progetto ne prevede anche un’altra dedicata ai più piccoli che coinvolgerà Calimera (venerdì 16 ottobre - ore 17.00) e Martano (sabato 17 ottobre - ore 17.00). Un Librobus trasporterà libri di ogni genere offrendo ai bambini anche spettacoli e laboratori. L’organizzazione è a cura della libreria Il Giardino delle Nuvole di Calimera in collaborazione con Associazione Il Dado, Comune di Calimera, Comune di Martano, Presìdi del libro.

Le presentazioni avranno inizio alle ore 21.00. Ingresso gratuito

fonte iconografica: MANIFESTO BEAT a cura di Ursus, Juke Box All'idrogeno – Torino, 1990

mercoledì 9 settembre 2009

Melodia del contatto di Ramon Trinca (Editrice Zona)

Apre domani all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco (U.S.A.) la mostra dal titolo “Drawings from Life” di Lawrence Ferlinghetti, il novantenne poeta della Beat Generation fondatore della storica casa editrice americana City Lights. Poi tra le mani (quasi per coincidenza astrale) mi capita questo lavoro di Ramon Trinca che sintetizza in maniera esemplare più che le coordinate stilistiche e contenutistiche della Beat, le categorie del Pulp (pure troppo!): studenti, artisti, ubriaconi. E un po’ di Ferlinghetti, Bukoswski, Ginsberg lo ritroviamo tra le pagine di questo volume, con qualche accento tendente al gothic-noir, forse un po’ neo-decadente per certi aspetti. Ma veniamo nello specifico. La raccolta di Ramon Trinca dal titolo “Melodia del contatto” (editrice Zona) che consta di 76 componimenti poetici, risulta essere di un buon livello, anche se si sa purtroppo che la poesia per quanto realizzata puntualmente nella sua dimensione poietica e ben curata nella forma e nello stile da un autore, difficilmente trova mercato nel mondo dell’attuale editoria, e dunque risulta pregevole l’impegno di questa casa editrice a continuare a credere nel mondo dei versi. Il filo conduttore dell’intero lavoro presentato in questo libro è quello della deriva, onto-fenomenologica, da intendersi sia come senso di spaesamento nei confronti delle cose, delle persone, che dei ricordi e della memoria anche sensuale, amorosa. Ma soprattutto serpeggia una forte consapevolezza sull'estraneità della coscienza nei confronti della natura oggettivantesi nella crudele realtà, vista come vuoto angosciante privo di alcuna coscienza da parte del soggetto percipiente. Pare poi che l’autore voglia dimostrare coi suoi versi, una specie di dualismo tra ciò che è cosciente e ciò che è incosciente. Una vita in bilico dunque su un unico e inevitabile flusso di esperienze senza un senso, che provoca una grande vertigine. Il poeta è immensamente solo, percepisce il Vuoto, perché non c'è un Dio a cui fare riferimento e porre domande e questo genera disperazione, solitudine, disordine. Questa condizione del sentirsi esistere è già vissuta come un essere nichilisticamente altro da sé, un non-esserci totale e immenso, nonostante pare essere assurda per Trinca anche questa visione, perché senza uno scopo apparente, ed è circoscritta all’essere per il vivere e per il morire, dove gli eventi ci vengono incontro come fenomeni e non possiamo percepirli come tali se non vengono in contatto con il nostro essere cosciente. L’intera produzione poetica presentata in questa sede segue una prosa poetica bilanciata con guizzi ritmici interessanti. Una storia quella raccontata in versi dall’autore che ci porta a riflettere se nella nostra esistenza siamo disertori o “disertati”!

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Alcolici dentro stanze,
appartamenti, citofoni;
alcolici dentro giornali,
sorpassi, emergenze,
dentro sudori, ascensori,
speranze, omicidi.

Alcolici dentro la perversa bava del buio,
la occultata saliva del giorno,
dentro un raggio del sole,
dentro palpate, ordinazioni,
cestini, neuroni,
alcolici di generazioni.

Di alcolici
Le stazioni ne sono piene.

Anche gli aeroporti
Ne sono pieni.

E non ci sono parcheggi.

Blue di Attila F. Balázs (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Attila F. Balázs è un poeta di origine rumena che vive in Slovacchia e scrive in lingua ungherese: partendo da questa mescolanza di culture ...