Prefazione
La prefazione, scritta da Paolo Maurizio Bottigelli, presenta la raccolta come un'opera post-atomica che esplora i confini tra l’apparenza e la dissoluzione. Torre viene paragonato a Rilke per la capacità di attraversare "l’aldiquà e l’aldilà" e di collocare la propria poesia ai margini della fragilità dell’esserci. La scrittura è descritta come un atto di resistenza contro la liquidazione del sacro e l'insignificanza del mondo contemporaneo

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