“La dottrina del fascismo”, può essere ritenuta il fondamento culturale
di quell’azione che - attraverso la lotta - portò il fascismo stesso a
compiere la rivoluzione. Per nulla dogmatica o accademica, la dottrina
racchiude gli orientamenti filosofici, gli istinti vitali e gli slanci
sociali di un fenomeno - quello fascista - che fu politico e spirituale
al tempo stesso: la sintesi tra il pensiero e l’azione, la fede fanatica
nel capo e nell’idea, il dono sacrale e incondizionato di sé,
l’affermazione di avanguardie rivoluzionarie e consapevoli, la volontà
di edificare una patria coesa e sovrana. E ancora: il richiamo alla
tradizione della civiltà romana, il legame identitario con la terra dei
padri, la dimensione verticale dell’esistenza, la centralità di uno
Stato che oltrepassa il meccanismo burocratico, il primato del sangue
sull’oro e dello spirito sulla materia, la concezione organica del
popolo quale comunità nazionale. Il testo, arricchito dal saggio
introduttivo di Luca Leonello Rimbotti, racchiude la famosa opera di
Benito Mussolini, un intervento di Giovanni Gentile e anche un’ampia
selezione di documenti ufficiali prodotti tra il 1919 e il 1945: dal
Manifesto dei Fasci di Combattimento al Programma del Partito Nazionale
Fascista, dalla Carta del Lavoro al Manifesto di Verona, dal Decreto per
la socializzazione delle imprese al Decalogo dell’Italiano nuovo,
redatto da Niccolò Giani per la Scuola di Mistica Fascista. Un viaggio
nelle pieghe culturali e programmatiche del Fascismo, dove i riferimenti
amministrativi si intrecciano con quelli esistenziali, nel solco di una
weltanschauung originale, mediterranea ed europea, capace di offrire
spunti economici e sociali di primo piano, ma anche di stimolare quella
mai sopita tensione verso la realizzazione di un “uomo nuovo”. Un uomo
che - come afferma Mussolini in queste pagine - "vuole instaurare nel
dovere una vita superiore, libera da limiti di tempo e di spazio: una
vita in cui l’individuo, attraverso l’abnegazione di sé, il sacrificio
dei suoi interessi particolari, la stessa morte, realizza
quell’esistenza tutta spirituale in cui è il suo valore". ione. Per
nulla dogmatica o accademica, la dottrina racchiude gli orientamenti
filosofici, gli istinti vitali e gli slanci sociali di un fenomeno -
quello fascista - che fu politico e spirituale al tempo stesso: la
sintesi tra il pensiero e l’azione, la fede fanatica nel capo e
nell'idea, il dono sacrale e incondizionato di sé, l’affermazione di
avanguardie rivoluzionarie e consapevoli, la volontà di edificare una
patria coesa e sovrana. E ancora: il richiamo alla tradizione della
civiltà romana, il legame identitario con la terra dei padri, la
dimensione verticale dell’esistenza, la centralità di uno Stato che
oltrepassa il meccanismo burocratico, il primato del sangue sull'oro e
dello spirito sulla materia, la concezione organica del popolo quale
comunità nazionale. Il testo, arricchito dal saggio introduttivo di Luca
Leonello Rimbotti, racchiude in appendice anche un’ampia selezione di
documenti ufficiali prodotti tra il 1919 e il 1945.
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