"Possiamo domandarci perché Necaev mentisse, ricattasse, uccidesse. Lo
faceva perché la "causa" ne aveva bisogno? O soltanto perché era un
assassino e un bugiardo? Non è facile rispondere a questa domanda: la
voce di Necaev non ci è giunta, o ci è giunta camuffata e mascherata.
Probabilmente Necaev agiva così per spirito di sistema. Mentiva,
scherniva, ricattava, uccideva perché credeva che la diffusione generale
della turpitudine spingesse la società verso l'abisso, dove voleva
farla cadere. Bakunin era troppo ingenuo per comprendere se stesso e il
suo allievo. Egli fu affascinato da Necaev perché avvertiva in lui
questa mescolanza tremenda di 'purezza' rivoluzionaria, di spirito
distruttivo e di turpitudine. Purtroppo, non c'è attrazione alla quale
l'uomo sia più sensibile." (Pietro Citati)
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