Annoiata dalla vita di corte, la principessa Zoé Obolenskaja, moglie del
governatore di Mosca, donna colta e di gran fascino, ricchissima ma di
idee radicali, lascia San Pietroburgo alla volta dell'Italia. Nel 1866,
arrivata a Napoli, conosce Michail Bakunin, il nobile ribelle,
avventurosamente ruggito dall' esilio in Siberia e ricercato dalle
polizie europee. Nell'ex capitale delle Due Sicilie, il rivoluzionario
russe pensa di trovare l'humus adatto per far esplodere la rivolta tra
garibaldini, mazziniani delusi dalle promesse risorgimentali e le masse
contadine. Conquistata dalle idee di Bakunin, la principessa Zoé gli
mette a disposizione il suo immenso patrimonio e in cambio viene elevata
al rango di autentica rivoluzionaria. Bakunin, sollevato dai problemi
economici, mette a punto il pensiero anarchico e Zoé incontra l'amore,
diventando l'amante del più fedele seguace di Michail, il polacco
Walerian Mroczkowski, di undici anni più giovane di lei. A Ginevra, in
un drammatico colloquio con il marito, la principessa si rifiuta di
rientrare in Russia e da quel momento la sua vita, nel segno della lotta
"anarchica", sarà scandita da incontri straordinari ed eventi
drammatici. Zoé Obolenskaja ha ispirato Anna Karenina di Tolstoj, Sotto
gli occhi dell'Occidente di Conrad e La principessa Casamassima di
James, poi su di lei è caduto l'oblio.
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