24 maggio -2 luglio 2023
Triennale Milano presenta dal 24 maggio al 2 luglio 2023 il nuovo
progetto di Anna Franceschini All Those Stuffed Shirts, a
cura di Damiano Gullì.
L’installazione, appositamente ideata e realizzata per Triennale, è composta
da sette macchine per la stiratura automatica chiamate dressmen. Una volta
modificate nella loro meccanica profonda e rieducate grazie a un algoritmo, i dressmen
eseguono, ciclicamente, una partitura, attraverso il loro unico mezzoespressivo: l’aria.
Il titolo, All
Those Stuffed Shirts, allude a un modo di dire
anglosassone che indica qualcuno pieno di sé, presuntuoso, conservatore e
reazionario, un vero e proprio “pallone gonfiato” e pone l’accento sull’abito
per denigrare chi lo indossa, che, a sua volta, diventa semplice riempimento.
Nel 2012 Anna Franceschini realizza una video installazione che inquadra le
macchine stiratrici nel luogo di produzione mentre sono impegnate nella
dimostrazione della loro funzione, sottolineandone la natura scultorea e il
valore di readymade. Per Triennale Franceschini libera i dressmen dalla gabbia dell’inquadratura per farli impossessare
dello spazio espositivo.
Anna Franceschini mette in mostra un apparato ibrido e complesso,
situato tra il balletto meccanico, la macchina celibe (o nubile?) e il concerto
per strumenti “preparati”. Nel display, i quasi-corpi reclamano presenza, riuniti
in una danza senza fine. La pratica dell’artista, sostanziata da un’accurata
ricerca intorno ai dispositivi di visione e le loro qualità materiali e
tecniche, ribalta i termini della discussione sul “cinema come macchina” che rivitalizza
ciò che è inanimato e riconsidera la “macchina come cinema”, una screenless
animation, come Franceschini ama definire le sue creature meccaniche. Gli
episodi animati sono frammenti di uno spettacolo che solleva domande sulla
soggettività, la libertà e la marginalità. Un film senza film, un montaggio di
“incidenti” provocati da meccanismi motorizzati, l’apparenza di vita come
sottoprodotto di un processo industriale immaginario.
L'installazione si interroga sul divenire immagine dell’oggetto
tecnico. L'attività delle macchine da stiro modificate sembra un'animazione GIF
tridimensionale e materica, una vignetta di TikTok, la cui seduzione è
implicata dall’eterna ripetizione. Il robot da stiro produce l'illusione della
vita in maniera prevedibile, rimettendola ciclicamente in scena: l’aria spinge
i sacchi di tessuto sintetico al limite e li fa quasi esplodere prima di un
arresto cardiaco che li porta al collasso. Risate, applausi, pronti, ripartenza.
Esiste una dimensione esistenziale, in questa animazione, veicolata dal respiro,
la tecnologia di sopravvivenza del corpo umano. Il gonfiarsi di questi manufatti
industriali sembra andare oltre la necessità di un soggetto umano come agente
attivatore, proiettandoli verso una sorta di autonomia ontologica. Chi
sono, poi, i palloni gonfiati? In realtà i marchingegni esibiti sono docili e
condannati alla sostituzione. Sono diventati una minoranza, nel gioco delle
parti del progresso, e intercettano
un aspetto cruciale dell'antropocentrismo: l'idea che il mondo sia al servizio
dell'uomo e costretto a una condizione di eterna schiavitù.
Le opere sondano la duplice natura della macchina industriale: inoffensiva
aiutante meccanica che genera compassione per il suo corpo incompleto e mostro
che, fuori controllo, può provocare panico e distruzione. Intrappolata tra le
categorie del perturbante e dell'inquietante, l’installazione ci restituisce
una riflessione sul rapporto tra la macchina e i suoi creatori, tra umano eartificiale, sulle politiche identitarie e sulla valenza del corpo - qualsiasi
corpo - come dispositivo desiderante.
La composizione di respiri è stata pensata e composta insieme all’artista
Matteo Nasini (Roma, 1976), mentre i corpi tessili dei dressmen nascono dalla collaborazione con la designer Nelly Hofmann
(Parigi, 1988).
In occasione dell’opening della mostra, il 23 maggio 2023 alle 18.30, si svolgerà un incontro con l’artista per discutere della sua pratica e poetica e
per approfondire il suo progetto per Triennale. Parteciperanno all’incontro
Mariuccia Casadio, curatrice e consulente d’arte contemporanea, Damiano
Gullì, curatore Arte contemporanea e Public program Triennale Milano Annika
Pettini, scrittrice e responsabile Cultura per Edizioni Zero.
Il 21 giugno alle 18.30 si svolgerà Animazioni. Dall’automa al cyborg, dalla fantasmagoria
alla realtà virtuale, tavola rotonda con il progetto ERC AN-ICON
dedicata all’installazione All those
stuffed shirts di Anna Franceschini. L’incontro, a cura di Barbara Grespi,
Università degli Studi di Milano, AN-ICON, vede la partecipazione di Anna
Caterina Dalmasso, Margherita Fontana, Giancarlo Grossi, Roberto Malaspina,
tutti facenti parte dell’Università degli Studi di Milano, AN-ICON.
La mostra è resa possibile grazie ai Partner Istituzionali Lavazza
Group e Salone del Mobile.Milano.