È raro, molto raro, che rilegga
un libro. Ché già una vita intera non basta per leggere tutto quel che meriterebbe
d’esser letto… Ma quest’estate (ormai quasi andata) ho ripreso qualche vecchia
lettura e qualche classico (che non guasta mai). Non vi dirò di Piero Chiara e
di alcune sue pagine che ho riaperto, né d’altri libri spolverati, ma di un
classico che ho letto dopo tanto che volevo farlo: “Il grande Gatsby” di
Francis Scott Fitzgerald. Perché? Perché parlarne ancora? Dopo tutta
l’attenzione di cui ha già goduto, e dopo tutte le “scritture” che ne hanno
sviscerato il corpo e l’anima, e dopo tutti i film? Potrei rispondere: “per il
mio gusto”! Oppure: “per la sua attualità”! O ancora: “perché a febbraio
dell’anno che verrà ci sarà la prima del remake del film già interpretato (nel
1974) da Robert Redford e Mia Farrow”! Confesso che sono curioso di vedere la
pellicola in 3D di Baz Luhrman e scoprire Leonardo DiCaprio che ci prova con
Carey Mulligan, ma –invero- la ragione per la quale vado spendendo qualche
parola per questo libro del 1925 è che mi sento più padre e con questa maggiore
consapevolezza guardo i miei figli e, nel contempo, sento lo sguardo di mio
padre. Sorvolerò su molto, dunque, e lascerò a chi ne avrà voglia
l’approfondimento sugli anni venti, su quel che hanno significato gli otto
milioni e mezzo di morti e gli oltre venti milioni di feriti irreversibilmente
contati all’indomani della prima guerra mondiale, sulla voglia di svago cercata
e trovata dai giovani, sull’emancipazione dagli archetipi preesistenti per
abbracciare la liberazione dell’individuo, sul boom economico e dei mass media
(iniziato con la radio), sull’incredibile mutamento delle arti e, in una
parola, sulle cause che hanno aperto al mondo l’ingresso nell’era moderna.
Sorvolerò sulla rovina del 1929. E pure sulla degenerazione del sogno
sorvolerò. Ascolterò senza nostalgia il jazz del mitico Duke Ellington, farò un
passo di fox-trot, guarderò belle gambe saltellare nel charleston, e cercherò
di struggervi dentro (soltanto un po’) con un tango. Soltanto musica.
Nient’altro. Ché tutto quel che ho cennato –tutt’intero- sta ne “Il grande
Gatsby”. Io vi dirò altro. Poc’altro. Che riguarda oggi. E, forse, lo stesso
disfacimento d’allora. La mia è stata un’infanzia serena… grazie (anche) a mio
padre. E poi ho (più di prima) piena coscienza dell’importanza di mio padre per
la mia scrittura… Non è un caso che l’incipit de “Il grande Gatsby” scomodi
questo rapporto genitoriale: “Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mi
padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente. mi disse . Non disse altro, ma
eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e
capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni
giudizio, un’abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche
reso vittima di non pochi scocciatori inveterati”. Non dirò nulla, quindi, che
abbia a che fare con il ruolo paterno nell’educazione né con altro che non sia
quel che ho appena espresso, ossia qualcosa di molto particolare che, a ben
vedere, può valere per pochi, per chi –come me- scrive… Saranno stati gli
ultimi avvenimenti, le recenti esperienze, questo (e qualche altro) libro, ma
credo che qualunque scrittura (e, soprattutto, il romanzo) non possa
prescindere da quel ch’è stato (e/o da quel ch’è) il rapporto tra chi scrive e
suo padre. Comunque. Nel bene e nel male. Ovvio. E senza distinzione (ultronea)
di scrittura maschile e femminile. Senza scomodare scienza alcuna. È una
consapevolezza iniziata con una sensazione e diventata sempre più forte nel
tempo. Non so dire per quale ragione precisa. Se una ragione precisa c’è. C’è
che questo percepisco. Non mi va di indagare. Per me è così. E mi fido. Ché
“Ognuno pensa di possedere almeno una delle virtù cardinali, anche la più
piccola, e questa è la mia: sono una delle poche persone oneste che io abbia
mai conosciuto”. Semmai ho scritto qualcosa di degno d’esser ricordato, semmai
ancora dovesse accadermi di farlo, è e sarà perché c’è il respiro di mio padre…
Credo che il sogno di ogni scrittore sia quello di non finire mai di scrivere
(…) e di pubblicare un solo libro, l’unico che non finirà al macero, quello che
non ha temperatura sino a allora conosciuta. Ché “Non c’è fuoco né gelo tale da
sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore”. Jay Gatsby (che pure
non ho amato…) è stato tutto questo: un uomo sbagliato in un mondo sbagliato
capace di regalare in un sorriso “l’intero eterno mondo per un attimo”.
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giovedì 11 ottobre 2012
ANIMA LUNGA DI STEFANO CRISTANTE (BESA EDITRICE)
Sguardi sul presente che hanno
valore di tagli e ferite, dove il fatto sentimentale si snoda come un pericolo
attorcigliato sulle reciproche e irriducibili alterità degli amanti e dove la
costruzione dei rapporti affettivi passa per materiali irrazionali –
premonizioni, percezioni, immedesimazioni istantanee, deja vu – che solo i
versi poetici hanno una speranza di poter trattare. Stefano Cristante investe
nel dialogo a distanza con i classici della poesia italiana le proprie chance
di scrittura. Verso libero ed endecasillabo rappresentano la sostanza formale
dei versi di Cristante che, nella parte finale, trasmigrano nella prosa poetica
(agganciata alla creazione di una personale cosmogonia), prima di congedarsi
con un inno alla solitudine che chiarisce il suo tragitto narrativo e il suo
obiettivo esistenziale.
Stefano Cristante (Venezia, 1961) è sociologo
dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento. Anima
lunga è la sua terza raccolta di versi, dopo Il rosso dell’oblio (1991) e
Visite inattese (2007).
Maurizio Fumarola-Mauro e Simonetta Grezzi presentano "Quelli di Brioni...i figli degli anni terribili" (Besa editrice). Ospite dell’appuntamento l'On. Alfredo Mantovano
Sabato 13 Ottobre alle ore 17.00,
presso l'Hotel President di Lecce (Via Salandra), l'avv. Maurizio
Fumarola-Mauro e Simonetta Ghezzi parleranno del loro "Quelli di
Brioni...i figli degli anni terribili" (Besa editrice). Modera l’Avv.
Rodolfo Petrucci. Ospite
dell’appuntamento l'On. Alfredo Mantovano.
Dopo sessant’anni Fumarola rompe
il silenzio e racconta la propria esperienza nel IX Corso per allievi ufficiali
di complemento di Marina, che subì la vergognosa cattura e il conseguente
trasferimento nei campi di concentramento nazisti.
La storia di un giovane
catapultato da un tranquillo ambiente di provincia alle prove atroci della
deportazione e della prigionia, narrata per uscire da quel profondo
disorientamento che colpì i reduci quando constatarono amaramente che alcuni
avvenimenti storici fondamentali erano stati travisati o compresi parzialmente,
e che un ampio settore bellico, compreso tra Istria, Balcani ed Egeo, in cui si
era consumato il sacrificio di più di un milione di militari, era stato
trascurato o addirittura dimenticato.
Solo oggi che aguzzini e vittime
sono entrati tutti “nello stesso stato d’innocenza”, ci si chiede se sia
finalmente giunta l’ora non di riscrivere la storia, ma di comprenderla fuori
da schemi preconcetti, imposti politicamente. In questo senso il testo si
prefigge lo scopo di offrire, attraverso una sofferta testimonianza e
prescindendo dall’ottica di una sola nazione e di un solo schieramento, una
visione più completa e un giudizio più equanime sul significato di quanto in
quegli anni terribili accadde.
Info
mercoledì 10 ottobre 2012
Politiche della felicità. Controstoria della filosofia. Vol. 5 di Michel Onfray (Ponte alle Grazie)
Come rifondare la sinistra? Onfray
non ha dubbi: ispirandosi ai coraggiosi filosofi che, nell'Ottocento, seppero
ripensare la felicità umana e tradurla in programma politico. L'anarchico
Bakunin, gli utopisti Fourier e Owen, il "liberalista radicale" John
Stuart Mill, l'utilitarista Jeremy Bentham progettarono infatti nuove umanità
liberate, basandosi sui principi della felicità materiale per il massimo numero
di persone: un ideale anche oggi perseguibile e da perseguire a fondo.
Proseguendo la sua opera di demistificazione di venticinque secoli di
storiografia filosofica, Onfray dedica questo suo nuovo libro a mostrare la
dimensione utopica degli edonismi liberali ottocenteschi e a sottolineare le
potenzialità degli edonismi socialisti, comunisti, libertari e anarchici.
Contro un aspetto importante della mitologia marxista, che relega nell'utopia
ogni altro pensiero socialista, Onfray riabilita varie forme di socialismo che
anticiparono acquisizioni moderne: un socialismo femminista con Flora Tristan,
individualista con Stuart Mill, sperimentale con Owen, gnostico dionisiaco ed
ecologico con Fourier, libertario con Bakunin. Un inno all'epoca filosofica che
ha saputo immaginare futuri possibili forse più di ogni altra; una
dimostrazione definitiva della validità e della fecondità del pensiero di tanti
dei suoi filosofi cosiddetti minori.
martedì 9 ottobre 2012
La fisica del diavolo di Jim Al-Khalili (Bollati Boringhieri)
Jim Al-Khalili è un fisico teorico
di grande talento comunicativo. Per lui i paradossi apparentemente insolubili
sono un'ottima occasione per spiegare come funziona la scienza. Per questo ne
ha scelti nove, tra più e meno noti, e sulla loro traccia ha costruito questo
libro, divertente, stimolante, ironico e che ha la capacità di sconcertare con
la semplice accumulazione di elementi imprevedibili. Insomma, un libro che non
lascia riposare la mente. Si va dal classico paradosso di Achille e la
tartaruga (del quale però scopriamo un insospettabile risvolto quantistico)
alla più semplice domanda che l'uomo può farsi guardando la volta stellata:
perché di notte fa buio? Sembra incredibile, ma dietro a questa domanda
apparentemente banale si nasconde una delle più eclatanti scoperte della fisica
contemporanea, che era lì, alla portata degli esseri umani fin dalla
preistoria, ma che ha trovato una soluzione plausibile solo pochissimo tempo
fa. Incontreremo anche l'inquietante diavoletto di Maxwell, il povero gatto di
Schrödinger, che è contemporaneamente vivo e morto, lo strano caso degli
oggetti che si accorciano viaggiando, quello ancor più strano del tempo che si
dilata e si contrae a suo capriccio, per non dire del mistero (paradossale
anch'esso, grazie a un'intuizione di Enrico Fermi) della vita extraterrestre.
Sono i diabolici paradossi della fisica, che danno da pensare, ma alla fine
hanno una soluzione insperata.
lunedì 8 ottobre 2012
Esce per Chiarelettere L’Illusionista a cura di Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio
Esce per Chiarelettere
L’Illusionista a cura di Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio. Il
regno di Umberto Bossi politico – già barista, fattorino, installatore di
antenne, impiegato all’Aci, supplente, infermiere, finto medico, cantante – è
durato un ventennio. Come quello di Mussolini, come quello di Berlusconi. Ora
che la marcia trionfale che lo ha portato dalla provincia lombarda alla
conquista di Roma si è esaurita e un’intera stagione politica si sta chiudendo,
è tempo di raccontarne la storia.
Pino Corrias è giornalista e
scrittore. Già inviato speciale del quotidiano “La Stampa”, collabora con “la Repubblica”,“il Fatto
Quotidiano” e “Vanity Fair”. Dirigente Rai, è sceneggiatore e produttore di
film (LA MEGLIO
GIOVENTÙ, Rai1 2003). Tra i suoi ultimi libri,VICINI DA
MORIRE (Mondadori 2007) e IL CONTABILE E LE MURENE (Feltrinelli 2012).
Renato Pezzini è giornalista de
“Il Messaggero”. Ha fondato e dirige “Oblò”, mensile di informazione libera
realizzato con i detenuti del carcere di San Vittore. Con Pino Corrias per Rai2
ha curato l’inchiesta MANI PULITE.
Marco Travaglio è vicedirettore
de “il Fatto Quotidiano” e collaboratore de “l’Espresso” e della trasmissione
di Santoro SERVIZIO PUBBLICO. Dopo il successo di PROMEMORIA, è in scena con lo
spettacolo ANESTESIA TOTALE insieme con Isabella Ferrari. Il suo ultimo libro è
BERLUSMONTI (Garzanti 2012).
L’ILLUSIONISTA è il primo titolo
dei PROTAGONISTI DELL’ANTIPOLITICA, una nuova serie della collana Reverse
dedicata ai politici che hanno distrutto la politica e ci hanno portato alla
rovina. Economica, politica e morale. Le loro vicende appartengono già alla
storia, per questo vale la pena fissarle in un fermo immagine che ne faccia vedere
tutti i contorni in un racconto per parole e fatti da non dimenticare. E
conservare a futura memoria per ricordarci quanto l’Italia è caduta in basso.
domenica 7 ottobre 2012
A tempo indeterminato. Manuale di sopravvivenza in azienda di Niccolò Valentini (Aliberti)
Il vostro obiettivo è raggiungere
il mitico contratto a tempo indeterminato? Siete stanchi delle vane promesse
del vostro capo? Questo libro vi insegnerà come opporvi a quel sistema che
vuole tutti precari, ricattabili, sfruttati e frustrati. Districarvi tra
colleghi invidiosi, colleghe procaci, capi che se ne approfittano e orari
rigidi vi sembrerà una passeggiata. "Nella negoziazione con la potenziale
nuova azienda, dovrete arrivare a ottenere una lettera di assunzione. Farete
tanti colloqui e non vi diranno nulla sul contratto e sulla retribuzione fino
alla fine. Voi dovrete sempre dire che state bene dove state ma che volete
migliorare, continuare a stare al gioco assecondandoli in tutte le loro assurde
domande e pretese. Dovranno arrivare a pensare che è proprio voi che devono
prendere, che non c'è nessuno così bravo e disponibile a quel prezzo sul
mercato. Quando finalmente vi consegneranno la lettera, vi diranno quanto vi
pagheranno e quale sarà il tipo di contratto previsto, tornate dall'altra parte
e fate lo stesso gioco al contrario dicendo che voi vorreste tanto rimanere ma
che purtroppo vi hanno fatto un'offerta migliore".
sabato 6 ottobre 2012
Bambini all’inferno di Cecilia Gentile (Salani)
Un corridoio sospeso nel nulla,
in mezzo al deserto di una terra disabitata, sempre sotto il tiro delle armi
israeliane. È l'ultimo chilometro prima di entrare nella Striscia di Gaza dal
valico di Erez. L'autrice lo ha percorso in completa solitudine, con paura.
Alla fine si è trovata davanti i barbuti di Hamas, i versetti del Corano, i
taxi scalcinati che portano lontano dal confine, le montagne di detriti e i
bambini che raspano con le mani per raccogliere calcinacci da riutilizzare.
Nella Striscia vivono un milione e mezzo di persone, strette tra il blocco
israeliano e l'integralismo di Hamas. Oltre la metà sono ragazzi con meno di 18
anni, il 44 per cento bambini con meno di 15. Questo libro è nato dal loro
incontro con l'autrice, Cecilia Gentile, che è entrata nella loro vita, li ha
fatti parlare e raccontare.
venerdì 5 ottobre 2012
Maria Pia Romano presenta “L’anello inutile” (Besa editrice)
(avvertenza: in caso di maltempo
l’evento si terrà presso la
Biblioteca di Tuglie). Il libro, giunto alla sua seconda
edizione, viene in questa occasione presentato nella sua nuova veste.
Maria Pia Romano a Tuglie (LE)
con “L’anello inutile” (Besa editrice) incontrerà il pubblico dei suoi lettori
sabato 6 Ottobre 2012, ore 19,30 presso i Giardini Residenza Mosco (Via Cesare
Battisti) a Tuglie (LE) nell’ambito del Festival Nazionale del Libro
“Impressioni d’autore”. Dialogherà con l’autrice Ilaria Lia, interverrà,
insieme a Maria Pia Romano, Simona Cleopazzo. (avvertenza: in caso di maltempo
l’evento si terrà presso la
Biblioteca di Tuglie). Il libro, giunto alla sua seconda
edizione, viene in questa occasione presentato nella sua nuova veste.
Il Salento prende alla gola. E ti
sa rubare l’anima. Luogo troppo selvatico per lasciarsi conquistare. Anche la
sua gente è così. Qui le tarantate dicevano di sentire la noia all’inizio del
male. Gli uomini andavano a fare l’olio nelle viscere della terra, incitando
gli animali a spingere la ruota e stordendosi con l’oppio per non sentire la
fatica. Nelle campagne che s’incontrano andando dalle Orte verso il faro della
Palascia, la terra è rossa. Ci si può perdere, inseguendo il filo rosso che qui
lega la terra, il cielo e l’acqua. Un sottile scoloramento di memorie
adriatiche. Un annebbiamento dei sensi. Un capogiro. Cosa rimane quando non si
ha più niente da perdere?
Maria Pia Romano è nata a
Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei giornalisti dal 2000.
Scrive per alcune testate
regionali e nazionali e inoltre si occupa di comunicazione pubblica, uffici
stampa e organizzazione di eventi. Ha all’attivo quattro raccolte di poesie,
Linfa (LiberArs, 1998), L’estraneo (Manni, 2005), Il funambolo sull’erba blu,
(Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) e il romanzo Onde di Follia (Besa
2006). Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per i
suoi lavori. Le sue poesie sono inserite nel Museo della Poesia di Perla
Cacciaguerra a Cesa. E’ stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per
il festival della letteratura italiana in Brasile del 2011. Finalista al Premio
Letterario Nabokov edizione 2011
sabato 6 Ottobre 2012 ore 19,30
Giardini Residenza Mosco (Via Cesare Battisti) a Tuglie (LE)
nell’ambito del Festival Nazionale del Libro “Impressioni d’autore”
Dialogherà con l’autrice Ilaria Lia
interverrà, insieme a Maria Pia Romano, Simona Cleopazzo.
Info
La strada di casa di Gorge P. Pelecanos (Piemme)
A ventisei anni, Chris Flynn sa
di essersi già bruciato le migliori chance. Dopo un'adolescenza turbolenta, è
finito in un carcere minorile per una sfilza di reati, proprio nel momento in
cui i suoi coetanei sceglievano l'università da frequentare. Ma ha imparato la
lezione: riconoscere i guai e starne alla larga. E così, quando lui e un ex
compagno di prigione trovano una borsa piena di soldi sotto il pavimento che
stanno ristrutturando, ordina all'amico e a se stesso di non toccarla. E
togliersela dalla testa. È suo padre Thomas, ex poliziotto, a gestire la ditta
per cui lavorano. L'uomo ha deciso di dimenticare le delusioni e i conflitti
del passato e ridare fiducia al figlio: gli sembra che sia maturato, che si sia
rimesso in riga. Il giorno in cui Chris non si presenta al lavoro, però, Thomas
sa con certezza che il ragazzo è di nuovo in pericolo. Ma capisce anche che non
potrà sempre proteggerlo da ogni male. Stavolta, dovrà lasciare che Chris trovi
da solo la strada di casa. Ancora una volta, Pelecanos usa le tinte del noir
per parlare dell'America della gente comune, in un romanzo che scava nella
complessa dinamica di aspettative e rimpianti, perdono e redenzione che
costella il percorso compiuto da un padre e un figlio prima di ritrovarsi.
Recensione di Alessandra Peluso su Il Quinto Accordo. Guida alla padronanza di sè. Un libro di saggezza tolteca di Don Miguel Ruiz, Don Josè Ruiz (Edizioni Il Punto d’Incontro)
Questo manuale sembra lo scrigno della vita perfetta, il paradiso che
tutti vorremmo, e che secondo gli autori Don Miguel e Don Josè Ruiz è possibile
realizzare in ognuno di noi. Occorre seguire 5 regole fondametali chiamate “Accordi”.
Trovare gli accordi come in musica perchè la vita prenda armonia: essere
impeccabile con la parola; non prendere nulla in modo personale; non supporre
nulla; fare sempre del proprio meglio; essere scettico, imparando ad ascoltare.
Questi sono i cinque accordi che derivano dalla saggezza tolteca - i Toltechi
vivevano nel Messico meridionale - che ricerca la profonda verità condivisa da
tutte le sacre tradizioni esoteriche del mondo. Non è una religione, ma un modo
pratico per raggiungere la felicità e l’amore. Pertanto, se c’è qualcuno che
fornisce le chiavi della felicità non possiamo non accoglierlo. Ecco che ci si
addentra nella lettura magica del libro e qui innanzitutto, don Miguel
consiglia ad ognuno di noi, a chi fosse interessato a conoscere queste vie di
verità, ad essere impeccabile con la parola. Spiega che ognuno di noi è
programmato ad inviare un messaggio, deve però avere il coraggio di raccontarlo,
creando così la propria verità che è la vita. Raccomanda di dire sempre ciò che
si conosce senza menzogna. Ricorre ad una immagine che sembra richiamare un
dipinto di Botticelli: «Se credete di essere un artista, tutto diventa di nuovo
possibile. Le parole sono il vostro pennello e la vostra vita è la tela. Potete
dipingere tutto quello che volete, potete persino copiare il dipinto di un
altro; ma ciò che esprimete è il modo in cui vedete voi stessi, il modo in cui
vedete l’intera realtà. Quella che dipingete è la vostra vita, e com’è la
vostra vita dipende dal modo in cui usate la parola. Bellissimo consiglio, ma
quanti di noi non si lasciano condizionare da qualcuno o qualcosa? E troppi
sono i messaggi distorti che inviano ogni giorno i mass-media, che ci convincono a cercare la menzogna e non la
verità. Vivere la propria vita nella libertà e nella consapevolezza è una
grande vittoria e lo si fa seguendo il secondo accordo: “Non prendere nulla di
personale. Non dover più organizzare la propria vita in base alle opinioni
degli altri è un grande passo per realizzare la libertà personale. A tal punto,
pare che tutte le filosofie vengano meno quando niente è spiegabile se non la
propria vita che è perfetta. Mentre, afferma don Miguel ci hanno insegnato da
sempre che non siamo perfetti, nulla di più falso, è una grande menzogna da
scacciare: ognuno di noi è perfetto ed è messaggero della propria verità che è
la vita. Il terzo accordo invece dice: “Non supporre nulla”. Non esiste la
menzogna, non esistono i conflitti se non nella nostra mente. Il quarto
accordo: “Fai sempre del tuo meglio”. Vivi pensando di vivere la tua vita
soltanto tua, dove la mente non è più condizionata dal tiranno, il giudice o la
vittima. Ossia “vivi senza giudizi nè pregiudizi”. E infine: “Sii scettico, ma
impara ad ascoltare”. Così con
straordinaria serenità e apertura di cuore l’autore invita ad accogliere il suo
messaggio e partecipare a realizzare questo sogno: una nuova umanità in cui
tutti vivono nel’armonia, nella verità e nell’amore. In questo sogno - aggiunge
don Miguel Ruiz - possono partecipare tutti, indistintamente, a qualunque
religione o filosofia si appartenga, qualunque sia il maestro, tutti sono
invitati a condividere questo sogno. Il
mondo potrà essere cambiato amando se stessi, godendo la vita, facendo del
proprio mondo un sogno paradisiaco. I Cinque Accordi vogliono essere gli
strumenti per cambiare il proprio mondo. Ed è possibile se si è impeccabili con
la parola, se non si prende nulla di personale, se non si suppone nulla, se si
fa sempre del proprio meglio e se si è scettici ascoltando, non ci sarà più
guerra nella vostra testa: ma ci sarà pace. E con queste certezze, sapendo di non perdere
nulla, che è il caso di accedere a questo “sogno” raccontato nel libro Il Quinto Accordo con amorevole
semplicità, come una madre quando narra una fiaba al proprio bambino. Conferisce serenità all’animo, apre il
cuore alla speranza. Migliorare la propria vita forse sì è possibile, vale la
pena scommettere, come la scommessa di Pascal: «Ogni giocatore azzarda con
certezza per guadagnare con incertezza; e azzarda certamente il finito per
guadagnare incertamente il finito senza peccare contro la ragione. In un giuoco
in cui vi sono eguali probabilità di vincere o di perdere, arrischiare il
finito per guadagnare l’infinito ha evidendemente la convenienza massima». La
dottrina pascaliana per credere in Dio, io la adotto per credere in se stessi.
giovedì 4 ottobre 2012
Il manoscritto ritrovato ad Accra di Paulo Coelho (Bompiani)
14 luglio 1099. Mentre
Gerusalemme si prepara ali invasione dei crociati, un uomo greco, conosciuto
come II Copto, raccoglie tutti gli abitanti della città, giovani e vecchi,
donne e bambini, nella piazza dove Pilato aveva consegnato Gesù alla sua fine.
La folla è formata da cristiani, ebrei e mussulmani, e tutti si radunano in
attesa di un discorso che li prepari per la battaglia imminente, ma non è di
questo che parla loro il Copto: il vecchio saggio, infatti, li invita a
rivolgere la loro attenzione agli insegnamenti che provengono dalla vita di
tutti i giorni, dalle sfide e dalle difficoltà che si devono affrontare.
Secondo il Copto, la vera saggezza viene dall'amore, dalle perdite sofferte,
dai momenti di crisi come da quelli di gloria, e dalla coesistenza quotidiana
con l'ineluttabilità della morte. "Il manoscritto ritrovato ad Accra"
è un invito a riflettere sui nostri princìpi e sulla nostra umanità; è un inno
alla vita, al cogliere l'attimo presente contro la morte dell'anima.
Come fuoco nell’arca di Marisa Pelle (Besa editrice)
Gocciole di cera che il tempo//
ha rappreso sulla pelle// le nostre ore sommesse silenziose// Luce affilata che
deflagra// da una candela spenta// tersa alabastrina// luce che s’interna nel
tessuto// delle cose.
Marisa Pelle, calabrese di
origine, è nata ad Ardore ( RC ). Ha pubblicato le seguenti sillogi di poesie:
Fiore di cactus (Messina 1987), Scagliosi silenzi (Messina 1991), Fatamorgana
(Messina 1996), Sulla cifra del tempo (Messina 2004), Sul crinale del giorno
(Besa, Nardò 2008), Dai gradini del Persephoneion (Besa, Nardò 2010) che hanno
riscosso il consenso dei critici e sono risultate finaliste in occasione di
varie rassegne letterarie. Sue poesie, edite e inedite, sono presenti in
diverse antologie e in alcune riviste letterarie; in particolare è risultata
finalista per l’edito al Premio A. Contini Bonacossi 2009 con la silloge Sul
crinale del giorno, al Premio Rhegium Julii – Inedito 2010 con la silloge Dai
gradini del Persephoneion e Inedito 2011 con la silloge L’ala mancante. Il suo
profilo letterario e una scelta della sua produzione sono inseriti
nell’Antologia a cura di Carmelo Aliberti Poeti siciliani del secondo Novecento
(Bastogi Ed. 2003), nella Letteratura italiana Poesia e narrativa dal secondo
Novecento ad oggi, a cura di Lia Bronzi - vol. II (Studio critico e testi) –
Bastogi Ed. 2007-2008 e nell’Antologia internazionale Poeti della nuova
frontiera “Segnali 2008-2009”
a cura di Paolo Borruto.(RC) e in “Segnali e Interventi 2010” a cura di Paolo Borruto
(RC).
mercoledì 3 ottobre 2012
Exit di Alicia Giménez Bartlett (Sellerio)
Exit è una villa di campagna
immersa nella natura. Un giardino lussureggiante, stanze e saloni arredati con
gusto, quadri antichi, candelabri sul caminetto, lucenti cassettoni sui
soffitti. Qui, nell'annuncio abbagliante della calura estiva, uno alla volta
arrivano gli ospiti. Due giovani donne: Clarissa, fragile e intensa; l'elegante
Pamela, bella quanto caustica. Il finanziere Finn, uomo raffinato e colto,
eccellente conversatore. La vedova Tevener, una signora con i capelli rossi
allegra e sensuale. Il signor Ottosillabo, macchinista ferroviere, il poeta
Léonard, capelli a spazzola e sguardo penetrante, sempre capace di provocare
gli altri. In poco tempo diventeranno intimi e amici, pronti a vivere e a
dissolversi nel gioco del destino e della passione. Gli ospiti sono stati
accolti da due medici in camice bianco e dall'infermiera Matea, specializzata
in psicologia, che prepara cene e pranzi squisiti. Sottili fette di roast beef,
uova e salsicce, scintillanti frittate, teglie con pasticci di carne e
formaggio, aringhe affumicate e cestini traboccanti d'uva. La musica accompagna
il passare del tempo, tra canzoni tzigane e boleri, sonate al chiaro di luna e
contagiose melodie jazz. Tutti insieme, gli ospiti, i medici e l'infermiera,
condividono colazioni e banchetti, passeggiate, escursioni, chiacchiere e
battibecchi.
martedì 2 ottobre 2012
Chi è nato prima, il lettore o lo scrittore? Angelo Orlando Meloni dialoga con Simonetta Bitasi a Casa delle Letterature
Mercoledì 10 ottobre
h. 18.00, presso il bellissimo scenario di Casa delle Letterature in piazza
dell'Orologio 3 a
Roma, un incontro, a colpi di parole, libri e citazioni sui due vertici opposti
della lettura: il dibattito fra Angelo Orlando Meloni e Simonetta Bitasi sarà
la proroga letteraria della manifestazione "La scelta delle donne",
andata in scena proprio a Casa delle Letterature dal 17 maggio al 19 settembre
2012.
Angelo Orlando Meloni è nato a Catania e vive a Siracusa. Ha scritto la raccolta Ciao campione e il romanzo Io non ci volevo venire qui, edito quest'ultimo nella collana L'italiana di Del Vecchio Editore. Aggiorna saltuariamente un blog di colore verde come la speranza, la benzina e l’ecologia.
Angelo Orlando Meloni è nato a Catania e vive a Siracusa. Ha scritto la raccolta Ciao campione e il romanzo Io non ci volevo venire qui, edito quest'ultimo nella collana L'italiana di Del Vecchio Editore. Aggiorna saltuariamente un blog di colore verde come la speranza, la benzina e l’ecologia.
Simonetta Bitasi
realizza da molti anni progetti di promozione alla lettura per ragazzi e
adulti. Il suo lavoro è leggere e come lettore ambulante organizza gruppi di
lettura e incontri dedicati ai libri in biblioteche, librerie, circoli
culturali, bar e case private. Collabora come consulente-lettore agli acquisti
delle biblioteche. Ha scritto e scrive di libri e lettura per le pagine
culturali della Gazzetta di Mantova, e su vari periodici tra cui Diario e Liber
e da febbraio 2012 si occupa della pagina letteraria di GQ Italia. E' tra i
collaboratori che hanno curato l'ultimo aggiornamento della Garzantina di
Letteratura (2007).
campione e il romanzo Io non ci volevo
venire qui, edito quest'ultimo nella collana L'italiana di Del Vecchio Editore.
Aggiorna saltuariamente un blog di colore verde come la speranza, la benzina e
l’ecologia.
Simonetta Bitasi realizza da molti anni progetti di promozione alla lettura per ragazzi e adulti. Il suo lavoro è leggere e come lettore ambulante organizza gruppi di lettura e incontri dedicati ai libri in biblioteche, librerie, circoli culturali, bar e case private. Collabora come consulente-lettore agli acquisti delle biblioteche. Ha scritto e scrive di libri e lettura per le pagine culturali della Gazzetta di Mantova, e su vari periodici tra cui Diario e Liber e da febbraio 2012 si occupa della pagina letteraria di GQ Italia. E' tra i collaboratori che hanno curato l'ultimo aggiornamento della Garzantina di Letteratura (2007).
Simonetta Bitasi realizza da molti anni progetti di promozione alla lettura per ragazzi e adulti. Il suo lavoro è leggere e come lettore ambulante organizza gruppi di lettura e incontri dedicati ai libri in biblioteche, librerie, circoli culturali, bar e case private. Collabora come consulente-lettore agli acquisti delle biblioteche. Ha scritto e scrive di libri e lettura per le pagine culturali della Gazzetta di Mantova, e su vari periodici tra cui Diario e Liber e da febbraio 2012 si occupa della pagina letteraria di GQ Italia. E' tra i collaboratori che hanno curato l'ultimo aggiornamento della Garzantina di Letteratura (2007).
L’uccello del malaugurio di Camilla Läckberg (Marsilio)
Fjällbacka sta per lasciarsi alle
spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella Giunta cittadina
c'è chi è ansioso di attirare l'attenzione sul piccolo centro della costa.
Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a
riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di
telespettatori? La proposta è approvata, i riflettori puntati, ma l'arrivo del
cast crea non poco scompiglio, tanto più che il produttore, consapevole che gli
scandali aumentano l'audience, si diverte ad alimentare le tensioni tra i
concorrenti. Ma il trambusto mediatico rischia di assorbire anche le risorse
della polizia, e il vicecommissario Patrik Hedström, già distratto dai
preparativi per il suo matrimonio con Erica, è in affanno: le indagini su una
donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di
mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, tra minacce,
segreti e sterili menzogne, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale
che potrebbero contenere indizi preziosi. E anche un collegamento con un caso
molto simile avvenuto solo qualche anno prima. Non gli resta che insistere, per
arrivare ad aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di
Fjällbacka erge a difesa della propria immagine, che vuole conservare
irreprensibile.
C.R. & F. presenta "Due ruote una vita" di Raffale Polo (Lupo editore) il 5 ottobre 2012 ore18,30 a Lecce presso il Museo Sigismondo Castromediano
L’Associazione C.F. & R.
presenta in collaborazione con la Libreria
Palmieri di Lecce, la presentazione del volume "Due ruote una vita" di Raffale
Polo (Lupo editore) che si terrà il 5 ottobre 2012 ore18,30 all’auditorium del
Museo Sigismondo Castromediano in viale Gallipoli a Lecce. Relazionerà sul
libro Raffaele Gorgoni (scrittore e giornalista Rai). Intervengono: Anna
Palmieri (Libreria Palmieri); Raffaele Polo (autore); Gianluca Pasca
(Presidente C.F. & R. - Centro Formazione e Ricerca). Modera - Stefano
Donno (critico e scrittore)
La figura di Manfredi Pasca,
leggendario corridore leccese, si intreccia con l’atmosfera crepuscolare degli
anni dal dopoguerra a oggi, in una Lecce fatta di stenti, fame, miseria e
sacrifici. Ma anche di buoni sentimenti, ideali, onestà e impegno, fiducia
incrollabile nella volontà umana che, se ben instradata, supera qualsiasi
difficoltà. Anche la sofferenza, anche la morte, anche la disperazione per le
perdite più dolorose. Manfredi diventa, allora, un vero e proprio eroe, e le
sue gesta, la sua vita possono riassumere l’epopea del Grande Popolo Salentino,
indomito protagonista delle nostre piccole, grandi Storie.
Raffaele Polo - Nasce a Piacenza
il 2 aprile 1952. È pubblicista dal 1978; laureato in Lettere e in Pedagogia,
vive e lavora a Lecce. Ha pubblicato di recente
“Il Cielo in ogni stanza” (Lupo editore, 2009); Leccesità (Luca Pensa
editore, 2010).
Info
Prov. Monteroni - Copertino
73043 Copertino - Lecce (Italy)
Telefono: 0832.949510
Fax: 0832.937767
Ananas e zenzero di Jacqueline Gentile (Besa editrice) alla Feltrinelli di Bari il 3 ottobre 2012
Ananas e zenzero di Jacqueline
Gentile (Besa editrice) sarà presentato mercoledì 3 Ottobre 2012, alle ore
18.30 presso La
Feltrinelli di Bari (Via Melo, 119). Dialogherà con l'autrice
la giornalista Annamaria Ferretti. Interverrà la scrittrice Francesca Palumbo
Ananas e zenzero è un romanzo
narrato in prima persona, in cui la freschezza dell’ironia e della comicità
accompagnano il percorso di crescita di una donna che trasforma un momento di
profonda crisi in un’opportunità per poi scegliere coraggiosamente la strada
del cambiamento come nuovo progetto di vita. Marta Sabia ha trentatré anni,
vive con Cindy, cura la rubrica della posta del cuore per la rivista femminile
“Stelle & Charme” e la sua relazione sentimentale più lunga è durata sei
mesi. Quando incontra Andrea, ennesimo flirt di Cindy, e se ne innamora, Marta
inizia un processo di confronto con se stessa in cui prende piano coscienza del
fatto che l’esistenza da lei condotta non corrisponde ai suoi desideri: le
bugie che dice a Cindy le gravano pesantemente sulla coscienza, le vessazioni
di Clara, il suo capo, la schiacciano, la gelosia la acceca e i suoi sogni di
bambina fanno capolino a ricordarle che non era questo quello che si augurava
per il suo futuro. Dopo la partenza di Cindy per gli Stati Uniti, Marta entra
in una spirale discendente: si licenzia e, sull’onda della rabbia frammista a
dolore, litiga furiosamente con Andrea. Giorni di buio isolamento nella sua
casa vuota la trascinano a toccare il fondo costringendola a stare in contatto con
la sua sofferenza e con la sua vita oramai svuotata. Ma proprio lì, nella
tristezza del niente, Marta ritrova se stessa e il suo amore per Andrea: primi
passi di una nuova esistenza tutta da inventare.
Jacqueline Gentile è nata a
Brooklyn (New York) nel 1973. Vive a Bari dove svolge la professione di
counsellor a orientamento gestaltico e di formatrice. Ha pubblicato la raccolta
di racconti Ho scelto me (2007).
lunedì 1 ottobre 2012
Un amore di angelo di Federica Bosco (Newton Compton Edizioni)
"Libera di danzare senza
schemi e regole ferree, libera di studiare con chi volevo senza più obbedire ai
canoni rigidissimi delle scuole prestigiose o ai capricci di insegnanti
frustrati, libera di esprimere me stessa". Mia ha avuto l'occasione che
attendeva da sempre: un'audizione alla Royal Ballet School. Ma quando si è
trovata su quel palco, quando ha capito che la possibilità di entrare in quella
scuola era a portata di mano, ha sentito di non voler rinunciare alla libertà
di danzare senza regole, vincoli, costrizioni. Accanto a lei, anche nelle
decisioni più difficili, c'è sempre stata la voce di Patrick, eterea presenza
che non la lascia mai. Dopo il suo "no" alla Royal, per Mia può
iniziare una nuova vita: lei e Nina, superate finalmente tutte le
incomprensioni che le avevano divise, decidono di trasferirsi a Londra. Mia
trova una scuola d'arte che la entusiasma, la Brit, mentre Nina prova a frequentare un corso di
giornalismo. Ma Londra non è solo divertimento e cambiamenti: le due amiche
dovranno anche affrontare la difficile gravidanza di Nina. A sostenerle, come
sempre, ci sarà l'incorporea figura di Patrick. Finché un giorno...
domenica 30 settembre 2012
Dimmi che c’entra l’uovo di FABIO NAPOLI (Del Vecchio Editore). Intervento di Alessandra Peluso
Anch’io son curiosa di sapere
come fa ad uscire l’uovo dal frigo. Che c’entra quest’uovo? Sarà forse un
paradosso burlesco per evidenziare agli occhi del lettore quant’è machiavellica
la nostra società? Dove tutto conta e niente è indispensabile alla vita? “Dimmi
che c’entra l’uovo” è il titolo bizzarro del romanzo scritto magistralmente da
Fabio Napoli. Letto tutto in un fiato, vogliosa di giungere alla conclusione del
romanzo, sperando in un lieto fine come nei film o nelle favole, speranza vana.
In realtà, si tratta di uno specchio riflesso dell’esistenza individuale e
sociale precaria. È l’essenza della vita odierna, della ricerca disperata di un
lavoro per guadagnarsi da vivere o sopravvivere come accade a Roberto Milano,
protagonista della storia con altri giovani coetanei nella realtà romana. Una
metropoli che se da un lato può offrire opportunità, dall’altro disorienta,
spersonalizza l’individuo e lo mercifica, descrizione che riporta alla memoria
la quantomai attuale opera “La
Filosofia del denaro” di Georg Simmel. Fabio Napoli romanza
la vita odierna e lo fa con una semplicità strabiliante regalando scene di un
film come se il lettore dovesse farne parte, e purtroppo forse qualcuno dei
lettori si sentirà davvero un soggetto coinvolto. Il protagonista Roberto
Milano, precario, giovane laureato svolge tanti lavori per guadagnarsi da
vivere come comparsa in film porno, insegnante privato, pizza express, tutti
rigorosamente precari; licenziato
puntualmente, ripone l’ultima speranza in un colloquio per lavorare in un
fast-food e pagarsi almeno l’affitto. Qui incontra una ragazza Marianna,
spigliata, affabile, e si lega sia affettivamente che “professionalmente”.
Insieme infatti intendono organizzare una banda per rapine, la cosiddetta
“Banda dei precari”. A quanto pare unico modo, unica via d’uscita per avere
soldi in tempo breve e senza sacrifici. I ragazzi, tuttavia, non hanno fatto i conti con il
destino, il sacrificio infatti c’è ed è grande. È questo cambierà le sorti ai
giovani precari, vivendo nel timore di essere scoperti e presi dalla polizia.
“La banda dei precari” potrebbe anche essere il titolo del libro così come il
titolo della vita di ognuno di noi attualmente precario. L’esistenza è
precaria, gli affetti, il lavoro: tutto diventa parte di un bisogno. Lavorare
per guadagnare e soddisfare dei bisogni. Non esiste un posto fisso, appare un
miraggio, anzi un mito degli anni ’80. Ogni cosa è abitualmente precaria e come
emerge dal romanzo la possibile soluzione per guadagnarsi un “pezzo di pane”
sembra rubare o compiere azioni che non riguardano certamente un lavoro
dignitoso. Potrebbe essere una
provocazione quella dell’autore oppure no. Tuttavia spesso è realtà. Recita
l’art. 4 della Costituzione italiana: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il
diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo
diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie
possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al
progresso materiale o spirituale della società». Non è fantascienza, non è
realtà: è raccapricciante pensare che l’articolo appena citato non rispecchi la
società contemporanea dove il diritto al lavoro è una mera chimera, non un
diritto di tutti. È sufficiente ascoltare i TG o leggere i quotidiani per
capire la misera condizione della maggior parte della gente. Aumenta la
sfiducia in sé stessi e negli altri, la paura, la sofferenza o peggio la non accettazione
della precarietà in una non vita rappresentata dal suicidio. a con questo
“Dimmi che c’entra l’uovo”? Qui Napoli s’ingegna a creare un episodio al limite
del reale, è una domanda di un test attitudinale in un colloquio di lavoro al
quale Roberto prende parte per poter lavorare, se superata la prova, in un
fast-food. Insomma un pò come i test che dobbiamo affrontare oggi per qualsiasi
concorso dove un quesito logico rimmarrà irrisolto per l’intera esistenza in
quanto incompreso o incomprensibile. Inoltre, il romanzo è animato da un forte
spirito di solidarietà e di coraggio. Vuole rincuorare il lettore comunicando
che nonostante tutto occorre reagire purchè si possa giungere ad un
cambiamento, ad un miglioramento per una società equa ed uno Stato che
garantisca un lavoro dignitoso a chi ha voglia di lavorare e soprattutto a chi
merita. E la meritocrazia non sia soltanto un appannaggio usato dai potenti e
dai ricchi per illudere e ingannare i poveri.
A proposito della crisi, della precarietà: temi affrontati nel romanzo
di Fabio Napoli, cito una riflessione di Einstein su “Il mondo come lo vorrei”
(1931): «La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi
perché è proprio la crisi a portare il progresso. La creatività nasce dall’ansia,
come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva,
le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza
essere superato (...). L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler
lottare per superarla». Vuole essere un augurio, una speranza.
Kurumuny Edizioni a Li Ucci Festival di Cutrofiano (Lecce) con “Io scrivo la realtà” di Cici Cafaro e “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari” di Cannole. Dal 3 al 6 ottobre 2012
Da mercoledì 3 a sabato 6 ottobre a
Cutrofiano, in provincia di Lecce, va in scena la seconda edizione de Li Ucci
Festival, quattro giorni di convegni, workshop, mostre, estemporanee di
pittura, presentazioni di libri e concerti per ricordare i cantori dello
storico gruppo salentino, custode delle tradizioni popolari degli 'stornelli',
dei canti d'amore e di lavoro, spesso improvvisati al ritmo del tamburello.
Uccio Bandello e Uccio Aloisi sono stati depositari e interpreti di una
tradizione raccolta e coltivata da una nuova generazione di musicisti, cantori
e ricercatori. Nel corso degli anni, il gruppo ha coinvolto, oltre ai due
cantori di Cutrofiano, anche Uccio Melissano, Narduccio Vergaro, Uccio
Casarano, Uccio Malerba, Pippi Luceri, Giovanni Avantaggiato e Ugo Gorgoni. Il
Festival, organizzato da Sud Ethnic con la direzione artistica e organizzativa di
Antonio Melegari, con il contributo di Comune di Cutrofiano, Istituto Diego
Carpitella, Grecìa Salentina, Fondazione Notte della Taranta, Fondazione Notte
di San Rocco e con il Patrocinio di Provincia di Lecce, Regione Puglia e
Università del Salento, coinvolgerà anche quest'anno un centinaio tra studiosi,
musicologi, musicisti e musiciste, cantanti, danzatrici e si chiuderà sabato 6
ottobre con un concerto-evento per celebrare, nella sua città natale, la figura
di Uccio Aloisi, straordinario interprete della musica tradizionale salentina,
scomparso il 21 ottobre 2010. Sul palco allestito in Piazza Municipio si
alterneranno i Vecchi Cantori di Zollino, Antonio Amato, Enza Pagliara,
Antongiulo Galeandro, Antonio Castrignanò, Zimbaria, Carlo Canaglia ensemble,
Melegari & i suoi compari, Gianluca Longo, Gianni De Santis, Su’ d’est,
Menamenamò, Dario Muci, Le Sorelle Gaballo, Giancarlo Paglialunga, Kamafei,
Triace, Puccia from Apres la classe, Massimiliano Morabito, Cardisanti,
Orchestra Sparagnina, Alessia Tondo, Emanuela Gabrieli, Edo Zimba, Canzoniere
Grecanico Salentino, Annacinzia Villani, Giovanni Avantaggiato, Andrea
Stefanizzi, Paolo Pacciolla, N.Scott Robinson, Silvia Perrone, Maristella
Martella, Emanuele Licci, Mauro Durante, Stefano Calò e molti altri. Dopo aver
suonato per più di trent’anni al fianco di Uccio Bandello (scomparso nel 1998),
Uccio Aloisi ha continuato a proporre i suoi stornelli in tutta Italia e sul
palco della Notte della Taranta. Negli ultimi anni Uccio è stato un “trait
d’union tra le forme dell’espressività tradizionale e le nuove pratiche
reinventive dei patrimoni tradizionali”, come sottolinea il coordinatore
artistico della Notte della Taranta e consulente scientifico dell'Istituto
Diego Carpitella Sergio Torsello. “Uccio Aloisi era un personaggio chiave del
“paesaggio sonoro” salentino che tuttavia, negli anni dell’iperbolico revival
della pizzica, s’era reinventato un ruolo, una “identità”, rimanendo sempre
fedele a se stesso, alla sua appartenenza a un mondo culturale che ormai non
c’è più. Uccio Aloisi era così. Un maestro senza cattedra, un sontuoso “albero
di canto” cresciuto in una terra amara ma ricca di colori e di suoni. Che
grazie a lui non morirà”. Sono già aperte le iscrizioni al workshop di tamburi
a cornice tenuti nei giorni del festival dal percussionista statunitense N.
Scott Robinson (Tecnica lap style), da Andrea Stefanizzi (tamburello) e Paolo
Pacciolla (tecniche di improvvisazione in India e Tecniche di composizione per
ensemble), che coordineranno l’ensemble di tamburi a cornice “Battere nuovi
ritmi” che si esibirà il 5 ottobre in Piazza Cavallotti (per iscrizioni e
informazioni: info@liuccifestival.it - 3290399779 - 3807025709). Sabato 6
ottobre spazio anche al seminario di danze popolari in collaborazione con Tarantarte
tenuto da Maristella Martella (per info e iscrizioni 3394492300).
L'articolato programma ospiterà
inoltre il convegno Battere nuovi ritmi: il tamburello (3 ottobre), numerose
mostre (tra le quali 'Cornici dal mondo' di Francesco Paolo Manna, in collaborazione
con La Società
italiana tamburi a cornice,e l'Arte nel piatto, dedicata alla lavorazione e
decorazione della terracotta), il concerto 'Ricordando Uccio Bandello' con la
partecipazione dei Cardisanti, di Lina Bandello, figlia del cantore, di Uccio
Casarano (storico organettista del gruppo Li Ucci) e altri ospiti (3 ottobre
nel Parco Verde) e l'esibizione dei Kamafei (4 ottobre al Jack'n'Jill). Il
festival ospita inoltre Bar-Cultura con la partecipazione di Nandu Popu (4
ottobre) e del suo romanzo d'esordio 'Salento, fuoco e fumo' (Laterza) e la
presentazione dei due volumi “Ricci i tuoi capelli” (Le Donne di Cannole) e “Io
Scrivo la realtà” (Cici Cafaro) pubblicate da Kurumuny.
Kurumuny Edizioni a Li Ucci Festival di Cutrofiano (Lecce)
con Io scrivo la realtà di Cici Cafaro e Ricci i tuoi capelli, arie e
canti popolari di Cannole (show case) il
5 ottobre 2012 al Bar Caffè Saracino di
Cutrofiano - ore 18,00
Info
sabato 29 settembre 2012
Novità in libreria: “Angeli dimenticati” (Youcanprint) di Nicola Capecchi
“Marc, su consiglio del proprio psichiatra, si concede una
vacanza dal lavoro per riposarsi. Egli sceglie di tornare al suo paese natale
per rivedere i suoi genitori, che non vede da trenta lunghi anni. Busyville è
una piccola città con pochissimi abitanti, rimasta ferma a trenta anni prima,
chiusa al mondo esterno progredito, per vivere in una voluta e ostinata vecchia
cultura. Una cittadina di gente per bene e caratterizzata da una grande
tranquillità. Ma ben presto Marc si renderà conto che si tratta di una
tranquillità del tutto apparente, quando in città cominceranno a verificarsi
strani fenomeni, nei quali si troverà personalmente coinvolto. Quali misteri si
nascondono all’interno di questa apparentemente tranquilla cittadina? Cosa
troverà Marc indagando su quanto sta accadendo?
Marc troverà anche l’amore in città, un amore bellissimo,
forte e puro, un amore che andrà oltre ogni difficoltà, un amore che andrà
oltre la morte.”
“Angeli Dimenticati” (Youcanprint) di Nicola Capecchi,
Narrativa, pag. 212, ISBN: 9788866185482
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