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mercoledì 16 maggio 2012

La lotta al cancro passa anche da Avon di Graziella Gardini (Direzione Sea Marconi Technologies)


La Fondazione Avon (dell’omonima ditta di cosmesi) è nata nel 1955, con l'obiettivo di migliorare la vita delle donne e oggi è orgogliosa di essere la più grande azienda con una propria fondazione filantropica dedicata ad alcune problematiche sanitarie relative alle donne, su scala planetaria. La missione della Fondazione Avon è prevalentemente quella di sostenere la ricerca sul cancro al seno e cercare di risolvere il problema dell'accesso alle cure di questa patologia. Essa si occupa inoltre della violenza domestica subita dalle donne ed è impegnata fattivamente nel portare soccorsi in genere ed aiuti economici alle popolazioni colpite da grandi catastrofi naturali, com’è accaduto nel caso del terremoto di Haiti. Fino al 2011, Avon ha donato oltre 860 milioni di dollari in tutto il mondo, un fiume di denaro che è servito a cambiare e a salvare vite umane in tutti e cinque i continenti. L'Avon Breast Cancer Crusade, ad esempio, è stato un progetto lanciato nel 1992 come un piccolo programma pionieristico della Avon nel Regno Unito, adottato poi negli Stati Uniti l'anno successivo. Nel corso degli ultimi 19 anni, Avon, nella sua veste di ente benefico, ha raccolto e donato più di 740 milioni dollari per i programmi di ricerca sul cancro alla mammella in tutto il mondo, sostenendo la ricerca scientifica di punta e programmi sociali innovativi, in grado di permettere a tutte le persone affette da questa patologia di accedere a cure di qualità. Il finanziamento delle iniziative intraprese dalla Fondazione serve a sostenere la sensibilizzazione delle popolazioni e l'educazione sanitaria, lo screening e la diagnosi, l'accesso alle cure, nonché i servizi di assistenza e ricerca scientifica, che rappresentano le basi della Avon Breast Cancer Crusade. Numerose poi le iniziative promosse al fine di raccogliere fondi e le campagne pubblicitarie di sensibilizzazione che Avon ha realizzato in ogni parte del mondo, affidandole a personale scelto , professionale e preparato. Ecco l’attività della Fondazione Avon in numeri:
La Fondazione ha avviato programmi educativi rivolti a 105.000.000 di donne, in tutto il mondo, per far comprendere l’importanza della  salute del seno. In tale ambito ha provveduto a collegare ben 15.000.000 donne, residenti in numerosi Paesi, attraverso programmi di individuazione precoce (mediante autopalpazione) e lo screening mammografico;  ha finanziato con 75 milioni di dollari  progetti di ricerca del cancro al seno, a partire dal 1999.  Il più recente di tali progetti ha potuto disporre di una dotazione di 25 milioni di dollari  destinati ad un “pacchetto” di  41 sottoprogetti di ricerca focalizzati sulla prevenzione primaria, la comprensione dell'eziologia e delle potenziali cause di cancro al seno. La Fondazione ha attivato inoltre nuove collaborazioni tra gruppi senza scopo di lucro, il governo americano e l'industria di cui è emanazione. Oggi a una donna, solo negli Stati Uniti, viene diagnosticato un cancro al seno ogni tre minuti e, stando alle statistiche, questo particolare carcinoma rappresenta la forma patologica più comunemente diagnosticata in tutto il mondo. Chi vuole può aiutare vite umane dando il suo contributo ad Avon ...



Kadhataka Gadigana dha Kadhataka Gadigana dha kadhataka Gadinadha … Intervento di Luisa Spagna


Il dolce, evocativo, melanconico flauto dell’Orissa accompagnato dal violino intona le prime note e l’aria inizia a riempirsi di atmosfere esotiche, di un colore senza tempo, di un sapore primordiale.  Si aggiunge  il canto  ad invocare tutti gli dei e le dee di un pantheon che appare come sospeso nel cielo proprio     … su … in alto    sospeso sulla  propria testa. E in questa atmosfera dei e dee che si riflettono da la su al centro della scena  sono  come  reali, vivi, presenti … Poi il mardala e i cimbali, scandendo   ritmi precisi incalzano  e innalzano l’energia      I ritmi cardiaci aumentano … siamo impazienti di  ascoltare e vedere
Kadhataka  Gadigana dha Kadhataka Gadigana dha kadhataka Gadinadha 
E’ il mardala,  Il tamburo a forma di botte, che emette suoni-parole-ritmi. Suspence! Da dietro le quinte l’avanzare della danzatrice  o del danzatore sullo stage è preannunciato dai quasi e più cento campanellini legati alle caviglie, intonati uno all’altro, che risuonano prima ancora del suo apparire in scena … 
Kadhataka  Gadigana dha Kadhataka Gadigana dha kadhataka Gadinadha 
Le mani del percussionista e  la voce del cantante concordano sulla stessa frase ritmica. Suspence!
Dhe Ta Dhe Dhe Ta Dhe Dhe Ta …
E’ il suono  dei primi passi sullo stage. Ritmi  che sottolineano i colori del sari, del rosso bindi sulla fronte circondato da piccoli puntini bianchi, delle mani dipinte piene di petali di fiori. Il mondo della danza odissi si è manifestato in tutti i suoi elementi … la scena è completa. Un sospiro di sollievo ... i battiti cardiaci diminuiscono, pronti e rilassati a non perdere nulla … fino alla fine! Ritmi e forme geometriche si disegnano nell’aria . Yantra danzanti  si compongono e si scompongono. Radha danza la sua ricerca di Krishna. Parvati per metà uomo e Shiva per metà donna si dividono  il corpo della danzatrice. Mani disegnano parole … Parole  danzano riempiendo lo spazio … e ancora ritmi gesti passi suoni movenze  … L’interprete si moltiplica tante volte quanti sono i personaggi che evoca …Kamala scocca la freccia …Radha è piena di passione … diverse specie di fiori asiatici si materializzano tra le dita della danzatrice mentre  li disegna nell’aria … le braccia sono il fiume Yamuna … gli occhi quelli di Krishna che ammicca le giovani fanciulle … no!  ora è Durga … lo si vede dalla sua energia luminosa … una demonessa  infuocata … ma  ecco … ora dalle mani danzanti escono i rampicanti e il profumo della dolce primavera … sciami d’api … eh … sì … quello è il gesto per indicare il dolce canto del cuculo … la vedi la luna crescente sulla fronte? È Shiva … ora le mani diventano onde fluttuanti … è il fiume ganga che scende dai suoi capelli  … rosso … ora è tutto di un colore rosso … un unico punto rosso sospeso al centro della scena … Shanti … Shanti …
OM OM OM 
Al  termine il corpo è immobile al centro del palco. Gli strumenti  tacciono. Suspence! Il mondo della danza Odissi si è riassorbito nelle tre invocazioni.
OM SHANTI OM

Luisa Spagna
luisaspagna@yahoo.com
Facebook: Luisa Spagna

Rivoluzioni S.p.a. Chi c'è dietro la Primavera Araba di Alfredo Macchi (Alpine Studio); Black Bloc. Viaggio nel pianeta nero di Franco Fracassi; La rivolta dei migranti. Il movimento globale contro la discriminazione e lo sfruttamento: Europa, Medio Oriente, Stati Uniti di Vittorio Longhi (:duepunti). Intervento di Nunzio Festa


Per la gioia dei "complottisti", degli accaniti disegnatori di retroscena sempre e semplicità mai, a torto o a ragione, proviamo a esplore alcuni importanti saggi pubblicati negli ultimi mesi, e l'ultimo di cui diremo proprio nelle ultime settimane, da piccoli e importanti editori troppo emarginati dal mercato. Analizzando, quindi, "Rivoluzioni S.pa." d'Alfredo Macchi, "Black Bloc" di Franco Fracassi e "La rivolta dei migranti" di Vittorio Longhi. Dalle Alpi agli Appennini. Perché i primi sono materia luccicante della riservata Alpine Studio di Lecco, mentre il libro di Longhi è uscito per la sicula :duepunti dei gemelli diversi Giuseppe Schifani e Andrea Libero Carbone. Macchi, inviato di guerra e dunque giornalista di razza, recentemente comunque approdato in acque più chete, riannodando i fili delle sue incursioni sui territori minati ha raccolto in un unico volume-storia i segreteri e le apparenze che i modernizzati scenari di rivolta della terra araba hanno manifestato al largo, imbarazzato e stonato mondo. L'obiettivo, annunciato dal titolo e chiarito dallo svolgimento dei capitoli, è di rispondere all'interrogativo assoluto: chi c'è davvero dietro la Primavera Araba?. Senza, d'altronde, svilire il ruolo delle giovani generazioni scene in strada. Ché a loro è dedicata l'opera. Come a quanti che con la volontà di documentare nel petto, sono stati stroncati dalla reazione. E, per fortuna, Macchi smentisce subito le convinzioni di partenza dicendoci che "Questo libro è frutto di un lungo lavoro di indagine e di diversi viaggi nei paesi si cui si parla. (...) Questo non è un libro costruito sulle 'teorie complottistiche' o cospirative che tanto sono in voga. E' un'inchiesta scrupolosa e seria, basata sull'analisi di centinaia di documenti e testimonianze." La curiosità c'assale quando però vediamo domande del tipo: "Che cosa ci fa uno dei gruppi protagonisti della rivoluzione egiziana all'interno di un'associazione voluta dal Dipartimento di Stato Americano e sponsorizzata dalle maggiori aziende statunitensi?", "Che ruolo ha svolto una scuola di Belgrado che tiene corsi su come rovesciare i dittatori?", "Perché Washington ha addestrato blogger tunisini, egiziani, libici, yemeniti e siriani e fornisce loro software contro la censura?", "E perché milioni di dollari mandati dalle monarchie del Golfo attraverso organizzazioni caritatevoli sono finiti ai ribelli?", "Quale peso infine hanno avuto agenti segreti, addestratori militari e forze speciali?" Seppure eviteremo, per l'appunto, di riproporre i contenuti tutti del libro, riprenderemo almeno alcuni passaggi fondamentali del lavoro del giornalista Alfredo Macchi. Le fotografie d'inchiostrro di Macchi sono nitide. Il punto focale è la Tunisia di Ben Alì. Anzi la Sidi Bouzid, forse, di Mohamed Bouazizi. Mohamed è il giovane venditore ambulante di frutta che ignorato dalle autorità e perseguitato da controllori dell'ordine cittadino per protesta s'incendia. La morte di Mohamed, che passa per la visita del dittatore dal capezzale del morente ambulante, infiamma la Tunisia. Eppure qualcosa era stato anticipato il 28 novembre 2010, due settimane prima dell'inizio della rivolta, a Tunisi, più esattamente nella Agence Tunisienne d'Internet. Dove si scopre che Wikileaks sta pubblicando file segreti del dittatore, di sua moglie, della loro larga e mafiosa famiglia. Il fiume alimentato dai blogger tunisino permette d'elevare a notizia bollente e protesta di popolo la rivolta scoppiata a Sidi Bouzid. Nient'altro che un puntino da legare alla corda dei soprusi del potere. Un pretesto, si capirà, usato da quanti stavano tramando al fine di far scoppiare il movimento. Fra i blogger, contemporaneamente, troviamo il nordamericano Robert Guerra, della società Privaterra. Una delle tante esperienze che risentono della formazione della "scuola di Belgrado", nella quale sono insegnate le tattiche e le strategie non-violente da utilizzare nei luoghi da liberare, corroborata dalle 'donazioni' finanziarie made in Usa e sostenuta fortemente  e da vicino dalla Cia. Un inciso è d'obbligo, a questo punto. La Ned, National Endowment for Democrazy, di Reagan da sola ha finanziato centinaia di gruppi nel mondo, vedi in Venezuela, che avrebbero dovuto usare quei soldi per rovesciare governi, nel segno della linea yankee. A New York, poi, ha sede la Open Society Foundation di George Soros che vuole "costruire vibranti e tolleranti democrazie". Tipo in Birmania. Il New York Times, infine, in aprile 2011 lancia un'approfondita inchiesta che illustra quanto in Egitto il Movimento 6 Aprile abbia ricevuto soldi e addestramento dagli Usa. E' necessario entrare interamente nel terzo capitolo di Rivoluzioni S.p.a. se si vuole poi comprender di più sulla Repubblica di piazza Tahrir. La Libia invece è stata preparata dalla Francia. Macchi, infatti, prima dell'insurrezione, incontra addirittura l'intellettuale B. H. Levy in terra libica  inviato non-ufficiale di Parigi. Tra comunicazione e pubblicità, azioni di spionaggio e ingerenze, la Primavera Araba è stata molto combattuta fuori dalle sue terre. "I veri protagonisti della partita - dirà infatti Alfredo Macchi - , nella quale intervengono di volta in volta potenze minori (come monarchie saudite e l'Iran, la Turchia o l'Europa), sono Stati Uniti, Cina e Russia. In appendice al poderoso saggio, l'autore allega tra le altre cose la "guida" diffusa da Anonymous in Tunisia e il riepilogo dei finanziamenti Ned in Medio Oriente emessi nel solo 2010. Questo è leggere per non farsi beffare dalla propaganda. Franco Fracassi col suo "Viaggio nel pianeta nero", alza altre maschera dal volto di quel che accade. E nuovamente possiamo usare le parole d'un libro al fine di beffare noi la propaganda. Mentre, inotre, è in sala la pellicola di Daniele Vicari, "Diaz", che accenna all'argomento di fondo del documento di Fracassi. Un film che ha fatto discutere, e che ha il grande merito, in primis, di raccontare quale e quanta violenza può usare il potere. Rappresentare una delle forme dell'odio e dell'oppressione. Premesso che bisogna intanto intuire se si tratti d'un libro serio seppur ammiccante e non d'una furba pubblicazione, la piccola inchiesta Black Bloc comincia con l'intervista, ad anonima, d'un'attivista che, non proprio casualmente, vive in un borgo composto da una decina di case e situato sulle unghie delle Prealpi francesci prossime alla Val di Susa. Documentarista di vaglia, Fracassi mette insieme una serie di voci. Dall'interno del Black Bloc. Ma l'anonimato dietro il quale la maggior parte delle voci raccolte sono trincerate, alla fine, fa perdere moltissimo al libro. La lettura del saggio di Vittorio Longhi, di contro, ci permette di tornare all'analisi. Rianimando, persino, un elemento ovviamente sottaciuto dal testo di Macchi. Le migrazioni. Epperò con il cursore puntato intanto sulle violenze subite dai tanti stranieri nelle tante terre d'approdo. Oltre l'espatrio. Annusando sempre un certo sentore di Primavera Araba. E se nel Golfo Persico a esser vittime di soprusi sono i domestici asiatici, in Francia ad avere la peggio sono tutti i sans papier e nell'ex Belpaese gli sfruttati dei campi dell'agricoltura sfruttata. Nella contraddizione storica, anzi squisitamente esistenziale, tra necessità di migranti e condizioni a essi garantiti. Al tempo della militarizzazione dei confini. Dei muri. Quando nelle città s'alzano cancelli. Quando in Occidente le persone medie mettono cancelli e inferritate e in America Centrale e Meridionale sono i ricchissimi a farsi piantonare il filo spinato delle loro ville infinite. Vittorio Longhi, esperto delle tematiche d'immigrazione, che da anni studia i flussi migratori e rende conto degli spostamenti umani da casa a casa, con La rivolta dei migranti fa un passo avanti, come si dice, nell'analisi. Perché Longhi prova a misurare il potenziale di riscossa e la potenza di riscatto a livello universale che potrebbe alimentare il conflitto per diritti sempre maggiori e resistenza sempre nuova. Ché il sistema economico imperante, molto probabilmente, è da tutti i senza diritto che può esser abbattuto. Primavera Araba sembre docet, verrebbe da ripete. Perlomeno se non avessio letto Alfredo Macchi. Ma vogliamo, comunque e ovunque, esser normalmente ottimisti. Longhi col suo saggio c'insegna però una serie di dati ai quali sfuggivamo: 1) nel Golfo Persico esiste una distinziona razziale strisciante, che quindi si chiama razzismo, fra nativi e immigrati, quindi fra centro e periferia, fra ricchi e poverissimi, dove le donne bengalesi sono tenute sotto ricatto dai padroni di Dubai per esempio; 2) spesso i migranti che vogliono passare dal Messico o attraverso il Messico per gli Usa, muiono o sono ammazzati, nonostante gli States sia il Paese dei Paesi della multietnicità; 3) nel 2002 il futuro presidente francese Sarkozy, in veste allora di ministro degli Interni, fece chiudere il centro dell Croce Rossa posizionato a sud di Calais che dava assistenza ai migranti provenienti da Balcani, Asia, Africa e Medio Oriente; 4) negli anni dell'ultimo governo Berlusconi, dal 2008 al 2011, in Italia c'è stato un aumento esponenziale d'episodi di violenza verso i migranti e le minoranze (vedi le ultime edizioni del libro bianco "Cronache di ordinario razzismo", del quale abbiamo scritto in altre occasioni). Eppure vogliamo immaginare che i migranti e gli sfruttati  stanno costruendo la rivoluzione. In attesa d'Alì dagli occhi azzurri.   

martedì 15 maggio 2012

Il libro del giorno: Il Mistero della vita dopo la Morte di Deepak Chopra (Macro Edizioni)



Il Mistero della Vita
dopo la Morte -
Libro Buono


«Chi non è curioso riguardo a ciò che accade dopo la morte? E anche se ci sono molte risposte a disposizione, sia antiche che moderne, alcune perfino basate sulla nuova scienza, la domanda “Cosa ha da dire Deepak Chopra a questo proposito?” è una questione importante per la nostra epoca. Bene, finalmente la risposta di Deepak è qui ed è molto assertiva su tante domande significative. Mi piace: che dire di più? Questo è un grande libro di facile lettura». Amit Goswami, Ph. D., autore de The Self -Aware Universe, Physics of the Soul, e The Quantum Doctor. «L’inarrestabile Deepak Chopra dipinge con vivaci dettagli i regni che possiamo incontrare dopo aver oltrepassato la nostra cornice mortale. Cosa ancora più importante, rende chiaro che solo la capacità di Consapevolezza di se stessi che noi abbiamo sviluppato qui e ora può prepararci per il confronto con la nostra vera natura che ci aspetta al momento della morte». Andrew Cohen, insegnante spirituale e fondatore della rivista What Is Enlightenment


The True Story of the Bilderberg Group by Daniel Estulin (Trine Day)


“Delving into a world once shrouded in complete mystery and impenetrable security, this investigative report provides a fascinating account of the annual meetings of the world’s most powerful people—the Bilderberg Group. Since its inception in 1954 at the Bilderberg Hotel in the small Dutch town of Oosterbeek, the Bilderberg Group has been comprised of European prime ministers, American presidents, and the wealthiest CEOs of the world, all coming together to discuss the economic and political future of humanity. The working press has never been allowed to attend, nor have statements ever been released on the attendees' conclusions or discussions, which have ramifications on the citizens of the world. Using methods that resemble the spy tactics of the Cold War—and in several instances putting his own life on the line—the author did what no one else has managed to achieve: he learned what was being said behind the closed doors of the opulent hotels and has made it available to the public. This second edition includes an entirely new chapter and updated information on topics such as an earlier attempt to break up Canada and the portents of a North American union.”

STEVE MORANO AND THE RENEGADES




“Musically inspired by artists such as Paul Weller, Grant Lee Phillips, Ryan Adams & Bob Dylan. Steve Morano has been crafting his own style of Folk & Funky Blues influenced songs. His first full studio album with his backing band The Renegades entitled Devil Is A Bullet released to much critical acclaim. Heartfelt song Cryin' has been played on radio stations worldwide. He hasToured Worldwide including USA, Australia & Asia. Played various UK Festivals including a 5 year stint at Guilfest. He can be seen currently performing solo at various intimate UK venues. Details on how you can purchase their material and news on future gig dates can be found on their website www.stevemoranoband.com and www.myspace.com/stevemorano.
The video for the new track Cryin’ can also be viewed on YouTube. Please see the 2 links to my Utube videos below:
THE RENEGADES are a talented 3 piece consisting of a singer songwriter, a bassist and a drummer driving the eclectic sounds of country punk. The guys have played with Steve and in their own super group THE SESSION which has taken them all around England and regulars at a number of festivals including a 5th stint at Guilfest playing either as The Renegades with Steve or as The Session; two times at Guilfest has seen the band play on Stage 2 - Ents 24.”


In My Eyes - The Intimate Autobiography of Steve Whyte





“Breaking the cycle of struggle; Steve Whyte was born in London, England 1986 in an area best known for gun crime, drugs and at risk youth. At the age of six Steve was introduced to the sport basketball which was the foundation of his discipline throughout his teen years, until undergoing surgery in his knee which prevented him from playing at the level which he desired. The heartbreaking end of one career wasn't enough to stop Steve from aiming high. It wasn't long after this disaster when teachers in school wrote him off predicting that he would never be successful. Steve needed no additional motivation to bring his dream into reality and began writing encouraging material throughout his pain with hope to help someone else get through theirs.In pursuit of excellence Steve transformed his life in 5 years and now teaches others how to do the same.  Steve has a giving heart and has established a Charity, Better-Days Project Ltd. The project provides charitable outreach, products and various programs dedicated to empowering people to be at their best. Only 25 years old, 5 published books (all proceeds going to charity), traveling the world touching lives Steve is definitely living his dream and creating his reality. Join him.”


lunedì 14 maggio 2012

Olivia - il nuovo libro di Paola Calvetti in uscita il 15 maggio in libreria

DIABLO III




Il Signore del Male ha lanciato la sua demoniaca crociata per sottomettere al suo empio volere gli utenti di Youtube. Guarda subito il video, e preparati alla fine dei giorni
IL SITO

Il libro del giorno: L'Ombra il Lato Oscuro della Tua Anima di Ruediger Dahlke (Macro Edizioni)



L'Ombra il Lato Oscuro
della Tua Anima + Cd di Meditazioni Guidate Da non
perdere


Attraverso un vero e proprio manuale, integrato dal Cd audio di meditazioni guidate, il medico e autore di bestseller Ruediger Dalkhe ci accompagna alla conoscenza profonda di ciò che siamo realmente. Anche se il primo impatto può risultare difficile da accettare, chi riuscirà in questo lavoro si ritroverà ad essere più felice e più tollerante verso se stesso e il prossimo. L'ombra è lo sconosciuto in noi, ciò che non vorremo mai essere, ma che infine dobbiamo diventare se vogliamo realmente ritrovare la nostra unità. Lavorare sulla nostra ombra ci spinge verso la luce. Un manuale per aiutare il lettore a riconoscere la propria ombra (causa di malattie, pazzia, problemi psicologici e comportamenti assurdi o strani) e a compiere il percorso di accettazione di essa riconquistando potere personale, pace e progresso spirituale. In linea generale ogni sintomo sia fisico, spirituale o sociale è una manifestazione dell'ombra non riconosciuta, ma soppressa. Se l'ombra viene troppo a lungo nascosta, col tempo può spingere il portatore a compiere atti deplorevoli e assurdi. Qualsiasi cosa noi allontaniamo dalla nostra consapevolezza perché ci fa paura, viene spinto nella parte oscura di noi stessi. Anche tutti i sentimenti devono essere riconosciuti consapevolmente. In caso contrario usciranno fuori nel momento meno opportuno.
“La meta più elevata e al contempo più profonda che un essere umano possa prefiggersi è la riconciliazione con il proprio regno dell’ombra – obiettivo, per un libro, alquanto ambizioso. Di conseguenza, questo volume non costituisce soltanto un libro di lettura nel senso tradizionale del termine, quanto piuttosto un viaggio all’interno dell’ombra, scandito in tappe con i relativi esercizi pratici da eseguirsi. Stupefacente e al tempo stesso importante sarebbe perciò adempiere a quanto segue. Compilare, fin dall’inizio e parallelamente alla lettura, un diario quotidiano dell’ombra, nel quale annotare gli esiti delle domande e dei test proposti nel corso della lettura stessa, così come le esperienze vissute durante gli esercizi e le meditazioni. Ove lo si faccia realmente, si proverà meraviglia nello scoprire quanto essenziale sia un simile diario personale dell’ombra e come, in parallelo, esso andrà raccogliendo l’essenza della propria storia individuale dell’ombra.” (Ruediger Dahlke)

The Trillion-Dollar Conspiracy: How the New World Order, Man-Made Diseases, and Zombie Banks Are Destroying America by Jim Marrs (William Morrow Paperbacks)


“America's economy is in shambles . . . Its citizens are terrified and dissatisfied . . . Could it all have been planned by a secret elite one hundred years ago? The New World Order. Hitler referred to it in his diaries. President George H. W. Bush foretold of it in his speeches. Formed by a secretive global elite, the group seeking this new order has taken hold of the nation—and perhaps the world. Its influence pervades every aspect of American society, from the products we buy at the grocery store to the topics of evening news programs. But could it also be true that the New World Order caused one of the greatest financial catastrophes of our time? Bestselling author and legendary conspiracy researcher Jim Marrs has yet again exposed information that the mainstream corporate media has refused to report, unearthing the lies to expose the insidious alliances that make up a secret world. In the explosive The Trillion-Dollar Conspiracy, Marrs digs beneath the media noise surrounding the financial bailouts of 2008 and 2009 while exploring the back rooms and shadowy deals of our nation’s past to craft a frightening history that no one else is brave enough to tell..”

William H. Saito – entrepreneur and innovator


“Born in California, William Saito took up commercial software programming when he was 10 years old and incorporated his company just a decade later. By the time he was named Entrepreneur of the Year in 1998 (by Ernst & Young, NASDAQ and USA Today), he was 27 and fast becoming one of the world’s leading authorities on encryption, authentication and biometric technologies. In the following years he led the development of the world’s first biometric authentication system and licensed the core technology (BAPI) to over 160 companies worldwide. When it was included in the Microsoft Windows™ operating system, BAPI became a de facto global standard; Microsoft Corporation finally purchased the company in 2004. Selling the business he had worked so hard to build ultimately freed Saito to begin Act II of his unusual story. In 2005 he moved to Tokyo and founded Intecur, a consultancy that helps companies worldwide to identify and market innovative technologies. He became CEO of a major venture capital fund and indulged his passion for helping entrepreneurs to become successful. He also began advising a multitude of Japanese government agencies, lecturing at the nation’s most prestigious universities, and commenting on policy issues, both in speeches, in high-profile essays, and on national TV. Recently, Saito was named a council member on National Strategy and Policy for the National Policy Unit, a new Cabinet-level organization that reports directly to the Prime Minister of Japan. On the global front, he was recently named a Foundation Board Member of the World Economic Forum after being honored as both a Young Global Leader and Global Agenda Council member in 2011. Over the years, Saito has advised national governments around the globe, and continues to do so today. In Japan, he has served as an advisor to the Ministry of Economy, Trade and Industry (METI); Ministry of Internal Affairs and Communication (MIC); Ministry of Education, Sports, Culture, Science and Technology (MEXT); Ministry of Land, Infrastructure, Transport and Tourism (MLIT); the National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST); and the Information Technology Promotion Agency (IPA) of Japan, among others. William Saito is the author of numerous essays and other publications. His autobiography, An Unprogrammed Life: Adventures of an Incurable Entrepreneur, was published in 2011 by John Wiley & Sons.”


Domande sulla green economy - In green we trust. Il verde è denaro di Luigi Rota e Marcello De Filippis (Uniservice).Intervento di Vander Tumiatti, fondatore di Sea Marconi Technologies Italia


Siamo a tutt’oggi in piena crisi, e non possiamo negare un dato oramai incontrovertibile: prima di uscirne dovremo tutti noi fare grandi, grandissimi sacrifici, a costi che purtroppo non saranno bassi. E in questa crisi che sta colpendo tutto il mondo, prende sempre più corpo l’ipotesi che una via di uscita per risollevare l’economia del paese (e non solo quella dell’Italia), passi proprio attraverso la green economy ovvero l’economia verde, quella per intenderci delle energie rinnovabili. Dunque un grande contributo la stanno dando quelle che comunemente vengono descritte come energie pulite, quelle buone che arrecano meno disagi all’ambiente e che sembrano prendere sempre maggior diffusione, e consistenza. Un aspetto non secondario, poi – anche se non sempre sufficientemente  analizzato – è il ruolo che l’energia verde può svolgere nel ridurre la dipendenza energetica dall’estero. Che, nel caso dell’Italia, è un macigno che pesa, da una parte sulla bilancia dei pagamenti, dall’altra sulla nostra autorevolezza a livello internazionale. E’ evidente, infatti, che più è forte tale dipendenza (spesso nei confronti di Paesi problematici o politicamente instabili), minore è la libertà di giudizio e di azione in politica estera. A proposito di questi temi, mi è capitato di recente tra le mani il buon libro di Luigi Rota e Marcello de Filippis, due giovani economisti che hanno cercato di contemperare visioni diverse e non sempre convergenti, quella dei produttori di energia e quella dei consumatori. Il volume, edito da Uni Service, ha un titolo emblematico “ In green we trust. Il verde è denaro” e presenta ad un potenziale pubblico di lettori  una green economy che pare non incontrare più (come invece accadeva qualche anno fa) limiti di crescita, arrivando finalmente a generare guadagni per i produttori e  risparmi (forse) per i consumatori. Ma possiamo essere certi di un’affermazione di questo tipo? E soprattutto questo entusiasmo attorno alle energie verdi, è un fuoco di paglia oppure realmente il livello di avanzamento della tecnologia è tale da apportare miglioramenti sostanziali ai nostri contesti vitali “green”? E ancora, ci sarà il rischio di una bolla economica, di proporzioni più grandi, dal momento che tuttora esiste una considerevole quantità di persone che hanno scommesso in questo campo e continuano a farlo? Come si può ben vedere il lavoro di Rota e De Filippis suscita più interrogativi, più argomenti di dibattito che certezze, nonostante siano molte le fonti e i dati presentati in questa pubblicazione, che ha inoltre il pregio,  nonostante forse sia più destinata ai circuiti accademici, di poter essere apprezzata anche da un pubblico generalista. “In green we trust” dimostra anche un altro aspetto che rende questo lavoro degno di considerazione: dimostra che l’economia verde comprende, non solo imprese attive nel comparto delle energie rinnovabili, ma tutti quei soggetti che mostrano una particolare attenzione al tema della sostenibilità e che attraverso l’adozione di azioni attenti alla salvaguardia dell’ambiente contribuiscono alla sua diffusione all’interno della società. Ma, soprattutto, rappresenta un’idea di futuro imprescindibile per affrontare la crisi, dal momento che nel suo DNA contiene le stesse potenzialità che contraddistinguono la green economy e che derivano soprattutto dalla sua capacità di creare nuovi posti di lavoro e contribuire alla qualificazione delle imprese esistenti. Potenzialità che interessano tutti i settori produttivi: edilizia, tessile, agricoltura, allevamento di animali, depurazione di acque reflue civili, trattamento dei rifiuti urbani e molti altri che non possono che far bene alla nostra economia e, perché no… alla nostra coscienza! (articolo apparso sul quotidiano Paese Nuovo del 13 maggio 2012)

E' NATO DESERTOITALIANO: il blog ufficioso della resistenza civile alla demenza di un'epoca. Intervento di Agostino Palmisano


Ognuno di noi ha un suo modo speciale di considerare e catalogare gli scrittori. Io considero un grande scrittore colui che racconta di me meglio di me. Credo che sia centinaia o migliaia o milioni gli autori che dicono che in ogni storia che un pezzo della nostra. Io sono in pieno accordo con questo assioma e ciò nonostante non riesco ad affezionarmi a tutti i grandi scrittori. Alla fine quelli con cui ho un vero rapporto di rispetto e intimità sono pochi, pochissimi, quei quattro o cinque che davvero mi hanno cambiato e mi hanno accolto con umanità. Su tutti spicca forse Carlo Levi che col su Cristo si è fermato ad Eboli non solo mi ha raccontato meglio di me, ma ha detto tutto quello che nemmeno osavo pensare del mio mondo e dei miei luoghi. Attraverso la povertà e le meschinità da lui raccontate, le nebbie del mio cuore sono evaporate e il cielo stellato ed infinito è esploso nella limpidezza che tutto vede e sopporta. Se uso uno stile quasi aulico è perchè mi sono imposto il rispetto verso quest'uomo che tanto ha dato all'Italia e che è ricambiato oramai con l'oblio che mi torce le budella facendomi ancor di più disprezzare una così stupida patria. E a questo senso di oblio ho deciso di oppormi, nel mio piccolo certo, creando questo blog, DESERTOITALIANO, con l'intento di coinvolgere i miei amici non lobotomizzati per cercare una comunicazione speciale con l'uso del web. Lo so che di blog ce ne sono miliardi, anzi biliardi, ma noi ce ne freghiamo e attraverso quel po' del nostro sapere ci opponiamo alla vita quotidiana fatta di inciviltà e menefreghismo. Con DESERTOITALIANO abbiamo creato una piccola comunità, che si speri sempre in espansione, ma va da sè che l'universo tende all'entropia. Chiunque può fantasticare sul nome e, per la verità, il significato è fin troppo evidente: siamo come un'oasi nel nulla, una delle tante oasi disseminate nell'universo. In realtà non è solo così. Se si va a fare un giretto sul blog e si comincia a cercare troverete quanto segue: "Cos’è DESERTOITALIANO? E’ un luogo d’approdo e di partenza. Qui si collabora, si partecipa e non si fanno troppe cerimonie. Qui tutto è semplice e chi non condivide non è ben accetto. Nel deserto culturale che ci attornia, desideroso di inghiottirci, noi opponiamo resistenza fisica e mentale. E questa oasi accoglie tutti, purché civiltà, educazione e rispetto vigilino nelle coscienze di ognuno. DESERTOITALIANO è un’oasi dove la calma e la frescura aiutano i viaggiatori del web a ritemprare i propri circuiti neurali sovraccarichi del caos e dell’affanno della contemporaneità digitale, stanchi della tempesta di sabbia che accieca e confonde. DESERTOITALIANO è una comunità di individui dal passo lento e dalla vista acuta uniti dalla voglia di raccontare una storia fatta di storie, ognuno col suo incedere, col suo tibro unico e deciso. DESERTOITALIANO cerca di riscoprire la condivisione del sapere, senza egoismi e vanità, nella speranza che ciò serva a tutti, tenuti in vita da una coscienza collettiva sempre più fragile." A questa sorta di dichiarazione d'intenti, infine, aggancio quella che è in realtà la scintilla che ha dato via a tutta la faccenda. Questa scintilla è una citazione, già presente sul blog, da Carlo Levi. L'incipit del suo libro L'Orologio recita così: "La notte, a Roma, par di sentire ruggire i leoni. Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole neree i colli lontani, nell’ombra qua e là scintillante; e a tratti un rumore roco di sirene, come se il mare fosse vicino, e dal porto partissero navi per chissà quali orizzonti. E poi quel suono, insieme vago e selvatico, crudele ma non privo di una strana dolcezza, il ruggito dei leoni, nel deserto notturno delle case. [...]". Benvenuti in DESERTOITALIANO.
(su concessione di Agostino Palmisano)

domenica 13 maggio 2012

THE TOYMAKER BY CHUCK BARRET


“Chuck Barrett, a Florida native, grew up in Panama City. A graduate of Auburn University, Barrett is a retired air traffic controller of over 26 years experience and veteran commercial pilot and flight instructor spanning over three decades of flight experience. In his flying career, he flew mostly air ambulance with the occasional charter and business flights thrown in the mix. Barrett’s first writing experience was drafting labor agreements. He started writing fiction in 1998 in his spare time. His first novel, The Savannah Project, was released in March 2010. This thriller interweaves his aviation expertise, a long-held passion for writing and a keen sense of suspense. In 2011, The Savannah Project became an award-winning novel, winning awards in ForeWord Reviews Book of the Year Award, International Book Awards, and Reader View’s Reviewer’s Choice Awards. He resides in Northeast Florida with his wife, Debi.”

HERE


Jack White - Sixteen Saltines (From Jack White 's debut Album BLUNDERBUSS)

 



Music video for Jack White's new single "Sixteen Saltines" directed by AG Rojas. From Jack White 's debut Album BLUNDERBUSS. Available NOW http://smarturl.it/jwiiiblunderbuss and visit www.jackwhiteIII.com (C) 2012 Third Man Records under exclusive license to Columbia Records, a division of Sony Music Entertainment

Il libro della pasticceria naturale e macrobiotica di Anneliese Wollner (Macro Edizioni)



Il Libro della
Pasticceria Naturale e Macrobiotica


Mangiare sano e naturale significa privarsi di una fetta di torta al cioccolato o di strudel? O rinunciare a una classica zuppa inglese o a gustosi bignè? Il Libro della Pasticceria Naturale e Macrobiotica ti permetterà di realizzare facilmente dolci sani, naturali, con poche calorie e allo stesso tempo buoni e invitanti come quelli di pasticceria, con risultati sempre garantiti.  Un ricettario con oltre 150 golose ricette di dolci e leccornie da tutto il mondo in versione dietetica ma sempre gustosa, senza aggiunta di zucchero, latticini, uova e lieviti chimici.  Solo ingredienti naturali e vegetali (lievito di birra, latte di soia, sciroppo di acero, malto di riso) per preparare tanti ottimi dolci, secondo le ricette tradizionali.  Torte, biscotti, budini, caramelle, marmellate e tantissimi dolci, adatti a chi vuole evitare l’utilizzo di grassi animali e a chi ha problemi di diabete, colesterolo o sovrappeso

Il libro del giorno: Il tocco di Mida di Donald J. Trump e Robert T. Kiyosaki (Gribaudi Edizioni)



Il Tocco di Mida


In un mondo colpito dalla forte disoccupazione e con un’economia che ha bisogno di recuperare nuovi posti di lavoro, chi non desidera una soluzione veloce? Molti pensano al governo, ma sta diventando ovvio che i governi non possono creare del vero lavoro. La verità che pochi conoscono è che un solo gruppo può riportare il nostro mondo alla prosperità: gli imprenditori, ma soprattutto gli imprenditori con il Tocco di Mida. Ci sono migliaia di libri sul business. Questo libro è per gli imprenditori: due degli imprenditori più influenti del mondo insegnano quello che i libri sul business non fanno.

KIMBERLY BORDONARO


“I Know It’s Only Rock ‘n Roll, But I Like It. Want the confidence of blowing your competition out of the water while attracting your favorite clients – the ones that seek you out and pay top dollar for your expertise? Kimberly Bordonaro gives you the advice and solutions you need to develop a brand that puts you in the spotlight to succeed – and she serves it up with her signature style of Brandspiration. Few solo-preneurs have the funds to hire an in-house marketing specialist or full blown public relations firm, especially as they start-up their businesses and blogs. With the rise of online marketing and social media, you are now expected to: develop a personal brand that effectively highlights your unique perspective and talents; have a personal website that converts readers to customers; be a media darling who is sought after for your industry insights and quotes and produce quality content that demonstrates you are the expert that your clients have been searching for – literally, on Google. This site is designed to provide practical “do-it-yourself” personal branding skills for entrepreneurs – with a side of fun, lyrical references, and personal insights.
About Kimberly Bordonaro - Kimberly Bordonaro is a personal branding expert, mom-preneur, best-selling author, speaker, blogger, and lover of music (especially the Beastie Boys) and pop-culture. Kimberly was the youngest public relations director for the Miami Beach Chamber of Commerce at the age of 21, a position she earned through her first personal branding campaign – the one she did for herself. She went on to work in the mortgage industry, training loan officers and real estate professionals how to create powerful reputations through referral marketing strategies before leaving the industry in 2008 after the loss of her mother and just one month before the birth of her firstborn child. That’s when she decided life was too short to not start her own business doing what she loved and her personal branding company that provides coaching and consulting services for creative entrepreneurs. Some of Kimberly’s accomplishments since then have included: Founder of Club Brandspiration, an online resource community that features interviews and personal branding workshops with Kimberly’s exclusive network of branding and marketing experts. Author of Brandspiration: My Momma Said…, which ranked #13 in Kindle’s Hottest Selling Books, just one month after its release- Top Contributor and Power Blogger for Search Engine People, Canada’s largest and most trusted Internet marketing company not to brag, but Kimberly has been a featured expert for: AllTop, AOL Patch, Digital Talent Agents, Stars of PR, Pepperdine University, SelfGrowth.com, The International Leadership Blog-a-thon, The Joys of Learning, The Kim Pagano Show, and more.”

HERE


True Alien Invasion of the Sutton Farm - A Documented Case (Invasion of Farm By Real Space Aliens) by Chet Dembeck (Blue Deacon Publishing)


“This first special report of the most compelling close encounters of the third and fourth kind explores the well-documented but relatively unknown dust-to-dawn alien invasion of the Sutton farm in Hopkinsville, Kentucky. It includes the testimony of many eyewitnesses to this terrifying home invasion in 1955 that lasted for many hours. This report also includes the bizarre and equally terrifying UFO and alien encounter of two children in broad daylight on a rural commune in France in 1967. I've also included a bonus section where some obscure but tantalizing UFO encounters of the second and third kinds are flushed out in detail, again, based on newspaper and eyewitness accounts – plus government documents. I trust you will find these well-documented accounts as disturbing, enlightening and fascinating as I did.” (kindle edition)

GAORANGER






The King of braves Gaogaigar (Yusha Ō GaoGaiGā) è una serie anime del 1997, creata da Sunrise "Studio 7" sotto la direzione di Yoshitomo Yonetani
Hyakujuu Sentai Gaoranger (Hyakujū Sentai Gaorenjā) è di produzione Toei. Splendido mix di azione, mecha e arti marziali

In libreria “Io ci credo. Perché con la fede non mi sono arreso mai” di Al Bano (Piemme)


Ventisei dischi d'oro, otto di platino e un record imbattuto: nel 1982, quattro canzoni nello stesso mese nella hit parade italiana. Una carriera artistica, quella di Al Bano, costellata di premi e riconoscimenti internazionali. La passione per la musica nasce da bambino, suonando la chitarra all'ombra degli alberi della campagna pugliese nella tenuta del padre contadino. E proprio in terra di Puglia troverà radici anche quella fede religiosa che non lo abbandonerà mai. A 16 anni emigra da Cellino San Marco a Milano. Gli inizi sono tutti in salita: frequenta quella che lui stesso chiama "l'Università della vita", facendo i lavori più umili per non rinunciare alle proprie ambizioni. Dopo i primi passi nel Clan Celentano arrivano gli album che lo impongono al grande pubblico. La carriera si consolida poi nel sodalizio affettivo e artistico con la moglie Romina Power, dalla quale avrà quattro figli. Tutto sembra sorridere al cantante, acclamato da milioni di fans, ma poi la vita lo mette alla prova. Nel 1994 scompare in circostanze misteriose la figlia Ylenia, all'epoca ventiquattrenne. Un dolore che incrinerà l'armonia di coppia fino alla separazione del 1999. Sono anni in cui Al Bano rivede la propria vita alla luce della fede; i giorni ritrovano luce anche grazie al sostegno di una nuova compagna, Loredana Lecciso, da cui avrà due bambini. Al Bano si racconta rivelando come il suo credo sia stato puntellato da incontri importanti: Padre Pio, Madre Teresa, Giovanni Paolo II.

Danza di Nervi di Gianluca Conte (Lupo editore). Intervento di Vito Antonio Conte


Sto leggendo, con tutta la “lentezza” che merita, “Ebano”, del giornalista-scrittore Ryszard Kapuscinski, sempre più rapito dalla sua idea di giornalismo (stare sul luogo per conoscerlo e rivelarlo), che ha permeato tutta la sua attività di corrispondente (principalmente) in Africa, dove ha realizzato il suo sogno bambino: vagare (alla e dalla fine degli anni cinquanta) nell’ignoto per informare su realtà sconosciute oltre ogni parvenza e mistificazione. È davvero una lettura rivelatrice (come ogni scritto-reportage di Kapuscinski) e che riconcilia il mondo con la parola e me con tutt’e due. La mia stanchezza, soprattutto. E tutto lo stress accumulato negli ultimi tempi. E l’elettricità che scintilla sulla pelle. E avrei bisogno di staccare. Di concedere un ballo ai miei fasci di assoni logorati dal tempo e da tanto inutile dire. E allora ci provo. Con un’altra lettura, che contiene –nel titolo e nei versi- quel che ho appena scritto, traducendo il mio stato: “Danza di nervi”. Si tratta della terza pubblicazione (per i tipi di Lupo Editore) di Gianluca Conte, poeta e scrittore, culturalmente attivo, di questa Terra ch’è tutto e niente per chi vi appartiene. E Gianluca Conte appartiene totalmente a questa Terra, siccome questa Terra appartiene a lui. Forse, è anche per questo che lo sento (omonimia a parte) molto vicino al mio sentire. Forse, è anche per questo che i suoi versi mi appartengono. Forse, in qualche misura, i miei versi gli appartengono. Ecco, quelle rare volte che il caso ci fa incontrare, non servono parole: basta l’incontro degli sguardi per descrivere tutto quel che si potrebbe dire e tutto quel che parole non ha, né può avere. E la sorpresa è leggere parole che ho scritto tempo addietro sulla “sua” pagina sette. Mi piace il sette. E la sorpresa è il numero settantasette. Sette sette. Il numero dei componimenti raccolti in questo libro. Non voglio ricercare significati reconditi. Né perdermi nella numerologia. “Numeri e numeri, che non mi sono mai piaciuti”. Coi quali –però- quotidianamente bisogna fare i conti. E, a volte, basta notare. E la sorpresa è constatare che, dopo tutto…, scrivere è il più bel modo per ricominciare. Ovunque l’esistenza ti ha condotto, in qualunque parte hai cercato di portarla, anche quando la strada è stata la stessa, se la scrivi è mettere un punto e ripartire. Ché, fin quando ci saranno parole per dirla, significa che è stata tua e tu ti sei donato alla vita. Quando questo accade, significa che puoi tenderle la mano, invitandola a danzare con te, e, mentre lei sorridendo s’alza sulle punte dei piedi, puoi mandare affanculo ogni passo prestabilito e improvvisare quel movimento liberatorio col linguaggio del corpo, ché tutta la fatica, tutta l’amarezza, tutta la tristezza, s’è fatta ormai verso, sciolta nelle parole. Parole che cristallizzano il tempo, lo fermano, lo rendono immutabile, non più modificabile, eterno. Quello è. E siccome è stato resterà. Ché il Tempo è come la Terra: se non gli appartieni e t’appartiene, è senza senso. Gianluca Conte è la Terra e il Tempo. Ché ogni momento gli si è parato davanti. Ché lui ha guardato negli occhi ogni momento. E hanno fatto i conti. E, finalmente, sono tornati. I dannati conti. Adesso i momenti non gli devono più niente. Lui non deve nulla ai momenti. Da qui in poi, polvere sangue squarci tagli silenzi e ogni fiore da loro nato, percorreranno le strade del mondo insieme. Una strada di luce. Ché ogni ombra è rischiarata da giochi di bambini. E la notte sarà compagna. Oltre ogni solitudine. Oltre ogni dolore. Oltre l’inettitudine dominante. Ché “Oltre la materia c’è il sogno / di volare / d’arrivare dove il sogno / è camminare. / Se le foglie cadono / non è per debolezza / è per rinascere / domani / ancora / dalla terra. / Terribile non è illudersi / ma smettere di farlo.”

sabato 12 maggio 2012

KIMMI KENNEDY – BEAUTIFUL




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