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sabato 10 settembre 2011

‘What It Is Like to Go to War’ by Karl Marlantes (Atlantic Monthly Press)












Ogni libro scritto su qualsiasi guerra da chi vi ha preso parte in prima persona, racchiude una miriade di informazioni non solo utili ma addirittura indispensabili, soprattutto se non si tratta di un saggio ma di un romanzo, come è accaduto con diverse opere letterarie per tutto il diciannovesimo secolo: un esempio su tutti il racconto dell'invasione francese della Russia di Tolstoj in "Guerra e Pace". L’ultimo lavoro però di Karl Marlantes dal titolo “What It Is Like to Go to War” è un libro davvero singolare, che racchiude diverse latitudini stilistiche e di genere, sostenuto da una grande forza di volontà dello scrittore nel voler rivelare nuove intuizioni su quello che significa trovarsi nel bel mezzo di una guerra e gli effetti di questa esperienza devastante sulla psiche umana. Niente a che vedere con il testosterone della saga di Rambo interpretata da Sylvester Stallone L’autore comunque non realizza un semplice libro di memorie, perché (lui ex veterano pluridecorato in Vietnam), ha una quantità enorme di nozioni acquisite sul campo, sia nell’inferno dei combattimenti sia nell’inferno del riadattamento alla vita civile. Marlantes descrive con dovizia di particolari l'adrenalina del combattimento e il dolore psichico che segue inevitabilmente. Per aiutare a ridurre questi costi troppo elevati per un qualsiasi essere umano immerso nel pieno di un contesto bellico, egli ritiene che i soldati devono avere l’intelligenza di ammortizzare il senso di spaesamento e prostrazione con molta meditazione e tanta tanta letteratura. Sono tutti elementi infatti che egli adotta come ingredienti principali nella formazione della nuova classe dirigente militare. Le sezioni più belle del libro sono quelle in cui Marlantes offre quello che ha passato sulla propria pelle in Vietnam, quando il suo corpo, era coperto di cicatrici purulente, affetto da dissenteria, diarrea, e forse malaria. Grazie a questa esperienza di confine Marlantes racconta i 13 mesi più brutti della sua vita, ma soprattutto riesce ad offrire un buon consiglio su come il Pentagono può aiutare le future generazioni di soldati rientranti dalle guerre a superare qualsivoglia difficoltà!

venerdì 9 settembre 2011

Style Strategy di Nina Garcia con disegni di Ruben Toledo (De Agostini)












Anche in un periodo in cui la situazione economica non è delle più floride, una donna di classe non può rinunciare allo stile. Nina Garcia elabora allora una style strategy per essere sempre eleganti salvaguardando il portafoglio, con accorgimenti utili per essere sempre strepitose senza spendere una fortuna. Tutte possiedono abiti che, con qualche ritocco creativo, risorgono a nuova vita, e la Garcia elargisce con brio preziosi consigli per uno shopping intelligente, durevole ed elegante. Capi must di qualità, inventiva e qualche abilità sartoriale per un look originale e scintillante. E in più, le splendide illustrazioni di Ruben Toledo e tante citazioni brillanti e divertenti. (Il libro in Italia è edito da De Agostini)

Originally born in Barranquilla, Colombia, Nina Garcia is currently the Fashion Director at Marie Claire magazine. To many, she may be best know as the unerring, formidable fashion judge on the Peabody Award winning hit show, Project Runway, which has just wrapped up taping its ninth season, and is aired in over 13 different countries around the world. A New York Times bestselling author of four books on style: The Little Black Book of Style, The One Hundred, The Style Strategy and Nina Garcia’s Look Book.

Responsible for covering the designer fashion markets of New York, Milan and Paris, Nina is an elite authority of the industry, and has cultivated an adoring fan-base of fashion “insiders” as well as those in the general market who flock to her appearances around the country. Recipient of the 2010 Oracle Award organized by the NGO Fashion Group International (FGI). Prior to her work with Marie Claire, she worked as Fashion Director at Elle, and prior to that held positions at both Mirabella and Perry Ellis. 
 
A graduate of Boston University, as well as the famed Fashion Institute of Technology, Nina has always credited her drive and success to her stylish parents, for first showing her the potential of quality design and impeccable fashion

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Oggi mangio da … n.2: Trippini (Civitella del Lago)












"Tutta l'arte è completamente inutile". (Oscar Wilde). Ma l'esimio Oscar Wilde non ha certo avuto il piacere di entrare nel regno del gusto, dove il palato è il padrone, le papille sue fedeli servitrici: il Ristorante Trippini. Il Ristorante Trippini, situato a Civitella del Lago, paese che un ciclope sembra aver scaraventato in cima alle colline della Verde Umbria, tra il groviglio di vie e viuzze, circondato dalle acque del Lago di Corbara e poco lontano da Orvieto. Aperto nel 1956 dal nonno Giuseppe Trippini, ma per tutti Peppe da qui il nome della trattoria "Da Peppe se Pappa", la famiglia Trippini ha tramandato da padre in figlio tutta la passione e l'amore della cucina. Prima Peppe poi dal 1973 Adolfo Trippini, il figlio, il quale ha saputo portare il ristorante ad altissimi livelli senza mai stravolgere le tradizioni. Infine dal 2006 Paolo Trippini , la terza generazione, che sulle orme del nonno e del padre riceve i suoi ospiti in un ambiente elegante, raffinato e dalla vista mozzafiato. L'accoglienza curata e professionale , ed i dettagli che compongono ogni singolo piatto sono le regole d’oro che hanno permesso negli anni al Ristorante Trippini di entrare nell’olimpo dei migliori ristoranti d’Italia. L'amore per la tradizione, la creatività, anni di studio e ricerca nei cibi e nei vini, fanno del Ristorante Trippini il tempio di quei Golosi che attraversano l'Umbria affascinati da borghi, valli, e boschi e dalla cucina sana e raffinata. La cucina proposta si rifà alle antiche ricette regionali, rivisitate con sapienza e esperienza per creare piatti raffinati e unici. Splendido connubio tra tradizione e modernità, tra gusto e leggerezza, ogni piatto diventa un'opera d'arte irrepetibile e indimenticabile. Per tutti coloro che intendono vedere lo Chef Trippini all'opera e carpire i suoi segreti, così come apprendere le tecniche di elaborazione di ogni singolo piatto, lo Chef Trippini propone Corsi di Cucina dimostrativi rivolti anche agli stranieri.

IL SITO

Raphael Saadiq - Stone Rollin'



Music video by Raphael Saadiq performing Stone Rollin'. (C) 2011 Sony Music Entertainment (on VeVo)

AMY GEE – LONDON, NEW YORK, TOKIO












Siamo solo all'inizio ma tutto ci dice che faremo molta strada. Creatività, stile, comunicazione ed organizzazione queste le nostre garanzie. Un solo obbiettivo: esaltare l'immagine di una donna, cosciente del tempo che vive. Amy Gee ne interpreta lo spirito, ne ribadisce l'identità. Indirizzata all'ascolto di esigenze, sogni e proiezioni, riesce a captare il messaggio di una nuova generazione carica di aspettative e a valorizzarne gli stili. Nella sua linea risiede quell'equilibrio perfetto tra qualità e prezzo con un valore aggiunto: l'immagine contemporanea che fa sentire parte di una nuova Èlite. Il lusso che mixato allo stile dei capi si trasforma in un glamour delicato. È subito attrazione fatale. La comunicazione, forte, dinamica ed eccitante, sarà il punto forza di un brand di sicuro successo, che nel suo DNA conserva strategie di marketing e comunicazione di aspirazioni internazionali

IL SITO

Il libro del giorno: Gianni Clerici agli Internazionali d'Italia. Cronache dello scriba. 1930-2010 di Gianni Clerici (Rizzoli)











"Fui un pessimo matador, però lo fui", afferma uno dei personaggi di "Morte nel pomeriggio di Hemingway", al quale i racconti di Gianni Clerici sono stati paragonati. Simile ad anglosassoni quali Damon Runyon e David Storey, Paul Gallico e Nick Hornby, Clerici è uscito dai campi della descrizione sportiva per spingersi in quelli più vasti della narrativa. Non mancano, tuttavia, nei suoi dodici tra romanzi e libri di racconti rivisitazioni dello sport, dal tennis, al calcio, al golf, al basket. Insieme a ciò, è l'unico tra i romanzieri italiani il cui obiettivo si sia rivolto a inquadrare paesi quali Gran Bretagna, Cecoslovacchia, Cile, Marocco, Francia. Il risultato della sua internazionalità è stato avvertito dalla critica con l'ammissione nella Hall of Fame americana per i suoi libri sul tennis, e dal Premio Grinzane Cavour nel 2006 per "Zoo". "Scrittore bimane" si autodefinisce ironico Clerici usando uno dei tanti neologismi che trapuntano il suo gergo definito "lombardese" dalla grande filologa Maria Corti. In questo volume, pubblicato in occasione degli ottanta anni degli Internazionali d'Italia, propone una scelta dei più interessanti articoli sull'argomento, completata da estratti di una sorta di diario pubblico non solo degli anni d'esordio del tennista Clerici, ma della folgorazione per il tennis del bambino Gianni.

PIGCHIC DI DEMETRA DOSSI












"Pigchic è un blog che guarda al mondo della moda con ironia e originalità. È uno spazio multiforme, in continua evoluzione che, con leggerezza e un pizzico di satira, passa da un argomento all’altro mixando moda, tendenze e lifestyle. Pigchic è stato creato da Demetra Dossi, una giovane studentessa di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, amante del sushi, degli smalti colorati e della pizza con doppia mozzarella. Blogger senza peli sulla lingua (e neanche sulle gambe), vive a Milano con il suo fidanzato e spera di convincerlo a prendere un gatto che sicuramente chiamerà Paolo. Il 4 maggio 2011 è uscito il suo primo romanzo edito da Rizzoli: Pigchic, la moda, l’amore, la sfiga. Trovate il video del libro le illustrazioni e la trama sul sito ufficiale. Note: sono il fidanzato di Demetra che ha forzato l’account di WordPress di Pigchic per dire la sua circa il gatto Paolo. Mi dispiace ma… o me o Paolo (il gatto…). mi manca solo il gatto… già ho te ! Buona lettura a tutti !" Trovate Pigchic anche su Twitter, Facebook e Bloglovin.

IL BLOG


giovedì 8 settembre 2011

"Bad Teacher - Una Prof da Sballo" con Cameron Diaz, Lucy Punch, Jason Segel e Justin Timberlake



Il trailer italiano del film "Bad Teacher - Una Prof da Sballo" di Jake Kasdan, con Cameron Diaz, Lucy Punch, Jason Segel e Justin Timberlake.
http://www.film.it/bad-teacher

Oggi mangio da … n.1: Alla tana del lupo! (Casertavecchia)









La Tana del Lupo è il Ristorante del Borgo Medievale di Casertavecchia dove nulla è lasciato al caso, dove i sapori moderni si cullano nella tradizione dei gesti, dove l'Amore per la buona cucina si sposa con la gentilezza dell'ambiente: caldo, accogliente ed avvolgente. La storia della Tana del Lupo si avvicenda, da anni, in un etereo luogo da favola: Casertavecchia, il Borgo Medievale, scenario di battaglie passate e di amori appassionati. Luogo privilegiato, scelto da Federico II di Svevia per le sue passeggiate, il riposo accanto al camino in pietra, custodito nel cuore del castello, dove la Torre dei Falchi, nonostante il tempo trascorso, si erge, ancora maestosa. Il Ristorante La Tana del Lupo, fa mostra di sè, mentre l'incantata pineta lo avvolge in un morbido abbraccio in un tempo che sembra quasi inconsistente, irreale, appare quasi essersi fermato a quell'epoca da sogno, ricca del fascino dell'avventura tanto è intrisa di mistero e spiritualità. Un occhio al cielo e l'altro alla terra. Un intreccio di fantasia e realtà per scoprirsi Vivi. E mentre il Ristorante vi offre cibi prelibati e delicati al palato, per le strade del Borgo, dove un tempo, sfilafano cavalieri con indosso le loro pesanti armature conducendo i loro fidi destrieri, sembrano rivivere storie di antichi amori, amicizie fedeli, tradimenti e scoperte inestimabili. In questo clima così denso di realtà fantastiche, di luoghi suggestivi, di parole raffinate, di gusti ricercati, è possibile trovare la perfetta armonia di sapori. E' proprio qui che la tradizione dei prodotti tipici locali si sposa con l’eleganza della cucina raffinata. Ed è sempre qui che le intolleranze alimentari vengono coccolate, offrendo anche a chi, conoscendo la Celiachia intimamente, cerca un menù fatto a misura per sé (Foto di Giovanna Giaquinto)

QUI


Arctic Monkeys - The Hellcat Spangled Shalalala

From the album, 'Suck It and See' -- Out Now.

TALLY WEiJL









TALLY WEiJL is a leading international fashion label which designs, produces and sells sexy fashion for young women and girls in its own stores. TALLY WEiJL was founded in 1984 by Tally Elfassi-Weijl and Beat Grüring at Lohn in the Canton of Solothurn (Switzerland). The company today is represented worldwide in 33 countries with over 720 stores and employs more than 2'800 staff. In 2010, TALLY WEiJL generated external sales of 441 million euros.The headquarters of TALLY WEiJL, its Service and Support Center, is based in Basel (Switzerland) and the TALLY WEiJL Design Studio in the centre of Paris (France).

HE BEGINNING - All began in 1984 when Tally Elfassi-Weijl created her first fashion designs to bridge the waiting time for the Hotel School in Lausanne. In a small garage in the Swiss municipality of Lohn (Canton of Solothurn), she designed twelve collections per year while studying. Together with Beat Grüring, the company founders – still in their own car at the time – supplied the large Swiss fashion stores and boutiques. The revolutionary aspect was that the sexy trends by TALLY WEiJL were always in the fashion stores within two to four weeks, “just in time” was their key to success.

FIRST STEPS - The two company founders soon had the urge to also sell their new sexy collections in their own stores to be even closer to their customers. As a result, the first TALLY WEiJL store opened in Fribourg (Switzerland) in 1987. In 1993, the newly established TALLY WEiJL company entered the retail business at a very early stage, developed its own store concept and opened further stores in Switzerland with its first franchise partners.

NEW MARKETS - The founders enjoyed what they did and soon ventured into new markets. In 1997, they opened their first store in Germany and three years later the first Polish store. In 2000, already more than 50 TALLY WEiJL stores existed in Europe.

THE BRAND - In 2004, TALLY WEiJL created its first advertising campaign with the “totally sexy” slogan. This is how the brand identity evolved on the basis of the existing TALLY WEiJL values.

INTERNATIONAL EXPANSION - In the last few years, TALLY WEiJL has opened new stores throughout the whole of Europe, at times more than a hundred per year. Today, TALLY WEiJL has more than 720 stores in 33 countries.

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Il libro del giorno: Derive poetiche di Matteo Maria Orlando (Terre Sommerse)












Nell’ora del tramonto della vocazione poetica, la poesia di Orlando diviene segno e simbolo, mito e rito, accesso al fantastico e all’immaginario; in ogni caso, risposta all’eterno bisogno maieutico di un mondo oscuro e per certi versi arcano. Esigenza di verità e mistero fondano l'estetica dell’Orlando. Scrittura come catarsi, poesia come dialogo tra immagini e realtà, ricerca come comprensione e lettura degli aspetti indicibili, spesso affidati al silenzio, all’ineffabile, nel senso di non traducibile in emozione. (Manuel De Carli)

Matteo Maria Orlando è nato a Gagliano del Capo il 15 agosto 1988. Attualmente vive a Roma, dove studia Giuri­sprudenza. Ha recentemente dato vita, assieme all'amico Michele D'Elia, al progetto sperimentale musicoelettronico-poetico Elettreratura. “Dietro la lanterna” è la sua prima raccolta edita.

“Vengo dall'era post-atomica,//dove i processi s'invertirono// e il tempo ridisegnò l'uomo.”

Se dico radici dico storie, di Gian Luca Favetto (Laterza). Intervento di Nunzio Festa












La memoria del poeta e scrittore Gian Luca Favetto invita ad ascoltare le storie, i racconti, le narrazioni. Ad ascoltare. Perché per sostenere le tesi di “Se dico radici dico storie”, che non è un saggio ma appunto un racconto di racconti, un'opera descrittiva ma allo stesso tempo analitica, Favetto ricorre a dover addirittura riferire tutta la sua formazione culturale e famigliare, ovvero origini e cultura. Incontri, libri, film. Passioni; si potrebbe persino dire che il piemontese Gian Luca Favetto, nato effettivamente come da un viaggio fuori dal mondo, oppone al culto dell'identità il rispetto delle radici. Quelle radici, spigherà l'autore, formate dal mare d'incontri e dunque di vite. “Parte dal Vietnam, dove ha radici il suo albero genealogico, e ci porta nella campagna piemontese, a Venezia, a Benares, a Madrid, in Giappone, per farci conoscere le persone che, anche con un solo sguardo, hanno cambiato il corso della sua vita”. Uno sforzo autobiografico, s'oserà dire, che serve a portare sul piatto d'un nuovo passaggio di storie, storie e racconti dati da altri o ricordati dallo stesso scrittore. G. L. Favetto, quindi, riesce con il suo narrare che dipana su fogli una lista di pezzi estratti dalle memorie personali, e con una scrittura edificata tassello per tassello sulle sensazioni stesse estratta dall'oceano del passato, a farci sentire che la cosa più importante da tenere nella menti è che è quanto mai obbligatorio catturare vicende personali ovvero le vicende esposte dagli altri. Dunque il frutto del vero ascolto, associato al vedere per esempio dello scrittore che di questo s'alimenta giornalmente, dà nuova linfa all'esistente. Il discorso argomentato con dovizia di particolari, come s'usa dire, è il discorso d'un Favetto che s'è innamorato imprescindibilmente alle storie altrui tanto da riferire che le radici d'ognuno, allora arriveremo con calma al popolo, sono fiumi che scendono nelle radici d'altre persone.

mercoledì 7 settembre 2011

SuperHeavy - Miracle Worker

SuperHeavy debut single 'Miracle Worker' now available: http://bit.ly/pIPx7w

Ralph Lauren












"What began forty years ago with a collection of ties has grown into an entire world, redefining American style. Ralph Lauren has always stood for providing quality products, creating worlds and inviting people to take part in our dream. We were the innovators of lifestyle advertisements that tell a story and the first to create stores that encourage customers to participate in that lifestyle. RalphLauren.com takes this participation to a new level, as a rich and exciting interactive destination. When you’re transported into the world of Ralph Lauren online, you can shop for great products for yourself and your home, learn about adventure, style and culture in RL Magazine and RL TV, find one-of-a-kind vintage pieces and exquisite gifts and much, much more. Back when all this started, I felt sure that there were no boundaries for Polo. I’m even more sure of that today." (Ralph Lauren)

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Il libro del giorno: Open di Andre Agassi (Einaudi)












«Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l'essenza della mia vita...». (Andre Agassi)

Uno dei piú grandi campioni di tennis di tutti i tempi si racconta senza pudore in un memoir che ha fatto scalpore nel mondo, non solo in quello del tennis. Un padre ossessivo e brutale che lo vuole numero uno al mondo a ogni costo. Gli allenamenti a ritmi disumani, contro il «drago» sputapalle. La solitudine assoluta in campo che gli nega qualsiasi forma di gioventú. E poi una carriera da numero uno lunga vent'anni e 1000 match. Punteggiata da imprese memorabili ma anche da paurose parabole discendenti. Con l'avversario di sempre: Sampras. E chiacchierati matrimoni: Brooke Shields e Steffi Graf. Una vita sempre sotto i riflettori. Ma non senza dolorosi lati oscuri.

«Open è uno dei piú appassionati libri contro lo sport che siano mai stati scritti da un atleta. Non è soltanto il memoir di un atleta, ma un vero e proprio racconto di formazione di grandissima profondità». (New York Times Books Review)

Se colpisci 2500 palle al giorno, cioè 17500 la settimana, cioè un milione di palle l'anno, non potrai che diventare il numero uno. Questo è quello che il padre-padrone di Agassi ripeteva ad Andre bambino, costringendolo ad allenamenti disumani nel cortile di casa, contro una sorta di macchinario sputapalle di sua invenzione. Un padre dispotico e ossessivo che con i suoi metodi brutali diede l'avvio a una delle carriere sportive piú sfolgoranti e anche controverse di tutti i tempi. Perché Andre Agassi con i suoi capelli ossigenati, l'orecchino e le tenute sportive piú da musicista punk che da tennista, ha sconvolto l'austero mondo del tennis. Dei suoi 21 anni di carriera e di alcuni dei piú incredibili match giocati, dei rivali di varie generazioni, da Jimmy Connors a Pete Sampras a Roger Federer, dei suoi matrimoni da rotocalco e di molto altro, Andre Agassi racconta in questo libro. Mettendo in luce, con sorprendente franchezza e onestà, un lato umano del tutto inedito.

« [...] le pagine più belle di Open sono quelle in cui Agassi, come un uomo qualsiasi, si trova solo con se stesso e con il proprio infinito dono: quel dono che alla fine, se davvero vogliamo trarre una morale dal suo racconto, gli ha insegnato ciò che nemmeno Borg, probabilmente, è riuscito mai ad afferrare: e cioè che la contraddizione è la cifra della condizione umana, ne è, anzi, l'estrinsecazione più sincera e, tutto sommato, onesta; che, in altre parole, è inutile fare dell'odio un fantasma da scacciare, perchè è quello stesso odio a sussurrarci anche dopo aver sentito l'arbitro recitare la fatidica trimurti "Game, Set and Match", che l'unica serenità imperfetta cui possiamo aspirare sta nel volere "giocare soltanto un altro po'"». Stefano Gallerani – Alias

“WE OTHERS - New and Selected Stories" By Steven Millhauser (Alfred A. Knopf)












Il mercato editoriale sia a livello nazionale che internazionale offre moltissime bufale, lanciate a mezzo stampa nelle menti prima e nelle case poi dei lettori con sensazionalistica ferocia. Ma ci sono ovviamente delle eccezioni. Mi capita di leggere “WE OTHERS - New and Selected Stories” (Alfred A. Knopf) del geniale Steven Millhauser. Ora non riesco a quantificare esattamente il grado di entusiasmo e gioia che ho provato nel leggere quest’antologia (che qualche mio caro amico benevolmente mi ha tradotto con grande pazienza), ma posso con assoluta certezza asserire che qualsiasi giudizio e analisi potrò esprimere in questa sede, non è commisurabile alla qualità della scrittura e all’incredibile fantasia dell’autore zippata in poco più di 300 pagine. Che Millhauser sia un enigmatico ma affascinante maestro del racconto lungo è fuori discussione; come è fuori discussione l’alta densità nella sua scrittura di realismo, orrore, e morbosità Nel libro in questione, le storie inedite vengono prima di quelle pubblicate in altre sedi. Giusto per fare il “precisino” della situazione. Anche se il filo conduttore di tutte le storie presenti in “We others” sono vicende legate al mondo del paranormale, dell’ectoplasmatico, del fantasmatico, fondamentalmente rappresentano una finzione allegorica della condizione esistenziale dell’artista perennemente in bilico tra sogno e realtà, e continuamente in lotta con i propri “demoni”. Ma ahimè Millhauser è molto di più, o forse meno di quanto ho sinora asserito ... forse! Dico forse perché questo “irregolare” della letteratura made in U.S.A, ama giocare nel creare storie nelle storie, a causa delle quali però il più delle volte si viene colti da profondi sensi di straniamento, profondi e reiterati sensi di angoscia, e slittamento nell’irreale. Un esempio in concreto? "The Barnum Museum", una surreale macchina fantastica, ovvero un luogo fisico, ampio e incantato, che si adatta ai desideri dei suoi visitatori. "The Barnum Museum” è l’oro più puro ricavato da impuro metallo vile,è in altre parole la quintessenza microcosmica di diorami, spettacoli teatrali, mondi fantastici e universi altri. Imperdibile!


martedì 6 settembre 2011

INCUBUS - Promises, Promises

Music video by Incubus performing Promises, Promises. (C) 2011 Sony Music Entertainmen

STONE ISLAND























Stone Island nasce nel 1982, per caso, come amiamo raccontare. All’epoca l’azienda si chiamava C.P. Company, come il marchio che produceva. C.P. Company è considerata il capostipite italiano di tutti i marchi di abbigliamento informale. Il suo ‘sottotitolo’ era ‘Ideas from Massimo Osti’ e Massimo, grafico e intellettuale bolognese, ne era stato l’inventore. Fu lui, a metà degli anni ’70, il primo ad interessarsi al surplus dei capi di origine militare, a capire l’importanza di quella enorme giacenza di cultura che si trovava sparsa in Italia nei mercati dell’usato, un’Italia che di eserciti antichi e moderni ne aveva visti passare tanti. Massimo fu il primo a studiarne le caratteristiche funzionali, a catalogare, forme, tasche, chiusure, accessori vari al capo, e a studiarne gli aspetti vissuti, i colori degradati, così pieni di sapore. Per riprodurli, a Ravarino in provincia di Modena, mette a punto un sofisticato laboratorio di tintura in capo e una stamperia sperimentale. Inizia a ricercare materiali e trame, li mischia, li spalma, li trasforma tramite la tintura a capo finito. Un giorno arriva un materiale speciale, un telone da camion corposo, che aveva la particolarità di essere rosso da un lato e blu dall’altro. Che farne? Per poterlo trasformare in un capo di abbigliamento, lo si mette in una lavatrice con acqua e pietre pomice e lo si lava, a lungo, per ammorbidirne la struttura, per domarla. Il primo prototipo è sorprendente, ma esula totalmente dal lessico di C.P. Company, non gli appartiene. Si decide così di fare sette giacconi in quell’unica tela, denominata ‘Tela Stella’, e di dare a questa proposta un nome: Stone Island. Stone Island ha un’impronta marina, ricorda le vecchie cerate corrose dal mare e un’impronta militare, che deriva dal bagaglio di ricerche fino ad allora intraprese. Anche il nome evoca l’amore per il mare e il trattamento utilizzato per ottenere i capi. Il badge, l’etichetta ricamata in tessuto che la contraddistingue dalla prima stagione, riporta in sè la Rosa dei Venti ed è esibita come la mostrina di un capo militare. E’ successo immediato. E’ nata una stella. Cultura della ricerca, sperimentazione e funzione d’uso sono le matrici che da sempre definiscono Stone Island; marchio di abbigliamento informale, nato nel 1982, destinato a diventare simbolo della ricerca estrema su fibre e tessuti, applicata a un design innovativo. Ed è proprio attraverso lo studio della forma e la “manipolazione” della materia, che Stone Island trova un linguaggio proprio, dimostrando ad ogni nuova stagione fino a che punto ci si può spingere nel mondo dell’abbigliamento. Lo studio delle uniformi e degli abiti da lavoro, evoluto in base a nuove esigenze d’uso, diventa osservatorio di Stone Island nel definire un progetto in cui la funzione del capo non è mai solo estetica. Una costante indagine, approfondita e senza frontiere, sulla trasformazione e la nobilitazione di fibre e tessuti, porta a scoprire materiali e tecniche produttive mai utilizzati in precedenza dall’industria dell’abbigliamento. Giubbotti costruiti in monofilamento di nylon, derivato dalla tecnologia del filtraggio delle acque. Tessuti altamente rifrangenti o termosensibili, che cambiano colore al variare della temperatura. Tele di nylon leggerissimo, spalmato sottovuoto con una pellicola di acciaio inox, utilizzato nella tecnologia aeronautica per proteggere i computer di bordo. Tessuti non tessuti, feltri in Kevlar® e poliestere, reti romboidali di poliestere usate nell’industria delle costruzioni e spalmate in poliuretano. Sono alcuni esempi di ciò che produce la filosofia Stone Island. La forza di Stone Island si basa anche sulla capacità unica di intervenire sul capo finito, attraverso le continue sperimentazioni di tintura e di trattamenti realizzati nel laboratorio del colore di Sportswear Company. Un reparto in grado di coniugare tecnologia avanzata, esperienza e capacità umana, che negli anni ha messo a punto più di 60.000 ricette di tinture diverse. Tutto il bagaglio di conoscenza e di esperienza, patrimonio inalienabile, su cui si fonda gran parte del know how di Stone Island, è custodito nell’archivio storico che raccoglie le sperimentazioni, le ricette di tintura e le manipolazioni tessili che, sono state messe a punto da tutte quelle persone che hanno lavorato con passione a questo progetto. L’archivio, forte punto di riferimento, l’insaziabile curiosità di scandagliare il presente e la tensione verso possibili scenari futuri, sono i presupposti per la continua evoluzione di Stone Island.

Il libro del giorno: Rafa. La mia storia a cura di Rafael Nadal e John Carlin (Sperling e Kupfer)





















Rafael Nadal, uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, sa cosa significa essere il migliore nel suo sport. È arrivato al top giovanissimo, bruciando record su record prima di chiunque altro. Originario dell'isola di Maiorca, dove il "clan" Nadal, una famiglia solida e unita, vive da generazioni, fin dall'età di quattro anni viene allenato dallo zio Toni, geniale e inflessibile, ed educato dai genitori all'umiltà e al rispetto. Così Rafa riesce nel compito più difficile per un campione precoce qual è: essere una celebrità internazionale amata e invidiata pur rimanendo un ragazzo dai modi gentili e cortesi, senza grilli per la testa, nonché un modello di infaticabile disciplina. In questo libro, scritto con il giornalista John Carlin, scopriremo i segreti del suo gioco adrenalinico, entreremo con lui nel labirinto della mente di un atleta durante un match, condivideremo gli alti e bassi della sua carriera, dalla vittoria nella finale di Wimbledon 2008 contro Federer, in quella che fu definita da John McEnroe "la più bella partita della storia", fino ai numerosi infortuni che ne hanno minacciato la carriera. E per la prima volta conosceremo il "ragazzo" Rafa, timido e ansioso, e il "campione" Nadal - una macchina da guerra addestrata per vincere.

Prime Time by Jane Fonda (Random House)












Sembra che il “vizietto” delle celebrità sia dare consigli, su qualsiasi cosa e su qualsiasi argomento. Ma a giudicare dalle vendite dei loro libri e dei loro video, la cosa funziona. Jane Fonda non fa eccezione. Anche se la sua fama all’inizio è stata data dalla sua abilità nella recitazione, a partire dal 1980 si posiziona come un guru della forma fisica con una serie di video di fitness e alcune pubblicazioni sull’argomento che portano il suo nome. E lei tutte le credenziali possibili e inimmaginabili sull’argomento ce l’ha visto che il suo corpo tonico e sodo è stato considerato un fulgido esempio del significato di “tenersi in forma”. Il nuovo libro della Fonda, "Prime Time", cerca di coprire con una serie di indicazioni pratico/teoriche l’intero spettro del vivere quotidiano di ciascuno di noi. L’opera è autobiografica e il mondo interiore dell’autrice, quello professionale, quello intimo si intrecciano, in modo che leggendo il libro spesso si ha la sensazione di parlare ad un amico … Fonda mantiene un tono positivo per tutto il libro (secondo le ultime indagini di mercato nel mondo dei libri sembra proprio che nessuno voglia leggere un libro deprimente vista anche la crisi economica), e sta attenta a non scadere mai nell’ovvietà e nella banalità. Il libro ci convince maggiormente quando l’autrice racconta della sua lotta con la propria autostima, delle relazioni andate a male, e della sua salute, rassicurando pagina dopo pagina i lettori di aver lavorato sempre per trovare le risposte alle grandi domande della vita. Fonda non si ferma comunque al lato emotivo: ci sono consigli finanziari, gli aspetti pratici del sesso oltre una certa età, e il vivere sani e belli non abusando di alcol e sforzandosi di dormire a sufficienza. Invecchiare può essere uno shock per alcune persone, soprattutto quando se ne vanno gli affetti più cari. Jane Fonda però ci dice con una calda stretta di mano che tutto ritornerà a essere OK!

lunedì 5 settembre 2011

Superman vs Muhammad Ali (Planeta Comics)












All´angolo alla vostra destra... Superman! A quello alla vostra sinistra... Muhammad Ali! Rat´Lar, il leader di una razza extraterrestre, è giunto a Metropolis e ha espresso un desiderio molto particolare: vuole che il difensore della Terra affronti il più grande campione della popolazione terrestre in combattimento. Chi risulterà vincitore in questo scontro senza pari, l´Uomo d’Acciaio o Muhammad Ali, uno dei migliori pugili della storia? Scopritelo in uno dei fumetti più famosi della storia realizzato dal grande Neal Adams, un´opera rimasta fino a quest´oggi nel cassetto e che vede finalmente la luce nel nostro paese in un´edizione spettacolare e assolutamente imperdibile! A fianco di Neal Adams, un´autentica leggenda vivente e maestro indiscusso dei fumetti che ci ha regalato capolavori come Deadman, Batman e Lanterna Verde/Freccia Verde, troveremo un´altra pietra miliare del mondo dei comics, Dennis O´Neil: a lui il compito di sceneggiare questa indimenticabile e irripetibile avventura! Siete pronti per il primo round?

RAGE da ID SOFTWARE

Un futuro post-apocalittico in stile Mad Max è l'ambientazione di RAGE, nuovo sparatutto firmato da id Software e basato sullo spettacolare engine grafico id Tech V: in esso vestiremo i panni del classico outsider, in lotta contro un governo dispotico. Il gioco prevede vaste ambientazioni all'aperto esplorabili liberamente. (videoandgames)

Per il 65° anniversario della nascita di Freddy Mercury . Queen - Princes Of The Universe



Music video by Queen performing Princes Of The Universe. (C) 1986 Queen Productions Ltd. under exclusive licence to Universal International Music BV

NARACAMICIE









Nel 1984 un imprenditore milanese, Walter Annaratone, forte dell'esperienza decennale della sua famiglia nel commercio al dettaglio, si sofferma sulla possibilita' di aprire negozi in franchising specializzati in camicie. Un prodotto di qualita', abbinato ad un'immagine ricercata, avrebbe certamente trovato uno spazio di rilievo all'interno del mercato italiano ed internazionale. Due giovanissimi imprenditori, Mario Pellegrino , stilista e titolare della ''Passaggio Obbligato'' ed Enzo Pellettieri, titolare della ''Camiceria E & G'', sono coinvolti nel progetto. Le due allora piccole aziende, con l'ingresso di Walter Annaratone nel capitale sociale, inaugurano la produzione NARACAMICIE. L'avventura di NARACAMICIE nel mondo della distribuzione in franchising parte dall'inaugurazione nel 1984 del primo negozio in via Montenapoleone a Milano, tuttora punto di riferimento della rete di vendita e dell'immagine del marchio. Sulla scia di questo trascinante successo, le richieste di apertura in franchising si moltiplicano, fino a raggiungere l'ambizioso traguardo di una rete vendita internazionale. In pochi anni, sulla scia del costante successo di mercato e di pubblico, i negozi NARACAMICIE si sono diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale, fino ad arrivare ad una rete vendita che, ad oggi, vanta circa 450 punti di distribuzione in tutto il mondo, 300 circa in Italia e 150 all'estero. E' importante sottolineare come l'azienda, nonostante abbia una rete di franchising presente in tutto il mondo, abbia saputo mantenere negli anni un alto profilo di prodotto e di vendita. Il catalogo delle collezioni e i cartelli vetrina, realizzati per ogni stagione, sono gli ulteriori strumenti che Nara mette a disposizione dei propri franchisee per potenziare le vendite al dettaglio. Si spiega cosi' un giro d'affari che conta oltre 2.000.000 capi venduti ogni anno. Il consolidamento sul mercato di questo prodotto specifico, la camicia, ha spinto il marchio ad ampliare la propria offerta, determinando la nascita di co-brand come ''Nara Maglie'' e ''Nara Idee'', che volutamente rappresentano delle presenze di simpatia, lasciando integra la specializzazione. NARACAMICIE : e' camicie.

Il libro del giorno: Apocalisse in pantofole di Francesco Franceschini (Verbavolant edizioni)











Che cosa accadrebbe se il vento smettesse di soffiare e la pioggia di cadere? E se gli animali sparissero all’improvviso da tutte le città? Tre quarantenni, Edoardo, Giovanni e Michele, amici d’infanzia ma oggi più indifferenti e cinici, vagano tra i segni di una imminente apocalisse, cercando nell’abitudine una difesa dalla catastrofe. E con loro tutto il mondo. Alla fine forse capiranno che il segreto non sta nel non porsi troppe domande ma nel non pretendere troppe risposte.
Francesco Franceschini - Meglio tardi che male, si potrebbe dire, nel caso di Francesco Franceschini, classe 1967, arrivato al suo primo romanzo dopo aver scritto decine di racconti e aver vinto qualche premio letterario in giro per l’Italia. È felice di aver intervistato, nella sua carriera radiofonica (www.radiotna.it) gente del calibro di Giovanni Allevi, Avion Travel, Petra Magoni, Claudio Villa (non il cantante, il disegnatore di Tex Willer), Tullio Solenghi, Alessandro Bergonzoni, Marco Paolini. Per campare, visto i prezzi dei generi alimentari e della benzina, insegna Italiano e Storia in un istituto superiore.

WILCO - I Love My Label

Wilco covers "I Love My Label" by Nick Lowe. New Wilco album "The Whole Love" coming Sept. 27, 2011, on dBpm Records. http://wilcoworld.net

Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini (Claudiana). Intervento di Nunzio Festa












Sono profondamente grato al curatore di questo libricino, “Dal Concilio a Dio”, Andrea Panerini, per due diverse ma speculari e riflettenti ragioni: m'ha fatto conoscere da subito la pubblicazione da lui con grazia e senso del dovere curata, ha deciso d'interrogare un argomento che spesso è lasciato ai triti luoghi comuni. Il lavoro raccoglie quattro scritti di Giuseppe Mazzini, e che nel lungo e allo stesso tempo breve periodo delle ricorrenze incontra un tema importantissimo per l'epoca analizzata, la religiosità ma soprattutto la visione della religione nel Mazzini; tre brevi saggi e una preghiera, altamente retorica e certamente in realtà poco letteraria davvero, questa. Il volume in pratica riprendere: “Dal Papa al Concilio”, “Dal Concilio a Dio”, “Dubbio e fede (Ricordi di G. Mazzini)”, “Preghiera a Dio per in piantatori, scritta da un esule”. A spiegare quanto sia stata grande l'importanza della religione nel pensiero, appunto, di Giuseppe Mazzini. Ed essenzialmente per chiarire una serie di posizioni, s'accennava, molte volte catapultate direttamente nella spicciola logica del luogo comune o delle semplificazioni più distruttive. Perché Mazzini, dobbiamo rivedere, lega fortemente il tema centrale nella sua vita, ovvero il desiderio dell'Unità d'Italia e della liberazione a un certo disegno provvidenziale, disegno altrimenti raccontato col ricorso alla necessità della fede – giusto o sbagliato che sia. I testi redatti fra il 1832 e il 1870 sono chiamati, nuovamente, a farci comprendere quanto e come Mazzini volesse una nazione libera certamente dalla sottomissione al papato e nel contempo, addirittura, guidata dalla fede cattolica. Perché, come sappiamo sin dalle scuole di base, quanto meno innanzitutto Giuseppe Mazzini non si batteva per la nascita d'una dittatura. Con questo testo, dotato d'un saggio d'accompagnamento del curatore dell'opera e di dotta presentazione dell'esperto Paolo Ricca, su tutto potremo ricordare che ci sono stati intellettuali, anche criticabili, contestabili, da applaudire a seconda dei casi, ma che hanno insegnato, o almeno provato a farlo, che il punto di partenza per la formazione di quello che una volta si chiamava 'spirito della nazione' o potremmo dire “sentimento del popolo” è sempre e sempre sarà la Laicità. Perché niente è formato. Nonostante l'incedere dei tempi. La colonna vertebrale del popolo italico, anzi, somiglia ancora pressoché a quella d'un imberbe.

Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini a cura e con introduzione di Andrea Panerini e prefazione di Paolo Ricca (Claudiana)

ITALIA (ITALY)

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