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lunedì 20 dicembre 2010
Lamento sulla politica economica di Weimar di Raffaele Gorgoni

domenica 19 dicembre 2010
Per il 40° anniversario dalla scomparsa: Tutte le poesie di Vittorio Bodini (Besa editrice)

si condensa intorno al libricino di Metamor, multiplo emblema d’una passione trascesa e dimidiata, partecipe e interprete della crisi del mondo attuale, sino ai “frammenti di martirio” di Collage.
Vittorio Bodini (nato a Bari nel 1914, ma di famiglia e di formazione leccese, morto a Roma nel 1970) è considerato tra i maggiori interpreti e traduttori italiani della letteratura spagnola (Lorca, Cervantes, Salinas, Rafael Alberti, Quevedo). Fondamentali sono ancora oggi i suoi studi: I poeti surrealisti spagnoli (Torino 1963) e Sul Barocco di Góngora (Roma 1964). Bodini è stato
soprattutto un poeta che ha attraversato, con ironia quasi picaresca, tutte le avventure del Novecento europeo.
Oreste Macrì (Maglie 1913-Firenze 1998) dalla patria salentina si trasferì a Firenze
dove fu insigne ispanista presso l’Ateneo fiorentino. Critico e teorico delle letterature europee, ha attraversato nei suoi studi, con edizioni e traduzioni, i maggiori poeti dai classici ai contemporanei, da Valéry a Machado, Lorca, Guillen, ecc. Da italianista si è dedicato alla scoperta del Novecento a partire da Foscolo, in una produzione sterminata, tra cui sono di rilievo i saggi
su Ungaretti, Montale, Quasimodo.
Milanabad, per le strade di Milano tra musica e paura (Castelvecchi). Intervento di Roberto Martalò

Milanabad è l'ultimo lavoro letterario di un camaleonte della scrittura come Michele Monina. Più che un romanzo generazionale, Milanabad è lo specchio esatto della Milano di oggi e dell'Italia in senso lato. Sfrattato nel cuore della notte da casa sua, Marco e sua madre trovano rifugio e conforto presso la casa della zia materna. Qui Marco si riavvicinerà al cugino Tarik, egiziano di origini ma assolutamente italiano di nascita e costumi, che lo introdurrà in un quartiere nuovo e lo presenterà alla sua “cumpa”. L'amore per l'hip-hop di Tarik contagerà anche il cugino che scoprirà di avere un bel talento per le “rime”. I due formeranno il duo Pluto (Marco) e La Rabbia (Tarik) e cominceranno a sognare di partecipare e vincere il 2theBeat finché episodi di violenza a sfondo razziale non cambieranno le loro vite. Il romanzo descrive perfettamente l'atmosfera delle periferie milanesi e Monina si dimostra profondo conoscitore della cultura underground dell'hip hop, degli slang e dei gerghi dei giovani rapper. Inoltre, viene descritta la mancanza di prospettive e di speranze per le nuove generazioni che, di fronte al futuro nero, sono smarrite. Monina affronta dunque temi scottanti come il disagio sociale che colpisce una società ormai multietnica che però ancora non allarga i propri orizzonti per migliorare la qualità della propria democrazia, il razzismo che si manifesta dinanzi allo sconosciuto ed estraneo, la mancanza di sostegno da parte delle istituzioni. Solo l'amore e la musica salveranno i due giovani dalle difficoltà della vita e dall'odio che il razzismo serpeggiante nelle nostre città provocherà come risposta. Lo stile del romanzo è molto discorsivo, lo scrittore usa poco la narrazione esterna per introdurre il lettore nel contesto della storia e lascia che questa si sviluppi principalmente tramite il dialogo dei personaggi. Un'idea azzeccata che fa scorrere il testo facendolo avvicinare molto alla forma di un testo rap. Ad impreziosire il romanzo, la partecipazione di molti cantanti e rapper, come Caparezza, Piotta Francesco Renga o Cristina Donà, che hanno creato testi di canzoni ispirate alla storia. Questi testi sono inseriti tra i capitoli del libro, chiamati tracks come le tracce del mixtape composto da Pluto e La Rabbia.
Milanabad di Michele Monina (Castelvecchi, 246 pag, 15 €)
sabato 18 dicembre 2010
Il libro del giorno: Metamor di Vittorio Bodini (Besa editrice)

Metamor (1967), ultimo libro poetico edito vivente l’autore, accentua, anche con scrittura automatica, il surrealismo della sua poesia. “E' un’inchiesta sulla materia e sull’essere”, e al titolo sono affidati “ben tre significati: metamorfosi, meta-amore e metà-morto”. Un anno prima di morire (1969), coinvolgendo altri inediti, egli aggiungeva trattarsi di “un libro traumatico, sostanzialmente e disperatamente teso a denunziare il totale smarrimento del reale o la sua ricerca senza fede”.
Vittorio Bodini (Bari 1914 - Roma 1970), oltre che poeta tra i più originali e significativi del Novecento, è stato anche narratore, critico, operatore culturale. È considerato inoltre uno tra i maggiori interpreti e traduttori italiani della letteratura spagnola.
Vittorio Bodini: un'edizione per il quarantennale della scomparsa. Intervento di Luciano Pagano (Musicaos.it)
venerdì 17 dicembre 2010
Il libro del giorno: Il battello del delirio di George R.R. Martin (Gargoyle Books)

D/battiti di Acmelab con Lupo editore

qui
giovedì 16 dicembre 2010
Il libro del giorno: Apocalisse Z di Manel Loureiro (Nord editrice)

Ben presto, però, s’insinua il sospetto che sia successo qualcosa di più grave. Qualcosa che non può essere controllato. Un’esplosione atomica? Un virus? Poi, tra lo sconcerto generale, la Russia annuncia la chiusura delle proprie frontiere e, nel giro di pochi giorni, tutti i Paesi dell’Unione Europea fanno lo stesso. Poi intere città vengono isolate e messe in quarantena. Poi entra in vigore la legge marziale.
Ma è tutto inutile.
Ormai niente è più come prima. Non c’è elettricità, manca l’acqua potabile, la benzina è finita, gli scaffali dei negozi sono vuoti. Nessun uomo gira per le strade. Perché chi lo fa non è più un uomo. È diventato uno zombie.
Ha trent’anni. È un avvocato. Vive in una piccola città della Galizia, in Spagna. E forse è l’unico sopravvissuto all’Apocalisse Z…
25 gennaio, ore 18.38
Alcuni mostri gironzolano ancora nei dintorni. Uno di loro continua a battere sul portone della casa qui accanto. È da ore che va avanti così. Finirò per impazzire.
Sta per scendere di nuovo la notte.
Spero di rivedere la luce del giorno.
Giungere a sera di Carlo Casciaro (LietoColle)

L’Autore, visitatore compulsivo delle proprie emozioni, è come “estraneo” alla parte di se stesso che le ha vissute […] È una via spirituale quella che l’Autore percorre: non mistica e devozionale, ma iniziatica ed eroica […] egli aspira ad una conoscenza che non è erudizione, ma Gnosi, la stessa gnosi cui aspiravano i compilatori dei testi di Nag Hammadi e per il conseguimento della quale, per i più, una vita non è sufficiente […] anche quando i riferimenti alla sua terra, ai suoi familiari, alla moglie, ai figli appaiono collocati in un tempo ed in un luogo preciso, come compagni preziosi del suo cammino terreno ed irrinunciabili presenze nella sua anima, si percepisce che l’Autore ne sublima l’essenza in un luogo metafisico, eternamente uguale a se stesso, dove egli si trova quando i picchi del suo cammino glielo consentono: ma in questo luogo egli si trova anche ogni qualvolta crea una poesia.
Paolo De Faveri
IMPOTENTI GLI DEI MUOIONO
IL VIAGGIO
La tenue assenza di emozioni/al distacco rende pronti./ Doloroso appare il viaggio,/si è mai pronti al proprio andare?/Dolce penetra il consueto odore/del tempo che non è ancora./Sospeso l’attimo non si muove,/instabile fortezza tra cosa e cosa:/non dicano io sono gli imbelli/tra i meschini affratti del non essere./Ora il flusso può partire.
NAG HAMMADI CODEX
Rotoli che la coscienza avete violentato/inutile cercare il sé/che all’uomo non è dato trovare./Del sempre l’opera attende eroi/ma miseramente è vuoto il botteghino,/né valgono i libri al sapere./Ciascuno vaga fantasma/di quanto vorrebbe,/mentre Diogene fiocamente/illumina la via.
COMPAGNI FECONDI
LA MIA POLTRONA
Verruca sconcia il nodo del tuo bracciolo:/il nero si è formato nelle ferite infette/per unghie che su te si sono spezzate,/onirico effetto di pensieri ignoti/che urlano invano al sordo ascoltatore./Chi parla al legno consunto/che tante mani hanno stretto?/Il tempo passa sul tuo colore,/acidi grassi lo hanno cancellato/esibendo lo scheletro legnoso./Io ti guardo e il ricordo affiora./Abbandono il corpo stanco/al tuo abbraccio generoso.
LA COLONNA MIGRANTE
Colonna di bionda pietra salentina,/immota a lungo un tempo/guardasti esoterici riti/ammessa ai più riposti segreti dell’uomo;/ora tra piante odorose/e verde edera del mio giardino ti guardo./E come pilastro fosti del tempio,/reggi oggi dai semi nuovi fiori/della pausa compagni fecondi./Pace scorre nell’essere mio/e per te miro silenzioso l’artefice dio.
235° Anniversario della scomparsa: Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen (Newton Compton)

Introduzione di Riccardo Reim - Edizione integrale
Pride and Prejudice è certamente l’opera più popolare e più famosa di Jane Austen, vero e proprio long-seller, ineccepibile per l’equilibrio della struttura narrativa e lo stile terso e smagliante, ed emblematica della «cristallina precisione» austeniana. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice, sorretto da un’ironia spietata e sottile, annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da struggenti personaggi femminili, sospesi tra l’ipocrisia dell’Inghilterra vittoriana e la voglia di un amore romantico e senza compromessi.
«È cosa ormai risaputa che a uno scapolo in possesso di un vistoso patrimonio manchi soltanto una moglie. Questa verità è così radicata nella mente della maggior parte delle famiglie che, quando un giovane scapolo viene a far parte del vicinato – prima ancora di avere il più lontano sentore di quelli che possono essere i suoi sentimenti in proposito – è subito considerato come legittima proprietà di una o dell’altra delle loro figlie.»
mercoledì 15 dicembre 2010
Il libro del giorno: Canto che amavi di Gabriela Mistral (Marcos y Marcos)

La vita quotidiana in Italia ai tempi di Silvio, di Enrico Brizzi (Laterza ). Intervento di Nunzio Festa

martedì 14 dicembre 2010
Il libro del giorno: Come vedi ti penso di Caterina Gerardi (Milella edizioni)

Tre civette sul comò di Franco Corlianò (Zane editrice)
lunedì 13 dicembre 2010
Il libro del giorno: Nuvole di byte. Il web 2.0 per la comunicazione nei contesti aziendali di Alessandro Prunesti (Edizioni della Sera)

“Il lettore non ha in mano un volume delle soluzioni, ma una nuova valigetta degli attrezzi abbinata a una serie di occhiali che fanno leggere il mondo con occhi diversi” – dall’introduzione di Andrea Falzin
Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare, di Vincenzo Costantino (Marcos y Marcos). Intervento di Nunzio Festa

domenica 12 dicembre 2010
Il libro del giorno: Metastasi di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli (Chiarelettere)

XY ha contribuito a far arrestare 200 persone e oggi chiarisce i legami fra politica nazionale, ’ndrangheta e istituzioni locali della Lombardia: trent’anni di mazzette per ottenere licenze edilizie, commerciali e per sfuggire a possibili controlli. Nel libro sono descritte le amicizie del boss Coco Trovato: in Parlamento, negli enti locali, nelle camere di commercio. Nomi e cognomi di coloro che fanno parte di un sistema illegale necessario per individuare le aziende in crisi e fagocitarle. La ’ndrangheta è presente in tutte le attività produttive, dall’edilizia alla sanità, dalla distribuzione alla gestione dei rifiuti. Il nuovo libro di Nuzzi e Antonelli non racconta la ’ndrangheta tramite freddi resoconti giudiziari. Con una telecamera nascosta, in presa diretta, è un viaggio da dentro: confessioni, retroscena, storie di sequestri, sgarri e vendette terribili, violenza animalesca, omicidi veri e inventati. Raccontati in prima persona. Un impero del male, i nostri vicini di casa.
La testimonianza di XY
«Non si esce da questo giro. Non si esce. Uscire vuol dire andare incontro alla morte.» «Vi squartiamo i cani in casa davanti agli occhi dei figli, vi ammazziamo i bambini. Non temiamo nulla.» La ’ndrangheta ormai ha perso i suoi codici. Corrompe e comanda. Compra e uccide uomini, politici, aziende. Come una metastasi inesorabile, ogni giorno fagocita cellule sane nelle regioni del Nord, arruola un nuovo professionista, avvocato, medico, commercialista che si mette a disposizione.
Le donne il Cavalier l’arme gli amori di Raffaele Gorgoni

Le donne il Cavalier l’arme gli amori
Le cortesie le audaci imprese
Oddio!
Mi ritrovai in una selva oscura
Prorompe un’etica abiura
Di tronfia indignazione
Per boccaccesche gesta
In amplificazione
Mediatica alquanto
M’incanto alla narrazione
Dei fasti non casti
Triviali e veniali
Veline venali
Escort non è una Ford
Forse basta un foulard
Un piccolo regalo
C’erano all’Idroscalo
Tanti decenni fa’
In seta e taffettà
La gonna troppo corta
Mi pesa aver la scorta
Che impaccia i movimenti
Serate deprimenti
Famigli e consiglieri
malvolentieri accolgo
tra la Certosa ed Arcore
Non può capire il volgo
la noia che mi assale
Avere un commensale
che parla di bilancio
cupo senza uno slancio
occhiuto freddo troppo
Si unisce un capogruppo
Questuanti e cortigiani
E’ tardi, è già domani
Domani è un altro giorno
Mi sono sempre intorno
Forse mi lascio andare
Di tanto in tanto, spesso
a un amore ancillare
appena una sveltina
un po’ di adrenalina
appena un po’ di sesso
rubato e malandrino
Scatta il telefonino
una foto indiscreta
Vorrebbero un asceta
tra Grazioli e Chigi
luoghi tediosi e grigi
Mi pensano agli sgoccioli
Volete che vi snoccioli
Delle belle il Catalogo?
Fedifrago fui già
e già lo ammisi onesto
e ne venne molesto
divorzio e molti affanni
Ma state nei miei panni!
Consigli dei Ministri, vertici, trattative
e ancora iniziative, deluse aspettative
Alleati ambidestri, nemici ambisinistri
niente che somministri almeno un po’ di pace
e ascolto sottovoce richieste e petizioni
e sempre petulanti rotture di coglioni
deh, cipresseti miei lasciatem’ire
ancora per un po’ quel tempo e quell’età
chiffon e falpalà mi lasciano ammirare
lasciate respirare ancora il pover’uomo
nel gioco suo poligamo
Alle volenterose lascio
un po’ di briglia sciolta
ogniqualvolta posso
e mi scuoto di dosso quell’ansia e quello spleen
scampoli di Drive In
guepiere di satin e un po’ di lingerie
farfalle distribuii e oggetti senza senso
per un immenso vuoto
cercare di colmare
e greve il doppio senso
della parola amare.
sabato 11 dicembre 2010
Il libro del giorno: Io confesso di John Grisham (Mondadori)

Ann Featherstone Il circo maledetto (Newton Compton)

venerdì 10 dicembre 2010
Il libro del giorno: Crass Bomb by DIY (Agenzia X)

da Big A Little A – Crass (1980)
Attivi dal 1977 al 1984, i Crass furono un collettivo politico e musicale che s’impegnò a fondo per trasmettere un ideale consapevole ed egualitario. Sono considerati i fondatori della scena anarcopunk e i principali promotori delle pratiche del Do It Yourself.
Il loro originale concetto di azione diretta comprendeva, oltre ai concerti in cui mischiavano arti visive e incitamenti anarchici, anche attività di coordinamento di comunità post-hippy e spazi occupati, la redazione di riviste underground e una casa discografica. I Crass hanno sovvertito la cultura dominante, infliggendo un segno indelebile sulla vetrina patinata della società dello spettacolo, con un messaggio radicale che ancora oggi può servire da detonatore per migliaia di giovani potenziali attivisti del dissenso.
Crass Bomb è un libro antologico con i migliori saggi, i racconti e le grafiche del gruppo libertario che all’epoca rappresentò una vera bomba a orologeria pronta a scoppiare contro gli squali del business che speculano sulla ribellione giovanile.
Completa il volume una struggente dichiarazione scritta nel 2009 da Penny Rimbaud, ex batterista della band, e alcune traduzioni emotive di loro brani musicali firmate da ex punk e traduttori professionisti che per primi hanno amato i Crass.
DIY (acronimo di Do It Yourself) è un collettivo editoriale formato dalle redazioni di Agenzia X e La Felguera Ediciones di Madrid.
176 pp. - illustrato
La verità della notte di Anja Snellman (Castelvecchi editore)

giovedì 9 dicembre 2010
Il libro del giorno: Il cerchio e l'ellisse di Placido Cherchi (AISARA)

Lungo una ricostruzione che non perde mai di vista le logiche interne dei percorsi demartiniani, questo libro sfata la leggenda di un De Martino aporetico e di un’«autocritica» tutta dispiegata sul piano del mea culpa, dimostrando che le ellissi del «rilancio», ben lontane dal parlare il linguaggio della contraddizione, disegnano anzi un tessuto di pensiero che per coerenza e profondità appartiene de jure ai ranghi più alti della cultura filosofica contemporanea.
PLACIDO CHERCHI è nato a Oschiri (SS) nel 1939. Ha studiato a Cagliari con Ernesto De Martino e Corrado Maltese, interessandosi contemporaneamente di problemi etno-antropologici e storico-artistici. Tra i suoi lavori si segnalano: Paul Klee teorico (De Donato, Bari 1978), Sciola, percorsi materici (Stef, Cagliari 1982), Ernesto De Martino: dalla crisi della presenza alla comunità umana (Liguori, Napoli 1987), Nivola (Ilisso, Nuoro 1990), Il signore del limite. Tre variazioni critiche su Ernesto De Martino (Liguori, Napoli 1994), Il peso dell’ombra. L’etnocentrismo critico di Ernesto De Martino e il problema dell’autocoscienza culturale (Liguori, Napoli 1997).
Sordillo Edvige e Luisa: "Sincronia della sorellanza (LietoColle)

EDVIGE
LACRIMALUISA
SCIE SENZA OMBRAmercoledì 8 dicembre 2010
Il libro del giorno: Il Paese Bello di Stefano Sgambati (Intermezzi)

Sette racconti come sette nuovi peccati capitali: intervallati da brevi intermezzi luminosi, queste storie costruiscono parola dopo parola una stretta prigione claustrofobica, densa di pessimismo e ironia amara, fino all’ultimo racconto, un “what if” grottesco e politicamente scorretto che chiude il cerchio e la cella del nostro bel Paese.
“Mi spiacerà morire per non vederti più” di Roberto Pazzi (Corbo editore)

domenica 5 dicembre 2010
Il libro del giorno: Ngaio Marsh, DELITTO A TEATRO (Elliot)

«Tutti siete sospettati. E tutti mentite e recitate». L’ispettore capo di Scotland Yard, Roderick Alleyn accetta volentieri l’invito a teatro fattogli dall’amico giornalista Nigel Bathgate, aspettandosi di passare una bella serata. Lo spettacolo scorre piacevolmente fino all’ultimo atto, quando uno degli attori, Arthur Surbonadier, viene ucciso, colpito al cuore da un proiettile sparato dalla pistola di scena. Alleyn entra subito in azione e, nell’indagare sulla vita della vittima, scopre che Surbonadier era un tipo poco raccomandabile, ricattatore e seduttore, e che molti nutrivano del rancore nei suoi confronti. Affiancato dal fido assistente, l’ispettore Fox, e dall’amico Nigel, Alleyn dovrà scavare molto a fondo prima di riuscire a scoprire il colpevole. Pubblicato nel 1935, Delitto a teatro è un giallo nella migliore tradizione inglese, percorso da una sottile vena di umorismo. Il ritmo veloce e incalzante conduce senza sosta il lettore fino allo svelamento del mistero, in uno dei migliori capitoli della serie che vede per protagonista l’ispettore Alleyn, ora per la prima volta pubblicato in Italia. Fra gli anni Trenta e Quaranta, Ngaio Marsh è stata – insieme ad Agatha Christie – una delle “Queens of Crime”, vincitrice dei maggiori premi per romanzi gialli e autrice di bestseller che stanno oggi tornando all’attenzione del grande pubblico a livello internazionale.
NGAIO MARSH- Ngaio Marsh (1895-1982), scrittrice e regista teatrale neozelandese, è autrice di numerosi gialli molto popolari nel mondo anglosassone. La sua produzione vanta oltre trenta titoli, molti dei quali ambientati nel mondo del teatro. Nel 1966 ottenne la nomina di Dame Commander dell’impero britannico. Nel 1978 è stata premiata dai Mystery Writers of America.
Ngaio Marsh, DELITTO A TEATRO - traduzione dall’inglese di FRANCA PECE
«Un’impeccabile narratrice» - «THE NEW YORK TIMES»
ITALIA (ITALY)
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