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sabato 19 settembre 2009

Millennium Trilogy di Stieg Larsson: un boom planetario e inatteso. Di Maria Beatrice Protino

Si tratta della trilogia di romanzi polizieschi dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson pubblicati postumi, dopo la prematura scomparsa dell'autore appena cinquantenne nel 2004 e apparsi per la prima volta in Svezia tra il 2005 e il 2007. I tre romanzi hanno venduto dieci milioni di copie nei cinque continenti e decine di traduzioni. Ma centinaia sono i fan club e sempre affollati i blog dedicati. Le vicende narrate nei romanzi della trilogia vertono principalmente intorno alle inchieste direttamente o indirettamente svolte dai redattori e dai collaboratori della rivista Millennium, un mensile specializzato in inchieste su grandi scandali sociali ed economici. I romanzi che la compongono sono: uomini che odiano le donne, la ragazza che giocava con il fuoco e la regina dei castelli di carta. Grande l’attesa per i films, sempre ispirati alle avventure di M. Blomqvist, il giornalista paladino della lotta alla corruzione e dell’impegno politico-sociale e L. Salander, la poco socievole e imprevedibile hacker. Sfondo della trilofia è Stoccolma, il suo arcipelago e gli estesi boschi e campagne che la circondano e in particolare il quartiere di Sodermalm, quartiere edificato su una delle 14 isole che costituiscono la città. La diffusione planetaria della Millennium-mania ha fatto di Sodermalm la meta di un pellegrinaggio letterario, al punto che il Museo della Città di Stoccolma ha ideato e pubblicato una mappa e un itinerario con guida. È guerra per i diritti d’autore sull’opera di Larsson tra il padre e il figlio dello scrittore e Eva Gabrielsson, compagna di vita e di tante battaglie politico-sociali dello stesso. I due si erano conosciuti ad un raduno contro la guerra in Vietnam nel 1972, ma non si erano mai sposati. Stieg Larsson - considerato uno dei massimi esperti mondiali di movimenti antidemocratici e neonazisti - era il fondatore della rivista anti-razzista “Expo”, consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del ministero di Giustizia, inviato per l'OSCE, esperto di informatica, di armi e di spionaggio internazionale, eppure costretto a vivere sotto scorta da quando indagava e scriveva su una serie di omicidi accaduti nella sua Svezia. Come racconta la sua compagna, il suo sogno era continuare a finanziare la sua rivista e fondare un centro di accoglienza per le donne maltrattate, ma lo stress, le troppe sigarette e il troppo caffè glielo hanno impedito.

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