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giovedì 30 luglio 2009

Ernesto Portas “XXXIX”














Secondo appuntamento per la neo-nata collaborazione artistica tra le Officine Cantelmo ed Il Grifone Arte Contemporanea di Monica Taveri. Da mercoledì 29 luglio sarà possibile visitare, presso l’ elegante sala espositiva delle Officine Cantelmo, l’ ultima produzione del Maestro spagnolo Ernesto Portas che, nato a Badalona (Barcellona), vive da diversi anni a Livorno. Sono numerosissime le sue esposizioni, soprattutto all’estero, dove è considerato tra i più importanti artisti dell’arte contemporanea. Trentatrè tele di medio e grande formato, ispirate ad altrettanti testi poetici dello scrittore Emilio Giovanneschi. Amici fedeli di lunga data, l’artista Portas e il poeta Giovanneschi hanno affidato a Lecce e i suoi luoghi di cultura le prime tappe inaugurali di una mostra itinerante che attraverserà tutto il territorio nazionale.

“XXXIX” è il titolo della rassegna di poesia-pittura che gli artisti hanno inteso scegliere, trentanove quanti sono gli anni di amicizia che hanno condiviso quotidianamente. Un’intera vita, all’insegna dell’arte. Ambientazioni silenziose, atmosfere espressioniste, intensità espressive occupano le superfici delle opere di Portas, gli spazi vivi ed emotivamente coinvolgenti dove le sue figure (e i suoi interni) vivono come in una condizione di alterità, sempre più estranei al mondo che li circonda. “L’arte prima di tutto è silenzio, contemplazione; il mezzo tramite il quale la riflessione trova, dall’energia delle opere, suggestioni e stimoli per porsi in termini nuovi davanti alla vita” scrive di lui Beniamino Nuzzati, recensendo una delle sue ultime mostre. Per il maestro Portas questa produzione rappresenta anche l’inizio di un nuovo linguaggio stilistico, che pur mantenendo intatta la sua particolare cifra compositiva, si è notevolmente trasformato nei toni e nelle forme. Un Portas nuovo dunque, da scoprire e da ammirare. Parole del poeta accanto alle immagini dell’artista, tra il vento e il sole che prendono a scomporle unendole nell’aria. Così scrive Giovanneschi: “… Un poeta, scusa se mi autodefinisco così, è per sua natura schivo e del tutto disabituato a vedere i suoi pezzi in mostra. Ti confesso, però, che accanto a te, perdo qualsiasi imbarazzo e sento la legittimità di esporre all’esterno una dimensione così vasta e fondamentale fatalmente destinata a rimanere chiusa nei cassetti. E’ tanto credimi, addirittura inimmaginabile, se visto dall’ottica di uno che scrive versi attento a non scadere nella derisione di un mondo troppo lontano da una sensibilità sconosciuta se non inconcepibile ….” La singolarità dell’evento è proprio nel gesto artistico a cui è affidato il senso di un’amicizia che li ha visti uniti e impegnati da sempre. Ne fa fede il delizioso libro “XXXIX”, una vera reliquia compositiva, che accompagna come catalogo/testimonianza la mostra.

L’esposizione sarà aperta ai visitatori dal 29 luglio all’ 8 agosto 2009.

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