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lunedì 3 agosto 2009

Tre Ombre (Edizioni BD) Storia di una fuga e di una sfida al destino. Di Ilaria Ferramosca*

Cosa può accadere nella tranquilla e felice vita di una piccola famiglia campagnola, se d’improvviso all’orizzonte spuntano tre minacciose e insistenti ombre? Sono queste le premesse della delicata e al contempo inquietante storia, scritta e disegnata da Cyril Pedrosa, giovane autore dall’incantevole sintesi grafica e con un passato da animatore Disney.
Tre ombre è il racconto di un viaggio; un viaggio carico di speranze contro un destino che sembra inseguire in maniera instancabile e incombente i protagonisti della vicenda, tra inquadrature a volte asfittiche e distorte, altre lineari, pulite e dai tratti sottili. Un susseguirsi di foreste, acque, navi, locande, dove tutto è avventura e al contempo prevedibilità.
Joachim è un bambino allegro, che conduce una vita semplice nei pressi di un lago, con i suoi genitori. Le sue stagioni sono scandite dalla semplicità degli eventi naturali: il lavoro nei campi, la pesca al fiume, il bagno in assoluta libertà tra le acque cristalline, le fiabe raccontate dalla mamma. Ma un bel giorno ecco spuntare all’orizzonte, sul dorso delle colline, tre figure scure che paiono fissarlo e presidiare la casa.
La vita della famigliola comincia a essere sempre meno spensierata, il dubbio su chi siano e cosa vogliano le tre ombre, identificate come “cavalieri”, che tanto angosciano il piccolo Joachim, diventa una sorta di ossessione per la giovane madre, che decide di recarsi nella vicina città per chiedere consiglio alla vecchia e saggia Suzette Pique, specialista in “parti dolorosi e demoni interiori”. La verità che l’anziana donna le rivelerà, anziché placare le angosce del dubbio, la trascinerà in inquietudini più grandi. Sarà così l’inizio, per Joachim e suo padre, di un viaggio, una fuga verso una meta imprecisata, un posto lontano dall’altra parte del fiume dove le ombre non potranno trovarli.
Cyril Pedrosa descrive una storia semplice, senza pretesa di chissà quali insegnamenti o grossi colpi di scena, una storia dalla quale non ci si può aspettare null’altro se non quello che esattamente è: una metafora fiabesca, a brevi momenti avventurosa, della vita e dei suoi giochi inattesi. Eppure la sua grande forza sta proprio in questo, nel raccontare la normalità del destino, dell’esistenza e della sua fine, in una corsa attraverso i giorni.

*redazione Talkink