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domenica 17 maggio 2009

Alda Merini, Cantico dei vangeli (Frassinelli)

Affascinante, provocatorio, sorprendente, il libro più enigmatico della storia dell'uomo, il Vangelo, non ha mai smesso di suggerire domande estreme, talvolta rischiose. La vicenda drammatica di Cristo, la folle bellezza del suo messaggio di amore, appaiono quanto mai attuali sul teatro malato del mondo, oggi così diviso e disorientato da riletture poco scientifiche, forse suggestive, molto mediatiche. Con questo libro dedicato a Gesù e alle figure dei Vangeli, Alda Merini offre un nuovo spunto di riflessione a quanti continuano a interrogarsi sul senso e sul destino della fede. E lo fa, ancora una volta, con versi di altissima potenza espressiva, che evocano con grande forza visionaria i gesti, le parole, i silenzi di Maria, Gesù, Pietro, Giovanni, Maddalena, Giuda, che paiono stagliarsi in queste pagine in una rinnovata verità. Perché nelle poesie di Alda Merini le figure cruciali della tradizione cristiana riacquistano quella tensione emotiva, quella fragilità umanissima - nutrita anche di viltà, dubbi, tradimenti -, e soprattutto quell'intensità poetica e religiosa che la stratificazione delle interpretazioni ha talvolta reso opache.

"Fuggirò da questo sepolcro
come un angelo calpestato a morte dal sogno,
ma io troverò la frontiera della mia parola.
Addio crocifissione,
in me non c'è mai stato niente:
sono soltanto un uomo risorto"


Alda Merini, Cantico dei vangeli, Frassinelli, p.3