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giovedì 17 settembre 2009

Adoperabili di Gabriele Corni all' Otredimore di Bologna




















Il futuro del sex game risiede in un corpo femminile metà icona erotica metà droide che ridisegna l'idea stessa del desiderio, attraverso una serie di suggestioni in grado di coinvolgere interattivamente più sensi. L'oggetto in questione è talmente evanescente, onirico, quasi fantasmatico che l'irrealtà pare divenire il nuovo elemento fondativo di una riflessione estetica sull'umano femmineo e le sue "interfacce". L'osservatore è continuamente disorientato dalla mimesi ibridante delle maschere dei soggetti ritratti da Gabriele Corni, che le trasforma in volti e fisicità dalla consistenza genetica incerta. Naturalmente i lavori presentati nella sua personale dal titolo "Adoperabili" alla galleria "Oltredimore" di Bologna, sono il frutto di interventi successivi alla realizzazione delle stesse, dove la maniacale attenzione sul corpo e sulla pelle sublima i soggetti (solo bambole giapponesi?)in qualcosa che di umano hanno ben poco e forse lontani anche dal virtuale e i suoi pluriversi. Fotografia certo, ri-elaborazione grafica senz'altro, ma anche contestualizzazione attenta e puntuale del senso di un'operazione come questa che Corni presenta al pubblico. Una critica quella lanciata da quest'artista, feroce e intransigente, ad una società che non riconosce non solo ormai l'omologazione, ma ripete in maniera sintetica, come se fosse in un continuo download con la vita che non appartiene più nemmeno a noi stessi, copie di emozioni, dove financo la sessualità può essere vissuta a contatto con un cyborg. Scrive Elisa Schiavina presentando il lavoro di Corni su Doll Story (http://www.dollstory.eu/dollstory.aspx?lang=IT): "Lo stare in bilico tra sensuale ed erotico e tra reale e immaginato pone ogni osservatore di fronte a domande intime, di ordine personale, sociale, morale ed etico. Nella società del bello la perfezione può abbagliare e la solitudine può portare a scelte estreme." Il disequilibrio voluto dunque tra finzione, costruzione artificiale, possibilità nel trasformare la bambola come fattore ludico-sessuale, come universo eidetico-erotico di massa.

Bio di Gabriele Corni - Nato nel 1972, vive e lavora a Bologna. Terminati gli studi e la formazione artistica ha perfezionato la tecnica della pittura ad olio nello studio di Norma Mascellani, con cui ha maturato il senso per l’equilibrio compositivo. Ha proseguito sperimentando la costruzione tridimensionale con materiali metallici e ha collaborato con la scultrice Silvia Zagni, orientandosi poi alla fotografia, strumento che lo ha riportato forzatamente al bidimensionale. Attraverso questo filtro e alle molteplici possibilità di intervenire con manipolazioni di post produzione, come la pittura digitale, Gabriele Corni è tornato alla sua esigenza primaria, quella dell’espressione pittorica, da cui non esclude, anzi accentua, la plasticità delle forme. È fotografo pubblicitario professionista dello studio Carlo Coppitz Fotografie di Bologna. (www.lelecorni.com) Dopo aver partecipato a numerose mostre collettive arriva, con il progetto “Adoperabili” alla sua prima personale presso la galleria Oltre Dimore.

Dal 18 settembre a Oltredimore di Bologna, in via d'Azeglio 35
fonte iconografica: http://www.oltredimore.it/

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