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giovedì 19 maggio 2011

Il libro del giorno: “A CHE SERVE AVERE LE MANI PULITE SE SI TENGONO IN TASCA” di Don Lorenzo Milani (Chiarelettere)













Ecco il nuovo volume della collana INSTANT BOOK per (Chiarelettere). Si tratta di una collana dove appaiono discorsi e testimonianze di pensiero libero, piccoli saggi, articoli, lettere. Contro censure e condizionamenti. Libri politici per cercare un’altra politica e ritrovare un pensiero forte. Il nuovo titolo è “A CHE SERVE AVERE LE MANI PULITE SE SI TENGONO IN TASCA” di Don Lorenzo Milani con la prefazione di Roberta De Ponticelli e la postfazione di Padre Ernesto Calducci. Ma chi era Don Lorenzo Milani (Firenze 1923 - 1967). Si avvicina al cristianesimo all’età di vent’anni e a ventiquattro è ordinato sacerdote. Diventa cappellano a San Donato di Calenzano, importante centro operaio vicino a Firenze, dove avvia il suo esperimento di istruzione popolare contro la scuola classista che condanna i più poveri all’ignoranza, dunque alla servitù. È un prete scomodo per la Chiesa, che sceglie di isolarlo esiliandolo in una minuscola comunità sopra Firenze: Sant’Andrea a Barbiana. Siamo nel 1954. Nel 1965 don Milani scrive una lettera aperta a un gruppo di cappellani militari che in un loro comunicato ufficiale avevano definito vile e anticristiana l’obiezione di coscienza. Il gesto gli costa un rinvio a giudizio per apologia di reato e una condanna postuma. Con i ragazzi della scuola di Barbiana don Milani compie una straordinaria avventura umana e spirituale, culminata nel maggio del 1967 con la pubblicazione di Lettera a una professoressa, opera collettiva oggi letta in tutto il mondo.