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martedì 20 aprile 2021

Molise. Appunti tra due secoli (1964-2020) di Luigi Picardi

 

 

La «questione regionale», aperta lungo l’intero corso della storia italiana unitaria, si è posta dapprima come istanza per l’introduzione delle Regioni nella struttura dello Stato fino alla Costituzione repubblicana del 1948, poi come attuazione dell’ordinamento regionale, che si sarebbe avviata per le Regioni a statuto ordinario, ventidue anni dopo, con l’elezione dei consigli regionali nel 1970.
Nell’ambito della questione regionale italiana la specificità della questione regionale molisana si è segnalata per aver rappresentato dalle origini negli anni Venti del secolo scorso e fino alla Costituente un «caso»; e più tardi, dopo il riconoscimento del Molise come Regione per separazione dagli Abruzzi nel 1963, un «problema», per il venir meno della sua vitalità economica e della sua coesione sociale di cui è emblematico, con altri fondamentali indicatori, il progressivo vistoso calo demografico a 302 mila residenti all’inizio del 2020.
Di qui il coinvolgimento della Regione a statuto ordinario più «piccola e vuota» nelle varie ipotesi discusse in questi ultimi anni per una diversa configurazione regionale italiana incentrata su nuove entità di area vasta. Con l’ampia introduzione che li sostiene, gli articoli che si ripropongono in Appendice documentano una lunga attenzione alla questione regionale molisana fino alle più marcate criticità del presente nel quadro ancora complesso e travagliato del regionalismo italiano.

Spariamo ai mandanti di Nunzio Festa (I Quaderni del Bardo Edizioni per Amazon di Stefano Donno)

“Il titolo ha sapore di vendetta. O di giustizia. Di una sentenza pronunciata tra pene e colpe da espiare. Intanto si leggono i versi di Nun...