È il primo testo letterario, non di finzione, in cui l'autore esiliato
dal mondo, è davvero convinto di rivolgersi soltanto a se stesso. È
anche un documento della patologia psichica di un uomo che cerca
compensazione e sollievo nella libera attività del sognare, contemplare,
divagare della mente e quindi nel registrare nella scrittura,
l'ebbrezza di questo abbandono. Un romanzo di "ecologia della mente",
testimonianza poetica e psichica di un'operazione alchemica: una
trasformazione della sofferenza in musica, del disagio del vivere in
estasi, dove immanenza e trascendenza, vita e sogno, coincidono.
Nessun commento:
Posta un commento