Speer, numero due del regime, fu insieme a Hitler artefice di quella
delirante «architettura da megalomani» che portò alla costruzione della
nuova Cancelleria e all'accurata progettazione urbanistica per il futuro
«Reich millenario». Divenne poi ministro degli Armamenti durante la
Seconda guerra mondiale e costrinse una Germania stremata a proseguire a
oltranza il conflitto. Ma fu anche uno dei pochi a opporsi alla
distruzione sistematica degli impianti industriali tedeschi, tanto da
arrivare a progettare un attentato per porre fine ai piani suicidi che
il Führer meditava contro la sua stessa nazione. Condannato a
Norimberga, scrisse nel carcere di Spandau, a Berlino Ovest, queste sue
memorie autobiografiche che rimangono la più sconvolgente e acuta
analisi del nazismo compiuta «dall'interno». Una testimonianza
meticolosa e dettagliata sulla nascita e il crepuscolo degli dei
nazisti, che descrive con efficacia insuperata Hitler e la sua corte di
uomini e assassini.
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