«Scrivo per le generazioni future, per voi esseri umani che verrete...».
Così parlava Enoch, il settimo della discendenza di Adamo che, dopo una
vita durata 365 anni, è salito al Cielo ancora vivente. Dalla notte dei
tempi egli ha indicato all'umanità una strada luminosa da percorrere.
Enoch è risalito alle cause del male e grandi sono state le sue
sofferenze per la malvagità umana e le sue esortazioni a coltivare il
bene e la saggezza. Tutti i suoi scritti, che sono stati qui riportati
affiancati dall'interpretazione di Pincherle, furono ritrovati e
raccolti nel tempo precedente la nascita di Cristo. Non riconosciuti
dalla Chiesa e ignorati nella raccolta del Vecchio Testamento, oggi sono
pubblicati in tutto il mondo. Oltre a darci una illuminante panoramica
della straordinaria civiltà che in quei tempi fioriva sulla Terra,
questi scritti offrono chiare spiegazioni sull'inizio del peccato, sulla
caduta degli angeli, sull'intervento degli arcangeli sul futuro
dell'umanità, sull'apocalisse e sull'arrivo del Messia e del regno di
Dio in Terra. «In ogni periodo di crisi della storia umana, quando la
morale è disprezzata e la malvagità impera dovunque, si invoca un aiuto
divino che farà prevalere la sua suprema giustizia contro tutte le
opposizioni diaboliche e materialistiche della giustizia terrena».
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