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lunedì 27 febbraio 2017

Cedi la strada agli alberi. Poesie d'amore e di terra, di Franco Arminio (Chiarelettere). Intervento di Nunzio Festa



"Abbi cura di andare in giro, / non restare come uno straccio / sotto il ferro da stiro.". Questa chiusa, immediatamente prelevata dalla sezione "L'entroterra degli occhi" dell'antologia "Cedi la strada agli alberi", sottotitolata pregevolmente "Poesie d'amore e di terra" ed edita da poco dalla sempre più brillante e attenta Chiarelettere, la manderemo a memoria per il resto della nostra vita; ché, d'altronde, fa parte del piccolo repertorio di versi del nostro Franco Arminio ancora a noi sconosciuti. Almeno a quest'illuminazione. "Sospeso sulle argille / d'una vecchia collana, / il paese perde le sue perle, / frana": questo, invece, è per noi il componimento rappresentativo della poetica e, certo, del valore assoluto d'Arminio. Del suo sentire, diremo. In questo volume, il poeta di Bisaccia e del Sud, dei paesi marginali di Meridione e dei margini paesani del Settentrione dell'ex Belpaese, ha messo in un unico 'contenitore' parte delle sue poesie - dividendole in tre sezioni (della terra, dell'amore, della famiglia) - con qualche breve scritto pensato quale riflessione sulla poesia al tempo della Rete. Premesso che diverse delle poesie, anti-Neruda e verso-Neruda, donata al sistema stellare e corporale dell'amore più l'alcol dell'eros son molto valide, è sempre quando Arminio ci fa perdere nei fiordi a forma di paesino che il poeta esprime il massimo della sua bellezza. Non tanto, sapremo, per il dolore e il futuro dei morti, quanto per i luoghi esistenziali battuti a ritmo di sangue. Sarebbe banale, adesso, tornare a qualche libro fa. Epperò per rispetto dobbiamo rimandare almeno ai libri in prosa editi per la Contromano della Laterza. La prosa, la prosa poetica di Franco Arminio si faceva qui anche corrispondenza amorosa per l'impegno civile, nelle righe di paesologia "Nevica e ho le prove. Cronache dal paese delle cicuta" e "Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesolagia". Prima che proposta politica.

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