Ecco l'esperienza di Carmelo
Candore, notaio di Arcisate (Varese) che attraverso un blog vuole rinnovare
l'immagine di una professione storica. Cosa ci fa un mucca viola accanto ad un notaio?
Una domanda legittima che nasce quasi spontanea quando, viaggiando
nell'infinito mondo dei blog, ci si imbatte in "Il notaio e la mucca
viola" (www.ilnotaioelamuccaviola.it), che porta la firma di Carmelo
Candore, notaio in Arcisate (Varese). Nel suo post di presentazione Candore con
la sua "mucca viola" sottolinea la propria diversità in questa
dilagante omologazione». Attraverso "il notaio e la mucca viola"
Candore ha creato una piazza di scambio per esprimere il suo pensiero e
raccontare quelle che definisce «cronache notarili»: ovvero, uno spaccato di
vita quotidiana, le esperienze di un professionista che ha un approccio
differente al proprio lavoro. «La figura del notaio è sempre stata vista con un
ossequioso distacco che lo ha trasformato in un personaggio quasi mitologico,
in alcuni casi l'emblema di una casta che continua a sopravvivere», spiega
Candore, 44 anni da 13 titolare dell'omonimo studio in Arcisate, a pochi
chilometri dalla Svizzera e da Varese.
Rompere gli schemi, questo
l'obiettivo che il notaio varesino cerca di fare sia attraverso strumenti
multimediali, sia rinnovando l'impostazione della propria attività. «Ho voluto
pormi in modo diverso introducendo degli elementi di rottura rispetto al
passato», spiega Candore. «Il notaio è un libero professionista, un
imprenditore nel senso originario del termine ovvero "colui che esercita
professionalmente un'attività organizzata al fine della produzione o dello
scambio di beni o servizi". È un professionista che offre i suoi servizi
all'interno di un mercato che deve avere i canoni della libera concorrenza».
Un'impostazione che, in un certo modo, «scardina il sistema», prosegue il
notaio.
Così è nato il sito internet del
notaio di Arcisate, www.studiocandore.it, che ha un approccio nuovo, non
convenzionale per uno studio notarile, con la presentazione dei professionisti
che operano all'interno dello studio, la spiegazione dell'attività svolta,
filmati anche ironici per illustrare "la giornata tipo del notaio".
In più, il blog. «Ho voluto avere un'impostazione di relazione diretta con i
clienti e non solo con essi», prosegue Candore. «Il cliente è parte del
servizio che viene dato e con quest'ultimo è giusto ed indispensabile
confrontarsi continuamente». I risultati sono arrivati: 10mila contatti sul
sito in soli due mesi e 2mila visite al blog, oltre ai 4 mila "mi
piace" ottenuti dalla pagina facebook. «Il notaio del nuovo millennio non
è il professionista isolato, ma è un interlocutore della società», prosegue
Candore. «Propone una serie di servizi ed è corretto che viva in un mercato
libero. Per molto tempo il rapporto con il cliente è stato visto più come una
concessione che come un servizio».
Alla domanda, ma oggi è possibile
dire che le libere professioni sono veramente libere? «No», risponde con un
sorriso il notaio Candore. «Almeno finché non avrò la libertà di sponsorizzare
la squadra di calcio del mio paese senza incorrere in sanzioni disciplinari».

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