“Negli orizzonti di un presente
buio, il corpo, àncora del pensiero, trattiene gli slanci di vite vissute in
metropoli indifferenti. Non c’è sole in queste strade dove le persone non
s’incontrano mai; grigie vie in cui alla febbrile caoticità quotidiana si
oppone la solitudine di gente senza sogni, raramente accesa da un sentimento di
aspettativa e fiducia verso ciò che l’aspetta. Ma senza i suoi sogni, ogni uomo
perde la sua individualità e il suo stato d’animo muta, scivolando nella
disillusione. Gli eventi cominciano a scorrere con inerzia, mentre le cose non
cambiano. C’è una cosa che può raffigurare tutto questo: l’anonimo protagonista
di un quadro. Lui non si sente più distante dal mondo mentre lievita nella sua
assenza. Non prende più parte a conversazioni in cui i valori sono relegati
sempre più in basso. Dimentica il suo volto e non si appassiona a una realtà
che non ha sapore.
Nel mondo in cui viviamo la
solitudine ormai si specchia nelle nostre strade d’asfalto. Per questo, ora,
anche l’arte deve chiudersi in se stessa e non dare risposte: deve sfiorire,
come è avvenuto nei quadri senza voce di Franco Cioni. ((Novembre 2009 - Impressioni
- Alberto Bonacina)”
(l’opera riprodotta è di Franco
Cioni)

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