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sabato 5 novembre 2011

“Quelli che però è lo stesso”: scuola e giovani nella periferia romana raccontati da una giovane professoressa, precaria e sognatrice. Intervento di Roberto Martalò



















“Che è, 'na pischella?”. L'ingresso della professoressa Dai Pra' nel mondo della scuola non è stato certamente all'altezza delle sue aspettative. Catapultata nella periferia romana, al suo primo incarico da docente precaria, la docente vivrà un'esperienza al limite dell'incredulità: entrerà presto in contatto con colleghi cinici e non amanti della professione, con ragazzi disinteressati e provenienti da famiglie disastrate, con adulti maldisposti. Non tutto il male vien per nuocere e così Silvia potrà anche togliersi delle soddisfazioni: dai buoni voti a Nadjette, giovane marocchina emancipata e desiderosa di studiare, ai progressi di Tomas Di Serio alias Pierino.
Un anno intenso e caotico che la Dai Pra' racchiude nel suo “Quelli che però è lo stesso”, libro interessante non solo per la testimonianza diretta che una docente offre del mondo della scuola, ma anche per la descrizione accurata della periferia romana, per il quadro del mondo giovanile che ne esce e che dovrebbe interessare di più non soltanto gli stessi ragazzi protagonisti di queste pagine, o che si possono facilmente identificare con gli alunni della Dai Pra', ma anche tutte le istituzioni coinvolte (dal Ministero dell'Istruzione, che sembra non conoscere certe situazioni, agli amministratori locali, che non possono lasciare che il degrado prenda il sopravvento).
L'autrice sceglie una forma che si alterna tra il diario, il reportage e il romanzo vero e proprio; in tal modo, si riesce a unire nel libro la descrizione dello stato d'animo della protagonista rispetto alla condizione della scuola e delle periferie, la testimonianza di situazioni particolare raccontate come se fossero riprese da un'inquadratura oggettiva e un intreccio – che segue il percorso temporale dei trimestri - che coinvolga e che crei familiarità tra il lettore e i personaggi del libro.
“Quelli che però è lo stesso” ha dunque il merito di raccontare con precisione uno spaccato di Italia molto spesso sottaciuto e che dovrebbe avere più spazio, soprattutto in un periodo in cui la questione della scuola, dei giovani e delle periferie assume rilevanza per il futuro di tutto il Paese. Lo fa con uno stile piacevole ed è per questo che la lettura è fortemente consigliata.
P.S. ottima anche la politica di prezzo scelto dalla Laterza, il libro è accessibile a tutti.

Quelli che però lo stesso di Silvia Dai Pra’
Laterza, 171 pag, 10€

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