lunedì 8 agosto 2011

UNICO INDIZIO LA CHITARRA BLU (DAMSTER EDIZIONI DI MASSIMO CASARINI MODENA)












Se sei vivo/ è solo perché/ volevo farti conoscere/ il motivo per cui ti ucciderò …

Ci sono libri da aprire a caso; lì, in quella pagina, esattamente nelle parole di un solo rigo, dove si appunterà lo sguardo, troverai un insegnamento che valga almeno per la giornata che ti attende. Potrà accadere di tutto, ma, prima o poi, ti sembrerà che la pagina lo avesse previsto, che sapesse quel che ti sarebbe successo. Si potrebbe anche rinvenire un insegnamento, di tipo trascendentale, che ti avvicini al Mistero. È quella spinta, l’imbeccata per svelare: il tuo mistero, le tue zone in ombra. Di quello si parla, naturalmente. Quando ci giunse notizia del concorso indetto da Damster Edizioni, ovvero da Massimo Casarini che è l’omino in nero del logo, fummo conquistate da una idea e volevamo produrre un racconto che nascondesse dei messaggi criptici; nessun insegnamento speciale, ma che almeno la trama non esposta potesse ancora interessare noi stesse nel rileggerlo.

Con la sua immagine nella mente, quella fisica di Massimo Casarini, giacché è un lungagnone ben diverso dall’omino predetto, decidemmo di fare un sopralluogo. Quel che vedemmo, il luogo fisico – geografico, bastò. La trama era lì, sotto un pilone di un ponte, quello disegnato da Santiago Calatrava. Il grande architetto è nato a Beninamet, nei pressi di Valencia, dove ha frequentato la Scuola di Architettura e la Scuola di Arti e Mestieri. Quei luoghi li abbiamo fotografati e pensammo meritasse che un racconto fosse collocato in una delle sue idee più viste. Basta percorrere l’autostrada del Sole, tratto Bologna – Parma e lì, qualche decina di chilometri prima delle uscite parmensi, c’è il ponte. C’è quel ponte!

Per la verità avremmo voluto calcare la mano sul fatto che a Venezia si è giocato e si gioca molto sul suo cognome, i veneti sanno farlo benissimo, sanno giocare con le lettere.

Lo chiamano CALABRAGA. Il tema prescelto non consentiva di esagerare: si trattava di narrare le faccende di Totò TRAINA, mafioso che da un brutale omicidio, e dopo tanti litri di sangue ancora, si ritrova a navigare sulle onde delle alte finanze americane, circondato da bellissime collaboratrici che parlano molte lingue. Ma prima, molto sangue prima, fa calare le braghe a un bel tomo destinato a fare una fine davvero bruttissima. Il libro che contiene il racconto, LE SETTE CAMICIE DI TOTÓ TRAINA, è adesso, finalmente, tra le nostre mani, con la sua copertina, il blu, la chitarra sanguinolenta, il titolo, l’omino in nero ...

Le prime parole: “La melodia è spazio. La chitarra diviene il luogo della cosa come fu, un comporre i sensi della chitarra blu.” L’uomo con la chitarra blu – Wallace Stevens

È così che inizia, con questo esergo, il racconto di Piergiorgio Annichiarico: HAVE YOU SEEN THE STARS TONIGHT? Le ultime parole, quelle che chiudono il libro e il racconto di Francesca Tombari, LA NEVE RIPRESE A SCENDERE: La neve riprese a scendere ricoprendo man mano i passi dei tre uomini che a piedi ripercorrevano la via del ritorno, in silenzio osservavano il tramonto e nessuno commentò l’accaduto, di quel che fu dopo non è dato dire niente.” E adesso, essendo ineludibile, apriamo il libro a caso, appuntiamo lo sguardo e leggiamo: “Non feci in tempo a obiettare e Salvatore lo afferrò per le ascelle; ruotandolo, lo spiaccicò contro il pilone; gli allargò le gambe da dietro con un paio di calci ai piedi e: - Tieni!

Lo guardai: non ammetteva repliche. Presi la pistola e avvicinai la canna alla nuca; lui, indicando le chiappe con lo sguardo – No! Lì … Totò si stava pisciando addosso; quando gli infilai la canna nel buco del culo accennò a una reazione. Sparai verso l’alto. Si accasciò a terra immediatamente, senza un fremito. Io feci lo stesso cadendo sulle ginocchia.”

Ci chiediamo chi sia questo folle! Dove avrà trovato la cattiveria per inventare tale faccenda? Andiamo a leggere il titolo: LE SETTE CAMICIE DI TOTÓ TRAINA, di Alessia e Michela Orlando.

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