martedì 28 dicembre 2010

“W Zappatore”, il Salento suona il rock. Intervento di Angela Leucci




Stanchi della pizzica salentina, idolatrata senza averne coscienza, inflazionata e deformata? Attenti a quello che il sottobosco delle sonorità rock del nostro territorio? “W Zappatore” è il film che fa per voi. Ispirato a un personaggio molto noto nella scena underground della musica rock salentina, Marcello Zappatore, il film racconta una strana storia di satanismo e fede cristiana. Marcello, omonimo dell'attore che interpreta il protagonista della storia, è il chitarrista di una metal band satanica, che un giorno si sveglia con degli strani segni sulle mani e sul resto del corpo. Il passo per credere che siano delle stimmate è breve. La band non può più avere un chitarrista del genere: un satanista con le stimmate non è esattamente credibile, così Marcello è costretto a lasciare il gruppo e a tornare dalla madre bigotta (Guia Jelo) e dalla nonna (Sandra Milo) che invece ha il rock nelle vene. Nella storia ci sono un Marcello buono e uno cattivo, spesso contraddistinti dal costume (una maglietta bianca o nera, con la croce nel verso giusto o al rovescio), ma chi può dire cosa sceglierà di seguire? E soprattutto, come la teoria dello yin yang insegna, le due cose sono esattamente divisibili? Il film, girato interamente nel Salento, ha terminato la postproduzione e dovrebbe uscire a breve. In un Salento che viene percepito bidimensionale, in cui la musica appare solo folk, o quella che viene diffusa dai differenti talent show, “W Zappatore” ci mostra un sottobosco di musica di qualità, avulsa dagli interessi della musica commerciale, quella di chi si esibisce anche nei nostri locali e riesce a darci qualcosa di diverso, di diversamente tecnico e di diversamente emozionante.

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