mercoledì 1 settembre 2010

Einstein secondo me a cura di John Brockman (Bollati Boringhieri, da domani in libreria)









Un Einstein inedito, i mille volti che non ti aspetteresti di un genio. Tutti conosciamo Einstein, o pensiamo di conoscerlo: il vecchietto geniale e bizzarro che scorrazza in bicicletta per i viali di Princeton, con i suoi capelli bianchi e scarmigliati, o che fa irriverenti linguacce ai fotografi. Ma cosa c’era dietro questa superficie ormai cristallizzata, come per altre icone del Novecento, in migliaia di gadget, poster, magliette, tazze, magneti per il frigo, pupazzi? Chi era davvero Einstein e soprattutto che cos’è stato per quelli che l’hanno conosciuto o le cui biografie si sono indirettamente incrociate o sovrapposte alla sua? Ventiquattro scienziati, o meglio ventiquattro intellettuali, ci raccontano in questo libro che cos’ha significato Einstein per loro, come ha influenzato le loro esistenze, le loro vite professionali e personali, ci portano a conoscere l’Einstein privato, quello molto lontano dall’aura del saggio che circonda la sua immagine più diffusa. Questo libro è un’autentica testimonianza del potere che può avere un lascito scientifico ed è una lettura entusiasmante, alla portata di tutti.

John Brockman (1941) è scrittore, agente letterario e animatore di Edge, il sito web della «Terza Cultura», dove scienziati e intellettuali di primo piano condividono le loro ricerche con il pubblico. Tra i saggi tradotti in italiano: I nuovi umanisti (2005) e 135 ragioni per essere ottimisti (2009).

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