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giovedì 6 maggio 2010

Ed io parlo, scrivo e fumo di Giovanni Bernardini (Lupo editore). Intervento di Luciano Pagano



















Dopo una attesa ragionevole viene pubblicato – per i tipi di Lupo Editore nella collana Topkapi – “Ed io parlo, scrivo e fumo“, di Giovanni Bernardini, raccolta tesa tra il genere memoriale e l’autobiografia per diari, scritti per oltre cinquanta anni dallo scrittore pescarese naturalizzato salentino. Come è scritto nella prefazione, della quale è autore Stefano Donno (curatore del volume) “Bernardini non è uno scrittore periferico, come lui stesso in più di qualche occasione tende ostinatamente ad affermare, proprio perché questa sua ‘modestia’ contrasta con una qualità di stile che solo un vero scrittore e non un semplice mestierante, è in grado di mettere nero su bianco”. Ce ne accorgiamo scorrendo le pagine nelle quali la biografia e i fatti della vita quotidiana si intrecciano alle vicende e ai personaggi letterari, senza risparmiare nessuno né risparmiandosi, con quel cinismo che a volte resta l’unica lente ottimale per osservare il mondo senza esserne troppo disgustati, proprio in virtù del grande sentimento che ci lega, volenti o nolenti, ai nostri contemporanei. Un pensiero di Bernardini, scritto il 15 maggio del 1996, recita “Una persona non mediocre in un ambiente di mediocri è irrimediabilmente condannata alla solitudine”.La lucidità e la critica di Bernardini – sociale e soprattutto politica – investono chi ci mal-governa e mettono a nudo chi si fa governare senza sviluppare un pensiero critico. Ciò che resta dalla lettura di questo libro è senza dubbio una testimonianza rilevantissima di un pezzo di storia del nostro paese, dal 1952 ai giorni nostri; se è vero, come scrive l’autore in un frammento datato 12 dicembre 2008, che “nessun libro pubblicato può restaurare la vita d’un vecchio. Può concedere solo un momento d’illusione, una fugacissima gioia”, è anche vero che la raccolta dei diari di uno dei nostri intellettuali più importanti, non potrà che aiutarci a restituire a noi stessi un’immagine di quello che è stato il secolo scorso, senza ipocrisia. Interrogare questo libro ci sarà utile, quindi, a interrogarci e recuperare quelle memorie storiche, flash, ricordi, presi da un tempo che altrimenti rischiamo di smarrire per sempre.


Giovanni Bernardini, originario di Pescara si stabilisce nel Salento dove vive tuttora. Ha collaborato come pubblicista a riviste e periodici. Ha scritto racconti, romanzi, testi giornalistici e poesie che hanno riscosso il favore dei lettori e per i quali ha vinto vari premi. Bernardini è stato maestro per generazioni di studenti nei licei leccesi. Impegnato socialmente e politicamente, ha ricoperto anche, tra il 1992 e il 1993, la carica di Sindaco del comune dove vive (Monteroni di Lecce).

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