venerdì 5 febbraio 2010

Il libro del giorno: L'invenzione di Palermo di Giuseppe Rizzo (Giulio Perrone editore)

Questa storia è una favola, ma piena di parolacce. Questa storia parla di Palermo, ma anche della neve. Questa storia è ricca di invenzioni senza brevetto. I Tirone vivono in una baracca di lamiera sul fiume Oreto, a Palermo. Da quando Gesù ha inventato le case popolari, cercano di farsene assegnare una. Nel frattempo, tirano a campare vendendo, al mercato popolare di Ballarò, roba raccattata nell’immondizia. Ci riescono, fino a quando ritrovano la madre morta. Per la precisione, morta ammazzata. Nello specifico: sparata. Da questo momento, succedono tante cose. Succederà che Totò, il marito, e il figlio maggiore vengano arrestati. Che Nino, l’unico maschio rimasto in casa Tirone, venga massacrato di botte dai malacarne. E che Annina, quindici anni, stivaletti di vernice rossa ai piedi e parolacce appiccicate alla lingua, si ritrovi a tirar fuori dai pasticci la sua famiglia. Da sola. A meno che si vogliano considerare d’aiuto uno psicoanalista che da dieci anni non esce di casa, un imbianchino che vive con le puttane di colore e un nano che tutti chiamano “Il Principe”.

Giuseppe Rizzo ha ventisei anni. Ha collaborato con il Giornale di Sicilia, Il Mucchio Selvaggio e Nazione Indiana. È stato finalista al Mondello Giovani e ha vinto il RomaEuropa Festival. Mangia la carne. Non ha un blog.

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