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martedì 20 ottobre 2009

Bambini di Beslan di Vannetta Cavallotti


















Tra l'1 e il 3 settembre 2004 a Beslan, repubblica autonoma dell'Ossezia del Nord (Federazione Russa), 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò un edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone non facndo distinzione tra adulti e bambini. Tre giorni dopo, quando le forze speciali russe fecero irruzione, ci fu un vero e proprio massacro che portò alla morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini, e fece oltre 700 feriti. L'eco di questa tragedia è stata rivissuta attraverso la mostra Vannetta Cavallotti. Bambini di Beslan, realizzata con il patrocinio della Provincia di Milano, Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo e l'Associazione Amici di Critica. La mostra ha raccolto le "sculture visionarie" dell'artista Vannetta Cavallotti e le brevi poesie dedicate a questa tragedia da 17 poeti italiani, tra cui Guido Oldani, Luciano Erba, Maurizio Cucchi e Arturo Schwarz.
La mostra è rimasta a disposizione del pubblico dall'8 settembre all'8 ottobre 2009, è mi è sembrato doveroso darne una segnalazione, anche per la gentilezza di avermi inviato il bellissimo volume dedicato alla manifestazione. Si tratta di un lavoro di non sottrazione e di responsabilità intellettuale che porta avanti Vannetta Cavallotti che da anni dedica i suoi lavori ad una latitudine dell'arte come fenomenologia della liberazione umana. Ed ecco che nasce questo forte invito alla riflessione, a 4 anni di distanza da una delle più 'crudeli stragi' degli ultimi anni. Un invito a non dimenticare,quella vera e propria “strage degli innocenti”.
Dal volume dell'appuntamento riportiamo i versi di Guido Oldani a pag. 37:

Faville

e i bimbi con i riccioloni biondi
è solo nella mente quest'icona;
orchestra che prorompe ma non suona

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