L’essere nato in una
famiglia gallese appartenente a una denominazione protestante particolarmente
rigorosa ha segnato in maniera indelebile il rapporto di Ken Follett con la
religione. Il giovane Ken iniziò a trasgredire le ferree regole del
puritanesimo non appena possibile. Questa la cattiva fede, bad faith, che
caratterizza la sua giovinezza e che è stata raccontata in questo libro. Sarà
all’università, dopo il confronto con Platone, Cartesio, Marx e Wittgenstein, che
si ritroverà infine ateo, anzi, ateo arrabbiato. Ma qualcosa ultimamente è
cambiato…
In qualità di affiliato Macrolibrarsi | eCommerce n°1 in Italia per il benessere di corpo e spirito io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei - As a Macrolibrarsi affiliate | #1 eCommerce in Italy for the well-being of body and spirit / In qualità di Affiliato Amazon io ricevo un guadagno dagli acquisti idonei - As an Amazon Associate I earn from qualifying purchases
Cerca nel blog
Please ... S'il vous plaît ... Por favor ... Bitte ... Por favor ... 请 ... お願いします ... Пожалуйста
Click on the images of the posts published on this site // Cliquez sur les images des publications publiées sur ce site // Klicken Sie auf die Bilder der Beiträge, die auf dieser Seite veröffentlicht wurden // Hagan clic en las imágenes de las publicaciones publicadas en este sitio // Clique nas imagens das postagens publicadas neste site // 点击本网站上发布的帖子图片。// このサイトに掲載されている投稿の画像をクリックしてください。// Нажмите на изображения постов, опубликованных на этом сайте
giovedì 13 luglio 2017
Tutto ciò che ti appartiene di Garth Greenwell. Traduttore: M. Colombo (Mondadori)
In un giorno d'autunno
stranamente fuori stagione, un giovane americano, arrivato in Bulgaria per
insegnare inglese, entra nei bagni del Palazzo della Cultura a Sofia e incontra
Mitko. Alto, magro, con un taglio di capelli militare e un'ostentata aria
mascolina, vagamente criminale, di quelle che vanno di moda tra certi giovani
uomini dell'Est. Mitko per vivere fa ogni tipo di affari e non esita ad accettare
soldi in cambio di qualche ora di sesso. Come a volte capita nelle nostre vite,
un incontro accidentale si rivela presto fatidico. I due si trovano
intrappolati in una relazione in cui il desiderio si trasforma in una furia
predatoria e la tenerezza sconfina nella violenza. E mentre combatte per
raggiungere un equilibrio tra il proprio famelico desiderio e l'angoscia che
questo gli provoca, il protagonista è costretto a vedersela con la sua
biografia già carica di ombre. Inquietanti somiglianze uniscono il suo passato
e il paese straniero dove si trova a insegnare. La scoperta della geografia e
delle pene della Bulgaria coincide con la scoperta della storia personale di
Mitko, del suo sfruttamento, la povertà e la malattia, ma anche della sua capacità
di mentire e di manipolare chi ama. Garth Greenwell ha un talento che raramente
si incontra in un romanzo d'esordio. La sua scrittura è precisa e carica di una
forza sconvolgente, ha una conoscenza dell'animo umano che lo assiste in ogni
momento e lo rende capace di scendere negli abissi più attraenti e vergognosi
dei nostri desideri senza mai dimenticare la grazia e la struggente generosità
che accompagnano i nostri amori disgraziati, quelli inevitabili. Un primo
romanzo che annuncia con decisione la nascita di uno scrittore.
mercoledì 12 luglio 2017
Il bianco del re di Clemente Bicocchi (Nottetempo)
Il protagonista di
questo libro, un cineasta in crisi d’ispirazione, si ritrova catapultato in
Africa, nel Congo Brazzaville, sulle tracce della mitica figura di Pietro
Savorgnan di Brazzà, un esploratore italo-francese i cui metodi pacifici hanno
rappresentato il versante perdente del colonialismo: oscurato dall’astro
violento di Henry Morton Stanley, Brazzà lottò contro il sistema schiavistico,
tanto da conquistarsi l’amicizia del popolo congolese e da dare il nome alla
capitale del paese. Tra colonnelli decaduti, re esiliati, villaggi sperduti
nella foresta, compagni di viaggio improbabili e il nume tutelare e
allucinatorio del regista Werner Herzog a perseguitarlo in sogno, il
protagonista viene spinto dal caso e dall’incoscienza verso situazioni e luoghi
estremi, al centro di un intrigo politico e nel cuore segreto di una cultura
millenaria, tra i richiami indecifrabili di quell’“eccesso di realtà” che è
l’Africa equatoriale. Ma proprio quando il suo viaggio sembra rivelarsi
definitivamente insensato, riesce per qualche ora a trasformarsi nel bianco del
re, attraversando una sconnessa teoria di incontri ed esperienze
indimenticabili.
martedì 11 luglio 2017
Le otto montagne di Paolo Cognetti (Einaudi)
Vincitore Premio Strega
2017. Vincitore Premio Strega Giovani 2017. Vincitore del Premio ITAS del Libro
di Montagna 2017, Sezione Migliore opera narrativa.
La montagna non è solo
neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di
vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Lo sa
bene Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo
romanzo.
«Qualunque cosa sia il
destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testa.»
Pietro è un ragazzino
di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di
periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico,
un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di
rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in
montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi
delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella
tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e
nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa,
sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in
quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe
che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta
dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e
collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si
occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e
scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche
gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più
simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un
sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero:
"Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di
sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà
a Bruno.
Una giornata di Ivan Denisovic-La casa di Matrjona-Alla stazione di Aleksandr Solzenicyn. Curatore: O. Discacciati (Einaudi)
«Sì, è insolito, anche
lo stile, la lingua è insolita, non l'ho capito subito. Comunque mi sembra una
cosa forte, molto» - Nikita Chruscev
Pubblicata nel 1962
sulla rivista «Novyj Mir» e l'anno successivo in volume (100 000 copie
immediatamente esaurite), l'Ivan Denisovic è stata la prima opera a raccontare
la vita nel Gulag, e a farlo dal punto di vista della grande letteratura russa,
nel solco di Tolstoj e Dostoevskij ma usando una prosa ellittica e spigolosa,
piena di espressioni di registro basso. Un capolavoro stilistico messo a fuoco
da questa nuova traduzione, basata sull'edizione definitiva riveduta e corretta
dall'autore. Le precedenti derivavano dalla prima edizione del racconto, frutto
di compromessi tra l'autore e gli apparati di censura. Non meno importanti gli
altri due racconti che Solzenicyn riuscì a pubblicare nella breve finestra
degli anni del disgelo: La casa di Matrëna e Accadde alla stazione di Kocetovka,
che da sempre si accompagnano all'Ivan Denisovic. Le tre opere qui raccolte
rivelano molto del rapporto, complicato, tra i russi e la loro terra. Una
giornata di Ivan Denisovic si occupa della nostalgia per una terra espropriata
nella collettivizzazione e dell'amore per il lavoro dei campi al quale il
protagonista sostituisce il rispetto per una terra circoscritta da filo
spinato, dove, nonostante tutto, mani callose e screpolate dal freddo cercano
di costruire qualcosa di degno, che li riscatti dall'abbrutimento. Accadde alla
stazione di Kocetovka affronta il dramma del patriottismo sovietico declinato
in una toponomastica intesa come assiologia e usata per distinguere i buoni dai
cattivi. La casa di Matrëna sposta invece l'attenzione del lettore sulle campagne:
Solzenicyn abbandona i kolchoz per tornare al villaggio quale luogo deputato
all'ambientazione delle vicende narrate. Da un certo punto di vista, come è
stato detto, si tratta del «ritorno dall'Unione Sovietica alla Russia, dalla
pianificazione del futuro alla nostalgia del passato». - dalla prefazione di
Ornella Discacciati
lunedì 10 luglio 2017
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
ITALIA (ITALY)
I prodotti qui in vendita sono reali, le nostre descrizioni sono un sogno
I prodotti qui in vendita sono per chi cerca di più della realtà
Cerca nel blog
I 5 motivi per cui i veri fan Marvel DEVONO avere SUBITO questa Spider-Man 2099 Marvel Legends
Se sei un vero fan di Spider-Man 2099 e vivi di fumetti, variant cover e action figure appese ovunque in camera o studio, questa è la chic...
-
VIII Edizione de Le mani e l'ascolto a cura di Mauro Marino e Piero Rapanà Fondo Verri, via S. Maria del Paradiso 8, Lecce Show case di ...
-
FABRIZIO Vedremo altri soli domani, o giù nella stiva sono questi i migliori. Ditemi allora chi scoprire chi ignorare di nuovo, quale faccia...
-
Технологии, секреты и фишки Apple: Iphone, iPad, iPod : Мобильные технологии, секреты и фишки Apple для Iphone, iPad, iPod - полезная и подр...




