"Ci fu un tempo in
cui ero convinta che Lacan sapesse tutto di me. Mi sentivo trasparente davanti
a lui. Non avere nulla da nascondere mi dava una libertà totale, ma non solo.
Una parte essenziale del mio essere era affidata a lui, che la proteggeva, io
non me ne occupavo. Ho vissuto anni al suo fianco in questa leggerezza."
Attraverso i luoghi che hanno esplorato insieme e le persone che hanno
frequentato, Catherine Millot racconta l'"altro" Lacan, quello dei
viaggi in Italia, a Roma e a Venezia, il Lacan delle gite in macchina (un pazzo
al volante?), che guida senza tenere conto del colore dei semafori, o quello
dei tuffi nella piscina di Guitrancourt in ogni stagione e con qualsiasi tempo.
In questo testo elegante, delicato e spesso divertente, il lettore sarà
sorpreso di scoprire, dietro lo psicoanalista Lacan, un uomo generoso,
seducente, senza pregiudizi e molto semplice nei rapporti con gli altri.
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giovedì 16 febbraio 2017
mercoledì 15 febbraio 2017
Guida al cinema erotico e porno. Dal cinema muto ad oggi di Alessandro Bertolotti (Dal 3 marzo 2017 per Odoya)
Scordatevi You porn e
Porn Hub, nel lato erotico della settima arte “i migliori registi creano un
intreccio, per lo meno un’atmosfera, ritardando quanto più possibile l’evento
tanto atteso: l’atto sessuale. È la costruzione
di una storia a creare le premesse necessarie per una delle principali molle erotiche:
l’infrazione dei tabu". Sgombrato il campo dalle velleità del porno 2.0,
l’autore ci conduce alla scoperta di una cultura cinematografica che ha origini
antiche. Se nel 1913 spetta a Mario Caserini il primato italiano del genere, in
Francia Ferdinand Zecca (uno dei fondatori della Pathé) firma Un drame à Venise
(commedia condita con scene esplicite) già nel 1906. Les Vampires (1915) di
Louis Feuillade, forse primo esempio di erotismo gotico, faceva impazzire
Breton e i surrealisti, mentre furono numerosi i film espressionisti tedeschi
innervati di sensualità e scene esplicite, uno tra tutti Ombre ammonitrici
(Schatten – Eine nachtliche Halluzination, 1923) di Arthur Robison. Prima che
il famigerato codice Hays (1930) venisse posto a freno, Hollywood aveva già le
sue attrici erotiche d’elezione come Theda Bara e Mae West. E Tod Browning
(ricordato per Freaks, recentemente ristrutturato e ridistribuito nelle sale)
firmò il più inquietante melodramma erotico del cinema muto, ovvero Lo sconosciuto
(The Unknown) nel 1927. Con lo svilupparsi della settima arte l’erotismo non
venne accantonato ed è affascinante ritrovare la tematica in moltissimi
capolavori che tutti abbiamo frequentato come Ultimo tango a Parigi, Eyes Wide
Shut o nei film di Luchino Visconti. Come per moltissimi aspetti
dell’esistenza, la rivoluzione dei costumi sessuali avvenne negli anni
Sessanta. L’autore decide tra gli altri di valorizzare il lavoro di Nagisa
Ōshima che, firmando capolavori come Racconto crudele della giovinezza (Seishun
zankoku monogatari, 1960 Diario di un ladro di Shinjuku (Shinjuku dorobo nikki,
1968) e Ecco l’impero dei sensi, viene accostato per certi versi (poetica
dell’incomunicabilità giovanile) ad Antonioni, mentre per altri (erotismo
estetizzante) alle xilografie di Utamaro e Hokusai. Data una struttura a macro
capitoli che comprende Passione, Matrimoni e Tradimenti, Primi amori, Orge e
Sesso e Violenza, Bertolotti si sofferma sui mille rivoli del genere erotico, andando
a mettere in luce anche, per fare un esempio, i primi film dedicati
all’omosessualità. Spetta alla Germania e all’ l’Aufklarungsfilm, la casa di
produzione che si occupava di tematiche scottanti come sesso e droga, l’onore
di aver realizzato e distribuito il primo film a difesa della causa omosessuale
ovvero Diverso dagli altri (Anders als die Andern, 1919), diretto da Richard
Oswald. Ma tra i film dedicati all’erotismo omo si annoverano dei nomi
eccellenti come Jean Genet con Un chant d’amour del 1950, o Andy Warhol o
Rainer Werner Fassbinder… Non manca un fitto elenco di produzioni pornografiche
post Gola Profonda (film che fece da spartiacque) e che videro il lavoro di
grandi autori come Lasse Brown o Walerian Borowczyk e innovatori come
Wakamatsue e John Stagliano. L’altro lato della collina e della produzione
Hollywoodiana, ovvero quella che compete a questo volume, è anche nota per il
gossip e i retroscena. Nota la comune parabola di Linda Lovelace (Gola
Profonda) e Marilyn Chambers (Dietro la porta verde) dapprima star globali, in
seguito autrici di discutibili e discussi memoir e infine drogate o
alcolizzate…La storia di questo genere non è solo fatta di delicati film
svedesi sui primi amplessi di biondi ragazzini... Una completa, ritmata e dotta
cavalcata nei più stimolanti anfratti di un genere ormai trasfigurato che saprà
appassionare esperti, amatori e amanti
Alessandro Bertolotti
(1960), scrittore e regista (per la RAI), è considerato uno dei più grandi
collezionisti di letteratura erotica. Autore di Livres de nus (2007), storia
dei libri fotografici di nudo, pubblicato con successo in Francia, Italia e
Stati Uniti. Nel recente Curiosa. La Bibliothèque érotique (2012) ha raccontato
i libri più rari della sua collezione. Per Odoya ha già pubblicato Guida alla
letteratura erotica (2015).
martedì 14 febbraio 2017
Jackie: ecco le prime due clip italiane del film con Natalie Portman - BadTaste.it
Jackie: ecco le prime due clip italiane del film con Natalie Portman - BadTaste.it: Sono online le prime due clip italiane tratte da Jackie, il biopic a diretto da Pablo Larrain con protagonista Natalie Portman
Tomàs di Andrea Appetito (Effigie)
Speravo che si aprisse
sotto di me un baratro, un inferno in cui nascondermi e da cui rinascere dopo
molte generazioni. In una città sul mare il sogno di un autocrate ambizioso e
senza scrupoli sta per realizzarsi. L'apparizione di una nave misteriosa segna
l'inizio di un'ondata di violenza che scuote la città fino alla sua
distruzione. Sette personaggi ne raccontano gli ultimi eventi con punti di
vista diversi. Ciò che li accomuna è il loro rapporto con Tomàs, un ragazzo
scomparso all'improvviso proprio dopo l'apparizione della nave. Tomàs è il
tassello mancante di una trama che vede coinvolti il passato dell'autocrate e
l'organizzazione dei suoi oppositori. Sullo sfondo, una storia d'amore perduto
dai risvolti inquietanti...
lunedì 13 febbraio 2017
Breve commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto a cura di Stefano Donno. Prefazione a cura di Enrica Perucchietti (iQdB Edizioni di Stefano Donno)
«La maggior
parte dei documenti su Ermete Trismegisto sono di carattere oscuro, accessibili
soltanto agli iniziati. […] Dietro il vero iniziato c’è una persona che ha
compiuto durissimi sforzi, che ha superato prove di volontà e fatiche
spirituali. L’esoterismo non è per niente l’avaro occultamento di tesori
materiali che sarebbero altrimenti alla portata di chiunque. Chi davvero vuole
questo tesoro, chi si eleva con tenace costanza fino all’altezza alla quale lo
attende a porte spalancate il Tempio della Sapienza, solo costui può avere
accesso al santuario». (Maria Szepes, Il Leone Rosso)
“Quando
l’amico Stefano Donno mi ha chiamato per chiedermi di scrivere la prefazione
del presente saggio, stavo rileggendo, a distanza di anni, Il Leone rosso, il
romanzo esoterico di Maria Szepes. Sincronicità volle che la sera stessa
incappassi nella parte in cui Hans ascolta, spiando di nascosto il maestro
alchimista Rochard, un dialogo tra questi e l’amico Bahr. Il dialogo in
questione si concentra proprio sulla Tavola Smeraldina e sull’interpretazione
che da secoli gli iniziati cercano di carpire alle sibilline parole della
Tabula. Caso volle che avessi ripreso in mano il libro dopo una conversazione
avuta qualche giorno prima con un altro amico: rileggendo le parole di Szepes
su Ermete Trismegisto non potei che sorridere e accettare di cuore di curare
questa breve prefazione. Pungolata dalla sincronicità, decisi anche che avrei
inserito alcune citazioni del libro. Nel passo citato, il medico e alchimista
Rochard spiega allo scettico Bahr, che verrà poco dopo guarito grazie al Lapis
e finirà per credere ciecamente in quei principii che negava e derideva, che
«La rivelazione di Ermete Trismegisto racchiude in sé allo stesso modo i
segreti più profondi della creazione, quali l’essenza delle forze che
costituiscono i mondi trascendenti, le cosiddette regioni astrali. Ma oltre a
questo designa anche l’alchimia nel senso stretto del termine, il cuore segreto
dell’alchimia, la formula spirituale della preparazione dell’Elisir di Vita».
L’anziano iniziato prosegue sottolineando come il fascino della Tabula non
risieda soltanto nel suo contenuto, ma anche nella struttura «perché nasconde
in sé la prova il cui superamento digrossa lo spirito, rendendolo maturo per
accogliere la soluzione dell’enigma». Donno ci spiega proprio come vadano
interpretati il contenuto e la struttura della Tabula, analizzando passo a
passo i suoi corollari e offrendo una illuminante e preziosa spiegazione che sarà
certamente utile per l’iniziato quanto per colui che si avvicini per la prima
volta a questo genere di tematiche. Sullo sfondo il suo leggendario autore,
Ermete Trismegisto.” (dalla prefazione di Enrica Perucchietti)
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Relations – Raffaele Santoro
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editoriali
Il senso della lotta di Nicola Ravera Rafele (Fandango Libri)
Nei giorni dispari
della settimana Tommaso va a correre. Allena il fiato, svuota la mente. A
trentasette anni ha un contratto a tempo nella redazione romana del Corriere
della Sera, una fidanzata esigente, e una zia, Diana, della consistenza di una
quercia, che l'ha cresciuto da quando, nel 1983, suo padre l'ha lasciato lì,
davanti a casa, prima di scomparire nel nulla, nel bel mezzo di un temporale
estivo. Già, perché i suoi genitori, Michele Musso e Alice Rosato, da quelle
poche informazioni che ha, sono morti in un incidente, ed erano terroristi. A
trentasette anni Tommaso è riuscito a costruirsi una vita normale, a non
pensare più al suo tormentato passato. Ma quando una mattina il respiro gli
s'ingolfa, e un dottore, diagnosticandogli un attacco di panico, gli chiede se
sia figlio di quel Michele Musso, che lui ha incontrato a Grenoble nell'84,
qualcosa si rompe, come uno strappo in una rete. Perché quella data fa tanto
rumore? Quante versioni esistono della stessa cosa? In quale punto puoi
ricucirle insieme senza sentire troppo male? Con la mano ferma di chi conduce
un'inchiesta e l'eleganza espressiva di chi sa come raccontarla, Nicola Ravera
Rafele compone un'opera sinfonica per restituire una vicenda familiare che
comincia nel 1969 e arriva fino ai giorni nostri. Romanzo borghese, noir
letterario, j'accuse generazionale, "Il senso della lotta" è un libro
sul presente che fa i conti con il passato, una storia in cui la ricerca della
verità ha un prezzo così alto che alla fine sarà difficile separare la salvezza
dalla distruzione.
Parole per un futuro possibile di Diego Dantes (iQdB Edizioni di Stefano Donno) al Fondo Verri con Giorgio Pala, Saverio Congedo e Fabio Tarantino
Parole per un futuro possibile di Diego Dantes (iQdB
Edizioni di Stefano Donno) sarà presentato presso il Fondo Verri in
via Santa Maria del Paradiso 8 a Lecce, mercoledì 15 febbraio 2017 ore
20,00. Presenta l’autore e coordina Giorgio Pala (Presidente
Ass.Carpe Diem). Interverranno il consigliere regionale Saverio Congedo e il
Sindaco di Martano Fabio Tarantino
“Non avrei mai immaginato di scrivere la prefazione di
un libro ed è un onore che sia per questo libro di Diego. Perché proprio io, un
Sindaco di provincia? Ho letto con molta attenzione le parole, il pensiero, i
concetti riportati in questo libro è mi sono accorto che l’esperienza di Diego,
cittadino e attivista, è molto vicina alla mia esperienza da Sindaco. Ecco
perché proprio io! Il libro descrive uno spaccato reale della Politica
italiana: una Politica chiusa in se stessa, implosa per certi versi, in linea
con una società "viziata", che non si riconosce più nel modello di
Politica tradizionale. Democrazia partecipata, il tema chiave del libro, che
permette alla Politica di uscire dalla chiusura, di smettere di essere
autoreferenziale e di invertire la tendenza ponendo al centro, dello sviluppo
di un paese la persona, il cittadino. Per fare questo bisogna ripensare al
ruolo dei partiti ad oggi ridotti a soli comitati elettorali. Diego non si
limita a fotografare lo stato in cui vivono le nostre comunità, ma scrive di
come affrontare tali tematiche. Non basta porsi la domanda, bisogna osare
provando a dare delle risposte, con i fatti, con le azioni, con il
coinvolgimento degli attori principali delle nostre comunità, i cittadini.
Proviamo ad interpretare le parole di don Tonino Bello pensando alla Politica
non come una “costrizione alla logica dei partiti” ma come la valorizzazione
della “irripetibilità della persona”. Persone che hanno a cuore le nostre
comunità, persone che amano l'ambiente, persone capaci di coinvolgere i
cittadini nelle decisioni governative. Persone alle quali viene chiesto un
ulteriore sacrificio, non quello economico delle tasse come spesso accade, ma
quello di diventare nei fatti i protagonisti dello sviluppo. Cittadini
responsabili, persone attive da coinvolgere nella politica del “bene comune”,
capaci di interpretare al meglio il cambiamento di questo straordinario Paese.
Solo in questa logica ritorna centrale il ruolo dei partiti, chiamati ad uscire
dalla loro chiusura strutturale e ad aprirsi come spazio attivo e condiviso
alla società civile, ritornando alla “radice” stessa che lega i termini,
Politica, città, molti. Il compito della Politica è fare in modo che l’Italia
ritorni ad essere il Paese dell’accoglienza, della solidarietà, della cultura,
del paesaggio, dei beni comuni e soprattutto delle persone attive come Diego!
Buona lettura.” Dall’introduzione di Ivan Stomeo (Sindaco di Melpignano,
Presidente dell’Unione della Grecìa Salentina, Presidente nazionale
dell'associazione Borghi Autentici d'Italia)
Diego Dantes vive e lavora a Lecce. Nel 2006 ha
conseguito la Laurea Triennale in Scienze Politiche presso l’Università Statale
di Milano e nel 2008, sempre presso la stessa Università, la laurea magistrale
in Istituzioni e Governo delle Autonomie Territoriali. Nel 2010 ha frequentato
il Centro di Formazione Politica, a Milano, presieduto dal filosofo Massimo
Cacciari, diretto dal prof. Nicola Pasini (Unimi), che sin da subito intendeva
fornire un contributo di carattere culturale e politico alle ragioni
autenticamente riformiste del Paese. Da sempre impegnato politicamente è un
appassionato lettore di saggi storico/politici
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venerdì 10 febbraio 2017
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