Il buddhismo è
praticato da centinaia di milioni di persone in ogni angolo della terra, dalle
grotte del Tibet ai templi di Tokyo fino ai ritiri nei boschi di sequoie degli
Stati Uniti. Tutte le sue diverse tradizioni (quella meridionale Theravada,
basata sul canone pali, e quelle settentrionali del Tibet e dell'Asia
orientale, che fanno riferimento a testi originariamente scritti in sanscrito)
affondano le radici negli insegnamenti di un uomo vissuto in India 2500 anni
fa, che, tradotti in numerose lingue, hanno conosciuto una diffusione globale e
reso il buddhismo una delle religioni più influenti del mondo contemporaneo. In
queste pagine Sua Santità il Dalai Lama e la monaca buddhista americana Thubten
Chodron esplorano, con un'analisi mai condotta finora in questi termini, gli
elementi comuni, le sinergie e le divergenze fra le principali correnti del
buddhismo rispetto ad alcune pratiche e dottrine essenziali: le "quattro
nobili verità" sull'origine del dolore e sulla via per la sua cessazione;
l'"originazione dipendente", ossia il ciclo che dall'ignoranza porta
all'attaccamento, al karma e a perpetuare rinascita, invecchiamento e morte; la
pratica della meditazione, nella sua progressione a vari livelli e i relativi
ostacoli e antidoti; la cura della condotta morale da parte di laici, monaci e
negli stadi di realizzazione più avanzati; la coltivazione delle virtù (fra le
quali l'amore, la compassione, la gioia e l'equanimità). Premessa di Bhante
Henepola Gunaratana.
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giovedì 20 ottobre 2016
Pastorale Americana di Philip Roth (Emons:audiolibri)
"Chi è pronto ad
affrontare la tragedia e l'incomprensibilità del dolore? Nessuno. La tragedia
dell'uomo impreparato alla tragedia: cioè la tragedia di tutti."
“Questo è un libro
sulla memoria. Contro tutte le certezze che puoi avere su questa memoria”.
Massimo Popolizio legge con coraggio Pastorale americana espandendo nella sua
interpretazione, se possibile, l’epica del Romanzo di Philip Roth Premio
Pulitzer nel ’97. Parola per parola, riga per riga, pagina per pagina, la prosa
magistrale di Roth da un lato – ora narrazione pura, ora flusso di coscienza,
ora incredibile parodia - e la voce sempre flessibile, sempre giusta di Popolizio
dall’altro, danzano in equilibrio perfetto. Un’analisi dell’America
attualissima, sociologica ma anche emotiva, un flusso potente che Massimo
Popolizio “tenta di governare” – come dice – e che tra gli anfratti, le case
borghesi, certe ritualità sociali che perpetriamo per pura noia, ci mostra il
lato oscuro. Del singolo, della società, della vita. E ci dimostra
in modo inequivocabile, ancora una volta, come si possano dipingere
formidabili affreschi di un paese e di un’epoca secondo la migliore tradizione
del romanzo moderno. Lo chiamavano “lo Svedese”, nel liceo di Newark, New
Jersey. All’anagrafe era Seymour Levov, il ragazzo che tutti avrebbero voluto
essere. Alto, biondo, atletico, ebreo, Levov eccelle nel baseball e – nell’
America degli anni ’50 – è destinato ad eccellere nella vita: il successo
professionale, quello famigliare, la villetta borghese. Ma la lunga ed
estenuante guerra del Vietnam squasserà l’America e coinvolgerà personalmente
Seymour, nel modo più tremendo: l’amata figlia Merry, diventata una violenta
radicale, sparirà con l’accusa di terrorismo. È il rovesciamento, la caduta, la
fine senza appello dell’American dream che lo scrittore Nathan Zuckerman,
abbagliato fin da ragazzo dalla solarità senza ombre dello Svedese, sente la
necessità di narrare. Philip Roth ci mostra il lato oscuro in quello che è un
grande romanzo politico ma anche emotivo. L’ affresco epico di un paese e di
un’epoca in un libro sulla memoria. Lo chiamavano “lo Svedese”, nel liceo di
Newark, New Jersey. All’anagrafe era Seymour Levov, il ragazzo che tutti
avrebbero voluto essere. Alto, biondo, atletico, ebreo, Levov eccelle nel
baseball e – nell’ America degli anni ’50 – è destinato ad eccellere nella
vita: il successo professionale, quello famigliare, la villetta borghese. Ma la
lunga ed estenuante guerra del Vietnam squasserà l’America e coinvolgerà
personalmente Seymour, nel modo più tremendo: l’amata figlia Merry, diventata
una violenta radicale, sparirà con l’accusa di terrorismo.
È il rovesciamento, la
caduta, la fine senza appello dell’American dream che lo scrittore Nathan
Zuckerman, abbagliato fin da ragazzo dalla solarità senza ombre dello Svedese,
sente la necessità di narrare. L’affresco epico di un paese e di un’epoca in un
libro sulla memoria.
Massimo Popolizio è
attore teatrale e cinematografico. La lunga collaborazione con Luca Ronconi lo
ha visto interprete di oltre trenta spettacoli del grande regista: dal Re Lear
al Peer Gynt, fino alla recente Lehman Trilogy. Vincitore del Nastro d’Argento
per il doppiaggio maschile in Hamlet nel 1996, tra le sue innumerevoli
interpretazioni cinematografiche ricordiamo Romanzo criminale (2005), Mio
fratello è figlio unico (2007), Il Divo (2008)
e Il giovane favoloso (2014). Per Emons ha già letto La morte a Venezia
di Thomas Mann (2015).
DAL 27 OTTOBRE IN
LIBRERIA IN CONTEMPORANEA CON L'USCITA DEL FILM PASTORALE AMERICANA letto da MASSIMO
POPOLIZIO
mercoledì 19 ottobre 2016
L' allieva segreta del pittore di Charlotte Betts (Newton Compton)
Una storia magica ed
emozionante ambientata nella Londra del XVII secolo. Londra, 1688. Beth Ambrose
ha sempre condotto una vita tranquilla e protetta a Merryfields, la casa di
famiglia alla periferia della capitale inglese. Un luogo dove i suoi genitori
offrono rifugio alle anime malinconiche. È qui che Beth, artista appassionata e
brillante, si lega all'inquieto pittore Johannes, che nutre il suo talento e la
prende come apprendista. Quando in città le tensioni politiche iniziano a farsi
sentire, nel cuore della notte bussa alla loro porta Noah Leyton, con una
proposta che sconvolgerà l'intero mondo di Beth. Nel frattempo a Merryfields
trova rifugio un nuovo ospite misterioso, che dà a Beth l'opportunità di realizzare
le proprie ambizioni artistiche. Ma ben presto lei si renderà conto che c'è un
prezzo molto alto da pagare... Mentre la Gloriosa Rivoluzione getta il Paese
nel caos, riuscirà Beth a trovare il coraggio di seguire il proprio cuore e
difendere tutto quello che ha di più caro?
Poesia d'oggi. Un'antologia italiana di Paolo Febbraro (Elliot)
Fra il 2013 e il 2014,
Paolo Febbraro ha curato una rubrica di poesia sulle pagine culturali del
"Sole 24 Ore". Ogni settimana appariva una poesia allora inedita di
un autore italiano vivente, accompagnata da una sua breve biografia e da una nota
di commento ai versi. "Poesia d'oggi" ha proposto via via
un'originale scelta d'autore che ora viene raccolta in volume, volendo fornire
al pubblico un avviamento alla lettura e alla scoperta della migliore poesia
contemporanea. Disposti in ordine cronologico, dai maestri come Pier Luigi
Bacchini e Franco Loi fino ai giovani Matteo Marchesini e Mariagiorgia Ulbar,
questi poeti disegnano un panorama della nostra letteratura in versi,
svelandone la forza e la varietà. Le singole poesie, poi, chiamano a ulteriori
approfondimenti, e anche per questo vengono accompagnate da un'introduzione
generale e dall'interpretazione di uno dei protagonisti della scena poetica
odierna. Premessa di Armando Massarenti.
Il farmacista di Ilhéus di Vincenzo Celano (Giovane Holden edizioni)
Questa consacrazione, è
firmata Vincenzo Pardini. Fra i massimi scrittori e critici italiani, Pardini -
sarà per l'amore grande condiviso per gli animali e/o esclusivamente per le sue
doti eccelse nella scrittura - a nostro avviso, consacra Vincenzo Celano
(Castelluccio Inferiore - Potenza, classe 1935); ma, andiamo poi a capire, è la
lettura del romanzo breve "Il Farmacista di Ilhéus" a fortificare la
convinzione di Pardini che di certo sottoscriviamo. Urge, però, un passetto
indietro. Fondatore dal '75 di Club per la Beccaccia e del Primo Gruppo
Cinofilo della Basilicata, perfino con pure più noti amici di avventura,
agitatore culturale da decenni, Celano da tempo può o poteva contare
sull'amicizia "colta" di persone come: Giorgio Barberi Squarotti,
Maria Luisa Spaziani, Piero Chiara, Mario Rigoni Stern, Cesare Marchi, Enrico
Vallecchi, Raffaele Nigro etc. Due anni or sono, fra le altre cose, Vincenzo
Celano con "L'animale a sei zampe" (EdiGrafema, Policoro), ha vinto
la selezione "narrativa regionale" del Premio Letterario Nazionale
"Carlo Levi". "Il Farmacista" è la storia tormentata di un
uomo che giovane lascia il paese natìo, dove la sua anomalia sessuale è stta
accidentalmente scoperta nel corso della gara degli "sticchiaruli"
(corsa di ragazzi nudi) e dove la sua natura di diverso gli impedisce di vivere
una vita normale. Imbarcatosi clandestino su un piroscafo diretto in Brasile,
approda quindi alla Ilhéus del titolo dove diventa prima tagliatore di canna da
zucchero, poi, ragazzo di bottega nella farmacia all'aperto del dottor Ruggero
Pace, don Rogerio per i clienti che la frequentano. Ma alla morte del
farmacista, l'ex tagliatore e la reincarnazione perfetta del titolare e per i
clienti continuerà ad essere solo e semplicemente don Rogerio. Tuttavia, a
causa della sua diversità, anche là venuta alla luce, improvvisamente conosce
un amaro degradante destino, che trascina la sua vita ai margini di una
discarica nello stato di Bahia, dove per caso lo incontra Campoleone, un
pittore che è approdato oltreoceano spinto da un'ossessione giovanile, a
partire dall'Italia meridionale, per studiare e ritrarre i policromi uccelli
degli ambienti umidi del Pantanal e con l'ambizione di emulare i pittori
fiamminghi approdati in Brasile, nel periodo coloniale, al seguito delle
spedizioni olandesi. La Curiosità di Campoleone, fa venire a galla il passato
rimosso del protagonista. Ed ecco, allora, l'accento, tolta l'apertura a
effetto sulla discarica, il parallelo ancora con la forte carica erotica di
molti passaggi, che fanno del senso del sesso i sensi della vita.
Giornalista e
scrittore, Vincenzo Celano (classe 1935) risiede in Lucania, a Castelluccio
Inferiore, dove è nato e si occupa di problemi socio-culturali, di regia
teatrale dialettale e del recupero e valorizzazione delle tradizioni popolari.
Naturalista, che ama dichiararsi semplicemente “navigatore di boschi”, vive con
il cruccio di non sapere quante migliaia di chilometri ha percorso a piedi da
quando ha cominciato a camminare. Nel 1981, con l’inedito Non alghe d’oro ma
frutti di vivissimo fuoco ha vinto il premio di poesia Città di
Legnano-Giuseppe Tirinnanzi e, nel 1989, ha pubblicato presso l’editore Manni
la raccolta di racconti I pesci non hanno oroscopo per la sera. Nel 2006, il
Museo Civico di Storia Naturale della Città di Jesolo gli ha conferito la
medaglia d’oro con diploma di merito alla carriera letteraria. Per i tipi di
Edigrafema, nel 2013 è uscito il suo romanzo L’animale a sei zampe, che ha
ricevuto il premio letterario nazionale Carlo Levi.
martedì 18 ottobre 2016
Transito all'ombra di Gianluca D’Andrea (Marcos y Marcos)
Nervoso nella lingua e
nello stile, nervoso nello sguardo che getta sulle cose, il 'Transito,
all'ombra' di Gianluca D'Andrea procede lungo uno stretto crinale, lo
spartiacque tra io e mondo, destino individuale e storia collettiva, estrema
possibilità di rappresentare o narrare e verosimile impossibilità di trovare un
senso, luce e buio, dovere di memoria e dimenticanza. Il Transito è movimento,
divenire, talvolta persino epico, o pura caparbia vita che insiste e non vuole
finire; ma l'ombra in cui avviene quella di un acquario in cui 'Passano le
figure, inseguono gli eventi' e 'la giustizia si sposta nello stesso / luogo,
si sgrana in tempi impercettibili'. Lo spazio e il tempo della raccolta hanno
nomi e confini: l'Italia, tra Messina e Treviglio, il secondo Novecento e le
sue crudeltà sottaciute; e tuttavia queste coordinate sfumano a tratti in altri
tempi e in altri spazi più immani, biologici e geologici, se 'la terra è
statica in milioni di anni senza noi, ci raggiunge e vomita'. È in un simile
contesto tra disperazione e speranza, che la vicenda umana dantescamente
's'immilla'." (Fabio Pusterla)
Una dinastia al potere. I Medici di Matteo Strukul (Newton Compton)
Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, seguiamo i Medici sin dagli inizi dell’ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, spietati mercenari svizzeri ma anche artisti geniali e ammalianti cortigiane. Al centro del primo romanzo è Cosimo de’ Medici, il patriarca, colui che pose le basi affinché una famiglia di banchieri potesse diventare il centro del mondo. L’Uomo al potere di cui si raccontano le gesta nel secondo capitolo della saga è invece Lorenzo il Magnifico, abile politico, grande mecenate delle arti e poeta egli stesso: seguiremo il suo amore contrastato con Lucrezia Donati e le cospirazioni contro di lui, che sfociarono nel bagno di sangue della Congiura de’ Pazzi. Infine, nell’ultimo libro della trilogia, il personaggio principale è Caterina de’ Medici, la regina di Francia, moglie di Enrico II. Nella Parigi del xvi secolo, fra guerre di religione e tradimenti, dovrà contrastare il successo crescente della sua rivale, l’amante del re, Diana di Poitiers, e trovare alleati in una corte straniera ostile. Un grande affresco storico, in grado di restituirci con appassionante verità la grandezza del genio di Brunelleschi e di Leonardo da Vinci, i fasti delle corti italiane del Quattrocento, le oscure e violente trame dei cospiratori e i rischi che corre chi ambisce ad accrescere uno smisurato potere.
giovedì 13 ottobre 2016
La carta delle arance di Pietro De Marchi (Casagrande)
Antichi aeroplanini al decollo, bolle di sapone... Non è infrequente, tra le metafore del fare poesia, l'immagine dello stacco da terra, della levitazione. Ma quella trovata da Pietro De Marchi nella poesia che sigilla "La carta delle arance" e gli dà titolo ci porta assai peculiarmente dentro le ragioni e le pulsioni di un'esperienza di scrittura in cui hanno parte fondante, radicale, la consapevolezza dell'effimero e, ad avversarla, l'ostinazione che pretende l'iterazione del miracolo. Capiamo allora, giunti al punto apicale del libro e della trilogia che esso conclude, come De Marchi sia riuscito - accensione dopo accensione, verso dopo verso - a farci riconoscere, nel volto del bambino protagonista della poesia di congedo, il nostro stesso volto. Lo ha fatto alimentando il desiderio di esserci, di essere chiamati a testimonianza, di poterci affacciare sulla scena per una qualche minima battuta che ci perpetui: fino a che il desiderio si dissolve e insieme si realizza nell'affidamento alla capacità di ascolto di questo straordinario captatore di voci, detti, storie, ritmi.
La Libera Università di Studi Esoterici di Lecce patrocinia e partecipa al 16° Simposio Mondiale a San Marino
La Libera Università degli
Studi Esoterici "Achille D'angelo - Giacomo Catinella" parteciperà al
16° Simposio Mondiale su Scienza, Tradizione e Dimensioni del Sacro a San
Marino con un intervento del Preside Zanzarella Valentino e del Vice Preside
Donno Stefano.
Il Simposio, sviluppato con il patrocinio della
Segreteria di Stato per il Turismo e della Segreteria di Stato per il
Territorio e l’Ambiente in collaborazione con l’Ufficio del Turismo il Comitato
Interdisciplinare per le ricerche Protostoriche e Tradizionali (CIRPET),
l’Ateneo Tradizionale Mediterraneo e la Libera Università di Studi Esoterici
(LUSE) Achille D’Angelo / Giacomo Catinella, con il coordinameno a cura del
Dott. Roberto Pinotti si svolgerà il giorno 15 e 16 ottobre presso la Sala
Convegni dell'Hotel "Quercia Antica" in via della Capannaccia a San
Marino.
“Impongono sempre di più una radicale revisione delle
nostre convenzionali conoscenze storiche, archeologiche e culturali, il
tradizionale “doppio simposio” autunnale di San Marino compie i suoi 17 anni di
vita e quest’anno intende, con il 17° Simposio sulle Origini Perdute della
Civiltà e gli Anacronismi Storico-Archeologici, affrontare il 15 ottobre il
tema “Contraddizioni accademiche e nuovi approcci al passato” approfondendo
svariate tematiche del nostro antico retaggio a noi meno familiare, in
abbinamento al successivo e complementare 16° Simposio su Scienza, Tradizione e
Dimensioni del Sacro specificamente dedicato al tema, di taglio vasto ed esoterico,
“L’esoterismo dal contesto iniziatico a quello profano” del 16 ottobre. Il
dibattito si svilupperà sostanzialmente nell’ambito culturale italiano, in
vista di una sua più ampia riproposizione a livello internazionale nel 2017.
Non già dunque per restringere geograficamente l’oggetto delle tematiche in
essi trattate, ma piuttosto per privilegiare l’apporto degli studiosi originati
della nostra Penisola. Il filo conduttore di questa “due giorni” collega dunque
saperi dimenticati e simbologie perdute ad un passato senza tempo e a
conoscenze scientifiche e spirituali abbuiate” (Roberto Pinotti)
Per la Libera Università di Studi Esoterici Achille
D’Angelo Giacomo Catinella di Lecce
Per il Convegno
Centro Ufologico Nazionale C.P. 7-251 ROMA NOMENTANO -
00162 ROMA
mercoledì 12 ottobre 2016
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ITALIA (ITALY)
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