Questa Super Coscienza regola il Tutto essendo il Tutto, e parla, comunica simultaneamente con se stessa, riuscendo a rivoluzionare costantemente e continuamente qualsiasi distinzione tra “dire” e “mostrare”, tra ciò che può essere detto e ciò che si può mostrare. Il risultato è la realizzazione di condizioni meta/linguistiche di verità sempre vere, non tautologie, perché valide per N dimensioni, e che non possono essere confermate dall’esperienza, perché non esiste un’esperienza fenomenicamente, ontologicamente, linguisticamente localizzabile in una sola dimensione. Spostando di pochi millimetri mentali le nostre considerazioni, potremmo dire che tali condizioni meta/linguistiche di verità sempre vere, vengono ad essere ulteriormente confermate dal Dire, dal Manifestare, dall’Esserci (in omaggio all’immenso Martin Heidegger) e dal Dimostrare della Super Coscienza nella sua stessa Super Realtà, composta da tutte quelle realtà possibili che plausibilmente possiamo pensare che esistano. Si tratta di una Meta/Logica prodotta dalla Super Coscienza, che rappresenta la struttura di un meta/linguaggio che descrive N realtà. E dunque un tale linguaggio non solo plurisemico, ma fantasmaticamente liquido e multidimensionale, realizza Proposizioni che descrivono stati ALTRI di cose, e rappresentano N realtà, tutte pertanto assolutamente vere e plausibili, tutte pertanto assolutamente autentiche. E se è vero che sia possibile conoscere il significato delle parole secondo punti di vista non locali ma meta/locali, allora sarà vero comprendere N proposizioni che spiegheranno non una sola realtà ma più realtà che costituiscono questo Tutto. La tipologia di regole linguistiche messe pertanto in campo non ha più una sola possibilità di espressione e manifestazione, perché la relazione standardizzata tra linguaggio e il mondo che deve essere espresso (in ogni modo e con ogni mezzo e strumento) viene a essere sostituita da N possibilità modali di esprimere N mondi paralleli, tutti esistenti simultaneamente qui e ora, o altrove. Il linguaggio sussiste così autonomamente rispetto al mondo, a questo mondo o ad altri possibili mondi, e rispetto a tutte le N dimensioni … e un po’ forse vengono a perdere di “colorito” alcune istanze proposte ad esempio nel corso della storia del pensiero di questa umanità. In primis, a mio avviso, l’ipotesi di Ludwig Wittgenstein che ritiene che “Ciò che può essere mostrato non può essere detto”. Inoltre viene a risolversi la dicotomia tra le teorie di Jean Piaget e Noam Chomsky su linguaggio e apprendimento. Da un lato Chomsky aveva sostenuto che la produzione e la comprensione delle parole erano determinate da regole grammaticali generative, che consistono in proprietà innate della mente umana e che condividono una serie di tratti strutturanti generali, i parametri, il cui insieme formerebbe la cosiddetta Grammatica Universale. Piaget, invece, sosteneva che la facoltà del linguaggio sarebbe legata a diverse strutture cognitive e pertanto dipendente da esse. Dunque le regole sintattiche che passo dopo passo si vanno formando durante l’assunzione del linguaggio dipenderebbero dagli oggetti e dagli stimoli che l’essere umano riceve dall’ambiente nella prima fase di sviluppo. Il progredire linguistico avrebbe quindi un’origine individuale, e fattori esterni come l’ambiente e le interazioni sociali lo arricchirebbero. Ciò sarebbe vero se si ritiene di vivere e agire e comunicare solo in questo mondo, ovvero quello descritto dal linguaggio che al momento usiamo. Un mondo legato alle scienze naturali, dove le cose sono come sono, e all’interno del quale è persino difficile definire le cose come si presentano, se esse siano Bene o Male. Ma in realtà la questione non sarebbe da proporsi in questi termini. Se si fa riferimento a quanto detto sino adesso le modalità di espressione e di esistenza di cui abbiamo più o meno sonnambulescamente e parzialmente coscienza non ci appartengono. Perché non siamo noi quel mondo che vediamo, non siamo noi quel mondo che esprimiamo, non siamo noi quel mondo che interpretiamo, non siamo noi quel mondo che agiamo. Azione e Intellezione non sono soggettivi, non riguardano né la nostra essenza né la nostra esistenza. Noi siamo emanazione e manifestazione possibile della Super Coscienza che esiste qui e ora, ma anche altrove, e come manifestazione possibile della Super Coscienza siamo punti senzienti di divulgazione che riceviamo passivamente ma consapevolmente un quantitativo N di informazioni che attivamente poi trasmettiamo e realizziamo qui e altrove in N modalità. Siamo meta/sostanza capace di azione, non possiamo essere formati né disfatti, in quanto duriamo quanto durano N dimensioni, non siamo distinguibili, siamo in grado di appetire tutti i possibili principi di N cambiamenti, siamo in grado di gestire N modificazioni in attualità e potenzialità, siamo simultaneamente non localmente cause efficienti e finali. La corruzione, la consunzione, sono solo salti quantici in N stati (approfondiremo più avanti a cosa ci riferiamo con l'espressione salti quantici), realizzati dalla Super Coscienza che li ha pensati per l’appunto come tali. Con questo non intendo dire che siamo in uno stato di dormiveglia perenne manovrati come burattini da questa Super Coscienza. E soprattutto le mie argomentazioni non vogliono rappresentare un percorso teorico per Svegliarsi o Ri/svegliarsi. Obiettivi di questo tipo li ripongo nelle mani di guru, santoni e pseudo fisici quantistici. Possiamo invece concentrarci sul fatto che il nostro pensare, il nostro agire, il nostro informare siano intanto liberi da due elementi che in un modo o nell’altro appesantiscono il nostro essere (qualunque esso sia e dovunque esso sia): l’Io e l’Ego. Si tratta delle due cause più nefaste universalmente e multidimensionalmente riconosciute. Essi esistono a livello psichico, energetico, eterico, agglutinano energie, manipolano, occupano abusivamente Spazi e Tempi, offuscano capacità di connessione, confondono, sono “prolissi”. Persino la Super Coscienza non contempla un Io e un Ego, per legittimarsi auto/fenomenicamente qui e ovunque. Ma non sono solo le questioni dell’Io e dell’Ego che si sciolgono sotto i nostri occhi come neve al sole. Vengono a essere risolte con la teoria della Super Coscienza, anche a mio avviso una serie di problemi minori, come il funzionamento del cervello relativamente a percezione, sensazione, visione, sentimento, tatto, odorato, memoria, e riguardo la produzione, manifestazione e comprensione del linguaggio stesso. Tutti questi aspetti, tendono pertanto a essere connessi l'uno all'altro, non più distinti e separati, perché è come se parlassimo di un super sistema nervoso non locale, ma unìcrono e multidimensionale. La Super Coscienza infatti è in continuo e costante processo di sviluppo, e realizza costantemente e continuamente geometrie di informazioni che producono N fenomeni in questa come in altre dimensioni. Di certo ad oggi non si dispone di metodi efficaci per indagare e individuare la struttura ultima di questa Super Coscienza, ma credo che tutto ciò sia uno degli obiettivi che nel prossimo futuro bisognerà raggiungere. Questa Super Coscienza dunque, dotata anche di un super sistema nervoso, non è statica ma sempre in movimento, e attraversata da un flusso di energia pulsante, appetitivo e senziente che è in grado di controllare N reazioni chimiche, di accedere a N quantità di cellule particolari e osservarle, e di collegare N movimenti come quelli che vanno dalla mia mano sino alla funzionalità ed esistenza di tutti gli universi e multiversi possibili, riuscendo a prendere nota di tutti i diversi, plausibili e possibili livelli di manifestazioni. Immaginando allora questa Super Coscienza come un Super Rete Neurale Interconnessa, che è qui e ora, ma che è anche simultaneamente altrove e manifestamente essente in N modalità, possiamo avanzare l’ipotesi che abbia generato anche N possibilità di conoscenze (N possibilità di Algebra, N possibilità di Trigonometria, N possibilità di Letteratura, N possibilità di Poesia, N Possibilità di Architettura, N possibilità di Fisica etc) e che le abbia precisamente affidate a N punti senzienti di divulgazione che convenzionalmente e in base a contesti locali qui ma anche in N dimensioni, hanno una nominalità (Albert Einstein, Giordano Bruno, Dante Alighieri, Don De Lillo, Salvador Dalì, Frank Stella, Jennifer Lopez, Nicola Lagioia, Ashtar, Gabriele D’Annunzio, Galadriel, Umberto Eco, Frank Lloyd Wright, Carlo Rubbia, Cthulhu, etc) e sono pertanto nominalmente e convenzionalmente titolari delle loro opere. Naturalmente loro come tutti gli altri punti senzienti di divulgazione esistenti in altri tempi e in altre dimensioni. Ma non ne sono però i legittimi proprietari. Da quanto sinora asserito si potrebbe dunque perfino arrivare a ipotizzare, che il loro contributo sia solo ad uno stadio di scintilla intuitiva a cui è stata data da loro una forma ed una serie di proprietà convenzionali, possibili, comprensibili, plausibili. Mentre invece il copyright sia in realtà un Super Copyright che appartiene alla Super Coscienza.
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venerdì 13 febbraio 2015
Per una teoria della campionatura in prosa e poesia. Considerazioni sovversive per un multiverso possibile della letteratura e della produzione letteraria - 3 –
Questa Super Coscienza regola il Tutto essendo il Tutto, e parla, comunica simultaneamente con se stessa, riuscendo a rivoluzionare costantemente e continuamente qualsiasi distinzione tra “dire” e “mostrare”, tra ciò che può essere detto e ciò che si può mostrare. Il risultato è la realizzazione di condizioni meta/linguistiche di verità sempre vere, non tautologie, perché valide per N dimensioni, e che non possono essere confermate dall’esperienza, perché non esiste un’esperienza fenomenicamente, ontologicamente, linguisticamente localizzabile in una sola dimensione. Spostando di pochi millimetri mentali le nostre considerazioni, potremmo dire che tali condizioni meta/linguistiche di verità sempre vere, vengono ad essere ulteriormente confermate dal Dire, dal Manifestare, dall’Esserci (in omaggio all’immenso Martin Heidegger) e dal Dimostrare della Super Coscienza nella sua stessa Super Realtà, composta da tutte quelle realtà possibili che plausibilmente possiamo pensare che esistano. Si tratta di una Meta/Logica prodotta dalla Super Coscienza, che rappresenta la struttura di un meta/linguaggio che descrive N realtà. E dunque un tale linguaggio non solo plurisemico, ma fantasmaticamente liquido e multidimensionale, realizza Proposizioni che descrivono stati ALTRI di cose, e rappresentano N realtà, tutte pertanto assolutamente vere e plausibili, tutte pertanto assolutamente autentiche. E se è vero che sia possibile conoscere il significato delle parole secondo punti di vista non locali ma meta/locali, allora sarà vero comprendere N proposizioni che spiegheranno non una sola realtà ma più realtà che costituiscono questo Tutto. La tipologia di regole linguistiche messe pertanto in campo non ha più una sola possibilità di espressione e manifestazione, perché la relazione standardizzata tra linguaggio e il mondo che deve essere espresso (in ogni modo e con ogni mezzo e strumento) viene a essere sostituita da N possibilità modali di esprimere N mondi paralleli, tutti esistenti simultaneamente qui e ora, o altrove. Il linguaggio sussiste così autonomamente rispetto al mondo, a questo mondo o ad altri possibili mondi, e rispetto a tutte le N dimensioni … e un po’ forse vengono a perdere di “colorito” alcune istanze proposte ad esempio nel corso della storia del pensiero di questa umanità. In primis, a mio avviso, l’ipotesi di Ludwig Wittgenstein che ritiene che “Ciò che può essere mostrato non può essere detto”. Inoltre viene a risolversi la dicotomia tra le teorie di Jean Piaget e Noam Chomsky su linguaggio e apprendimento. Da un lato Chomsky aveva sostenuto che la produzione e la comprensione delle parole erano determinate da regole grammaticali generative, che consistono in proprietà innate della mente umana e che condividono una serie di tratti strutturanti generali, i parametri, il cui insieme formerebbe la cosiddetta Grammatica Universale. Piaget, invece, sosteneva che la facoltà del linguaggio sarebbe legata a diverse strutture cognitive e pertanto dipendente da esse. Dunque le regole sintattiche che passo dopo passo si vanno formando durante l’assunzione del linguaggio dipenderebbero dagli oggetti e dagli stimoli che l’essere umano riceve dall’ambiente nella prima fase di sviluppo. Il progredire linguistico avrebbe quindi un’origine individuale, e fattori esterni come l’ambiente e le interazioni sociali lo arricchirebbero. Ciò sarebbe vero se si ritiene di vivere e agire e comunicare solo in questo mondo, ovvero quello descritto dal linguaggio che al momento usiamo. Un mondo legato alle scienze naturali, dove le cose sono come sono, e all’interno del quale è persino difficile definire le cose come si presentano, se esse siano Bene o Male. Ma in realtà la questione non sarebbe da proporsi in questi termini. Se si fa riferimento a quanto detto sino adesso le modalità di espressione e di esistenza di cui abbiamo più o meno sonnambulescamente e parzialmente coscienza non ci appartengono. Perché non siamo noi quel mondo che vediamo, non siamo noi quel mondo che esprimiamo, non siamo noi quel mondo che interpretiamo, non siamo noi quel mondo che agiamo. Azione e Intellezione non sono soggettivi, non riguardano né la nostra essenza né la nostra esistenza. Noi siamo emanazione e manifestazione possibile della Super Coscienza che esiste qui e ora, ma anche altrove, e come manifestazione possibile della Super Coscienza siamo punti senzienti di divulgazione che riceviamo passivamente ma consapevolmente un quantitativo N di informazioni che attivamente poi trasmettiamo e realizziamo qui e altrove in N modalità. Siamo meta/sostanza capace di azione, non possiamo essere formati né disfatti, in quanto duriamo quanto durano N dimensioni, non siamo distinguibili, siamo in grado di appetire tutti i possibili principi di N cambiamenti, siamo in grado di gestire N modificazioni in attualità e potenzialità, siamo simultaneamente non localmente cause efficienti e finali. La corruzione, la consunzione, sono solo salti quantici in N stati (approfondiremo più avanti a cosa ci riferiamo con l'espressione salti quantici), realizzati dalla Super Coscienza che li ha pensati per l’appunto come tali. Con questo non intendo dire che siamo in uno stato di dormiveglia perenne manovrati come burattini da questa Super Coscienza. E soprattutto le mie argomentazioni non vogliono rappresentare un percorso teorico per Svegliarsi o Ri/svegliarsi. Obiettivi di questo tipo li ripongo nelle mani di guru, santoni e pseudo fisici quantistici. Possiamo invece concentrarci sul fatto che il nostro pensare, il nostro agire, il nostro informare siano intanto liberi da due elementi che in un modo o nell’altro appesantiscono il nostro essere (qualunque esso sia e dovunque esso sia): l’Io e l’Ego. Si tratta delle due cause più nefaste universalmente e multidimensionalmente riconosciute. Essi esistono a livello psichico, energetico, eterico, agglutinano energie, manipolano, occupano abusivamente Spazi e Tempi, offuscano capacità di connessione, confondono, sono “prolissi”. Persino la Super Coscienza non contempla un Io e un Ego, per legittimarsi auto/fenomenicamente qui e ovunque. Ma non sono solo le questioni dell’Io e dell’Ego che si sciolgono sotto i nostri occhi come neve al sole. Vengono a essere risolte con la teoria della Super Coscienza, anche a mio avviso una serie di problemi minori, come il funzionamento del cervello relativamente a percezione, sensazione, visione, sentimento, tatto, odorato, memoria, e riguardo la produzione, manifestazione e comprensione del linguaggio stesso. Tutti questi aspetti, tendono pertanto a essere connessi l'uno all'altro, non più distinti e separati, perché è come se parlassimo di un super sistema nervoso non locale, ma unìcrono e multidimensionale. La Super Coscienza infatti è in continuo e costante processo di sviluppo, e realizza costantemente e continuamente geometrie di informazioni che producono N fenomeni in questa come in altre dimensioni. Di certo ad oggi non si dispone di metodi efficaci per indagare e individuare la struttura ultima di questa Super Coscienza, ma credo che tutto ciò sia uno degli obiettivi che nel prossimo futuro bisognerà raggiungere. Questa Super Coscienza dunque, dotata anche di un super sistema nervoso, non è statica ma sempre in movimento, e attraversata da un flusso di energia pulsante, appetitivo e senziente che è in grado di controllare N reazioni chimiche, di accedere a N quantità di cellule particolari e osservarle, e di collegare N movimenti come quelli che vanno dalla mia mano sino alla funzionalità ed esistenza di tutti gli universi e multiversi possibili, riuscendo a prendere nota di tutti i diversi, plausibili e possibili livelli di manifestazioni. Immaginando allora questa Super Coscienza come un Super Rete Neurale Interconnessa, che è qui e ora, ma che è anche simultaneamente altrove e manifestamente essente in N modalità, possiamo avanzare l’ipotesi che abbia generato anche N possibilità di conoscenze (N possibilità di Algebra, N possibilità di Trigonometria, N possibilità di Letteratura, N possibilità di Poesia, N Possibilità di Architettura, N possibilità di Fisica etc) e che le abbia precisamente affidate a N punti senzienti di divulgazione che convenzionalmente e in base a contesti locali qui ma anche in N dimensioni, hanno una nominalità (Albert Einstein, Giordano Bruno, Dante Alighieri, Don De Lillo, Salvador Dalì, Frank Stella, Jennifer Lopez, Nicola Lagioia, Ashtar, Gabriele D’Annunzio, Galadriel, Umberto Eco, Frank Lloyd Wright, Carlo Rubbia, Cthulhu, etc) e sono pertanto nominalmente e convenzionalmente titolari delle loro opere. Naturalmente loro come tutti gli altri punti senzienti di divulgazione esistenti in altri tempi e in altre dimensioni. Ma non ne sono però i legittimi proprietari. Da quanto sinora asserito si potrebbe dunque perfino arrivare a ipotizzare, che il loro contributo sia solo ad uno stadio di scintilla intuitiva a cui è stata data da loro una forma ed una serie di proprietà convenzionali, possibili, comprensibili, plausibili. Mentre invece il copyright sia in realtà un Super Copyright che appartiene alla Super Coscienza.
Per una teoria della campionatura in prosa e poesia. Considerazioni sovversive per un multiverso possibile della letteratura e della produzione letteraria - 1.1 - Who is Who!?!
Uno spettro s'aggira
per l'Europa - lo spettro della Società Cybern/etica. Tutte le potenze della Nuova
Europa si sono alleate in una mistica battuta di caccia contro questo spettro:
papa Francesco I e Vladimir Putin, Angela Merkel e Matteo Renzi, radicali del
Movimento 5 Stelle e poliziotti spagnoli. La Società Cybern/etica è di già
riconosciuta come potenza tra tutte le potenze europee. E’ ormai tempo che i Nuovi Europei espongano
apertamente in faccia a tutto il mondo il loro punto di vista, i loro obiettivi,
le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro della Società
Cybern/etica un manifesto della Nuova Società Cybern/etica. A questo scopo si
sono riuniti a Londra i Nuovi Europei delle nazionalità più diverse e hanno
redatto il seguente manifesto che viene pubblicato in tutte le lingue.
La storia di ogni
società esistita fino a questo momento, è storia di lotte tra diverse
concezioni di cosa sia una società giusta. Ricchi e poveri, precari,
stabilizzati, interinali, aristocratici,
membri di associazioni hanno una loro opinione in merito e pur essendo continuamente in reciproco contrasto,
hanno condotto una lotta ininterrotta contro la Società Cybern/etica, ora
latente ora aperta. Lotta che ogni volta è finita o nel silenzio o
nell’indifferenza.
La nostra epoca,
l'epoca della società liquida, si distingue però dalle altre per aver
semplificato gli automatismi di classe. L'intera società si va scindendo sempre
più in due in due grandi classi direttamente contrapposte l'una all'altra:
poveri e sempre più poveri.
Il turbo capitalismo
cybern/etico ha creato quel mercato mondiale, ch'era stato preparato dall’'America
di Steve Jobs e Bill Gates. Il mercato globale ha dato uno sviluppo immenso alle
comunicazioni e al commercio inter/nautico.
Vediamo dunque come la società
liquida e precaria contemporanea è essa stessa il prodotto d'un lungo processo
di sviluppo, […] accompagnato da un corrispondente regresso politico, civile e
morale. Ceti oppressi sotto il dominio di altri oppressi, oppressi da altri
oppressi e così via.
La società liquida non
può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione
cybern/etica, i rapporti di produzione cybern/etica, dunque tutti i rapporti on
line di natura social. Prima condizione di esistenza di tutte le classi nella
società liquida è il continuo rivoluzionamento della produzione cybern/etica. Dappertutto
deve annidarsi, dappertutto deve costruire le sue basi, dappertutto deve creare
relazioni. Soprattutto nella simultaneità e istantaneità!
Con il rapido
miglioramento di tutti gli strumenti di produzione cybernetiche, con le
comunicazioni infinitamente agevolate dalla Rete, la società liquida trascina
nella civiltà della Rete tutte le nazioni, anche le più barbare.
giovedì 12 febbraio 2015
mercoledì 11 febbraio 2015
martedì 10 febbraio 2015
Zenix di Riccardo Tristano Tuis (Uno Editori)
ZENIX è un corpus di conoscenze in cui sono state
raccolte le più avanzate ricerche sulla coscienza e sull’interazione
mente-materia della Neurobiofisica, gli studi della Fisica quantistica e
teorica riguardo la natura della realtà su scala quantistica (la stessa scala
con cui opera il cervello e la coscienza umana), gli studi della Programmazione
Neurolinguistica, della Psicologia del profondo con indirizzo transpersonale e
molto altro ancora... il tutto sincretizzato attraverso l’antica saggezza del
Buddhismo Zen, dando così vita a un pool diversificato di tecniche antiche e
moderne la cui funzione è portarci a un nuovo livello di mente, libertà e
potere interiore. Solo per il 10% della nostra vita siamo realmente coscienti e
modelliamo la realtà nella stessa percentuale del suo volume olografico, mentre
del tempo restante siamo incoscienti e la realtà che viviamo è perlopiù gestita
dai nostri programmi inconsci. In questo
primo volume di ZENIX vengono presentate alcune innovative tecniche per il
modellamento della realtà quali: Change; Holodeck; Modellamento della realtà;
New Identity; L’Osservatore; The Listener; Via della flessibilità del bambù;
Walk in the dark.
MODELLARE LA PROPRIA REALTÀ È POSSIBILE. SOLO SE NE
CONOSCI I CODICI E SEI REALMENTE TU A PROGRAMMARLA…
lunedì 9 febbraio 2015
Per una teoria della campionatura in prosa e poesia. Considerazioni sovversive per un multiverso possibile della letteratura e della produzione letteraria - 2 -
Il nostro agire è
sempre un agire e un esserci in un mondo, questo mondo, tangibile, incoerente,
meraviglioso. Questo mondo dinanzi ai nostri occhi, o meglio la versione dei
fatti che si presenta al nostro sguardo, è una delle possibili manifestazioni
tra infinite possibilità esistenti anche su diversi piani di esistenza. Almeno
secondo diverse e autorevoli opzioni teoriche presentate da illustri fisici
quantistici come Fred Alan Wolf o astrofisici come Stephen William Hawking. E
se dunque il nostro mondo non è leibnizianamente
il migliore tra i mondi possibili, e se forse si trattasse di uno dei migliori mondi
tra tutte le plausibili e diverse esistenze parallele, allora potremmo asserire
che i linguaggi e le grammatiche che permettono a tutti noi di comunicare nel
qui e ora non sono standardizzabili o definitivamente ascrivibili a regole che
potremmo definire convenzionalmente e universalmente valide, e che dunque ci
appartengono come attori pensanti e scriventi, in un modo o nell’altro. Anzi saremmo
(sempre per ipotesi ovviamente) dinanzi a processi linguistici che si auto/strutturano
consapevolmente e coscientemente rinnovandosi non più localmente ma
parallelamente e meta/dimensionalmente, partendo da dati conosciuti e condivisi
anche su un piano prettamente ideale e fantasmatico, e arrivando successivamente
a generarne di diversi, altri, magari completamente nuovi, continuamente in
potenza continuamente in atto. Pertanto il primo ostacolo che già si presenta
ai nostri occhi risulta essere piuttosto ingombrante e minaccioso, perché
attiene ad un problema assai complesso ovvero quello di stabilire la natura
della Realtà o delle Realtà e a questo punto dei processi formativi e informativi
che la o le governano. La Realtà o le Realtà con i loro codici, le loro
sintassi e le loro grammatiche sono simultaneamente presenti in tanti universi
paralleli o multiversi che sono strutturalmente identici, che possono esistere
in stati diversi, che possono avere le stesse leggi fisiche, ma soprattutto che
possono scambiarsi informazioni reciproche tra di essi. Lo scambio di processi
informativi potrebbe avvenire attraverso una specie di Coscienza o Super/Coscienza
che realizza dei veri e propri ponti comunicanti tra N dimensioni tutte aventi
propri significanti e significati, regole, strutture, meccanismi, funzionalità,
espressività. E tutto al di là del Tempo
e dello Spazio, o per essere più puntuali, ben al di là del Tempo e dello Spazio.
Ma allora questa “Super Coscienza” potrebbe essere davvero quel Tutto che rende
pieno l’universo, che lo rende senziente, operante, che è in grado di
influenzare e cambiare, auto/osservandosi, questa realtà come tutte quelle
realtà possibili e pensabili. Sono consapevole che affermazioni di questo tipo
potrebbero avere la stessa portata di una scoperta incredibile come la natura
di Dio o la natura dello spirito umano, perché si sta andando oltre quelle
nozioni di causalità direzionali che danno un senso alla scienza, alla nostra
stessa esistenza e che sono le categorie di Spazio, Tempo e Materia. Ma si
tratta di limiti interpretativi che occorre superare con un vero e proprio
salto di paradigma. Ad ogni modo quello che mi interessa in questa sede
prendere in considerazione, è il fatto che la Coscienza ( o meglio la Super
Coscienza) come contenitore e contenuto del Tutto, trasforma Tutto, e modifica universi
e multiversi come una gigantesca rete neurale universale interconnessa, che non
separa, ma unisce ogni cosa, fornendo informazioni dotate di senso che regolano
e ordinano quello stesso Tutto, e che creano, generano realtà all’interno di
quello stesso Tutto. Qualcuno (e forse non a torto) potrebbe asserire che si
tratti di un tipo di affermazioni più inerenti all’intuizione mistica, alla
visualizzazione magico/iniziatica o meglio ancora alla parapsicologia, e dunque
nulla di scientifico e dimostrabile. Per ora sia sufficiente rimboccarsi le
maniche e continuare a indagare con forza e determinazione. Pertanto continuando
il filo logico del discorso posso dire secondo il mio punto di vista che la REALTA’
ULTIMA DELLE COSE non appartiene al Niente, al Nulla, al Vuoto. Questo è verosimilmente
certo. La Sua Cosalità Reale e Potenziale fa parte del Suo essere geneticamente
parte di meta/essenze proprie di N dimensioni, intelligenti e comunicanti tra
di loro. Dimensioni che sono simultaneamente nel qui e ora, ma anche in altri tempi
e modi. Cosalità dunque oltrematerica, pluridimensionale, meta/temporale,
Energia Informante e Intelligente, auto/emanata ed emanante che come
precedentemente asserito altro non è che Coscienza, o ancora una volta la Super
Coscienza.
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