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mercoledì 22 ottobre 2014
martedì 21 ottobre 2014
IL FONDO VERRI DI LECCE OSPITA I POETI LECCESI E BRINDISI
Un incontro entusiasmante per gli
amanti della poesia presso il Fondo Verri di Lecce con alcuni dei poeti leccesi
e brindisini che si scontreranno a suon di poesia. Interverranno Mimmo Tardio, Daniela
Tateo, Dino Trisolino, Giovanni Valente, Clara Nubile; inoltre, Lara Carrozzo, Elio
Coriano, Maurizio Leo, Maurizio Nocera, Alessandra Peluso.
Le poesie saranno lette dagli
attori Marcantonio Gallo e Mauro Marino, musicate dalla cantante Paola
Petrosillo.
Evento
imperdibile: Lunedì 27 ottobre, ore 19.00 - Fondo Verri - via S. Maria del
Paradiso, nei pressi della Chiesa del Rosario di Porta Rudiae, Lecce.
“Limitatamente alla mia esperienza la poesia è stata
ed è foriera di incontri, un meraviglioso momento di condivisione, di incontro
culturale importante per coloro che amano dal profondo la Poesia. Tutto è cominciato in una serata emarginata ed
emarginale del 27 marzo 2014 a Brindisi con Mimmo Tardio, Maurizio Nocera e
Alessandra Peluso, mentre si parlava di “Ritorno Sorgente” (libro
poetico), si è avuta la percezione dell'eccessivo distacco tra poeti leccesi e
brindisi, sconosciuti gli uni agli altri per diverse ragioni. Ecco, allora, che
il 4 settembre 2014 in seguito alla 1ª edizione di “In-chiostri” di
Brindisi, Mimmo Tardio, poeta, scrittore, artista a tutto tondo ha
generosamente voluto dedicare dello spazio alla poesia leccese nella città di
Brindisi; a sua volta, magnificamente, ha dato adito a un altro appuntamento
quello del 27 ottobre 2014 insieme a Maurizio Nocera, appunto a Lecce. E questa
è poesia, questo significa creare reti, abbattere i pregiudizi, andare oltre i
battibecchi umani ahimè troppo umani,
avere cura e dedizione e amare ciò in cui si crede. Ci siamo dunque e vi
aspettiamo numerosi ad ascoltare le poesie di Mimmo Tardio, Daniela Tateo, Dino
Trisolino, Giovanni Valente, Clara Nubile; Lara Carrozzo, Elio Coriano,
Maurizio Leo, Maurizio Nocera, Alessandra Peluso. Le poesie saranno lette dagli
attori Marcantonio Gallo e Mauro Marino, e saranno musicate dalla cantante
Paola Petrosillo. Per l'esito della
squadra vincitrice, dovrete attendere la conclusione della serata. (Alessandra Peluso)”
L’incontro è organizzato da “La
Contrada del Poeta - Fogli volanti di poesia spersa - Fanzine, a cura di
Maurizio Nocera”.
INFO
Fondo Verri è a Lecce, in via Santa Maria del Paradiso 8.a,
(nei pressi della Chiesa del Rosario -
Porta Rudiae)
fondo
verri.blogspot.com
lunedì 20 ottobre 2014
domenica 19 ottobre 2014
sabato 18 ottobre 2014
Lavorare con lentezza di Enzo Del Re. Il corpofonista, di Timisoara Pinto, prefazione di Giovanna Marini, con uno scritto di Vinicio Capossela e uno scritto di Piero Nissim, con fotografie e due cd in allegato (Squilibri - Roma, 2014). Intervento di Nunzio Festa
"Voglio vedere se
almeno dopo che l'hanno fatto morire povero, qualcuno si degnerà di ricordare
Enzo". Questo sfogo è del maestro Antonio Infantino, raccolto ad Aliano
alle giornate paesologiche di Franco Arminio. Enzo è Enzo Del Re. Il 7 giugno
2011 è la data di morte del "corpofonista". L'opera della quale col
massimo di rispetto possibile, vista l'importanza che ricopre e ricoprirà e
data la sua possenza di documento storico, stiamo per parlare, dunque, intanto esiste
grazie al lavoro appassionato dell'infaticabile Timisoara Pinto, giornalista
Rai e studiosa della canzone d'autore e della cultura popolare, che fra le
altre cose ha diretto diversi eventi musicali in memoria di Del Re e Rino
Gaetano; Enzo Del Re, appunto. Quel cantastorie del quale Pino Masi, ospite
qualche anno fa dell'Osteria Malatesta di Matera, parlava in questi termini:
"L'unico cantautore di brani di protesta che veramente mi
somigliasse". Magari nella stranezza, anche. Ma specie nella genialità.
Quella marcia in più però "fuori dal motore" che per mezzo prima di
Daniele Sepe abbiamo conosciuto anche in Basilicata. Che Eugenio Bennato
portava nel cuore quando l'abbiamo ascoltato a Viggiano e in altre diverse
tappe lucane. Cantastorie e corpofonista, Del Re, amato dal lucano d'origini
Andrea Satta come dall'intramontabile De Sio, dagli ancora giovani Africa Unite
dall'indimenticabile Enzo Gragnaniello. Fino, adesso, al più moderno dei
cantastorie: Vinicio Capossela. Quel Capossela sempre dotato di Banda della
Posta a far da ausilio alle prove più istrioniche. Pinto, e innanzitutto
dobbiamo dire che bellissima appendice fotografica troviamo
nell'importantissimo libro, racconta con la vicinanza della viva voce ripresa
da interviste e incontri telefonici attuali come tolte dall'oblio della memoria
poco riconosciuta di Fo e Marini, Paolo Chiarci, Vittorio Franceschi ecc. chi
era e cosa ha significato, significa e significherà Enzo Del Re. Ovvero,
capiremo, "l’interprete più autentico di una stagione di impegno civile
nella quale le canzoni di lotta e di protesta animavano il sogno di una società
diversa. Con uno stile e un linguaggio inconfondibili, schioccando la lingua e
percuotendo sedie e valigie o qualsiasi altro oggetto che potesse ritmare la
sua urgenza di vita, è stato protagonista di memorabili esperienze culturali e
teatrali, da Ci ragiono e canto 2 agli spettacoli con Nuova Scena, il Teatro
Operaio e i Circoli Ottobre, per poi eclissarsi nella sua Mola di Bari, mentre
il movimento del '77 eleggeva a proprio inno una sua canzone, Lavorare con
lentezza". Quel testo tornato d'attualità con l'uscita del film di Guido
Chiesa. Con tanto di dischi allegati. Nel primo dei cd allegati al volume, una
scelta antologica del repertorio "di una voce irriducibilmente contro",
nel secondo cd "un tributo alla sua memoria da parte di numerosi artisti
che, da Capossela a Teresa De Sio, da Antonio Infantino alle Faraualla, da
Alessio Lega ai Radicanto, dai Têtes de Bois (a partire da Satta, ndr) a Zurlo,
hanno rivisitato alcuni dei suoi brani". L'arte di Del Re è la storia
dell'intransigenza. Che seppellisce ogni tipo di compromesso. "(...)È una
storia che ha inizio quasi cinquant’anni fa, quando la fotografia era
psichedelia, musica e cinema e i colori si mischiavano roteando a spirale come
fluidi rosa miscelati con altri colori, come fa lo scatto, la morsa
dell’obiettivo quando l’immagine finisce in trappola", dice in apertura
del testo Timisoara Pinto. Prima insomma d'entrare nella formazione di Del Re.
Del corpofonista che fece il '68 dal 1967. Se non ancora prima. In una Firenze
vissuta con quell'Infantino di Tricarico bravo a ricordarci ancora oggi che
furono "gli angeli del fango" dell'alluvione fiorentina. Senza
dimenticare quando la coppia Del Re Vincenzo - Infantino Antonio fu fermata in
quella animata Toscana, ed entrambi gli artisti solamente ventitrenni, furono
fermati dalla forze del disordine come "senza fissa dimora" e fermati
(arrestati) "per accertamenti". Pinto ci narra di tutto. Racconta la
nascita di canzoni sempre per il futuro. Da "Tengo 'na voglia e fa
niente". A "Povera gente" ed "Avola". Passando per la
stessa, ovviamente, "Lavorare con lentezza". E da "La 124".
Brani che dicevano un mondo. D'allora. E addirittura del nostro Tremila. Visti
gli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta. Le parole del maestro Infantino
riportate nel volume e registrate nel disco spiegano e commuovono. Commuovono
spiegando. Un omaggio sincero e altissimo quanto la dedica di Tonino Zurlo e
l'intepretazione carezzevole per una volta di Teresa De Sio.
venerdì 17 ottobre 2014
giovedì 16 ottobre 2014
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